venerdì 29 gennaio 2016

GIOVANNI PANTALEO: SOLTANTO UN CAPORALE DI GIORNATA



Una premessa obbligatoria. La nostra Costituzione, frutto del sangue di milioni di uomini massacrati nella disastrosa guerra mussoliniana e nei lager nazisti, consente a tutti i cittadini italiani di manifestare le proprie opinioni e la propria fede politica. Compresi i nostalgici. Salvo ad incorrere, nel caso di eccessi, nel reato di apologia del fascismo che, ancora ad oggi, non è stato eliminato dal nostro codice penale.

Ordunque, il nostro piccolo balilla Giovanni Pantaleo, conosciuto nel 1996 durante una manifestazione in un cinema di via Tenente La Fata, organizzata dal centrodestra in occasione di elezioni nazionali, ha tutto il diritto di dichiararsi come vuole, cioè fascista, come orgogliosamente d'altronde fece in quel contesto.

Non saremo certamente noi a preoccuparci delle nostalgie del nostro giovane concittadino che in tema di spregiudicatezza viene soltanto superato dal sindaco Lo Biundo, di cui è stato, fin dal 2000 quando insieme entrarono in consiglio comunale, non un fedelissimo ma un eguale.

Vi ricordate le elezioni regionali del 2012? Transitò insieme ad una piccola truppa al servizio di Lo Biundo nientepopòdimenoche nel Megafono, un movimento politico costruito dal “comunista” Crocetta. E ovviamente in quell'occasione non si preoccupò più di tanto di sapere se il nostro Presidente della Regione avesse preventivamente dichiarato di “prendere le distanze” dai massacri titini e avesse onorato coloro i quali furono massacrati nelle foibe. In quel momento bisognava cavalcare l'onda del potere a tutti i costi, del potere che discende dall'esercizio del governo locale, pur di continuare a vivere anche di politica.

Gli andò bene anche con il “comunista” Crocetta. D'altronde il trasformismo cos'è se non la capacità di intuire chi vince e ad essi legarsi, pronti, però, a cambiare se le cose non si dovessero mettere secondo il verso giusto? Che in questo caso è sostanziato dal motto “chi si ferma è perduto” e Pantaleo, dal 2000 ad oggi, non si è fermato mai.

Tuttavia, quel che è consentito ad un cittadino qualsiasi, non lo è a chi riveste una carica istituzionale, a chi ha giurato sulle leggi della Repubblica che discendono dalla nostra Costituzione, a colui il quale è impedito, sotto qualunque forma, l'avvicinamento ai simboli del fascismo. Peggio se ne viene fatta l'esaltazione.

E l'esaltazione di Mussolini, quanto l'umanità si inchina ancora ad oggi davanti a milioni di morti dell'olocausto, ha trovato udienza non da una fondazione qualsiasi, come vuol far credere l'assessore all'edilizia scolastica, ma da una organizzazione neonazista. Per rendersene inequivocabilmente conto, basta andare nel profilo facebook di Avanguardia Nera e farsene una concreta idea: la foto identificativa rappresenta le truppe naziste, quelle che massacrarono milioni di innocenti.
E l'assessore del Comune di Partinico HA CONDIVISO quel che Avanguardia Nera aveva rappresentato.

Oggi, pur di “salvarsi”, l'abbiamo visto arrampicarsi, abiurare, manifestare sdegno (sic!) nei confronti dei massacri nazisti, tentando platealmente di trasferire sui comunisti la pubblica attenzione, perché “non avrebbero mai condannato i massacri, le foibe ed altro ancora” e perché lui “volevo aprire un dibattito sul quel periodo storico” (sic e poi sic!). Un puerile tentativo di chi prima lancia la pietra e poi vuole nascondere la mano.

Noi abbiamo chiesto le dimissioni di Pantaleo, ritenendolo politicamente indegno di rappresentarci nell'istituzione comunale, sapendo a priori che sono troppi i fili di collegamento tra l'assessore e il sindaco, che, ovviamente, se lo terrà.

Vedremo però come si pronuncerà il Consiglio Comunale davanti ad una mozione di sfiducia.

