domenica 30 maggio 2010

"A MUNNIZZA? SILVIO PENSACI TU! "FIRMATO LO BIUNDO


"Come è possibile-mi chiedeva uno dei presenti intervenuti all’incontro di ieri pomeriggio organizzato dal mio Partito e dall’ACD’77 sulla problematica dei rifiuti- che mentre voi comunisti tentate seppur non rappresentati in Consiglio di discutere di importanti questioni come quella sui rifiuti, sul fallimento della gestione del servizio, sulla nuova legge regionale sconosciuta ai più ,il Sindaco di Partinico null’altro ha dichiarare alla stampa se non che “spera in un intervento di Berlusconi “ perché i rifiuti possano scomparire?”.

giovedì 27 maggio 2010

Incontro-dibattito sul problema dei rifiuti nel comprensorio di Partinico

RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo “Peppino Impastato”

A.C.D. ’ 77 - Associazione culturale democratica

LA CRISI DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI NELL’ATO PA1 E LA NUOVA LEGGE REGIONALE

SABATO 29 MAGGIO 2010, ORE 17.30

CENTRO CULTURALE VIA BAIDA 12

PARTINICO

Introduzione:

prof. TOTI COSTANZO - PRC PARTINICO

Interventi:

Dott. INO GENCHI - DIRIGENTE RAGIONE SICILIANA

Arch. ANTONIO MAROTTA - CONSIGLIERE PROVINCIALE PRC

domenica 23 maggio 2010

SE FALCONE FOSSE VIVO AVREBBE LA MIA STESSA ETA'


Ci sono momenti della vita che non si possono mai dimenticare. Con il dott. Carmelo Graziano eravamo cresciuti insieme a Terrasini , dunque ci legava e ci lega un’antica amicizia. Carmelo venne a trovarmi al Comune . Ero vice Sindaco ed anche Assessore alla Pubblica Istruzione .Lui, oltre che medico, era divenuto uno degli animatori di una comunità religiosa evangelica assai diffusa i Italia e in quell’anno ,era il 1992,aveva organizzato un raduno nazionale a Partinico.

venerdì 21 maggio 2010

" 'U NANNU PUNTU 'NTA LA FACCI!"


L’avere una certa età ,per certi versi, rappresenta un vantaggio. Puoi andare molto indietro nel tempo e riuscire a fare riemergere fatti, avvenimenti, atmosfere, sensazioni,espressioni, di un mondo ormai sempre più lontano da noi . Però , attingendo al passato quando ti capita puoi, per definire con grande efficacia qualcosa o qualcuno, ricorrere a delle espressioni che ormai non si usano anche perché il nostro dialetto , purtroppo, è stato in buona parte soppiantato dall’uso sempre più corrente e diffuso della lingua italiana e rischia, col tempo, una vera e propria estinzione.

lunedì 17 maggio 2010

SAL E QUEL SUO BAFFETTO DA SPARVIERO


Due considerazioni. La prima . C’è un limite all’ipocrisia,al cinismo e alla spregiudicatezza del PD siciliano ? No , non c’è tant’è che ieri questo Partito ,dopo avere votato tutto quanto Lombardo ha loro proposto ricavandone, ovviamente ,dei vantaggi politici ed elettorali e dopo avere nominato , sottobanco ,almeno due Assessori regionali (Centorrino e Venturi) - ma non si dica ,per favore, che loro sono alla continua ricerca di poltrone e potere e che hanno barattano l’appoggio per ricavarne vantaggi - fiutando la tempesta che potrebbe arrivare e travolgere da un momento all’altro il Presidente della Regione,che fa?

venerdì 14 maggio 2010

GRAZIA BUFFA :A PRESCINDERE DA NOI


La storia dell’umanità è una lunga sequenza di prepotenze e soverchierie dell’uomo sull’uomo. Da quando è comparso sulla terra ,infatti, ha sempre cercato di sostituirsi, appropriarsi delle cose altrui ,annientare per emergere. Ora appare del tutto evidente come coloro i quali vogliono impossessarsi delle cose altrui è perché loro stessi non sono capaci di creare . Mancano a costoro le cosidette “qualità” che in genere nascono con l’uomo nel senso che sono dentro il suo DNA anche se l’esercizio, l’affinamento di queste qualità porta, poi, a far diventare il soggetto più unico che raro. Non esistono, nella storia dell’umanità, due Michelengelo o due Caravaggio oppure ,seppur in negativo , due Hitler . Son unici ed anche irripetibili. Tutti gli altri , tolte le "eccellenze", hanno vissuto e viviamo nella nostra tranquilla ,quotidiana mediocrità anche se nelle all’interno della stessa mediocrità una scala di valori esiste. Facciamo un esempio: se tu guardi all’attuale Amministrazione comunale di Partinico trovi , sicuramente, una diversità di soggetti. Soggetti, dunque, tutti diversi tra loro ma,paradossalmente tutti eguali . Salvo è diverso da Bartolo ma eguale.Giacomino è diverso da Giovanni ma eguale. Barbici è diverso da Vito D’Amico ma eguale. Ovviamente per rispetto e un residuo spirito cavalleresco non coinvolgiamo nel giudizio le due signore della Giunta che ,però ,a mio modesto avviso si potrebbe dire , in verità e facendo un’eccezione, che eguali non sono. Dunque nella mediocrità siamo solo apparentemente diversi ma sostanzialmente eguali .Ad esempio Salvo è atletico e Bartolo invece smiciaciato ,Giovanni brachitipo e Giacomino longilineo , Barbici cosi’ cosi’ e Vito un normotipo .Però nella diversità che è soltanto apparente resta la sostanza che è, appunto, la mediocrità che ci appiana, ci livella, ci rende tutti eguali Ora,dicono gli studiosi, che tra i mediocri ci siamo quelli che mediocri non vorremmo apparire e allora ricorriamo ai trucchi: cerchiamo di appropriarci della “eccellenza” degli altri , di farla nostra convinti cosi’ che eccellenti pensiamo di diventare pure noi. Ovviamente, come appare evidente, si tratta di illusione. Ma se a ciascuno di noi mediocri togliamo l’illusione che resta?. La Storia è piena di questi esempi .I vincitori si appropriavano delle opere dei vinti e li esponevano ,poi, come se fossero stati loro a crearle. Ma anche la scienza. Vi ricordate ad esempio la storia del Dr. Jakill e di Mr. Hayde? Era brutto e voleva essere bello, cattivo ed anche buono,biondo e fine ma nello stesso tempo peloso e scuro. Ma non era niente né di questo né di quello. Fuori da metafora.Grazia Buffa è artista nel DNA nel senso che ha ereditato il talento .D’altronde quando si ha avuto ,tra l’altro,un nonno come è stato l'artista, l'effervescente ed eclettico don Nitto ,non ci si può certo meravigliare . E Grazia- dico una banalità- é una bambina con una voce straordinaria . Una voce “diversa” e dunque eccezionale e, sicuramente ,unica. Il mondo dove è cresciuta ,anche artisticamente ,è stato quello della sua famiglia ,la guida quella della sua insegnante .E se c’è una cosa che mi sento assolutamente di dire è che Grazia è un talento “a prescindere”. A prescindere dalla sua città che non ha spazi, che non offre occasioni, non dà stimoli, non ha contesti dentro cui formarsi ,plasmarsi e poi esplodere. Una città con una classe dirigente(soprattutto la odierna) assai mediocre, tesa a far “altro”, che non è creativa, che non è poetica, che non si eleva, che non si sublima. Piatta, piatta come il tracciato di un elettrocardiogramma di un cuore che non pulsa .Una “classe” che comprime quando addirittura non umilia. Una città ridotta ad un letamaio ,con una classe di governo di sgangherati politicuzzi che quando pensa alto pensa, al più, come potere fare soldi con la Cantina Borbonica .D’altronde se al Palazzo dei Carmelitani i matrimoni ,battesimi, cresime si possono celebrare con tanto di banchetti al seguito( vi fate dire , per favore,dall'Assessore Parrino dove questo risulta scritto?) “ picchi’ no d’intra ‘a cantina du’ Re?" . Adesso,però, si sperticano . Hanno finalmente trovato come nascondere la loro mediocrità ,come il genio artistico di una quattordicenne debba poterli purificare , sgrasciare in senso metaforico , perché possano apparire per quel che non sono e non saranno mai. Dunque si va in truppa a Napoli . A Napoli per cercare d’apparire, appunto, per quel che non si è , a Napoli per nascondere la sporcizia servendosi della limpidezza di una splendida voce di ragazzina nata per la musica, per il canto. E vedrete che domani saranno in tanti a dire: “Grazia? Ma noi siamo fieri di lei perché noi l’abbiamo coltivata, formata, seguita, assecondata , costruita .” E tu dici: ma "Noi" chi?" . E loro,i politicuzzi sgangherati, rispondonderanno impudenti :“Noi”. E invece noi diremo: che è frutto del suo DNA,della sua famiglia, della sua insegnante che proprio perché “insegnante” non ha bisogno d’apparire,sgomitare dichiarare, osannare E sono i soli .I soli che sul capo di Grazia- talento unico nato come quei fiori magnifici che in estate crescono radi in mezzo alle sabbie assolate delle nostre spiagge - possono “mettere il cappello” sul suo piccolo capo di vera artista sbocciata "a prescindere" da noi
Toti Costanzo

