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mercoledì 6 gennaio 2010

ASPETTANDO I "CANNOLA" DI CRACOLICI

Una nota scritta dall’on. Cracolici, capogruppo del PD all’Assemblea regionale siciliana e pubblicata dal Giornale di Sicilia di Domenica 3 gennaio sulla quale ritornerò, risulta abbastanza illuminante per conoscere uno dei personaggio della “politica” siciliana per mezzo del quale avere una chiave di lettura di quel che sta avvenendo nella nostra Regione oggi. Un personaggio che nella sua lunga scalata al “potere” ha usato sempre la stesse qualità dove eccelle, cioè il cinismo (lo usò a Partinico durante la crisi che portò alla sfiducia di Gigia Cannizzo), accompagnato da una certa dose di spregiudicatezza da fare invidia ai tanti residuati della vecchia DC ancora circolanti, in stato di continua allerta e in servizio permanente, che si sono acquattati soprattutto all’interno di formazioni politiche del centro e centro destra siciliano, oltre naturalmente nel PD, dentro cui continuano ad esercitare il mestiere di indefessi scalatori di potere e soldi, senza se e senza ma. Ma per quanti fossero interessati a conoscere più approfonditamente l’itinerario politico che ha dato sempre sostanza alla “cultura strategica di conquista del potere a qualunque costo”, dell’on. Cracolici che con qualche variante dovuta ai cambi d’epoca risulta sempre coerente con se stessa, vi rinvio ad eventuali testimonianze di alcuni ex comunisti come Gianni Parisi, Mimì Bacchi, Gigi Colombo, Vito Lo Monaco, Italo Tripi e fratelli ed anche altri. Costoro, se lo volessero, vi potrebbero raccontare di un gruppo di “giovani” spregiudicati, tutti cresciuti dentro la FGCI di Palermo, che all’inizio degli anni ’90 diedero la scalata alla Federazione provinciale. Cioè diedero la scalata all’organismo del Partito che avrebbe consentito loro di diventare “potere dirigente ” e dunque decisionale sopratutto delle candidature e relative elezioni nei diversi livelli istituzionali considerato che ancora allora, a decidere, “era il Partito” cioè chi aveva saldamente nelle mani il governo dello stesso. Ma per arrivare a questo, appunto all’inizio degli anni ’90, bisognava costruire una strategia che si fondava: 1) sulla criminalizzazione e la conseguente messa in minoranza dentro il Comitato federale dei cosidetti “miglioristi” cioè un’area moderata ma forte (l’area guidata anche dall’attuale Presidente Napolitano) la quale aveva in mano soprattutto la CGIL oltre che la Lega delle Cooperative che una orchestrata campagna di stampa voleva coinvolta, addirittura, nell’assassinio di Pio La Torre; 2) l’alleanza con Leoluca Orlando, allora Sindaco di Palermo, ma in aperto scontro aspro e pubblico con la DC di Ciacimino e compagni che chiedeva il sostegno del PCI-PDS, sostegno che la componente migliorista non intendeva dare in virtù del fatto che Orlando criticava ma si guardava bene dal’uscire dalla DC; 3) l’alleanza, all’interno del Comitato federale anche di un’area di “sinistra” del Partito collegata ad Orlando e che faceva riferimento ad Arcuri (che di Orlando fu poi vice) e all’avvocato Gervasi. L’operazione andò in porto: Zanna un fedelissimo di Cracolici, con la violazione dello Statuto del Partito cioè con 51 voti su oltre 250 dei membri del Comitato federale, diventò Segretario provinciale mentre Orlando veniva così sostenuto nel disegno di costruirsi un percorso che lo portò, poi, a creare la Rete e ad essere eletto al Parlamento nazionale. Ovviamente col sostegno di Zanna e Cracolici ed anche di un altro fedelissimo, Costantino Garraffa, eletto a tutt’oggi senatore. Dunque, allora, la situazione si presentava così: un Sindaco democristiano che governava una città importante ma alla conquista di un forte potere personale per rafforzare il quale aveva necessità di farsi sostenere da un Partito come quello che si definiva ancora “comunista” e cioé carico di considerazione e attrazione di ceti popolari ed anche intellettuali; un’area interna al PCI-PDS, il più forte Partito di opposizione ed alternativo alla DC, che intese al contrario, sostenerlo; un’area sempre interna al PCI-PDS che poi divenne organica alla Rete di Orlando seguendolo in quella strategia di conquista. Alla fine di quel processo il protagonista restò l’on. Orlando mentre il Partito si lacerava, si divideva, diveniva solo PDS e nelle elezioni siciliane successiva veniva sonoramente sconfitto a dimostrazione del fallimento di quella strategia. Da quelle macerie, però, si salvò soltanto proprio Cracolici mentre tutti gli altri, compreso Zanna, Arcuri, Gervasi ed altri scomparivano dalla scena politica istituzionale.
