domenica 28 settembre 2014

TOTO' IL RIFUGIATO DA PARTINICO ALLA "PROVA DEL CUOCO".



Era sempre stato il suo sogno di bambino:piazzarsi davanti ai fornelli e cucuniari come soleva fare la mamma che della cucina siciliana era una vera esperta.Lui ,cresciuto in una abitazione con cucina alla francese come si soleva in tutte le famiglie burgisi di Partinico almeno fino agli anni ‘70,andava in trance davanti ad un pariddata di patate fritte oppure in piena estate davanti ‘o quararuni piazzato davanti la porta come si soleva ancora fino a pochi anni or sono, dando cosi’ vita ad un secolare rito che fu la bollitura del pomodoro al fine di preparare bottigliate di sarsa da usare nel lungo inverno.Il gorgoglio di un qualsiasi bollito lo mandava in sollucchero anche se zio Crispi si preoccupava per quel nipotino che restava ipnotizzato ed estasiato davanti quel rituale antico quanto il mondo.Lui ,conclusa la fase degli studi medi inferiori avrebbe voluto tanto frequentare una scuola specialistica.Ma bisognava viaggiare trasferirsi giornalmente a Palermo e scegliere tra la prestigiosa scuola di via Lincoln nelle vicinanze della sede del Giornale di Sicilia o,quella piu’ recente,sorta a due passi dalla stazione di S.Lorenzo.Ma era figlio unico,ancora piccolino e dunque prevalse l’eccesso di affetto e di preoccupazione che i genitori mettono davanti ai figli e, ancor più ,quando sono appunto unici.Si optò per il locale Geometra non perché manifestasse particolare propensione per gli studi tecnici(in verità nemmeno per altri ) ma in quanto un diploma rappresenta sempre quel pezzu di carta che può,all’occasione,aprire qualche porta.E qualche porta l’apri’tramite le solite cooperative che proliferarono negli anni ‘80 e ’90 a ccu' ne voli 'nnavi.Poi la storia e tutta una serie di situazioni (tra queste la grande min…ata dei comunisti che lo vollero addirittura Presidente del Consiglio comunale)lo trasformarono  e cosi’la sua vita cambio’.Ma la passione restava sempre latente come il fuoco che si nasconde sotto la cenere.Lui , specie di sera, non poteva che essere in tutti quei notturni luoghi dove forte,antico e penetrante era l’odore delle patate cu' l'ova a cucurummau ,dei pomodori secchi ripieni,della pasta cu’ ‘i sardi,’i cacocciuli ammuddicati,i vrocculi ‘a pastetta ,i cavuliceddi cu’‘a sasizza. Era più forte di lui.Non poteva farci niente.Si,c’erano le delibere da preparare,i bilanci da far approvare,i petulanti famelici zuini da accontentare.C’era,cioè,l’impegno per la  politica che, certo,gli apriva le porte ed anche i forzieri mettendolo a contatto diretto con i diversi toto’,antonelli,romano,cicci,saro,peppi per cui bisognava tenersi gli uni e gli altri.Ma se avesse dovuto scegliere non avrebbe avuto dubbi.In questo suo lento ma deciso itinerario lo sosteneva una schiera ampia ed articolata di affettuosi quanto (dis)interessati sostenitori.Tanti,ma alcuni erano più fidati degli altri nel senso che se gli dici di iccarisi da’ muntagnu dù re pi’ iddu,‘u fannu!I loro nomi?Ti dico soltanto le iniziali di qualche cognome:Pru,Pan,Tran,DeS,DeL,Sol,Am,Prov e cosi via.Certo,qualcosa gli costa:qualche licenza,qualche posto,qualche incarico,qualche percaccia.
Ma arrivo’ il momento,la seconda occasione della sua vita,unica  e irripetibile.Lassu’ sulle montagne si liberava un posto,un posto in un rifugio sicuro,lontano dagli occhi indiscreti,ovattato.Un posto che lui ben conosceva essendo di quel luogo un abitué…..o forse qualcosa di piu’.Dunque,non si poteva perder tempo e l’occasione,dopo ampia e lunga consultazione con Pru,Pan,Tran,DeS,Del,Sol,Am,Prov ed altri fu presa al volo.Finalmente poteva ritornare bambino,davanti ai fornelli,alle padellate di patate fritte,ai pentoloni bollenti dove calari fettuccine,spaghetti n.3,4e 5,maccarruna e  caserecce.Ma bisognava affinare l’arte.E chi poteva chiamare a suo sostegno per dargli una mano?Chiamo’‘Ntrea che aveva anche avuto una esperienza,en passant,in questo settore sebbene in tempi ormai lontani,che gli fu di grande utilità.Ntrea disse categorico:”Per avere in cucina lo stesso successo che hai manifestato“in politica” devi formarti.E non potendo frequentare una scuola devi farti invitare in una delle trasmissioni televisive più prestigiose che si occupano di cucina.L’invito non dovrebbe essere un problema.Per“La prova del cuoco”ti potresti rivolgere direttamente ad Antony Ballarò specialista in pane,panelle,cazzilli,purpu e stigghiola che ha buone conoscenza nel Consiglio di amministrazione della RAI.Poi c’è la trasmissione a La7 con Benedetta Parodi.Potresti telefonare direttamente al cognato Giorgio Gori da poco diventato sindaco di Bergamo e dirgli che anche tu,come lui, prima fosti pure berlusconiano ed ora renziano di ferro.Sono certo che le porte si apriranno a mezza parola.Si può provare anche da Masterchef o da Nigella Ktchen oppure  a Chef per un giorno o In cucina con Ale.Le possibilità sono tante. Scegli tu”.Sal lo guardò diritto negli occhi.Commosso ed entusiasta si lancio’ per un affettuoso abbraccio di gratitudine.Disse:”Come farei senza di te,grande‘Ntriuzzu.E senza di voi Jhonny, Sciaboletta,Roby,Toto’chiama Saro31-31,Gero,Wind e tutti gli altri?”
Si convenne che,intanto,in loco e di riversu quagghiu si potevano frequentare le cucine di donna Ciccina Randy direttrice di un istituto apposito sebbene scalamastratu e con le cosiddette pezze nel culo.Ma meglio di niente.Craco fu di parola:dopo tre giorni Toto’ il Rifugiato parti per Roma per incontrare Antonella Clerici .Alla “Prova del cuoco” fu strepitoso .Non si era mai visto un gallo cedrone manifestarsi quale cosi' formidabile manipolatore e trasformista.... di pietanze.

