martedì 28 giugno 2016

LO BIUNDO, IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI, I DIPENDENTI COMUNALI E L'ABUSO D'UFFICIO



La notizia dell'avviso di garanzia a carico del sindaco Salvo Lo Biundo per la vicenda della nomina dell'attuale Comandante della Polizia Municipale conferma non solo il contenuto delle denunce del nostro gruppo consiliare, ma anche la concezione e gestione personalistica della cosa pubblica che si perpetra a Partinico.
Ed, infatti, quanto accaduto esemplifica perfettamente il modus operandi di questa giunta che, imperterrita, lambendo sempre la linea sottile tra lecito e illecito, mette in essere iniziative che mirano a posizionare dove più serve uomini di propria fiducia, facendosi beffa non solo di norme e regolamenti, ma soprattutto della dignità dei dipendenti comunali e del criterio di merito con cui un amministratore dovrebbe guidare la macchina amministrativa.
Dal maggio del 2013, il Comando della Polizia Municipale è stato affidato al dott. Giuseppe Russo, dipendente inquadrato in categoria C e non in quella più elevata D (e nemmeno il più qualificato, né il più anziano dei dipendenti che presentano la stessa categoria come prevede il Regolamento comunale in caso di “nomina temporanea”). La gravità della vicenda sta però nel prosieguo della storia. Un atto irregolare può essere subito revocato quando ci si rende conto che non si sono rispettate le norme. Invece, dinanzi alle contestazioni sollevate, prende il via prima un balletto di risposte e giustificazioni date dal Sindaco, poi una finta procedura per selezionare un nuovo Comandante (che alla fine viene revocata e si dimostra solo un modo per prendere tempo), infine il mantenimento della carica dell'attuale comandante che perdura da 3 anni a dimostrazione del fatto che non si tratta assolutamente di una nomina temporanea.
Non si pensi che questo sia un caso isolato e che questa giunta abbia rinunciato a portare avanti dinamiche di tale tipo: la nomina di qualche mese fa del nuovo ragioniere generale esterno, quando nel nostro Comune sono presenti figure che possono ricoprire questo incarico (e addirittura lo ricoprono altrove), conferma il perseguimento di un'azione, a nostro parere, illegale con conseguente danno erariale. Ci chiediamo chi pagherà eventuali risarcimenti futuri che, in più casi, i dipendenti comunali hanno chiesto, chiedono e chiederanno al Comune per aver svolto mansioni superiori a quelle dovute per il profilo con cui si è stati assunti?
Al di là di quelli che saranno gli esiti delle indagini che l'Autorità Giudiziaria sta svolgendo, siamo convinti che dal punto di vista morale ed etico, nonché politico, tale vicenda sia un altro tassello che compone il mosaico della cattiva gestione portata avanti dalla giunta Lo Biundo.
I consiglieri comunali che finora non hanno sottoscritto la mozione di sfiducia sono ancora convinti che non si debba procedere con una forte azione per chiedere le dimissioni di questo sindaco e della sua giunta?
Il gruppo consiliare Cambiamo Partinico
Gianluca Ricupati, Valentina Speciale, Giovanni Billeci

giovedì 23 giugno 2016

LO BIUNDO:UNA ROTONDA SUL MARE...DI GASOLIO,IL RIFUGIO,LE DEMOLIZIONI E I DEBITI NON PAGATI


foto di Sala Rossa.

Siamo alle solite. Appena trova un tecnico qualsiasi che gli smurfia mezza relazione e dei disegni facendogli balenare l’dea che non siamo a Partinico da lui ridotta “a solu” (traduzione: distrutta )ma in una città che ormai vive solo nel nostro immaginario,convoca a tamburo battente una conferenza stampa e senza neppure invitare il Presidente della 3° Commissione consiliare,il buon Peppino Barbici( se non altro per obbligatorio rispetto che si deve agli organi istituzionali del Comune, seppur sbracati da quando c’è lui) e in quattro e quattr’otto lancia l’ormai classico :“Abbiamo raggiunto un grossissimo risultato” .E la telecamera si sofferma su dei disegni che rappresentano delle “rotonde” cioè quel sistema periferico di organizzazione della viabilità come se fossimo a Copenaghen.Uno quà, uno là, uno giu’,uno sù,uno sotto il cimitero, uno a due passi dal mercato ortofutticolo e cosi' via .Meglio se realizzati dai privati. Al punto che il mio amico architetto, che come tutti i tecnici di Partinico se ne intende abbastanza di viabilità ,lancia un grido d’allarme e di dolore. “Costui non c’é piu’ con la testa-mi dice- .Da quando è finito sotto torchio degli inquirenti,dichiarare d’essere “succube” a pagamento di Maniaci e a far sapere a tutti che era addirittura socio del ristorante "Al Rifugio" ( “ero socio di fatto avendo investito somme di denaro per i costi gestionali al fine di aiutare i titolari che, a seguito della morte del padre, hanno ereditato il ristorante senza le possibilità economiche di mantenerlo……”-Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali"),ne spara una al giorno.Comprese quelle relative a mantenimento in nero al Comune della signora Candela “per spirito caritatevole” (dichiarazioni rilasciate il 7 maggio in Consiglio comunale n.d.r)e per le stesse ragioni –dice lui convinto che siamo tutti degli allocchi- diventa socio del ristorante "Al Rifugio" per aiutare(sic!) le titolari.Nemmeno, piuttosto che sindaco, fosse stato eletto responsabile della Caritas Diocesana ! Ma ti rendi conto-continua il mio amico- che per realizzare tutte le rotonde rappresentate nel depliant, necessitano alcuni milioni di euro?E ti pare che il Comune sia nelle condizioni di farlo?” E allora tu rifletti di come sia finita la nostra città,tra violentatori recidivi delle leggi, umiliatori del buon senso,arrampicatori,cu’ ‘a munnizza in ogni strada, l’erba che cresce in ogni dove .In una via del centro in stato di abbandono, abbiamo visto spuntare perfino un fico e su di un tetto “all’antica” un ficodindia a dimostrazione di come la vita in città non intenda perire neppure sotto i colpi inferti da questi novelli lanzichenecchi.E poi erbacce che invadono i marciapiedi e gli interstizi dei tanti immobili abbandonati sia nel centro che in periferia, montagne di rifiuti che hanno invaso tutto il territorio e che con lo scirocco si sono espansi in ogni dove, con le abitazioni che crollano ,le vie al buio, l’asfalto divelto,buche,topi,scarafaggi,disoccupazione alle stelle,mense caritatevoli e banchi alimentari per aiutare le migliaia di poveri senza lavoro e senza speranza.Rifletto e penso che il mio amico ha ragione su tutto tranne che su di una cosa. Vuoi vedere , chessò,che nei pressi di qualche svincolo autostradale o nei pressi di altra attività imprenditoriale a base di gasolio, potrebbe spuntare un privato interessato, che a sue spese una rotonda la realizzerà? Perché ci assale un atroce dubbio :ma se costoro in circa dieci anni non sono stati capaci di realizzare tra la via che porta a S.G. Jato e la scuola di Mirto, neppure una aiuola spartitraffico(roba da qualche centinaio di euro), come possano realizzare le costose rotonde ?Qualcuno,malizioso, sostiene che il cosidetto piano delle rotonde presentato serve quale giustificazione per realizzarne qualcuna ovviamente per necessità e a spese degli stessi interessati.Staremo a vedere 
E ,dunque,mentre il sindaco si presenta in tivvu’ un giorno si ed uno no e lanciando di recente anche l’amo a quanti sperano di potere finalmente demolire immobili e ricostruire (Dalla Relazione esplicativa sul Centro storico),nasconde alla città che il 20 maggio il Commissario straordinario della Servizi Comunali Integrati RSU s.p.a. ,Giuseppe Terranova, gli inviava una “Diffida e messa in mora e preavviso di richiesta intervento sostitutivo” per la ragione che nel 2015 il Comune ha assommato per fatture non pagate alla Società che ha svolto il lavoro di raccolta dei rifiuti ,la somma di 1.073.408,73 euro .Terranova intima al Comune “entro il termine di 30 giorni” di pagare il debito assommato. Ad oggi, per quel che ne sappiamo,quel debito non lo ha ancora pagato.
Toti Costanzo

