venerdì 1 giugno 2012






BARTOLO IERI....
        OGGI....

DOMANI

                        
PUBBLICHIAMO ,SENZA ALCUN COMMENTO ,UN NOSTRO RECENTE  COMUNICATO STAMPA DI AFFEZIONATA ATTENZIONE NEI CONFRONTI DELL'ASSESSORE BARTOLO PARRINO VERSO IL QUALE ABBIAMO PIU' PROPENSIONE NOI CHE "LA CHENCA" E AL QUALE CI PERMETTIAMO DI DIRE : SE NON ORA, QUANDO?...

COMUNICATO STAMPA.......

Riteniamo incomprensibile il silenzio dei gruppi consiliari del nostro Comune su due questioni che si riferiscono all’Assessore Bartolo Parrino. La prima riguarda l’inspiegabile assenza ,Venerdi’ 25 u.s. ,dell’Assessore all’Ambiente nell’incontro tra il Sindaco, l’Assessore D’Amico e le associazioni invitate per discutere della bozza di accordo tra l’Amministrazione comunale e l’industriale Bertolino. Né va dimenticato come l’Assessore Parrino avesse assunto formale impegno con il consigliere comunale Pino Giovia ,membro del Consiglio cittadino per le problematiche ambientali, perché questo importante organismo venisse invitato all’incontro citato.Ovviamente per quell’incontro il Consiglio cittadino non ebbe a ricevere alcun invito.
La seconda questione assai più grave.In una intervista rilasciata ieri ,Martedi’ 29 all’emittente TV7 Partinico dal liquidatore dell’ATO Rifiuti PA1 , l’avvocato Geraci ebbe a dire ,polemizzando con l’Assessore Parrino ,che costui  non rappresentava più l’Amministrazione negli incontri istituzionali della Società in quanto il Sindaco di Partinico aveva avocato a se il ruolo di gestire i rapporti con l’ATO esautorando Parrino da quel ruolo.

Non intendiamo fare alcun commento in quanto ciò che riferiamo lo reputiamo abbastanza significativo.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato” di Partitico
Partinico 30 maggio 2012




..........E UNA NOTA 

ALLA REDAZIONE GIORNALISTICA DI TELE OCCIDENTE SUL DEGRADO DEL PARCO DEL CASTELLACCIO  

L’ottimo servizio di Federico Orlando sul degrado del Parco del Castellaccio andato in onda sulla Vostra emittente ,Martedi’ u.s., ha messo  ancor una volta in evidenza quali,effettivamente siano gli interessi dell’Amministrazione Lo Biundo. Non certo quello di avere cura e protezione del verde pubblico,come di altri pubblici beni ,ma di consentire ai privati , ad esempio, di risolvere a loro vantaggio problemi che andrebbero gestiti con ben altre attenzioni e preoccupazioni. E se appare a noi comprensibile il tentativo giustificazionista dell’Assessore al verde pubblico ,Motisi, il quale si spende come può non comprendiamo,però, le ragioni per cui non chiede al Sindaco conto e ragione :1) di 3 mezzi  composti di fresa e carrello in dotazione al personale con il quale ,ogni mattina, questo curava tutte le aree pubbliche più significative ;2) le 22 unità di lavoratori ex LSU assunti con uno specifico progetto dal Sindaco Gigia Cannizzo proprio per la cura , custodia e salvaguardia del verde pubblico. E mentre possiamo condividere come sia giusto affidare a privati la gestione di piccoli spazi non trova alcuna giustificazione  la privatizzazione di aree importanti, ad esempio,  come il Parco del Castellaccio o la villa del Pino che vanno mantenute ,curate, protette e , dunque, gestite dal Comune perché costate  centinaia di  milioni alla nostra collettività e realizzate per una pubblica fruizione.Per non dire della storica Villa Regina Margherita che non dispone più di quelle  adeguate , continue cure ed attenzione come si conviene ad una civile comunità.  
Grazie dell’ospitalità
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato” DI PARTINICO
Partinico 31 maggio 2012





lunedì 28 maggio 2012

LO BIUNDO SEI PROPRIO UN CIALTRONE E UN QUAQUARAQUA'


 

