lunedì 23 giugno 2014

OVVIAMENTE NON SIAMO D'ACCORDO COL SEGRETARIO DELLA CAMERA DEL LAVORO DI PARTINICO


La presenza di una delegazione di Rifondazione Comunista all’annuale cerimonia per ricordare l’eccidio della Camera del Lavoro del 22 giugno del 1947 dentro i cui locali in Corso dei Mille furono trucidati due compagni comunisti Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono ed altri due ,Andrea Mazzurco e Leonardo Addamo feriti gravemente,rappresenta la continuità ideale tra il nostro passato e l’impegno mai venuto meno a difesa dei lavoratori e a sostegno dei diritti dei piu’ deboli. Cosi’ è stato ieri con la nostra presenza-testimonianza davanti la targa da noi apposta  quali fondatori dell’Osservatorio per lo sviluppo e la Legalità”Giuseppe La Franca” ,insieme alla CGIL di Partinico (l’avremmo potuto fare come Partito ma quel sacrificio è sangue di tutto il nostro popolo) e cosi’ continuerà ad essere per noi comunisti perché il ricordo del loro sacrificio della vita  e la memoria da tenere viva rappresentano ancora una delle tante ragioni della nostra esistenza politica.
Abbiamo apprezzato la presenza di dirigenti della CGIL a diversi livelli cosi’ come quella di Filippo Aiello Presidente del Consiglio comunale di Partinico.Doverosa anche quella di Giovanni Pantaleo a rappresentare l’Amministrazione comunale davanti a tanti familiari dei compagni uccisi.Il Sindaco,ovviamente e come sempre, assente nella occasione  di questi importanti appuntamenti .
Il discorso del nuovo segretario della Camera del Lavoro di Partinico,Vito D’Anna,è stato assai efficace per quel che riguarda il volere ricordare gli oltre 50 sindacalisti uccisi nel dopoguerra e a Partinico,oltre i compagni Casarrubea e Lo Iacono,il comunista Michelangelo Salvia sindacalista ucciso l’8 maggio del 1947 pochi giorni dopo la strage di Portella delle Ginestre.Scrive Giuseppe Casarrubea,storico e figlio del nostro compagno assassinato,che Michelangelo Salvia,anch’egli dirigente della Camera del Lavoro di Partinico.“fu ucciso con dei colpi di arma da fuoco sparatigli in bocca perché Michelangelo non aveva peli sulla lingua.La gente parlava,lo Stato era omertoso e depistava…” ’ E sulla tomba di Michelangelo,che aveva appena 34 anni,i familiari hanno scritto.” barbaramente ucciso da una mano sopraffattrice per chiudere la bocca portatrice di verità insopprimibile su tutti gli uomini che soffrono.I buoni ed onesti cittadini lo ricordano fulgido esempio di onesto lavoratore”.
D’Anna,dunque,ieri davanti la targa che ricorda il sacrificio di quei compagni ha portato un apprezzabile contributo per una eventuale,augurabile ripresa della discussione storica sul ruolo della mafia anche nella città di Partinico,sulla vecchia e su quella di oggi,su quello dei comunisti ed il loro tributo di sangue per l’emancipazione del mondo contadino e del lavoro,ma commette poi un gravissimo errore politico (noi pensiamo in perfetta buona fede) quando raccatta  qualunquistici argomenti quotidianamente diffusi a piene mani sul ruolo del Consiglio comunale di Partinico assommando in unico giudizio chi si batte per la legalità e l’affermazione dei diritti degli ultimi,l'efficacia dei servizi e contro le diffuse clientele  e chi usa lo strumento politico del governo della città per demolire ogni giorno di più quel che di buono in tanti anni di lotte e di sacrifici seppero costruire chi alla politica diede anche la vita al contrario di chi ,anche oggi, ne trae indubbi vantaggi personali e di gruppo.Esattamente quel che fanno l’attuale sindaco e buona parte dei suoi sostenitori nel Consiglio comunale.Ovviamente,quello di D'Anna,é stato un argomento che suona utile ad una amministrazione comunale non sempre presentabile quando non inetta ed inefficace e che in tal modo ha la possibilità di nascondersi,mimetizzarsi nell'ambiguità delle parole e dei giudizi errati.Altri,invece,e tra questi i due compagni consiglieri Gianluca Ricupati e Valentina Speciale che della tradizione politica e culturale di quella Camera del Lavoro,di quel Partito e di quegli uomini sono eredi e continuatori,si spendono perché dal mare del pressappochismo,della subordinazione, delle clientele,dell’ignoranza emerga un nuovo,diverso modo di governare e guidare un Comunità.
Certamente abbiamo condiviso alcune delle cose dette da Filippo Aiello che ha voluto ricordare.nel suo intervento,l’impegno di tanti consiglieri(certamente non di tutti) non solo nel presentare proposte ma nel dare indicazioni all’amministrazione comunale per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori della nostra città.Noi siamo consapevoli che dall’uccisione dei compagni Salvia,Casarrubea e Lo Iacono tanto tempo è passato e tanto è cambiato nella nostra Società e che questa Camera del Lavoro non è,ma non potrebbe più essere,quella che costruirono quei compagni insieme a Turiddu Termine.Una cosa è certa,però,che questo importante organismo debba riprendere a discutere ,a proporre e proporsi,a confrontarsi  con la città ed i suoi problemi anche con chi di quella tradizione è erede.Potrà essere utile non solo all’organismo sindacale e ai suoi dirigenti ma ai cittadini interessati ed anche a noi.Lo sarà sicuramente per l’assessore Pantaleo al quale ,in dissenso con quanto ebbe a dire ieri nel suo intervento-" non cé più destra e non c'é più sinistra"-,gli diciamo nel volerlo rassicurare che c'é la destra e c'é anche la sinistra,modesta quanto si vuole ma viva, vivace,propositiva,attiva e che non baratterà mai i suoi valori.E poi c'é un mare di qualunquismo dilagante dentro cui c'é di tutto e di più.Dentro cui c'é buona parte di questa amministrazione e di questo Consiglio comunale.E infine ci sono   anche coloro i quali (ma non ci risulta,per la verità,sia quel che pensa Pantaleo) che per fermare l'emigrazione, ad esempio,propongono di affondare i barconi dei migranti disperati,a cannonate.Ma questi rappresentano "il fango"della nostra società,quello che seppur assai minoritario e che si manifesta in tante altre forme, é  sicuramente presente nella nostra città . 
Toti Costanzo




domenica 22 giugno 2014


IL 22 GIUGNO DEL 1947 VENIVANO ASSASSINATI DENTRO LA CAMERA DEL LAVORO DI PARTINICO I COMPAGNI COMUNISTI GIUSEPPE CASARRUBEA E VINCENZO LO IACONO. I COMUNISTI DI PARTINICO LI RICORDANO QUALI COSTRUTTORI DEL PARTITO E VITTIME DELLA FURIA ANTICOMUNISTA CHE IMPERVERSO’ IN QUELL’ANNO NEL NOSTRO TERRITORIO.PER RICORDARE IL LORO SACRIFICIO E QUELLO DI ANDREA MAZZURCO E LEONARDO ADDAMO CHE RIMASERO FERITI IN QUELL’ATTENTATO, RIPORTIAMO L’INIZIO DI UN POST DEL PROF. GIUSEPPE CASARRUBEA,FIGLIO DEL NOSTRO COMPAGNO, CHE SI PUO’ LEGGERE INTEGRALMENTE SUL SUO BLOG.