martedì 11 maggio 2010

E A PAGARE E' SEMPRI CAPPIDDAZZU



“Il progetto della Policentro sarà realizzato.” Cosi’ ebbe a dichiarare il Sindaco Lo Biundo in una recente intervista a Tele Jato ritenendo ,in tal modo, forse di tranquillizzare non solo quanti fossero a diverso titolo interessati alla questione -e tra questi,ovviamente, il Consorzio COSAR -ma anche quei nuovi soci di recente “scovati” dal blog Libera Mente che ha cosi' dato la possibilità all'opinione pubblica ,di fare emergere un pezzo di verità rimasta appannata che ha reso chiaro ed evidente,oggi, quel che in questi anni é girato attorno agli interessi corposi ed articolati dell’area di contrada Margi e cosa ancora vi gira.Ed il Consorzio manifesta ogni giorno di più all’interno della nuova amministrazione comunale un ruolo condizionante e, si potrebbe anche affermare non esagerando, che questa sia per certi versi “prigioniera” degli uomini che questo organismo controllano .Un esempio? Mentre lo scorso anno la Giunta Lo Biundo aumenta INGIUSTIFICATAMENTE E SCANDALOSAMENTE del 54% la tariffa sui rifiuti solidi urbani e in Consiglio comunale il Sindaco ,però, assume un preciso impegno e cioé che nel 2010 sarebbe stata ridotta OVVIAMENTE PER TUTTI I CETI E CATEGORIE ,al contrario la tariffa viene mantenuta( ed è una delle più alte di tutti i Comuni d’Italia) e a pagare il peso di questo enorme balzello saranno SOLTANTO i ceti medi quali dipendenti dello Stato, della Regione, dei Comuni, della Provincia , delle Scuole e cosi’ via. Di contro si riduce anche per commercianti e artigiani .Cioé si riduce la tariffa per quelle categorie che ,si presume, sostengano elettoralmente quel famoso Movimento degli Artigiani in tutte le sue cicliche quinquennali articolazioni e sfaccettature che è diventato elemento integrante, preponderante e ,dunque ,sostanziale dell’Amministrazione Lo Biundo . Si, certo, ne usufruiranno anche pezzi di ceto cosiddetto debole -e questo non possiamo che condividerlo soprattutto noi che abbiamo costituito un COMITATO CITTADINO anche a tutela di tali ceti presentando delle proposte alla Ia Commissione consiliare convinti che questa ne avrebbe discusso prima dell’approvazione del Bilancio di previsione ( ma cosi’ non è stato) - tuttavia è stata commessa una grave ingiustizia perché ancora una volta ad essere “spremuti” saranno i ceti a reddito fisso anche se , anch’essi, navigano in difficoltà economica a causa della notoria quanto pesante crisi che ha anche coinvolto il nostro Paese. Dicevamo del COSAR e non possiamo ,guardando indietro non trovare stupefacenti similitudini con logiche del passato. Vi ricordate? Si manifesta dissenso nei confronti della distilleria e questa che fa? Sponsorizza la squadra di calcio del Partinicaudace con lo scopo abbastanza palese di ricercare il consenso popolare .Un modo , forse, per farsi perdonare “qualcosina? ”. E il COSAR ,oggi, che fa? Esattamente quel che faceva la Bertolino .Sponsorizza il basket, acquista cappellini e t-shirt per varie “pedalando” , contribuisce a sostenere le spese per convegni e manifestazioni varie. Vuoi vedere che sarà dentro l’organizzazione che festeggerà la vittoria della ragazzina Grazia Buffa quando si concluderà “Ti lascio una canzone” avendo quale tromba di accompagnamento oltre che Lo Biundo e Parrino anche l'eclettico Pino Maniaci? Ci domandiamo: anche questo gruppo di operatori economici ha, forse, qualche “cosina” da farsi perdonare?.E se si, cosa? Dunque emerge con forza la logica del “ io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”..Come a dire ,la “continuità” nei processi storici locali che vedono “l’economia” condizionare “la politica”. Era cosi’ anche nella prima repubblica? No, non era cosi’. ALLORA L’ECONOMIA NON SI FACEVA POLITICA anche se LA CONDIZIONAVA mentre oggi l’economia entra a gamba tesa E SI FA ESSA STESSA POLITICA .D’altronde il berlusconismo cos’è? Il fatto è che l’elettorato ,una volta disorientato dalla scomparsa del ruolo dei Partiti storici di massa che avevano quale finalità l'interesse generale , fa esplodere tutte le personali necessità le quali usano la politica con fini strumentali e di vantaggio .E noi lo sappiamo ( ma lo sanno pure loro ) come l’elettorato locale sia stato e lo è oggi ancor più sensibile al “ luccichio da’ lanna” . Dunque, dice il Sindaco che la Policentro si farà.E se lo dice lui che sicuramente mantiene costantemente i contatti con gli interessati dobbiamo crederci anche se ancora ( e oggi più che mai) vorremmo capire come sia possibile in un territorio ormai coperto da una superficie enorme e spropositata di vendita fatta di migliaia di metri quadrati ,come si giustifica dal punto di vista dei processi economici ,l'inserimento di un ulteriore complesso di quella portata che opera sostanzialmente in un settore in forte e grave crisi .E non è soltanto la crisi del settore alimentare ma quello tessile ,elettronico, dei casalinghi, degli elettrodomestici . Per capire basta girare un po’.Già,ci chiediamo: ma quale può essere ,ancora ad oggi ,per il nostro territorio e la nostra economia IL VANTAGGIO DI UNA POLICENTRO? Pretendiamo molto se il Sindaco Lo Biundo possa farci conoscere il suo pensiero e accettare un confronto pubblico sul tema: "Ci dici ,per favore,cosa é e cosa sarà questa Policentro?"
Toti Costanzo

venerdì 7 maggio 2010

A PROPOSITO DI ACQUA ALL'AGRICOLTURA: E SE UNO NON NASCE LEONE?



Il prof. Giuseppe Casarrubea , sul suo blog ,con un post dal titolo "Acqua di mafia" si é occupato della diga ,degli operai dell'ex Cooperativa irrigua che attendono ancora d'essere assunti dal Consorzio , del ruolo della mafia nella gestione delle risorse idriche. Al post hanno anche dato contributi sia Masetto Aiello che Salvo Vitale. Noi vogliamo contribuire con una nostra nota .


