domenica 23 novembre 2014

SE NE E' ANDATO GINO SCASSO, STRENUO DIFENSORE DELL'AMBIENTE E DELLA VITA




Con Gino Scasso se ne va un’altra di quelle importanti personalità che a Partinico hanno voluto pervicacemente costruire negli ultimi trent’anni una forte e diffusa coscienza ambientalista.Dopo Nino Amato e Piero Ciravolo ora se ne è andato anche lui.Fu,la nostra, la generazione che in nella lunga,indimenticabile estate dell’84 apri’ gli occhi ad una comunità sonnacchiosa,accondiscendente,compiacente che aveva consentito la rottura dell’armonia che nella nostra zona equilibrava da sempre il rapporto tra aria,acqua,mare,terra,uomo.E fu in quell’estate che il democristiano Nino Amato si ritrovo’ con un pezzo del PCI locale (Toti Costanzo,Vincenzo Fedele, MarcoLa Fata, Toto’ Inghilleri ed altri),ad iniziare una lotta che non si è mai piu’ fermata neppure di fronte al grumo che nella nostra città ha quasi sempre solidificato potere economico e pezzi della politica locale. Gino non aderi’ da subito al nostro Comitato popolare per la difesa dall’inquinamento dell’area del Partinicese,da noi costituito.E non certo perché colluso come i Partiti politici,in testa la DC,che governavano la nostra città ma perché lui,formatosi nelle lotte della Milano del ’68 e militante della sinistra extraparlamentare, pensava con il voto che manifesto’ nel Consiglio comunale (era già stato eletto Consigliere ) a favore della riapertura della distilleria chiusa dal Sindaco Bongiorno ,di difendere cosi' gli operai che in quella industria lavoravano.Ma capi’ ben presto come le sue ragioni avessero involontariamente non solo indebolito il fronte ambientalista oltre che messo in discussione l’unità di azione della sinistra locale,ma prestava il fianco alle forze piu’ retrive che diversamente da lui intendevano soltanto difendere gli interessi dell’industriale.Dopo quell’esperienza scelse,ovviamente,di stare ,e per sempre,a difesa dell’ambientee dunque della salute e della vita dell'uomo .Ma con“l’extraparlamentare” Gino, seppur i rapporti politici non fossero  sempre sereni o di collaborazione in ragione della diversa  collocazione politica e “visione strategica” -ed anche per la diffidenza di quanti come lui militavano nelle formazioni alla  sinistra del PCI -non furono poche le battaglie condotte contro le Giunte comunali che avevano solidificato un rapporto tra DC,PSI e di volta in volta i Partiti di Cintola (il PRI prima e il PSDI poi), dominando la vita della nostra città condizionandola e costruendo un sistema clientelare che durò decenni senza alcuna possibilità, da parte delle nostre formazioni, di scalfirlo.Ma fummo insieme nel difendere coloro che non avevano né una casa né un lavoro anche se operammo separatamente.Lui a sostegno degli occupanti degli alloggi di via Ungaretti ,noi comunisti per costruire un movimento popolare,la Lega dei disoccupati, per la moralizzazione dei cantieri di lavoro e la costruzione dei 108 alloggi della 3° zona PEEP,i contributi per i senza casa,il sostegno materiale ai disoccupati.Insieme, e insieme a tanti altri,ci ritrovammo a salire e scendere le scale dei Tribunali di Partinico e di Palermo per le numerose querele dell’industriale Bertolino che tentava,senza ovviamente riuscirci, di condizionare la nostra intransigenza che non si piegava né ai ricatti né alle negative sollecitazioni .Cosi’ come fummo insieme nel 1976 a dare vita alla prima radio libera –Radio Onda Libera- con una forte caratterizzazione politica.Quell’esperienza,seppur nella sua convulsa quanto limitata vita,rappresentò la straordinaria capacità di un pezzo di sinistra partinicese che quando dialogava o collaborava sapeva costruire forti e seri momenti “rivoluzionari” come lo è la libera informazione seriamente alternativa nei confronti di un potere corruttore,compromesso,colluso anche con la mafia.L’esperienza durò poco,anche per ragioni economiche.Alla fine della esperienza decidemmo di trasferire parti utili della radio a Peppino Impastato che intanto a Terrasini dava vita a Radio Aut.
Gino Scasso era un uomo molto timido,a volte appariva anche indifeso( memorabili i miei scontri in Consiglio comunali a sua difesa contro l’arroganza di certi democristiani che tentavano di isolarlo e dileggiarlo)anche se, molto spesso,trasformava la sua timidezza in aggressività verbale.Era un modo di vincere,forse,oltre che la timidezza anche la sua ricercata solitudine che tuttavia,paradossalmente,non gli impediva di immergersi dentro il profondo del mondo giovanile assai sensibile ai temi ambientali.Ovviamente la sua competenza delle tematiche era fuori discussione cosi’ come la capacità di porre,farsi comprendere,coinvolgere.Ovviamente non avrò più la possibilità di rivolgermi a lui con il consueto :” Compagno Scasso, a che punto è la nostra rivoluzione?”.La sua è approdata in lidi più sereni.
Toti Costanzo