 

 

 

 

 

Stragi del 1° maggio e del 22 giugno 1947: esecutori e vittime

Pubblicato il di casarrubea
Giuliano chiede armi  al Comando militare americano tramite Stern
Giuliano chiede armi al Comando militare americano tramite Stern
Il prossimo 22 giugno, domenica, alle ore 9,30 la Camera del Lavoro di Partinico (Via Roma) commemorerà il 67° anniversario degli assalti contro le sedi della CGIL della provincia di Palermo. Con l’occasione pubblichiamo, di seguito, altri stralci della Sentenza di Appello del 1956, oltre quelli indicati in alcuni post precedenti, con le seguenti avvertenze:
1) È comprovata anche in sede giudiziaria, oltre che di ricerca storica, la continuità dell’azione di Portella del 1° maggio 1947 con quella degli assalti alle sedi di sinistra e alle Camere del Lavoro di Partinico, Cinisi, San Giuseppe Jato, Monreale, Borgetto, Carini avvenuti il successivo 22 giugno.
2) Pasquale ‘Pino’ Sciortino è condannato non solo per la strage di Portella della Ginestra, ma anche per quella di San Giuseppe Jato, conoscendo egli meglio quei luoghi.
3) Per la strage di Partinico è condannato soltanto Salvatore Passatempo, già deceduto all’epoca della sentenza di Viterbo (1952). Ma è evidente che egli non poteva essere da solo visto che vari rapporti delle forze dell’ordine parlano della presenza di un commando di ben quattro individui, mai identificati ufficialmente, che presero d’assalto la sezione del Pci/Camera del Lavoro, quella sera di domenica 22 giugno. I bossoli di risulta trovati a ter le bombe a mano del tipo SRCM, ci dicono che i terroristi fecero uso di armi da guerra.
4) Tra i feriti di Partinico viene incluso anche Gaspare Ofria. Ma si tratta di un errore madornale del quale abbiamo ampiamente parlato nelle nostre ricerche, ad esempio in Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato (Milano, FrancoAngeli, 1997).

   

