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giovedì 13 luglio 2017

CARO COMPAGNO EMILIANO, I COMUNISTI SIAMO FIERI DI TE


















Ieri sera Emiliano seppure assente e dentro il Circolo dedicato a Peppino Impastato dove si erano portati tanti giovani compagni ed amici per solidarizzare con lui e chiederne il rilascio alle autorità tedesche ,è riuscito a fare emozionare perfino “un duro” come Giacomino Minore. Vecchi ma soprattutto giovani comunisti non usi alle emozioni facili costretti dalla dura lotta politica ad essere talmente razionali da sembrare ,a volte, perfino privi di sensibilità,ascoltavano in diretta telefonica e con una comprensibile preoccupazione la versione dei fatti che hanno portato al fermo di Emiliano ,e dalla eurodeputata comunista Forenza anch’essa trattenuta e poi rilasciata ad Amburgo in quanto manifestante contro i cosidetti potenti del mondo e da Erasmo Palazzotto parlamentare di Sinistra italiana ma già compagno cresciuto nel Partito della Rifondazione Comunista. Emiliano libero, Emiliano che possa ritornare presto a casa, Emiliano che fa onore ai comunisti partinicesi. Lui ha trent’anni e per la prima volta nella sua giovane vita di comunista anche se di manifestazioni ne ha fatto tante,subiva una palese,ingiusta azione repressiva, una gratuita violenza da parte della polizia tedesca che non è diversa alla nostra o dalle polizie che insanguinano ogni giorno tante parti del mondo. Ovunque sempre la stessa a difesa dei potenti, del capitale, degli interessi dei ricchi e contro inermi giovani (giovani che,ovviamente, nulla hanno che vedere con i cosidetti black block) che partivano dalle parti piu’ disparate dell’Europa per dire che un nuovo mondo è ancora possibile da costruire nel nostro vecchio continente.Il comunista Emiliano a trent’anni ha dovuto sicuramente vivere una forte emozione legata alla perdita, seppur momentanea della libertà, mentre io a trent’anni entravo nel piu’ grande Partito Comunista d’Europa che, al contrario, la libertà me la faceva acquistare . Ed era la libertà che rompeva gli orpelli di una vecchia,superata ideologia che nulla aveva a che dividere col pensiero rivoluzionario di Cristo ,che ti faceva abbandonare i sensi di colpa “per avere peccato”,del dare a Cesare quel che è di Cesare quando invece Cesare ti spogliava di tutto, perfino della tua dignità di uomo. Un parallelismo che mi portava a riflettere sulla ancora tanta strada da fare perché l’uomo possa liberarsi dalle sue catene.Riflettevo ieri sera mentre intervenivano i compagni o Filippo Aiello, Jerry Vergara o Vincenzo Ponzini con una lucidissima analisi sulle ragioni del dovere manifestare contro chi umilia milioni di uomi e donne ,e riflettevo sul fatto che in una importante città tedesca oltre 200 mila manifestati avevano detto no ai rapinatori di futuro.Ed erano 200 mila uomini e donne provenienti da tanti Paesi ma tutti accomunati dallo stesso sentimento, dalle stesse ragioni.Erano uomini e donne in perfetta sintonia tra di loro.E per essere in quel luogo costoro,ciascuno per suo conto,avevano sicuramente maturato il convincimento che la lotta politica di liberazione non è facile, non è semplice ma che è l’unico strumento liberatorio. E perché ciascuno di loro approdasse ad Amburgo era accaduto che nelle loro città,nei Comuni di provenienza si erano nel tempo formate della coscienze rivoluzionarie ciascuna per proprio conto ma tutte in sintonia tra di loro, tutte legate da un invisibile,ideale filo . Un miracolo cui soltanto l’ideologia puo’ dare vita.E in quei oltre 200 mila, da Partinico una delle tante piccole, sperdute città del sud carica di problemi, squassata dalla malapolitica, dalla mafia, da un’economia in ginocchio una coscienza aveva deciso che il suo posto era li’,quel giorno, per quelle giuste ragioni. Emiliano è ancora ad Amburgo, ancora trattenuto. Ma verrà ed anche presto . Noi lo aspettiamo per dirgli: come comunisti, come uomini siamo fieri di te.
Toti Costanzo

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