venerdì 30 aprile 2010

MA LA MERDA NON COPRE SOLO LA MAFIA



Una delle qualità essenziali che si richiede a chi intende ricoprire incarichi politico-amministrativi e , dunque, di importante responsabilità è quella di non mentire mai e cioè di dire sempre la verità. Se si vuole ottenere il rispetto dagli altri .Coloro i quali mentono possono anche ottenere il consenso,possono anche tentare processi mistificatori con lo scopo di apparire per quel che non si è, ma la stima sicuramente no. Quella ,soprattutto dalle cosiddette persone “per bene” ,quella la si perde ed anche definitivamente . Questione di tempo. Or dunque è accaduto che a Partinico da due anni si è insediato un governo locale che, come tutti i governi, può essere discutibile nel senso che non sempre la sua azione corrisponde agli interessi generali, non sempre le decisioni ,le scelte ,vengono condivise e ,quindi, coloro che governano possono sempre essere oggetto di critica . Tuttavia se l’azione amministrativa è fatta in perfetta buona fede, allora si può affermare che i governanti vanno criticati ma sicuramente non disistimati e ,quindi ,gli si dovrebbe sempre portare rispetto. Appare evidente , a completamento di questo semplice ragionamento che il giudizio su di una Giunta o su di un Consiglio può anche non essere globale nel senso da coinvolgere IL TUTTO, l’insieme dell’organismo , ma può anche essere espresso nei confronti dei singoli. Ad esempio il giudizio che noi esprimiamo nei confronti dell’Assessore al Bilancio non ha nulla a che vedere con quello , assai severo, col quale giudichiamo l’operato di quello alla cosidetta Legalità. E il “cosidetta” è ,ovviamente, riferito alla idea tutta personale che di questa nutre l’Assessore al ramo . Costei, ad esempio, si è distinta non solo per la nota “vicenda di Via Fermi”, per avere abbandonato all’incuria il bene di via Mario destinato alle “stanze della legalità” di cui si sono perse le tracce ,per il ruolo che ha avuto nell’affossare la Consulta giovanile e smorzare l’entusiasmo di tanti ,per il disinteresse nei confronti del luogo sacro che è il Cimitero e che “va avanti” soltanto per l’abnegazione di quelle poche unità operative di cui dispone ,ma perché negli ultimi tempi ha dato il meglio di sé: in carovana -nel senso che si accompagna ad alcuni funzionari comunali costretti dal dovere a questo tour o meglio mesto pellegrinaggio - ha rallegrato alcune nostre tristi ed uggiose giornate con sopraluoghi ,verifiche,giudizi, annotazioni e mettendo nell’imbarazzo non solo il dott. Coppolino Comandate della P.M. ma soprattutto il Segretario Generale (entrambi costretti a seguirla per dovere d’ufficio) i quali, però, in queste occasioni durante le interviste rilasciate alle emittenti locali ,hanno manifestato un giusto ed equilibrato ruolo di osservatori senza alcun interesse. Mentre l’Assessore l’interesse l’ha, eccome se l’ha, per cui l’abbiamo visto storcere il naso durante la visita ai beni dei Madonia ( c’è qualcuno a cui sfuggono le ragioni di tanto interesse per quella "proprietà"?) proprio mentre in quel sito si lavorava e si davano esaurienti spiegazioni e documenti sull’attività . In altri luoghi, però, si sperticava per entusiamo e soddisfazione . E alla domada: “Assessore quando andrà a visitare il bene affidato al Gatto? ( ANCORA AD OGGI IN STATO DI TOTALE DEGRADO ED ABBANDONO ) ebbe a rispondere :” Presto, molto presto” .Sono trascorse un bel po’ di settimane e " vuatri ‘u viristivu ‘u sceccu ? E mancu ‘u patruni!“ . Per ritornare e concludere il ragionamento iniziale possiamo affermare, dunque, che un giudizio su di una Amministrazione comunale o un Consiglio comunale può essere articolato e parcellizzato . Fuori da metafora , ad esempio, diciamo che il giudizio che noi diamo sulla Giunta del Sindaco di Partinico non E’ UNANIME ma si articola e si differenzia da soggetto a soggetto. Ad esempio ,noi riteniamo che il Sindaco sia un giovane che secondo quanto affermato dallo psicologo e pedagogista svizzero Jean Piaget ,che fu amico di Danilo e frequentò Partinico ,potrebbe avere ancora non completato il suo sviluppo (evidentemente non quello fisico ) in ragione , secondo lo studioso, di quanto abbiano contribuito su di lui fattori esterni e ,nella fattispecie, l’ambiente e le sue interazioni sociali. In una parola vi è ancora in atto un processo di evoluzione non completato per cui si potrebbe affermare : “Dategli tempo perché il ragazzo si farà” . Tuttavia, a parte qualche punta di arroganza e sicumera e la cattiva abitudine a dare le responsabilità sempre ai precedenti amministratori (come i bambini che si vogliono discolpare ad ogni costo ) siamo convinti che si tratta, in linea generale, di soggetto avviato verso un processo di maturazione e in alcuni casi , forse,ha anche agito in buona fede. Certo ,oggi come oggi, potrebbe senz’altro essere nella condizione di ben gestire un’associazione di caccia e pesca mentre qualche riserva la nutriano per il come si occupa di un Comune come Partinico che una volta godeva di ampio e riconosciuto prestigio e che ,purtroppo, anche con la sua sindacatura è andato a “scinniri,a scinniri”. Ovviamente se volesse recuperare c’è sempre tempo.
Ma se troviamo qualche attenuante per il Sindaco la stessa cosa non possiamo dire di un altro suo Assessore .Costui, allevato politicamente parlando, nella vecchia dicci’ passò subito armi e bagagli non appena quel Partito entrava in declino ed emergeva con forza un Movimento guidato da un personaggio di straordinaria intelligenza ma di sfrenata ambizione al punto di “usare” tutto e tutti pur di arrivare allo scopo che era quello di gestire il potere, costi quel che costi .Eclettico, molto capace e fornito di spregiudicatezza, con qualità di navigatore a vista e nella condizione di intercettare i mutamenti e “tuffarvisi” .Si tratta , come ben si comprende, dell’inventore delle Rete alla quale il Nostro Assessore immediatamente aderiva, vi si identificava, ,ingurgitava, digeriva, assimilava e poi rielaborava adattandolo ai tempi , alle evenienze e alle situazioni . Il Nostro , all’epoca , solo per la sua giovane età non fu possibile “'ntrupparlo” con incarico di responsabilità amministrativa nei primi governi di Gigia Cannizzo (nell’ultimo, ovviamente, non c’era “trippa per gatti” come suole dire il buon Mimmo Consiglio Sindaco sopportato di Terrasini ) in caso contrario avrebbe trascorso anni di goduria immensa deambulando all’interno del Palazzo di città con imperio e determinazione, impartendo ordini, blandendo, ed esercitandosi nel gioco che rese famoso all’inizio degli anni ’60 Franco Franchi quando ci intratteneva in via Roma “vecchia” col gioco “d’a carta vinci e a carta perdi” che altro non era ed è se non un gioco di “illusione”, che serve per gabbare gli allocchi. Per cui dice a tutti “si”, promette anche se non dà, dice e non dice, ammette e poi ritratta. Un vero prestigiatore della parola.Tuttavia ,anche lui ha commesso un errore come quello della brillantina Linetti : é incappato ,ora, nell’incidente della Cantina Borbonica dove HA MENTITO PER LA GOLA ai suoi e agli avversari e trovando , per sua sfortuna lungo la sua tormentata strada non solo due intransigenti galantuomini della sua stessa “maggioranza” ma una forte opposizione e soprattutto personalità che hanno il senso della storia cosi’ come quello della “misura” . Che non hanno bisogno di smaniare ,né di “ammuttari”, perché vengono da lontano e con Peppino hanno condiviso tanto compreso lo slogan “La mafia è una montagna di merda”. Ma la merda, e costoro lo sanno bene , non copre soltanto la mafia. Buon 1° Maggio.
Toti Costanzo

domenica 25 aprile 2010

LA VICENDA DELLA CANTINA: TRAGI-COMMEDIA A PUNTATE DAL TITOLO "GLI ALLEGRI IMBROGLIONI DI PARTINICO"