Intanto il nostro pensiero va al bellissimo film con Totò e Peppino dal titolo “Siamo uomini o caporali?”. Sì, cari Totò e Peppino, il nostro Giovanni è soltanto un caporale. E, per giunta, di giornata.
Toti Costanzo

domenica 24 gennaio 2016

E ADESSO CHI RIMBORSERA' LA COMUNITA' PER I 179 MILA EURO SPRECATI NELLA REALIZZAZIONE DI UN'OPERA INUTILE QUALE IL MERCATO DEL CONTADINO?


Risultati immagini per mercato contadino di Partinico


Ormai non lo ferma piu’ nessuno.Tutte le volte che fa un annuncio televisivo parla “di grosso risultato raggiunto da questa amministrazione”.La cosa grave è che a ripetere lo slogan,come ventriloqui,gli assessori del cerchio (almeno quelli che ad ogni morte di papa compaiono in tivvu’ e perfino suscitando la meraviglia dei piu’ ,addirittura parlano) che hanno sempre la necessità di ringraziare qualcuno e sopratutto “il mio sindaco”. Un po’ quello che capita agli zuini di Renzi che lo devono osannare per forza (anche quando dice e fa enormi cazzate) perché a rischio c’è il loro futuro politico che oggi come oggi ,in mancanza di lavoro costituisce l’unica risorsa vitale per molti di costoro senza arte né parte..
Ordunque ,capita che un organismo il quale tra una presentazione e l’altra di libri gestisce anche fondi della comunità europea,non conoscendo i personaggi (o forse conoscendoli molto bene?)che ingloriosamente governano la città,accondiscende e finanzia un progetto di ben 179 mila euro con lo scopo di realizzare a Partinico il “Mercato del contadino” .Come a dire a chi intende suicidarsi: eccoti la corda che ti serve per impiccarti !Perché ? Perché non solo in una città di poco piu’ di 30 mila abitanti funziona un mercato ortofrutticolo che vende anche al minuto e a prezzi competitivi ma per l'esistenza di una vastissima rete legale di negozi d’ortofrutta insieme ad una rete parallela,anche questa assai vasta,ma illegale seppur tollerata. D’altronde la CIA ,l’organizzazione locale dei coltivatori,aveva manifestato fin da subito il suo scetticismo sulla natura dell’opera per un’altra ragione assai pertinente. A Partinico –sostenevano i dirigenti -esiste una notevole produzione agricola per uso “personale” nel senso che sono a migliaia le famiglie che producono ortaggi,frutta,verdura ed altri derivati che per secoli hanno costituito gli elementi essenziali della nostra tavola ,quale consumo familiare.Per cui il mercato agricolo locale ,subordinato alle vendite,non puo' avere diffusione piu' di quanto ne ha . Cosa diversa, ad esempio, nelle grandi città metropolitane o in centri dove l’agricoltura è comparto marginale.
Non hanno voluto sentire ragioni perché dovevano dimostrare che questa amministrazione è nella condizione di rastrellare finanziamenti anche se questi servono per opere assai discutibili ed inefficaci.Costoro pur di “fare” qualcosa e pavoneggiarsi col “grosso risultato” hanno agito da veri irresponsabili.