lunedì 20 giugno 2016

TUTTI INSIEME: PANTALEO,LO BIUNDO,BRUGNANO E SICULA .APPASSIONATAMENTE

foto di Sala Rossa.


In altra epoca l’assessore Jhonny sarebbe stato inesorabilmente spernacchiato e gli stessi ragazzini del Centro Aiuto alla Vita sabato mattina presenti a pulire Villa Margherita ,l’avrebbero inseguito con le scope fino all’uscita dal cancello.E invece no.Tutto procede comme se null’anfusse ,nella indifferenza dei piu’ e non certo nella logica del definire inetto l’amministratore inetto (ovviamente Jhonny con maglietta dell’Aereonautica c’entra se non altro perché è sempre presente come cicirummella mentre gli altri fatti-assessori latitano) ma in quella in cui se una villa come Villa Margherita va in malora, versa di stato di abbandono ,decade ogni giorno di piu’ la responsabilità non è dell’amministratore ,appunto,inetto ma del fato che come si convincevano “gli antichi” è ineluttabile e tu non puoi farci proprio nulla.E pensi:ma dove sono finiti l’esercito dei dipendenti assunti da Gigia proprio per il verde pubblico? E dove gli elettricisti,i manovali,gli operai,gli idraulici e i falegnami che tra il ‘97 e il ’99 riempirono gli organici comunali invadendo il nostro Comune nel senso dell’occupazione di un posto,seppur precario,di lavoro per rendere la città una città a misura d’uomo come auspicava la passata generazione di amministratori ,Gigia in primis,o come direbbe oggi il professore Mauro Nicolosi,Partinico un città europea come tante di quelle che lui ha avuto la fortuna di conoscere.E invece davanti al ” microfono è tuo” Jhonny imperterrito e spavaldo risponde alla giornalista Brugnano ringraziando i ragazzini del CAV per il lavoro che stanno realizzando(che avrebbe dovuto vedere, al contrario, la costante presenza del Comune con i suoi dipendenti)restituendo un poco di decoro ad uno dei beni piu’ preziosi di cui dispone la nostra comunità.E Jhonny ci dice con malcelato orgoglio di 350 mila euro che si attendono dal GAL (Gruppo Azione Locale) promessi dal Presidente Puccio ( ma oltre al Presidente,per caso in questo GAL c’è qualcuno che conosce anche gli altri consiglieri di amministrazione di questo importante Ente distributore di risorse comunitarie a ‘ccù nni voli nnavi ,meglio se è del “giro”?),per sistemare,aggiustare,intervenire sulla Villa. E la Brugnano con discrezione e garbo lo lascia dire e lui dice,ringrazia,informa,promette,sostiene,ritiene,definisce,chiarisce,concretizza lasciando poi la parola ad un impavido,imperterrito ed onnipresente Presidente del Consiglio comunale che ,con l’occasione, lancia qualche frecciatina,piccola,piccola per evitare che possa far male. Jhonny e il suo dante causa ci resterebbero male e con lui forse anche la Brugnano che si occupa giornalmente dei servizi di TJ ,cioè di una emittente privata il cui Direttore è stato denunciato da Lo Biundo,avendo però poco prima lasciato la sede del Comune dove è stata assunta dal sindaco (e dopo i fatti ormai noti in Italia isole comprese) con determinazione n.09 del 19 -05-2016 e avente per oggetto:”Conferimento incarico di collaborazione ex art. 41 del vigente senza alcuna spesa a carico dell’Ente ,PER SUPPORTO AL SINDACO nell’ambito della comunicazione istituzionale”.E Lo Biundo è lo stesso personaggio che agli inquirenti ebbe a dichiarare come Maniaci gli avesse imposto l’assunzione di una signora sua "amica" costretto insieme ad altri componenti della Giunta a pagare mensilmente denaro sempre per le necessità della stessa persona al fine,dice lui,di evitare servizi giornalistici pesanti anche contro sua amministrazione al punto d’avere stabilito anche di non seguire i servizi di quella tivvu’ perché aveva sconvolto la sua vita familiare etc. etc. (Dalla Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali).Per cui la Brugnano realizza servizi per TJ ma in contemporanea viene nominata dal sindaco gratis et amore dei facendo infuriare l’Associazione di categoria cui appartiene per la semplice ragioni che un giornalista non puo’,non deve prestare gratuitamente la sua opera anche ad un sindaco per ragioni non solo di deontologia professionale ma per rispetto dei tanti colleghi che vivono del loro lavoro intellettuale al servizio della libera informazione.Ma prima di recarsi a TJ passa dal Comune e prepara i Comunicati per Lo Biundo.Solo per Lo Biundo? No anche per il PD(19.05.2016 dal titolo :Bertolino. Il dilemma dei comunisti e le capriole moraliste a firma Francesca Sicula) , e sempre in data 19.05 anche per i consiglieri comunali della Lista “Libertà e solidarietà”.Per non dire del comunicato a firma Pantaleo del 15.06.201 sulla pubblica illuminazione . 
Alla segretaria del PD di Lo Biundo ,professoressa Sicula, che nell’ormai lontano 8 maggio con sicumera dichiarava alla stampa dell’assoluta estraneità di Lo Biundo nella vicenda Maniaci, la invitiamo se ne ha tempo e voglia ,di procurarsi e studiarsi la citata Ordinanza.Le sarà assai utile per il prosieguo della sua carriera politica. 
Toti Costanzo