La storiella che raccontiamo è assolutamente vera. E la raccontiamo perché ,dopo tantissimi anni, ci è ritornata alla memoria avendo ascoltato oggi quello sciagurato del  Sindaco  a tempo , Salvo Lo Biundo ,per il quale bisogna chiedere al più presto un TSO cioè a dire un Trattamento Sanitario Obbligatorio richiedendo il servizio al dottore Enzo Briganò molto attivo di questi tempi e che lo espleterebbe ,presumiamo, in maniera egregia e senza profferir parola .La storiella ce la raccontavamo tra intimi , ridendo come si suole dire sotto i baffi, in quanto uno dei protagonisti era ed é  ancora ad oggi un   nostro caro  amico .La scena è questa: una sera d’inverno tutta la famiglia è davanti al televisore. E si tratta di “ famiglia allargata” nel senso che in quelle sere molto spesso  questa si componeva , appunto, davanti la tivvù con la presenza dei genitori della fidanzata del nostro amico , ovviamente della stessa fidanzata oltre che da una sua sorella e dallo stesso nostro amico . E , poi, i genitori del nostro amico fidanzato  ,la sorella del  nostro amico fidanzato con il suo fidanzato e un fratello minore della fidanzata dell’amico fidanzato completava il quadretto familiare. Silenzio assoluto davanti al televisore . La Rai ,all’epoca unica tenutaria del monopolio, trasmetteva un intrigante giallo. E come in tutti i gialli spasmodica era la ricerca dell’assassino. Il film é avvincente.Il silenzio assoluto . Il padre del nostro amico fidanzato ,molto noto negli ambienti “di chiazza” per la sua flemma e le sue “uscite” trancianti ,seguiva con grande attenzione. Le scene s’inseguono, s‘accavallano, s’intrecciano Il film é sul finire ma dell’assassino niente. E’ soltanto un’attimo . Il padre del nostro amico fidanzato, dunque consuocero del padre della fidanzata del nostro amico ,gira lentamente il capo e rivolgendosi ai presenti ebbe ad esclamare in perfetto e stretto siciliano:”Nca voi viriri c’à all’ultimu a chiddu l’ammazzaii eu!”. Successe il finimondo nel senso delle risate malamente  trattenute ,della moglie cioè la madre del fidanzato che gli tirava la giacca,della nuora che facendo finta di prendere una cosa caduta sul pavimento sghignazzava a tutto spiano, del giovane fidanzato della figlia  e cioè cognato dell'amico fidanzato che, dileguandosi, fece finta d’avere dimenticato le sigarette nella giacca appesa sull’attaccapanni dell’ingresso come si usava una volta . Era, quello, il cosiddetto appendipanni che “il bastoniere” cioè l’accompagnatore delle maschere utilizzava , entrando nella sala,per sistemare il paltò e ad alta voce dichiarare a tutti gli astanti: “Signori e signore , po’ trasiri’na coppia ri mascari?”
Alla fine ritornava la calma mentre il film volgeva al termine e, finalmente,si scopriva colui il quale si era reso responsabile del delitto.
Dunque andiamo alla dichiarazione di oggi dello stravacanti   Lo Biundo. Secondo quanto dichiarato alle emittenti locali da questo sciagurato vuoi vedere che noi comunisti - come il padre del nostro amico che quasi quasi era l’assassino del film - saremmo responsabili  del degrado dell’ex Arena Lo Baido? Perché? Perché secondo questo sfasciallitto  non solo dovremmo occuparci –cosa che fanno con grande amore e quotidianamente Nanni,Roberto, Bastiano e tanti altri amici e compagni - di un bel pezzo dell’ex arena ma se i vandali devastano, la colpa è anche nostra che ci occupiamo soltanto del nostro  “pezzo” mentre avremmo  l’obbligo di occuparci di  tutto. E in più saremmo anche omertosi perché dovremmo denunciare- e non lo facciamo -i vandali che si muovono con disinvoltura soprattutto –dice il quaquaraquà-  durante la notte .  Dopo quanto abbiamo oggi ascoltato da costui non intendiamo dire nient’altro che riconfermare quello che  diciamo da  tempo  : ignorante, presuntuoso, cazzetto,arrogante, affarista, clientelare,senza parola,opportunista. . E adesso  può pure querelare perché,ovviamente, lo faremo anche noi per le cose sconce che ha dichiarato . 
Sala Rossa  