Sala Rossa

sabato 20 settembre 2014

PENSA 'A SALUTI E FUTTITINNI!

   
 

Riprendiamo? Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati e cioè da FilippinoTuttoFare il cui recente“movimentismo e presenzialismo” (lui è ovunque: in cielo,in terra,in ogni luogo) ha insospettito e indispettito gli zuini del Riconfermato che con la sua naturale dipartita aspirano a prenderne il posto.Filippino,però,ha le qualità anche quelle umane per svettare:lui è affabile,tollerante,disponibile,amabile.In una parola lui è un vero "pigliaboffe"nel senso più nobile del termine perché si presta,umilmente porge l’altra guancia,non dice mai di no,fa da cuscinetto,da ammortizzatore,da paciere.Se necessita fa anche  da ‘ncucchiaviddichi.Filippino giustamente “aspira” e in ragione di un suo imminente trasloco nel nuovo Partito Democristiano (ci stanno andando tutti,cani e gatti,e perché non dovrebbe starci anche lui che democristiano mommiano lo fu per davvero?) si prepara per questo nuovo esame che lo vide già  protagonista nella fulgida stagione del berlusconismo locale che,pero’,nel 2008 i don pinuzzu,gli enzi paradisi,i toto’ pulei gli preferirono ancora una volta Giugio le cui quotazioni politiche,dopo i primi disastrosi cinque anni di sindacatura,erano arrivate come si suole dire al totale sbracamento ovverossia al punto zero.D’altronde,pensarono gli elettori di casa santa,via maronna e case popolari ,pi zeru e zeru preferiamo l’originale.E cosi’ fu.E Zero divenne sindaco‘a beddu cori e soprattutto alla faccia di quei quattro sgangherati comunisti locali che come il soldato giapponese,il quale dopo vent’anni dalla fine della guerra fu scoperto vivere nella giungla convinto che la guerra non avesse avuto fine,continuano a pensare che “ha ‘dda veni’ peppone”  senza rendersi conto che peppone venne anche per colpa loro.E fu un catastrofico flop!
Dunque Fili lo vedemmo proprio ieri alla presentazione della nuova Assessora.Lui era piazzato in sala e se qualcuno non lo avesse affettuosamente e cortesemente messo di lato,si sarebbe anche piazzato per la foto ufficiale che vedeva schierata la Giunta comunale con i soliti Gianli,Jak,don Diego,Roby,JhonnyUno,Loby ed,ovviamente,la new entry Giusy.Si aggirò,Fili,dentro la Sala degli Specchi  annusando l’aria del cambiamento in arrivo.D’altronde il cambiamento è nei fatti.Cacciato fuori dalla Giunta il folkloristico quanto inutile Vincenzino ( ma lo sapevate che a Partinico esiste ancora un Partito che si chiama UDC?),entrano in pista per i primi 25 mesi a partire da ieri,Totò 1400 e nei secondi 25 il federale in tandem con francuzzu. Non c’è che dire il Rapido Riconvertito dal “civismo” al “partitismo”(vi ricordate qualche giorno prima della sua ricandidatura,quando pensava già di comprarsi con 7 mila euro un Partito,come dal microfono del porgitore di corte ci allieto’ con una esemplare lectio magistralis sul ruolo dei Partiti in Italia e a Partinico?)riscopre il ruolo del civismo e manda il partitismo a farsi fottere. Ma quando mai la nostra città avrà la fortuna di partorire un altro affaristico saltabanco di cosi’ notevole e squisito livello?
Dunque si,è  già l'ora che volge al disio ai naviganti e 'ntenerisce il core....
No, non siamo nell’VIII libro del Purgatorio ma nell’Inferno della nostra città.Prepariamoci alle novità,ai nuovi cambiamenti,agli stravolgimenti,al NUOVO che avanza.E non importa se Loby e il Giro si fanno gli affari loro,se le tasse ci stanno coprendo come le montagne di rifiuti in ogni dove diffuse,se i commercianti per la prima volta preferiscono farsi minacciare ma non chinare il capo per la dignità umiliata,se sono tanti i giovani che di costoro,della loro supponenza,arroganza,volgarità non ne possono più,se lo sanno pure gli ingenui che a Partinico da quando ci sono costoro si baratta,si vende,si acquista,si cambia,si scambia,si tratta,si contratta,si rilascia,si costruisce,si demolisce.Non c'é pobblema perché chi dovrebbe vigilare e tutelare non vede,non sente,non parla.Mentre loro continuano a dire spensieratamente:“Pensa ‘a saluti ,e futtitinni!” 
Toti Costanzo      