martedì 14 giugno 2016

CRACOLICI,LA DIGA JATO E IL SUO TOUR ELETTORALE


foto di Rifondazione Comunista Partinico.
L'iniziativa del PD di Partinico di sabato 11 alla Cantina Borbonica rappresenta l'ennesima tappa illusoria di un tour pre-elettorale di uno dei tanti assessori all'agricoltura della Giunta Crocetta.
Cracolici viene a promettere l'arrivo di decine di milioni di euro e l'impossibile realizzazione di un radicale sistema di distribuzione delle acque dell'invaso Poma, nato per dare l'acqua agli agricoltori del nostro territorio, ma che di fatto è diventato fonte di speculazione e risorsa importante sopratutto per la città di Palermo. Sull'acqua dell'invaso ormai da decenni l'AMAP fa affari d'oro.
D'altronde prima di lui ci provò ,all'inizio del lontano 2011,lo stesso sindaco Lo Biundo, sabato in prima fila, quando in un consiglio comunale aperto venne a riferire l'impegno assunto proprio sulle condotte dal "suo amico" Saverio Romano, all'epoca addirittura ministro dell'agricoltura.
Né sono stati da meno gli assessori Caltabellotta e Reale che, ultimo in ordine di tempo, s'impegnò per gli stessi problemi durante una audizione davanti l'apposita Commissione dell'ARS e alla presenza dei rappresentanti del Comitato sulla diga Jato che si era costituito a Trappeto con la presidenza del sindaco Pino Vitale.
Ovviamente non poteva mancare il ciclico impegno ad eliminare dai Consorzi di bonifica la gestione comissariale con la sostituzione di un orgnismo democratico di gestione dimenticando che la legge istitutiva dei Consorzi è la n. 45 del 1995 (MILLENOVECENTONOVANTACINQUE) e l'on. Cracolici è in Assemblea dalla XIII legislatura, ossia da 15 anni.
Tuttavia l'assessore Cracolici nell'incontro citato ha dimenticato di dirci due cose e sbagliando clamorosamente su una terza:
1) se è disponibile a far prelevare alla industriale Bertolino dall'invaso Poma e ogni giorno 30 litri di acqua/sec.(necessari ad approvvigionare una città come Terrasini) per le necessità della eventuale nuova industria a Bosco Falconeria;
2) quanto acqua preleva giornalmente l'AMAP visto e considerato come ogni giorno il livello delle acqua si abbassa in maniera esponenziale al punto da far temere in pochi anni il prosciugamento dell'invaso;
3) diversamente da quanto da lui dichiarato in un'intervista alla stampa locale e a conclusione della iniziativa, la gestione democratica delle acque attraverso la Cooperativa irrigua è stata la più parsimoniosa e produttiva per la nostra agricoltura che vedeva questo mondo protagonista e non certo emarginato e succube di altri interessi speculativi.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo "Peppino Impastato" di Partinico

venerdì 10 giugno 2016

IL LUPO LO BIUNDO, SUI PARCHEGGI PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

foto di Rifondazione Comunista Partinico.












In data 24/03/2016 il nostro Partito inviava una diffida https://prcpartinico.files.wordpress.com/2016/06/diffida.pdf) al Sindaco di Partinico e, per conoscenza, al Prefetto di Palermo che ha anche competenza sulla viabilità, denunciando una palese e gravissima azione dell’Amministrazione comunale di Partinico che violava in maniera plateale l’art. 7 comma 8 del Codice della strada e la Circolare del Ministero delle Infrastrutture prot. n. 1712 del 30.03.2012 la quale chiariva in maniera definitiva come l’esistenza di un parcheggio a pagamento obbliga l’amministrazione comunale a realizzare nelle immediate vicinanze stalli liberi, anche se sottoposti a regolamentazione della Polizia Municipale.
Per tali ragioni chiedevamo al Sindaco di non imporre alcun pagamento ai cittadini nel parcheggio di via Elisabetta Castronovo, realizzato da privati e ceduto al Comune.
Denunciavamo come parallelamente alle mura di recinzione dell’Ospedale civico, l'ubicazione di cartelli indicanti il divieto di sosta (peraltro sui pali dell'illuminazione pubblica, cosa non consentita dal Codice della Strada) favorisse il privato gestore delle aree di sosta a pagamento poste dinanzi l'ingresso del nosocomio, perché obbligava i cittadini a custodire i mezzi dentro il parcheggio privato (che, rispetto a quello comunale posto a pagamento e privato dunque di qualsivoglia convenienza per il cittadino, offre almeno un minimo di vigilanza e i ticket necessari).
Le proteste del nostro Partito all’atto dell’apertura del parcheggio avevano costretto gli amministratori comunali, seppur in presenza di cartelli segnaletici di violazione della sosta, a “fare finta di niente”, nel senso che i cittadini posteggiavano lungo la via Castronovo ed i Vigili ovviamente per evitare ripercussioni sul parcheggio a pagamento davanti l’Ospedale di Partinico, non emettevano alcuna multa.
Oggi il colpo di scena: piuttosto che mettere a disposizione gratuitamente il suddetto parcheggio comunale vengono eliminati i cartelli di divieto di sosta lungo la via Castronovo e realizzati stalli di sosta.
Ancora una volta, impegnati furbescamente a valicare il confine tra illegalità e legalità, il Sindaco e la sua amministrazione ricorrono a vecchi trucchi e meschini espedienti con l’aggravante che la via Castronovo, essendo a doppio senso di circolazione, nel momento in cui diventa anche parcheggio pubblico gratuito, costituisce un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini che vi transitano.
Ovviamente non ci accontenteremo di questa soluzione convinti come siamo che questa operazione e il conseguente “fallimento voluto” della funzionalità del parcheggio comunale (che, da mesi, rimane ovviamente sempre vuoto) siano strumenti per giustificare una futura assegnazione dell'area comunale ad operatori privati.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato” di Partinico
Per approfondimenti:
>>> 24/03/2016 Diffida Comune di Partinico all'utilizzazione a pagamento di tutti gli stalli disponibili all’interno del nuovo parcheggio tra via Benevento e via Castronovo (https://prcpartinico.files.wordpress.com/2016/06/diffida.pdf).
>>> 07/03/2016 Bufera su parcheggio accanto l'ospedale di Partinico: a norma o no? - Videp (http://www.qlnews.it/…/bufera-su-parcheggio-ospedale-di-pa…/).
>>> 07/03/2016 Servizio di Alpa Uno - Video (https://www.youtube.com/watch?v=8fo0eFm-nx0).
>>> 05/03/2016 Partinico. Parcheggio vicino all’Ospedale, pronta diffida per l’amministrazione - Video (http://www.teleoccidente.it/…/partinico-parcheggio-vicino-…/).
>>> 15/11/2014 Partinico, volantinaggio dei giovani del partito di Rifondazione Comunista (http://www.partinicolive.it/…/partinico-volantinaggio-dei-…/).
>>> 15/11/2014 Volantino: IL PARCHEGGIO GRATUITO IN OSPEDALE E’ UN DIRITTO! (https://prcpartinico.wordpress.com/…/il-parcheggio-gratuit…/)
>>> 11/04/2014 Continua la vergogna sul parcheggio accanto l’ospedale di Partinico! (https://cambiamopartinico.wordpress.com/…/continua-la-verg…/).
>>> 13/02/2014 Interrogazione sul parcheggio chiuso sito in via Elisabetta Castronovo, di fronte il presidio ospedaliero (https://dl.dropboxusercontent.com/…/Interrogazione%20parche…).
>>> 15/01/2014 Ospedale Civico di Partinico: aprire il nuovo parcheggio (https://prcpartinico.wordpress.com/…/ospedale-civico-di-pa…/).
>>> 13/01/2014 “Cambiamo Partinico” chiede l’apertura del parcheggio gratuito vicino all’Ospedale Civico (http://www.teleoccidente.it/…/cambiamo-partinico-chiede-la…/)