venerdì 25 maggio 2012

LA GIUNTA LO BIUNDO OVVEROSSIA " DEGLI AFFARI": CENTRI COMMERCIALI ,FINTE DELOCALIZZAZIONI, FOTOVOLTAICO, BIOMASSE



A SEGUITO DELL'ANNUNCIO PROPAGANDISTICO DELLA DELOCALIZZAZIONE DELLA DISTILLERIA BERTOLINO DA PARTE DEL SINDACO DI PARTINICO E PER UNA MAGGIORE COMPRENSIONE DEGLI "AFFARI" CHE ATTORNO ALLA VICENDA RUOTANO , PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO STAMPA DEL NOSTRO PARTITO NONCHE' UNA BOZZA DI DOCUMENTO DEL "CONSIGLIO CITTADINO"  

                                                       COMUNICATO STAMPA


Il nostro Partito condivide l’analisi e le argomentazioni  di Legambinete e Patto per la Salute “Nino Amato” per quel che riguarda la vicenda della pseudo delocalizzazione della distilleria Bertolino tanto enfaticamente propagandata dall’amministrazione comunale di Partinico . Tuttavia riteniamo ,proprio in ragione del silenzio scandaloso di cui l’Amministrazione ha ammantato la vicenda, che s’intende mettere l’opinione pubblica di fronte ad una decisione già concordata ma non chiarita alla pubblica opinione di cui, probabilmente, si ipotizzano reazioni negative. Questo può accadere soprattutto se prenderà corpo il progetto che da tempo coltiva l’industria Bertolino a conclusione di quel ciclo che ha visto la devastazione del nostro territorio per i fumi e gli inquinamenti prodotti dalla distilleria in decenni della miliardaria  attività  distillatoria. Cosa s’intende realizzare in contrada Sant’Anna? Si tratta di una centrale a biomasse  ovverossia impianti per la produzione di energia elettrica? E di quale tipo? Con la combustione/massificazione di biomasse disponibili nel nostro territorio che sono vinacce e sanse? O con quale altro materiale? E perché questo silenzio e questo rincorrere il tempo? Forse perché entro il 31 dicembre del 2012  l’impianto , se progettato , avrà dal Governo una corsia preferenziale per ottenere vantaggi economici e dunque ricostruire un business che sostituirà la distillazione che muore entro il 31 dicembre 2013? E una centrale di tal fatta, nel caso di questa realizzazione,  cosa significherà per la vita del nostro ambiente già devastato da speculatori di diversa estrazione?
I Comunisti non si sono mai opposti al processo di industrializzazione nel nostro territorio.Quando  è stato compatibile con la salute e la salvaguardia dell’ambiente isieme alla crescita del lavoro l’abbiamo fortemente sostenuto come fu negli anni ‘80 per l’industria di trasformazione dei prodotti agricoli Raspante . L’abbiamo osteggiato quando questo devastava la nostra vita cosi’ come è stato per la distilleria Bertolino  . E cosi’ sarà se non ci sarà chiarezza e soprattutto sicurezza . Tuttavia non possiamo tacere come la nostra città  sia stata ed è, fino ad oggi  ,governata da una lobby affaristica che ha speculato soprattutto sui suoli . Una lobby pericolosa perché utilizza spregiudicatamente anche  i valori dell’antimafia per nascondere gli obiettivi reali che sono quello acclarati di un gruppo che attraverso il governo della città intende promuovere ed alimentare gli interessi personali e di clan affossando ogni giorno di  più una realtà economica, sociale e culturale sempre più stritolata dalla politica dissennata e del Governo regionale dell’onorevole Lombardo e da quello nazionale del senatore a vita, Monti .
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato” di Partitico
Partinico 24 maggio 2012 


BOZZA DOCUMENTO SULLA DELOCALIZZAZIONE DELLA BERTOLINO

La bozza é una sintesi dell'incontro che l'Amministrazione comunale ha avuto con le Associazioni ambientaliste e con la rappresentanza del nostro Consiglio cittadino ( Pino Giovia, Gianluca Ricupati, Alberto Lo Iacono ) 