Mercoledi’ sera ho partecipato, come da sempre, ad una assemblea di coltivatori organizzata dalla Confederazione italiana agricoltori (la CIA) nei locali del Palazzo dei Carmelitani . La iniziativa era stata preceduta molto opportunamente da due giorni di bandizzazione (un metodo abbastanza usuale ed efficace nella vita politico-sindacale della prima repubblica ma da tempo in disuso ) e la presenza degli interessati la si potrebbe definire abbastanza discreta.Sarà perché si informavano i coltivatori che sarebbe stato presente anche il Commissario straordinario del Consorzo di bonifica Palermo 2 ,il dott. Richiusa, che ad oggi rappresenterebbe il quarto o quinto da quando nel lontano 1995 fu approvata la legge n.45 che nelle intenzioni doveva riorganizzare democraticamente ,cioé affidandoli a Consigli di amministrazioni elettivi, la gestione delle acque per uso irriguo nel territorio siciliano rendendo più efficiente e rapido il servizio della distribuzione delle aque per ragioni irrigue .Come è finita ,invece, lo sanno tutti: acqua a Palermo che attraverso l'AMAP la vende a peso d'oro agli utenti,assunzioni clientilari e soprattutto sprechi, inefficienza, disorganizzazione . Il fatto é che i commissari imposti dalla "politica regionale" (indifferentemente nominati da governi di centro sinistra o centro destra; in uno ,addirittura ,seppur per poco ci fu anche il rappresentante del mio Partito eletto all’ARS quale indipendente ) hanno , di fatto, privato i coltivatori dall’essere responsabili e padroni del loro destino e dei loro interessi espropriandoli del diritto alla gestione diretta e partecipata A Palazzo dei Carmelitani,Mercoledi’ sera, la rabbia dei 12 ex operai della Cooperativa "Consorzio irriguo Jato" era palese e giustificata . D’altronde è da quattro anni che attendono d'essere assunti dal Consorzio di bonifica Palermo2, carrozzone clintelare, mangiasoldi ,inefficente, inconcludente,sprecone che non é neppure nella condizione d'approntare uno straccio di operatività per una campagna irrigua già alle porte “Ci vorranno due,tre settimane per incominciare” ebbe a dichiarare il Commissario. Ciò significa non prima della fine di maggio .Se tutto va bene .La serata registrava un intervento assai dimesso , privo di efficacia e convincimento del Sindaco di Partinico, il quale null’altro ebbe a dire se non che con i suoi colleghi di Balestrate e Trappeto si mettevano a disposizione del Consorzio. Non disse , però, per fare cosa .Lo dico io : per dare in uso a gratis al carrozzone mangiasoldi che ,però, si guarda bene almeno fino ad oggi dall’ assumere i 12 operai, i locali di proprietà comunale di via Cesare Rossarol da tempo abbandonati dall’Amministrazione cosi’ come ha abbandonato quelli che ospitavano le stanze della legalità, quelli dell’ex ufficio del Lavoro ,quelli annessi alla Villa Falcone che furono in uso all’ATO rifiuti, ai locali ex mattatoio.E mentre si abbandonano all’incuria e al degrado i locali comunali si sono assunti con contratti d'affitto i soliti ,cioè SEMPRE QUELLI di via Catanzaro .Qualcuno sosteneva che il Sindaco avrebbe dovuto fare, quella sera, la voce grossa, battere i pugni sul tavolo ,annunciare una mobilitazione popolare con lui avanti a tutti ,fasciato dal nastro tricolore e ,dietro di lui ,soprattutto la schiera delle badanti-zavorra-richiedenti che lo seguono da quando è stato eletto .Schiera che , a quanto pare, si ingrossa ogni giorno di più . Ma tu non puoi chiedere a chi leone non è di diventarlo . Sarebbe come fare una forzatura alla “natura” dei soggetti .Ci sono stati, ovviamente, degli interventi. Alcuni mi sono apparsi assai interessanti non solo per l’analisi dei fatti ma per le soluzioni da dare alla vicenda .Analisi e proposte che tuttavia trovano il tempo che trovano in quanto il Commissario Richiusa, sempre con assoluta onestà intellettuale, ebbe a smorzare ogni aspettativa.”Il baget che ho a disposizione –disse – per fare interventi sui 650 chilometri di condotte, buona parte delle quali ancora in cemento amianto ,è di appena 100 mila euro." 100 mila euro! Una goccia nel mare, un'offesa allo sviluppo,al lavoro dei contadini, ai loro interessi .E tu pensi subito gli sprechi della Regione, ai milioni profusi ai clienti periferici , ai circa 600 mila euro assegnati al Comune di Partinico (notizia di ieri del Giornale di Sicilia) all’ultimo momento per graziosa intercessione dell’on. Caronia ,giovane deputata di belle speranze ,eletta in una lista di Lombardo ma ora transitata all’UDC . 600 mila euro circa per intervenire dove? Nella villetta “Pino” voluta dall’ultima Giunta Cannizzo, realizzata durante la sindacatura Giordano i cui costi iniziali ,con le perizie di varianti sono lievitati in maniera esponenziale costando, cosi’, alcuni centinaia di milioni delle vechie lire ma immediatamente, abbandonata prima da Giordano,poi da Motisi ed infine da Lo Biundo. Una villetta sempre nelle mani dei vandali, mai un giorno di manutenzione,di irrigazione, meno che meno custodia e cura. Come si fa a non prendersela con i trasformisti ed illusionisti deputati del PD (ovviamente niente da dire al centro destra che continua ad esercitare il suo antico mestiere) che alla Regione gridano :“ Al Governo, al Governo, al Governo con Lombardo per fare le Riforme”? Ovvia delusione dei coltivatori che intanto –anche per l’ora tarda- alla chetichella guadagnavano l’uscio avendo compreso come oramai a Partinico “la politica” è un guscio vuoto fatto di niente ed assolutamente svirilizzata dalla logica del qualunquismo ,dalla fine del ruolo dei Partiti, dalla mancanza di autorevolezza dei soggetti che dovrebbero esercitare una forte azione amministrativa e politica .Uscendo i soliti capannelli e le promesse di rivederci a presto.Noi , ovviamente, ci saremo ancora anche se sempre più con il capo chino.
Toti Costanzo

martedì 4 maggio 2010

" A CHISTA CI FACEMU CANCIARI TUTTI COSI ! "



Cosa c’é da commentare per quel che è accaduto nella Regione siciliana con la definitiva approvazione della finanziaria 2010 ? Niente ,se non che si tratta di una cosa già vista mille volte in Sicilia. Si potrebbe dire coloritamente,tranne la presenza di qualche spunto positivo, “né carni né pisci”. Tuttavia vorrei soltanto fare qualche brevissima e più seria considerazione di carattere politico .La prima: si è visto un Partito, il PD, con smanie di potere a qualunque costo,il quale si è inciuciato senza provare alcuna vergogna con pezzi della più antica ,fradicia e trasformistica politica siciliana che ha oggi in Lombardo l’epigono;un presidente dei deputati del PD, Cracolici, notoriamente assai spregiudicato ,cui fanno da controcanto in una specie di gioco delle parti ( “unu teni e l’autru cafudda”) sia un navigato,paludato e guardingo ex democristiano ,Lupo simbolo di una nuova e più raffinata ipocrisia che ricopre in quel Partito anche il ruolo di Segretario regionale e sia un nuovo cantore del meridionalismo siciliano , l’affabulatore senatore Lumia( insieme alla Borsellino una delusione per tanti di noi) ,che con arte recitativa sempre più affinata ed efficace e con le sue raffiche di interviste dai posti più disparati( da Corleone,dalle terre confiscate alla mafia,dai convegni dove questa viene sezionata e scarnificata e perfino da Portella delle Ginestre luogo simbolo della dignità di una “sinistra” fatta di poveri morti traditi ogni giorno di più ) cerca di convincere gli ascoltatori che in Sicilia siamo di fronte ad una nuova rivoluzione culturale, economica e politica che dovrebbe rappresentare, finalmente, il “riscatto "della nostra terra .Tutto questo dimenticando ,però, di dirci (e questo non dobbiamo dimenticarlo mai!)che in questo processo si trova in compagnia di personaggi dello stampo politico di Micciché e Dell’Utri oltre che del senatore Crisafulli i cui trascorsi ed amicizie pericolose sono assai note . Di costoro pare che Lumia ,ora, si fidi .Dunque, tutti insieme sostanzialmente senza pudore alcuno.
La seconda: ma vi siete fatti un’idea di cosa sia questa finanziaria che proprio Lumia e Cracolici definiscono impudicamente “delle riforme”? Io dico che si tratta di un contenitore di notevole spessore clientilare ,quel che da decenni abbiamo sempre visto in Sicilia ,dove c’è una risposta ai tanti peones locali e nulla più . Migliaia di associazioni, cooperative ,enti ,alcuni dignitosi e proficui altri assolutamente inutili e clientilari, che ricevono milioni a di euro non solo a pioggia ma assegnati all’ultimo momento come è il caso di tanti Comuni ,compreso il nostro, e con una discrezionalità assolutamente odiosa perché legata sempre alle clientele e alle localistiche corti dei singoli deputati . Gli esempi ,per quel che riguarda il nostro territorio si potrebbero sprecare. Da Balestrate a Cinisi, passando per Partinico fiumi di soldi per opere non sempre utili .Anche se,poi, non una lira per il Consorzio Sviluppo e legalità che tanto ha fatto nel settore dei beni confiscati alla mafia del nostro territorio. Per cui non posso non citare come, ancora una volta a fronte della sistemazione di migliaia di lavoratori precari (cosa condivisibile) ,non si vogliono collocare definitivamente all’interno del Consorzio di Bonifca Palermo 2 ,i 13 ex lavoratori della Cooperativa irrigua Jato . Sono, questi , i figli di nessuno? Pare proprio di si E il Sindaco di Partinico ?Mentre non ha avuto la sensibilità di fare loro una visita doverosa di solidarietà mentre occupavano ed occupano per protesta ,ovviamente ha trovato il tempo per andare ieri a Palermo con l’Assessore Parrino e con la protezione del rinviato a giudizio per voto di scambio con la mafia ,al fine di “bacchettare” la Soprintendente Mormino che avrebbe sconvolto ,con quella ormai famosa nota inviata dal suo ufficio al Comune giorno 21 c.m. ,i piani predisposti per privatizzare ,di fatto col nuovo Regolamento di gestione ,la Cantina Borbonica. Senza alcun pudore hanno avuto anche l’ardire di dire, seppur non pubblicamente ma ampiamente amplificati , che “:a questa (leggasi Soprintendente ) le faremo cambiare il provvedimento” . Cos’è? Siamo di fronte ad una nuova generazione di prepotentucoli da strapazzo e di periferia che pensano ,usando questi metodi spicci,che ormai il mondo sia nelle loro mani? Cos’è, una nuova classe di piccoli manutengoli del potere che pensano, rivolgendosi alla protezione di boss della politica regionale ed anche europea che ogni cosa in questa Sicilia sia sempre possibile? E che ne pensano gli antimafiosi Lumia, le pie donne come la signora Borsellino e la consigliera comunale Monastra che si è fatta rieleggere nel consiglio comunale di Palermo presentandosi nella nostra lista per prendere , subito dopo, il volo verso “altre storie” che di altro hanno soltanto il fumo che riescono a spandere per confondere le idee a quei quattro, generosi ,ingenui compagni palermitani sempre pronti a votare la prima immagine eterea che passa dal nostro Partito? In Sicilia ci sono ancora dei personaggi pseudo-politici i quali reputano che i funzionari siano al loro servizio ?Dunque anche questa volta lo sconvolgimento della Sicilia, con questa legge finanziaria, non c’è stato cosi’ come, purtroppo, non c’è più neppure uno straccio di cittadino che ha ancora voglia di rivoltarsi.
Toti Costanzo

