mercoledì 26 ottobre 2011

DAI GIUGIO, CHE SEI TUTTI NOI!


Carissimo GiuGio. Hai visto come ti finì? Ti finì come Turi cha-cha di cui si diceva che avendo nella sua vita fatto sempre  “il bene” si è ritrovato con quella cosa nel di dietro. Tu li hai coltivati, alimentati, sostenuti, aiutati, sollevati, cresciuti, pasciuti, blanditi e perfino idealmente cullati. Quante volte li invitasti alle tue discrete ed eleganti notturne cene (ovviamente nulla a che vedere con quelle volgari del Cavaliere) presso locali raffinati in compagnia della tua notevole ed osannante corte dei miracoli fatta da capi settori, capi area, capetti, caporali di giornata, questuanti, accattoni, lecchini, zuini, sciacquini (ora costoro si sono trasferiti armi e bagagli tutti con Sal), a cui tu allora avevi sempre qualcosa da dare o da promettere.
Tra questi svettava per presenza anche  lui, Sal, il Pinocchio come tu l’altro ieri lo hai definito in un crescendo di giuste, sacrosante contumelie che mandavano in sollucchero don Pinuzzu tiggej e, in verità, anche le nostre modestissime, umilissime persone che tifammo sicuramente per te. Bene, dicevamo. Bravo GiuGio. Ben gli sta al Pinocchio, paradossalmente col naso lungo (in senso metaforico), ma in verità come diciamo dalle nostre parti “senza nasu" cioè mancante di quella  giusta riconoscenza che ti doveva avendogli  tu sempre aperto la tua porta. Ma che dico la porta. Tu gli hai aperto ‘a porta a carrittaria. “Cicatrici di pietra su falsi spergiuri…” scrive il poeta Antonio Lo Nardo. La frase pari pittata supra r’iddu! Te lo ricordi a tutte le ore dietro la tua porta con la mano sempre stesa ai limite dell’anchilosamento? E te lo ricordi  sempre dietro la porta di Filippino Faremo? Non aveva il tempo di ricevere da te che si precipitava nella stanza di Fili. E Fili sempre generoso, sempre pronto ad assecondare fino a quando anche lui fini’ come Turi. Presentatosi candidato al Consiglio comunale nel 2005, Fili che di quel gruppo rappresentava il Capo, arrivava quarto dietro  Sal, Jhonny e Gianfry che entravano in Consiglio “comu Nofrio ‘ncarrozza”. Mai umiliazione fu tanto umiliante! Oggi Fili che, sembrava e si diceva, sarebbe rientrato in Consiglio di riversu quagghiu dopo una lunghissima quarantena, resta fuori ‘u quararuni con la testa china come un cane bastonato essendo arrivato al terzo posto nella lista dopo Totò il Giovane e Leo. E Leuccio che fu anche tuo indiscutibile attivo collaboratore nel settore culturale, ha già giurato e si inserisce nel gruppo di Totò II che ti accompagnò nell’azione amministrativa per tanti anni fino a quando non squagghiasti comu ddà cosa da zzà Bittidda.  Si, carissimo Giugio, oggi quelli che tu hai esaltato si lassanu iri pi ttia in maniera sconveniente ed anche irriverente. Hai sentito ieri Sal ai microfoni di don Pino? Disse l’ingeneroso:” Siamo preoccupati per la salute di GiuGio al punto che stiamo provvedo per un TSO, (o qualcosa del genere), che tradotto in soldini (no, volevamo dire “in soldoni" perché i soldini interessano sempre di più agli ex artigiani che ne sono licchi e hanno scelto come motto del loro Movimento: "ININTERROTTAMENTE DAL 1994"significa che tu altro non sei se non un pazzo da ricovero” . GiuGio, capisci? Capisci come ti considera? Tu che ti avventurasti insieme al tuo vice Vincenzino Liolà (l'hai visto a fini che Sal ha fatto fare a quel galantuomo del brother Mimmo cutra? Sal é proprio cani senza patruni!) sfidando siccità e locuste, sulle sponde del Mar Rosso dentro le cui acque limpide e fresche ti immergesti  per ricevere nuova vigoria in vista dei tuoi impegni sempre più onerosi (nel senso dello spreco “dà sardella” ), accolto dalla tribù dell’ex Re Hailé Sellassié con tutti gli onori che si riservano ad un capo di Stato, che ballasti al chiarore della luna del deserto eritreo coperto da un lunga, bianca tunica e godesti del giusto riposo che meritano gli uomini come te avendo cura di coprire il capo con una berretto tipo cacciatori di teste della jungla e pantaloncini alla Gregory Peck nel film "Il ritorno di Tarzan", ora vieni insultato in maniera così beffarda dal primo piunco che si è intrufolato dentro il Salone degli Specchi approfittando delle tue umane e comprensibili debolezze. In quel Salone che ti vide giganteggiare, tu congegnasti le più difficili quanto tortuose alchimie, studiasti le mappe del potere in tutte le sue articolazioni, seguisti i percorsi più difficili per sconfiggere i tuoi nemici ed anche i tuoi amici avendo scelto il celebre motto di don Gabriele: ”Memento audere sempre”. E tu ostasti.. Sempre.   Caro GiuGio non ti curar di lui ma guarda e digli:”Passeddà” così come dicono a Cinisi per esaltare, appunto,  la loro vacca autoctona che dà tanto latte, ma è in via di estinzione. E Sal, te lo assicuriamo noi, appena quel poco di latte figurato che gli resta ancora da distribuire si sarà definitivamente consumato, si estinguerà ben presto (ovviamente in senso politico) e tu potrai nuovamente rientrare con gli  hippi, hippi, hurrà e accompagnato da’ fanfarra  al canto di  “A’ suppa che cotta, a’ suppa che cotta, ritorniamo  a mangiar!”.

Sala Rossa 

domenica 23 ottobre 2011

SI, CARI EX ARTIGIANI: SIAMO COMUNISTI, ARISTOCRATICI E POPOLANI


IERI A FIRMA DEL MOVIMENTO DEMOCRATICO PER PARTINICO E’ STATA INVIATA UNA NOTA A TELE JATO QUALE RISPOSTA AD UNA NOSTRA LETTERA FATTA PERVENIRE AL DIRETTORE DELL'EMITTENTE, PINO MANIACI, E PUBBLICATA SU QUESTO BLOG.
RIPORTIAMO DAL COMUNICATO DEGLI EX ARTIGIANI ALCUNE “PERLE” A NOI RIVOLTE E SCRITTE, SICURAMENTE, DA UN PENNIVENDOLO CHE DA SEMPRE PENSA, AGISCE E SCRIVE SU COMMISSIONE  SENZA MAI AVERE IL CORAGGIO DI COMPARIRE.
LE “PERLE” : …"Per finire con una sprezzante quanto esilarante dichiarazione di superiorità culturale degna del piu’ elitario dei padroni… A Partinico ormai abbiamo un partito comunista affetto da turbe aristocratiche che disprezzano il popolo che non capisce perché considerato volgare ed inferiore moralmente e culturalmente, sembra più l’approccio cinico di un nobile conservatore dell’800 che quello di un partito che si dice solo a parole popolare. La nota dei nostri aristocratici rifondaroli  prosegue con ILLAZIONI  su presunte lottizzazioni di carattere speculativo… Noi la mafia la combattiamo con i fatti… Ci consideriamo un Movimento di CENTRO SINISTRA, NATO DAL BASSO……” 
E POI PER CONCLUDERE IN CRESCENDO SCRIVONO ANCORA: "Con questa amministrazione (cioè quella di Lo Biundo, n.d.r.) abbiamo contribuito alla rottura dei vecchi schemi, questo certamente da fastidio a molti, ma per noi è motivo in più per andare avanti."
Capite cosa hanno fatto gli ex artigiani in tutte le Giunte dal 1994 ad oggi ed ora anche con Lo Biundo? Hanno contribuito alla rottura dei "vecchi schemi" (sic!!!)