I titoli si potrebbero sprecare: da “Gli imbroglioni” con Woody Allen, alla sgangherata “Banda degli onesti” con Totò e Peppino, ai “Due imbroglioni e mezzo” con Bisio e la Ferilli, senza dimenticare il gustoso “Gli allegri imbroglioni” con Stan Laurel e Oliver Hardy per non citare “Gli imbroglioni”, simpatica commedia con Walter Chiari ed il compianto Raimondo Vianello. I titoli, appunto, si potrebbero sprecare, ma si trattava di film cioè di narrazioni fantasiose, invenzioni dell’ingegno anche se da sempre la cinematografia ha attinto nella realtà del quotidiano della vita di uomini e donne.
“Gli allegri imbroglioni di Partinico”, invece, è UNA TRAGI-COMMEDIA a puntate, reale e cruda, nata dalla fantastica testa di due personaggi i quali, nell'arco di quasi un anno, hanno fatto ricorso a tutti gli espedienti, anche quelli più sconsiderati, per tentare di trasformare una cosa assai nobile come la Cantina Reale in un public house dove, fino alle luci dell’alba é anche possibile bere bevande e giocare alle “freccette” e a “domino” per uomini che si rifiutano categoricamente di diventare veramente adulti. Ma il public house sarebbe cosa di poco conto per loro che coltivano altri interessi e, dunque, bisogna fare di più: umiliare le vetuste mura, la religiosità laica dei luoghi con “tavolate” al suono della “Marcia nuziale di Mendelssohn e “gli evviva gli sposi” mentre fiumi di vino potrebbero bagnare l’asperità della pavimentazione ricostruita con preziosi ciotoli di mare e di fiumi che le maestranze hanno collocato uno per uno come quando si costruisce pazientemente un mosaico. Ma gli “allegri imbroglioni” non hanno vita facile. Trovano resistenza e trovano, soprattutto, tre consiglieri comunali che pur sostenendo politicamente i due per ragioni di “scelta di campo”, a me vecchio comunista tuttavia incomprensibili, dicono che non si può esagerare e fanno il possibile per convincerli che non si può, non si deve andare oltre. Tutti i tentativi non sortiscono alcun effetto. Fino all'ultimo sono irremovibili. LORO COMANDANO e, dunque, si fa così. Usciamo dalla metafora. L’Assessore Parrino, uno dei due citati personaggi, porta in Consiglio comunale il Regolamento che dovrebbe consentire public house e matrimoni dentro la Cantina. Lo difende fino alla fine e ne spiega le ragioni: non abbiamo soldi e dunque i soldi li devono dare i cittadini cui offriamo le prestazioni del bene monumentale per lo svolgimento di cerimonie varie. I Consiglieri di opposizione, ma anche consiglieri di maggioranza quali, in particolare, gli architetti Ignazio Buscio e Santino Aiello (quindi personalità di assoluta competenza in materia) ed entrambi parte della maggioranza, presentano in quella seduta degli emendamenti per eliminare le sconcezze. Ma quel Consiglio non li può approvare perché gli emendamenti devono ricevere un "parere tecnico" da parte degli Uffici comunali appositi che non possono darlo seduta stante, per cui la seduta viene rinviata a Martedì 21 aprile. Intanto il Comitato per la difesa della Cantina, tramite il prof. Masetto Aiello già Ispettore onorario dei beni culturali di Partinico, aveva inviato una informativa alla Soprintendenza che, per tale ragione, con una nota proprio del 21 aprile u.s. diffida l’Amministrazione a procedere all’approvazione del Regolamento con l’inserimento di quella parte contestata. La Soprintendenza, dunque, INVIA LA NOTA ALLE ORE 9,56 di Martedì 21 aprile al numero 091-8781807 (centralino del Comune di Partinico) CHE LA RICEVE. La nota è intestata al Presidente del Consiglio comunale e al Sindaco. La Soprintendenza, doverosamente, la invia anche al prof. Masetto Aiello che la fa avere ai membri del Comitato ed, ovviamente, al consigliere Aiello che del Comitato è, FIN DAL PRIMO GIORNO, componente. Dunque la mattina prima che abbiano svolgimento i lavori del Consiglio comunale, cioè giorno 21, IL COMUNE DISPONE DELLA NOTA. Ma da questo momento entra in funzione la strategia dei nostri . Negano di averla ricevuta, COSA ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE PERCHE’ REGISTRATA NEL RELATIVO TABULATO E DUNQUE INOPPUGNABILE. A meno che l’addetto al fax non l’abbia nascosta volutamente. E allora la domanda è: chi è l’addetto al fax? Chi alle 9,56 era in quello specifico servizio? E perché non l’avrebbe consegnata ai destinatari? Per sapere la verità basta che il Segretario comunale - CHE NE HA LA RESPONSABILITA’ - operi una verifica perché tutto trovi spiegazione e la verità venga fuori. Ma il Segretario NON FARA’ ALCUNA VERIFICA perché non esiste alcun dipendente infedele e finirà come finì l’inchiesta sulla dott.ssa Ragona a proposito della vicenda del TOC sfasciato della distilleria. Infatti non è possibile che un dipendente abbia potuto occultare la nota (e poi dirò il perché) e, dunque, é stata nascosta ai consiglieri della maggioranza giocando con la loro stessa dignità. Tanto é vero che hanno anche avuto l’ardire di preparare un emendamento (sic!) da far loro approvare col quale avrebbero dovuto raggiungere un duplice obiettivo: aggirare l’ostacolo posto dalla Soprintendenza e fare approvare il Regolamento per avere così, QUELLA SERA, partita vinta. Una cosa da sfasciallitti che non può trovare giustificazione alcuna tant’è che i consiglieri ormai a conoscenza della nota della Soprintendenza si sono guardati bene dal firmare. A questo punto ,scoperti, ritirano l’atto con la protesta dell’opposizione sia interna che esterna costringendo, intanto, un frastornato e confuso vice Sindaco da poco insediatosi, a bacchettare sbagliando obiettivo prima il “suo” consigliere Aiello e poi a lasciare l’aula.
Tre ultime ma necessarie considerazioni.
La prima. Quel che appare assai sconcertante (ma perché poi?) in tutta questa faccenda è il ruolo dell’Assessore Parrino il quale ha anche avuto l’impudicizia di andare negli studi di Tele Jato, Sabato 24 c.m., con lo scopo maldestro di tentare di salvare la faccia (trovando ingiustificata compiacenza) col manifestare stupore perché la Soprintendenza – a suo dire- “avrebbe dato risposta ad un cittadino” (leggasi: Masetto Aiello già Ispettore onorario dei Beni culturali di Partinico!), che “ha ragione l’Assessore Armao che vuole rivedere il rapporto tra le Amministrazioni” (leggasi: annullare la sovranità decisionale della Soprintendenza e asservirla, ad esempio, al primo deputato di turno) per concludere che lui “non aveva mai avuto la nota della Soprintendenza”, che (incredibile ma ha detto proprio così) “non siamo innamorati della nostra proposta ma siamo sempre stati per il confronto (sic! e poi sic!) per cui ho ritirato l’atto”.
La seconda. Va respinta al mittente la vergognosa campagna, anche di stampa, specie contro l’architetto Aiello il quale, insieme all'architetto Ignazio Buscio, da consiglieri comunali non solo sono stati sempre coerenti e corretti fin dall'inizio di questa squallida vicenda con la linea del Comitato Cittadino per la difesa della dignità di un bene architettonico prezioso ma che, paradossalmente, hanno salvato con le loro iniziative la faccia anche ad una impresentabile Amministrazione comunale che l’ha persa nei meandri della cervellotica iniziativa e cioè quando ebbero l'ardire, come Giunta, di approvare quel Regolamento.
La terza. L’ASSESSORE PARRINO ED ANCHE IL SINDACO ERANO A CONOSCENZA ,FIN DAL SUO ARRIVO,DELLA NOTA DELLA SOPRINTENDENZA. Altro che scorrettezza dell’architetto Aiello nei confronti della “sua” maggioranza! In caso contrario nella citata intervista di Parrino a Tele Jato, l’Assessore avrebbe dovuto dichiarare“senza se e senza ma” (MA OVVIAMENTE SI E' BEN GUARDATO DAL FARLO): ”Lunedì aprirò una inchiesta per sapere quale dipendente abbia nascosto la nota agli Amministratori e chiederò il licenziamento dello stesso”. Quando farà questo - MA NON LO FARA’ - allora avranno ragione coloro che reputano i due amministratori persone non solo credibili ma sicuramente degne di amministrare ancora questa città. E, per quel che conta, ci ricrederemo pure noi.
Toti Costanzo

venerdì 23 aprile 2010

E BARTOLO, COME I PIFFERI, ANDO' PER SUONARE E FU SUONATO

Devo francamente ammettere che mi è capitato più di una volta alla fine della stesura di un post e a commento di avvenimenti o dichiarazioni sia del Sindaco di Partinico ma anche dell’Assessore Bartolo Parrino, di chiedermi se in quell'occasione non fossi stato “pesante” nel giudicare ed esprimere giudizi politici sulle persone oggetto della mia attenzione. E devo confessare che mi è capitato di modificare in corso d’opera quanto già scritto ritenendo, forse, eccessivo quel giudizio o commento anche se assolutamente GIUSTO. Le parole, a volte si sa, sono pietre. E, dunque, ho operato i dovuti aggiustamenti. Non mi pento d’averlo fatto anche se oggi userò senza alcun tentennamento, e quindi con forza, determinazione e razionale lucidità i giudizi che il Sindaco di Partinico, ma ancor di più l’Assessore Parrino, meritano in relazione a quanto è accaduto in questo ultimo anno per quel che riguarda la Cantina Borbonica ed il suo utilizzo e che ha avuto un epilogo Giovedì sera durante la seduta del Consiglio comunale. La vicenda è assai nota: un bene di inestimabile valore architettonico oggetto per circa un quarantennio delle attenzioni di un insieme di personalità della politica e della cultura locale che lo hanno salvato dal degrado e dall'abbandono, un finanziamento di oltre sei milioni di euro per il suo restauro con le finalità di “realizzazione del museo delle tradizioni storico-culturali ed agricole di Partinico ” (nota della Sovrintendenza BBCCAA di Palermo del 20.4.2010 n.d.r.), una incredibile decisione dell’Amministrazione Lo Biundo che ha avuto quale testa d’ariete l’Assessore Bartolo Parrino, il quale ha voluto imporre ad ogni costo e contro ogni logica di buon senso l’approvazione di un Regolamento attraverso il quale trasformare quel bene in un baraccone dentro il quale consentire la scandalosa possibilità di realizzare a pagamento matrimoni, battesimi, cresime e cose di tal genere. Una cosa mai vista in una città come la nostra che di “cose sconce” ne ha viste ed anche sentite tante e non avrebbe mai pensato che a riproporle potevano essere giovani cresciuti, si pensa, in un contesto politico e culturale almeno diverso da quello generale fatto di conservatorismo becero, opportunismi sconsiderati, miserevoli clientele, plebeismo incrostato e trasmesso da generazione in generazione. A contrastare con immediatezza (agosto del 2009) un Comitato costituito in buona parte dalle stesse personalità che hanno salvato quel bene con l’aggregarsi di tanti altri giovani e non che ha lanciato un grido di allarme iniziando un lungo e laborioso lavoro di informazione di convincimento, incontrandosi anche nel pieno dell'estate con lo scopo di convincere i due sciagurati a desistere dal loro sconsiderato intendimento. E poi i documenti, le interviste, il Convegno al palazzo dei Carmelitani, gli incontri con consiglieri della stessa maggioranza (Aiello, Buscio, Scianna) e dell’opposizione (Giovia, Piero e Renzo Di Trapani, Campione, Governanti, Salvatore Rizzo Puleo) anche loro convinti che sarebbe stato grave errore annullare con un provvedimento privo di alcuna giustificazione anni di sacrifici, lotte, impegno al fine di mantenere la “nobiltà” della Cantina. Né fu tenuta in alcuna considerazione, nella prima seduta consiliare in cui si doveva approvare il Regolamento, una nota distribuita ai consiglieri da parte del mio Partito che si era fatto promotore di una ricerca per verificare se beni del nostro territorio di analoga valenza come il Castello dei Conti di Modica di Alcamo, il Castello della Bronessa di Carini, la Torre Ventimiglia di Montelepre, oltre che Palazzo D’Aumale di Terrasini fossero utilizzati con le stesse finalità proposte dall’amministrazione di Partinico. Ovviamente le Amministrazioni del territorio hanno in grande considerazione “la storia” delle loro comunità e, dunque, mantengono la gestione utilizzando il loro personale e le loro risorse. L’epilogo di questa vicenda dagli squallidi contorni (bugie continue e manifeste, ipocrisia, dichiarazioni di disponibilità MA SOLO A PAROLE, contorsioni verbali, minacce velate ai consiglieri dissenzienti) è stato quello di Giovedì sera: un Consiglio comunale convocato con lo scopo di approvare il Regolamento come era stato congegnato e caparbiamente sostenuto dalla presunzione e dall’ottusa arroganza del Sindaco e dell’Assessore Parrino (che ne aveva difeso i contenuti senza alcun “pentimento”) fa scoppiare nelle mani dei due maldestri, il giocattolo. L’Assessore ed anche il Presidente del Consiglio (il Sindaco era assente per ricostruirsi a Salerno una verginità legalitaria persasi nei meandri della quotidiana azione amministrativa) non informano l'assemblea dei contenuti della nota inviata DALLA SOPRINTENDENZA il giorno prima e da loro ricevuta e con la quale, esplicitamente, la dott.ssa Adele Mormino e il Dirigente del Servizio scrivevano che “Questa Sovrintendenza ritenendo quanto previsto nella Deliberazione di G.M. n.172/209 un “servizio aggiuntivo” NON COMPATIBILE con il carattere storico-artistico del complesso monumentale….non condivide le iniziative proposte dall’Amministrazione e PERTANTO … ESPRIME PARERE CONTRARIO....PERTANTO SI INVITA CODESTA Amministrazione AD ELIMINARE..…L’ATTIVITA’ DI CELEBRAZIONE DI NOZZE, BATTESIMI O COMUNIONI CON ANNESSA TENUTA DI CATERING E CON POSSIBILITA’ DI ALLESTIRE BANCHETTI". Una nota esibita al Consiglio dai consiglieri Aiello e Buscio che ne erano in possesso e che dava ragione a quanti avevano operato con lo scopo di dare dignità alla Cantina Borbonica. Parrino, di fronte all’evidenza, è stato costretto a chiedere il ritiro della delibera e come i pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati, abbandonò a capo chino la platea non prima di avere ripetutamente e continuamente informato dell’accaduto il suo sponsor politico trascinato anche lui in questa sconsiderata vicenda.
Voglio aggiungere una ultima mia personale considerazione. Reputo di non condividere la richiesta fatta dal consigliere comunale Renzo Di Trapani che é quella di far dimettere l’Assessore Parrino. E non sono d’accordo con lui per una semplice ragione: Parrino non deve andarsene ma deve stare al suo posto e continuare ad operare così come ha fatto fino ad oggi perché, alla fine del suo percorso politico-amministrativo, tanti che lo hanno votato in perfetta buona fede e in lui avevano posto anche, perché no, qualche speranza per un cambiamento possano avere chiaro come sia possibile, e soprattutto per quali ragioni, avvengono i processi politici e culturali INVOLUTIVI (vi ricordate la campagna elettorale a viso aperto e in maniera plateale a sostegno dell’inquisito per voto di scambio con la mafia, on. Antinoro?) di cui è cosparsa, purtroppo, la storia anche recente della nostra città e che tocca - questo sì che é cosa assai grave - impensabili fasce di giovani consiglieri che agiscono in ragione del proprio interesse e miope immediato tornaconto piuttosto che operare per un processo di EVOLUZIONE di cui hanno bisogno loro, noi e l'insieme della nostra collettività .
Toti Costanzo