venerdì 30 aprile 2010

MA LA MERDA NON COPRE SOLO LA MAFIA



Una delle qualità essenziali che si richiede a chi intende ricoprire incarichi politico-amministrativi e , dunque, di importante responsabilità è quella di non mentire mai e cioè di dire sempre la verità. Se si vuole ottenere il rispetto dagli altri .Coloro i quali mentono possono anche ottenere il consenso,possono anche tentare processi mistificatori con lo scopo di apparire per quel che non si è, ma la stima sicuramente no. Quella ,soprattutto dalle cosiddette persone “per bene” ,quella la si perde ed anche definitivamente . Questione di tempo. Or dunque è accaduto che a Partinico da due anni si è insediato un governo locale che, come tutti i governi, può essere discutibile nel senso che non sempre la sua azione corrisponde agli interessi generali, non sempre le decisioni ,le scelte ,vengono condivise e ,quindi, coloro che governano possono sempre essere oggetto di critica . Tuttavia se l’azione amministrativa è fatta in perfetta buona fede, allora si può affermare che i governanti vanno criticati ma sicuramente non disistimati e ,quindi ,gli si dovrebbe sempre portare rispetto. Appare evidente , a completamento di questo semplice ragionamento che il giudizio su di una Giunta o su di un Consiglio può anche non essere globale nel senso da coinvolgere IL TUTTO, l’insieme dell’organismo , ma può anche essere espresso nei confronti dei singoli. Ad esempio il giudizio che noi esprimiamo nei confronti dell’Assessore al Bilancio non ha nulla a che vedere con quello , assai severo, col quale giudichiamo l’operato di quello alla cosidetta Legalità. E il “cosidetta” è ,ovviamente, riferito alla idea tutta personale che di questa nutre l’Assessore al ramo . Costei, ad esempio, si è distinta non solo per la nota “vicenda di Via Fermi”, per avere abbandonato all’incuria il bene di via Mario destinato alle “stanze della legalità” di cui si sono perse le tracce ,per il ruolo che ha avuto nell’affossare la Consulta giovanile e smorzare l’entusiasmo di tanti ,per il disinteresse nei confronti del luogo sacro che è il Cimitero e che “va avanti” soltanto per l’abnegazione di quelle poche unità operative di cui dispone ,ma perché negli ultimi tempi ha dato il meglio di sé: in carovana -nel senso che si accompagna ad alcuni funzionari comunali costretti dal dovere a questo tour o meglio mesto pellegrinaggio - ha rallegrato alcune nostre tristi ed uggiose giornate con sopraluoghi ,verifiche,giudizi, annotazioni e mettendo nell’imbarazzo non solo il dott. Coppolino Comandate della P.M. ma soprattutto il Segretario Generale (entrambi costretti a seguirla per dovere d’ufficio) i quali, però, in queste occasioni durante le interviste rilasciate alle emittenti locali ,hanno manifestato un giusto ed equilibrato ruolo di osservatori senza alcun interesse. Mentre l’Assessore l’interesse l’ha, eccome se l’ha, per cui l’abbiamo visto storcere il naso durante la visita ai beni dei Madonia ( c’è qualcuno a cui sfuggono le ragioni di tanto interesse per quella "proprietà"?) proprio mentre in quel sito si lavorava e si davano esaurienti spiegazioni e documenti sull’attività . In altri luoghi, però, si sperticava per entusiamo e soddisfazione . E alla domada: “Assessore quando andrà a visitare il bene affidato al Gatto? ( ANCORA AD OGGI IN STATO DI TOTALE DEGRADO ED ABBANDONO ) ebbe a rispondere :” Presto, molto presto” .Sono trascorse un bel po’ di settimane e " vuatri ‘u viristivu ‘u sceccu ? E mancu ‘u patruni!“ . Per ritornare e concludere il ragionamento iniziale possiamo affermare, dunque, che un giudizio su di una Amministrazione comunale o un Consiglio comunale può essere articolato e parcellizzato . Fuori da metafora , ad esempio, diciamo che il giudizio che noi diamo sulla Giunta del Sindaco di Partinico non E’ UNANIME ma si articola e si differenzia da soggetto a soggetto. Ad esempio ,noi riteniamo che il Sindaco sia un giovane che secondo quanto affermato dallo psicologo e pedagogista svizzero Jean Piaget ,che fu amico di Danilo e frequentò Partinico ,potrebbe avere ancora non completato il suo sviluppo (evidentemente non quello fisico ) in ragione , secondo lo studioso, di quanto abbiano contribuito su di lui fattori esterni e ,nella fattispecie, l’ambiente e le sue interazioni sociali. In una parola vi è ancora in atto un processo di evoluzione non completato per cui si potrebbe affermare : “Dategli tempo perché il ragazzo si farà” . Tuttavia, a parte qualche punta di arroganza e sicumera e la cattiva abitudine a dare le responsabilità sempre ai precedenti amministratori (come i bambini che si vogliono discolpare ad ogni costo ) siamo convinti che si tratta, in linea generale, di soggetto avviato verso un processo di maturazione e in alcuni casi , forse,ha anche agito in buona fede. Certo ,oggi come oggi, potrebbe senz’altro essere nella condizione di ben gestire un’associazione di caccia e pesca mentre qualche riserva la nutriano per il come si occupa di un Comune come Partinico che una volta godeva di ampio e riconosciuto prestigio e che ,purtroppo, anche con la sua sindacatura è andato a “scinniri,a scinniri”. Ovviamente se volesse recuperare c’è sempre tempo.
Ma se troviamo qualche attenuante per il Sindaco la stessa cosa non possiamo dire di un altro suo Assessore .Costui, allevato politicamente parlando, nella vecchia dicci’ passò subito armi e bagagli non appena quel Partito entrava in declino ed emergeva con forza un Movimento guidato da un personaggio di straordinaria intelligenza ma di sfrenata ambizione al punto di “usare” tutto e tutti pur di arrivare allo scopo che era quello di gestire il potere, costi quel che costi .Eclettico, molto capace e fornito di spregiudicatezza, con qualità di navigatore a vista e nella condizione di intercettare i mutamenti e “tuffarvisi” .Si tratta , come ben si comprende, dell’inventore delle Rete alla quale il Nostro Assessore immediatamente aderiva, vi si identificava, ,ingurgitava, digeriva, assimilava e poi rielaborava adattandolo ai tempi , alle evenienze e alle situazioni . Il Nostro , all’epoca , solo per la sua giovane età non fu possibile “'ntrupparlo” con incarico di responsabilità amministrativa nei primi governi di Gigia Cannizzo (nell’ultimo, ovviamente, non c’era “trippa per gatti” come suole dire il buon Mimmo Consiglio Sindaco sopportato di Terrasini ) in caso contrario avrebbe trascorso anni di goduria immensa deambulando all’interno del Palazzo di città con imperio e determinazione, impartendo ordini, blandendo, ed esercitandosi nel gioco che rese famoso all’inizio degli anni ’60 Franco Franchi quando ci intratteneva in via Roma “vecchia” col gioco “d’a carta vinci e a carta perdi” che altro non era ed è se non un gioco di “illusione”, che serve per gabbare gli allocchi. Per cui dice a tutti “si”, promette anche se non dà, dice e non dice, ammette e poi ritratta. Un vero prestigiatore della parola.Tuttavia ,anche lui ha commesso un errore come quello della brillantina Linetti : é incappato ,ora, nell’incidente della Cantina Borbonica dove HA MENTITO PER LA GOLA ai suoi e agli avversari e trovando , per sua sfortuna lungo la sua tormentata strada non solo due intransigenti galantuomini della sua stessa “maggioranza” ma una forte opposizione e soprattutto personalità che hanno il senso della storia cosi’ come quello della “misura” . Che non hanno bisogno di smaniare ,né di “ammuttari”, perché vengono da lontano e con Peppino hanno condiviso tanto compreso lo slogan “La mafia è una montagna di merda”. Ma la merda, e costoro lo sanno bene , non copre soltanto la mafia. Buon 1° Maggio.
Toti Costanzo

domenica 25 aprile 2010

LA VICENDA DELLA CANTINA: TRAGI-COMMEDIA A PUNTATE DAL TITOLO "GLI ALLEGRI IMBROGLIONI DI PARTINICO"