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lunedì 17 novembre 2014

SALA ROSSA HA RICEVUTO DA UN ANONIMO QUESTA NOTA CHE PUBBLICHIAMO.NELLA PREMESSA L’ESTENSORE HA SCRITTO CHE L’ISPIRAZIONE GLI E’ VENUTA NEL LEGGERE LA NOTIZIA CHE A PALERMO SAREBBE VENUTO IL PRESIDENTE DEL PD ,IL GIOVANE "TURCO" MATTEO ORFINI ,PER INCONTRARE GLI ADERENTI ALLA SUA CORRENTE CHE E’ CAPEGGIATA DALL’ON. ANTONELLO CRACOLICI .


Risultati immagini per sindaco lo biundo

Quando tu dici “turchi” dalle nostre parti un fremito di paura scuote ancora le piu' profonde fibre e arrizzicanu ‘i carni. Il tuo pensiero corre indietro nel tempo e pensi , per prima cosa,ai lontani racconti della nonna depositati e dimenticati in una parte recondita della materia cerebrale,la quale per frenare la tua esuberanza infantile lanciava la minaccia :“St’attentu,figghiu meu, ca’ s'unna finisci arrivanu i turchi”. E “turco” era sinonimo di terrore,simbolo del male e nell’occasione diventava il deterrente necessario per porre fine alla qualsiasi.Poi crescendo e con qualche coccio di littra in piu’ scoprivi che i turchi erano quelli che praticando la pirateria e provenienti dalle coste africane,infestavano le nostre terre costiere saccheggiando,rapendo e violentando le nostre donne.Fu per tali  ragioni che lungo tutta la costa della Sicilia il famoso architetto Camillo Camilliani nel ‘500 costrui’ le torri di avvistamento che avvertivano in tempo le popolazioni le quali si organizzavano per la difesa o per mettersi al riparo dalle scorrerie.Dunque “turco” in sintesi significa corsaro,pirata,sgozzatore,violentatore, ladro. Ora noi ci chiediamo: ma a chi è venuta la originale idea, tra alcuni giovani piddini, di autoappellarsi come turco o, ancor meglio,“ giovani turchi” i quali partendo dalla corte del fu segretario Bersani (Vi ricordate?:da ministro del governo Prodi nel 1997 concesse alla signora fumalora un contributo di oltre 67 miliardi delle vecchie lire per delocalizzare la distilleria (sic!) sono approdati alla corte di Renzusconi il quale per togliersi l’obbligo del transito fece nominare un tal Matteo Orfini ( chi lo conosce bene lo chiama Matteo “morfina” perché quando parla fa calari ‘u latti )esponente proprio dei giovani turchi,Presidente del PD.Costui è convinto che in questo Partito conta qualcosa nel senso di avere potere al punto che ha convinto perfino il nostro “Antony panella”- che appena dici "potere" immediatamente strofina ripetutamente il pollice e l’indice- ad aderire alla sua corrente.Per cui,di recente,arrivato a Palermo per omaggiare il trombone Trombetta che finalmente si era sbracato( senza riferimento a niente,per carità) ai maggiorenti piddini che chiedevano poltrone a tinchité (ovviamente ottenendole),Matteo morfina fu accolto a Punta Rais da una delegazione cosi’ composta:
a) Antony che data la notevole mole sintomo di decennali scorrerie in tutte le panellerie di Palermo dovette mimetizzarsi dentro un burnus(un mantello) comprato  alla spiaggia di Romagnolo da un vu cumprà iscritto al sindacato che glelo presento’ come precedentemente posseduto dal giocatore berbero Zinedine Zidane discendente dai Tuareg (i Berberi bianchi) che nella traduzione locale significa “abbandonato da Dio “ o ancor meglio “masnadiero” .Ovviamente alla parola masnadiero Antony non ebbe alcun dubbio al punto che compro’,a completamento,anche il tagelmust che altro non è se non il copricapo in uso a quelle popolazioni; b) Gianli che naturalmente per fisico ,colore sempre ambrato della pelle( beato lui!),altezza e corporatura appena si colloca una tunica in dotazione alle popolazioni della costa nord dell’Africa fa ‘u ddiu ra fiura e non lascia dubbi sulle sue recondite origini ;il consigliere Anavant-Anavien o Rentre’ dal fisico sicuramente autorevole,frutto di lunghi e pesanti allenamenti col settechiliduecentocinquanta lanciato alla velocità di 24 m/s ed allievo di don Leonardo noto alle cronache locali non solo per le sue indubbie doti tecniche ma per avere anche assunto a tempo determinato l’incarico di assessore in una delle tante giunte dell’Abusivo; c) lo stesso Abusivo transitato con i turchi che non appena aderi’ alla proposta di Antony e cioé di entrare nella “corrente” ebbe ad esclamare :“Finalmente ho trovato la  corrente che fa per me .“E’ chi c’è piu’ turco di me?”.Ovviamente turco nell’accezione piu’ tradizionale e veritiera del termine.E,conoscendolo, abbiamo già calcolato l’ipotetico tempo di una sua permanenza in loco.D'altronde i turchi per saccheggiare non si spostavano, rapidamente ,da una costa all'altra?
Per concessione di Anonimo ,Sala Rossa            