domenica 15 giugno 2014

IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI DI TOTO' LOBY.DALLA TUNISIA IN BULGARIA CON FURORE



La telefonata lo aveva letteralmente disorientato.Il contenuto della stessa provocò su di lui un tale sconvolgimento paragonabile soltanto all’effetto di uno shock cardiogeno quando investe una persona.Pensava ad uno scherzo.Vuoi vedere che si tratta dei soliti comunistelli i quali oltre a renderci la vita difficile dentro la sala consiliare o con il loro odioso e petulante face book,con comunicati ed interviste ora lo fanno anche per telefono? Ma no,la voce era proprio quella di Antonello che tu puoi imitare in tutto-fumosità,prepotenza,arroganza,presunzione,supponenza- tranne che per i suoni che emette la sua inconfondibile voce e soprattutto il suo inimitabile dialetto palermitano delle parti di Ballarò.No ,era proprio lui,tale e quale il protagonista del film del ’51 con Walter Chiari e Isa Barzizza “ Era lui…si’,si’!”
Gianli pensò che la notizia era talmente ...ma talmente .che andava portata come si suol dire postu ‘ncasa. Gli disse al telefono”arrivo” e si fiondo’,catapultandosi in un baleno,dentro la Sala degli Specchi in quel momento invasa come al solito da saltimbanchi,richiedenti,proponenti,riceventi,estensori,porgitori,questuanti,affaristi,acquirenti,venditori di fumo,imbonitori da strapazzo,ripropositori di veline a pagamento.Addirittura Toto’ chiama Saro 31.31 stava effettuando un prelievo a Peppe disteso su di un divano che aveva rischiato un collasso appena saputo della presentazione,nell’ultimo minuto utile,di una domanda di incarico tendente a togliergli lo scopo di tutta la sua vita:il comando,che come è a tutti noto, è megghiu di f….”.
‘Ntrea,che non manca mai,si teneva la testa tra le mani perché inutilmente chiedeva da settimane a don Diego de la Vega ora inteso El Zorro per la velocità con la quale elimina pure le frasche dai più piccoli androni,di togliere la vergogna dei rifiuti accumulati a due passi dai 108 alloggi.I suoi vicini di casa,che lo avevano da anni gratificato ad abundantiam di consensi elettorali,da troppo tempo disperati un recente pomeriggio avevano addirittura tentato di salallu (dal verbo “salare” attività diffusa nei paesi costieri quando si lavoravano le sarde salate messe dentro ‘u baraloccu  per poi commercializzarle ma che i ragazzi avevano trasformato in un crudele rituale:abbassamento forzato di pantaloni e con sabbia mischiata all'acqua strofinare le intime parti ) ritenendolo responsabile del tutto..
Gianli chiese ascolto ed ascolto ebbe.Disse trattenendo il fiato e balbettando per l’emozione :
”Amici compagni,camerati,conoscenti,richiedenti,etc.etc. vicini e lontani,ascoltate”.E racconta del contenuto della telefonata di Craco che a sua volta aveva ricevuto una telefonata da Matteo il bulletto che fa il Premier (irriverente definizione di un tal giornalista Alessandro Robecchi).E Matteo cosi’,sostanzialmente,ebbe a comunicare:scelgo Toto’ Loby da Partinico perché da una indagine commissionata su tutto il territorio nazionale,rappresenta il prototipo del vero nuovo amministratore del nuovo Partito Democristiano.Egli,infatti,ha tutti i requisiti richiesti che si elencano in ordine:avere cambiato non meno di sette gruppi politici o Partiti di destra,di centro e anche di sinistra;manifestato forte propensione al tradimento meglio se nei confronti dei“compari di tazza”;mentito sempre  perché soltanto mentendo si può politicamente sopravvivere umiliando la verità che è materia per gonzi;avere una concezione padronale del Comune cedendo a galoppini beni di pubblica proprietà;gratificato con incarichi a pagamento e allegre concessioni edilizie gli zuini tienisacco e porta voti;possedere una notevole capacità di far falsare carte,documenti,graduatorie;saper costruire in pochi anni e dal niente,una posizione economica trasformandosi,di volta in volta,in impresario energetico,della ristorazione ed affini.E infine essere capace di tutto questo ed anche di piu’.Per tale ragione lo inviava in Bulgaria insieme a non più di due collaboratori per un gemellaggio con la città di Vraca (nome di chiara ed evidente origine siciliana perché “vraca” dalle nostre parti significa una sula  latata di un paru di causi ) e cioè,e con tutto rispetto, sinonimo di popolazione che non possiede neppure un paio di pantaloni” tanto è sbracata nel senso di afflitta.E più un popolo è afflitto (la nostra Partinico,ovviamente,ne viene esclusa!) e più è soggetto a speculazione e si possono fare affari.Dunque in Bulgaria si possono fare affari cosi’ per come è stato in Tunisia dove,è vero,che alla popolazione  pu’ pitittu ci suranu puri ‘i renti  ma dove con i buoni uffici di Mimmuzzu,che si sa girare, si possono fare affari d’oro.Si tratta di terre vergini che appena arriva uno come Totò i popolani gli si inginocchiano cosi’ come fecero i poveri indigeni alla presenza dei vetrini colorati portati in dono dal nostro Cristoforo in quei ricchi lidi nel lontano 1492 e che ,letteralmente, spoglio' di tutto .Dunque dovevano partire soltanto in tre.Gianli presentò immantinente la sua candidatura considerato che nel precedente viaggio,seppur ne avesse diritto e caratteristiche,era stato escluso mentre Jhonny 2 che mai nulla gli aveva chiesto,lo guardò con tenerezza ma senza profferir parola.Toto’ capi’ e con un leggerissimo abbassamento del capo gli disse di si.Don Peppino Barby protesto’ ma inutilmente;Pinuzzu ebbe a dire che data la sua ultratrentennale esperienza nella sanità locale poteva essere di utilità per quella popolazione;l’assessore Sciaboletta Due che voleva imbarcarsi ad ogni costo non appena ebbe a comprendere come il 5% della popolazione bulgara fosse di etnia Rom,declino’ l’eventuale invito.Non sia mai che uno cresciuto con i valori di Dio,Patria e Razza si possa mescolare con quei quattro straccioni.Toto’ chiese tempo e chiese soprattutto se il primo incontro,ovviamente riservato,potesse averlo con Sofia.Gianli,che è sicuramente più allittratu gli spiego’ che Sofia non era una signora ma la capitale di quel Paese.Totò incasso’ con la solita faccia di bronzo ma ebbe ad insistere:”E’ allora possibile incontrare l’attrice-regista bulgara,quella Michelle Bonev amica della Pascale e dell’ex  Cavaliere Baconchi?”.Anche questa volta la risposta fu un no deciso ma con l’apertura di uno spiraglio nel senso che Gianli gli diede ad intendere che,comunque,li’ sul posto cocchi cosa ci putia puru nesciri.Partirono accompagnati all'aeroporto da una schiera infinita di lecca-lecca.
All’aeroporto si registrarono,destinazione Vraca,Totoscki Vassiliev Lobylundov,Ivan Petrov Provenzanoscki e Ivan Anastas Desimonieschki .Parti’ ,in incognita,anche un quarto di cui non si seppe mai il nome e neppure il cognome e che, comunque, non riveleremo neppure sotto "salatura".