domenica 18 aprile 2010

L'ASSESSORE D'AMICO COME NEL WESTERN ALL'ITALIANA "PER QUALCHE SCAFFALE IN PIU' "

Non eravamo in tanti Venerdi' scorso al Palazzo dei Carmelitani all'assemblea organizzata da Totò Inghilleri e dalla sua organizzazione , la Confederazione Italiana Agricoltori. Tuttavia l'incontro è stato molto interessante non solo perché abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la piattaforma dell'organizzazione che rivendica il diritto alla tutela del comparto agricolo precipitato in una gravissima crisi ,ma perché se avessimo nutrito qualche dubbio sulla natura dell'Amministrazione comunale di Partinico , questo dubbio ha provveduto a fugarlo 'intervento dell'Assessore alle Attività Produttive, Vito D'Amico, presente insieme al Presidente del Consiglio Gioacchino Albiolo e ad alcuni consiglieri quali Renzo e Piero Di Trapani e Pino Giovia. Dunque a quell'assemblea intervengo sulle ragioni della iniziativa, porto la solidarietà del mio Partito manifestando l'intenzione d'essere presente alla manifestazione a Palermo il prossimo Martedi' e, senza alcuna polemica, sostengo come sia assolutamente non condivisibile che questa Amministrazione abbia azzerato, di fatto, l'Assessorato all'Agricoltura cioé lo strumento indispensabile per conoscere la nostra realtà agricola e indicare delle soluzioni, quelle possibili, utilizzando il personale esistente negli organici comunali.E si tratta di giovani tecnici diplomati insieme all'agronomo, il dott. Antonio Tinnirello ,che quell'Assessorato guidò durante l'ultima Giunta del Sindaco Cannizzo nella quale ho rivestito il ruolo di Assessore. Ricordai la costituzione di un Ufficio Tecnico per l'Agricoltura, le iniziative, il contributo della Commissione consiliare tecnica ripristinata dopo alcuni anni di irresponsabile inattività, l'impegno a sostegno dei serricultori ,denunciai come il carrozzone Consorzio di Bonifica Palermo 2 avesse ,di fatto, chiuso gli uffici di Partinico col totale silenzio di Lo Biundo e compagnia( che fa, glieli diamo gratuitamente al Consorzio i locali di via Cesare Rossarol?)costringendo i dipendenti a fare la spola tra Partinico e Palermo per una quotidiana quanto inoperosa inattività che umilia la loro professionalità di operatori dell'agricoltura mentre la stagione irrigua é alle porte e l'acqua DIVENTA STRATEGICA PER SOSTENERE LA PRODUZIONE SOPRATUTTO ORTICOLA. Ovviamente l'intervento non aveva alcun sapore polemico (anche perché non era proprio il caso in quel contesto) ma poneva problemi precisi e aveva il diritto d'avere una risposta non certo al sottoscritto che interveniva in quel contesto sicuramente non a titolo personale quanto ad un Partito che , piaccia oppure no a D'Amico e a Lo Biundo, ha avuto, ha ed avrà anche nel futuro un preciso ruolo nel panorama della vita della nostra città e che a questo ruolo non intende certo rinunciare .Né va dimenticato ,perché D'Amico ne faccia memoria ,il ruolo di Rifondazione nella vicenda della concessione dell'area di contrada Margi al Consorzio COSAR, di cui D'Amico é uno dei soci ,durante l'ultima Giunta Cannizzo quando questo Consorzio, però,si muoveva nella LINEARITA' E NELLA COERENZA ,cioé prima del “cedimento” e del compromesso con la società Policentro che rappresenta un groviglio di interessi dentro il quale si é appena iniziato a leggere. Un Partito, Rifondazione ,che riteneva una volta vinte le elezioni con Motisi ,si dovesse affidare al Movimento degli artigiani perché si trasformasse in uno strumento “realmente politico” ,la vicesindacatura cioé il più prestigioso riconoscimento che si potesse dare ad un alleato politico .Fu cosi' che Giuseppe Varvaro segretario del CNA cui il Consorzio era espressione divenne vice sindaco non senza un giustificato mal di pancia del Partito dei DS che con Mommo Ferrara e Alfredo Rubino partecipò ad un incontro decisionale e che a quell'incarico aspirava .I fatti hanno dato torto a Rifondazione comunista e sopratutto al sottoscritto perché non solo quel gruppo non si é mai trasformato in uno strumento politico al servizio della città e dei suoi interessi ma é rimasta in piedi la ragione per cui era nato: un gruppo di soggetti con una chiara strategia fatta di machiavelliche voltafaccia ed anche di “tradimenti” politici ", di opportunismi ai limiti del cinismo fino ad un certo punto mascherato perché poi, caduta la maschera, si manifestasse per quel che realmente é e cioé un gruppo di interessi collocabile indifferentemente a destra come a sinistra . D'altronde chi diceva che i soldi non hanno odore ?Dunque al palazzo dei Carmelitani piuttosto che dare risposte chiare e precise, l'Assessore disquisi' sulla loro storia,” sui trenta giorni in cui ci siamo incatenati al Municipio “, su quanto questa Amministrazione stava producendo in termini di sostegno all'agricoltura citando la transazione tra Amministrazione e mercatari ( lo sa ,D'Amico che si tratta della terza firma in quanto questa transazione é stata firmata una prima volta con la Cannizzo e una seconda con Giordano ?) fosse già cosa fatta , che aveva chiesto ai supermercati locali di collocare qualche scaffale in più perché i produttori potessero vendere la loro merce (sic!) e infine che ,appena aggiustati gli altri stands del mercato ortofrutticolo ,si sarebbe consentita la vendita diretta anche ai produttori locali . Una piattaforma “di ampio e notevole respiro” fondata sul mercato ortofrutticolo e sul ruolo dei supermercati locali . Una STRATEGIA che ci dice con chiarezza in quali mani é realmente finita la politica e l'azione amministrativa di questa nostra città.

Toti Costanzo

giovedì 15 aprile 2010

SALVO LO BIUNDO INTESO "IL FURBILLO"



Ho volutamente atteso alcuni giorni con la speranza che , sulla questione che dirò, da parte della “politica” cittadina si esplicitassero giudizi o anche considerazione. Niente di tutto questo per cui reputo opportuno esprimere la mia modestissima opinione su di una recente delibera della Giunta e ,soprattutto, sulle successive dichiarazioni del Sindaco rilasciate alle emittenti locali sulla questione. Dunque la Giunta Lo Biundo approva una delibera con la quale ,a quanto è dato sapere,si rivolge alla Provincia di Palermo il cui Presidente Avanti è anche Presidente dell’ATO idrico ,per verificare se esistano le condizioni di rescissione del contratto con l’APS cioè la società alla quale Lo Biundo ,appena insediatosi, trasferiva armi e bagagli -cioè l’acqua e gli impianti dei partinicesi - ma teneva sul groppone del Bilancio comunale quasi tutti i dipendenti dell’acquedotto mentre l’APS procedeva a nuove assunzioni di partinicesi parenti anche di ex sindaci . Anche Lo Biundo ha armeggiato con la Società? Questo non è ancora chiaro e dunque mi reputo esente ,per ora, da qualsiasi giudizio. Quando avrò altri elementi conoscitivi sulla faccenda ne parlerò come è sempre stato mio costume.Dunque la mossa di Lo Biundo (il quale sa bene come stanno le cose ma ,soprattutto, lo sa l’Assessore Giovanni Pantaleo che é stato costretto a seguire più da vicino la vicenda APS) è questa: io comunico all’opinione pubblica che sono incazzato con la Società e siccome da un momento all’altro arriva l’ennesima mazzata per quel che riguarda le somme da pagare alla stessa per un servizio che nulla ha di più di quello gestito direttamente dal Comune e siccome, tra le altre cose,le perdite non vengono sistemate, l’agibilità delle strade sottoposte a lavori non vengono ripristinate , le buche non coperte , i contatori non collocati e , dunque, i cittadini hanno motivo di lamentarsi allora ,come si suole, dire “pigghiu ‘u corpu avanti” ,”mpupo” una delibera con la quale faccio finta di assumere le difese degli elettori già abbastanza incavolati per quel che riguarda il servizio dei rifiuti solidi urbani e i costi dell’ultima tariffa , vado in televisione a rilasciare dichiarazioni spontanee e cosi’ spero di potermi salvare dalle ire di chi ,soprattutto,ha avuto la sventura di eleggermi.Si tratta di una forma di furbizia tutta partinicota convinto com’è che la città sia costituita da una massa di imbecilli che non pensano e che soprattutto non parlano. Ora tutto questo operare di Lo Biundo potrebbe avere una sua credibilità solo se non ci fosse un elemento che come , nei films polizieschi, fa scoprire in maniera facile facile l’assassino e quindi, di fatto, la scoperta del reo cioé Lo Biundo stesso.E qual’è questo elemento? Semplice: è ciò che è stato deliberato nella seduta del Consiglio comunale del 18 novembre 2009 ,alla fine della quale l’organo di rappresentanza invitava all’unanimità il Sindaco ( che si dichiarava assolutamente d’accordo) ad operare per la rescissione del contratto con la Società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti perché il disservizio era assai palese, la raccolta differenziata mai decollata, le disfunzioni a tinchité .Vi ricordate? I Consiglieri Giovia,Piero Di Trapani e Diego Campione presentavano il documento poi votato da tutti , citavano lo Statuto della Società che era indiscutibilmente lo strumento che metteva questa ,e per le sue palesi inadempienze con “le spalle al muro” a causa delle tantisime violazioni del contratto e , dunque, Lo Biundo se voleva veramente fare gli interessi dei suoi concittadini , ed ora essere credibile nel contrastare l'APS, avrebbe dovuto IMMEDIATAMENTE IL GIORNO DOPO RESCINDERE IL CONTRATTO con la Società Servizi Comunali Integrati . E invece Lo Biundo non ne fece alcunché, violò il patto contratto col Consiglio e continuò come se nulla fosse. Perché? Qualcuno sostiene che il giovane Sindaco ora anche in possesso di una laurea, aspetta che si concretizzi la riforma dell'ATO rifiuti, che si costituisca una nuova società di gestione sul piano provinciale per trasferirsi in questa nuova società quale nuovo dipendente. La cosa é umanamente assai comprensibile tuttavia un Sindaco con "la schiena dritta" ,cioé uno che ha messo in discussione l'attuale Società frutto di accordi politici tra partiti del centro destra ,non lo assumerebbe nessuno in quanto poco accondiscendente ai voleri dei potentucoli regionali e dunque assai pericoloso per la legalità . E, allora ,la domanda è questa: ma se Lo Biundo ha già violato un impegno che DIPENDEVA SOLTANTO DA LUI ONORARE ,come può avere credito quando sui problemi dell’acqua le decisioni dipendono dagli altri e nella fattispecie dalla Provincia di Palermo? Infatti Avanti ha fatto spallucce come a dire: sciocchezze. Dunque l'operazione delibera per chiedere "lumi" alla Provincia altro non sarebbe se non un tentativo maldestro che nel settore della comunicazione si potrebbe definire “ tentata operazione immagine prematuramente abortita” .E cosi' Salvo Lo Biundo in maniera “furbilla” come soleva ripetere un mio caro amico medico a proposito delle furbate di Giordano,pensa di avere gabbato lo santo. Cosa ci sarebbe ancora da commentare ?
Toti Costanzo

