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domenica 3 settembre 2017

LUI ,LEI E LA CONQUISTA DELLA PRIMA FILA – OVVEROSSIA,VICENDA BERTOLINO E DINTORNI


Chi ha lunga memoria e non banalizza o sottovaluta le questioni legate agli interessi dell’industriale Bertolino,ai suoi rapporti con i poteri pubblici partendo dai governi cittadini ,ricorda molto bene alcuni avvenimenti che hanno caratterizzato la lunga battaglia condotta in primis dai comunisti di Partinico(vecchi e nuovi ) sulle prime vicende che passarono alla storia come “Il mare color del vino”.E ricordano sicuramente(era il 1984) l’occupazione che definimmo “cilena” del Comune di Partinico quando un esercito di camionisti trasportatori di vinacce ed affini alla distillazione, invase e circondo’ Piazza Municipio ed alcuni di questi chiedevano di sapere “cu eranu sti’ comunisti che volevano fare chiudere la distilleria”.E poi un altro episodio sempre nel 1984 che ha visto la proprietaria insieme ad alcuni suoi “lavoratori” presenziare ad un Consiglio comunale seduti occupando tutta la prima fila riservata al pubblico mentre ad opporsi ovviamente con serie argomentazioni i consiglieri comunali del PCI quando quelli del pentapartito tentennavano o colludevano cosi’ come tentennavano o colludevano soprattutto gli amministratori di Trappeto e Balestrate che ,piuttosto che difendere il loro mare, nicchiavano o balbettavano quando non manifestavano palese complicità .E poi ancora nel 1992 ,ancora un Consiglio comunale convocato sulla vicenda con i “lavoratori” della Bertolino a presidiare la scalinata nell’androne del Palazzo municipale perché “ vulemu taliari n’ta facci chisti che non ci vogliono fare lavorare ”.E ancora lei seduta in prima fila ,spalleggiata da supporter e fans ad assistere e nel caso anche a interrompere il dibattito in svolgimento.Una lunga storia,questa della distilleria, che dura da 33 anni (una nostra intera vita) alla quale non solo non è stata posta la parola fine ma si continua, si rilancia, si dilata e si percepisce sempre piu’ stretto il rapporto tra politica e impresa. La politica, dunque,come strumento per superare ostacoli e difficoltà.Come non ricordare le elezioni comunali che videro negli anni ‘80 addirittura il figlio della industriale, Michele Gulino,diventare consigliere comunale nel Partito di Salvatore Cintola che in quella tornata elettorale raddoppio’ voti e consiglieri aprendo un varco profondo nella storica alleanza con la DC di Partinico ? Ma mai un sindaco della nostra città,palesemente, ha parteggiato per l’ndustriale .Mai un sindaco pubblicamente si è manifestato personalmente interessato. Bisognava arrivare al mandato di Lo Biundo per avere un primo cittadino schierato palesemente a sostegno della “delocalizzazione della distilleria”,una eufemistica definizione per definire un altro processo .Ovviamente si tratta di un tentativo di mistificare la realtà e verità che è semplice : non la delocalizzazione della distilleria a Bosco avverrà ,quanto la costruzione di un nuovo insediamento industriale diverso dall’attuale anche nella sua funzione .Cosa lavorera’?Quando in un recente Consiglio comunale il prof. Michele Chimenti ,di fronte ad una dichiarazione del Lo Biundo che escludeva la trasformazione dei rifiuti in energia nel nuovo impianto di Bosco, chiese che tale dichiarazione venisse inserita dentro la Convenzione che si andava ad approvare, TROVO’ IL RIFIUTO da parte dei consiglieri comunali che fanno riferimento all’ex sindaco .Si tratta di quei consiglieri comunali disposti a votare la qualunque.Compreso il Presidente del Consiglio,Aiello.Infatti hanno votato tutte le privatizzazioni:dei servizi di raccolta dei rifiuti, dell’illuminazione pubblica,DEL NOSTRO CIMITERO, dell’acqua. Si anche dell’acqua all’AMAP per 30 anni.Ragion per cui ,di recente, un esponente politico della sinistra palermitana dava per certo che il Lo Biundo sarà inserito non nella lista del PD (e non certo perché si vergognano d’averlo in lista in ragione anche della vicenda Maniaci) ma in quella di Orlando,la cosidetta lista dei sindaci. Se cosi’ sarà chiara, allora ,la ragione per cui Orlando lo faceva nominare tra i 5 vice presidenti dell’ANCI Sicilia oltre che in un organismo di gestione dell’AMAP. Dunque mentre anche gli amministratori del Comune cambiano,gli interessi dell’industriale partinicese non mutano ,anzi si rafforzano con le varianti approvate.Con la differenza rispetto al passato che una volta quando si discuteva di distilleria a presenziare i Consigli comunali era la stessa signora Bertolino e i suoi lavoratori piazzati in prima fila, mentre nell'ultimo Consiglio di martedì scorso a presidiare il prima fila s’è piazzato l’ex sindaco che come Schettino ha abbandonato la nave-Comune al suo destino con la speranza di salvarsi. Ma la vicenda di Schettino, come sappiamo,non fini’ certamente bene .
Toti Costanzo

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