Sala Rossa 

sabato 7 giugno 2014

I DUE GIORNI DI CONSIGLIO COMUNALE CHE VOLEVANO SCONVOLGERE I PIANI RA MUNNIZZA




Non appena prese la parola il comunistello dal dente avvelenato-che seppur  iscritto a Lettere e ad ogni esame non colleziona meno di un 30 (e spesso perfino con tanto di lode),ha bisogno di farsi scrivere gli interventi da “uno spettro si aggira per Partinico”- Totò da poco Pizza Express diventò paonazzo,si agito’ sulla sedia divenuta assai scomoda,sbuffo’ e adirato come non mai prese l’uscio e si lancio’ in una indecorosa fuga catapultandosi su uno dei tanti divani presenti all’interno nella Sala degli Specchi che tutto poteva pensare quando ospitò perfino Garibaldi, di poter finire come la reggia di Ulisse e Penelope nelle mani di nuovi voraci Proci riveduti e corretti dalla storia.Non ci fu verso di poterlo consolare né gli ambasciatori,visitatori a turno,lo convinsero a ritornare in Consiglio e svolgere il suo ruolo anche se questo diviene ogni giorno di più palesemente indecoroso.Ci provarono don Peppino Barby nelle vesti di colomba e poi ’Ntrea,Wind,Jhonny 2,Gianli e Geronimo andati in delegazione con le lacrime agli occhi.Ci provo’perfino don Leuccio felicemente riapprodato all’ovile dopo avere avuto l’assicurazione che ogni mattina poteva continuare a vagare dentro il Palazzo alla faccia dei 3000 euro mensili versati per lui dai contribuenti anche perché nessuno si sarebbe più occupato dei suoi impresentabili sponsor politici  e delle sue parentele ,nonché un paio di pie donne costernate ed afflitte che,immediatamente,assunsero il ruolo di corifee coprendosi di neri veli e lanciando prolungati lai lungo i corridoi e gli uffici attigui alla sala del Consiglio.Niente da fare.Totò Pizza Connection fu irremovibile:”Io il comunistello dal dente avvelenato non lo voglio più ascoltare!”.
Si apri’ la discussione.Il comunistello sciorino’ cifre ,sparo’ una serie interminabile di minchiate stratosferiche del tipo “Con il nostro progetto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non solo nel giro di due anni faremo risparmiare ai cittadini quasi la metà della tariffa che viene pagata oggi e in più mantenendo il lavoro a tutti i dipendenti compresi quelli forniti da società di nuovi negrieri che lucrano sul loro  lavoro,ma  possiamo finalmente avere la città in un accettabile e dignitoso decoro “.
Don Peppino Barby chiese di intervenire avendo,però,previdente com'é ,dato mandato agli uscieri di far collocare accanto a lui una lunga vetrata.Doveva essere funzionale alla sua inutile arrampicata.Infatti vi scivolò mentre dai banchi della stessa sua maggioranza pervennero,si presume al suo indirizzo,strani,prolungati,innaturali suoni seppur lanciati in sordina.Don Peppino fu costretto ,suo malgrado, a desistere mentre faceva il suo ingresso furtivo " a tti viu e un ti viu”Sciaboletta due mentre Filippino si destreggiava tra una new entry nel nuovo Partito Democristiano,la presa di distanza dai Gruppi di minoranza da parte di due “oppositori costruttivi” finalmente liberi di contattare a piacimento e un tentativo di dialogo del consigliere Gianfri con i sordi  ma che é rimasto solo come la buonanima di Gallico ,cioè solo e senza compagno.Ma Gianfri,seppur giovane tuttavia resta assolutamente convinto che “megghiu sulu cà malu accumpagnatu”.Niente da fare.La proposta dei comunistelli andava respinta senza discussione alcuna e respinta fu il giorno successivo quando Totò ai Quattro Formaggi tuonò :”Ma vi rendete conto che se accettiamo la proposta dei comunistelli si a va fare fottere il progetto che abbiamo in testa e per cui stiamo lavorando da anni ? Vi rendete conto,invece,che se diamo il servizio “all’esterno” cioè ai privati significa che c’è possibilità all' ATI (Associazione con Tanti nostri Interessi ) di avere in mano la gestione del business? E non lo pensate che sarebbe anche la fine del CCR(nostro Comitato Centrale dei Rifiuti) ?E,successivamente se ci scappa di mano questa fase,me lo dite in quali mani finira’ ‘a munnizza della nostra città che oggi come non mai per noi non sarebbe più un problema,ma una vera gratificante risorsa?”
Calo’ un silenzio di tomba.Un singhiozzo prolungato,che cresceva in maniera esponenziale fino a diventare assordante,pervenne dalla platea sensibile al richiamo e all’uopo convocata con lo scopo di fare muro ed anche quadrato.Contemporaneamente ,come nel film con Jennifer Jones,“Bernadette”,quando la santa ebbe l’apparizione e si in ginocchio’ ai piedi della Madonna,come un sol uomo si prostrarono invocando pietà e misericordia.Come al solito,d’altronde,non avevano capito un cacchio per cui ancora una volta furono costretti ad apprezzare la finezza dell’ingegno,l’acume e il fiuto di chi alla stregua di un nobile cirneco si lanciava sulla preda e dopo averla individuata,analizzata e sezionata, la azzannava con goduria e voracità facendone dei rimasugli partecipe anche gli altri.Gli altri,purtroppo,restavano sicuramente e sostanzialmente delle persone per bene ma ineluttabilmente come quei piccoli incroci ,i cosidetti bastardini, senza alcun pedegree solo capaci di dare tanto affetto ed amore al padroncino di turno diventando ogni giorno di più umili , devoti, servili .

Sala Rossa 

sabato 24 maggio 2014











DOMANI 25 MAGGIO 2014  DUE BELLISSIME NOTIZIE: LA LISTA 
L'ALTRA EUROPA  CON TSIPRAS 
SUPERA LO SBARRAMENTO-VERGOGNA FRUTTO DI SPORCO ACCORDO DI VELTRONI E BERLUSCONI PER IMPEDIRE ALLA SINISTRA ITALIANA DI ESSERE RAPPRESENTATA  ANCHE NEL PARLAMENTO EUROPEO  
E

 IL MOVIMENTO 5 STELLE SUPERARE IL NUOVO 
PARTITO DEMOCRISTIANO DEGLI AFFARI, DEGLI INTRALLAZZI,DEGLI INQUISITI, DEI LADRI ,DEGLI INDAGATI, DEGLI ARRESTATI ED ANCHE ,PURTROPPO, DI TANTE PERSONE PER BENE .




DOMANI 25 MAGGIO 2014 POTREBBE RAPPRESENTARE L'INIZIO DEL RISCATTO DEL NOSTRO POPOLO UMILIATO ED OFFESO NELLA SUA STORIA E NELLA SUA DIGNITA' DAL TRASFORMISMO ,DALL'AMBIGUITA',DALL'ARROGANZA DEL POTERE,DALLA SUPERBIA, 