Da decenni si discute della delocalizzazione della distilleria Bertolino che mai ha voluto sentire ragioni. Nelle ultime settimane per bocca del sindaco Lo Biundo siamo venuti a conoscenza del recente cambio di posizione della titolare dell’industria, il quale ovviamente non può che farci piacere, ma che al contempo ci pone davanti dubbi quanto meno legittimi.
È lecito pensare che quella della signora Bertolino sia un’operazione che abbia ben altri scopi rispetto a quelli annunciati dall’amministrazione comunale, ossia che quella che si dice si stia finalizzando non sia una semplice delocalizzazione ma che invece si tratti della costruzione di un nuovo impianto volto alla lavorazione di biomasse?
Le fondamenta di questi dubbi hanno delle ragioni oggettive che proveremo a sintetizzare. Il regolamento comunitario 479 del 2008, relativo all’organizzazione del mercato vitivinicolo, ha profondamente mutato le carte in tavola non solo nel settore agricolo, ma anche in quello della distillazione.
In tutta Europa si è lavorato per diminuire le quote di produzione di vino (infatti negli ultimi anni abbiamo visto finanziamenti per procedure di estirpazioni o riconversione di vigneti, per la cosiddetta vendemmia verde, etc). Un processo che ha portato alla riduzione di almeno il 40% della produzione regionale.
Ma, assieme alla quota di produzione, è stata prevista la diminuzione delle quote che possono (ma non necessariamente devono) essere destinate alla distillazione: dal 20% del 2009 al 5% del 2012, anno in cui la distillazione, se non ci sono cambiamenti, dovrebbe dunque ipoteticamente concludersi o comunque subire una forte perdita di volumi d’affari.
Peraltro, le percentuali più basse di vino che ora si producono sono maggiormente richieste a seguito dell’aumento della richiesta a livello mondiale del 17%, con particolare attenzione ai vini italiani.
Tutta una serie di condizioni che ci fanno pensare che il voltafaccia della signora Bertolino abbia delle motivazioni (non sappiamo se rese note oppure no all’amministrazione comunale) che per ora sono sottaciute.
Per questo e per evitare sorprese dell’ultimo minuto, dato che il Sindaco dà per imminente l’approdo della questione in consiglio comunale, chiediamo di conoscere quale sia il “Piano Industriale” del Gruppo Bertolino e rinnoviamo la richiesta di rendere pubbliche e trasparenti le trattative intavolate per la delocalizzazione.
Il comitato, come ha fatto negli ultimi mesi promuovendo ben due consigli cittadini a Partinico e a Trappeto, si attiverà per dare vita ad una discussione collettiva in merito alla delocalizzazione, che va fatta nel più breve tempo possibile ma stando ben attenti a quali progetti la sig.ra Bertolino voglia attuare in un territorio che ha subito già notevoli danni dall’attività della sua industria.

mercoledì 23 maggio 2012

SI, CRACOLICI E LUMIA , CI POSSIAMO METTERE D'ACCORDO!