Dunque,in una qualsiasi città con amministratori ( e non solo quelli del Comune) dotati di un minimo di senso di responsabilità nell’usare le risorse pubbliche,nessuno avrebbe ricercato fondi per una simile attività. Ma tant’é. Per cui realizzati i lavori nell’ex arena Lo Baido,il mercato veniva inaugurato il 19 aprile del 2015 con tanto di fascia,trombe,trombette,attendenti,inchinanti,subalterni,adiacenti,attigui,contigui.Un esercito di osannanti (si seppe,nell’occasione, della esistenza perfino di un assessore all’agricoltura!) che quel giorno diedero il via ad un’opera che ebbe a durare ,come diciamo dalle nostre parti “da Natali a santu stefanu”. Infatti dopo i primi mercoledi’ espositivi si comprese che la cosa non sarebbe durata e fu trascinata fino all’inizio dell’estate che ne decreto’ inesorabilmente la chiusura.A ottobre hanno voluto rifare un tentativo il sabato mattina.Pochissimi gazebo con qualche resistente tra i produttori-venditori e infine la chiusura dell’esperienza strepitosa che Gianlivio Provenzano,all’atto della inaugurazione dichiaro’ avrebbe rappresentato “ uno strumento indispensabile per la promozione dei prodotti locali e delle peculiarità culturali del territorio.” E Lo Biundo per non essere da meno aggiunse,in un momento di grande esaltazione e davanti “al microfono è tuo” :”Raggiunto un grosso risultato perché il mercato del contadino era uno dei piu’ importanti punti programmatici della nostra amministrazione (sic!)“.
Fummo costretti per rispetto del nostro Francesco ,in quell’occasione,a stendere un manto pietoso perché convinti che nell’anno del Giubileo dedicato alla “misericordia” non si poteva infierire piu’ di tanto.
Ieri mattina,a.d.MMXVI,VIII della nuova Era Sal &Company ma anche anno della Scimmia secondo il calendario cinese, in Piazza Duomo abbiamo rivisto alcuni di quei gazebo,qualche mesta bancarella con prodotti della terra.Fummo pervasi da una forte tristezza pensando come la megalomania possa produrre questi immani disastri sociali ed anche economici.Nella piazza ,che nelle intenzioni strombazzate all'occasione di questi innominati dovrebbe diventare il “salotto della città” era stato imbastito un mercatino ,una specie di piccolo bazar che paragonato a quello della buonanima di Mastro Bastiano ,è come dire che c’è una distanza “ri mia a ‘u papa”.
P.S. Il progetto finanziato dal GAL ha previsto l’acquisto di software ed attrezzature, bagni chimici , un nuovo impianto di illuminazione, un ufficio operativo ed un’aula didattica per la gestione del mercato,40 gazebo completi di strutture metalliche . OVVIAMENTE DI QUESTO(ma anche del finanziamento per Palazzo Ram,Pro Loco e tanto altro)CHIEDEREMO CONTO E RAGIONE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E AL GAL “Golfo di Castellammare”.
Toti Costanzo