giovedì 31 luglio 2014

FILIPPINO RITORNA A PIGLIAR BOFFE.I CORSI ED I RICORSI DELLA CRONACA LOCALE




E’ opinione diffusa che il camaleontico Filippino,sia un uomo assai generoso.Vi ricordate?Fu talmente generoso che nominato assessore  da Giugio ebbe a tollerare per mesi interi la presenza costante dietro la porta dell’assessorato ai LL.PP,che lui gestiva,i Dioscuri (Sal e Jhonny) che in quell’occasione batterono il record mondiale della mano distesa .Cioé batterono il record di quanti ebbero a cimentarsi nello sport dello stendere,e senza soluzione di continuità,il braccio destro con mano ’a cuppiteddu che si chiudeva soltanto quando dentro veniva deposta aumma aumma e a mo’ di percacce,qualche dose di sostanziosa sardella.Il record precedente appartenne,per quel che ne sappiamo,proprio a Giugio che restò per alcune settimane accovacciato dietro la porta del senatore Ave Pino il quale,commosso per l’alta fedeltà manifestatagli,lo nominò capo della sua segreteria particolare.La storia,poi,ci dirà“ ri’ boffi e cavuci ‘nculu ” che il senatore ebbe a mollargli dopo avere scoperto la disinvolta capacità del suo segretario al tradimento (una qualità,insieme all’uso spregiudicato della menzogna,ereditata dal Sal) che fece il giro d’Italia con ampia e doverosa soddisfazione a quanti quel segretario stava sulle cosiddette "palle”.Dunque il generoso Fili che per la incommensurabile fedeltà mostrata a Giugio ebbe ad essere definito dalla efficace ,incisiva e sempre rimpianta matita di Guerra quale “pigliaboffe”,da assessore ebbe a tollerare la ingombrante presenza dei due fino a quando,ripetutamente pregati ad abbandonare il presidio,non ne vollero sapere per cui alcuni dipendenti che per farsi quotidianamente ricevere da Filifaremo si erano dovuti adeguatamente allenare allo “scavalco”,un bel giorno furono costretti a chiamare i pompieri per operare uno sgombero forzato con una serie di complesse azioni.Pare che i due avessero,però, utilizzato una dose da cavallo di Attak cosi’ come poi hanno fatto con i loro due incarichi e di sindaco e di assessore ai LL.PP.per cui l’operazione non risultò certamente facile .Poi la ruota della fortuna - la stessa che aveva gratificato da Mike Bongiorno il neo piduista Matteo e di cui ora il Latitante nella querelle con la nemica di turno e ai microfoni del porgitore di corte si è dichiarato SEGUACE DA ANNI(minchia,come si fa ad essere cosi’ farfanti!) - girò a favore dei Dioscuri per cui Fili da patruni divintau arzuni ed ora ha ripreso il suo vecchio e collaudato ruolo di pigliaboffe aggiornato e corretto alla luce delle nuove situazioni.
Infatti l’abbiamo visto presente in tante manifestazioni sostituire il Latitante (matrimoni,battesimi,cresime,viaggi della speranza,processioni,inaugurazioni di lavanderie,panifici,panellerie,pompe di benzina,gas,vini ed affini e tanto altro ) fino a presiedere,addirittura,il Comitato per “l’Estate Partinicese”.Estate Partinicese si fà per dire mentre sarebbe piu’ corretto scrivere “Scorci di Estate” nel senso di pezzi di estate ormai alla fine e non certo scorci nel senso della produzione di munnizza a tinchité e unni è gghé e che il prode Diego,alias Zorro,tenta quotidianamente ed inutilmente di nascondere sotto il tappeto come soleva fare la buonanima di me  zzà Nina quando doveva ricevere la visita del fidanzato della cugina Ciccina.Questi scorci hanno,di fatto,annullato i sacrifici dell’inventore di PARTINIC’ART un nostro carissimo amico ex assessore ,una specie di titano rispetto al Latitante e alla Pobblematica Pulzella che attualmente ne detiene la delega e che costrui’anche indimenticabili notti bianche ma che,a detta di Fili,non è certo che quest’anno a settembre è cosa che si potrà rivedere.Ad ogni buon conto per le iniziative agostane i partinicesi debbono restare grati all’impegno di tutta una serie di protagonisti che a titolo personale o in rappresentanza di associazioni si sono mossi a pietà nei confronti di tutti quelli che non possiedono una seconda casa a mare o in campagna e non vanno a villeggiare  nei siti vicini e sono costretti a vivere dentro un contenitore,Partinico,con la compagnia ormai sempre più tollerata(in qualche casa è divenuta addirittura indispensabile presenza ) di surci di cunnuttu comu cunigghia,inzetti vecchi e nuovi che farebbero la gioia di studiosi i quali piuttosto che esplorare nuove lande nei territori più lontani basta farsi un giro tra la via dei Mulini,risalendo quella che porta al Mercato ortofrutticolo,costeggiare la stradella ESA e aggrizzannu per via Madonna del Ponte nei pressi della Conad e cosi' avere la risposta a tutta una serie di laceranti interrogativi tra cui : l’uomo potrebbe discendere dalla evoluzione di un insetto?E in particolare: da quale insetto potrebbero discendere il Latitante e la sua numerosa  e famelica corte?  
P.S. tra i probabili organizzatore di “Scorci d’Estate” si vide aggirare nella Sala degli Specchi un personaggio noto ai più per avere costituito nel tempo associazioni, cooperative e affini per uso personale e di famiglia. Pare che alla notizia data da Fili che per l’estate “bambole non c’è una lira”,retti’a cursa e a ccu’ voli pagghia sa scinni.
SALA ROSSA