Qualche considerazioni, dopo il risultato delle ultime elezioni amministrative di Palermo dove Leoluca Orlando ha spazzato via le illusione , i desiderata spasmodici, la voglia irrefrenabile di potere che per qualche mese ha sconvolto la vita del  giovane Ferrandelli e soprattutto il progetto politico per il prossimo Governo della Regione siciliana non solo dell’antimafioso “Gela-Bruxelles andata e ritorno” tal Crocetta, ma soprattutto “dell’antimafia degli affari”. E l’antimafia degli affari  ,come questa mattina nella trasmissione di La7 “Omnibus”  il giornalista palermitano de “Il Foglio” ,Giuseppe Sottile li ebbe a definire ,sarebbero il duo Lumia-Cracolici che risultando sonoramente sconfitti insieme alla congrega dei Lupo, Papania,Cardinale,Crisafulli e il resto ,non solo non hanno il pudore di dimettersi da tutti i loro incarichi ma iniziano il vecchio gioco delle proposte sconce alla Sinistra siciliana (IDV,VERDI,FDS E MOVIMENTI) che dalla battaglia di Palermo è uscita vincitrice ,perché ci si metta insieme a loro( sic!) e pensare al dopo don Raffaele ,l’uomo rinviato a giudizio con accuse pesanti di collaborazione con la mafia e che é stato da costoro servito fino ad oggi . A mio modesto parere , comunque, don Raffaele risulta molto più dignitoso di costoro e soprattutto della signora Chinnici assessore nella Giunta regionale e figlia di un magistrato assassinato dalla mafia ,e dell’altro ex magistrato “antimafioso” ,Russo,  che ancora ad oggi sventola, senza provare rimorso e vergogna alcuna , il suo curriculum di allievo di Paolo Borsellino. Taccio, ovviamente, su ex Prefetti (figure da sempre odiate dal nostro popolo) e "camerieri" a vario titolo agli ordini della peggiore “politica” siciliana e cioè gli Armao,i Venturi ( quello dell’affare Centro commerciale) , i Centorrino e via dicendo. Si, ci si può mettere insieme ma soltanto a queste condizioni:
a) le dimissioni immediate di Cracolici da Presidente del Gruppo parlamentare del PD;
b)le dimissioni da segretario regionale dello stesso Partito, il democristiano Lupo;
c) la modifica, prima di ottobre, della miserabile legge elettorale voluta da costoro che ha portato lo sbarramento nella Regione siciliana , nelle Province e nei Comuni al 5% con lo scopo, come gli è capitato alla Regione, di fare incetta di deputati che i siciliani volevano rappresentanti di altri Partiti ed eliminare i cosidetti "partiti minori" ;
d) i deputati che hanno superato  due legislature, A CASA E A LAVORARE ;
e) la riduzione dei parlamentari all’ARS cosi’ come previsto dalla legge recente del Governo Monti ;
f) la riduzione del 50% dello stipendio dei deputati regionali;
g) NIENTE PIU’ AUTO BLU ;
h)nessun candidato, alle prossime elezioni per la Presidenza della nostra Regione  che sia ,direttamente o indirettamente, organico al PD siciliano.
Si tratta soltanto di ALCUNE proposte perché altre le faremo decidere ai nostri compagni ed elettori, agli uomini e donne disperati per la mancanza di lavoro , ai giovani cui hanno tolto il futuro ,ai contadini che vogliono l’acqua per cui avevano lottato e che, invece, viene loro sottratta e venduta a peso d’oro, agli artigiani (no, non quelli del COSAR!) che attendono  da decenni un’area su cui costruire le loro aziende senza subordinarsi,inchinarsi ad alcuno ,agli ambientalisti che come noi hanno capito molto bene cosa il Sindaco di Partinico e “il suo ristretto cerchio magico ” hanno concordato con l’industriale Bertolino per l'area di Sant’Anna e per quella di via Stazione .Si, ci riferiamo agli “antimafiosi degli affari locali “emuli di Cracolici e Lumia cioè quelli dei “premi legalità” ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine “picchi’ megghiu riri ‘u sacciu ca’ chi sapia””, mentre allegramente  trattano affari per centri commerciali, fotovoltaico, biomasse e quisquiglie varie di cui dovranno dare, prima o poi,  conto e ragione agli elettori .E mentre la nostra città muore .
Infine una ultima annotazione. Avevo scritto che ad Alcamo, molto probabilmente, con il risultato elettorale si sarebbe estinto il ruolo dell’ultimo residuo della vecchia dicci’ trapanese con propaggini anche nel nostro territorio. Cosi’ è stato anche se il dottore Bonventre (l’uomo voluto Sindaco da Scala e Papania) ha vinto per 39 voti sull’avvocato Niclo Solina espressione di una città che non ne può più di potenti arroganti  e mestieranti della “politica”. Avevo scritto, ed ho avuto ragione. Bonventre e il PD non hanno vinto ma , al contrario sono stati umiliati . Se il dottore Bonventre vuole fare il Sindaco di tutti gli alcamesi deve rompere il cordone ombelicale che lo lega al vecchio ceppo democristiano . In caso contrario sarà la sua fine politica e lo sarà prematuramente come quei parti  che mettevano al mondo bambini malaticci e soprattutto assai fragili che non sempre, almeno quelli nati agli inizi del secolo passato , riuscivano a “farcela”.Anche ad Alcamo  come a Palermo, sono cadute le illusioni di chi contava di continuare a governare, seppur “dolcemente”, una città che possiede  straordinarie bellezze naturali, monumentali e soprattutto carica di storia . Convinti di costruire ancora su questa, la “loro” storia personale e ,perché no, anche le loro fortune .
Toti Costanzo

venerdì 18 maggio 2012

VUOI VEDERE CHE LUNEDI' AD ALCAMO, FORSE, MORIRA' L'ULTIMA D.C.?