martedì 20 maggio 2014

SUA ALTEZZA LA SIGNORINA BENINA DEI PRINCIPI DI BORBONE




Non era neppure sceso dall’aereo a Punta Rais,che gli si presentarono in delegazione e tra gridolini di gioia ed olé gli fu comunicata all’orecchio da Jhonny una nuova strepitosa e straordinaria notizia.Totò-,inteso ora Le Mokò non solo in onore del grande attore che rese famoso il personaggio in quell’indimenticabile film del 1949 ma per il suo recente semiesotico viaggio tunisino - era ancora frastornato.Sia per il tour che gli aveva riempito gli occhi ed il cuore portandolo fino alla città di Douz ,mitico luogo chiamato “porta del deserto,ma soprattutto ancora indolenzito e col lato B tutto tappi-tappi per aver dovuto cavalcare fin li’ a dorso di cammello.E i cammelli,come è noto ,non sono mica le comode nostre cinque porte.
Lo seguirono in carovana nel senso che dall’aeroporto l’accompagnarono fin su al suo nuovo rifugio.’Ntrea ,incontenibile per la felicità,aveva addirittura pensato di mimetizzare le macchine  con scritte laterali in aramaico e bandiera con la mezza luna,di seguirlo calcando ad intermittenza il clacson cosi’ come è in uso quando gli sposi ,dopo la cerimonia nuziale ,salgono in macchina e si allontanano pieni di felicità.Jhonny 1°,ca’ pari nicu ma avi ru cosi accussi’,ridiventato dopo diverse burrascose vicende di nuovo nuovamente assessore di 'Ntrea,lo sconsigliò.Meglio evitare scrusciu perché bisognava già pensare a questo nuovo evento ma di cui manteneva il segreto e che cosi’ sorprendentemente capitava alla rifortunata sindacatura del ricandidato,resuscitato,rieletto.Quel che bolliva in pentola aveva del miracoloso e,dunque,mutu e pipa.
Ci fu un summit.’Ntrea e don Pinuzzu ritenuti troppo loquaci (veniva loro rimproverato di avere, addirittura,rivolto in Consiglio  la parola ai due comunistelli dal dente avvelenato) non furono invitati.Qualcuno disse:“Lassamuli fora  picchi’ chiddi parranu  cu i comunisti!
.Certo ,parole irriguardose oltre che ingenerose per chi si era sempre speso per la “causa” di Totò ma il "cerchio" di Le Mokò funziona cosi’:con lui per la vita e per la morte senza tentennamenti perché appena tu parli con quelli che loro reputano nemici,non c’è verso.Su di loro  cruci e nuci .
Androno tutti al rifugio.Li’ sul punto più alto come nel film “Salvatore Giuliano” quando il bandito Passatempo segnala la presenza degli sbirri che risalivano lo stradale verso il covo, si era appollaiato come la vedetta lombarda Gianli con accanto accovacciato uno di quei cagnolini che proprio in quei giorni aveva ricevuto in regalo dall’associazione che si occupa dell’adozione di trovatelli in ragione della sua disinteressata protezione.Un po’ più in basso,don Peppino Barby con l’ausilio divenuto indispensabile di Jhonny 2°,alimentava una quararata di focu per arrostire il crasto e a latere,come si dice in Tribunale,stanziava Filippino Faremo sempre più interessato alla successione di Le Mokò tant’è che non lo lascia ‘pi curtu:Infatti non c’è processione o cerimonia che non lo tallona copresenziando e suscitando irritate e puntute frecciate dei tanti del giro che già pensano di candidarsi alle prossime.
Dentro il rifugio fu accolto dal coro di una delle locali scuole dell’obbligo (una in mani fedeli ,aveva il compito di preparare a spese dello Stato e ,dunque,dei contribuenti un ennesimo buffet aggratis e alla faccia nostra ) che intonò “Dio salvi il Re delle Due Sicilie” un canto riscoperto di recente e arrangiato ,all’occasione,da un musicista locale mentre il Capo della Real Casa e Gran Maestro del Sacro militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che lo attendeva trepidante,si precipitò abbracciandolo con espansione eccessiva ed apostrofandolo con un ”Benvenuto Eccellenza”.A frenare le smodate effusioni dovette intervenire con voce autorevole e tuonante anche Roby che,in genere, si tiene alla larga .
Il Gran Maestro lo informò che di li’ a poco avrebbe ricevuto la visita della Principessa Beatrice di Borbone pronipote di Ferdinando I il quale,si racconta,che proprio dentro la Cantina fatta da lui costruire fu protagonista di spettacolari sbornie avendola trasformata in una specie di taverna-rifugio ,esattamente quello che ne voleva fare Le Mokò ( quando si dice i corsi ed i ricorsi della Storia!),la quale  Principessa avrebbe donato una medaglia d’oro da appendere al Labaro.
Il “cerchio” si mise in stato confusionale.Le quattro pie donne ( o cinque?) riconoscenti per l'avvenuta,recente elezione lo circondarono di amorose attenzioni ,interrogandolo:”Toto’,sai fare il baciamano?E ad inchino come siamo messi?Conosci almeno qualche parola di spagnolo ?E la storia dei Borboni te la ricordi ancora?E quella del regno delle due Sicilie?E hai provveduto a far ispezionare l’acciotolato e l’abbalatato da quel fine professionista notoriamente esperto in materia per evitare rovinosi inciampi delle signore alto 12 ?”Un mare di interrogativi, un mare di preoccupazioni
Per alcuni giorni fu un vero tormento.D’altronde è il prezzo che si paga alla celebrità.Il Gran  Maestro si fece,però,sentire di li a poco.Costernato e con un nodo alla gola ebbe a comunicare che la Principessa Beatrice non sarebbe più transitata da Partinico.Ossessionati dal leniniano interrogativo del “Che fare?” visto che oramai la notizia era stata diffusa e circolava nei salotti e nei locali ,"il cerchio" si riuni' in conclave e alla fine emerse tutta la capacità,l’inventiva,la feconda creatività,la nota capacità di districarsi,svincolarsi,risolvere,del segretario suo segretario.Si avvicinò all’orecchio di Totò e sussurrò qualcosa.Le Mokò si illuminò d’immenso,si agitò,fremette ed infine esplose con un :”PRECISA E’ ?”
L’aspetto,il portamento,il sorriso,la naturale propensione a gestire il rapporto col pubblico,i modi da signora che l’hanno sempre contraddistinta,la sicurezza nell’affrontare e risolvere le situazioni fecero il resto.La persona suggerita era davvero identica alla principessa!D’altronde non si dice che nel mondo siamo in cinque a somigliarci come due  gocce d’acqua? 
Il giorno della cerimonia la Sala degli Specchi si animò come non mai.Funzionari,autorità civili,militari e religiose,consiglieri ed assessori,signori e signore.Il Gran Maestro non si sottrasse al compito affidato e al momento opportuno disse :”Signori e signore,la Principessa Beatrice di Borbone,pronipote di Ferdinando I è con noi. “Lei entrò a lenti passi,distribuendo sorrisi e leggeri inchini.Il lungo abito di chiffon e merletti ne esaltava l’incedere.Si fermò al centro della Sala.Totò si avvicinò inchinandosi come soleva fare il personaggio del mugnaio arricchito nel film “Totò turco napoletano” si abbassò per un baciamano ma inesperto e goffo com’è in questi frangenti(altro che Barto o Ciacca!),inciampò e quasi cadde.Lei ,”la principessa”,maternamente sorridendo lo sostenne e gli sussurrò:” Attento,sindaco, che ancora non è ora di cadere ma se continui cosi’…” .Tutto procedette secondo cerimoniale con la gioia di tutti.Si, è proprio vero! La nostra splendida ed ineffabile  signorina Benina é davvero la sosia della principessa Beatrice Di Borbone !Pari veru idda!.Anzi ,megghiu!

Sala Rossa 

giovedì 15 maggio 2014



troviamolo

ALLA DENUNCIA DELLA SCOMPARSA DELL’ESULE TUNISINO ALI’ BABA’ ABDUL(LOBY)LAH CHE HA LASCIATO TANTO AFFRANTA LA SUA “famiglia”(manutengoli,tienisacco,accattoni,ricattatori,speculatori,magnacci,
spegiudicati,pregiudicati,falsari e altra varia umanità mescolati,però,anche  a tante persone per bene e in buonissima buonafede),vogliamo aggiungere la nostra modesta voce per rassicurare la città che il neo sultano ALI’ non è scomparso ma ha trasferito la sua sede in un rifugio lassù sulle montagne tra boschi e valli d’or…..
Cio’ significa che i soliti comunistelli pieni di livore e dal dente avvelenato su cui campeggia l’ombra preoccupante e satanica di un Guru che li guida manovrandoli come pupi,come sempre,non dicono il vero.Lui è li’,riceve tutti i giorni i suoi sudditi,ascolta con orecchio attento le richieste e quando può e come può le soddisfa ‘a beddu cori.Assistito dal segretario suo segretario,Ali’,dunque,cé e lotta insieme a ‘Ntrea,Wind,Jhonny uno e due,Toto’chiama3131,don Peppino Barby,Vituzzu,Mimmuzzu,Gianli,Fili e cosi’ via con i quali lui si riunisce,ascolta,consulta,teorizza,costruisce,propone,dispone e da quel democratico che notoriamente è,essendo questa una delle sue più riconosciute qualità morali e a tutti nota,DECIDE DA SOLO.Gli intimi confessano con le lacrime agli occhi che appena li guarda si fanno,addirittura, la pipi’ addosso non per paura ma per eccesso di commozione ed affetto.Che Allah,alla loro faccia,ce lo conservi ancora ed ancora.