lunedì 6 giugno 2016

QUANDO, QUERELATI DALLA BERTOLINO, ANCHE INGROIA CI FECE PROCESSARE






Fine gennaio 2013. C’incontrammo nei pressi di piazza Duomo .Non l’avevo mai visto cosi’ adirato nei miei confronti.Eppure era ed è uno dei miei migliori amici.”Questa volta non ci sto’. Non mi puoi costringere ,facendoti forte della nostra antica amicizia,a farmi votare questo magistrato.E poi, come puoi avere il coraggio di sostenerlo proprio tu che nei hai ricevuto un danno.Oppure devo pensare che mi avevi raccontato frottole?”Mi lascio’ in malo modo ed io non tentai,come avevo fatto altre volte,di convincerlo,di dirgli che gli avevo raccontato il vero.Ma non potevo non dargli ragione.Ovviamente,come sempre,sostenni con convincimento la campagna elettorale di Rivoluzione Civile che vedeva il mio Partito organico dentro quella alleanza elettorale.Ancora una volta feci prevalere il senso di appartenenza,la lealtà,la mia formazione politica (prima di ogni cosa quel che ti indica il Partito,anche a costo della vita) e con i compagni e ad altri alleati (tra cui Italia dei Valori)portammo avanti una battaglia elettorale a Partinico che raccolse alla Camera 836 voti (5,6%)a Rivoluzione Civile. Un successo in voti e percentuale.
Maggio 2016:scoppia il “caso Maniaci”,Ingroia viene invitato a “Bersaglio mobile” la trasmissione di Enrico Mentana su La7. Non piu’ il leader di Rivoluzione Civile e neppure il magistrato antimafia dei processi ,delle condanne,della trattativa Stato-Mafia.E’ l’avvocato,insieme a Bartolo Parrino,di Maniaci incappato in una vicenda che ha fatto il giro d’Italia.Ingroia è determinato nel sostenere l’innocenza del suo assistito, si dice sicuro di smantellare le accuse,che si tratta di macchinazione,che Maniaci non è un estortore .Il resto è gossip.Si, certo,il carattere di Maniaci,il suo linguaggio,le sue sparate….Ma quasi alla fine della trasmissione fa un’ammissione imprevedibile.Dice piu’ o meno : da magistrato avevo un’idea e degli avvenimenti e delle persone inquisite ora che sono avvocato guardo le vicende e le persone in modo diverso.Non resto sorpreso e vado giu’ nel tempo.
23 febbraio 2004: in piazza Duomo con i compagni abbiamo approntato un gazebo.Siamo alle solite con la puzza e la Bertolino.Maniaci mi intervista.Dico tante cose ma soprattutto due ovvietà: la mafia che dalle nostre parti spesso s’intreccia con la malapolitica ed con poteri economici, rappresenta un’ostacolo allo sviluppo del nostro territorio.La Bertolino e la distillazione sostenuta dalla Comunità a fior di miliardi ,di fatto,ha affossato lo sviluppo della nostra migliore tradizione vitivinicola. Querela immediata ,la quinta,che si aggiunge ad altre quattro precedenti (tutte e quattro archiviate ).Mi viene notificata in data 13 agosto 2005 rovinandomi,ovviamente,la stagione balneare già iniziata e che amo tanto.Arriva l’avviso di conclusioni delle indagini e il magistrato indicato ci invita a nominare il difensore ,prendere visione delle carte,presentare eventuali memorie,produrre documenti oppure essere sottoposto ad interrogatorio.Chiedo la difesa a Francesco Tafarella, giovane e brillante avvocato della nostra città,noto ambientalista che conosce profondamente la vicenda Bertolino e che si è occupato di difendere altri imputati coinvolti nella “questione”.
2007 -Tribunale di Palermo.In un’auletta dello stesso attendiamo( insieme a me,il prof. Franco Longo,l’ing. Bonomo querelati per dichiarazioni relative alla Bertolino ma aggregati allo stesso processo, e Francesco Alotta in quanto già Direttore della testata di TJ che ne rispondeva per legge )il magistrato che in quella sede deve ascoltare le ragioni degli imputati,dei legali,del PM assegnato e poi decidere l’archiviazione o il rinvio a giudizio.Arriva il Giudice (era una donna) ma non arriva Il PM che ovviamente è in possesso e a conoscenza delle carte ed interviene in questa fase con le sue argomentazioni. Senza la presenza di un PM ,il Giudice non puo’decidere,almeno in quella in quella giornata.Si trattava di rimandare ancora.Il Pubblico Ministero non arriva,aumenta il nervosismo e del Giudice ed anche nostro. E’ un’attimo .Davanti l’ingresso dell’auletta che dà sul corridoio s’intravede passare qualcuno.La Giudice grida:”Dottore Ingroia!”. Ingroia torna indietro,s’affaccia e la collega gli chiede la cortesia di presiedere al posto del PM già indicato.D’aItronde si tratta di poco tempo.Il dott. Ingroia s’accomoda mentre l’avvocato di Francesco Alotta,Salvatore Giordano,aveva già riferito che il suo assistito non puo’ rispondere d’alcunché in quanto all’epoca delle dichiarazioni degli imputati rilasciate alla tivvu' non era piu’,e da tempo,direttore della testata.L’avvocato Tafarella espone brevemente anche per l’imputato Bonomo.Del prof. Longo non ho ricordi.Il Giudice chiede il parere di Ingroia.Esprime il suo assenso per il rinvio a giudizio.Rimaniamo sconcertati.Ma come,proprio il dott. Ingroia che come tutti i palermitani non poteva non conoscere le vicende della distilleria,proprio lui ci rinviava a giudizio? Sconforto profondo del professore Franco Longo.Lo dovetti, perfino,consolare .
Veniamo rinviati a giudizio, cioè subire il PROCESSO (dunque anche per Ingroia,ovviamente,avevamo diffamato la Bertolino) con tutto quel che consegue,soprattutto in ordine al tempo da inseguire ed anche ad altro.Per fortuna,poi, ebbe svolgimento nella sede dell’allora Tribunale di Partinico risparmiandoci,almeno, il tragitto ed il salire e scendere le scale di quello di Palermo.
21 Luglio 2010 -Sede del Tribunale di Partinico.E’ il mio turno.Avevo chiesto all’avvocato Tafarella la possibilità di intervenire sottoponendomi alle domande dell’avvocato della Bertolino,Oddo. Mi dice di si e rispondo sopratutto alle tante per finire con quella piu’ insidiosa che diceva piu’ o meno cosi’ :” Dunque lei sostiene che la signora Bertolino sia mafiosa e quindi come tale è responsabile dell’arretramento dell’economia del territorio?” Ovviamente non sono né sciocco né imbecille.Ribadii che nelle mie dichiarazione a TJ non avevo mai definito la Bertolino una mafiosa (bastava leggere le mie dichiarazioni )ma che a mio parere,che era anche quello del mio Partito,la distillazione obbligatoria concretizza enormi profitti ed è un processo devastante per la vitivinicultura e conseguenzialmente impedisce la valorizzazione dei nostri vini e danneggia i produttori.L’avvocato rivolgendosi al Giudice(anche questa volta una donna)prese atto che si trattava di giudizio politico ,dichiarò di ritenersi soddisfatto del chiarimento nel senso della esclusione della mafiosità della Bertolino e che avrebbe,col permesso del giudice,telefonato alla sua cliente chiedendole,eventualmente,di rimettere la querela. La remissione ha natura giuridica di atto di revoca della querela che,una volta accettato dal querelato( ed io l’accettai ritenendomi AMPIAMENTE SODDISFATTO PER NON AVERE MODIFICATO QUANTO PRECEDENTEMENTE DICHIARATO),determina la cessazione dell’azione penale precedentemente iniziata e l’estinzione del reato.
Ma la remissione presupponeva la presenza e la dichiarazione dell’industriale davanti al Giudice.Si fece accompagnare dal solito autista.Sembrava una belva ferita in gabbia ,sbuffava, era terrea in volto.In una seduta di un precedente processo ad altri (Bonomo, Scasso, Chimenti,Pisciotta) ,interrogata-ero ovviamente presente- ebbe a gridare testualmente” Ma cosa vuole questo Costanzo da me? Ovviamente non aveva potuto ancora digerire quella memorabile estate del 1984(la prima chiusura ) e tutti gli anni a seguire con chiusura e condanna definitiva per danni ambientali.
Obtorto collo fece come le suggeri’ l’avvocato Oddo.Ovviamente le ragioni sono assai comprensibili.Quel processo si sarebbe concluso con una assoluzione certa e,ovviamente,avevo tutto il diritto di rivalermi su di lei .Il processo,per gli altri,si concluse dopo qualche altra seduta e con la piena assoluzione .Non poteva che essere cosi’ perché,era palese a tutti la non esistenza di alcuna seria ragione per una eventuale condanna.E NEPPURE PER ESSERE RINVIATI A GIUDIZIO CON L’ASSENSO DEL DOTT. INGROIA ,OGGI AVVOCATO LIBERO POFESSIONISTA che stà dalla parte opposta della barricata e dichiara che da questa parte si ha una diversa visione dei fatti e delle persone.Giusto, ma poteva pensarci qualche anno prima !