martedì 22 luglio 2014

GIACOMO, GIANLUCA E TUTTI GLI ALTRI

Non capita a tutti, ed ovviamente non capita sempre, che nel giro delle canoniche 48 ore si possano provare grandi gioie diverse per origine o intensità ma tutte convergenti per confermare che davvero la vita che tu hai scelto di assecondare (ovviamente anche per tantissime altre importanti cose) vale la pena di viverla.Per cui può capitare,ad esempio, che per una serie di favorevoli convergenze che si sono incrociate prima il 19 e poi il 21 di questo caldissimo mese di luglio,di condividere la gioia del tuo giovane compagno Giacomo che convola a nozze con la sua ragazza di sempre,Silvana, celebrando il rito (quando si dice il caso) nella stessa chiesa Madre (a Partinico di chiese ce ne sono almeno dieci) nella quale alcuni decenni prima ti aveva visto impegnato nello stesso mese e per sempre con la ragazza di sempre.Sarà un caso che Giacomo abbia sul piano ideologico la tua stessa “corazza”, le stesse certezze e determinazioni, la stessa caparbietà, entusiasmo e convincimento, la stessa capacità organizzativa.Eppure,data la sua età,egli appartiene a tutt’altra generazione essendo vissuti e cresciuti in epoche diverse (quando lui nasceva ero già un uomo) e in un contesto sociale e politico di notevoli differenze,i nostri percorsi umani e culturali sviluppati seguendo vie che avrebbero potuto non incrociarsi mai così come diverse sono stati gli itinerari per arrivare  insieme nello stesso Partito,vivere le stesse esperienze politiche, condividere i principi su cui fondiamo le nostre certezze e cioè come sia possibile su questa terra costruire una società di eguali.
E non sono passate che 24 ore dal quel gioioso evento che aveva interamente ed emotivamente coinvolti (in Madrice trasformata in un luogo di partecipazione non solo religiosa ma culturale da un Arciprete esponente di una Chiesa dinamica, evoluta, moderna, attenta alle diversità ed ai cambiamenti, solidale; ci accompagnò un eccezionale coro, il ”Pontis Mariae”, eseguendo musiche di Wagner, Schubert,Visconti ,Elgar) non solo gli amici ed i parenti, ma una piccola, limpida e combattiva comunità politica radicata nella città e punto di riferimento di nobilissime battaglie, che arrivi al giorno 21.
Il giorno in cui rinnovi il ricordo di quel momento nel quale vide la luce Fabrizio tra innumerevoli sofferenze della madre ma, poi, passata la paura ed il dolore con la gioia grande di noi genitori per la crescita della famiglia e la presenza di un nuovo essere, dopo Gaetano e Rosanna, cui hai dato la vita e che la vita insieme agli altri riempie ancora la tua. E quando pensavi che tutto ciò fosse di già bastevole,vieni coinvolto, nel pomeriggio, in un altro gioioso momento, protagonista un altro “figlio“ (politicamente parlando) di cui possono essere fieri i tanti padri putativi che lo hanno culturalmente e politicamente adottato e formato: Gramsci, Danilo Dolci, Marx, Che Guevara. La laurea di Gianluca col suo 110 e lode e tanto altro ne fa (ma, ovviamente, non solo per questo) uno straordinario giovanissimo intellettuale e politico di notevolissimo livello,è la laurea che ogni studente ha sognato nella sua vita.La laurea che corona anni di duri sacrifici e di rigorosi studi ma che hanno visto intersecare la sua vita con quella di Giacomo,Emiliano,Valentina,Diego,Giuseppe,Federica, Jimmy,Rose,Salvo, Peppe e tanti e tanti altri giovani coetanei, ma anche non giovani come me ed altri "antichi" compagni che,seppur cresciuti in una Partinico oggi nelle mani di chi avrebbe voluto avere anche una laurea fasulla e in quelle di fasulli laureati tronfi di prepotenza ed ignoranza,vuoti come quelle zucche che un giovanissimo Filippo Grillo raccolse per trasformarle in oggetti d’arte (ovviamente non riuscendovi, perché come si suole dire consala comu voi ma semprei cocuzza è),non si sono fatti inquinare,contaminare dal fradiciume versato a piene mani sulla città migliore dallo squallore vestito di umane sembianze.Al contrario,a questo si sono opposti e continuano a farlo perché ignoranza, arroganza, prepotenza e insensibilità non possano e debbano prevalere.
Giorni di grande gioia, dunque,ma anche di speranza sopratutto per loro che vogliono, pretendono, un  nuovo mondo, il migliore possibile. Auguri, compagni e carissimi "figli".