Sala Rossa 

martedì 13 maggio 2014

DON PEPPINO BARBY(CI) VA IN TIVVU' PER TENERE IL SACCO AD ALI BABA' E I 40 LADRONI

Don Peppino,che noi affettuosamente chiamammo “Barby” (ogni riferimento alla più nota bambola nata nel lontano 1959 in America,era puramente causale),nella precedente consiliatura si era totalmente inabissato come quei missili lanciati nella seconda guerra mondiale dalle nostre torpediniere contro le navi avversarie che non arrivavano a segno e miseramente sprofondavano negli abissi dei mari.Don Peppino si inabissò alla stessa maniera,senza scrusciu né dammusciu.“L’abbiamo posato “-mi disse uno del cerchio magico di Loby dopo che gli fu tolta la delega assessoriale -perché non rispondeva più al peso “.Una frase misteriosa che non comprendemmo li’ per li’ ma che diceva di una “posata” ingrata e senza alcuna giustificazione da parte di Totò Loby che don Peppino aveva umilmente servito come prima aveva servito Ciacca senza nulla chiedere (si fa per dire!).Don Peppino Barby posato non si perse d'animo e attese tempi migliori tant'é che nel 2013 veniva eletto consigliere entrando comu Nofriu’ncarrozza dentro quella sala che aveva visto ,nei decenni passati,il fior fiore del galantuomismo partinicese e ,purtroppo,del più profondo fango.Dunque eletto  consigliere nel 2013 si fece,però,sentire subito.Infatti s’intruppò con altri,anch’essi dai“denti avvelenati” contro Loby perché anche loro “posati” sebbene tutti insieme avevano, di fatto, contribuito a fare rieleggere Totò il Resuscitato da Lazzaro.Tutti pensammo che don Peppino la malaparte se l’avesse legata al dito e alla prima occasione…..Ma non fu cosi’.
Lui ,tuttosommato,restava un buono ,posato,riflessivo,equilibrato,attento,pervicace,tollerante,obbediente,ossequiante per cui,non appena gli fu lanciato il primo seppur modesto osso (la Presidenza della 3° Commissione consiliare cioè megghiu ri nenti) ,tacque e cadde come corpo morto cade.
Per tutto il 2013 ,e fino ai nostri giorni più o meno l’equivalente di un’anno sabbatico,aveva taciuto.Muto come un pesce manifestandosi silente e sicuramente pensieroso.Pensammo,da soliti comunistelli anche noi dal dente avvelenato (ovviamente per altre più serie ragioni),che don Peppino avesse necessità di un anno di riflessione per rigenerare le riserve mentali,accumulare carica vitale,ossigenare perfino i più reconditi alveoli polmonari e,all’occasione,esplodere eruttando come un vulcano in ebollizione una tale carica di fuoco e fiamme da far tremare i polsi a chi, come Totò Loby,ogni giorno deve tenere in piedi questo baraccone all’interno del quale c’è di tutto e di più: pompe di benzina,di benzina e gas dentro e fuori città ,finci stabilimenti enologici,casette per custodire gli attrezzi con i quali curare le piantine del verde comunale anche se collocate in pubbliche piazze,alte almeno tre metri e larghe quaranta,parcheggi da acquistare e da affittare,aree da dismettere in direzione mare,monti,est ed ovest,incarichi professionali e dirigenziali ‘a ‘ccù ‘nni voli ‘nnavi, nomina di tenenti,sottotenenti e caporali di giornata,aumento di stipendi,indennità,contributi e prebende,perforazioni di costoni rocciosi e di arenaria,asfalti,tralicci con trasmettitori e ricevitori,strisce blu e supermercati,rifugi e pescherie,frutta e verdura con e senza carrettelle.,panifici,panellerie,posti di ristoro,dehors e ombrelloni.Una girandola infinita di “chi ti servi? “,“ci parrasti cu’ sinnacu?,ciù ricisti a jhonny ,“ci vutasti pi’ antonellu ?All'improvviso il colpo di scena:don Peppino Barby invece di prendersela con Totò le Mokò(lo chiamano cosi’ da quando è stato in Tunisia)che lo aveva posato ,sfidando la lingua italiana,violando la sacralità della consecutio temporum (ma cu cciù porta?)se ne va in tivvu’ e sparare una serie cosi ampia,articolata,fantasmagorica,effervescente,trictraccante,minchiate da fare impallidire gli esilaranti interventi  di una buonanima che ricordiamo con affetto e per affetto non citiamo.Disse,oggi,al giovane giornalista di Tele Occidente che Gianluca Ricupati avrebbe dovuto chiedere ai consiglieri di maggioranza che era suo intendimento essere nominato Presidente della Commissione d’indagine sulla vergogna del servizio della raccolta e smaltimento dei rifiuti .Una grave falsità perché ,al contrario,un minuto prima Gianluca in quella tivvù (ma lo aveva detto il giorno prima a TV7 e ancor prima in lungo e in largo ) disse quel che sostengono tutte le persone per bene: che lui aveva rinunciato a quel ruolo considerato che la sua legittima richiesta poteva costituire ostacolo alla composizione della Commissione stessa.Ed anche per rispetto di quanti consiglieri di minoranza lo avevano sostenuto.Il consigliere Michele Chimenti molto correttamente rispetto alle miserabili scorrettezze di questa truppa di scalzacani,si era dimesso da componente della Commissione per non prestare il fianco alla maggioranza di Loby mentre noi riteniamo che i consiglieri comunali di maggioranza NON POSSONO E NON DEVONO  nominare quelli di opposizione.Nella vituperata Prima Repubblica il nostro Comune con Segretari comunali del tipo dell'eccellente dottor Salvatore Bonaviri,democristiano dichiarato ma con un alto senso del suo ruolo e dovere,non permise mai che la maggioranza dominata dai dicci' potesse nominare ,a suo piacimento,i membri dell’opposizione che DI DIRITTO E NON PER CONCESSIONE dovevano fare parte di una qualsiasi organismo in cui,appunto, l'opposizione o minoranza aveva DIRITTO  di esserci.Quando mai s’è visto in un Comune serio che i rappresentanti della minoranza nelle Commissioni consiliari vengano eletti con i voti della maggioranza?Ciascuno VOTA I SUOI RAPPRESENTANTI .Il fatto è che da quando nel 2008 nel nostro Comune si sono insediati Ali’ Babà e i 40 ladroni Partinico ha perso oltre che la sua faccia tutta intera la sua storia e dignità .
Toti Costanzo