I titoli si potrebbero sprecare: da “Gli imbroglioni” con Woody Allen, alla sgangherata “Banda degli onesti” con Totò e Peppino, ai “Due imbroglioni e mezzo” con Bisio e la Ferilli, senza dimenticare il gustoso “Gli allegri imbroglioni” con Stan Laurel e Oliver Hardy per non citare “Gli imbroglioni”, simpatica commedia con Walter Chiari ed il compianto Raimondo Vianello. I titoli, appunto, si potrebbero sprecare, ma si trattava di film cioè di narrazioni fantasiose, invenzioni dell’ingegno anche se da sempre la cinematografia ha attinto nella realtà del quotidiano della vita di uomini e donne.
“Gli allegri imbroglioni di Partinico”, invece, è UNA TRAGI-COMMEDIA a puntate, reale e cruda, nata dalla fantastica testa di due personaggi i quali, nell'arco di quasi un anno, hanno fatto ricorso a tutti gli espedienti, anche quelli più sconsiderati, per tentare di trasformare una cosa assai nobile come la Cantina Reale in un public house dove, fino alle luci dell’alba é anche possibile bere bevande e giocare alle “freccette” e a “domino” per uomini che si rifiutano categoricamente di diventare veramente adulti. Ma il public house sarebbe cosa di poco conto per loro che coltivano altri interessi e, dunque, bisogna fare di più: umiliare le vetuste mura, la religiosità laica dei luoghi con “tavolate” al suono della “Marcia nuziale di Mendelssohn e “gli evviva gli sposi” mentre fiumi di vino potrebbero bagnare l’asperità della pavimentazione ricostruita con preziosi ciotoli di mare e di fiumi che le maestranze hanno collocato uno per uno come quando si costruisce pazientemente un mosaico. Ma gli “allegri imbroglioni” non hanno vita facile. Trovano resistenza e trovano, soprattutto, tre consiglieri comunali che pur sostenendo politicamente i due per ragioni di “scelta di campo”, a me vecchio comunista tuttavia incomprensibili, dicono che non si può esagerare e fanno il possibile per convincerli che non si può, non si deve andare oltre. Tutti i tentativi non sortiscono alcun effetto. Fino all'ultimo sono irremovibili. LORO COMANDANO e, dunque, si fa così. Usciamo dalla metafora. L’Assessore Parrino, uno dei due citati personaggi, porta in Consiglio comunale il Regolamento che dovrebbe consentire public house e matrimoni dentro la Cantina. Lo difende fino alla fine e ne spiega le ragioni: non abbiamo soldi e dunque i soldi li devono dare i cittadini cui offriamo le prestazioni del bene monumentale per lo svolgimento di cerimonie varie. I Consiglieri di opposizione, ma anche consiglieri di maggioranza quali, in particolare, gli architetti Ignazio Buscio e Santino Aiello (quindi personalità di assoluta competenza in materia) ed entrambi parte della maggioranza, presentano in quella seduta degli emendamenti per eliminare le sconcezze. Ma quel Consiglio non li può approvare perché gli emendamenti devono ricevere un "parere tecnico" da parte degli Uffici comunali appositi che non possono darlo seduta stante, per cui la seduta viene rinviata a Martedì 21 aprile. Intanto il Comitato per la difesa della Cantina, tramite il prof. Masetto Aiello già Ispettore onorario dei beni culturali di Partinico, aveva inviato una informativa alla Soprintendenza che, per tale ragione, con una nota proprio del 21 aprile u.s. diffida l’Amministrazione a procedere all’approvazione del Regolamento con l’inserimento di quella parte contestata. La Soprintendenza, dunque, INVIA LA NOTA ALLE ORE 9,56 di Martedì 21 aprile al numero 091-8781807 (centralino del Comune di Partinico) CHE LA RICEVE. La nota è intestata al Presidente del Consiglio comunale e al Sindaco. La Soprintendenza, doverosamente, la invia anche al prof. Masetto Aiello che la fa avere ai membri del Comitato ed, ovviamente, al consigliere Aiello che del Comitato è, FIN DAL PRIMO GIORNO, componente. Dunque la mattina prima che abbiano svolgimento i lavori del Consiglio comunale, cioè giorno 21, IL COMUNE DISPONE DELLA NOTA. Ma da questo momento entra in funzione la strategia dei nostri . Negano di averla ricevuta, COSA ASSOLUTAMENTE IMPOSSIBILE PERCHE’ REGISTRATA NEL RELATIVO TABULATO E DUNQUE INOPPUGNABILE. A meno che l’addetto al fax non l’abbia nascosta volutamente. E allora la domanda è: chi è l’addetto al fax? Chi alle 9,56 era in quello specifico servizio? E perché non l’avrebbe consegnata ai destinatari? Per sapere la verità basta che il Segretario comunale - CHE NE HA LA RESPONSABILITA’ - operi una verifica perché tutto trovi spiegazione e la verità venga fuori. Ma il Segretario NON FARA’ ALCUNA VERIFICA perché non esiste alcun dipendente infedele e finirà come finì l’inchiesta sulla dott.ssa Ragona a proposito della vicenda del TOC sfasciato della distilleria. Infatti non è possibile che un dipendente abbia potuto occultare la nota (e poi dirò il perché) e, dunque, é stata nascosta ai consiglieri della maggioranza giocando con la loro stessa dignità. Tanto é vero che hanno anche avuto l’ardire di preparare un emendamento (sic!) da far loro approvare col quale avrebbero dovuto raggiungere un duplice obiettivo: aggirare l’ostacolo posto dalla Soprintendenza e fare approvare il Regolamento per avere così, QUELLA SERA, partita vinta. Una cosa da sfasciallitti che non può trovare giustificazione alcuna tant’è che i consiglieri ormai a conoscenza della nota della Soprintendenza si sono guardati bene dal firmare. A questo punto ,scoperti, ritirano l’atto con la protesta dell’opposizione sia interna che esterna costringendo, intanto, un frastornato e confuso vice Sindaco da poco insediatosi, a bacchettare sbagliando obiettivo prima il “suo” consigliere Aiello e poi a lasciare l’aula.
Tre ultime ma necessarie considerazioni.
La prima. Quel che appare assai sconcertante (ma perché poi?) in tutta questa faccenda è il ruolo dell’Assessore Parrino il quale ha anche avuto l’impudicizia di andare negli studi di Tele Jato, Sabato 24 c.m., con lo scopo maldestro di tentare di salvare la faccia (trovando ingiustificata compiacenza) col manifestare stupore perché la Soprintendenza – a suo dire- “avrebbe dato risposta ad un cittadino” (leggasi: Masetto Aiello già Ispettore onorario dei Beni culturali di Partinico!), che “ha ragione l’Assessore Armao che vuole rivedere il rapporto tra le Amministrazioni” (leggasi: annullare la sovranità decisionale della Soprintendenza e asservirla, ad esempio, al primo deputato di turno) per concludere che lui “non aveva mai avuto la nota della Soprintendenza”, che (incredibile ma ha detto proprio così) “non siamo innamorati della nostra proposta ma siamo sempre stati per il confronto (sic! e poi sic!) per cui ho ritirato l’atto”.
La seconda. Va respinta al mittente la vergognosa campagna, anche di stampa, specie contro l’architetto Aiello il quale, insieme all'architetto Ignazio Buscio, da consiglieri comunali non solo sono stati sempre coerenti e corretti fin dall'inizio di questa squallida vicenda con la linea del Comitato Cittadino per la difesa della dignità di un bene architettonico prezioso ma che, paradossalmente, hanno salvato con le loro iniziative la faccia anche ad una impresentabile Amministrazione comunale che l’ha persa nei meandri della cervellotica iniziativa e cioè quando ebbero l'ardire, come Giunta, di approvare quel Regolamento.
La terza. L’ASSESSORE PARRINO ED ANCHE IL SINDACO ERANO A CONOSCENZA ,FIN DAL SUO ARRIVO,DELLA NOTA DELLA SOPRINTENDENZA. Altro che scorrettezza dell’architetto Aiello nei confronti della “sua” maggioranza! In caso contrario nella citata intervista di Parrino a Tele Jato, l’Assessore avrebbe dovuto dichiarare“senza se e senza ma” (MA OVVIAMENTE SI E' BEN GUARDATO DAL FARLO): ”Lunedì aprirò una inchiesta per sapere quale dipendente abbia nascosto la nota agli Amministratori e chiederò il licenziamento dello stesso”. Quando farà questo - MA NON LO FARA’ - allora avranno ragione coloro che reputano i due amministratori persone non solo credibili ma sicuramente degne di amministrare ancora questa città. E, per quel che conta, ci ricrederemo pure noi.
Toti Costanzo