Toti Costanzo 

lunedì 14 luglio 2014

IL 14 LUGLIO DEL 2013 CI LASCIAVA PIERO CIRAVOLO



Ci sono avvenimenti  della nostra vita che restano indelebili nella memoria.E sono avvenimenti che convivono con noi per sempre perché parte della esistenza,che non si cancellano mai e che trovano prepotentemente dentro di noi,e per sempre,uno spazio,una nicchia in cui vengono gelosamente custoditi perché se ne abbia sempre una viva rappresentazione.E’,come quando i nostri antenati solevano scavare una nicchia su di una parete esterna all’abitazione dentro cui venivano custodite una o più immagini sacre che su quella famiglia e su ogni singolo dovevano vegliare ma che la famiglia o il singolo di queste avevano eterno rispetto e venerazione.Cosi’ nella mia nicchia insieme al ricordo della stessa repentina,immatura scomparsa di mio padre e poi quella di mia madre,dei miei fratelli e delle persone a me più care ho collocato l’immagine sempre sorridente di mio cugino Piero,il piccolo,gracile Piero che ci abbracciava insieme agli zii quando negli anni ’50 ritornando da Terrasini facevamo sosta dallo zio Turiddu Ciravolo e da zia Maria  che ci accoglievano nel negozio di Piazza Duomo con l’affetto che si riserva alle persone di famiglia.Era un rito,un rito quasi sacro al quale le nostre famiglie,fino a quando questo fu possibile,non ebbero a sottrarsi mai.Quel sorriso ha sempre accompagnato Piero fino alla sua improvvisa fine.Ed era il sorriso di una persona buona,generosa,carica di affetto.Il sorriso di un galantuomo.
Ma la domenica del 14 luglio del 2013 io non ho perso un cugino,la mia famiglia uno stimato parente e la sua, una persona assai cara,ma la città di Partinico,la Comunità democratica e civile ha perso qualcuno,qualcosa di importante,straordinario nella sua semplicità,generosità,umanità,senso della tolleranza ed altruismo che sapeva essere rigoroso nell’impegno come lo è un uomo di scienza ma disponibile ed umano nel diffondere e trasmettere le sue conoscenze come poteva essere una persona speciale.Piero Ciravolo,quel giorno,è anche mancato ai suoi colleghi,agli amici che gli vollero bene,a quegli amministratori comunali non della nostra città che ne seppero apprezzare le doti di organizzatore geniale ma propositivo e concreto.Ed è mancato a centinaia di ragazzi che ebbero la fortuna di conoscerlo ed averlo Maestro e al quale dispensò con semplicità il suo sapere,la passione e l’amore per lo studio,per la difesa dell’ambiente in cui viviamo,luogo sacro da difendere ad ogni costo e contro qualsiasi potere,economico o politico che sia,ma che antepone le ragioni del profitto dei singoli sull’interesse collettivo .Lui fu un militante di quel diffuso esercito dispensatore di civiltà che accomuna tante persone per bene di Partinico ed ha come ideologia il rispetto dell’aria,dell’acqua,del mare e della terra che sono gli elementi essenziali che consentono la vita e la perpetuano.Fu carne e sangue della nostra città,di una comunità che seppur quotidianamente umiliata ed offesa ha sempre trovato le ragioni del suo riscatto e che non intende, ancora ad oggi, arrendersi all’arroganza del potere,alla prepotenza di pochi,all’ignoranza usata per condizionare,imporre,violentare.Penso che la Partinico migliore per la sua rinascita abbia bisogno ancora di simboli.E Piero Ciravolo,il suo pensiero,oltre che un simbolo resta un importante,indispensabile punto di riferimento per tutti coloro che gli abbiamo voluto veramente bene.
Toti Costanzo