domenica 9 novembre 2014

L'AVVOCATO NINO CALECA,ORA ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA, DA PARTINICO ALLA REGIONE SICILIANA



E’ certo che il maresciallo dei Carabinieri Caleca  che a Partinico negli anni ’60 prestò servizio presso la Tenenza,non avrebbe mai potuto pensare quando visse nella nostra città che quel suo figliuolo,Nino,un giorno sarebbe diventato Assessore della Regione siciliana cioè uno degli incarichi piu’ prestigiosi che possano capitare nella vita di un uomo che è stato intensamente impegnato anche in politica.Era,forse, impensabile per quanti come lui prestavano servizio nell’Arma,concepire l’idea che un figlio potesse diventare perfino comunista anche se in quel Partito si respirava impegno e democrazia ed era possibile costruire il proprio futuro attraverso la scelta di un difficile ideale che aveva bisogno, per sostenersi,del personale sacrificio che ti spingeva a formarti una coscienza civile attraverso le letture,le lotte e la vita nelle sezioni.Li’ era possibile costruire quel patrimonio culturale assai utile soprattutto per quanti avrebbero scelto,come Caleca,la professione forense.Nino Caleca,giovane comunista formatosi con Pio La Torre,diventa avvocato di grande spessore ed il Partito lo valorizza anche all’interno delle Istituzioni.Per cui prima lo candida al Consiglio comunale di Palermo e poi nel 1980,appena venticinquenne,lo elegge alla Provincia Regionale assegnandogli l’incarico di capogruppo.Ma Caleca prima di essere un uomo politico è un Avvocato.Per cui la sua strada è li’ dentro i Tribunali a difesa di quanti compagni o non,chiedono d’essere da lui sostenuti.E cosi’ come difende il “compagno” Nino Fontana di Villabate assume la difesa di personaggi come Cuffaro ,Mannino, Leanza o Dina  che compagni sicuramente non sono mai stati.In altri tempi questo non sarebbe stato possibile.Ludovico Corraro, infatti,seppur grande avvocato ma anche senatore comunista,per aver voluto assumere la difesa del democristiano Verzotto,non fu piu’ ricandidato dal PCI.Si direbbe,ovviamente,altri tempi anche se va detto per amore di verità che Caleca quando ha assunto la difesa di questi personaggi tutti ex democristiani e tutti coinvolti in vicende giudiziarie abbastanza complesse non era piu’ un militante organico della  sinistra.
Ora il saltabanchi imbonitore Crocetta con grandi capacità mistificatorie e che si è circondato e si circonda di personalità di grande spessore pur di sopravvivere politicamente (ha anche avuto tra i suoi sostenitori fior di politici locali come Lo Biundo e soci) ,nomina insieme alle solite mezze tacche anche l’avvocato Caleca con delega,addirittura,all’Agricoltura.Vi ricordate?Nomino’ Zichichi,Battiato,la figlia del giudice Chinnici,la figlia di Paolo Borsellino.Ma la Sicilia sprofonda ogni giorno di piu’ nel baratro di una crisi irreversibile per l’incapacità,la presunzione, la pervicacia e l'egocentrismo di questo trombone che è riuscito a diventare Presidente della Regione siciliana col 30% dei voti del 47% dei votanti e solo perché in presenza di una grave crisi di identità politica dei siciliani. Ovviamente sarà spazzato via cosi’ come lo sarebbe stato nel 2013 il suo (ex?) sostenitore di Partinico se…..
Dunque l’avvocato Caleca di cultura ed anche se ormai lontana estrazione comunista,diventa Assessore di un comparto in gravissima crisi come è la nostra agricoltura.E va a prendere il posto di un tale Ezechiele Paolo Reale,anch’egli Avvocato ma con la passione per la pallacanestro (ce lo confido’ dopo una audizione in Commissione attività produttive all’inizio della stagione irrigua e per ragione che attenevano al Consorzio di Bonifica e al nostro comprensorio ) che s’intendeva di agricoltura come tanti di noi di astrofisica.Ovviamente uno col nome di Ezechiele non poteva che combinare guai alla stregua del famoso lupo dei fumetti di Topolino.Per cui,tanto per rendere chiaro il concetto,l’onorevole del Movi 5 Stelle,Claudia La Rocca che ha immediatamente sostenuto il nostro Comitato per una sana gestione delle acque dell’invaso Poma,presenta in data 22 novembre 2013 una interrogazione parlamentare per avere tutta una serie di utili notizie sulla situazione del nostro Comprensorio irriguo.Ma Ezechiele quando risponde? ESATTAMENTE DOPO UN ANNO CIOE’ IL 21 OTTOBRE 2014 e,quindi,alla FINE DELLA ,ULTERIORE,DISCUTIBILE STAGIONE IRRIGUA.Da non crederci!
Ora l’avvocato Caleca ,che fu cittadino anche se di transito di Partinico e che lo scorso anno ospitammo nel nostro Circolo per la presentazione di un lavoro dal titolo significativo “ Perché è stato ucciso Pio La Torre” ,scritto insieme ad Elio Sanfilippo attuale Presidente regionale della Lega Coop ma che fu consigliere comunale del PCI e segretario della Federazione provinciale comunista di Palermo,si è caricato di questa grande responsabilità politica. Noi avendo chiaro chi è Crocetta dubitiamo che possa fare meglio di Ezechiele lupo anche se glielo e se lo augurano sopratutto i nostri agricoltori.
Toti Costanzo