La situazione di oggi presenta una straordinaria analogia con quella che si profilò a Palermo in quegli anni. C’è un Presidente SEMPRE DEMOCRISTIANO, Lombardo, che per mantenere il potere attraverso il governo della Sicilia, anche se in tandem con Micciché, maschera il tutto sventolando la bandiera della AUTONOMIA siciliana; ci dovrebbe essere un ipotetico Partito del Sud caldeggiato, da Micciché che in questa operazione ha spaccato verticalmente il PdL e dall’altro dal PD, garante Cracolici, il quale comprende, però, come gli sarà difficile vincere definitivamente questa battaglia per il potere avendo di traverso, dentro il PD, non solo l’on. Borsellino ma un pezzo di quel Partito fatto di "vecchi" ed esperti democristiani con a capo il senatore Bianco ed anche Burtone. Dunque è necessario, pensa Cracolici, che in caso di ostacoli posti da quelli che “sanno dire solo no” anche “a sinistra” nasca un Movimento autonomista guidato, ovviamente da lui che ha già dalla sua parte un buon numero di deputati regionali che il potere lo vogliono qui' ed ora. E, intanto, per "nobilitare " l'operazione e convincere pezzi del PD ancora ad oggi restii agli inciuci, scrive a Giornale di Sicilia del 3 gennaio per illustrare “le ragioni del consenso a Lombardo” e “l’opportunità di gestire il cambiamento”. Infatti che dice Cracolici? Scrive, ad esempio, che il Presidente (Lombardo) “ha rescisso il cordone ombelicale con la sua vecchia maggioranza”. E tu pensi subito come questo sia un falso clamoroso considerato che i deputati e senatori dell’MPA, il Partito di Lombardo, nel Parlamento nazionale VOTANO TUTTI I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO BERLUSCONI, compresi quelli che danneggiano la nostra Regione. Scrive ancora Cracolici che questa scelta serve alla Sicilia per fare le RIFORME. Allora tu ti chiedi se per fare le riforme sia necessario un accordo ipocrita, sottobanco, un inciucio di tal fatta che consente, però, a questo spezzone del PD controllato da Cracolici di avere nella Giunta Lombardo delle personalità notoriamente vicine a quel Partito come Centorrino e, prima di lui, Venturi e la Chinnici. La verità è che tu puoi stare all’opposizione restando alternativo a Lombardo. Si può stare all’opposizione di un Governo ma votare tutti quei provvedimenti che servono alla Sicilia senza per questo procedere con accordi indecorosi. Perché i casi sono due : o Lombardo è un democratico che vuole le riforme cioè fare gli interessi del popolo siciliano e allora presenta questi provvedimenti in aula e chiede il sostegno anche alle forze democratiche di opposizione CHE NON GLIELO POSSONO NEGARE, oppure (ed è quello che pensiamo anche noi) la verità è che NON LE RIFORME vogliono Lombardo e quanti girano attorno al governo della Regione nelle forme più disparate, MA LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO BLOCCO DI POTERE dentro il quale, però, da protagonisti restano, insieme a Lombardo, Micciché, Dell’Utri, i loro interessi, e soprattutto gli interessi del Presidente del Consiglio in Sicilia che si è guardato bene dal dissentire da questa “operazione”. La storia della nostra Sicilia è piena di queste azioni trasformistiche e mistificatorie ed è soprattutto ancora piena di “democristiani” alla Lombardo, Micciché, Dell’Utri, Cracolici e compagnia che parlano di riforme e pensano ,tanto per fare un banale esempio, come assegnare i fondi per le attività culturali in Sicilia. Cioé con il solito, miserabile vecchio sistema clientilare di sempre.
E, dunque, IL CAMBIAMENTO dovrebbe realizzarsi in Sicilia con un insieme di transfughi provenienti tutti da formazioni diverse ma passati con Lombardo il quale rappresenta un contenitore dentro il quale si sono immersi gli umori e gli interessi di una classe di piccoli, medi ed anche di grandi potenti provenienti non solo dalla politica ma da altre componenti la nostra società, compresa la mafia degli affari e dei “colletti bianchi” con lo scopo di soddisfare le voglie di “potere” che in Sicilia più che altrove trova possibilità di concretizzarsi e che non si sono mai sopite. Con Lombardo passando, però, da Gianfranco Micciché il pupillo di Berlusconi e Dell’Utri condannato in primo grado a nove anni perché inquinato dalla mafia. Sono questi "i cannola" che Cracolici vorrebbe far mangiare al popolo siciliano spacciandoli COME "CAMBIAMENTO".