PUBBLICHIAMO LA NOSTRA RISPOSTA CHE INVIEREMO DOMANI A TELE JATO

Egregio Direttore Maniaci,
siamo costretti ad approfittare ancora della sua generosità e disponibilità. E, poiché vogliamo essere coerenti con quanto scritto nella nostra precedente nota, non solo non rispondiamo all’Assessore D’Amico ma neppure al Movimento degli ex artigiani di Partinico, che si definisce di ispirazione di centro sinistra quando per la verità – ed è cosa ormai acclarata - trattasi  di un aggregato nato per concentrarsi solo ed esclusivamente su ben circoscritti, corposi ed articolati  interessi  quali, ad esempio quelli che ruotano e ruoteranno attorno al Centro commerciale di contrada Margi frutto di raggiri, inganni, condizionamenti, illegalità. Senza dimenticare, ovviamente, gli interessi che ruotano e ruoteranno attorno alla  revisione del Piano Regolatore Generale su cui sicuramente si saranno già concentrati i riflettori di speculatori e profittatori di ogni specie.
E’ vero, egregio Direttore, noi siamo comunisti inguaribili e persino presuntuosi. Confermiamo d’essere anche “aristocratici” . Confermiamo e diciamo però che lo siamo nel senso più corretto del termine cioè di "signorili e nobili sentimenti" per cui ci viene facile sostenere le ragioni dei ceti popolari perché essendo il nostro un popolo di “signori” per questo non hanno ancora preso i forconi contro costoro. Per cui la nostra concezione aristocratica della vita ci porta naturalmente a stare mille miglia lontani dal plebeismo infarcito di trasformismo speculativo, di scandaloso, palese, appariscente affarismo i soli credi che guidano questa Amministrazione comunale con tutto il contorno di  sostenitori, quelli palesi e quelli occulti. E tra questi il Movimento degli ex artigiani di Partinico.
Se fosse ancora in vita don Cola Geraci direbbe come soleva dire:
“Cari compagni costoro credono soltanto nel dio denaro!”. Mai affermazione fu più felice per potere definire la cricca che guida oggi questo nostro Comune di cui costoro sono parte integrante ed essenziale!
Detto questo, egregio Direttore, e volendo mantenere il nostro impegno, ci rivolgiamo a lei quale nostro interlocutore riconoscendogli  levatura politica e culturale, stile ed aristocratico pensiero.
Le proponiamo: se Lei garante, l’Assessore D’amico, il Sindaco o il Movimento degli ex, risponderanno pubblicamente ad una richiesta e a due nostre precise domande fra le tante che potremmo fare, noi siamo pronti non solo a batterci il petto tre volte recitando il mea culpa, ma andremo in ginocchio a Canossa cioè dagli ex artigiani  col capo cosparso di cenere, alla stessa stregua di come d’altronde hanno fatto costoro  quando si sono rivolti, nel loro qualunquistico girovagare, all’Assessore del PD Venturi  per avere finalmente un SI' e potere concretizzare L’ILLEGALE PROGETTO DEL CENTRO COMMERCIALE DI CONTRADA MARGI.
E' chiaro quel che diciamo? POLICENTRO UGUALE PROGETTO ASSOLUTAMENTE ILLEGALE.
E andiamo alla richiesta:
- L’Assessore D’amico, la Giunta Lo Biundo e il Movimento degli ex artigiani, vogliono farci  pervenire a stretto giro di posta, finalmente e pubblicamente dopo oltre tre anni una risposta ampia e chiara su di una nota da noi inviata in data 27 gennaio 2007 (di cui le faremo pervenire copia) all’allora Sindaco Motisi e al   segretario generale dell'epoca, Guarino, con la quale DIMOSTRAVAMO IN MANIERA INOPPUGNABILE COME IL PROGETTO DELLA POLICENTRO FOSSE UN CONCENTRATO DI ILLEGALITA’?  

E per concludere  ci limitiamo soltanto a porre due sole , semplici  domande:
La prima domanda: vogliono rispondere e dirci se il Piano di lottizzazione n. 6, tanto per fare un esempio tra i tanti che potremmo, e cioè quello accanto all’Ospedale di Partinico sia stato realizzato cosi’ come da progetto? In particolare ci vogliono dire se hanno acquisito, e quando, al patrimonio pubblico l’area che i privati proprietari avrebbero dovuto cedere per la realizzazione di una scuola in quell’area? E visto che non hanno niente da nascondere vorrebbero, per piacere, relazionare pubblicamente e in un pubblico ed aperto Consiglio comunale  sulla regolare esecutività degli altri Piani particolareggiati di privati approvati negli ultimi anni? 
La seconda domanda: ci vogliono dire pubblicamente se tutta l’area della 3a zona PEEP e confinante ad est con la scuola materna“Rodari” a due passi dalla Stazione dei Carabinieri e a nord con l’impianto sportivo polivalente “Ninni Cassarà”, area su cui avrebbe dovuto sorgere l’Isola ecologica finanziata dall’Assessorato regionale al Territorio ed Ambiente, sia di proprietà comunale o di privati che l’hanno da tempo ormai occupata?
Egregio Direttore il pennivendolo estensore della nota al servizio degli ex artigiani ci invitava a loro nome a rivolgerci eventualmente alla Magistratura. Il locale Commissariato di Pubblica sicurezza e la stazione dei Carabinieri  che ascoltano hanno ampia facoltà di inoltrare, se lo reputano opportuno, tutta la documentazione sull’illegale progetto della  Policentro alla Procura della Repubblica di Palermo. Di questo noi gliene saremmo infinitamente grati. 
Ringraziandola sempre della ospitalità, Le porgiamo distinti saluti

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato” di Partinico
Partinico 24 ottobre 2011

venerdì 21 ottobre 2011

CARO ASSESSORE CU' NUATRI UNN'ATTACCA!



GIGIA CANNIZZO ,IL SINDACO CHE PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA CITTA' PORTO' IN PORTO IL PROGETTO DI DOTARE PARTINICO DI UN PIANO REGOLATORE GENERALE.CHE ERA STATO UN OBIETTIVO DA SEMPRE INSEGUITO DALLE FORZE CIVILI E PROGRESSISTE DELLA NOSTRA CITTA', PER AVERE RILASCIATO UNA INTERVISTA A TELE JATO ATTRAVERSO LA QUALE MANIFESTAVA LA SUA PREOCCUPAZIONE PER IL SILENZIO CHE SULLA REVISIONE DELLO STRUMENTO URBANISTICO E' CALATO, HA AVUTO QUALE RISPOSTA UN PESANTE INTERVENTO INVIATO A TELE JATO -SCRITTO OVVIAMENTE DA ALTRI-  DA PARTE DELL'ASSESSORE VITO D'AMICO IL QUALE HA APPROFITTATO PER LANCIARE ACCUSE E CONTUMELIE SU RIFONDAZIONE COMUNISTA. CHE LA PENSA ESATTAMENTE COME LA DOTTORESSA CANNIZZO.GLI ABBIAMO RISPOSTA CON LA NOTA CHE SI PUO' LEGGERE. 