venerdì 23 aprile 2010

E BARTOLO, COME I PIFFERI, ANDO' PER SUONARE E FU SUONATO

Devo francamente ammettere che mi è capitato più di una volta alla fine della stesura di un post e a commento di avvenimenti o dichiarazioni sia del Sindaco di Partinico ma anche dell’Assessore Bartolo Parrino, di chiedermi se in quell'occasione non fossi stato “pesante” nel giudicare ed esprimere giudizi politici sulle persone oggetto della mia attenzione. E devo confessare che mi è capitato di modificare in corso d’opera quanto già scritto ritenendo, forse, eccessivo quel giudizio o commento anche se assolutamente GIUSTO. Le parole, a volte si sa, sono pietre. E, dunque, ho operato i dovuti aggiustamenti. Non mi pento d’averlo fatto anche se oggi userò senza alcun tentennamento, e quindi con forza, determinazione e razionale lucidità i giudizi che il Sindaco di Partinico, ma ancor di più l’Assessore Parrino, meritano in relazione a quanto è accaduto in questo ultimo anno per quel che riguarda la Cantina Borbonica ed il suo utilizzo e che ha avuto un epilogo Giovedì sera durante la seduta del Consiglio comunale. La vicenda è assai nota: un bene di inestimabile valore architettonico oggetto per circa un quarantennio delle attenzioni di un insieme di personalità della politica e della cultura locale che lo hanno salvato dal degrado e dall'abbandono, un finanziamento di oltre sei milioni di euro per il suo restauro con le finalità di “realizzazione del museo delle tradizioni storico-culturali ed agricole di Partinico ” (nota della Sovrintendenza BBCCAA di Palermo del 20.4.2010 n.d.r.), una incredibile decisione dell’Amministrazione Lo Biundo che ha avuto quale testa d’ariete l’Assessore Bartolo Parrino, il quale ha voluto imporre ad ogni costo e contro ogni logica di buon senso l’approvazione di un Regolamento attraverso il quale trasformare quel bene in un baraccone dentro il quale consentire la scandalosa possibilità di realizzare a pagamento matrimoni, battesimi, cresime e cose di tal genere. Una cosa mai vista in una città come la nostra che di “cose sconce” ne ha viste ed anche sentite tante e non avrebbe mai pensato che a riproporle potevano essere giovani cresciuti, si pensa, in un contesto politico e culturale almeno diverso da quello generale fatto di conservatorismo becero, opportunismi sconsiderati, miserevoli clientele, plebeismo incrostato e trasmesso da generazione in generazione. A contrastare con immediatezza (agosto del 2009) un Comitato costituito in buona parte dalle stesse personalità che hanno salvato quel bene con l’aggregarsi di tanti altri giovani e non che ha lanciato un grido di allarme iniziando un lungo e laborioso lavoro di informazione di convincimento, incontrandosi anche nel pieno dell'estate con lo scopo di convincere i due sciagurati a desistere dal loro sconsiderato intendimento. E poi i documenti, le interviste, il Convegno al palazzo dei Carmelitani, gli incontri con consiglieri della stessa maggioranza (Aiello, Buscio, Scianna) e dell’opposizione (Giovia, Piero e Renzo Di Trapani, Campione, Governanti, Salvatore Rizzo Puleo) anche loro convinti che sarebbe stato grave errore annullare con un provvedimento privo di alcuna giustificazione anni di sacrifici, lotte, impegno al fine di mantenere la “nobiltà” della Cantina. Né fu tenuta in alcuna considerazione, nella prima seduta consiliare in cui si doveva approvare il Regolamento, una nota distribuita ai consiglieri da parte del mio Partito che si era fatto promotore di una ricerca per verificare se beni del nostro territorio di analoga valenza come il Castello dei Conti di Modica di Alcamo, il Castello della Bronessa di Carini, la Torre Ventimiglia di Montelepre, oltre che Palazzo D’Aumale di Terrasini fossero utilizzati con le stesse finalità proposte dall’amministrazione di Partinico. Ovviamente le Amministrazioni del territorio hanno in grande considerazione “la storia” delle loro comunità e, dunque, mantengono la gestione utilizzando il loro personale e le loro risorse. L’epilogo di questa vicenda dagli squallidi contorni (bugie continue e manifeste, ipocrisia, dichiarazioni di disponibilità MA SOLO A PAROLE, contorsioni verbali, minacce velate ai consiglieri dissenzienti) è stato quello di Giovedì sera: un Consiglio comunale convocato con lo scopo di approvare il Regolamento come era stato congegnato e caparbiamente sostenuto dalla presunzione e dall’ottusa arroganza del Sindaco e dell’Assessore Parrino (che ne aveva difeso i contenuti senza alcun “pentimento”) fa scoppiare nelle mani dei due maldestri, il giocattolo. L’Assessore ed anche il Presidente del Consiglio (il Sindaco era assente per ricostruirsi a Salerno una verginità legalitaria persasi nei meandri della quotidiana azione amministrativa) non informano l'assemblea dei contenuti della nota inviata DALLA SOPRINTENDENZA il giorno prima e da loro ricevuta e con la quale, esplicitamente, la dott.ssa Adele Mormino e il Dirigente del Servizio scrivevano che “Questa Sovrintendenza ritenendo quanto previsto nella Deliberazione di G.M. n.172/209 un “servizio aggiuntivo” NON COMPATIBILE con il carattere storico-artistico del complesso monumentale….non condivide le iniziative proposte dall’Amministrazione e PERTANTO … ESPRIME PARERE CONTRARIO....PERTANTO SI INVITA CODESTA Amministrazione AD ELIMINARE..…L’ATTIVITA’ DI CELEBRAZIONE DI NOZZE, BATTESIMI O COMUNIONI CON ANNESSA TENUTA DI CATERING E CON POSSIBILITA’ DI ALLESTIRE BANCHETTI". Una nota esibita al Consiglio dai consiglieri Aiello e Buscio che ne erano in possesso e che dava ragione a quanti avevano operato con lo scopo di dare dignità alla Cantina Borbonica. Parrino, di fronte all’evidenza, è stato costretto a chiedere il ritiro della delibera e come i pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati, abbandonò a capo chino la platea non prima di avere ripetutamente e continuamente informato dell’accaduto il suo sponsor politico trascinato anche lui in questa sconsiderata vicenda.
Voglio aggiungere una ultima mia personale considerazione. Reputo di non condividere la richiesta fatta dal consigliere comunale Renzo Di Trapani che é quella di far dimettere l’Assessore Parrino. E non sono d’accordo con lui per una semplice ragione: Parrino non deve andarsene ma deve stare al suo posto e continuare ad operare così come ha fatto fino ad oggi perché, alla fine del suo percorso politico-amministrativo, tanti che lo hanno votato in perfetta buona fede e in lui avevano posto anche, perché no, qualche speranza per un cambiamento possano avere chiaro come sia possibile, e soprattutto per quali ragioni, avvengono i processi politici e culturali INVOLUTIVI (vi ricordate la campagna elettorale a viso aperto e in maniera plateale a sostegno dell’inquisito per voto di scambio con la mafia, on. Antinoro?) di cui è cosparsa, purtroppo, la storia anche recente della nostra città e che tocca - questo sì che é cosa assai grave - impensabili fasce di giovani consiglieri che agiscono in ragione del proprio interesse e miope immediato tornaconto piuttosto che operare per un processo di EVOLUZIONE di cui hanno bisogno loro, noi e l'insieme della nostra collettività .
Toti Costanzo

domenica 18 aprile 2010

L'ASSESSORE D'AMICO COME NEL WESTERN ALL'ITALIANA "PER QUALCHE SCAFFALE IN PIU' "