sabato 5 luglio 2014

LOBY PAVONE CON LE SEMBIANZE DEL GALLO CEDRONE




Dopo il solenne annuncio in Consiglio comunale(“denuncio,denuncio per tutelare la mia dignità”) che scosse dalle fondamento il democratico consesso- “ cosi’ percossa attonita la terra al nunzio sta muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale”( Manzoni ne il 5 maggio 1821 in onore di Napoleone)-Sala Rossa fu costretta all’inattività.Alla notizia ferale una febbre da cavallo l’assali’,un tremito irresistibile scosse le sue vecchie membra mentre l’intestino sconvolto dall’annuncio,ebbe irrefrenabili,continui travasi e conseguenti traslochi in luoghi opportuni che in poco tempo ne debilito' la fibra.Sala,dunque,già compromessa da una “litrata” di bile fuoriuscita all’annuncio della riconferma,a giugno 2013,di Loby a riguidare la città che di recente e dopo una mostra internazionale di significative foto ha assunto il nome di “Cityvoltaico”e dopo avere dovuto,nel tempo,sostenere perfino le cinque aggressioni della plurimiliardaria signora del mare color del vino risoltesi,però,in una serie di sonore pernacchie il cui suono risuona ancora ad oggi nelle auguste sale di quel che fu il Tribunale locale (e anche del palermitano),fu costretta,obtorto collo,alla forzata inattività.Chiamato lo speziale al suo capezzale da vicini di casa amorevoli,caritatevoli e misericordiosi,il responso fu tranciante:niente più fantasie da trascrivere su quell’infame contenitore ,e per giunta comunista,ma contrizione,silenzio,meditazione,preghiera con necessaria ed opportuna trasferta e collocazione dentro un monastero perché possa meditare,meditare,meditare e… ravvedersi.E cosi’fu.Mentre Sala ,dunque,saliva a capo chino il sentiero che la portò nella grotta là dove visse e mori’ da sola Rosalia e cioè lontana dal mondo,Loby osannato e trionfante s’imbarcava su di un volo di linea a Punta Rais per raggiungere l’antica Onoguria,intrattenendo ed inebriando con la sua estesa cultura i cittadini di Vraca che,a quanto è dato sapere sia le vie che le abitazioni si illuminano ancora tramite lunghi e resistenti moccoli imbevuti nell’olio.Fu facile per Loby e con la preziosa collaborazione di Fili Faremo,Jhonny Due (ora promosso a Uno perché Uno ha cambiato identità ) e Gianli,convincerli che per avere modernità e luce bisogna ,tramite gemellaggio, rivolgersi a lui e alla sua “City” che in materia ha raggiunto un vero primato :basta fare un giro per verificare de visu come i tetti,ma anche sottotetti,pensiline,suoli e sottosuoli,delle abitazioni della City siano diventate una miniera che invece di produrre sale o carbone,s’illuminano d’immenso.Un vero e proprio trionfo che ha fatto dimenticare il fallimento della Poli,la fumosa delocalizzazione buona per gli allocchi ma anche per i marpioni fiutanti sempre la direzione del vento e, in ultimo, la sonora “coffa” delle Zone Franco Urbane ad opera di don Sarino Trombetta con l’ausilio della signora Linda,quella della canzone dei Pooh.Ritornato a Punta fu accolto con applausi,olé ed hippy,hippy urrà a scena aperta da una foltissima delegazione composta da Ntrea che sventolava una bandierina di carta della nazionale italiana che gli era rimasta quale ricordo della disfatta,Wind che esibiva a mo’ di trofeo l’ultima generazione di Smartphone-Apple,don Peppino Barby convinto di avere licenziato un Piano Traffico di tal Tornante(trattasi di "pacco") che a City ha trovato,da vent’anni,dda’ cosa e quasetti ri sita,e che materializza chiaramente quel concetto che il compagno Cola soleva rappresentare efficacemente e cioè che cà si t’appuzzi ‘a na minna un la lassari p’i curtu ( e lui è dal 1994 che è appuzzatu),il Segretario mio segretario costretto a fare buon viso e cattivo gioco (cosa non si fa per potere campare!),Toto’chiama Saro 3131,Narduzzu 3000 al mese alla nostra faccia,Peppe in altissima uniforme frutto di trafila e tanto sudore e sacrifici, le solite tre pie donne,una schiera di avvocati liberi professionisti che gridavano in coro “Loby,sei tutti noi!”.E fu accolto come la città accoglie la nostra Patrona quando ritorna in città dopo una lunga sosta invernale nel venerando Santuario:alborata e scampanio dei sacri bronzi,spari di mortaretti,giro della banda musicale per le vie della città,rinfresco nelle sale restaurate del Palazzo Ram,concorso di voci nuove in Piazza Duomo e,infine,conclusione in via Mattarella con giochi d’artificio della premiata ditta dei Castelli romani.Davvero un trionfo al punto che esaltato e gasato parti’ subito a tremila con lo scopo di concludere diversi affari:1) telefonare ad Antony Ballarò perché gli assicuri una onorevole collocazione nella lista per l’elezione al Parlamento nazionale o,in subordine,un posto alle prossime regionali ritenendosi ormai maturo per un ulteriore salto della quaglia.E che si sappia :lui ,fin da piccolo,ha manifestato una indiscutibile ed eccellente propensione per il salto in alto,in lungo e soprattutto il salto di banchi;2) si è convinto che se il nuovo Partito Democristiano di Cityvoltaico ha ottenuto quasi il 38 per cento dei voti questi sono di sua esclusiva proprietà per cui chi non è con me (quelli del PD “storico” ed altri avventizi ) peste li colga e anche se qualcuno gli rinfaccia che alle europee il suo “cavallo” (che poi era il cavallo di Antony Ballarò) a Cityvoltaico ebbe niente e per di più sonoramente trombato;3)che i finanziamenti per il restauro dell’antico ponte che porta al Santuario lo si deve a lui che l’aveva inserito nel programma elettorale( ebbe la sfacciataggine di dichiarare cosi’ al microfono del porgitore di corte !) mentre lo sanno anche i gatti che è opera voluta dall’Arci e da Toto’ chianu ra Casa Santa.Ed infine è ormai fermamente convinto d’essere un pavone (è una  specie molto simile al gallo cedrone) che sarà anche bello da vedere quando gira la ruota ma che non è capace di volare e si muove terra-terra.Ma che diciamo terra-terra!Striscia e niente più.