Egr. Direttore Maniaci
 noi non sappiamo se la persona  che ieri ha inviato all’emittente una nota carica di astiosità  nei confronti non solo  del nostro Partito ma più platealmente nei confronti dell’ex Sindaco Gigia Cannizzo a proposito della revisione del Piano regolatore Generale  ,sia la stessa dell’Assessore D’Amico perché siamo sicuri che  trattasi di soggetto  diverso .In caso contrario davvero dobbiamo pensare come la gratitudine sia un sentimento assolutamente sconosciuto a D'Amico  la cui esistenza politica e di alcuni suoi sodali ,oltre che le loro personali fortune, le devono  ad un Sindaco che li prelevò da un limbo nel quale la società partinicese li aveva storicamente e socialmente  relegati .Noi difendiamo Gigia Cannizzo perché ne conosciamo l’elevatezza morale, lo straordinario bagaglio culturale ,l’onesta intellettuale tutte qualità che non albergano in quanti oggi governano la nostra città .E tra questi D’Amico .Difendiamo Gigia ma non il nostro Partito che notoriamente all’Assessore  non risponde per ovvie quanto comprensibili ragioni.Noi , caro Direttore,  abbiamo una rigorosa regola:  i nostri avversari devono sempre essere del nostro stesso livello politico e soprattutto culturale in caso contrario preferiamo rivolgere altrove le nostre attenzioni. E non si tratta ,ovviamente, né di presunzione né di mancanza di riguardo per le persone. Si tratta di ben altro  .Tuttavia dobbiamo ammettere   come la dott.ssa Cannizzo durante la sua sindacatura ebbe a commettere un  gravissimo errore politico di valutazione tra cui quello assai grave di non avere compreso -come ,in verità, non lo comprendemmo neppure  noi-  le vere ragioni che spingevano alcuni  artigiani a trasformarsi, nel giro di qualche anno, da Movimento per lo sviluppo dell’impresa artigiana locale  in qualcosa di assai diverso . Questo avveniva  a scapito di un progetto al quale anche noi avevamo per decenni creduto e  che era quello di utilizzare  285 ettari cioè l’intera area di contrada Margi destinata dal Piano Regolatore che volle Gigia Cannizzo , soltanto per lo sviluppo della nostra imprenditoria locale .Pensavamo allora  esattamente quel che pensavano gli amministratori di Alcamo che si sono guardati bene dal fare saccheggiare il loro territorio dagli affaristi lombardi in combutta con quelli del luogo .All’Assessore D’Amico sarebbe per  noi  facile chiedergli conto e ragione - e noi ovviamente lo faremo in altro momento – del suo operato ,di quel che avviene –ad esempio- all’interno delle aree interessate dai  tanti  Piani di lottizzazioni approvati ed oggetto di gravissime speculazioni che lui tollera , in quelle  particolareggiate e dunque oggetto di varianti soltanto per opera del Consiglio comunale e non della Giunta come le aree di edilizia economica e popolare che si vogliono stravolgere insediando quel che non si può e non si deve , le aree  di proprietà comunale su cui ogni giorno di più si estende il possesso di clienti elettorali di questa Amministrazione, il miliardo destinato dalla Regione alla realizzazione dell’Isola ecologica,il progetto di bonifica dell’ex discarica di Valguarnera, la realizzazione della discarica per inerti al ponte Finocchio .E potremmo continuare mettendo in serio imbarazzo l’Assessore il cui  interesse primario non  coincide con quello della stragrande maggioranza dei nostri concittadini quanto in quello che si sta sviluppando  a distanza di pochi chilometri dalla nostra città lungo l’asse viario Partinico-Alcamo e al quale lui è fortemente interessato .E’ vero, ha ragione la dottoressa Cannizzo: la revisione del Piano Regolatore Generale si sta concretizzando sotto traccia e nel silenzio perché altri affaristi ,compresa la vecchia e nuova mafia ,possano trarne vantaggio. Affaristi sicuramente  clienti ,se non direttamente interessati, di questa Amministrazione comunale che li userà nella prossima campagna elettorale a sostegno di un un progetto di squallido e squalificato Governo della città. .
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato” di Partinico”
Partitico 21 ottobre 2011



lunedì 17 ottobre 2011

GLI FAREMO FARE LA FINE DEI PROCI


No, non c’è un ricordo che attraversa la mia memoria e che mi possa riportare a quel che ho visto e sentito oggi sulle  tivvù locali.Un Sindaco bardato della sua fascia tanto per dare e darsi “tono” ;uno scialbo funzionario che non conta dentro il Comune di Partinico assolutamente niente ( di esempi lo potremmo inondare senza alcun tema di  smentita) che registrava come fanno i notai “un affare” “un’accatta e vinni “ come suole dire Pino Manici, con tanto di firme  tra intimi che si spartivano i resti di un patrimonio che altri con sacrifici, impegno e serietà avevano costruito durante la lunga storia dal dopoguerra ad oggi ; una piccola corte di clienti politici e no,gente  anche di lungo corso la cui presenza in quel luogo e in quel momento mi risulta sempre più inspiegabile ,insieme ad altri  esperti in volteggi, salti mortali carpiati ,con tuffo ed atterraggio da un Partito all’altro ,da un gruppo all'altro senza provare vergogna alcuna tanto “fan tutti cosi’”   che ascoltavano non emozionandosi le sciocchezze scritte in buon italiano ,e dunque non scritte dal Sindaco  ,ma che dovevano rappresentare ,nel  contenuto ,“il rilancio” di una amministrazione comunale la più insipida, incolore ed insapore mai vista nella storia della nostra comunità cittadina.Si dice rimpasto . E Lo Biundo non ha fatto altro che rimpastare. E mai espressione fu cosi’ appropriata. “Rimpastare”,infatti ,significa “rimaneggiare la pasta”,e la pasta è alimento con il quale si può vivere ed anche sopravvivere.E alcuni di costoro con la pasta ci vivono ed altri sopravvivono o integrano dilapidando quel che resta di un Comune ridotto allo stremo, spesso anche ad un  bivacco in cui a tanti lavoratori non si chiede più di lavorare ma di utilizzare il “posto” quale integrazione di altro salario percepito altrove e con altre attività che sono assolutamente necessarie in un cosi’ grave periodo di crisi che stiamo attraversando.Quel che conta è ,poi, ottenere da costoro i voti per continuare.Per continuare a far cosa? “A governare -è la risposta di Lo Biundo- con senso civico ”. Dice Maniaci :”Cosa sarebbe il senso civico?” E qui’  Lo Biundo si inerpica su di un ripido quanto  scivoloso terreno .Dice” Nel senso delle liste civiche che sono aperte a tutti e cioè al centro , a destra e anche a sinistra.” “E allora –continua don Pinuzzu - lei si ricandiderà?” Risposta rapida ed inequivoca:”Io già sono candidato perché ho esaurito preventivamente in questi tre anni quasi tutto il programma elettorale”.” E quale sarebbero le realizzazioni? continua tiggej “. “Abbiamo esaurito tutti beni confiscati, abbiamo ottenuto un mare di finanziamenti per i beni confiscati, abbiamo assegnato i beni confiscati e poi da tre anni ci riuniamo con la signora Bertolino ,io e l’assessore D'Amico ,perché si deve trovare un’area per delocalizzare  la distilleria “. A questo punto Maniaci avrebbe dovuto dire ma non l’ha detto per cui lo diciamo noi : “ Ma quale area dovete trovare per delocalizzare ? Ma se l’area già esiste e si trova  lungo lo scorrimento veloce Partinico-Alcamo in direzione monte la dove di già si dovrebbe completare il mattatoio intercomunale ? E allora perché il Piano Regolatore l’ha scelta ed indicata col simbolo D1 ? L’ha indicata proprio perché li si potesse trasferire  la Bertolino e  cioè in un’area per l’insediamento di industrie insalubri di Prima Classe come è la distilleria”.L’intervista a questo punto , avrebbe detto la buonanima di Nino Amato ,diventa  veramente allucinante. Rinunciamo alla sua intera trascrizione per evitare di precipitare in una depressione profonda. Ma andiamo alla “corte” che fa da contorno ormai da oltre tre anni essendosi stabilita stabilmente dentro quella gloriosa "Sala degli specchi" come fecero i Proci dentro la reggia di Itaca . Come fini’ la storia ? Ce lo racconta il grande Omero nell’Odissea . Disse Ulisse impugnando l’arco :”Voi mi pensavate morto e quindi siete venuti a corteggiare mia moglie e le mie ancelle , ma adesso che sono tornato morirete per mano mia”.  A costoro finirà come fini’ con i Proci in senso, però, figurato? Lo vedremo ,ed anche assai prestro. Dunque  la corte c’era quasi tutta . Mancava  'Nntrea per completare il trio lescano con Jhonny 1 e Tandem .E poi c’erano Jhon Desy, Nucciteddu ,Batassanu , Gigetto, Totò da Vicari-a ,Totò Vice, Gioacchino Non Rispondo perché io sono io e voi comunisti non siete un cazzo ,insieme a Niculicchiu,Vartulicchiu (mischineddu ,un dormi cchiù picchi' ci occallaro ‘a  Bertolinu !) , Vituzzu Poli, Giacomineddu sempriiddu   ,Giulianeddu ,la rediviva Kate (che pensavamo ,per ovvie ragioni ,più  pienotta invece nni sta squagghiannu comu ‘a cira di Santa Rusulia)  e le new entry (ti viu e nun ti viu  )Francuzzu accompagnatore ufficiale del cugino, tal FrankMotisi ( una dinastia destinata a continuare a turbare i nostri sonni ) illustrissimo sconosciuto ai più insieme ai conosciutissimi per tradizione di famiglia Totò1 e sopratutto Totò2 "della PDL" dice il Sindaco  ( ma perché Lo Biundo quando cita questo Partito usa il femminile e dice "LA PDL?") . Chiedo venia se  dimentico qualche altro dei presente ma come ebbe a dire sempre don Pinuzzu Tiggej -che é una inesauribile fonte di battute ,osservazioni, commenti, giudizi, espressioni- di recente e a commento di questa nuova Giunta :“Essicci o nun essici è a’ stessa cosa!”.Infine ci chiediamo : che fine fecero "Mimmuzzu cutra" e "don Peppino Barby enza infamia e senza gloria "? A' fini di' surci!
Ma ora bando agli scherzi e concludiamo seriamente .  E questa volta ci rivolgiamo a quelli che a Partinico non vedono molto  ,sentono poco  e sono di pochissime parole e sopratutto non agiscono . E non ci riferiamo ai cittadini che potremmo anche giustificare per tante ragioni ,ma a quanti dovrebbero rappresentare seriamente lo Stato nella nostra città, vigilando ed intervenendo .
AL PRIMO PUNTO DEL NUOVO PROGRAMMA “ DI RILANCIO” DELLA GIUNTA LO BIUNDO E DEGLI EX ARTIGIANI ( ED ORA ANCHE PALESEMENTE DEL PDL) VI E’ LA REALIZZAZIONE DELLA POLICENTRO. Ora noi ci chiediamo e lo chiediamo ai rappresentanti dello Stato quelli che a Partinico, e non da ora , non sentono molto, vedono poco e sono di pochissime parole e sopratutto non agiscono (repetita iuvant)  :Spiegateci voi come sia possibile che un’opera ASSOLUTAMETE PRIVATA,CHE SI REALIZZA SU DI UN'AREA DI PRIVATI, CON CAPITALI PRIVATI  possa entrare a fare parte di un Programma di governo politico cittadino il cui ruolo è quello di occuparsi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE  delle cose PUBBLICHE . E allora i casi sono due: o costoro sono degli sciacalli che intendono appropriarsi di una cosa che non è la loro PER RAGIONI DI MISERABILE E VOLGARE CLIENTELA OPPURE ,COME NOI PENSIAMO, COSTORO SONO DENTRO L’AFFARE DELLA POLICENTRO (,UN'AFFARE DI MILIONI DI EURO) DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE ATTRAVERSO PRESTANOMI. Ovviamente per trarne il massimo vantaggio e non solo elettorale  . No, a Partinico non è più tollerabile che i rappresentanti locali dello Stato siano  assenti, lontani e come Pilato intendano  lavarsene le mani.
Toti Costanzo