domenica 11 maggio 2014

QUANDO CON GIACOMINO VITALE," L'ACQUALORU", RUBAMMO L'ENERGIA ALL'ENEL



Non sapevo che se ne fosse andato anche se ,incontrandolo,a volte mi manifestava preoccupazione per il suo stato di salute .L'ho appreso dal necrologio che campeggia in tante parti della città:la famiglia Vitale-Costa... Lui era stato per tanti anni dipendente del nostro Comune e la sua nota competenza nel settore dell’acquedotto comunale ne faceva un punto di forza di quel servizio.Giacomo Vitale,Giacomino,era anche un “acqualoru”,un operaio dell’acquedotto che non passava inosservato e non solo per la sua loquacità e spumeggiante personalità ma perché lo trovavi disponibile SEMPRE.Ovviamente mi riferisco alla sua disponibilità di dipendente comunale che non si sottraeva ad una spiegazione quando, ad esempio, gli veniva posta una domanda sulle ragioni della mancanza dell’acqua in un quartiere o perché ,a seconda della “manovre”,l’acqua in un punto  dello steso quartiere arrivava e in altro no.Da consigliere di opposizione registravo come la stragrande maggioranza dei dipendenti,manifestassero una smaccata anche se comprensibile dipendenza dall’assessore o dal sindaco di turno ,spesso sempre pronti a nascondere una scomoda verità sulla non funzionalità dei servizi, mentre verificavo quando se ne manifestava l’occasione,come Giacomino al contrario fosse un dipendente rispettoso delle gerarchie ma sostanzialmente libero,disponibile a non nascondere certe "misteriose" verità che quel settore spesso nascondeva .Come tutti gli uomini di questo mondo tuttavia, aveva anche i suoi limiti e le sue debolezze.Ma era un lavoratore generoso.Mi piace ricordare questo operaio del nostro Comune, e che oggi non c’è più, cosi’ come mi piacerebbe che venissero ricordati altri dipendenti,a diverso livello,che per decenni hanno assicurato nel modo più decoroso possibile la vita amministrativa della nostra città.
Ma mi piace ricordare Giacomino Vitale per un fatto che,quando si manifestò,ebbe a stupirmi e di cui spesso nell'incontraci, ricordavamo.
Era un infuocato mese di agosto del 1999 ed ero vice sindaco di Gino Geraci che proprio in quel periodo era andato negli Stati Uniti a fare visita alla nostra comunità di partinicesi.Ero il primo amministratore comunista nella storia della nostra città dopo la brevissima esperienza del PCI che,però, da esterno ebbe a sostenere negli anni ’60 prima la sindacatura di don Pietro Virga eletto indipendente e poi della Giunta del dott. Mimi’ Cataldo che ruppe col suo Partito.Era la DC dei dissidenti Mimi’ e Ciccino Cataldo eletto senatore ,Totò Governanti,il dott. Gino Garofalo,don Nitto Buffa indimenticabile guida della nostra “fanfarra” che era stato candidato alle elezioni comunali del 1964 seppur non eletto.E di tanti altri democristiani che mettevano in discussione l’unità ( e per certi versi anche un certa arroganza)della DC ufficiale.
In tutto il quartiere a valle e a ridosso della distilleria in quell'estate del 1999 non arrivava acqua.C’era la giusta protesta e disperazione dei cittadini.Mi trovai a fronteggiare l’evenienza essendo,in questa occasione,dalla parte dell’Amministrazione comunale.Negli anni ’70,da consigliere insieme ai compagni del PCI tra cui don Cola zio di Gino Geraci,eravamo stati protagonisti di una memorabile battaglia per la mancanza dell’acqua in tutto il quartiere “Passannanti” cioè il versante a valle della città,lato Palermo.Dopo una settimana di animazione politica guidammo al Comune 300 donne che invasero la sala consiliare,facendo letteralmente fuggire il sindaco Angelo Geraci fratello di Gino e nipote di don Cola incapace a far fronte a quella “furia” femminile che divenuta coscienza politica si trasformò in una vera azione rivoluzionaria.L’intervento dell’allora Commissario di Pubblica Sicurezza ,che s’impegno’ alla soluzione della questione e con la nostra garanzia ,ebbe a risolvere definitivamente il problema.Dunque nell’estate del 1999 manca l’acqua in tutta la zona a valle lato Trapani.Chiedo a Giacomino cosa si poteva fare. Mi dice.” Senti, la precedente Giunta comunale del sindaco Enza Maria Romano nei pressi del “Castiddazzu” ha realizzato un terzo serbatoio che attualmente è strapieno d’acqua.I lavori sono stati realizzati e collaudati ma perché l’acqua possa arrivare nelle condotte serve che venga attivato il servizio di energia elettrica .Sebbene l’amministrazione da mesi abbia fatto richiesta di collocare il contatore ,e di conseguenza attivare l’impianto ,ad oggi l’Enel non ha voluto provvedere né c'é stata alcuna reazione da parte degli uffici  ”
Incredulo lo guardai stupefatto.”Giacomino-gli dissi- se tu fossi al posto mio cosa faresti? “Semplice -mi rispose-:andrei sul luogo ed anche senza il contatore collegherei i fili e attiverei l’impianto.Ma fare questo significa assumersi la responsabilità di “rubare” la luce all’Enel”.
Mi assunsi la responsabilità di "violare" la legge .Di primo mattino io e Giacomino ci recammo al terzo serbatoio .Sotto la mia preoccupata (non perché fottevamo la luce all'Enel ma per eventuali pericoli alla persona) collegò i fili e mettemmo in funzione i motori.Un fiume d’acqua si riverso’ a valle con piena ed ampia soddisfazione dell’assessore,di un gongolante Giacomino e sopratutto dei cittadini.Di li' a poco l'Enel collocò senza fiatare ! 

Toti Costanzo   

martedì 6 maggio 2014

NO,CONSIGLIERI MOTISI E DI TRAPANI ,LO BIUNDO NON CI CONDURRA' IN ESTATE AL MARE DELLA CIAMMARITA!