domenica 11 aprile 2010

AD ALCAMO LA "GIUSTIZIA" FA IL SUO CORSO.NELLA "BANANA REPUBLIC" SI TACE !




C’è una notizia che , di recente, mi ha colpito oltre che interessato e della quale ci ha informato non solo l’emittenza locale e la stampa ma soprattutto alcuni nostri lettori che hanno mandato un commento sulla vicenda. Si tratta del rinvio a giudizio del Sindaco di Alcamo Scala e –come ci scrive “Demetrio” in un commento ad un nostro post – del “suo “ segretario. Ovviamente si tratta non del segretario personale di Scala quanto del Segretario generale di quel Comune ma che lo fu per cinque anni ,e durante la gestione di Giordano, anche del nostro .Dunque Scala e Ricupati vengono rinviati a giudizio e , come ci scrive Niko Party, ” per abuso d’ufficio e falso ideologico per avere arrecato un ingiusto danno al Comune ed un ingiusto vantaggio ai due consulenti “ e ,aggiunge “Michele S.”, per “falso ideologico per avere attestato nelle determinazioni di incarico di consulenti che all’interno dell’Ente non vi erano idonee figure professionali che avrebbero potuto svolgere quel servizio particolare come previsto dal regolamento per la organizzazione degli uffici e dei servizi” Dunque ,Sindaco e Segretario generale vengono rinviati a giudizio, ci sarà un processo e ,alla fine, anche una sentenza. Noi non apparteniamo alla categoria dei “giustizialisti” e, quindi, aspetteremo la decisione finale della magistratura non solo per la curiosità che crea questo caso PIU' UNICO CHE RARO NEL NOSTRO TERRITORIO quanto per altra più specifica ragione e cioè CAPIRE perché ad Alcamo è bastata una semplice DENUNCIA ANONIMA arrivata alla Polizia di Stato per far scattare un’inchiesta MENTRE NELLA NOSTRA CITTA’ NON SONO BASTATE NE’ BASTANO LE DENUNCE né quelle all’interno del Consiglio comunale né quelle attraverso soprattutto la stampa ed anche le tivvù locali . Vi ricordate la nomina di un giovanissimo ingegnere di Monreale a capo del nostro Ufficio tecnico sebbene nell’organico del nostro Comune operassero almeno 4/5 tra ingegneri e architetti cui affidare quell’incarico ? E, dopo le dimissioni dell’ingegnere Gullo , vi ricordate la incredibile quanto scandalosa nomina a capo dello stesso settore tecnico del Segretario comunale ( lo stesso che ad Alcamo è stato rinviato a giudizio) in palese violazione della normativa sugli Enti locali oltre che quella relativa proprio al Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi comunali ? E che dire del ricorso alla nomina ciclica di vigili urbani quali “Comandanti” della Polizia Municipale -sebbene in presenza di un UFFICIALE parere negativo del responsabile del settore Risorse umane - in sostituzione del titolare dott. Grillo esautorato ILLEGALMENTE dal suo incarico e che vide protagonista l’ex Sindaco Motisi? Giustamente oggi Rocco Lo Porto ,che ricopri' anche lui quell’incarico anche con Lo Biundo ,chiede all’Amministrazione il riconoscimento economico per il lavoro svolto nella qualità di capo della P.M. trascinando in giudizio il Sindaco mentre l’ex Comandante la P.M.,Grillo, pretende il risarcimento dei danni morali e materiali per essere stato estromesso SENZA MOTIVAZIONE GIURIDICA ALCUNA dal suo incarico . E quella vertenza la vincerà di sicuro.Per non parlare,appunto, dell’attuale Amministrazione della quale abbiamo denunciato alcune “cosucce” ( come soleva scrivere un ex senatore) assai eloquenti e non certo ai limiti della legge come , ad esempio, l’ingiustificato ricorso a professionisti esterni seppur in presenza di un Ufficio Legale, la scelta di assegnare il bene di via Fermi confiscato alla mafia con una procedura ( la legittimazione alla costituzione in Associazione Temporanea di Imprese per soggetti che operano nel settore del sociale e del culturale ) che non ha alcun plausibile oltre che legittimo riscontro nella giurisprudenza attuale oppure quel che ci scrive sempre “Michele S.” ,quale suo commento al nostro ultimo post , in riferimento alla nomina dell’attuale Responsabile del settore della P.M. Né si può tacere dell'attuale Segretario Generale del Comune di Partinico che diventa Responsabile del settore Affari Generali e Legali, Responsabile del Settore di staff del Sindaco oltre che ricoprire anche il ruolo di Ragioniere Generale .Noi non conosciamo personalmente il dott. Pioppo ma ,vista la quantità di ruoli che ricopre( l'abbiamo anche visto in occasione di sopraluoghi a beni confiscati ai mafiosi di Partinico in compagnia dell'Assessore Panzavecchia) avrà sicuramente delle particolari qualità e doti di assoluta eccezionalità di cui non possiamo che provare piacere .
Ora, tutte queste "operazioni" si sono svolte nel tempo e hanno coinvolto,ovviamente, più sindaci unanimente convinti ( la famosa sindachite) di non rispondere ad alcuno sopratutto quando hanno inteso, con assoluta disinvoltura ,usare beni pubblici e pubblici poteri al fine di gratificare con “donazioni” quanti si sono prodigati per la loro affermazione . Addirittura alcuni dei beneficiari ,nelle ultime elezioni comunali ,si erano candidati a sostegno di Lo Biundo a Sindaco della città .Si é trattato di voto di scambio? Ma quando mai si é trattato di "affettuosa" e convinta adesione ad un "progetto politico" che l'attuale Sindaco aveva da tempo nella testa . Certo mi si può dire che si tratta soltanto di singoli ma significativi esempi anche se possiamo rassicurare che l’elenco non finisce , ovviamente, qui. E NON E' MAI ACCADUTO NIENTE . Per cui i casi sono due : o hanno ragione coloro i quali ,nostri Sindaci, avrebbero commesso quegli "abusi" che abusi ,allora ,non sono e dunque ha torto il GUP di Trapani che rinvia a giudizio Scala e Ricupati oppure gli abusi ci sono ma a Partinico , specie di "Banana Republic", vengono coperti PER INSPIEGABILI RAGIONI ,DA UNA INGIUSTIFICATA,INTOLLERABILE, OMERTA' ISTITUZIONALE .
Dunque ad Alcamo si indaga, si mette in moto la macchina della “giustizia”, si cerca di colpire chi avrebbe sbagliato manipolando le leve del “potere” mentre A PARTINICO SI TACE per cui gli amministratori possano fare quel che vogliono stracciando leggi, codici, regolamenti ed anche le buone e consolidate consuetudini. Una forma , appunto, di OMERTA’ che avvolge come una nuvola la nostra città, il suo territorio, le sue istituzioni .Una cosa preoccupante che mette a rischio non solo la legalità ma i principi su cui si fonda il nostro fragilissimo, ormai ,sistema democratico . Tuttavia da inguaribili ottimisti come siamo, ma sopratutto da comunisti mai pentiti , andiamo avanti cantando con De Gregori e alla faccia loro :"L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste" Quell'Italia ,e sopratutto quella Partinico ,per cui da decenni ci battiamo .
Toti Costanzo

venerdì 9 aprile 2010

UNA NUOVA AGENZIA IN PIAZZA MUNICIPIO

SARA' PERCHE' RECENTEMENTE DELLA QUESTIONE SE NE E' DISCUSSO IN CONSIGLIO COMUNALE ,SARA' PERCHE' L'ASSESSORE PARRINO NEL SUO INTERVENTO INIZIALE HA RIBADITO L'USO CHE INSIEME A LO BIUNDO ED ALTRI INTENDONO FARE DELLA CANTINA BORBONICA NEL SENSO DELLA SUA TRASFORMAZIONE, DI FATTO, IN PUB OLTRE CHE SALA PER MATRIMONI, BATTESIMI, CRESIME,FESTE DI FIDANZAMENTO, LAUREE, DIPLOMI ED AFFINI, SARA' PER TUTTO QUESTO CHE ABBIAMO RICEVUTO QUESTA GUSTOSA VIGNETTA CHE PUBBLICHIAMO.IN CONSIDERAZIONE CHE LA PARTE SCRITTA NON E' SOSTANZIALMENTE LEGGIBILE, LA RIPORTIAMO IN CODA CON ALTRI CARATTERI AL FINE DI UNA PIU' CHIARA COMPRENSIONE. OVVIAMENTE NESSUNO CREDERA' CHE QUESTA VIGNETTA L'ABBIAMO RICEVUTA DAVVERO DA UN ANONIMO RITENENDO, AL CONTRARIO, CHE A PRODURLA SIA STATA LA NOSTRA DEVIATA MENTE DI COMUNISTI CONSERVATORI NEL SENSO CHE ALLA CANTINA VORREMMO MANTENERE QUELLA DIGNITA' CHE MERITA . PAZIENZA !D'ALTRONDE I COMUNISTI NON SONO SEMPRE STATI "IL FANTASMA" CHE SI AGGIRAVA E DUNQUE RESPONSABILI DEI MALI DEL MONDO ?
Sala Rossa
AVVISO AI LETTORI

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martedì 6 aprile 2010

SE TU MI DAI DEL " PINOCCHIO PALESTRATO....."