giovedì 13 ottobre 2011

DI BAFFO E PIZZO TI SEI ADORNATO!



"Di baffo e pizzo ti sei adornato. Il tuo cervello si è offuscato. Forse per interesse privato?” E cosi’ dal suo posto di consigliere comunale dopo avere chiesto la parola ,don Cola Geraci il Comunista per antonomasia, recitava quei pochi versi e concludeva strofinando il pollice e l’indice rivolgendosi ad un giovanissimo Assessore ,cui l’attenzione letteraria di Cola era indirizzata ,che in quel momento entrava (era l'inizio del 1970)  nella sala del Consiglio comunale di Partinico e si accomodava al tavolo occupato dagli altri suoi colleghi .Il personaggio cui Cola si rivolgeva rappresentava la nuova generazione dei dirigenti democristiani locali le cui aspirazioni anche sfrenate , seppur legittime, furono bene presto rese evidenti  e venivano costruite con la scelta ragionata non solo di un esasperato anticomunismo ma anche nella gestione concreta dell'enorme  potere amministrativo di allora . Quell'anticomunismo  , a volte  fuori luogo se non addirittura rasentante la pesantezza e sfiorando in alcuni momenti anche la volgarità, caratterizzava quei tempi di forti contrasti e tensioni . Si era ancora  in pieno clima sessantottino che vedeva un forte conflitto  tra pezzi del PCI e della DC rappresentativi di quella stagione fatta di permanente contrapposizione .Dunque ,Cola ,aveva  immediatamente colto la trasformazione subitanea del Nostro giovane Assessore che si era fatto crescere un  baffo ed un pizzo che, allora faceva tanto “spavalderia”  e successivamente, avendone mantenuto la condizione di stabile supporto all’effige ma avendo perso la giovanile chioma  lo facevano somigliare( i paradossi o forse, " le cattiverie “della storia ) sempre più al Lenin ultima versione cioé quella assai conosciuta dalle masse popolari ed esasperata dalla propaganda di quel regime cosi’ tristemente passato, poi, alla Storia della nostra umanità quale tradimento delle aspirazioni e soprattutto dei diritti dei popoli che costituirono col sangue l’Unione Sovietica dopo la Rivoluzione d’Ottobre . E Cola questo lo percepiva dall’alto della sua cultura anche se soleva dire che “ io sono arrivato appena alla quinta elementare e mi guadagno da vivere col lavoro di mediatore di vino”. Infatti Cola suoleva ,in Consiglio comunale,  portare con se un “quadernetto” del tipo che all’epoca era in uso nella scuola perché gli alunni potessero li’ appuntare le notizie ed informazioni a loro utili. Quel quadernetto Cola lo aveva circondato con un elastico che tratteneva anche un matita con la quale appuntava oltre “le partite di vino” che trattava con i suoi clienti ,riflessioni,  poesiuole ed epigrammi che dedicava “all’ampu” soprattutto agli avversari politici. Ne compose una per Salvatore Cintola che restò memorabile. Non ricordo più le parole ma il senso era questo: la natura quando concepi’ Salvatore non fece il suo dovere nel senso che lo congegnò “ cosi’ nero” ( cioé non di animo buono) che anche il Padreterno se ne dispiacque. Altri tempi, altri personaggi, altre passioni.Altra storia 
Dunque sono trascorsi quarant’anni e il baffo ed il pizzo ritornano di scena in Consiglio . E il baffo ed il pizzo incarnatisi in quell'anno sul volto del Nostro democristiano ,oggi si reincarnano idealmente sul volto di un giovane che,se non erriamo, veniva alla luce  proprio in quell’anno se non , chissà forse,lo stesso  giorno  .Vedi le cose della nostra vita! Ma Cola non c’è più per stigmatizzarlo , sottolinearlo ,tratteggiarlo con efficacia e poche parole com'era suo solito .E non  c’é neppure Salvatore Cintola scomparso prematuramente che di quella stagione fu anch’esso un protagonista ,anche se ci siamo ancora tanti di quell’epoca cosi’ come il personaggio che Cola allora immortalò. Cosa avrebbe scritto Cola se oggi fosse ancora tra di noi? Cosa avrebbe scritto del giovane Sal ? Che dietro questo suo nuovo look facciale si incarnano i corsi ed i ricorsi della storia? Che il giovane Sindaco intende cosi’  “sotto mentite spoglie” dare vita, rinnovare,  una nuova  stagione fatta di arroganza,  prepotenza, di nuovo e sempre vecchio ,sconcertante anticomunismo ? Ci fece recentemente sapere :” Se volete utilizzare il palco per la vostra festa di Liberazione dovete apporre sugli inviti il logo del Comune come “patrocinio!Roba da far accapponare la pelle. Capite? Una festa di Partito che in quanto utilizza un palco di proprietà comunale -che è poi di tutta la collettività -dovrebbe farsi sponsorizzare dal Comune .Perché il Comune ,ovviamente ,è “cosa loro” .Come la Cantina Borbonica,il Plazzo Ram ed altro ancora . Una cosa mai vista e mai sentita e neppure concepita nelle menti più torbide dei vecchi democristiani che dell’anticomunismo ne fecero, allora,  una religione. Cola avrebbe detto:”Roba da manicomio criminale”. Dunque se Cola fosse ancora tra di noi avrebbe riscritto sicuramente cosi' : “ Sal, di baffo e pizzo ti sei adornato. Il tuo cervello si è offuscato. Forse per interesse privato?” Ovviamente in questo "interesse privato"  non c’entrano né la Policentro né il nuovo business collegato alla produzione di  energie alternative.
Toti Costanzo

domenica 9 ottobre 2011

MANENTI,CATALANO,CUFFARO,IACOLINO, CIRIGNOTTA: UNA STORIA TUTTA SICILIANA DELLA SANITA’ AI TEMPI DI CRACOLICI ,LUMIA ,MASSIMO RUSSO E DON RAFFAELE DI GRAMMICHELE