Toti Costanzo

sabato 28 maggio 2016

I COMUNISTI,IL BALILLA JONNI E DONNANTONINA


Il 24 maggio recente il giovane ed effervescente assessore Pantaleo, coadiuvato da tre consiglieri che lo hanno quale riferimento (non ho mai compreso cosa significhi “assessore di riferimento” anche se maliziosamente posso intuire) Prussiano, De Luca e Tranchina, inviavano alla stampa un comunicato che secondo le loro intenzioni avrebbe dovuto smentire quanto dal gruppo consiliare Cambiamo Partinico oggi, da Rifondazione Comunista da qualche ventennio e dal PCI dal 1984, hanno sempre sostenuto: la Bertolino è un’industriale che ha sempre fatto i suoi affari infestando di puzza la nostra aria, violentando il mare di S. Cataldo, compromettendo le falde acquifere. E lo ha fatto quasi sempre col silenzio (se non con la condivisione) di amministratori inquinati e compromessi partendo da tanti della prima repubblica per arrivare ai tanti dei nostri giorni.
Ai quattro firmatari dell’Ave Maria ribadiamo perché non ci siano equivoci, che tutta l’operazione "finta-delocalizzazione" col crisma del fumoso protocollo tra le parti altro non è se non un processo che dovrebbe portare:
1) alla dismissione della distilleria che non produce più profitti (obiettivo primario di ogni buon industriale);
2) riqualificare l’area lasciata libera (cioè un processo di valorizzazione e riuso di 70 mila metri quadri circa per finalità urbanistiche civili);
3) la costruzione a Bosco Falconeria di una nuova, notevole industria che dovrebbe lavorare le biomasse cioè materiali per produrre energia e ricostruire a favore dell’industriale il ciclo interrotto dei profitti.