          

sabato 1 novembre 2014

E, ALLA FINE, ANCHE GIANLUCA SI ARRABBIO' CON L'ABUSIVO CHE DA CUSTODE DI VILLA FALCONE DIVENNE SINDACO



Non avevo mai visto Gianluca arrabbiato.Lui sempre cosi’ misurato,calmo,razionale.Mai visto turbato,affranto .Cosa gli era capitato,dunque?Perché ,ora,cosi’ taciturno e cupo ?
Si erano appena conclusi i lavori del Consiglio comunale.Avevamo convenuto di vederci con altri compagni e tirare il bilancio delle iniziative della Sinistra in Festa del 19 ottobre che aveva visto ancora una volta un Partito vivo,vivace,determinato,organizzato,propositivo,generoso.Una speranza,certamente,ed una certezza per la vita democratica della nostra città.Il suo inusuale pallore mi preoccupo’ abbastanza.Cosa ti è capitato?Gianluca,per chi lo conosce,è un giovane dotato di grande sensibilità e difficilmente perde la notoria calma.E’ stato un eccellente studente e durante il suo percorso scolastico non si è concesso alcuna sosta.Non si è adagiato,non ha voluto vivere alle spalle della famiglia per cui spesso lo vedevamo girare  col suo motorino,anche in pieno inverno,e consegnare delle buste per conto di una ditta privata  che gli aveva assegnato questo incarico,oppure espletare qualche lavoro nella Facoltà che ha frequentato con eccellenti risultati.Un giovane  diverso da tanti che vediamo girare a vuoto,qualcuno bighellonare senza speranza e senza alcuna prospettiva gravando  sulle spalle dei genitori o che si umiliano appresso al potentucolo di turno.Altri come Gianluca che per fortuna ci sono anche se fanno sacrifici,alla disperata ricerca di un lavoro che non c’è.Gianluca è stato ed è studio,politica,impegno civile.Anche lavoro saltuario,se il caso.E se capita,si sa anche divertire come i ragazzi della sua età.
Lo scontro con il Sindaco di Partinico,quella sera in Consiglio,era stato duro,aspro.Lo Biundo noto mistificatore e da una vita sempre appresso a qualcuno che a suo parere conta qualcosa e gli puo' essere utile (l’elenco è ampio e noto),aveva avuto l’ardire di rinfacciare a Gianluca ,che proponeva la gestione diretta da parte del Comune della riscossione dei tributi al fine di agevolare i cittadini e sottrarli alle grinfie rapaci della ex SERIT oggi Riscossione Sicilia,che a suo dire viveva una contraddizione.Accusava Gianluca di essere stato,a suo dire,alle dipendenze di questa Società.Un falso,una ricercata cattiveria frutto di manifesta e incontrollata biliosità che lo porta assai spesso e nei confronti di chi pensa sia un suo nemico,ad essere pesantemente e ingiustificatamente cattivo.Gianluca,ovviamente,non ha mai lavorato per conto della SERIT mentre lui,non appena insediatosi come Sindaco,ha smantellato una struttura costruita con alcuni valenti giovani dipendenti comunali che si occupavano proprio di riscossione dei tributi affidandola,invece, a quella Società notoriamente una specie di sanguisuga legale che rappresenta lo strozzinaggio fatto regola.Esattamente quel che fece,appena insediatosi al Comune,con il Servizio idrico dato all’APS e con la Società Servizi Comunali Integrati RSU-ATP PA 1 un vero carrozzone clientilare presso cui,mentre era Sindaco,aveva intenzione di farsi assumere dopo aver ottenuto il nulla-osta da un suo ex collega di Borgetto,Comune cui si era fatto trasferire da Partinico essendo un LSU.L’operazione falli’ per la determinazione dell’avvocato Giacomo Palazzolo all’epoca Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società il quale, giustamente, non si volle prestare a rendersi complice di una palese illegalità pagandone,poi,tutte le conseguenze.Palazzolo fu destituito e al suo posto si è insediato un altro amministratore ovviamente più gradito.Dunque,una menzogna quella nei confronti di Gianluca solo perché questo giovane oltre ad essere un comunista è una persona seria e perbene che rappresenta con dignità coloro che lo hanno fatto eleggere Consigliere comunale.Menzogna e cattiveria che sono il mix di cui si nutrono ignoranza e biliosità,che concentrandosi,diventano humus in cui crescono quotidianamente gli arrampicatori.Il primo cittadino di una Comunità dovrebbe plaudire ed essere orgoglioso di quei  giovani concittadini che studiano,lavorano e si sottopongono ad immensi sacrifici pur di non sottomettersi all’arroganza,alla prepotenza,ai ricchi crapuloni ignoranti e presuntuosi che spesso rappresentano la corte di cui si circondano quanti vanno avanti prostituendosi ogni giorno senza provare alcuna vergogna pur d’avere un posto di lavoro o di potere.
Nel 1999 assessore al verde del nostro Comune era un comunista.A lui si rivolse un giovane LSU,allora studente universitario,per essere trasferito dal posto che occupava ad altro a suo parere piu’ adeguato alla sua condizione sociale.L’assessore comprese il disagio di quel giovane che era stato assegnato quale custode della Villa Falcone,perfino lo ammirò convinto che quel giovane pur di lavorare aveva accettato di occupare un posto di modesto rilievo e funzione.Con suo grande dispiacere e a malincuore tuttavia non volle trasferirlo in ragione del principio ratificato da quell'amministrazione comunale che ciascun dipendente doveva occupare il posto che gli era stato assegnato.Ovviamente di quell’episodio l’assessore non ha mai parlato anche se di fatto e per di più,come si suole dire da allora " si é fatto un nemico".Lo fa oggi per ricordare a quell’ex giovane LSU,che intanto e per una serie di situazioni ha cambiato radicalmente condizione sociale,economica ed ovviamente anche politica ricordandogli, se ce ne fosse bisogno ,che ogni lavoro anche il piu’ umile ha la sua altissima dignità.Sia il lavoro di custode di ville e giardini comunali dal quale iniziare la scalata per diventare perfino primo cittadino,che quelli svolti da Gianluca per mantenersi agli studi e che rappresentano l’orgoglio di una famiglia e di un Partito.Di quell’altro,lo scalatore ex custode,si puo’ dire la stessa cosa?
Toti Costanzo