Chi mi  conosce bene ed è , dunque, scevro da pregiudizio  sa che l’ipocrisia non è una qualità che  mi appartiene. Di “difetti” in senso psicologico  ne avrò tanti ma questo certamente no .Ed anche se capita spesso che qualche familiare mi dice con tono di rimprovero ,ed anche dal suo punto di vista  a ragione :”Ma a’ virità  pi’  forza l’ha ‘ddiri o l’ha scriviri ?, tuttavia tiro dritto .Si ,la verità non consce scorciatoie e meno che mai volute omissioni, anche se dire SEMPRE  la verità “non paga” e ti mette contro non solo tanti in perfetta buona fede ma l’esercito infinito degli ipocriti di coloro, cioè, che non manifestano mai il loro vero volto,la natura del loro animo.  Dunque, se si è “comunisti” ,non si può né si deve essere ipocriti. In caso contrario si tratterebbe di altra cosa ,si apparterrebbe a quella lunga schiera anche di persone per bene che tuttavia qualche eccezione ,qualche debolezza durante la loro vita se la possono pur concedere .Si tratterebbe,per loro,  di peccato veniale mentre per un comunista quel peccato sarebbe davvero mortale .Si perderebbe la fiducia di quanti ai comunisti si  affidano per la difesa degli interessi più elementari: il lavoro, i diritti, e tra questi soprattutto la sete di giustizia.Dunque bisogna sempre dire LA VERITA’ e seguire  un itinerario etico che non cambia, né si adatta ai tempi o alle circostanze.  Ma d’altronde che comunisti saremmo se non fossimo “diversi”? E non si tratta di diversità antropologica o dell’essere “comunisti ideologici” cioè di sbandierare prosopopea e retorica identitaria  ma quelli che al “comunismo dal volto umano ” , quelli che come me  ci sono arrivati dopo una lettura della realtà in cui si é vissuti . E ci sono arrivati  “con i loro piedi”  e non certo per necessità ,opportunità o convenienza e meno che mai per tradizioni familiari. Costoro non hanno bisogno di costruire la propria identità e idealità  sulla finzione.E dunque  per essere comunisti non è necessario partire neppure dalle proprie necessità materiali o per tradizione di famiglia .Per cui  se penso al mio percorso umano e di  tradizione familiare dovrei essere ,per come per certi versi sono stato da ragazzo e per comprensibili ragioni ( l’appartenenza alla Chiesa-istituzione, ,l’indottrinamento che è cosa diversa dall’educazione religiosa, )  all’opposto. Se penso poi alla religiosità della famiglia della nonna materna dove per alcuni anni ho vissuto per ragioni di frequenza alla scuola media di Partinico ed erano gli anni dell'adolescenza in cui "si assorbe" tutto ,circondato non solo da una quantità indefinibile di immagini sacre o libri di preghiera che circolavano in via Fornace in quel di Casa Santa (oltre che la ingombrante presenza - in senso religioso- della zia Gabriella Terrasi sorella della nonna,  che fu anche Madre Superiora del Collegio di Maria di piazza Municipio)allora la storia culturale e politica della mia vita avrebbe avuto una sorte ben diversa. Dunque i comunisti anche quelli non ideologici sono “diversi”? Si lo sono per le poche cose che mi sono sforzato di scrivere . Oppure non sono comunisti e ,dunque, sono  altra cosa: sicuramente opportunisti. Mi chiedo : quanti  comunisti-opportunisti ,dal 1970, anno in cui mi iscrissi per la prima volta nel PCI, avrò conosciuto a Partinico, nel circondario e a Palermo? Un esercito di “compagni” scomparsi per ragioni diverse quando ,come nei  casi più vergognosi, non hanno ceduto volontaristicamente “ vendendosi al padrone” : il datore di lavoro,  il capo ufficio, l’uomo politico che gli poteva essere di utilità appunto per una occupazione ,  un avanzamento, una carriera o anche altro. Insieme a tantissimi di questi scomparsi, inghiottiti dal silenzio o dalla coltre dell’opportunismo ,altri hanno avuto l’impudicizia di tradire resistendo alla  vergogna  e sono ancora in servizio effettivo permanente nei ranghi di affossatori, manutengoli del potere, profittatori, vessatori, camaleonti. I nomi? Voglio fare , almeno per una volta ‘u partinicotu e ,dunque,mutu e di' panza .
Perché questa lunga premessa ? Perché  chiunque comprende come la storia ambigua ed equivoca dei tanti cracolici partinicesi ,palermitani e siciliani (o i tanti  Garraffa,Crisafulli, Speziale, Fassino, Veltroni, D’Alema e cosi’ via ) hanno  rappresentato l’elemento che ha contribuito ad affossare anche la nostra terra, ad allontanare dalla “Politica” masse sempre più consistenti di cittadini , a creare sfiducia ,a far dire a tante persone per bene : “Sunnu tutti ‘i stessi!” . E i cracolici ex comunisti-opportunisti non hanno nulla a che vedere, per il mio ragionamento, con quanti oggi si trovano e per loro insindacabili ragioni nella stessa parte politica ,essendo approdati li' proveniendo da  un percorso , da una storia politica-culturale diversa di quelli cho ho citato : i Provenzano a Partinico,   i Lumia a Termini Imerese o gli Scala o Papania nella vicina Alcamo. Costoro hanno tutto il diritto di costruire il  Partito che vogliono e le Associazioni  culturali che più gli aggada .Avrebbero ,però, più credibilità se dicessero quello che tutti pensano e io dico, appunto, senza ipocrisia : si tratta di vere e proprie CORRENTI, cioè gruppi, frammenti organizzati e strutturati  all’interno di un Partito,il PD, (certamente correnti anche culturali,di pensiero ma anche di POTERE ) cioè la RIEDIZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO DELL’ANTICA, VECCHIA, DEMOCRAZIA CRISTIANA che pensavamo d’avere definitivamente sconfitto con la “rivoluzione” del 1992 e che tanti ex comunisti hanno, paradossalmente, riedificato ripristinando un sistema sociale di relazioni e di interessi assai fruttuoso per la crescita di nuovi centri di potere gestiti da nuovi quanto vecchi potentucoli e distruttivo della nostra società democratica e di impedimento alla crescita complessiva della nostra isola .Questo quantomeno ritarderà alla nostra terra quel processo di liberazione definitiva dalle clientele, dalla subordinazione, dal bisogno DI SEMPRE  .
E a Palermo per ragioni anche le più nobili. come quelle di dare solidarietà ad un manager della sanità, Cirignotta, colpito da un pesante avvertimento o di discutere di sanità ,venerdi’ 7 all’Astoria  ,la “corrente” di Cracolici e Lumia ha sperimentato la sua capacità d’attrazione dividendo,però,il palco con un personaggio quale l’ex magistrato Russo , il quale, va ricordato, fino ad oggi HA SOLO LUI IN MANO LA SANITA’ SICILIANA ED E’ UOMO,politicamente,  DI LOMBARDO .
E si è anche ri-sperimentato- ammesso che questo non fosse il deja vue - come attorno agli interessi concreti della “sanità” (cliniche private, primariati, ospedali, gestione di ASP, servizi consistenti con migliaia di dipendenti ) fatta di tanti medici,tecnici, personale dipendente e dell’indotto a vario titolo ,si  muovono miliardi di euro e potere elettorale cosi’ come fu ai tempi delle gestioni democristiane o socialiste della prima repubblica e cosi’ come è stato con i Cuffaro e le appendici dei Manenti , dei Catalano  e ultimo per citare Partinico e l’ASP 6 ,la marea di presenze con l’ex manager , Salvatore Iacolino, nell’aula magna dell’Istituto “Savarino”della nostra città per consacrare la sua candidatura e successiva elezione all'europarlamento .Nessuno si illuda: la SANITA' ,quella fatta di uomini ( ovviamente con tante eccezioni) si muove come una massa di manovra alla ricerca della protezione politica temporale e di momentanea opportunità. 
Lumia e Cracolici hanno voluto ,Venerdi',  bruciare i tempi ,organizzare e misurare la forza di attrazione e le alleanze in vista di una eventuale scissione del PD in Sicilia utilizzando quale opportunistico scudo  l'ex magistrato Russo ?Un messaggio a Bersani "il temporeggiatore" e alla più battagliera e determinata Rosy Bindi che su quel che accade nel PD in  Sicilia ha le idee assai chiare ?  Staremo a vedere mentre noi non vogliamo perdere tempo: abbiamo da costruire l’alternativa ai Cracolici,ai Russo, ai Lombardo e al centro destra berlusconiano.Compreso “il  sudista al frappé di arance " Gianfri Micciché.
Toti Costanzo  