Un'industria di tale consistenti dimensioni (richiesta di 30 litri secondo di acqua dell'invaso) ha bisogno per funzionare di una quantità enorme di materia prima. Quale? Noi qualche dubbio l’abbiamo sempre manifestato.
D’altronde conosciamo bene i quattro firmatari e gli altri di contorno, i loro interessi, gli scopi per cui esistono. Tanto per citare: sì alla Policentro, vendita di beni comunali, concessioni edilizie, trasferimento di beni pubblici a privati, privatizzazione dei servizi essenziali come l’acqua ed i rifiuti, assunzioni clientelari. Ed altro ancora.
Detto questo sono, però, PERSONALMENTE interessato a quanto hanno avuto l'ardire di scrivere: “Ricordiamo alla cittadinanza che la richiesta di condanna al risarcimento di 2 milioni di euro alla città (si fa riferimento alla distilleria n.d.r.) nasce da un procedimento attivato in sede civile dall’Amministrazione Lo Biundo e non dal Partito di Rifondazione Comunista che non perde occasione per pavoneggiarsi di meriti che non ha”.
E allora vediamo, una volta per tutte, non i fatti dichiarati che trovano il tempo che trovano, ma I DOCUMENTI che sono assolutamente inoppugnabili ed incontestabili che pubblichiamo.
Si tratta della delibera n. 68 del 19 marzo 1999 (dunque quel giorno anche con la paterna assistenza di San Giuseppe) e con oggetto: "PROPOSIZIONE AZIONE DI RISARCIMENTO NEI CONFRONTI DELLA DISTILLERIA BERTOLINO S.P.A. PER DANNI DERIVANTI DA INQUINAMENTO AMBIENTALE”. 
Quella Giunta, come è possibile leggere, era presieduta dall’assessore anziano SALVATORE COSTANZO (detto Toti). E cosa si scrive a pagina 2?

“...Considerato che la Corte Suprema di Cassazione alla pubblica udienza del dl 9.2.1999 ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Palermo con ciò decidendo definitivamente sulla responsabilità penale della predetta Bertolino Antonina [...]
Che i fatti dolosi commessi dalla signora nella sua qualità di legale rappresentante della Distilleria Bertolino s.p.a. SONO STATI ORMAI ACCERTATI DA SENTENZA PENALE DI CONDANNA IRREVOCABILE con efficacia di giudicato [...]
Che i fatti dolosi commessi dalla distilleria Bertolino hanno compromesso l’ambiente ed il territorio del Comune di Partinico nel suo equilibrio ecologico e biologico degradandolo […]
Ritenuto pertanto necessario proporre L’AZIONE DI RISARCIMENTO nei confronti della Distilleria Bertolino s.p.a per inquinamento ambientale AL FINE DI TUTELARE GLI INTERESSI […]

PROPONE ALLA GIUNTA MUNICIPALE :
1) L’azione di risarcimento danni derivanti da inquinamento ambientale [...]
2) Incaricare della rappresentanza e difesa processuale [...] nell’instaurando giudizio, L’AVV. ARMANDO SORRENTINO, libero professionista con studio in Palermo [...]”

Ovviamente da quel procedimento si è arrivati (i tempi della giustizia sono purtroppo lunghi) all’obbligo per l’industriale del pagamento di quanto dovuto quale risarcimento alla città.
MA SENZA QUELL'ESSENZIALE PROVVEDIMENTO NON CI SAREBBE STATO ALCUN RISARCIMENTO!
P.S.: C’E' UNA SOLA COSA CHE CONDIVIDO, FRA TUTTE LE SCIOCCHEZZE SCRITTE DA PANTALEO E FIRMATE ANCHE DA TRANCHINA, PRUSSIANO E DE LUCA, e cioè che il Partito della Rifondazione Comunista (e se permettete anche il sottoscritto e i suoi colleghi assessori) si possono ben PAVONEGGIARE della delibera n. 68 del 19 marzo 1999 e a firma di COSTANZO SALVATORE che presiedeva la Giunta e dagli Assessori LA FATA MARCO, TRANCHINA FRANCA, FERMO GIUSEPPE (inteso Franco) E VARVARO GIUSEPPE che porterà, prima o poi, nelle casse del Comune i 2 milioni di euro. 
Per la cronaca la Segretaria Generale che sovraintendeva a quella seduta di Giunta era la dottoressa SERAFINA BUARNE’, oggi Segretaria Generale del Comune di Roma. Che, con tutto rispetto per i segretari di Lo Biundo, è quanto dire.

Toti Costanzo


giovedì 26 maggio 2016

L'AMAP E LA CARRIERA DI LO BIUNDO SULLA PELLE DELLA CITTA'



foto di Rifondazione Comunista Partinico.

   

Dunque,avevamo ragione.Il sindaco di Partinico ricattato,connivente ed omertoso ha ceduto per trent’anni le nostre risorse idriche all’AMAP per far avanzare la sua carriera personale e quindi i suoi personali interessi a danno dei cittadini di Partinico.Infatti in ragione dei“servizi”resi all’AMAP,una società per azioni che pur essendo pubblica opera,pero’,nel mercato dell’acqua come un privato che fa soltanto profitti,non ha avuto alcuno scrupolo di arrecare un danno economico alla nostra città.Il Sindaco di Palermo Orlando nella qualità di  Presidente dell’ATI (Assemblea Territoriale Idrica) ossia l'organismo che riunisce tutti i comuni dell'ex Provincia e che deve curare la gestione del servizio idrico ha fatto nominare Lo Biundo nel direttivo dell’Assemblea.Il perché è facile da capire e si riferisce alla cessione trentennale delle nostre risorse alla societa’ del Comune di Palermo che gestisce l’acqua in 32 Comuni della nostra ex Provincia.Un grande favore fatto alla società AMAP perché l’acqua è come il petrolio che i cittadini  paghiamo a caro prezzo e ,dunque, la cessione andava palesemente contro l’interesse pubblico.Dopo il duro comunicato della segreteria provinciale di Rifondazione che ha chiesto la eliminazione di Lo Biundo all’ATI perché “toglierebbe quell'alone di sporcizia politica che al momento c'è sul direttivo”,Lo Biundo assumendo le vesti della vittima piagnucolava sulla stampa che i comunisti volevano "privare una intera comunità(quella di Partinico n.d.r)della sua rappresentanza nell'Ambito Territoriale Idrico”.Una vittimistica dichiarazione (d'altronde il vittimismo è la strategia adottata dal sindaco nei confronti dei servizi di  Tele Jato)per uno che tentava di giustificare la sua nomina come “utile alla nostra collettività” quando tutti i partinicesi sanno che aveva operato per averne vantaggi esclusivamente personali e niente piu’.Ma Lo Biundo non era nuovo a queste svendite:nel 2009,da poco insediatosi come sindaco,trasferiva reti all’APS,una società privata che si è dimostrata un disastro per la sua gestione fallimentare al punto di licenziare i suoi ex operai .Eppure questa Società,E PRIMA di avere ottenuto le reti in concessione,COSTRUIVA A SUE SPESE UNA CONDOTTA per portare l'acqua dai pozzi di Collina Cesarò ai serbatoi Eppure il gruppo consiliare Cambiamo Partinico aveva dimostrato,con precisi dati,che la gestione diretta del nostro acquedotto (come hanno fatto i vicini Borgetto e Montelepre)avrebbe fatto risparmiare al nostro Comune quasi un milione e mezzo di euro l’anno.E infatti ,a conferma di cio’, QLNEWS quotidiano on–line locale,il 29 informava la città che dopo il fallimento dell’APS e con la obbligatoria  gestione diretta delle nostre risorse,il Comune aveva risparmiato in poco piu’ di due mesi e mezzo(dal 1 marzo al 17 maggio 2015) la somma di  400 mila euro.