giovedì 23 ottobre 2014

IL GURU ROSSO E I DUE SGHERRI CHE TOLGONO IL SONNO AL SINDACO ABUSIVO




Il Guru Rosso,avuta l’informativa quotidiana,fu determinato nell’inviare un comunicato di convocazione urgente del C.C.R (non il Centro Comunale Rifiuti perché a quello ci dovrà pensare Don Diego de la Vega El Zorro)ma il Comitato Centrale Rivoluzionario .Lo lancio’ da una dimora segreta collocata in zona mare e per evitare intercettazioni degli zuini del Rifugiato,lo fece attraverso un sistema sperimentato in epoche lontane ma sicuramente efficace:un lunghissimo filo di seta che arrivava fin dentro la casa dei suoi “sgherri” e che ,nella parte terminale,veniva collegato ad un bicchiere di plastica il quale,alternativamente, faceva da trasmettitore se lo portavi davanti la bocca o da ricevitore se lo piazzavi vicino ad un orecchio.Ovviamente un identico bicchiere,e collegato ai singoli fili ,partiva dalla dimora del guru .Questa dimora ,a quei pochi che avevano avuto la sfortuna di visitarla incuteva un terrorizzante timore reverenziale.L’ingresso cosparso di foto appese sulle pareti e disposte in sequenza come in una pinacoteca. Ovviamente le immagini di Marx,Lenin,Stalin,Mao,Ho Chi Minh,Pol Pott e quella famosissima del Che col sigaro che ha fatto il giro del mondo terrorizzando tutta la cosiddetta feccia umana che circola impunemente anche nei nostri siti e della quale innocente umanità ,questa feccia,sempre più spesso cerca di disporre a suo piacimento.Lo studio (una specie di bunker allapazzatu )sempre avvolto nella penombra,ha le imposte chiuse e con spessi tendaggi alle finestre che danno su di un atrio esterno attiguo che simboleggia un campo di concentramento (o meglio un vero e proprio gulag) con recinto in filo spinato collegato alla rete elettrica,alte mura cosparse da scaglie appuntite di bottiglie di birra e passata verace Cirio, paletti in legno su cui campeggiano appesi singoli cartelli con foto segnaletica e con su scritto in latino per evitare che l'Abusivo o i suoi galoppini,essendo profondamente ignoranti,possano comprenderne il significato:”Hic trascurrit ceterum vitae Sal Le Blond .E poi tutti gli altri in fila con i nomi di Pan,Pru,Prov,Win,Des,Sol,etc. etc.In un angolo,la miniatura di una forca identica a quella piazzata nello spazio poi trasformato in Villa comunale Margherita,su cui i ricchi sfruttatori partinicesi solevano impiccare i poveracci sfardati senza arte né parte che si erano permessi di rubare,per fame,qualche chilata di fichi.E,infine,una vera robesperiana ghigliottina con alla base un'ampia cesta di vimini che conteneva delle teste costruite col legno e che rappresentavano,tutte,la stessa effige e cioè quella dell'Abusivo.Le teste di legno erano coperte da parrucche di diversa gradazione colorica:dal biondo,al castano,al mesciato.Una rappresentazione raccapricciante del grado di crudeltà che sapeva esprimere il Guru Rosso al punto da incutere terrore referenziale perfino ai suoi due noti “scherani” .  
I due,ora definiti anch’essi“ dell’Apocalisse”,si precipitarono senza profferir parola e,presentatisi,in coro dissero:“Comanda Padrone e Signore.Cosa dobbiamo dire oggi?Cosa dobbiamo fare?Dove dobbiamo andare? Ci consenti,di grazia,in un ritaglio di tempo di potere fare pipi’.E, dicci, dobbiamo tallonare Filippino perché ogni tanto tolga all'Abusivo la parola abusivamente datasi quando vuole ma alla faccia del Regolamento e della dignità del Presidente,ricordare a Leuccio tremila al mese alla nostra faccia che c’è anche un limite alla cortigianeria,redarguire il Segretario mio segretario per le eccelse minchiate amministrative di cui è capace,sollevare eccezioni,presentare interpellanze,interrogazioni,mozioni,ordini del giorno, provocatorie proposte come la riduzione delle tasse e dei balzelli per i cittadini,gestire direttamente la raccolta dei rifiuti per fare risparmiare,ricordare,giornalmente,all’Abusivo il settimo comandamento,pensare ai bisogni collettivi e non ai loro e a quelli degli amici e dei parenti,custodire con amore tutto quel che hanno ereditato dagli altri visto che non lasciano dietro di sé,se  non macerie,cercare di fare al meglio il capo di una comunità e non lo chef o il maitre di sala(professioni per altri assolutamente dignitose),o ancor peggio  il misuratore di corrente,andare a letto presto perché le persone serie la mattina si alzano per andare a lavorare e non per  bighellonare ”, 
Gli occhi del Guru sprizzarono fuoco e fiamme per la gioia d’avere davanti a sé tal notevoli talenti.Imparti’gli ordini giornalieri segnando ora per ora,minuto per minuto, secondo dopo secondo il da farsi.I due col capo chino uscirono.Fuori,respirarono a pieni polmoni perché oppressi da quel luogo.Respirarono ma dovettero correre a razzo al Pronto soccorso.Avevano respirato la solita,quotidiana ,mefitica aria puzzolente che dal 1984 non ha mai perso una sola occasione per farci maledire il profitto alla faccia della salute.Il loro pensiero ando’ irriverente al Venduto e gli mandarono un sonoro vaffa per il livello di servilismo che gli aveva fatto battere ogni record.Neppure Fantozzi era arrivato a tanto. 
Sala Rossa  


martedì 14 ottobre 2014

VIRI CHI VITA FA 'U ZAPPATURI!( QUANDO LE BRACCIA DI UN SINDACO SAREBBERO SICURAMENTE PIU' UTILI ALL'AGRICOLTURA)!