mercoledì 5 ottobre 2011

TAL'E', AVEMU 'U FOTOVOLTAICU! E NUATRI NNI CI TUFFAMU




Tra una visita a quattro gabinetti scolastici costati oltre cento mila euro alle casse della Regione per dare un poco di lavoro ad alcuni disoccupati e consentire ai ragazzini di fare pipi’ e potersi lavare le mani ,una fascia che non si nega ad alcuna processione o funzione religiosa  e neppure alla inaugurazione di fontanelle-cimitero e centri fasulli della legalità su beni confiscati alla mafia , la visita obbligatoria, quasi giornaliera,  è al capannone di periferia che custodisce il futuro di famiglia. E il futuro si chiama energia alternativa per cui tu piazzi sul tetto quattro pannelli ed olé si accende la luce parte della quale puoi usare e parte da rivendere all’Enel. Facile, facile . Si fa una società ,vi si piazza qualche fedelissimo dimesso da altro ruolo ed il gioco è quasi fatto . Appare del tutto evidente che questo è sempre meglio che  sbarcare il lunario accontentandosi per tutta la vita ,passata la sbornia pseudo-politica-amministrativa , dello stipendio di passacarte o tentare col gratta e vinci. Perché poi dovrebbero goderne gli  altri quando avranno a breve ,e a portata di mano, tetti e spazi a tinchité ,imprese, lavori, cemento, e ciò quando sorgeranno i capannoni e si metterà mano alla grande mela di contrada Margi? E pensate che costoro che si sono giocati tutto  ( cioè dignità,legalità, serietà, moralità etc. etc. ) per fare approvare un progetto illegale possano non approfittare di questo treno che nella vita può passare soltanto una volta? Uno ,per la verità ci tentò prima di loro, o forse in contemporanea, perché aveva davanti un quadro ben chiaro di riferimento di quel  possa significare impresa, costruzioni, appalti,affari che girano attorno ad un centro commerciale che quando finisce male ti  ricicla gli immobili costruiti e fa sempre business. Alla faccia di quei quattro sprovveduti di ex proprietari che il loro terreno lo hanno ceduto per  quattro lire! Ma a “quello andò male perché, si dice, il diavolo fa le pentole ma dimentica il coperchio .E il coperchio era l'ingordigia sfrenata . Dunque costoro che la Policentro l’hanno sostenuta fino in fondo ne vogliono  i vantaggi .Perché i vantaggi sono solo nostri e  , come si dice dalle nostre parti, “vantaggiu un' sinni runa mancu ai zoppi”. Dunque a “tutto dentro” (piccoli politicanti da strapazzo, imprenditori ,professionisti ed altro ancora) come quelle pietanze che comprendono diversi  alimenti che poi si amalgamo risultando ,alla fine assai, gustose ! Però che imbecilli questi comunisti e questi ambientalisti ! Loro si battono da anni per le energie alternative(fotovoltaico,eolico ,solare, addirittura pensano pure alle maree ) fanno manifestazioni, qualcuno finisce all’ospedale o in galera per resistenza alla forza pubblica la quale (ovviamente con i dovuti distinguo tra le forze dell’ordine) per sfogare la rabbia per gli stipendi di fame che il puttaniere Patonza e i suoi ministrucoli elargiscono agli agenti , si accontenta di manganellare qualche operaio , qualche insegnante precario , qualche studente o qualche poveraccio disoccupato cronico ,e loro i nostri cazzetti locali ,alla faccia nostra, si pappano la “ciccia”.E allora, diteci ,perché mai avrebbero brigato per ricoprire il ruolo di sindaco,assessore o  consigliere portaborsa-pigliaboffe  in un Comune come quello di Partinico?Davvero qualcuno pensava che costoro pensassero al cosiddetto “bene del paese” come suole dire “cu’ 'a scuncica” Pinuzzu tiggej ?   Ma la città va in malora, i suoi problemi si aggravano ogni giorno di più, la distilleria più grande d’Europa ammorba e li rende ridicoli davanti all’opinione pubblica, il verde è un grande immenso campo di degrado, tasse e balzelli e multe che non se ne può più, macchina comunale inefficace,inefficiente, antieconomica ,il semaforo di via Benevento ( é vero Comandante!) che dopo lunga e penosa malattia aveva iniziato a lampeggiare ora rimane di nuovo muto alla nostra faccia. Che importa se in quel pericoloso posto qualche giovane vi lascia la vita come in quella strada è capitato? A loro non gliene  fotte niente perché hanno altro cui pensare. Per esempio  e fresca, fresca : dare un incarico di progettazione per un Palazzetto dello sport ,il terzo (il trucco è ereditato dai volponi,loro maestri,  della prima repubblica : si fa finta di affidare la progettazione ad un dipendente comunale perché non si possono pagare i progettisti se prima non si ha un finanziamento , ma il progetto lo elabora un tecnico amico esterno all’amministrazione e poi se finanziato ….aumma,aumma!) mentre gli impianti sportivi come lo stadio comunale , il pallone tensostatico e le palestre scolastiche vanno in malora . Dicono: “ E allora? Vanno in malora, li abbiamo abbandonati e noi ‘mpupiamu “ un terzo bel progetto di Palazzetto alla vostra faccia". E il progetto di Palazzetto dello sport ,progetto esecutivo dell'arch. Lucia , nei cassetti dell'ufficio tecnico  e l'altro pregetto di Palazzetto da Giordano affidato all'architetto De Caro Carella ?Semplice : gli  facciamo fare la stessa fine che Giugio fece fare al progetto profumatamente pagato per trasformare in  uffici il resto del  megaparcheggio annesso allo stadio comunale. Ma lo sapete che per quel progetto ,mai realizzato ,pure il nostro tecnico-assessore al verde capitò na’ ngagghidda di picciuli (oltre 16.000 euro)  in ragione sopratutto della sua appartenenza politica di allora ? Dice sempre il Maniaci: “A Partinicu funziona cosi’!”No, caro Pino, questa volta non siamo d'accordo perché  non funziona cosi’ e presto questi argiuti giovanotti cu' 'a cura longa quanti chidda di surci ri cunnuttu (a proposito: in quale  Istituto alcuni di costoro si sono "formati" conseguendo anche la maturità?) ne avranno concreta dimostrazione. Prima che sia troppo tardi per la nostra città,la sua storia ,la sua civiltà
Toti Costanzo