Non eravamo in tanti Venerdi' scorso al Palazzo dei Carmelitani all'assemblea organizzata da Totò Inghilleri e dalla sua organizzazione , la Confederazione Italiana Agricoltori. Tuttavia l'incontro è stato molto interessante non solo perché abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la piattaforma dell'organizzazione che rivendica il diritto alla tutela del comparto agricolo precipitato in una gravissima crisi ,ma perché se avessimo nutrito qualche dubbio sulla natura dell'Amministrazione comunale di Partinico , questo dubbio ha provveduto a fugarlo 'intervento dell'Assessore alle Attività Produttive, Vito D'Amico, presente insieme al Presidente del Consiglio Gioacchino Albiolo e ad alcuni consiglieri quali Renzo e Piero Di Trapani e Pino Giovia. Dunque a quell'assemblea intervengo sulle ragioni della iniziativa, porto la solidarietà del mio Partito manifestando l'intenzione d'essere presente alla manifestazione a Palermo il prossimo Martedi' e, senza alcuna polemica, sostengo come sia assolutamente non condivisibile che questa Amministrazione abbia azzerato, di fatto, l'Assessorato all'Agricoltura cioé lo strumento indispensabile per conoscere la nostra realtà agricola e indicare delle soluzioni, quelle possibili, utilizzando il personale esistente negli organici comunali.E si tratta di giovani tecnici diplomati insieme all'agronomo, il dott. Antonio Tinnirello ,che quell'Assessorato guidò durante l'ultima Giunta del Sindaco Cannizzo nella quale ho rivestito il ruolo di Assessore. Ricordai la costituzione di un Ufficio Tecnico per l'Agricoltura, le iniziative, il contributo della Commissione consiliare tecnica ripristinata dopo alcuni anni di irresponsabile inattività, l'impegno a sostegno dei serricultori ,denunciai come il carrozzone Consorzio di Bonifica Palermo 2 avesse ,di fatto, chiuso gli uffici di Partinico col totale silenzio di Lo Biundo e compagnia( che fa, glieli diamo gratuitamente al Consorzio i locali di via Cesare Rossarol?)costringendo i dipendenti a fare la spola tra Partinico e Palermo per una quotidiana quanto inoperosa inattività che umilia la loro professionalità di operatori dell'agricoltura mentre la stagione irrigua é alle porte e l'acqua DIVENTA STRATEGICA PER SOSTENERE LA PRODUZIONE SOPRATUTTO ORTICOLA. Ovviamente l'intervento non aveva alcun sapore polemico (anche perché non era proprio il caso in quel contesto) ma poneva problemi precisi e aveva il diritto d'avere una risposta non certo al sottoscritto che interveniva in quel contesto sicuramente non a titolo personale quanto ad un Partito che , piaccia oppure no a D'Amico e a Lo Biundo, ha avuto, ha ed avrà anche nel futuro un preciso ruolo nel panorama della vita della nostra città e che a questo ruolo non intende certo rinunciare .Né va dimenticato ,perché D'Amico ne faccia memoria ,il ruolo di Rifondazione nella vicenda della concessione dell'area di contrada Margi al Consorzio COSAR, di cui D'Amico é uno dei soci ,durante l'ultima Giunta Cannizzo quando questo Consorzio, però,si muoveva nella LINEARITA' E NELLA COERENZA ,cioé prima del “cedimento” e del compromesso con la società Policentro che rappresenta un groviglio di interessi dentro il quale si é appena iniziato a leggere. Un Partito, Rifondazione ,che riteneva una volta vinte le elezioni con Motisi ,si dovesse affidare al Movimento degli artigiani perché si trasformasse in uno strumento “realmente politico” ,la vicesindacatura cioé il più prestigioso riconoscimento che si potesse dare ad un alleato politico .Fu cosi' che Giuseppe Varvaro segretario del CNA cui il Consorzio era espressione divenne vice sindaco non senza un giustificato mal di pancia del Partito dei DS che con Mommo Ferrara e Alfredo Rubino partecipò ad un incontro decisionale e che a quell'incarico aspirava .I fatti hanno dato torto a Rifondazione comunista e sopratutto al sottoscritto perché non solo quel gruppo non si é mai trasformato in uno strumento politico al servizio della città e dei suoi interessi ma é rimasta in piedi la ragione per cui era nato: un gruppo di soggetti con una chiara strategia fatta di machiavelliche voltafaccia ed anche di “tradimenti” politici ", di opportunismi ai limiti del cinismo fino ad un certo punto mascherato perché poi, caduta la maschera, si manifestasse per quel che realmente é e cioé un gruppo di interessi collocabile indifferentemente a destra come a sinistra . D'altronde chi diceva che i soldi non hanno odore ?Dunque al palazzo dei Carmelitani piuttosto che dare risposte chiare e precise, l'Assessore disquisi' sulla loro storia,” sui trenta giorni in cui ci siamo incatenati al Municipio “, su quanto questa Amministrazione stava producendo in termini di sostegno all'agricoltura citando la transazione tra Amministrazione e mercatari ( lo sa ,D'Amico che si tratta della terza firma in quanto questa transazione é stata firmata una prima volta con la Cannizzo e una seconda con Giordano ?) fosse già cosa fatta , che aveva chiesto ai supermercati locali di collocare qualche scaffale in più perché i produttori potessero vendere la loro merce (sic!) e infine che ,appena aggiustati gli altri stands del mercato ortofrutticolo ,si sarebbe consentita la vendita diretta anche ai produttori locali . Una piattaforma “di ampio e notevole respiro” fondata sul mercato ortofrutticolo e sul ruolo dei supermercati locali . Una STRATEGIA che ci dice con chiarezza in quali mani é realmente finita la politica e l'azione amministrativa di questa nostra città.

Toti Costanzo

giovedì 15 aprile 2010

SALVO LO BIUNDO INTESO "IL FURBILLO"



Ho volutamente atteso alcuni giorni con la speranza che , sulla questione che dirò, da parte della “politica” cittadina si esplicitassero giudizi o anche considerazione. Niente di tutto questo per cui reputo opportuno esprimere la mia modestissima opinione su di una recente delibera della Giunta e ,soprattutto, sulle successive dichiarazioni del Sindaco rilasciate alle emittenti locali sulla questione. Dunque la Giunta Lo Biundo approva una delibera con la quale ,a quanto è dato sapere,si rivolge alla Provincia di Palermo il cui Presidente Avanti è anche Presidente dell’ATO idrico ,per verificare se esistano le condizioni di rescissione del contratto con l’APS cioè la società alla quale Lo Biundo ,appena insediatosi, trasferiva armi e bagagli -cioè l’acqua e gli impianti dei partinicesi - ma teneva sul groppone del Bilancio comunale quasi tutti i dipendenti dell’acquedotto mentre l’APS procedeva a nuove assunzioni di partinicesi parenti anche di ex sindaci . Anche Lo Biundo ha armeggiato con la Società? Questo non è ancora chiaro e dunque mi reputo esente ,per ora, da qualsiasi giudizio. Quando avrò altri elementi conoscitivi sulla faccenda ne parlerò come è sempre stato mio costume.Dunque la mossa di Lo Biundo (il quale sa bene come stanno le cose ma ,soprattutto, lo sa l’Assessore Giovanni Pantaleo che é stato costretto a seguire più da vicino la vicenda APS) è questa: io comunico all’opinione pubblica che sono incazzato con la Società e siccome da un momento all’altro arriva l’ennesima mazzata per quel che riguarda le somme da pagare alla stessa per un servizio che nulla ha di più di quello gestito direttamente dal Comune e siccome, tra le altre cose,le perdite non vengono sistemate, l’agibilità delle strade sottoposte a lavori non vengono ripristinate , le buche non coperte , i contatori non collocati e , dunque, i cittadini hanno motivo di lamentarsi allora ,come si suole, dire “pigghiu ‘u corpu avanti” ,”mpupo” una delibera con la quale faccio finta di assumere le difese degli elettori già abbastanza incavolati per quel che riguarda il servizio dei rifiuti solidi urbani e i costi dell’ultima tariffa , vado in televisione a rilasciare dichiarazioni spontanee e cosi’ spero di potermi salvare dalle ire di chi ,soprattutto,ha avuto la sventura di eleggermi.Si tratta di una forma di furbizia tutta partinicota convinto com’è che la città sia costituita da una massa di imbecilli che non pensano e che soprattutto non parlano. Ora tutto questo operare di Lo Biundo potrebbe avere una sua credibilità solo se non ci fosse un elemento che come , nei films polizieschi, fa scoprire in maniera facile facile l’assassino e quindi, di fatto, la scoperta del reo cioé Lo Biundo stesso.E qual’è questo elemento? Semplice: è ciò che è stato deliberato nella seduta del Consiglio comunale del 18 novembre 2009 ,alla fine della quale l’organo di rappresentanza invitava all’unanimità il Sindaco ( che si dichiarava assolutamente d’accordo) ad operare per la rescissione del contratto con la Società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti perché il disservizio era assai palese, la raccolta differenziata mai decollata, le disfunzioni a tinchité .Vi ricordate? I Consiglieri Giovia,Piero Di Trapani e Diego Campione presentavano il documento poi votato da tutti , citavano lo Statuto della Società che era indiscutibilmente lo strumento che metteva questa ,e per le sue palesi inadempienze con “le spalle al muro” a causa delle tantisime violazioni del contratto e , dunque, Lo Biundo se voleva veramente fare gli interessi dei suoi concittadini , ed ora essere credibile nel contrastare l'APS, avrebbe dovuto IMMEDIATAMENTE IL GIORNO DOPO RESCINDERE IL CONTRATTO con la Società Servizi Comunali Integrati . E invece Lo Biundo non ne fece alcunché, violò il patto contratto col Consiglio e continuò come se nulla fosse. Perché? Qualcuno sostiene che il giovane Sindaco ora anche in possesso di una laurea, aspetta che si concretizzi la riforma dell'ATO rifiuti, che si costituisca una nuova società di gestione sul piano provinciale per trasferirsi in questa nuova società quale nuovo dipendente. La cosa é umanamente assai comprensibile tuttavia un Sindaco con "la schiena dritta" ,cioé uno che ha messo in discussione l'attuale Società frutto di accordi politici tra partiti del centro destra ,non lo assumerebbe nessuno in quanto poco accondiscendente ai voleri dei potentucoli regionali e dunque assai pericoloso per la legalità . E, allora ,la domanda è questa: ma se Lo Biundo ha già violato un impegno che DIPENDEVA SOLTANTO DA LUI ONORARE ,come può avere credito quando sui problemi dell’acqua le decisioni dipendono dagli altri e nella fattispecie dalla Provincia di Palermo? Infatti Avanti ha fatto spallucce come a dire: sciocchezze. Dunque l'operazione delibera per chiedere "lumi" alla Provincia altro non sarebbe se non un tentativo maldestro che nel settore della comunicazione si potrebbe definire “ tentata operazione immagine prematuramente abortita” .E cosi' Salvo Lo Biundo in maniera “furbilla” come soleva ripetere un mio caro amico medico a proposito delle furbate di Giordano,pensa di avere gabbato lo santo. Cosa ci sarebbe ancora da commentare ?
Toti Costanzo