Subito dopo la presentazione della “nuova” Giunta del Sindaco Lo Biundo ,giorno 3 aprile ,abbiamo inviato alla stampa questo comunicato che a quell’esecutivo fa riferimento esprimendo un giudizio sintetico ma meditato . Abbiamo scritto :” La montagna ha partorito il topolino. Cosi’ si può definire la lunga operazione che ha visto impelagato il Sindaco Lo Biundo nel costruire un ulteriore esecutivo frutto di un compromesso non solo con l’UDC ma con alcuni consiglieri comunali che fanno riferimento a liste civiche presentatesi a sostegno di altri candidati Sindaci. Indipendentemente dalle persone che sono sempre rispettabili ,noi riteniamo che questa Giunta sia il frutto di un ulteriore decadimento della politica locale con l’aggravante che l’unico Partito rappresentato nell’esecutivo , l’UDC, manifesta ancora una volta l’idea che alla politica si debba sempre sostituire l’occupazione ad ogni costo di posti di potere. Cosi’ è stato con Giordano e cosi’ ora con Lo Biundo Se cosi’ non fosse avremmo dovuto vedere ,a nostro avviso ,quel Partito prima della presentazione della nuova Giunta , organizzare una pubblica iniziativa e spiegare le ragioni della scelta del nuovo Assessore in sostituzione del dott. La Corte ma, soprattutto, presentare alla città la riproposizione del sostegno da dare alla Giunta subordinandolo a quella importante piattaforma politica recentemente presentata alla stampa che rendeva evidente la critica decisa nei confronti della prima Giunta Lo Biundo. Ancora una volta a pagare lo scontro tra gruppi e fazioni che sostengono questo Sindaco, l’elemento politicamente più debole é, in questo caso, il prof. D’Orio che ,tuttavia e a detta di tanti, sembrava facesse riferimento al consigliere Virga il quale ,va ricordato, è stato il consigliere più votato alle ultime elezioni comunali . Il prof. D’Orio ,dalle dichiarazioni del Sindaco, risultava ulteriormente umiliato in quanto da Assessore si ridurrebbe a consulente a costo zero dello stesso .La trasformazione da tecnico a politico dell’MPA della dott.ssa Antonella Lo Porto manifesta, se ce ne fosse bisogno , lo stato politicamente confusionale in cui si dibatte ormai da tempo il consigliere provinciale Enzo Briganò per cui si comprende la presa di distanza del dott. Pino Giovia che a quel Partito fa riferimento . Il nostro Partito , come sempre, non ha alcun pregiudizio nei confronti della nuova amministrazione alla quale auguriamo buon lavoro convinti, però, che questa nuova trasformistica operazione di basso profilo politico di Lo Biundo e della sua compagnia aggiungerà ulteriori danni alla nostra città “.

Fin qui’ il Comunicato di Rifondazione
A questo vorrei ora aggiungere due considerazione:una semiseria e una seria . Ma entrambe vere La prima fa riferimento ad una gustosissima dichiarazione del Sindaco rilasciata ,credo, a Tv7 .Una dichiarazione che ,come ormai dico quasi quotidianamente riferendomi a Lo Biundo, mi convince sempre di più che abbiamo un Sindaco che ogni giorno somiglia sempre più ad uno dei spassosi protagonisti della trasmissione “Quelli della notte” che ho citato in qualche altro post . Questa volta si imbarcò in uno dei suoi fantasiosi conteggi e rispondendo alla domanda dell’intervistatore che gli chiedeva quanti assessori avesse sostituito rispose con immediatezza : “Tre” . E di fronte allo stupore del giornalista che sapeva, al contrario, che le sostituzioni erano state soltanto due ( La Corte con Russo e D’Orio con Barbici) con immediatezza lo tranquillizzò con un ragionamento , come si suolo dire, 'a frati cicca . Disse : “ Le sostituzioni sono tre e cioè La Corte con Russo, Barbici con D’Orio e Lo Porto con Lo Porto”. E per evitare che l’intervistatore ,che intanto aveva sgranato gli occhi, rischiasse una sincope lo tranquillizzò dicendo: “ Si sono tre perché ho sostituito La Corte con Russo ed è uno; Barbici con D’Orio e sono due e Lo Porto che era tecnico l’ho sostituita con Lo Porto che è sempre la stessa persona ma non è più tecnico ma politico. E sono tre !”Da restare 'mpassuluti! Anche questa volta , sono certo, che non non mi crederete .Ma vi posso assicurare che fece ,sostanzialmente, proprio questo fantasmagorico ragionamento.
La seconda considerazione più seria. Qualcuno si è chiesto chi sia il geometra Barbici nominato da Lo Biundo nella sua Giunta . Ha una storia politica, non ce l’ha,chi rappresenta ,perché è stato scelto da Lo Biundo? Tutti interrogativi comprensibili soprattutto quando si è davanti ad una personalità non “evidente” nel panorama della politica locale .Tuttavia Barbici una storia politica ce l’ha e se non vado errato inizia ufficialmente ai primi del 1994 quando insieme a Salvatore Rizzo Puleo costitui’ il primo Circolo di Forza Italia a Partinico in via Pozzo del Grillo . Veniva, all’epoca, l’allora giovane Gianfranco Micciché che aveva iniziato a costruire quel Partito che si rivelò vincente anche nella nostra città . Il geometra Barbici lo ricordo rappresentante di F.I in un seggio elettorale in occasione di elezioni e,dunque, è stato un berlusconiano della prima ora anche se ,poi, si è dedicato sostanzialmente alla sua professione di geometra. E in tale qualità, proprio durante la sindaca tura Giordano ,ebbe anche qualche incarico professionale .Di recente , come è stato riferito, fu anche indicato Assessore nell’ultima Giunta che vide Giuseppe Giordano ripresentarsi per la terza volta quale candidato Sindaco nel 2008 a dimostrazione del collegamento con un’area politica ben definita.Dunque l’Assessore Barbici “non è uno qualunque” ma è un professionista “intrigato” con la politica.Oggi ,nella Giunta Lo Biundo rappresenta, a quanto è dato sapere, i due consiglieri comunali Marino e La Tona che furono eletti l’uno in una lista civica che sostenne Giordano e l’altro nella Lista dell’MPA che candidò l’ingegnere Francesco Mollame . Qualcuno si è chiesto se é vero che dietro questa operazione ci sia la longa manus di Giordano. E’ presto per saperlo ma una cosa è certa :se durante la campagna elettorale l'avversario ti appella con la pesante definizione di “pinocchio palestrato” ,come fece Giordano con Lo Biundo ,penso che ci si dovrebbe guardare bene dal costruire sodalizi politici . Ma a Partinico ormai , si sa,che come per la libertà la dignità s’i cara vo cercando!”
Toti Costanzo

sabato 3 aprile 2010

LE VITE PARALLELE DI GIANNI E BARTOLO.COMUNQUE, BUONA PASQUA ANCHE A LORO




Le coincidenze tra le due vite che brevemente rappresentero’ sono tante al punto che ,quasi quasi, incomincio a credere che è proprio vero: esistono le cosiddette vite parallele. Due persone, cioè, che vivono in epoche anche diverse, in mondi anche diversi ,in contesti assai diversi ma che , incredibilmente, se leggi una vita riscontri quella dell’altro.Anche le sembianze fisiche ,i tratta somatici essenziali : volto lungo ma arrotondato,fronte larga e capelli tutti anche se radi, labbra strette e sorriso sornione ,mascella volitiva
LA PRIMA VITA PARALLELA – Di nome fa Gianni , di cognome Letta e nasce nel 1935 ad Avezzana in provincia del L’Aquila . Si LAUREA IN GIURISPRUDENZA ed inizia la sua lunga carriera da giornalista. Poi conosce Silvio ed inizia quella politica .Diviene subito sottosegretario alla Presidenza del Consiglio quando Silvio scende in campo e vince alla testa del Polo delle libertà.Nel 2008 ,dopo appena due anni di governo, Prodi viene SFIDUCIATO E SI VA ALLE ELEZIONI ANTICIPATE. Vince ancora Silvio e Gianni ,appunto classe 1935 per distinguerlo dal nipote Enrico vice segretario del PD e parlamentare di quel Partito,ritorna ad essere sottosegretario. E’ lo ancora ad oggi. Intanto Gianni 1935 viene nominato “GENTILUOMO DI SUA SANTITA’ “un incarico onorifico che consente al sottosegretario di stare a contatto col Papa e di partecipare alle cerimonie e nelle udienze che costui tiene per i capi di Stato e di Governo.
Sempre nel 2008 ,però, Gianni risulta indagato per reati di abuso di ufficio turbativa d’asta e truffa aggravata con riferimento a presunti favori per l’affidamento a COOPERATIVE di Comunione e Liberazione a per la RISTORAZIONE da fornire ad un centro .
Gianni si è sempre distinto non solo per il linguaggio forbito e per essere un grande “tessitore” di rapporti, conciliante, pieno di rispetto e di maniere soprattutto nei confronti delle opposizioni politiche. Lui non perde mai la calma ,sempre inappuntabile con giacca e cravatta , mantiene l’aplomb e sopratutto il collegamento col mondo della stampa e della cultura.

LA SECONDA VITA PARALLELA. Di nome fa Bartolo e di cognome Parrino e nasce nel 1975 a Partinico in provincia di Palermo cioè alla distanza esatta di 40 anni dalla prima vita parallela. Gianni ,come si è visto, è laureato in giurisprudenza mentre Bartolo(prima coincidenza) lo sarà a breve .E se il primo ha avuto quale allievo in politica il nipote, il nostro ha avuto ed ancora ha quale magister politicus (seconda coincidenza) uno zio che lo ha preceduto prima nel Consiglio comunale di Partinico eletto da indipendente nella lista del PCI,poi consigliere comunale ed Assessore nella città di Palermo in altro Partito . Infine eletto deputato regionale seppur per una parziale legislatura.Dunque Bartolo ha quasi lo stesso pedigree della prima vita parallela ,ovviamente ribaltata data la differenza di età. Ma le coincidenze non finiscono qui’. Bartolo non è stato giornalista come Gianni ma una “specie” ( terza coincidenza) nel senso che fece da portavoce cioè una figura a mettà tra il passacarte e il il velinaro ( cioè tipo giornalista ad personam ,alla Minzolini tanto per intenderci ) dell’ex Sindaco Gigia Cannizzo. In verità lo fece gratuitamente e non come ai tempi di Giugio che i portavoce li pagava a 1500-2000 al mese e lasciando persino debiti e strascichi giudiziari ancora in corso .Bartolo, ai tempi d’oro di Gigia, lo si vide sempre presente, seppur discreto ,in tutte le stanze del palazzo comunale intento a scrivere ed inviare note, comunicati, appunti, dare e prendere appuntamenti ,inviti a coffee break alla carta stampata e alle tivvù locali . Spesso, molto spesso, soleva telefonare dagli apparecchi comunali ( una sana abitudine che ha conservato oggi ed, ovviamente, avvantaggiato dall’uso di almeno due-tre telefonini con i quali non solo telefona ma a detta dei suoi detrattori , gioca ) per appianare, informare, risettare .I suoi “ buoni uffici” furono molto apprezzati da Gigia ma contrastati da alcuni plebei del Pipi’, che fin dall’ora pare ne abbia avuto personale invidia .D’altronde la classe non è acqua. Nel 2008 ( quarta impressionante coincidenza ) Motisi-Prodi viene sfiduciato. Si va alle elezioni comunali nello stesso anno 2008 e Bartolo, come Gianni sebbene nella ovvia differenziazione dei ruoli (quinta coincidenza), in quattro e quattr’otto ,annusando l’aria che tirava ,si tuffa e diventa Assessore. Una specie di sottosegretario di Salvatore Lo Biundo in arte “Salvo” il quale veniva eletto Sindaco della nostra città.
E se Gianni veniva nominato “gentiluomo del Papa”, Bartolo (sesta coincidenza) viene tenuto in grande considerazione dal clero locale. Infatti lui si prodiga per sviluppare il “turismo religioso” , edificare statue alle beate, titolare vie a sante. Pare che i sacerdoti locali lo terrebbero in grande considerazione . Infine la sesta INCREDIBILE COINCIDENZA. Se Gianni è indagato per un affare di RISTORAZIONE Bartolo lo potrebbe. Infatti sono sicuro che questa storia dei matrimoni ,battesimi,cresime lauree ed affini alla Cantina Borbonica con fornitura di catering da parte di una COOPERATIVA LOCALE di cui tutti conoscono nome ed anche cognome del titolare è sicuro che un bell’avviso di garanzia a lui e a Salvatore Lo Biundo in arte “Salvo” non glieli eviterà neppure lo spropositato ruffianesimo manifestato ad ogni pié sospinto a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, Forestale, Guardie Campestri ,Guardie del Corpo, G-Man, Pretoriani, Crociati e cosi’ via.
Ad ogni buon conto anche noi auguriamo loro buona Pasqua e lunga carriera.Salvo complicazioni
Toti Costanzo

martedì 30 marzo 2010

MA SU QUALI LIBRI HA STUDIATO SALVATORE LO BIUNDO IN ARTE "SALVO"?