giovedì 29 settembre 2011

PERCHE’ NESSUNO POSSA DIRE:IO NON SAPEVO DEL CONSORZIO IRRIGUO JATO CHE VA SALVATO NEL NOME DI DANILO DOLCI

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Credo che sia necessario mettere di fronte alle loro responsabilità tutti quei soggetti che a diverso titolo rappresentano “la classe ” cui è stato affidato il compito di governare la città. E “classe di governo ” non è soltanto quella composta da coloro che hanno ricevuto un mandato elettorale- Sindaco o Consiglieri comunali- quanto quella più estesa e rappresentata da Partiti, Gruppi politici ,Organizzazioni sindacali, la Chiesa locale, Associazioni , le categorie professionali .Nello specifico ,più di tutte,la categoria degli agricoltori e i Sindaci del comprensorio i cui Comuni usufruiscono dell’acqua dell’invaso Poma. Quando si tenta con caparbietà di fare scomparire per ragioni pseudo-politiche o per indifferenza e mancanza di senso della responsabilità ,uno strumento costruito all’inizio degli anni ‘60 con sacrifici, lotte, impegno e che ha rappresentato ,con l’uso delle risorse idriche, la speranza per dare inizio a processi di vero SVILUPPO dell’economia del nostro territorio ( sviluppo dell’agricoltura solido, concreto vero e non certo quello aleatorio ed ambiguo dei centri commerciali che NON PRODUCONO ma spingono soltanto al consumo di produzioni altrui prosciugando risorse economiche dal nostro territorio ), allora è tempo che SI SAPPIA perché ciascuno assuma le sue responsabilità. Dunque, chiarezza,senza più tergiversare , senza più temporeggiare . E chiarezza significa dire alla città e al suo territorio, FINALMENTE e dopo 5 anni , le ragioni per cui Venerdi’ 23 settembre alle ore 9 il Presidente Pino Lombardo e i componenti Costanzo e Lo Baido del Consiglio di amministrazione della cooperativa “Consorzio irriguo Jato” - strumento nato con l’invaso Poma ,voluto dalla intelligenza e caparbietà di Danilo Dolci che seppe coinvolgere le popolazioni locali in un processo collettivo di lotta e di costruzione , difeso nel tempo contro tutto e contro tutti e cioè speculatori pubblici e privati dell’acqua ,mafia e prepotenza , Prefetti, Sindaci di Palermo - si è dovuto recare nel capoluogo presso la sezione fallimentare del Tribunale civile ,presentandosi al magistrato cui si è rivolta l’ENEL che vanta un credito notevole nei confronti del nostro Consorzio irriguo .E la ragione della richiesta del fallimento trova giustificazione per avere l’Enel fornito alle ultime amministrazioni del Consorzio Jato ( quelli che vanno dal 2000 all’aprile del 2006 l’energia elettrica per fare funzionare le pompe di sollevamento che immettono l’acqua nella rete di distribuzione .Energia ,ovviamente, non pagata .E le pompe di sollevamento sono quelle custodite all’interno di uno stabile sui cui tetti ancora ad oggi stanziano gli operai dell’ex Consorzio irriguo che chiedono d’essere assunti dal Consorzio di Bonifica Palermo 2. Quel debito con l’Enel non fu estinto da quegli amministratori che lasciarono in più al Consorzio Jato altri debiti e per altre ragioni. Poi sopravvenne quel miserabile quanto vergognoso decreto dell’ex Assessore all’Agricoltura e Foreste di Forza Italia, Leontini, che con atto d’imperio ed unilateralmente calpestò la Convenzione tra il Consorzio dello Jato e l’ESA stipulata fin dal 1974 attraverso la quale il nostro Consorzio gestiva l’acqua, la distribuiva, interveniva sulle condotte, riscuoteva i canoni. E distribuiva l’acqua non solo in ragione della Convenzione citata ma perché IL CONSORZIO IRRIGUO JATO NEL 1971 NASCEVA PER VOLONTA’ NON SOLO DI DANILO E DELLE POPOLAZIONI MA PERCHE’ L’ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO (ESA) l’aveva voluto PROMUOVERE. Tant’è che all’interno del Consiglio di Amministrazione tra quelli eletti dai soci contadini aventi diritto (ed erano oltre 1500) una unità di rappresentanza entrava per Statuto dentro il Consiglio NON ELETTA ma NOMINATA dall’ESA .Cosi’ come , sempre per Statuto, il Presidente dei revisori dei conti era anch’esso di nomina dell’ESA. Dunque il nostro Consorzio non era e non è uno strumento privato,una impresa che punta al profitto o un organismo economico ma aveva ,con la presenza dell’ESA,forti caratterizzazioni pubbliche perché la sua funzione era quella, e soltanto quella ,di servire la nostra agricoltura.

Ora siamo arrivati al “dunque”. E dunque significa anche chiarezza. Dopo essere stata abbandonato dagli  amministratori che del Consorzio si erano soltanto”serviti” e per ragioni soltanto clientelari , nell’agosto del 2006 alcuni rappresentati di Partiti ,gruppi politici e di coltivatori ( Pino Lombardo, Antonio Lo Baido, Toti Costanzo, Raffaele Reda, Gino Ferro, Enzo Paradiso, Gigi Fiorino ,Leo Russo ed Alfredo Rubino ) decisero che la vita del Consorzio,la sua storia, il suo ruolo democratico non si poteva esaurire solo perché cosi’ aveva deciso l’Assessorato regionale all’agricoltura ,e per esso personaggi interessati di F.I. che si assommavano alla pusillanimità degli ex amministratori , ma bisognava iniziare una forte battaglia di opposizione alle sciagurate ragioni pseudo politiche di chi ,all’epoca, governava la regione siciliana .
SENZA UNA SOLA LIRE E METTENDOCI DI TASCA i nuovi amministratori ci siamo “rimboccati le maniche” e abbiamo iniziato una forte azione politica (ostacolata e vanificata fno ad oggi) accompagnata,però,  da un ricorso al TAR per avere giustizia. E il TAR nel 2009 emetteva una chiara sentenza: il Consorzio irriguo Jato per l’azione dell’Assessorato regionale all'Agricoltura ,aveva subito un grave danno . Per questo andava indennizzato .Il ricorso al CGA da parte dell’ESA che veniva individuato dal TAR quale ente risarcitore ,individuava non nell’ESA ma invece nell’Assessorato regionale alle risorse agricole ed alimentari( ex Agricoltura e Foreste) il soggetto che avrebbe dovuto e deve risarcire .Dunque il nostro Consorzio ha diritto al risarcimento , evitare il fallimento e potere continuare ,in un rapporto di collaborazione anche con il Consorzio di Bonifica Palermo 2, la sua importante azione a sostegno dello sviluppo della nostra agricoltura .Tuttavia va detto con chiarezza che quanti hanno provocato questo disastro e hanno radici ben solide nella malapolitica di Partinico ,dal 2006 ad oggi hanno raggiunto alcuni NEFASTI obbiettivi;

1)il disastro e l’abbandono di parte del territorio da parte degli agricoltori ;

2) i gravissimi danni provocati ai terreni dalle forti perdite dell’acqua per una rete fatiscente ;

3) la mancata riscossione dei canoni di pagamento dell’acqua;

4) l’ingiustificato ruolo di alcuni privati che distribuiscono l’acqua al posto degli operatori del consorzio di bonifica col sistema della clientela e del favoritismo ;

5)la mortificazione delle professioni esistenti all’interno del Consorzio di bonifica che non vengono valorizzati con l'aggravante che a dirigere la struttura non sono i più elevati in grado ma quanti sono “ ammanigliati” politicamente( i vari Colletti o Ferrandelli) ;

6) il saccheggio delle risorse idriche dell’invaso Poma da parte dell’AMAP di Palermo ( che paga 3200 euro al mese al consigliere di amministrazione ,certo Giuseppe Giordano già sindaco della città ,per i servigi resi a F.I ora PdL ) che vende l’acqua 1,30 al mc ai palermitani e alle città costiere .
Adesso mi sono tolto ,finalmente e dopo cinque anni,  un  peso dallo stomaco. Perché non é possibile che da noi ogni giorno scompare un pezzo di DEMOCRAZIA  nel silenzio e nel donnabondismo di tanti. Di troppi .
Toti Costanzo