SALA ROSSA 

lunedì 23 giugno 2014

OVVIAMENTE NON SIAMO D'ACCORDO COL SEGRETARIO DELLA CAMERA DEL LAVORO DI PARTINICO


La presenza di una delegazione di Rifondazione Comunista all’annuale cerimonia per ricordare l’eccidio della Camera del Lavoro del 22 giugno del 1947 dentro i cui locali in Corso dei Mille furono trucidati due compagni comunisti Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono ed altri due ,Andrea Mazzurco e Leonardo Addamo feriti gravemente,rappresenta la continuità ideale tra il nostro passato e l’impegno mai venuto meno a difesa dei lavoratori e a sostegno dei diritti dei piu’ deboli. Cosi’ è stato ieri con la nostra presenza-testimonianza davanti la targa da noi apposta  quali fondatori dell’Osservatorio per lo sviluppo e la Legalità”Giuseppe La Franca” ,insieme alla CGIL di Partinico (l’avremmo potuto fare come Partito ma quel sacrificio è sangue di tutto il nostro popolo) e cosi’ continuerà ad essere per noi comunisti perché il ricordo del loro sacrificio della vita  e la memoria da tenere viva rappresentano ancora una delle tante ragioni della nostra esistenza politica.
Abbiamo apprezzato la presenza di dirigenti della CGIL a diversi livelli cosi’ come quella di Filippo Aiello Presidente del Consiglio comunale di Partinico.Doverosa anche quella di Giovanni Pantaleo a rappresentare l’Amministrazione comunale davanti a tanti familiari dei compagni uccisi.Il Sindaco,ovviamente e come sempre, assente nella occasione  di questi importanti appuntamenti .
Il discorso del nuovo segretario della Camera del Lavoro di Partinico,Vito D’Anna,è stato assai efficace per quel che riguarda il volere ricordare gli oltre 50 sindacalisti uccisi nel dopoguerra e a Partinico,oltre i compagni Casarrubea e Lo Iacono,il comunista Michelangelo Salvia sindacalista ucciso l’8 maggio del 1947 pochi giorni dopo la strage di Portella delle Ginestre.Scrive Giuseppe Casarrubea,storico e figlio del nostro compagno assassinato,che Michelangelo Salvia,anch’egli dirigente della Camera del Lavoro di Partinico.“fu ucciso con dei colpi di arma da fuoco sparatigli in bocca perché Michelangelo non aveva peli sulla lingua.La gente parlava,lo Stato era omertoso e depistava…” ’ E sulla tomba di Michelangelo,che aveva appena 34 anni,i familiari hanno scritto.” barbaramente ucciso da una mano sopraffattrice per chiudere la bocca portatrice di verità insopprimibile su tutti gli uomini che soffrono.I buoni ed onesti cittadini lo ricordano fulgido esempio di onesto lavoratore”.
D’Anna,dunque,ieri davanti la targa che ricorda il sacrificio di quei compagni ha portato un apprezzabile contributo per una eventuale,augurabile ripresa della discussione storica sul ruolo della mafia anche nella città di Partinico,sulla vecchia e su quella di oggi,su quello dei comunisti ed il loro tributo di sangue per l’emancipazione del mondo contadino e del lavoro,ma commette poi un gravissimo errore politico (noi pensiamo in perfetta buona fede) quando raccatta  qualunquistici argomenti quotidianamente diffusi a piene mani sul ruolo del Consiglio comunale di Partinico assommando in unico giudizio chi si batte per la legalità e l’affermazione dei diritti degli ultimi,l'efficacia dei servizi e contro le diffuse clientele  e chi usa lo strumento politico del governo della città per demolire ogni giorno di più quel che di buono in tanti anni di lotte e di sacrifici seppero costruire chi alla politica diede anche la vita al contrario di chi ,anche oggi, ne trae indubbi vantaggi personali e di gruppo.Esattamente quel che fanno l’attuale sindaco e buona parte dei suoi sostenitori nel Consiglio comunale.Ovviamente,quello di D'Anna,é stato un argomento che suona utile ad una amministrazione comunale non sempre presentabile quando non inetta ed inefficace e che in tal modo ha la possibilità di nascondersi,mimetizzarsi nell'ambiguità delle parole e dei giudizi errati.Altri,invece,e tra questi i due compagni consiglieri Gianluca Ricupati e Valentina Speciale che della tradizione politica e culturale di quella Camera del Lavoro,di quel Partito e di quegli uomini sono eredi e continuatori,si spendono perché dal mare del pressappochismo,della subordinazione, delle clientele,dell’ignoranza emerga un nuovo,diverso modo di governare e guidare un Comunità.
Certamente abbiamo condiviso alcune delle cose dette da Filippo Aiello che ha voluto ricordare.nel suo intervento,l’impegno di tanti consiglieri(certamente non di tutti) non solo nel presentare proposte ma nel dare indicazioni all’amministrazione comunale per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori della nostra città.Noi siamo consapevoli che dall’uccisione dei compagni Salvia,Casarrubea e Lo Iacono tanto tempo è passato e tanto è cambiato nella nostra Società e che questa Camera del Lavoro non è,ma non potrebbe più essere,quella che costruirono quei compagni insieme a Turiddu Termine.Una cosa è certa,però,che questo importante organismo debba riprendere a discutere ,a proporre e proporsi,a confrontarsi  con la città ed i suoi problemi anche con chi di quella tradizione è erede.Potrà essere utile non solo all’organismo sindacale e ai suoi dirigenti ma ai cittadini interessati ed anche a noi.Lo sarà sicuramente per l’assessore Pantaleo al quale ,in dissenso con quanto ebbe a dire ieri nel suo intervento-" non cé più destra e non c'é più sinistra"-,gli diciamo nel volerlo rassicurare che c'é la destra e c'é anche la sinistra,modesta quanto si vuole ma viva, vivace,propositiva,attiva e che non baratterà mai i suoi valori.E poi c'é un mare di qualunquismo dilagante dentro cui c'é di tutto e di più.Dentro cui c'é buona parte di questa amministrazione e di questo Consiglio comunale.E infine ci sono   anche coloro i quali (ma non ci risulta,per la verità,sia quel che pensa Pantaleo) che per fermare l'emigrazione, ad esempio,propongono di affondare i barconi dei migranti disperati,a cannonate.Ma questi rappresentano "il fango"della nostra società,quello che seppur assai minoritario e che si manifesta in tante altre forme, é  sicuramente presente nella nostra città . 
Toti Costanzo