Se voi non credete a quello che sto scrivendo non dovete fare altro che sintonizzarvi sul notiziario di Tele Jato di oggi 30 marzo 2010 e poi ,se lo volete, mi fate sapere la vostra autorevole opinione . Dunque, il servizio di Maniaci si riferiva ad una riunione che ieri ha avuto luogo per ridiscutere sempre della questione della raccolta e smaltimento dei rifiuti nei nostri Comuni . All’incontro, come è ormai consuetudine, presenti sempre le stesse facce e cioè i Sindaci dell’ATO PA1 con le relative code. Quello di Terrasini, ad esempio , si accompagna giustamente all’Assessore all’Ambiente ma è costretto ormai a portarsi sempre appresso l’ex consigliere Puccio che dopo il pianto liberatorio che lo vide dimissionario ma non votare contro la sfiducia a Consiglio (lui che quella mozione aveva provocato con le sue continue, violente catilinarie contro Mimmo ) quale premio di consolazione, ebbe affidato l’incarico di accompagnatore ufficiale del Sindaco nelle occasioni d'incontro con l’avvocato Palazzolo e i suoi collaboratori. E in quegli incontri, quasi sempre, si discute di discarica, trituratore, soldi, ordinanze del Sindaco di Partinico novello donchisciotte, novello crociato ,novello difensore del sacro Graal in quanto ogni giorno , a suo dire, è costretto a combattere contro tutto e tutti: burocrazia, Prefetto, Interlandi varie, Presidente della Provincia e perfino i comunisti . Lui , sempre da solo (l’Assessore Nardo scacau come quando le galline non producone più uova) o, al più, con lo sporadico ausilio una tantum di Giovanni l’Assessore tuttofare ormai sempre in tandem con 'Ntrea ora inteso "no comment",che si guarda bene dall’assecondarlo per tante e tante ragioni . E lui affidandosi al suo coraggio e alla sua abnegazione non solo ci “mette la faccia” come suole sempre dire a pié sospinto ,"ma questo lo devono sapere tutti" che se sulla questione dei rifiuti dovesse pagare non paga il Sindaco ma Salvatore Lo Biundo inteso Salvo eletto per volontà del popolo ma soprattutto di dio il quale, però, gli comparve avendo assunto le sembianze dello iemi durante una notte tempestosa dell’inverno 2007 e gli disse. “ Salvo ,preparati. E’ arrivato il tuo giorno .Devi scendere in campo per salvare il tuo popolo .Te lo chiedo io ma soprattutto te lo chiedono quelli che hanno investito ai Margi , i tanti amici cui devi affidare gli incarichi professionali,coloro che aspettano il tuo “occhei” per sopraelevare, allargare il frontale della vendita di bevande e intrugli, occupare con le merci non solo i marciapiedi ma anche le carreggiate e se poi non basta ci mettono pure i “dayli” quale area sopraelevata di superficie aggiuntiva per la vendita di cacocciuli, cucuzzi e ramurazzi, quelli che si appropriano di interi pezzi di vie interne all’abitato per dare sfogo alla loro creatività artigianale . E poi ci sono tanti tuoi colleghi di lavoro che aspettano la tua venuta come quella del messia perché , finalmente, per onorare quei quattro soldi che percepiscono dal Comune quando arriverai tu ancora bbonu ca ‘a matina firmano e poi sinni vannu e cù voli a ddiu su prea. Altro che occuparsi di verde, impianti sportivi, manutenzioni ,pulizie dell’ambiente e altre amenità” .Per fare quei lavori qualche fesso si trova pure dentro il Comune E ,poi, aggiunse: “Hai anche con te tutte le quinte ,seste e perfino settime file di tanti della prima repubblica e insieme a loro un’orda vorace di arrampicatori, semprevolenti, spasimatori, palcoscenicanti,recitatori, genuflessori, signorsi’. E poi ci sarà Bartolo che essendo un puledro di razza scalpita, sbuffa , nitrisce ed è pronto per la lunga corsa che, lui pensa, gli darà gloria anche se accompagnata da una quinquennale continua, incessante, sinfonia anche se di figurate ,sonore pernacchie “
Dunque Salvatore Lo Biundo in arte “Salvo” al microfono di Pinuzzu disse ieri pomeriggio testualmente: “La raccolta differenziata, dal mio punto di vista, non fa risparmiare anzi i costi aumentano. Si risparmia solo se si affida il servizio a ditte esterne”. Per rendermi conto se avevo sentito bene fui costretto a risentire il notiziario altre due volte . Si, aveva detto esattamente quelle cose li’. Mi precipitai a rispolverare la tesi di laurea di mio figlio Gaetano dal titolo : ”RSU: RACCOLTA DIFFERENZIATA E SMALTIMENTO. TECNOLOGIE ED ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO NEI COMUNI DEL GOLFO DI CASTELLAMMARE” Una tesi sperimentale elaborata attraverso la raccolta di dati in tutto il nostro territorio Trovai in quel lavoro quel che gli studiosi di tutto il mondo,ovviamente, sostengono e cioè che ad esempio, se si riuscisse a raggiungere una quota alta di raccolta differenziata , attraverso il riciclaggio, produrrebbe non solo sensibile abbattimento dei costi ed un minore ricorso alla discarica e all’incenerimento ma anche la creazione di tanti posti di lavoro . Non contento andai a rileggere una recente relazione del dott. Gioacchino Genchi famoso funzionario dell’Assessorato regionale del territorio e ambiente che abbiamo conosciuto anche come Assessore del Comune di Partinico oltre che eccellente chimico ed esperto del settore dei fumi della Bertolino .In un recente Convegno organizzato dal mio Partito a Palermo ci spiegava esattamente quello che sanno ora anche i bambini di tutto il mondo e cioè che attraverso la raccolta differenziata si realizza efficacia, efficienza, economicità. Non contento navigai a lungo su internet alla ricerca di conforto. Alla fine di questo intellettualistico tour mi sembrò giusto chiedere a me stesso : “Ma su quali libri ha studiato Salvatore Lo Biundo in arte “Salvo”?
Toti Costanzo

domenica 28 marzo 2010

NOI " I PARTINICESI" LORO " I PARTINICOTI"




Domani il Consiglio comunale di Partinico dovrà affrontare la discussione sul Regolamento di gestione della Cantina Borbonica. Una questione assai delicata dal punto di vista non solo politico ma soprattutto culturale e la votazione finale ci dirà “dove è arrivata la nostra città” e dove la vorrà, eventualmente, ancora portare una sua parte politica oggi rappresentata dall’attuale Sindaco e dall’insieme dei suoi sodali . Noi non ci facciamo illusioni sebbene sappiamo che non sono pochi i consiglieri che intendono opporsi a questo processo per tentare, dicendo no ad alcune parti di questo Regolamento, di fermare una deriva culturale ed anche sociale che è stata crudamente rappresentata dal recente e noto articolo del Corriere della Sera a firma dei giornalisti Stella e Rizzo. Una deriva , con riferimento al regolamento della Cantina, cui ci siamo subito opposti (era il mese di Luglio dello scorso anno) costruendo un Comitato con personalità di prestigio della nostra città con il solo, legittimo scopo di difendere non solo l’identità della Real Cantina ma soprattutto la dignità e la storia migliore di una comunità che nella sua parte più ragionevole è sconvolta dall’idea che quel bene possa essere snaturato, diventare anche bivacco oltre che ,come per tante altre cose,oggetto di scambio. Ciò che lascia sconcertati è non certo il ruolo di Lo Biundo e compagnia la cui storia politica e culturale é nota( una storia nata e cresciuta in un quartiere che ha dato anche vita alla mafia sanguinaria dei Vitale e ad una manovalanza interessata ai processi politici da cui trarre vantaggio) ma l’avere constatato come l‘assessore Parrino -il quale “dovrebbe” a suo dire avere una storia assai diversa da Lo Biundo e da tanti altri suoi colleghi consiglieri e amministratori - piuttosto che fare da freno ed essere elemento di compensazione,di equilibrio ha scelto ,per ragioni di sola opportunità ,di passare alla storia di questa città nel ruolo di affossatore di un progetto politico-culturale che parti’ dagli anni ’70 col Centro studi e ricerche per arrivare fino a Gigia Cannizzo che da Sindaco quel bene salvò dall’ignominia dell’abbandono e del degrado. E rileggendo un volumetto pubblicato nel 1932 dal dott. Michele Gulino dal titolo “Partinico e la rivoluzione dell’800 “ pensavo come nel nostro passato ci siano stati i Borboni che costruirono la Cantina ma anche quelli che sconfitti a Calatafimi passarono il 16 maggio del 1860 per la città distruggendo e saccheggiando.E poi,però, vi furono alcuni partinicesi veri rivoluzionari quali l’abate Vito Ragona , Ercole Scalia ,i fratelli Giani’ tanto per citarne alcuni, che parteciparono ai moti rivoluzionari lottando da patrioti contro gli stessi Borboni . Ma insieme ai rivoluzionari ,nel contempo, ci furono alcuni “partinicoti” che si distinsero per ferocia e crudeltà uccidendo,squartando e bruciando i corpi di quei soldati borbonici che ebbero, quel giorno, la ventura di finire nelle loro mani durante la ritirata a Palermo. Penso,parafrasando, che tanti di noi oggi difendono la Cantina e svolgono ,sicuramente, un’azione culturale rivoluzionaria alla stregua del partinicese abate Ragona e degli altri patrioti mentre altri partinicoti ,quali Lo Biundo, Parrino e compagnia usano nella gestione della cosa pubblica la stessa figurativa “ferocia” di quegli altri borboni e di quegli altri nostri concittadini che della vita umana ebbero quella raccapricciante considerazione tramandata a noi dalla storia.
Oggi il “potere” non uccide più ma “scambia” , non violenta più ma “condiziona le coscienze “ , non insegue ma “convince” , non usa più l’arma della cultura quale elemento di elevazione ma la immiserisce con la distribuzione di prebende e promesse in un vortice quotidiano che si conclude la sera accendendo fuochi e danzando macabramente attorno al cadavere della nostra Partinico come fecero quei partinicoti nostri antenati. E ogni giorno Lo Biundo e i suoi “squartano” pezzi di città, ne barattano parti con altri poteri ,costruiscono schiere di questuanti,godono del loro status non rendendosi conto della lenta ma inesorabile agonia cui hanno portato la città convinti che, raschiare ancora si può . Dove è arrivata la nostra città e dove potrà ancora arrivare? Lo vedremo anche domani sera quando in Consiglio i partinicesi si confronteranno con i partinicoti .
Toti Costanzo

giovedì 25 marzo 2010

"CHI TACE E' COMPLICE DEGLI ASSASSINI"