mercoledì 6 gennaio 2016

OVVIAMENTE L’AVVOCATO GIUSEPPE LA FRANCA CON IL RESTYLING DELLO STADIO COMUNALE NON C’ENTRA NIENTE

Risultati immagini per stadio Giuseppe La franca

Fu nel 1998, con l’ultima Giunta di Gigia Cannizzo, che si decise di intitolare lo stadio comunale all’avvocato Giuseppe La Franca barbaramente assassinato dalla mafia della famiglia Vitale il 4 gennaio dell’anno precedente.Lo facemmo non certo in ragione dei trascorsi sportivi dell’avvocato quanto per il convincimento che lo sport oltre ad essere una componente della vita culturale è ,soprattutto,rispetto delle regole e dunque esaltazione della legalità,un valore al quale l’avvocato La Franca aveva dedicato tutta la sua vita di galantuomo.Quello stadio,durante la seppur breve attività dell’amministrazione Cannizzo,era stato restaurato con la ricostruzione del manto erboso e soprattutto il ripristino della funzionalità del delicatissimo sistema di drenaggio delle acque piovane,ampliati i serbatoi idrici che necessitavano per l’irrigazione,stipulata una convenzione con la cooperativa” Consorzio irriguo Jato” per assicurare la quantità di acqua necessaria,messi in sicurezza le gradinate e dotate delle seggiole in plastica ,potenziati i tralicci per la illuminazione. Allo stadio fu anche assicurato stabilmente un custode-manutentore nelle ore pomeridiane mentre venivano utilizzate due dipendenti precarie non solo per la pulizia mattutina dei locali di servizio ma per dare l’assistenza alle scolaresche che lo stadio utilizzavano.Era,cioè,la concretizzazione del principio che un bene pubblico tale doveva restare e verso cui l’amministrazione doveva manifestare grande attenzione assicurando il massimo della manutenzione e fruizione.Ma dopo la Cannizzo fu il diluvio:insieme all’amministrazione Giordano con la sua numerosa e vorace schiera di sostenitori in Consiglio tra cui proprio l’attuale sindaco e Giovanni Pantaleo,arrivo’ il disastro,l’abbandono,lo smantellamento dell’impianto diventato terra di nessuno e curato,per quanto possibile,soltanto da quegli ambienti legati all’atletica leggera del professore D’Orio e agli amatori di quello sport.Cosi’ fu soprattutto in questi lunghi otto anni di sindacatura Lo Biundo.Ma oggi attorno allo stadio c’è un certo risveglio,una certa vivacità.Protagonista il calcio,la sua squadra e soprattutto la famiglia Campione nota negli ambienti calcistici per avere sempre avuto in questo sport un indiscutibile ruolo e alla quale,si dice,verrà anche affidato il pallone tensostatico perché li’ possa avere svolgimento la scuola per piccoli calciatori. Ovviamente sarà assai difficile mantenervi anche la società di basket,la “Gaspare Longo”,i cui dirigenti non essendo del “giro” dovranno traslocare altrove.D’altronde é nota la filosofia: se sei con noi hai licenze,locali a gratis,parcheggi e perfino la sostituzione della lampada davanti la porta oltre che la copertura delle buche stradali.In caso contrario, niente.Dunque la squadra di calcio “gira”,il pubblico si riappassiona (perfino i giovani comunisti fanno il tifo ) e Lo Biundo dopo avere fatto abuso del termine “location” ( vi ricordate?uso’ quella parola inglese per definire la Cantina Borbonica quale luogo all’interno del quale ebbero a trovare ospitalità le piu’ svariate e caleidoscopiche manifestazioni )in questi giorni ha scoperto il termine “ restyling”.Dunque, comunico’ dovunque ebbe a trovarsi che allo stadio “Giuseppe La Franca” si sarebbe operato un restyling che in italiano significa “ rifacimento”.E tu hai subito pensato al ripristino del manto erboso,alla risistemazione del sistema di drenaggio, alla rimessa in opera dei tralicci per l’illuminazione,al consolidamento delle gradinate, alla sistemazione della pista ,al personale necessario per la gestione della mattina e del pomeriggio. Niente di tutto questo ma soltanto un soddisfacente ripristino di quasi tutti i vetri rotti da anni (tranne quelli della parte terminale dello stadio lato mare per incomprensibili ragioni )e mai sostituiti che davano al prospetto le sembianze di un edificio libanese martellato e sforacchiato dalle mitraglie delle milizie cristiano maronite, insieme ad una decorosa scritta al di sopra dell’ingresso principale e a carattere cubitali :“Stadio comunale-Giuseppe La Franca”. Meglio che niente .La famiglia La Franca ovviamente ringrazia (anche se questo restyling lo aspettava inutilmente fin dagli anni 2000 )cosi’ come si ringrazia la squadra di calcio Audace-Borgetto e soprattutto la famiglia Campione .
Toti Costanzo

venerdì 1 gennaio 2016

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PARTINICO NEL 2015 : UN DISASTRO ECONOMICO, SOCIALE, POLITICO E CULTURALE.