domenica 22 giugno 2014


IL 22 GIUGNO DEL 1947 VENIVANO ASSASSINATI DENTRO LA CAMERA DEL LAVORO DI PARTINICO I COMPAGNI COMUNISTI GIUSEPPE CASARRUBEA E VINCENZO LO IACONO. I COMUNISTI DI PARTINICO LI RICORDANO QUALI COSTRUTTORI DEL PARTITO E VITTIME DELLA FURIA ANTICOMUNISTA CHE IMPERVERSO’ IN QUELL’ANNO NEL NOSTRO TERRITORIO.PER RICORDARE IL LORO SACRIFICIO E QUELLO DI ANDREA MAZZURCO E LEONARDO ADDAMO CHE RIMASERO FERITI IN QUELL’ATTENTATO, RIPORTIAMO L’INIZIO DI UN POST DEL PROF. GIUSEPPE CASARRUBEA,FIGLIO DEL NOSTRO COMPAGNO, CHE SI PUO’ LEGGERE INTEGRALMENTE SUL SUO BLOG.

 

 

 

 

 

Stragi del 1° maggio e del 22 giugno 1947: esecutori e vittime

Pubblicato il di casarrubea
Giuliano chiede armi  al Comando militare americano tramite Stern
Giuliano chiede armi al Comando militare americano tramite Stern
Il prossimo 22 giugno, domenica, alle ore 9,30 la Camera del Lavoro di Partinico (Via Roma) commemorerà il 67° anniversario degli assalti contro le sedi della CGIL della provincia di Palermo. Con l’occasione pubblichiamo, di seguito, altri stralci della Sentenza di Appello del 1956, oltre quelli indicati in alcuni post precedenti, con le seguenti avvertenze:
1) È comprovata anche in sede giudiziaria, oltre che di ricerca storica, la continuità dell’azione di Portella del 1° maggio 1947 con quella degli assalti alle sedi di sinistra e alle Camere del Lavoro di Partinico, Cinisi, San Giuseppe Jato, Monreale, Borgetto, Carini avvenuti il successivo 22 giugno.
2) Pasquale ‘Pino’ Sciortino è condannato non solo per la strage di Portella della Ginestra, ma anche per quella di San Giuseppe Jato, conoscendo egli meglio quei luoghi.
3) Per la strage di Partinico è condannato soltanto Salvatore Passatempo, già deceduto all’epoca della sentenza di Viterbo (1952). Ma è evidente che egli non poteva essere da solo visto che vari rapporti delle forze dell’ordine parlano della presenza di un commando di ben quattro individui, mai identificati ufficialmente, che presero d’assalto la sezione del Pci/Camera del Lavoro, quella sera di domenica 22 giugno. I bossoli di risulta trovati a ter le bombe a mano del tipo SRCM, ci dicono che i terroristi fecero uso di armi da guerra.
4) Tra i feriti di Partinico viene incluso anche Gaspare Ofria. Ma si tratta di un errore madornale del quale abbiamo ampiamente parlato nelle nostre ricerche, ad esempio in Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato (Milano, FrancoAngeli, 1997).