domenica 11 aprile 2010

AD ALCAMO LA "GIUSTIZIA" FA IL SUO CORSO.NELLA "BANANA REPUBLIC" SI TACE !




C’è una notizia che , di recente, mi ha colpito oltre che interessato e della quale ci ha informato non solo l’emittenza locale e la stampa ma soprattutto alcuni nostri lettori che hanno mandato un commento sulla vicenda. Si tratta del rinvio a giudizio del Sindaco di Alcamo Scala e –come ci scrive “Demetrio” in un commento ad un nostro post – del “suo “ segretario. Ovviamente si tratta non del segretario personale di Scala quanto del Segretario generale di quel Comune ma che lo fu per cinque anni ,e durante la gestione di Giordano, anche del nostro .Dunque Scala e Ricupati vengono rinviati a giudizio e , come ci scrive Niko Party, ” per abuso d’ufficio e falso ideologico per avere arrecato un ingiusto danno al Comune ed un ingiusto vantaggio ai due consulenti “ e ,aggiunge “Michele S.”, per “falso ideologico per avere attestato nelle determinazioni di incarico di consulenti che all’interno dell’Ente non vi erano idonee figure professionali che avrebbero potuto svolgere quel servizio particolare come previsto dal regolamento per la organizzazione degli uffici e dei servizi” Dunque ,Sindaco e Segretario generale vengono rinviati a giudizio, ci sarà un processo e ,alla fine, anche una sentenza. Noi non apparteniamo alla categoria dei “giustizialisti” e, quindi, aspetteremo la decisione finale della magistratura non solo per la curiosità che crea questo caso PIU' UNICO CHE RARO NEL NOSTRO TERRITORIO quanto per altra più specifica ragione e cioè CAPIRE perché ad Alcamo è bastata una semplice DENUNCIA ANONIMA arrivata alla Polizia di Stato per far scattare un’inchiesta MENTRE NELLA NOSTRA CITTA’ NON SONO BASTATE NE’ BASTANO LE DENUNCE né quelle all’interno del Consiglio comunale né quelle attraverso soprattutto la stampa ed anche le tivvù locali . Vi ricordate la nomina di un giovanissimo ingegnere di Monreale a capo del nostro Ufficio tecnico sebbene nell’organico del nostro Comune operassero almeno 4/5 tra ingegneri e architetti cui affidare quell’incarico ? E, dopo le dimissioni dell’ingegnere Gullo , vi ricordate la incredibile quanto scandalosa nomina a capo dello stesso settore tecnico del Segretario comunale ( lo stesso che ad Alcamo è stato rinviato a giudizio) in palese violazione della normativa sugli Enti locali oltre che quella relativa proprio al Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi comunali ? E che dire del ricorso alla nomina ciclica di vigili urbani quali “Comandanti” della Polizia Municipale -sebbene in presenza di un UFFICIALE parere negativo del responsabile del settore Risorse umane - in sostituzione del titolare dott. Grillo esautorato ILLEGALMENTE dal suo incarico e che vide protagonista l’ex Sindaco Motisi? Giustamente oggi Rocco Lo Porto ,che ricopri' anche lui quell’incarico anche con Lo Biundo ,chiede all’Amministrazione il riconoscimento economico per il lavoro svolto nella qualità di capo della P.M. trascinando in giudizio il Sindaco mentre l’ex Comandante la P.M.,Grillo, pretende il risarcimento dei danni morali e materiali per essere stato estromesso SENZA MOTIVAZIONE GIURIDICA ALCUNA dal suo incarico . E quella vertenza la vincerà di sicuro.Per non parlare,appunto, dell’attuale Amministrazione della quale abbiamo denunciato alcune “cosucce” ( come soleva scrivere un ex senatore) assai eloquenti e non certo ai limiti della legge come , ad esempio, l’ingiustificato ricorso a professionisti esterni seppur in presenza di un Ufficio Legale, la scelta di assegnare il bene di via Fermi confiscato alla mafia con una procedura ( la legittimazione alla costituzione in Associazione Temporanea di Imprese per soggetti che operano nel settore del sociale e del culturale ) che non ha alcun plausibile oltre che legittimo riscontro nella giurisprudenza attuale oppure quel che ci scrive sempre “Michele S.” ,quale suo commento al nostro ultimo post , in riferimento alla nomina dell’attuale Responsabile del settore della P.M. Né si può tacere dell'attuale Segretario Generale del Comune di Partinico che diventa Responsabile del settore Affari Generali e Legali, Responsabile del Settore di staff del Sindaco oltre che ricoprire anche il ruolo di Ragioniere Generale .Noi non conosciamo personalmente il dott. Pioppo ma ,vista la quantità di ruoli che ricopre( l'abbiamo anche visto in occasione di sopraluoghi a beni confiscati ai mafiosi di Partinico in compagnia dell'Assessore Panzavecchia) avrà sicuramente delle particolari qualità e doti di assoluta eccezionalità di cui non possiamo che provare piacere .
Ora, tutte queste "operazioni" si sono svolte nel tempo e hanno coinvolto,ovviamente, più sindaci unanimente convinti ( la famosa sindachite) di non rispondere ad alcuno sopratutto quando hanno inteso, con assoluta disinvoltura ,usare beni pubblici e pubblici poteri al fine di gratificare con “donazioni” quanti si sono prodigati per la loro affermazione . Addirittura alcuni dei beneficiari ,nelle ultime elezioni comunali ,si erano candidati a sostegno di Lo Biundo a Sindaco della città .Si é trattato di voto di scambio? Ma quando mai si é trattato di "affettuosa" e convinta adesione ad un "progetto politico" che l'attuale Sindaco aveva da tempo nella testa . Certo mi si può dire che si tratta soltanto di singoli ma significativi esempi anche se possiamo rassicurare che l’elenco non finisce , ovviamente, qui. E NON E' MAI ACCADUTO NIENTE . Per cui i casi sono due : o hanno ragione coloro i quali ,nostri Sindaci, avrebbero commesso quegli "abusi" che abusi ,allora ,non sono e dunque ha torto il GUP di Trapani che rinvia a giudizio Scala e Ricupati oppure gli abusi ci sono ma a Partinico , specie di "Banana Republic", vengono coperti PER INSPIEGABILI RAGIONI ,DA UNA INGIUSTIFICATA,INTOLLERABILE, OMERTA' ISTITUZIONALE .
Dunque ad Alcamo si indaga, si mette in moto la macchina della “giustizia”, si cerca di colpire chi avrebbe sbagliato manipolando le leve del “potere” mentre A PARTINICO SI TACE per cui gli amministratori possano fare quel che vogliono stracciando leggi, codici, regolamenti ed anche le buone e consolidate consuetudini. Una forma , appunto, di OMERTA’ che avvolge come una nuvola la nostra città, il suo territorio, le sue istituzioni .Una cosa preoccupante che mette a rischio non solo la legalità ma i principi su cui si fonda il nostro fragilissimo, ormai ,sistema democratico . Tuttavia da inguaribili ottimisti come siamo, ma sopratutto da comunisti mai pentiti , andiamo avanti cantando con De Gregori e alla faccia loro :"L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste" Quell'Italia ,e sopratutto quella Partinico ,per cui da decenni ci battiamo .
Toti Costanzo