lunedì 26 settembre 2011

LA VILLETTA DI PADRE PIO ,L'ESTASI DI 'NTREA E LA SFACCIATA DICHIARAZIONE DA CLINICA PSICHIATRICA DI SAL LE BLOND




C’è una frase in siciliano assai significativa che dice cosi’:”Picciò c’è ri spararisi”. L’intepretazione autentica ,avendo consultato alcuni nostri anziani contadini che ancora resistono al tempo e alle cicliche gravi crisi della nostra agricoltura ,è questa:”Di fronte a quel che abbiamo sentito dire che non trova giustificazione ma è frutto di ignoranza, farneticazione ,incoscienza, irresponsabilità, stravacantaggine e cosi’ via ,come atto estremo non manifestandosi alcun rimedio NON RESTA CHE SUICIDARSI”. Questo pensavo oggi di fronte ad una intervista che Pino Maniaci ,dopo lunga e penosa astinenza, ha finalmente riconcesso al Sindaco Lo Biundo con ampia soddisfazione di Vituzzu, Vartulicchiu, Giusippuzzu,Gioacchino ,Mimmuzzu e all polistars solidali con Pino e Tele Jato e altri sit-inanti in via Crispi prima e in Piazza Duomo poi ,che un provvedimento infame del Cavaliere intenderebbe cancellare con piena gioia dei Fardazza, di Salto, dei figli di don Totò ,dei Lo Piccolo senza contare gli strascinaquacina locali dell’amministrazione comunale che orbitano anche attorno ai vari Assessori comunali  resistenti a tutte le intemperie, le tempeste e le continue sollecitazioni a rassegnare le dimissioni tentando di convincerli,ma inutilmente, che ‘u fuiri è vriogna ma è sarvamentu da vita .E l’intervista cui ci riferiamo non è quella da Sal Le Blond graziosamente concessa in Piazza Duomo al giovane giornalista Bono di Tele Jato davanti a manifestanti solidali con Pinuzzu e Tele Jato ,ma quella rilasciata davanti la sacra immagine di Padre Pio da Pietralcina che lui,Sal, aveva onorato “con la presenza del Sindaco che ringraziamo” ( dichiarazione spontanea e carica di comprensibile commozione di ‘Ntrea in estasi e quasi in levitazione per la gioia n.d.r.).
Sal, bardato come un giannetto durante una di quelle bellissime corse di cavalli ‘nto Cassaru - corse suggestive che affondavano le radici nella notte dei tempi e che il furore antimafioso di alcuni sfasciallitti dell’antimafia da caffè insieme all’ipocrito ruolo degli anticostituzionali ed ingombranti Prefetti ,hanno cancellato - che onoravano la Madonna del Ponte in un tripudio di calia ,simenza, granita e sciallotte di don Michilino Alessi,.passiu con l’immancabile “liccata” e con iocu di focu finale ,fece dichiarazioni tali da costringerci ad abbandonare precipitosamente il piccolo schermo, ricercare disperatamente anche uno scacciacani e farla, cosi’ finita.Per sempre e con ampia soddisfazione di una notevole schiera di nostri detrattori .Domanda di don Pinuzzu: ” Ma la villetta dentro la quale si celebra la festa a padre Pio non è stata realizzata dai cittadini del quartiere Raccuglia che ne hanno fatto un luogo di ritrovo , di preghiera, custodendola e operando anche la manutenzione ?L’amministrazione comunale l’aveva lasciata in stato di totale abbandono cosi’ come il resto del verde della città” . Risposta sardonica e quasi impertinente di Sal :”Vero è che se ne sono occupati gli abitanti di Raccuglia perché noi non abbiamo personale ( come,non avete personale? E i circa 450 dipendenti? V E R G O G N A !!!) , ma se noi non avessimo voluto …”. Come a dire : Si ,ma se tutto questo c’è è perché l’Amministrazione comunale non si è opposta ai lavori dei privati cittadini perché la villetta è di proprietà del Comune.Capite? Se la villetta è nelle condizioni in cui si trova é dovuto non ai residenti che vi hanno lasciato soldi e sudore ma perché l’Amministrazione comunale non si è opposta alla sua sistemazione . Dunque se c’è ,c’è perché cosi ha voluto Sal e l’armata brancaleone che lo sostiene . E alla successiva domanda ,cosi' lo sciagurato rispondeva:" Anzi le comunico ( é passato ,per comprensibili ragioni ,dal tu di ieri al "lei" di oggi n.d.r. ) noi abbiamo un progetto che é quello di affidare tutto il verde ai privati.E lei ci deve aiutare (leggasi:  la devi finire di metterci quotidianamente alla berlina  "izzandoci" contro la pubblica opinione ) e convincere i cittadini ad avere rispetto delle cose comunali". Avete capito di chi é la colpa del degrado e dell'abbandona dei beni comuni ? Dei cittadini che non rispettano le vergogne  di cui si può fare un infinito elenco.Tipo:area 3a zona PEEP acquisita abusivamente alla proprietà del privato artigiano dirimpettaio;area abbandonata dell'ex piscina di via Parrini ;il verde del Castellaccio ,quello del "Pino",la villa comunale ,il palmeto di villa Falcone e le altre centianaia di palme  di nostra proprietà diffuse in aree pubbliche di cui almeno la metà é morta e sepolta; la fontana di Valguarnera ; palazzo Ram; l'inquinamento dell'aria,dell'acqua e del mare. E si potrebbe continuare .Cari lettori ,aiutiamolo cosi' come  bisogna fare col Cavaliere ,perché abbiamo l'obbligo per ragioni umanitarie di organizzare un ricovero urgentissimo per stato confusionale che ,sostengono i medici,  potrebbe sbracare  in mentale .E prima che sia troppo tardi ! Per noi.
Annotazione finale ad uso e consumo dei giovani lettori . Per chi non lo sapesse e volesse approfondire la materia lo invitiamo a consultare quella pubblicazione che Gigia Cannizzo fece distribuire alla città quando fu approvato il Piano regolatore generale nel 1997 .Scoprirebbe che tutta la zona di “Raccuglia” su cui è nato un intero quartiere costruito con i miliardi dell’IACP e con il controllo totale della mafia locale - vecchia dicci' benedicente- con l'aggiunta dei suoi zerbini politici d'allora  ,era una zona di notevole interesse archeologico. Ed erano quelli stessi che si impossessarono del  Palazzo Scalia in Piazza Duomo radendolo al suolo e ricostruendolo cosi’ per come oggi lo vediamo e che fecero scempio e massacrarono tutta quell’area di Raccuglia per finalità speculative e che inutilmente i soliti noti (Masetto Aiello,Toti Costanzo, Giuseppe Casarrubea,Giulio Bosco,Jack Speciale ed altri del gruppo studi e ricerche di Partinico) tentarono disperatamente quanto inutilmente di salvare. Voi pensate che nella prima repubblica i soggetti che gestivano con prepotenza la città fossero diversi dagli odierni che in più hanno fame e sete di potere oltre che di soldi? Nulla è cambiato sotto il nostro sole. Putroppo.

Toti Costanzo

mercoledì 21 settembre 2011

"IZZATORI" ,CANCARUNA ,GELATARA, CACOCCIULI E POLICENTRISTI CONVERTITI.E TONINO RESTO' ACCUCCHIATU.

Tante cose per certi versi importanti sono accadute dall’inizio di questo mese che ,come sempre, conclude una stagione e dà l’inizio alla successiva .La stagione, con settembre, è quella della instabilità metereologica che sarebbe poca cosa se paragonata a quella cosiddetta instabilità “politica” della nostra città .Cerco di riassumere : un Sindaco , Lo Biundo, che da incosciente ed irresponsabile “izza” contro Pino Maniaci il grumo maleodorante che si agita e si è sempre agitato dentro il corpo , quello putrescente, della società partinicese fatta di mafiosità da strapazzo,”cancarunisimu” di bassa lega, “vavarunisimu” assai grave perché sicuramente giovanile .

giovedì 8 settembre 2011

VARTULICCHIU, TONY, PIETRO E CICCIO

Prima di entrare nel merito di una questione su cui intendo fermare più particolarmente l’attenzione mi voglio togliere uno sfizio ed esprimere il mio modestissimo parere  ( ovviamente per quanto questo possa valere) su di un ragionamento, a mio parere, esilarante dell’assessore Bartolo Parrino che nell’ambito di una intervista rilasciata a Tele Jato e in ragione dei rilievi manifestati da Maniaci sullo eventuale costo della pubblicità della nostra “Notte bianca” nella città di Palermo( pannelli giganti 6x3 di cui uno anche a Mondello e pannelli su alcuni autobus ) ebbe a dire:”la pubblicità della Notte bianca non è costata una sola lira al Comune di Partinico e questo lo possiamo dimostrare”.

lunedì 5 settembre 2011

OMINI, MENZI OMINI, OMINICCHI E QUACQUARACQUA'

Lo ammetto: l’estate ha un effetto devastante sulle volontà di esercitare l’azione pensante. Un pò di mare, un pò di sole, ozio, qualche piccolo svago e tu entri in crisi specie quando devi riprendere la vita quotidiana. E’ sempre stato così. Almeno per me. Poi si ritrova il ritmo, il gusto, la passione, gli stimoli. E tu riprendi, rientri nei ranghi della militanza, capisci che bisogna continuare anche quando tutto intorno a te ti dice: “Ma perché? Per chi?” Partecipi all'iniziativa della giornata della legalità di ieri e ritrovi forza e voglia: lo straordinario impegno dei tuoi giovani compagni e dei loro amici democratici, non certo quelli faziosi, volgarmente ed antistoricamente anticomunisti, residui di una subcultura che nella città non vuole morire e che produce cicilicamente i fardazza e i fardazzeddi anche quelli col doppiopetto e la cravatta, con la maglietta e le scarpe firmate.