C’è nel nostro territorio e con noi confinante un’importante storica città sulla quale dal 1994, e ininterrottamente ,è stata esercitata ,politicamente ,una “dittatura dolce”. Cioè un governo locale fortemente impregnato di autoritarismo ma anche di capacità di ascolto, di decisionismo ma anche di attenzione ai ceti produttivi  ,quelli che una volta noi comunisti chiamavamo “classe” . E sono gli artigiani in primis e ,insieme a questi, i coltivatori. Un mondo, cioè, attorno a cui  “gira” l’economia di quelle zone. Ovviamente senza tralasciare il settore dei servizi e del pubblico impiego insieme alla sanità ,fonte anche notevole di clientela politica , che si  sviluppava attorno all’Ospedale della città ora in fase palesemente decadente . Ad Alcamo chi  governa da circa un ventennio ha avuto cura, attenzione e lungimiranza a promuovere lo sviluppo in maniera determinata e decisa valorizzando tutte le aree destinate alle imprese artigiane, sostenendo il  commercio locale proteggendolo da eventuali tentazioni speculative del tipo dei grandi centri commerciali , oltre che favorire lo sviluppo della vitivinicultura puntando sulla valorizzazione dell’Alcamo DOC sapendo, in aggiunta , sapientemente gestire le risorse che venivano trasferite dalla Regione, dallo Stato, dalla Comunità europea in ragione della presenza di un ceto politico di livello regionale e nazionale (deputati e senatori di Partiti diversi) che hanno fatto di Alcamo una città politicamente autorevolissima  .L’esatto contrario di quel che è stato propinato ,nell’ultimo decennio ,alla nostra collettività e del ruolo decadente oltre che scadente dei Sindaci che si sono succeduti a Gigia Cannizzo .Per non  tacere dell’attuale col suo contorno di nani e ballerine all’interno di un contesto pseudo-imprenditoriale tutto proteso ai processi speculativi e niente più . Un governo locale , quello di Alcamo, intelligente, furbo, attivo ,pervicace,  come lo fu per decenni in alcune nostre contrade la mai estinta Democrazia Cristiana di cui soprattutto Giacomo  Scala e Papania ,l’uno Sindaco per dieci anni e l’altro deputato e senatore da tempo immemorabile ,  sono gli eredi naturali di quella “storia” a dimostrazione che la  dicci’ dalle nostre parti non è mai morta e lotta ancora insieme a loro  .Sicuramente non è morta nella città di Ciullo semmai,ha avuto la capacità di inabissarsi, riemergere e riciclare la sua classe dirigente adattandosi, questa, alla mutazione dei tempi. La vecchia balena , dunque, che si inabissò ,riemerse per riprende la sua strada nel mare immenso della politica siciliana e della provincia di Tapani che, tanto per cambiare, è governata da un ex democristiano ,ovviamente alcamese. Un grande corpo , dunque, capace di vivere e sopravvivere   . Tutto ha inizio con la “rivoluzione” di mani pulite del 1992 . Altrove ogni cosa, ogni equilibrio, ogni vecchio potere viene tutto sconvolto, spazzato via. A Partinico, ad esempio,  finisce miseramente la storica dominanza della DC di Avellone e Chimenti sostituita dalla storia presentabile, quella  di Gigia Cannizzo ,che democristiana lo fu ai tempi della sua giovinezza in quanto militante nella Federazione degli Universitari Cattolici . Ma fu ,quella nella dicci’, una militanza temporanea perché Gigia come tanti altri di noi scelse di rompere con l’anticomunismo ,dialogare con la sinistra storica ,portando dentro quella tensione morale e di valori che è proprio dei cristiani impegnati in politica . Cosi’ fu , nel 1994, a Partinico, cosi’ ad Alcamo, cosi’ a Palermo e in quasi tutte le