L’incontro ,nottetempo, ebbe luogo nella cantina che era stata realizzata molto opportunamente sotto il locale,lassù tra le montagne lontano da occhi ed orecchie indiscrete.Preso possesso dell’immobile il Rifugi(at)o fece bonificare l’interno convinto che quei quattro comunistacci residuali  che lo perseguitano avrebbero sicuramente piazzato delle ”cimici” in ogni dove per carpire i suoi segreti, i suoi primi tormenti,le sue prime felicità .Dunque, ripulito il tutto,si poteva all’interno organizzare quell’importante summit propedeutico alla giornata successiva.Furono ammessi,dopo una strettissima selezione,alcuni noti e fidati collaboratori.Tra questi l’immancabile,l’inossidabile,l’effervescente, il semprepresente’Ntrea il quale,essendo un eclettico,oltre che di friiri e d’arruistiri s’intende pure di campagna con annessi e connessi.Si,certo lui il Rifugi-ato rifiuti una esperienza l’aveva avuto da ragazzo.Chi,dalle nostre parti non possiede un pezzo di terra,acquisito o ereditato,e non ha avuto l’occasione per esercitarsi nella piantumazione di zucchine,melanzane,cetrioli e peperoni?Certo,piantumare un albero è altra cosa,ma avendo buoni fondamentali a noi trasmessi con i cromosomi da generazione in generazione (sfido a non trovare nel nostro albero genealogico un villico!)piazzare un alberello potrebbe sembrare cosa da ragazzini.Ma cosi’,invece,non é.Tuttavia lo scenario che si ipotizzava il giorno dopo avrebbe visto autorevoli presenze ragion per cui tutta la fase che lo vedeva un piantumante andava ben studiata.Dunque,bisognava esercitarsi e fari fiura intanto davanti ad peso di notevole portata come Antony Ballarò che,la mattina di domenica scorsa già prima di imboccare l’autostrada per arrivare da noi,aveva fatto sosta da “Totuccio bboni cosi ri manciari ", fece un pieno di pane e panelle.Poi con la giuliva deputata Magda( non citiamo il cognome perché dalle nostre parti dove forte fu la dominazione francese quel cognome richiama un intimo assai intimo di donna in uso a quell’epoca )e il deputato per caso,tale Frank Ribò,che quando alcuni coetanei gli dicono :” Ma tu non sei stato dirigente della FGCI cioè la Federazione Giovanile  Comunisti Italiani”,si vergogna e risponde:”No,sono cresciuto nella FIGC la Federazione Italiana Gioco Calcio ”.E il Ribò sconosciuto ai più é molto apprezzato da Antony il cui motto è “Unni cc’è mannara cc’è ricotta!” e soprattutto dalla SIAE (quella che se attivi il grammofono in casa tua per quattro salti in famiglia si precipita e pretende l'obolo),è lo stesso che firmo’un emendamento alla finanziaria del 2013 perché la società potesse lucrare qualcosa come 100 milioni sulla pelle dei consumatori di DVD e altre simili diavolerie giovanili  . 
Dunque bisognava esercitarsi per essere pronto davanti le telecamere (soprattutto del porgitore di corte) per la cerimonia del giorno dopo e per fare ‘u ddiu ra fiura.“I presenti –disse l’Avvocato tu me dai na cosa a mme’ io te dò na cosa a tté, di recente rientro – insieme a  quanti vedranno domani le immagini fisse e quelle in movimento, esclameranno entusiasti:Picciò,se fosse calvo in quella posa e ‘cu  ‘u setti chila ’nte manu,non sarebbe la fotocopia du’ zzù Benitu"?Al pronunciare il nome della buonanima,Ninick inteso Il Federal(e)reserve nel senso della sua new entree alla corte di Loby come strapuntino e che era stato invitato in ragione della sua notevole esperienza campagnola,fece un passo avanti,scatto’sull’attenti intonando "Giovinezza" e gridando :”Camerati ,a noi!”mentre il braccio destro si proiettava paurosamente nell’aria,in avanti a dita spiegate e a palma in giu’.Mimi’ che di cose di campagna,anche lui s’intende per fattore smercio,avendo di recente sponsorizzato una squadretta,bbonu ci parsi di convocare un tecnico specialista in posizioni che convinse Loby ad assumere quella plastica che poi sarebbe un misto tra il giocatore di basket e quello di hockey su prato:gambe leggermente divaricate e piegate sulle ginocchia ,busto proteso avanti e al posto del bastone ricurvo gli mise in mano ‘u zzappuni mentre ‘Ntrea,che possiede tutta la collezione di dischi di Mario Merola faceva diffondere le note commoventi e tragiche della canzone “’O zappatore”.Copiose lacrime sgorgarono dagli occhi degli astanti ,lacrime che invasero lo scantinato.Fu fatto salire il solito Aspanu che dopo avere sostituito tutte le lampade di accesso al luogo si occupo’ anche della evacuazione.Il giorno dopo fu un successo strepitoso al punto che il porgitore neppure disdegno’ di porgere ad Antony mentre Leuccio tremila al mese alla faccia nostra,una volta perseguitato,sorrideva sornione.Perché anche questa era stata fatta.
Sala Rossa

domenica 28 settembre 2014

TOTO' IL RIFUGIATO DA PARTINICO ALLA "PROVA DEL CUOCO".