Sono trascorsi quarant’anni – era il 25 marzo del 1970 - da quel pomeriggio che è rimasto fortemente impresso nella mia memoria e, sono certo, in quella di coloro che vissero quella straordinaria esperienza umana che solo Danilo era capace di costruire. Allora non avemmo chiaro quel che stava accadendo se non la sensazione immediata di “sentire” la voce di Danilo ferma ma autorevole, serena ma nello stesso tempo determinata che, attraverso la radio, entrava nelle case del quartiere di S. Gioacchino che io e il maestro Nino Cinquemani attraversammo in lungo e in largo invitando i cittadini a sintonizzarsi su quella frequenza anomala. Una voce che denunciava con coraggio civile quel che stava accadendo nella Valle del Belice sconvolta dal terremoto due anni prima e che lo Stato, di fatto, per quel che riguardava la ricostruzione aveva abbandonato al suo destino. I “poveri cristi” venivano abbandonati, lasciati alle loro sofferenze ed anche umiliazioni mentre tanti morti, ancora sotto le macerie, aspettavano d’avere una sepoltura e i vivi chiedevano d’avere una risposta da parte dello Stato che fosse di perpetua, razionale, solidarietà e non di verbale consolazione. Davanti a noi scorrevano, in quel tardo pomeriggio di una primavera che stava piacevolmente invadendoci, attraverso il suo appello, le immagini di quei giorni che due anni prima tanti di noi abbiamo vissuto per esserci precipitati lì a portare la nostra attiva, immediata, utile solidarietà. Le immagini spettrali della città di Gibellina rasa al suolo, e poi le altre dove ancora resistevano mucchi enormi di macerie così come è avvenuto per la città di Aquila, non ci hanno mai abbandonato. Noi, la nostra generazione, ha vissuto direttamente quei giorni che sconvolsero la nostra terra. La terra di una Sicilia “ballarina” fatta di giorni di paura, di un futuro davanti a noi pieno di incognite, terrorizzati dall’idea d’essere schiacciati in un giorno qualsiasi, in un’ora qualsiasi da un improvviso, imprevedibile sussulto della terra. Paura che ci costrinse a vivere per tanti giorni fuori dalle nostre abitazioni e dentro rifugi di fortuna ma ringraziando Dio che ci aveva risparmiati anche se non potevano non pensare agli oltre mille morti della Valle che chiedevano, ancora dopo due anni, giustizia. SOS, SOS diceva Danilo alla radio quel pomeriggio ."SOS, SOS, quì parlano i poveri cristi della Sicilia Occidentale, attraverso la radio della nuova resistenza. SOS, SOS, siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, ascoltate: si sta compiendo un delitto di enorme gravità, assurdo: si lascia spegnere una intera popolazione. La popolazione delle Valli del Belice, dello Jato e del Carboi…..”

All’imbrunire irruppe la Polizia in assetto antisommossa. Noi sostavamo nella piazzetta adiacente la sede del Centro studi e Iniziative nel Palazzo Scalia. Con violenza inaudita scardinarono il portone, salirono le scale ed irruppero dentro la sala dove Danilo, Pino Lombardo e Franco Alasia avevano installato il trasmettitore ed i microfoni. Li trascinarono fuori ma accompagnati dagli applausi di una piccola folla che intanto si era creata a sostegno dell’iniziativa. A Palermo, ci fu detto, furono interrogati e poi rilasciati anche se denunciati “a piede libero” in attesa di un eventuale processo. La stampa nazionale ed anche internazionale riportò, il giorno dopo, la notizia sulle prime pagine. E’ ormai “storia” che l’iniziativa di Danilo fu concordata anche col Segretario generale del PCI, Luigi Longo, e la collaborazione di Lucio Lombardo Radice insigne matematico e membro della Direzione nazionale del Partito non perché Danilo fosse comunista ma perché quel Partito era l'unico che sosteneva la fine del monopolio dell'informazione via etere nelle mani del Governo dei democristiani. Si trattava di porre all’attenzione dell’opinione pubblica, ed attraverso una forte azione provocatoria, non solo le condizioni di vita dei terremotati e delle popolazioni siciliane - "chi tace, scriveva sui muri Danilo, é complice degli assassini" - ma il diritto all’etere quale mezzo attraverso il quale consentire a tutti di potere manifestare, di diffondere il proprio "punto di vista", il bisogno d’informare che non fosse di parte, pilotato e controllato. Una sconfitta, dunque, non solo per uno Stato ancora allora monopolista e che occupava con la RAI l'etere, ma una battaglia politica portata dentro il Parlamento e che, di lì a poco, permise alla Corte Costituzionale di rendere libero l’etere e disponibile a quanti ne avessero necessità e diritto. Da lì nascono le radio libere e poi anche le TV locali. Una vera e propria rivoluzione che soltanto un uomo come Danilo poteva inventare. Ed “Inventare il futuro”, non dimentichiamolo, è uno dei tanti capolavori di Danilo Dolci scritto appena due anni dopo quel memorabile, indimenticabile, storico pomeriggio .

Toti Costanzo

lunedì 22 marzo 2010

IL CORRIERE DELLA SERA ,LO BIUNDO E NOI

Il 21 marzo è ormai una data significativa perchè è quella che celebra il ricordo delle 900 vittime della mafia i cui nomi vengono citati uno per uno durante la manifestazione che ogni anno l’Associazione “Libera” di don Ciotti organizza sempre in una città diversa. Quest’anno, alla presenza di centocinquantamila manifestanti a Milano, riecheggiarono in quella piazza e come negli anni precedenti anche i nomi dei nostri compagni Giuseppe Casarrubea,Vincenzo Lo Iacono e Michelangelo Salvia che furono coloro che per volontà di Mommo Li Causi, ed insieme a Nardo Addamo, Nino Cinquemani, Turiddu Termine ed altri, avevano già dato vita nel 1944, alla Camera del Lavoro di Partinico. Approfitto di questa occasione per dire che, tuttavia, vi è la necessità storica di scavare ancora a fondo nella storia del nostro immediato dopoguerra partinicese per dare una chiave di lettura ad alcuni assassini di lavoratori innocenti e dimenticati che furono vittime di una violenza che seppur non mafiosa, con la mafia aveva rapporti e correlazione. Così come ne ebbero con la banda Giuliano di cui poco si sa, almeno per quel che riguarda alcun spezzoni di questa banda che operarono indisturbati e fuori da qualunque controllo nelle nostre contrade, seminando vittime, sequestrando, estorcendo, terrorizzando. Una pagina di storia ancora buia su cui va fatta luce se non altro per capire il contesto in cui nasceva “una certa politica” che poi avrebbe operato ininterrottamente per oltre un cinquantennio.
Dunque il 21 marzo è una data importante e allora i comunisti di Partinico non potevano non celebrarla se non con una iniziativa assai significativa e carica di contenuti: l’inaugurazione, nella sede di via Baida 12 , dello SPORTELLO DEL CITTADINO che è anche PATRONATO cioè strumento a servizio della collettività per i suoi molteplici bisogni (burocrazia, malasanità, vessazioni, tasse esose, diritti, etc. ) ma vuole essere anche SINDACATO nel senso più antico e nobile del suo significato e cioè luogo dove possono nascere e crescere le lotte a difesa degli interessi dei lavoratori. Una cosa non facile in una società disgregata, frammentata, disillusa, mortificata come è quella che abbiamo davanti a noi e con una “politica” che ha perso il senso del “collettivo” per soddisfare piccoli, meschine quotidiane esigenze lasciandosi dietro le spalle macerie se non economiche sicuramente culturali ed anche morali. Una città nelle mani del “niente” che fa scrivere a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, fra le tantissime verità, sul più grande quotidiano del nostro Paese, Il Corriere della Sera di Sabato 20 c.m.: ”Più ancora che il fetore della Bertolino e di certi ricorsi antichi (il massacro dei Borboni in fuga dopo Calatafimi n.d.r.), però, toglie il fiato in questa terra bellissima e disperata a una mezz’ora di macchina da Palermo,la sensazione di una sconfitta storica. Quella legata ad un grande sognatore triestino che era riuscito a fare di Partinico una specie di laboratorio dove per anni bruciò la fiammella della speranza,forse ingenua forse naif, illusoria di un riscatto della provincia palermitana, della Sicilia, del Mezzogiorno”.
Come non dare ragione ai due autorevoli giornalisti che seppur moderati ed espressione di un giornalismo al servizio di una borghesia illuminata, tuttavia non hanno nulla da spartire con il caudillo arringa popolo e meno che mai con “un Sindaco per caso” tratteggiato nella sua negativa essenzialità il quale l’unica cosa che riesce a fare è quella di trasferire, ad ogni piè sospinto, le sue responsabilità su quelle dei predecessori. Un piagnucolante di professione che vuole fare il Sindaco a qualunque costo perché cumannari é megghiu chi futtiri ma che è, nel contempo, nella incapacità di guidare processi politico-amministrativi così complessi da far tremare i polsi anche ai più navigati e spregiudicati amministratori della prima repubblica. Lo Biundo vuole governare ad ogni costo questa città carica di storia ed é anche nel suo diritto. Ma di questa città lui non ha alcuna memoria - e non solo per la sua età- in quanto è soltanto capace di ipotizzare, insieme alla sua corte di ossequiosi peduncoli, un ruolo da dare ai pochi ma prestigiosi beni monumentali salvatisi dalla furia devastatrice degli speculatori vinaioli al servizio della mafia e di una parte notevole della democrazia cristiana, che è quello di trasformarli in ricettacolo per nuovi banchettatori plebei. Nuovi ricchi porta voti e soldi utili alla crescita di un sistema umiliante che mortifica anche la memoria di quanti intesero riscattare la nostra terra dall’efferatezza dei vecchi banditi così come come dei nuovi. Tra questi la memoria di Turiddu Termine il cui ritratto è affisso nella sede dello Sportello del Cittadino quale filo di collegamento tra noi ed una storia sindacale esaltante anche se fatta di sacrifici, di rinunce, di umiliazioni per i lavoratori. Ed anche di morti. Noi abbiamo il dovere non solo di conservare la memoria di questi nostri compagni ma di proseguire in un cammino assai difficile ma esaltante ed affidarlo a tanti giovani che non intendono piegarsi alle logiche perverse del berlusconismo né ai voleri dei nuovi ricchi e dei nuovi potentucoli locali. Ieri 21 marzo 2010 Turiddu Termine e tanti compagni di lotta, sono certo, saranno stati contenti di vedere riprendere il cammino tenendo ancora nelle mani quella bandiera ideale che li accompagnò durante tutta la loro vita.
Toti Costanzo