E allora appare a tutti chiaro quali siano le ragioni per cui Lo Biundo ha ceduto ai privati  non solo l’acqua (beni confiscati,impianti sportivi,rilascio di concessioni,locali pubblici a suoi sostenitori, nomine di favore a suoi candidati ed altro)ma anche il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.C’è qualche inquirente che vuole andare in profondità?
Toti Costanzo

venerdì 20 maggio 2016

LA SEGRETARIA DEL PD, LA BERTOLINO E I COMUNISTI DI PARTINICO








Uno dei più prestigiosi comunisti di Partinico, l’on. Mimì Bacchi, soleva dire riferendosi ad avversari politici di scarso rilievo che “non vale la pena spendere olio per un cavolo”.
E noi non ne spenderemo per le schiocchezze scritte dalla Segretaria del PD (di quale sua parte?) di Partinico, nota per essere una dei tanti reggicoda di un colluso, ricattato ed omertoso non degno di continuare a guidare la vita della nostra comunità.
Una risposta, però, riteniamo meritino quei consiglieri comunali (Amoroso, Russo, Sollena, De Simone e D’Orio) che, seppur critici nei nostri confronti, tuttavia pensiamo abbiano inteso riaprire una più seria discussione sulla “questione Bertolino” e che noi raccogliamo favorevolmente, se non altro per restituire ai fatti storici la loro giusta valenza.
I citati consiglieri comunali hanno fatto riferimento all’azione dell’ultima Giunta del sindaco Gigia Cannizzo, organicamente sostenuta dal nostro Partito, ritenendo che la sua azione relativamente alla delocalizzazione dell’industria non abbia allora raggiunto gli effetti voluti non solo dai comunisti che lottavano per la tutela dell’aria, dell’acqua e del mare fin dal 1984, ma sopratutto dai cittadini che hanno sempre sostenuto quella battaglia di civiltà.
Tuttavia é opportuno ricordare che quella Giunta, seppur ebbe vita per meno di un anno (fine dicembre 1998 - 8 novembre 1999) lasciò una forte impronta della sua azione proprio sulla questione Bertolino, quando a firma dell’assessore comunista che quella Giunta ebbe a presiedere, fu dato incarico (la delibera del 1999 è agli atti del nostro Comune) all’avvocato Armando Sorrentino, legale di parte civile nei processi per l’uccisione di Pio La Torre, perché difendesse il Comune dagli effetti devastanti della distilleria. Così si è arrivati alla condanna al pagamento di 2 milioni di euro di risarcimento alla città per la sua azione nefasta sulla vita dell’ambiente cittadino.
Appare evidente come l’azione dei Comunisti abbia inteso non solo ripristinare la legalità violata e la tutela della salute pubblica, ma soprattutto impedire che la distilleria continuasse ad essere oltre che un pericolo, anche “un tappo” per lo sviluppo urbanistico della città verso il mare.
Questo impedimento, da sempre, abbiamo inteso eliminare, ma non certo perché sull’area lasciata libera di viale dei Platani si possa innestare una gigantesca operazione sui suoli (per esempio anche qualche nuovo centro commerciale di dimensioni più ridotte?) e meno che mai che a Bosco Falconeria si possa costruire un nuovo mostro ancora più pericoloso del precedente che non sarà, ovviamente, una nuova distilleria che, con la fine degli incentivi comunitari, non ha alcuna ragione economicamente sostenibile.
E allora hanno ragione il Gruppo consiliare “Cambiamo Partinico” e Rifondazione Comunista quando si pongono e pongono alla città l’interrogativo se questa nuova struttura industria non si legherà al ciclo dei rifiuti in Sicilia dal momento che il governo Renzi (nonché quello Crocetta) ha già annunciato la costruzione di 6 termovaloizzatori per bruciare i rifiuti prodotti nella nostra isola.
A quanti, spregiudicati, carrieristi ed arrivisti pensano di cavalcare la distilleria come hanno fatto con la Policentro, diciamo con forza che sulla loro strada, ad impedire ulteriori vergogne, troveranno sempre i comunisti di Partinico e la città migliore.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo “Peppino Impastato” di Partinico

martedì 10 maggio 2016

IL PROF. MICHELE GALATI,LE SUE DIMISSIONI ,IL PD DI PARTINICO

foto di Rifondazione Comunista Partinico.

Abbiamo sostenuto, e lo ribadiamo, che non siamo interessati alle dinamiche e agli equilibri interni dei Partiti e meno che mai del PD, ricostruito sul vecchio modello della DC, dentro il quale si esprimono pubblicamente posizioni e sopratutto interessi in palese contrasto tra di loro. 
Posizioni politiche ed interessi assai divergenti, che hanno portato alle dimissioni del Presidente del Circolo di Partinico, il prof. Michele Galati, e che hanno coinvolto non solo il PD locale ma quello provinciale e regionale. 
Tutto questo non interessa al nostro Partito e, siamo certi, neppure all'opinione pubblica,gravata da altri pesantissimi problemi.È gravata soprattutto da una gestione disastrosa della vita politica,amministrativa,economica,sociale e culturale della nostra città. 
Tuttavia le vicende ultime,che hanno fatto il giro del nostro Paese, ci riguardano in quanto attengono al ruolo del sindaco di Partinico e, per questo,non possiamo esimerci dall'esprimere la nostra opinione. 
Si tratta di un sindaco, approdato nel PD dopo un lungo girovagare all’interno di vari Partiti e gruppi, di centro e di destra, che ancora alle elezioni comunali del 2013 esaltava il civismo contro il ruolo nefasto, a suo dire, dei Partiti. 
Tutto ciò rappresenta plasticamente il segno anticipatore di quanto è recentemente accaduto nella nostra città ed è la ineluttabile conseguenza di chi sceglie, a suo piacimento, una qualsiasi collocazione politica per assoggettarla alle sue mire, ai suoi interessi e a quelli della sua cerchia. Dal canto suo, il gruppo politico di turno che, di volta in volta, ha visto bussare alla sua porta il vagabondo, lo ha accolto non perché portatore di valori, ma esclusivamente in quanto sindaco portatore di voti. Siamo di fronte ad un uso cinico,spregiudicato e personalistico della politica. Niente di più. 
D’altronde i fatti che hanno coinvolto il Sindaco di Partinico sono chiari ed implacabili: condizionato, subordinato, ricattato come appare dalle dichiarazioni rilasciate agli inquirenti, ma soprattutto omertoso (avrebbe dovuto denunciare e non l’ha fatto), utilizzava il Comune quale ufficio di collocamento in nero, dunque con grave violazione della legge, e usava i servizi di Maniaci contro il nostro Partito ed i Consiglieri comunali del Gruppo “Cambiamo Partinico”,che lo inchiodavano e lo inchiodano alle sue gravissime responsabilità. 
Noi riteniamo che un sindaco che non denuncia le illegalità ed è condizionato, oltre che complice, non abbia il diritto di governare la nostra città. 
Infine, pur apprezzando il gesto politico delle dimissioni del prof. Galati, tuttavia avremmo preferito, come cittadini, che queste fossero scaturite dal ruolo del sindaco nella vicenda, per la disastrosa gestione della vita della nostra collettività e non certo per semplici, seppur comprensibili, ragioni di Partito.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, 
Circolo “Peppino Impastato” di Partinico