Era sempre stato il suo sogno di bambino:piazzarsi davanti ai fornelli e cucuniari come soleva fare la mamma che della cucina siciliana era una vera esperta.Lui ,cresciuto in una abitazione con cucina alla francese come si soleva in tutte le famiglie burgisi di Partinico almeno fino agli anni ‘70,andava in trance davanti ad un pariddata di patate fritte oppure in piena estate davanti ‘o quararuni piazzato davanti la porta come si soleva ancora fino a pochi anni or sono, dando cosi’ vita ad un secolare rito che fu la bollitura del pomodoro al fine di preparare bottigliate di sarsa da usare nel lungo inverno.Il gorgoglio di un qualsiasi bollito lo mandava in sollucchero anche se zio Crispi si preoccupava per quel nipotino che restava ipnotizzato ed estasiato davanti quel rituale antico quanto il mondo.Lui ,conclusa la fase degli studi medi inferiori avrebbe voluto tanto frequentare una scuola specialistica.Ma bisognava viaggiare trasferirsi giornalmente a Palermo e scegliere tra la prestigiosa scuola di via Lincoln nelle vicinanze della sede del Giornale di Sicilia o,quella piu’ recente,sorta a due passi dalla stazione di S.Lorenzo.Ma era figlio unico,ancora piccolino e dunque prevalse l’eccesso di affetto e di preoccupazione che i genitori mettono davanti ai figli e, ancor più ,quando sono appunto unici.Si optò per il locale Geometra non perché manifestasse particolare propensione per gli studi tecnici(in verità nemmeno per altri ) ma in quanto un diploma rappresenta sempre quel pezzu di carta che può,all’occasione,aprire qualche porta.E qualche porta l’apri’tramite le solite cooperative che proliferarono negli anni ‘80 e ’90 a ccu' ne voli 'nnavi.Poi la storia e tutta una serie di situazioni (tra queste la grande min…ata dei comunisti che lo vollero addirittura Presidente del Consiglio comunale)lo trasformarono  e cosi’la sua vita cambio’.Ma la passione restava sempre latente come il fuoco che si nasconde sotto la cenere.Lui , specie di sera, non poteva che essere in tutti quei notturni luoghi dove forte,antico e penetrante era l’odore delle patate cu' l'ova a cucurummau ,dei pomodori secchi ripieni,della pasta cu’ ‘i sardi,’i cacocciuli ammuddicati,i vrocculi ‘a pastetta ,i cavuliceddi cu’‘a sasizza. Era più forte di lui.Non poteva farci niente.Si,c’erano le delibere da preparare,i bilanci da far approvare,i petulanti famelici zuini da accontentare.C’era,cioè,l’impegno per la  politica che, certo,gli apriva le porte ed anche i forzieri mettendolo a contatto diretto con i diversi toto’,antonelli,romano,cicci,saro,peppi per cui bisognava tenersi gli uni e gli altri.Ma se avesse dovuto scegliere non avrebbe avuto dubbi.In questo suo lento ma deciso itinerario lo sosteneva una schiera ampia ed articolata di affettuosi quanto (dis)interessati sostenitori.Tanti,ma alcuni erano più fidati degli altri nel senso che se gli dici di iccarisi da’ muntagnu dù re pi’ iddu,‘u fannu!I loro nomi?Ti dico soltanto le iniziali di qualche cognome:Pru,Pan,Tran,DeS,DeL,Sol,Am,Prov e cosi via.Certo,qualcosa gli costa:qualche licenza,qualche posto,qualche incarico,qualche percaccia.