giovedì 18 marzo 2010

SURCI CU LA CURA LONGA



Devo ammettere che tutte le volte che mi capita di ascoltare le esilaranti interviste ( come quella di ieri )che Pino Maniaci fa al Sindaco di Partinico, riesco a restare sconvolto dalle sconvolgenti dichiarazioni che rilascia il giovane( senza offesa!) Lo Biundo. Lo Biundo è , a modesto parere di autorevoli esponenti della politica locale , un giovane politicamente cosi’ “infantile” che più infantile non si può. Ovviamente sono tanti , al contrario, coloro i quali contestano questo giudizio perché affermano che il Sindaco sarà anche infantile e giovane ma già “ avi ‘a cura longa quantu chidda dun surci “ nel senso che della vecchia politica (chidda propriu fraricia) ha ereditato tutto. Tradotto significa una capacità smaliziata di amministrare al punto da fare impallidire tanti vecchi tromboni della prima repubblica sul piano della capacità clientelare . E qui’ a citare fatti ed avvenimenti a tinchité ,e che non elenchiamo tutti perché noi l’abbiamo già fatto nell’ultimo numero di Sala Rossa : trucchi e trucchitti vari per affidare beni comunali (immobili, aree pubbliche , impianti sportivi e via di seguito) a clienti del passato e clienti del futuro . A proposito non sarebbe male se si potesse capire questa società cui è stato affidato per 10 ANNI (dicasi dieci) l’impianto sportivo della 3° zona PEEP ,il “ Ninni Cassarà” , quando è stata costituita e da chi,chi sono i soci,se è vero che sarà trasformato in un complesso con tanto di bar, panineria, pub, musica e divertimento ovviamente dietro corrispettivo pecunario ?Una vera e propria attività economica del tipo "Cantina" .E’ vero ,oppure no, che la pratica del tennis rappresenterebbe soltanto l’espediente per potere realizzare tutto il resto ? Una specie, cioè, di cavallo di Troia? D’altronde qualcosa di simile non è già stato anticipato nell’annesso impianto di pattinaggio al lato est del pallone tensostatico in barba ad ogni legge ? Il professore D’Orio, ad esempio, potrebbe dare all’opinione pubblica più precisi ragguagli su tali vicende che, si presume, siano di sua competenza ? E il personale comunale assunto con tanto di progetto finalizzato alla gestione e custodia degli impianti sportivi che fine ha fatto?Qualcuno potrebbe ,come si fa per il prodotti alimentari ,evidenziare “la tracciabilità” del loro percorso lavorativo? L’Assessore regionale ,signora Chinnici, magistrato e figlia di un eroe massacrato dalla mafia non ha niente da dirci a proposito dell'uso spregiudicato che del personale si fa dentro il Comune di Partinico? Ha bisogno di qualche dossier per inviare una ispezione e capire come vengono utilizzati ed anche "usati" i dipendenti comunali ? Ora, l’elenco degli interrogativi potrebbe continuare senza fine cosi’ come recitano le parole della canzone del compagno onorevole Gino Paoli : “ Senza fine tu trascini la nostra vita…non hai ieri non hai domani,tutto ormai è nelle tue mani ,mani grandi senza fine….” Ma non solo nelle mani di Lo Biundo ma sopratutto del suo “giro”.
Ma ritorniamo all’intervista. Sulla vicenda del doppio documento dell’UDC pervenuto nelle mani di Maniaci e in cui ”qualcuno” infantilmente cancellò una firma per sostituirla con quella dell’on. Antinoro che , cosi’, lo accreditava ancora quale commissario straordinario della locale sezione dello scudo crociato quando tutti sapevano che il suo incarico durò lo spazio di un mattino ,Lo Biundo cercò di svicolare appellandosi alla sua serietà che sebbene giovane poteva dare punti ai “vecchi” della politica . E qui’ non si comprese bene quali fossero i soggetti cui faceva riferimento e devo dire che, giustamente, Pino Manici non volle infierire. Si trattava di chiederne nomi ed anche cognomi oppure farne l’identikit. Ovviamente escludendo Enza Maria Romano della quale Lo Biundo ha tessuto, giustamente, le lodi di persona seria e politicamente qualificata il resto fu abbastanza comprensibile. E infatti tutti abbiamo compreso a chi Lo Biundo si volesse riferire .Ma Pino lo incalza con un’altra delle sue stringenti domande : “Sindaco , se non fosse per l’opposizione e per l’altro pezzo dell’UDC non si potrebbero celebrare consigli comunali . I suoi non ci sono quasi mai perché preferiscono occuparsi della loro professione…..” . E qui’ l’ingenuo “infantilismo ” di Lo Biundo esplode come i mortaretti alla fine delle celebrazioni degli imminenti festeggiamenti al nostro S. Giuseppe.Parla e parla superando lo scoglio di intrusioni verbali di Pino che cerca di frenare questo fiume in piena e ,piuttosto che prendere atto di questa situazione divenuta anche incresciosa, tenta la strada di un giustificazionismo ad oltranza nei confronti di quanti non sono difendibili se non altro perché i cittadini gli hanno, col voto, assegnato, un preciso ruolo che è quello di occuparsi per prima cosa dei problemi della nostra città e non dei propri attraverso ,soprattutto ,la presenza ai lavori del Consiglio comunale. Lo Biundo raggiunge l’apice della sua “maturità politica” spiegandoci che “ non c’è necessità alcuna che i consiglieri siano sempre presenti. Basta che lo siano nei momenti importanti “ E qui’ a citare quali, nei trecentosessantacinquegiorni, sono quei i momenti : “ L’approvazione del Bilancio, le variazioni dello stesso, qualche altra delibera di interesse” .Cioè per il Sindaco i cittadini avrebbero eletto dei consiglieri comunali solo perché costoro possano svolgere il loro importante ruolo quattro,cinque volte l’anno!Se non l’avessi sentito con le mie orecchie non avrei mai creduto che un giovane, uno che è stato consigliere comunale fin dall’anno duemila, che ha anche ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio , che avrà in tutto questo tempo ben compreso l’importanza di quella funzione politica ed anche sociale possa esprimersi cosi’ solo per giustificare l’ingiustificabile. Cari lettori , condividerete con noi che siamo messi proprio bene.
Toti Costanzo

lunedì 15 marzo 2010

PER NON DIMENTICARE I CONSIGLIERI SALVATORE TUSA E FRANCESCO OLIVERI



Di recente ci hanno lasciato due galantuomini . L’uno medico, il dott. Salvatore Tusa che ho meglio conosciuto ,e l’altro dipendente della Regione siciliana , Francesco “Ciccio" Oliveri . Perché ne scrivo . Perché credo che quando due personalità ci lasciano definitivamente ,e noi le abbiamo conosciute seppur in maniera e in tempi diversi , si ha il dovere di ricordarle nel modo più semplice che è quello di sottolinearne i tratti essenziali del loro essere stati pienamente cittadini e per certi versi anche “uomini pubblici”. Loro ,durante il percorso della loro vita, hanno lasciato una impronta nella città nella quale sono nati e sempre vissuti anche in ragione della loro attività professionale, del loro impegno nella politica e , come nel caso di Francesco Oliveri ,anche nel mondo del cattolicesimo militante, umanitario e di solidarietà e quale dirigente della S. Vincenzo braccio operativo dei cattolici impegnati nel sostenere i poveri, gli ultimi. Il dott. Tusa lo ricordo quando per la prima volta entrò in casa mia come medico di famiglia. Era la fine degli anni ’50 ed io ero ancora un ragazzo studente del liceo .Si manifestò subito quale medico scrupoloso e ,se chiamato, sempre disponibile ad ogni ora .Sicuramente capace di dare sicurezza nei particolari momenti in cui lo stato di salute si incrina e le preoccupazioni coinvolgono le condizioni di serenità di una famiglia . Fu presente durante la grave malattia di mia madre – e questo non lo posso dimenticare- e soprattutto quando lei ci lasciò .Ottimista, arguto,dalla facile battuta che dava coraggio anche nei momenti più difficili della vita di una famiglia .Diffondeva sicurezza e buonumore . Non sono riuscito in tutta la mia vita ,seppur non mancassero occasioni per ribadirlo, che data la differenza di età era giusto che mi desse “il tu” . Non ci fu modo neppure quando ,eletto consigliere comunale, fummo colleghi e tra colleghi in politica ,quasi sempre ci si rapporta in maniera confidenziale. Mi piaceva conversare con lui che aveva la capacità di rendere leggero ogni ragionamento. Vedeva nei fatti politici, lui che “politico” sicuramente non era, il lato umoristico ,l’aspetto caricaturale delle cose e delle persone . Eletto nella lista del PRI ,lasciò quel gruppo insieme se non ricordo male a Vincenzo Mollisi e Michele Lombardo dichiarandosi indipendente e mandando su tutte le furie l’allora consigliere Salvatore Cintola che non gli perdonò mai quel “tradimento”. D’altronde il dott. Tusa era un moderato , una persona molto vicina , come quasi tutti i professionisti locali, al Partito della DC. Situazioni particolari che vedevano la “politica” anche quale mezzo costrittivo,capace di condizionare, lo “convinsero” a candidarsi in quel Partito .Non ho avuto notizia della sua dipartita sebbene da tempo conoscessi lo stato precario della sua salute e dunque,lo scrivo con rammarico , non sono stato presente ai suoi funerali . Cosi’ come con rammarico rilevo come quanti oggi governano la nostra città abbiano dimenticato coloro che in quel ruolo li hanno preceduti ed avrebbero il diritto, ai loro funerali ,ad una presenza istituzionale, un ricordo dalla città politica che hanno anche servito .
Cosi’ è anche stato per Francesco Oliveri che, come ho appreso da un appassionato ricordo del prof. Vito Cartosio amico di tutta una vita , fu consigliere comunale della DC dal 1952 al 1956 oltre che fine artista . Francesco Oliveri appartenne , a mio avviso, a quella generazione di cattolici democratici della prima ora, che non usarono la “politica” per costruire carriere o averne vantaggi. Semmai furono sempre attenti ed anche critici nei confronti di chi quel Partito ,nel tempo ,svuotò di valori e lo usò con finalità i cui effetti ,oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Accoglieva con piacere i nostri volantini, le nostre pubblicazioni .Sapevamo che seguiva anche le nostre attività con una certa simpatia dovuta ,penso, alla sua formazione di cristiano, di cattolico non bigotto e che lo aveva sempre visto, insieme ad altri della sua generazione( cito per tutti il prof. Vito Scaglione ), impegnati sul fronte della lotta alla povertà, al bisogno, sostenendo gli ultimi .Non fece mancare ,insieme ad altri cattolici come Giovanna Lodato Guarisco, Lina Lo Iacono, Vito Cartosio ed altri, il suo sostegno a Gigia Cannizzo che contribui’ a frantumare l’egemonia della DC nella nostra città . Gigia per loro ,e per tanti di noi ,rappresentava l’interpretazione autentica dell’essere cristiani impegnati nella politica intesa quale strumento di crescita e di liberazione . Sono sicuro che nei comunisti vedeva , per certi versi, quell’impegno che nella politica profuse la parte migliore della sua generazione di uomini sicuramente liberi e carichi di "valori" .
Toti Costanzo