martedì 3 maggio 2016

L'ASSESSORE PROVENZANO,LE SUE INCAUTE DICHIARAZIONI,IL CENTRO DESTRA DI LO BIUNDO E QUELLO DI CARINI ..




Dopo avere spolpato il Comune di Carini ,i passati amministratori di centro destra hanno lasciato le macerie al sindaco Giovi’ Monteleone e alla sua Giunta costretti a dichiarare lo stato di dissesto e a rimboccarsi le maniche per evitare il totale,definitivo collasso del secondo Comune ,per numero di abitanti,della provincia di Palermo.A sostenere la Giunta di Monteleone i tre consiglieri di “L’altra Carini” (Vito Bartoglio e Alessandro Gambino di Rifondazione Comunista e  Vita Tranchina) con in Giunta il compagno Salvo Badalamenti.
Dunque  a Carini con grande senso di responsabilità e dignità della sua maggioranza il Sindaco di centro sinistra dichiara il dissesto e lavora per porvi rimedio mentre il Centro destra di Partinico mette la polvere sotto il tappeto ,come dichiara il Gruppo consiliare Cambiamo Partinico in un comunicato di oggi .E ,caso unico nella storia della città e forse anche d’Italia,la maggioranza del Consiglio comunale ha approvato il BILANCIO DI PREVISIONE DEL 2015 ALL’INIZIO DEL 2016.Roba da far arrivare il cellulare per un trasloco forzato del sindaco e della sua Giunta.
Dunque,Lo Biundo e compagnia nascondono,mimetizzano e non contenti che in alcune circostanze il silenzio è d’obbligo, esaltano quel che avrebbero fatto:di avere salvato il Comune di Partinico dal disastro ovviamente da essi stessi congegnato avendo governato dal 2008 senza soluzione di continuità.Senza contare il ruolo di alcuni di loro come Lo Biundo,Pantaleo ed Albiolo in Consiglio e quasi sempre in maggioranza dal 2000 fino ai nostri giorni e cioé quasi 14 anni su 16.Dello stesso nostro parere nel senso del convincimento della  gravissima situazione finanziaria del nostro Comune,il revisore dei conti eletto dai consiglieri di opposizione  ma costretto alle dimissioni a causa di una orchestrata campagna diffamatoria e denigratoria nei suoi confronti che ne hanno minato la serenità d’azione.Staremo a vedere,considerato che sia lo stesso revisore sia il gruppo consiliare “Cambiamo Partinico” hanno fatto pervenire alla Corte dei Conti relazioni su quel che accade nel nostro Comune.E non da quest’anno.
Né possiamo tacere sulle insolite,anche se cicliche dimissioni da Responsabile del settore finanziario di Enzo Cusumano o il trasferimento quale”cancelliere”al servizio del Giudice di Pace del dott. Leo Russo il quale ,ovviamente,dispone  non solo dell’esperienza necessaria ma dei requisiti professionali per guidare il settore.In altri tempi é stato anche Ragioniere Generale del nostro Comune.Per non citare il dott. Giuseppe Misuraca  con profilo professionale di "Specalista Contabile" categoria giuridica "D1"  titolare di posizione organizzativa- Responsabile Settore Tributi  che con delibera di Giunta n.21 dl 19/2/2016  veniva autorizzato a prestare la sua attività professionale per 12 ore settimanali presso il Comune di Sciara e fino al 30 aprile 2016.E' vero, Sciara é un piccolo Comune ma il dott. Misuraca appartiene alla categoria "D" e dunque ha i requisiti per guidare il Settore finanziario dl nostro Comune .C'é da aggiungere che I primi due funzionari hanno retto per anni il Settore finanziario e oggi ,però,con nostro grande stupore a quanto si legge nella determinazione di Lo Biundo n.1 del 4 febbraio 2016,presumiamo interpellati insieme ad altri di categoria D( compreso Misuraca e a meno che i primi due non siano andati già  in pensione),avrebbero risposto di non “manifestare interesse a ricoprire il superiore incarico PER  MANCANZA DELLA PROFESSIONALITA’ A CIO’ NECESSARIA(sic!) .Domanda: sono in pensione Cusumano e Russo? E' stato interpellato anche il dott. Giuseppe Misuraca di categoria D?E allora se Cusumano e Russo non sono in pensione e Misuraca appartiene,come appartiene alla categoria "D",come é possibile che abbiano potuto dichiarare la loro "mancanza di professionalita'? Dunque si tratterebbe di falso che,pero’,ha consentito al sindaco ai sensi del comma 1 dell’art. 31 del Regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi di potere nominare quel dott. Sciacchitano che con largo anticipo il 25 febbraio avevamo già indicato quale scelto da Lo Biundo per quel ruolo.Domanda:non ha nulla da eccepire il Segretario Generale del Comune che é anche il responsabile della legalità degli atti amministrativi ?

PER ESSERE CHIARI,accade con Lo Biundo:io sindaco emetto un avviso pubblico per conferire un incarico,voi interessati inviate il curriculum che non servirà a niente in quanto sempre io,sindaco,ho già scelto il candidato.Toto',se ancora con noi, avrebbe esclamato come esclamo' nel film "Toto',Peppino e la dolce vita" :alla faccia del cacio cavallo!Una delle tante sceneggiate alle quali ci ha abituato la spregiudicatezza di costoro.Che dire?Lasciamo ai nostri lettori ampia facoltà di riflessione e a coloro che li hanno votati in perfetta buona fede,sincero pentimento di non dire mai piu' VOTA SALVO,VOTA SALVO,VOTA SALVO.A Gianlivio un personale invito ad essere piu'cauto nelle sue dichiarazioni anche se comprendiamo ma non giustifichiamo  il suo eccesso di zelo .
Toti Costanzo