Risultati immagini per il disastroL’anno che se ne va è stato difficile per il mondo del lavoro anche locale (in via F. Crispi abbiamo contato la chiusura,vera ecatombe,di oltre 20 esercizi commerciali senza contare quelli nel resto della città)e tragico per la scomparsa di tanti amici,compagni,personalità di Partinico che hanno lasciato un vuoto nella società locale e nelle loro famiglie. Se ne sono andati insieme al prof. Gino Scasso ,scomparso alla fine del 2014,lo storico Giuseppe Casarrubea,il compagno Simone Giacopelli,l’imprenditore Salvuccio Genova,il prof.Tanino Cannizzo,l’eccellente artigiano Toto’ Galati,la professoressa Raffaella Giannola,il Maestro puraro Nino Canino,Diego Lo Baido storico gestore dell'omonima arena,i due artisti artigiani  Pino Corso e Antonino Noto,l’insegnante Eugenia Tagliavia moglie del prof.Ciccio Caleca che ci aveva lasciati prematuramente,i due giovani figliuoli Sergio e Vincenzo degli amici Masetto Aiello e Franca Tranchina ed infine Pino Lombardo uomo politico della prima ma anche protagonista nella seconda repubblica. Un pezzo vivo di storia della nostra città in tutte le sue articolazioni sociali,culturali,politici,affettivi.Ma è stato l’anno  in cui senza ombra di alcun dubbio si è potuta verificare la pochezza,il plebeismo,l’inadeguatezza rispetto ai problemi della città di una amministrazione comunale che ha reso Partinico un deserto facendo scempio di uomini,risorse,esperienze,storia,beni pubblici.La vicenda ultima,ad esempio,del Bilancio di previsione 2015 rappresenta l’apice mai raggiunto da una generazione di amministratori che per nascondere la verità e il proprio indiscutibile fallimento politico-amministrativo é stata solita e continua a ricorrere ai falsi,alle bugie,alla puerile mistificazione.Dissero,recentemente sui residui (i debiti ed i crediti del Comune),sostanzialmente cosi’:” Se siamo in questa situazione di disastro economico per cui il Comune rischia il fallimento lo dobbiamo ad una legge dello Stato (sic!)e  ai passati amministratori che non hanno mai operato  i dovuti ,necessari accertamentii” .Abbiamo fatto una sola telefonata: ad dott. Peppe Nobile dirigente regionale nel settore economico che fu non solo ragioniere generale del nostro Comune ma anche assessore con la prima giunta Cannizzo a metà degli anni ‘90.Ricordavamo bene: Peppe Nobile da amministratore ci conferma che operò la piu’ seria“ripulitura”dei residui  consegnando al Comune una situazione economica fondata sulla chiarezza e limpidezza amministrativa.
Ma il sindaco Cannizzo governo’  soltanto per ancora  meno di due anni  e già nel  2000 (dopo un commissariamento)il governo cittadino passo’ nelle mani della Giunta Giordano sostenuta proprio da  Lo Biundo e Pantaleo.Ovviamente Giordano si é ben guardato dal continuare il lavoro del dott. Nobile e non riscosse crediti esattamente come ha fatto Lo Biundo dal 2008 ad oggi (dunque un arco totale di 13 anni)con l’aggravante di avere svenato i cittadini con la piu’ alta tassa sui rifiuti urbani lasciando la città devastata dai rifiuti,con le aliquote sulla casa e sui terreni al massimo consentito,con la privatizzazione dell’acqua e del servizio di raccolta e smaltimento dei RSU,la mancanza di tutela del territorio,una macchina comunale allo sfascio e intrisa di clientele,beni del Comune (ville,giardini, parchi,impianti sportivi,strade di città e di campagna,immobili)all’abbandono irresponsabile ma alimentando favori, sostenendo interessi,restando muti mentre la citta è continuamente invasa da polveri industriali e del traffico cittadino.Il traffico cittadino il cui Piano continua a giacere tra le incompiute come lo sono ancora l’ex autostazione di via Montelepre e l’ex piscina intercomunale di via Mulini. Ovviamente MAI in questi 13 anni di governo di centro destra Giordano-Lo Biundo si opero’ per riscuotere quanto dal Comune dovuto dai cittadini(ovviamente quanti erano e sono nella condizione di pagare questi esosi balzelli da loro imposti ) per cui per trent’anni Partinico sarà gravata da un peso economico enorme che peserà sulle nuove generazioni.UN DISASTRO  ECONOMICO E SOCIALE MAI VISTO FINO AD ORA.
E quando alla domanda di una interlocutrice che gli chiedeva di dire alla città,attraverso l’emittente,qual’era stata la sua piu’ importante realizzazione nel 2015 rispose cosi’:“L’organizzazione del Natale” .Cioé quella iniziativa voluta dall’Arcipretura e realizzata da due professionisti ed un insieme di cittadini ed associazioni meritevoli  che amano la loro città e che nulla hanno a che spartire con costoro.
P.S.Ovviamente con la salvaguardia del lavoro dei dipendenti precari,l’amministrazione Lo Biundo non c’entra nulla perché ancora una volta,giustamente,se ne sono fatti carico e lo Stato e la Regione.
Toti Costanzo