Ma arrivo’ il momento,la seconda occasione della sua vita,unica  e irripetibile.Lassu’ sulle montagne si liberava un posto,un posto in un rifugio sicuro,lontano dagli occhi indiscreti,ovattato.Un posto che lui ben conosceva essendo di quel luogo un abitué…..o forse qualcosa di piu’.Dunque,non si poteva perder tempo e l’occasione,dopo ampia e lunga consultazione con Pru,Pan,Tran,DeS,Del,Sol,Am,Prov ed altri fu presa al volo.Finalmente poteva ritornare bambino,davanti ai fornelli,alle padellate di patate fritte,ai pentoloni bollenti dove calari fettuccine,spaghetti n.3,4e 5,maccarruna e  caserecce.Ma bisognava affinare l’arte.E chi poteva chiamare a suo sostegno per dargli una mano?Chiamo’‘Ntrea che aveva anche avuto una esperienza,en passant,in questo settore sebbene in tempi ormai lontani,che gli fu di grande utilità.Ntrea disse categorico:”Per avere in cucina lo stesso successo che hai manifestato“in politica” devi formarti.E non potendo frequentare una scuola devi farti invitare in una delle trasmissioni televisive più prestigiose che si occupano di cucina.L’invito non dovrebbe essere un problema.Per“La prova del cuoco”ti potresti rivolgere direttamente ad Antony Ballarò specialista in pane,panelle,cazzilli,purpu e stigghiola che ha buone conoscenza nel Consiglio di amministrazione della RAI.Poi c’è la trasmissione a La7 con Benedetta Parodi.Potresti telefonare direttamente al cognato Giorgio Gori da poco diventato sindaco di Bergamo e dirgli che anche tu,come lui, prima fosti pure berlusconiano ed ora renziano di ferro.Sono certo che le porte si apriranno a mezza parola.Si può provare anche da Masterchef o da Nigella Ktchen oppure  a Chef per un giorno o In cucina con Ale.Le possibilità sono tante. Scegli tu”.Sal lo guardò diritto negli occhi.Commosso ed entusiasta si lancio’ per un affettuoso abbraccio di gratitudine.Disse:”Come farei senza di te,grande‘Ntriuzzu.E senza di voi Jhonny, Sciaboletta,Roby,Toto’chiama Saro31-31,Gero,Wind e tutti gli altri?”
Si convenne che,intanto,in loco e di riversu quagghiu si potevano frequentare le cucine di donna Ciccina Randy direttrice di un istituto apposito sebbene scalamastratu e con le cosiddette pezze nel culo.Ma meglio di niente.Craco fu di parola:dopo tre giorni Toto’ il Rifugiato parti per Roma per incontrare Antonella Clerici .Alla “Prova del cuoco” fu strepitoso .Non si era mai visto un gallo cedrone manifestarsi quale cosi' formidabile manipolatore e trasformista.... di pietanze.

Sala Rossa