Devo fare una doverosa premessa.Sono profondamente convinto che ciascuno di noi abbia il diritto di decidere di sé,di fare le scelte come meglio gli aggrada.Può impegnarsi o disimpegnarsi,essere fedele e coerente oppure non esserlo,mantenere i patti oppure disattenderli,abiurare alle scelte politiche o religiose o restarvi fedele.Per cui se c’è,ad esempio,un consigliere comunale eletto in una lista,in un contesto particolare e a sostegno di un progetto,se lo ritiene utile perché a suo avviso ne sussistono le giuste ragioni,può operare altre scelte.Se tutto ciò avviene con profonda convinzione e perfetta buona fede,allora i cambiamenti sono moralmente accettabili e giustificati.Quel che,però,non si può condividere né tanto meno giustificare  è quando il cambiamento delle proprie posizioni sia dettato da personali vantaggi economici o di carriera ,opportunismo,altri interessi irriferibili come la corruzione in politica, il voto di scambio.Tutto ciò,ovviamente,non può trovare alcuna giustificazione morale.Su questo argomento nel Consiglio comunale della nostra città,ad esempio,(ma questo può anche accadere e accade all’interno della macchina amministrativa) si potrebbero citare diversi casi.Uno in particolare,però,ha colpito e sconcertato l’opinione pubblica,e che s’intende citare.
Nella trascorsa consiliatura,e per ben cinque anni,si è visto un consigliere di opposizione alla maggioranza di Lo Biundo - e a detta di più per ragioni mai pubblicamente confessate-inveire,protestare,minacciare,farsi addirittura cacciare a forza dai lavori di quel consesso per l’eccesso di volgarità ed arroganza manifestata nei confronti del sindaco.Lo stesso consigliere rieletto nel 2013 ,e sempre in una lista che si opponeva a Lo Biundo,improvvisamente appare in una pubblica iniziativa a fianco di colui che era stato oggetto di continue contumelie,irrisioni e minacce.Seduti allo stesso tavolo in una pubblica iniziativa del Partito del consigliere ,divenuto anche quello del Sindaco, e di cui abbiamo detto tanto sulle ragioni di un tal salto “della quaglia” o se preferite “conversione” non certo nel senso religioso ma di convergere verso gli stessi interessi.Tutti e due insieme ,appassionatamente.
Tutto finito,dunque,dimenticato,archiviato,sepolto sia gli epiteti che le minacce?Buon per loro picchi nuddu si piagghia ca' nun s'arrumigghia.Ora, noi che ne abbiamo visto di tutti i colori ,non è che ci siamo tanto scandalizzati di questo rentreé in quanto si tratta di personaggi della stessa “levatura”,con gli stessi intendimenti ed obiettivi,stessi interessi e fini: considerare la “Politica” lo strumento di cui servirsi,di volta in volta,contro qualcuno o qualcosa o per qualcuno e per qualcosa che non sono,di certo i cosiddetti “interessi della collettività ”.Tuttavia la cosa non ha turbato più di tanto i nostri sonni e men che meno quelli dei tanti cittadini che hanno avuto modo di “pesare” Lo Biundo e la sua combriccola in questi anni di esercizio di tanta sporca amministrazione.E sporca non solo in senso materiale.Al più si è abbassata ulteriormente la soglia della decenza che con Lo Biundo e suoi innumerevoli,ciclici soci di maggioranza è arrivata al fondo del barile.
E mentre la città sprofonda c’è chi a questo impresentabile sindaco tende la mano.Lo fa,certo,con un certo stile,pubblicamente,alla luce del sole e non certo “rintra ‘i malaseni” e negli alti rifugi lontano da occhi indiscreti,invitandolo attraverso la tivvù ad accogliere proposte che a detta,ad esempio della consigliera Maria Grazia Motisi che insieme a Franco Di Trapani ( eletti in liste dell’avvocato Bonni’) lasciano i loro gruppi di appartenenza e ne costituiscono uno nuovo,”non costano niente dal punto di vista economico ma darebbero decoro a Partinico”.E noi siamo perfettamente ‘d’accordo con loro non solo perché hanno il diritto di esplorare e percorrere altre vie politiche ma perché a Partinico ci sono problemi che non costano niente ma che Lo Biundo non ha mai voluto,NON POTUTO,risolvere.Costa tanto,ad esempio e come chiede da tempo Rifondazione,riattivare la funzionalità e ridare decoro alla Galleria degli Artisti(mai nome fu scelto in maniera più incauta!) in quanto ridotta come un pezzo della peggiore periferia degradata della città?O come chiedono i due consiglieri ,ma  ancor prima lo hanno chiesto Gianluca e Valentina con una interrogazione del 31 gennaio 2014 ,per attivare gratuitamente la rete Wi-fi?E per restituire decoro alla Villa Margherita cosa necessita? E cosa costa restituire dignità al “Parco del Castellaccio” un grande polmone verde da noi salvato dal degrado ed ora al degrado ritornato?Affidarlo,forse,a qualche associazione “contigua” a lo Biundo o ai suoi più vicini collaboratori per mettersi “a firriari” nell’occasione della prima campagna elettorale utile ?
Ora io mi chiedo: perché lo Biundo pur essendo nella condizione di farlo avendo nella mani il Governo della città e,dunque,ogni disponibilità oltre che economica anche umana ,NON HA VOLUTO ?Perché non ha agito ? Forse perché glielo hanno chiesto i “suoi nemici comunisti “? Si trattava di richieste “distruttive”? E perché i due consiglieri Motisi e Di Trapani intendono convincerci che se le stesse richieste le fanno loro, "se po ffà?”Suvvia,non credete che siamo abbastanza adulti e vaccinati per comprendere che le cose non stanno cosi’?I due consiglieri ,che tra l’altro hanno abbastanza esperienza politico-amministrativa (sono stati entrambi assessori in Giunte di Giordano)  devono condividere con noi che la scelta dell’autonomia dagli altri presuppone il raggiungimento di ALTRI TRAGUARDI.Cosa assolutamente legittima ed assolutamente non contestabile.Basta dirlo e tutto diventa più chiaro!
P.S. Un mio carissimo amico e fine professionista mi ha chiesto di chiedere ai due consiglieri: “Ma davvero pensate che Lo Biundo ,incapace di togliere perfino i rifiuti che penzolano in ogni luogo e in ogni dove ,sia nella condizione di trasportarci in estate al mare della Ciammarita con un qualsiasi,anche sgangherato,bus navetta?

Toti Costanzo