città siciliane. Ad Alcamo,però, i democristiani trovarono in maniera assai intelligente come traghettare il vecchio sistema ammantandolo del “nuovo” .E il nuovo sarebbe stato il medico chirurgo bravo, trasferitosi al nord ma sempre  con salde radici nella sua città , che parlava efficacemente  il linguaggio dell’antipolitica usando il nostro colorito quanto efficace dialetto siciliano come strumento di affabulazione dei suoi concittadini. .Come a dire: sono sempre uno di voi e di me potete fidarvi. E di lui , del dottore Massimo Ferrara, gli alcamesi si fidarono. Ferrara aveva una storia da bravo professionista , un non politico,ed ebbe gioco facile nel vincere la prima ed anche la seconda volta. Ma mentre Gigia rifiutava, nel 1994,  qualunque accordo con  la “nuova dicci’ “ divenuta a Partinico e prima che in Italia ,Partito Popolare, ad Alcamo Ferrara sceglieva  Papania e poi il suo alunno , Scala, che che intanto entrava in Consiglio comunale divenendo ,poi, anche assessore. Una carriera, quella del giovane Scala, che  lo portava a conquistare la sindacatura come si suole dire “sul velluto” mentre Ferrara,conclusi i suoi due mandati ,dopo parecchie vicissitudini ( come Napoleone che cadde nella polvere ma si rialzò) con gli alti e bassi di chi non è politicamente “corazzato” sceglieva prima i DS per poi approdare nella Margherita di Papania  diventando ,da piddino e per fortuita casualità ,anche deputato regionale mentre Papania consolidava il suo “feudo” saldamente nelle mani anche del fido Scala( vi siete accorti che non ci fu in questi anni cerimonia nella quale Scala e Papania non comparivano insieme? Una specie di “lazzu e strummula”)  ,passando dall’ARS al Senato della repubblica pronto a candidarsi a Sindaco della città prima che “qualcosa” lo facesse desistere.
Tuttavia Domenica e Lunedi’ anche gli alcamesi vanno al voto per scegliere il nuovo sindaco  e questa volta nulla è scontato per il vecchio ceppo democristiano che ha avuto in scioltezza e per circa vent’anni la città nelle sue mani. Perché in questa tornata elettorale è capitato qualcosa di nuovo, di inaspettato per Alcamo . Un po’ quel che è capitato in tante altre  italiane e siciliane. Arriva un’avvocato alcamese dal nome assai originale. Si chiama Nicolò ma tutti lo chiamano Niclo e di cognome fa Solina . L’avvocato raduna un po’ di giovani e meno giovani . Ciascuno si dota di una fascia tricolore come quella che indossano i sindaci per le loro rappresentanze. Dunque ad Alcamo non più caste, gruppi di potere, camarille ma TUTTI SINDACI. Per la Lista scelgono con semplicità ma efficacia: ALCAMO BENE COMUNE . Una sigla usata in tante altre città soprattutto dalla Sinistra .La città è di tutti , è un bene che appartiene alla intera collettività . Niente favoritismi, niente combriccole e cricche .Tutti a governare. Davvero suggestivo. E succede quel che nessuno s’aspettava. Niclo va al ballottaggio sbaragliando la corazzata del centro destra cosi’ come il Partito di Micciché ma soprattutto il Presidente della Provincia di Trapani , Turano, che si era presentato in competizione e capeggiava la Lista dell’UDC.   Incredibile.ma vero . Vuoi vedere che Lunedi’ pomeriggio ad Alcamo ,forse, la vecchia e sempre imbellettata dicci’ concluderà il suo ciclo vitale? Vuoi vedere che ad Alcamo al PD e ai suoi alleati potrebbe finire come a Napoli o a Palermo? E a Giacomino Scala chi glielo assicurerà il seggio all’Assemblea regionale siciliana? E al senatore Papania chi glielo comunicherà sempre che il suo telefonino resterà attivo ?
Toti Costanzo