Toti Costanzo

12 commenti:

Patrocini ha detto...

Condivido in larga parte sue opinioni.Non capisco perche' definisce ex comunisti compagni come Bacchi,ora che sono?Alcuni sono comunisti e lo saranno sempre dentro,come Lei(e questo vuole essere un riconoscimento e non una critica)come altri saranno sempre democristiani.Non sarebbe meglio riconoscere a vicenda il proprio e altrui passato politico e cercare unitamente una opposizione al centro-destra? Invece mi sembra che ci sia una contrapposizione "esagerata" fra PD e RC,CHE SPECIALMENTE A Partinico e' esasperata al massimo .I due partiti agiscono sistematicamente uno contro l'altro,promuovono iniziative sociali separatamente: sembra una gara a chi vince(nel loro piccolo perche' esprimono un solo consigliere comunale del PD.)Una gara tra poveri insommma.Capisco l'esperienza lacerante della giunta Motisi che ha lasciato molti strascichi ,ma da osservatore esterno mi sembra che la contrapposizione sia a livello personale tra certi protagonisti degli opposti schieramenti.E tornando al tema del suo post penso che Lei sappia che anche il PD di Partinico e' contrario all'appoggio a Lombardo, anche qualche ex democristiano ( come vede anche loro non sono tutti uguali)Un'ultima curiosita': nella critica che fa a Cracolici che condivido del tutto ( escluso quando lo definisce ex democristiano perche' e' ex comunista)nomina molti politici,ma mai Lumia che al momento e' alleato di Cracolici e opera allo stesso modo.Dimenticanza? o altro?
cordialita'

sala rossa ha detto...

Tenterò di darLe, caro amico patrocini, risposte sintetiche a tante Sue interessanti sottolineature .
Quando definisco "ex" Mimi' Bacchi o Gigi Colombo lo intendo nel senso della militanza e non certo della loro cultura che in tanti é rimasta "comunista" .Dico, però, che in Italia esistono ancor ad oggi due Partiti Comunisti ( Rifondazione ed i Comunisti Italiani) alle cui formazioni questi compagni non hanno dato la loro adesione.La ebbero a dare al PCI per cui oggi li posso definire ex senza volere mancare loro di quel rispetto che meritano per avere spesso la loro vita in tanti anni di battaglie e sarifici.
Siamo indiscutibilmente contro il centro destra e ciò a prescindere da un'eventuale contrapposizione tra RC e il PD. Una contrapposizione che c'é e che a Partinico ,per tutta una serie di vicende laceranti ma spero note,molto probabilmente appare più evidente .
Noi ,tuttavia, non agiamo in maniera pregiudiziale contro il PD anche se appare evidente come ciascun Partito sviluppi la sua azione politica che discende da una serie di questioni su cui, molto probabilmente, manteniamo una visione sostanzialmente diversa . Faccio un esempio: noi non avremmo detto mai ,come ha fatto in un recente Consiglio comunale , Renzo Di Trapani, "che l'ATO rifiuti di Partinico SIA UNO DEI MIGLIORI DELLA PROVINCIA DI PALERMO". L'Ato , o meglio la Società che gestisce i servizi, é uno strumento di volgarissima clientela e spreco e tale dovrebbe essere definito da Di Trapani e dal PD .Penso che non Le sfugga come il PD di Partinico MAI HA SOLLEVATO UNA CRITICA PUBBLICA A QUESTA SOCIETA' E A CHI LS AMMINiSTRA .E le ragioni sono a tutti note .
Debbo francamente dire che mai, nella nostra azione ,abbiamo pensato ad "una gara" col PD che poi sarebbe , questo si', un guerra tra poveri.Ciasuno nella sua autonomia deve svolgere il suo ruolo .
Si ,l'esperienza Motisi é stata devastante non certo o non solo per noi, ma per la città che aveva posto in quella coalizione una grande speranza di rinnovamento e di riscatto dopo gli anni di Giordano .Nemmeno questa volta coloro i quali , dopo avere nel 1999 prima costruito scientificamente e quotidianamente la sfiducia a Gigia Cannizzo annientando una importante esperienza , hanno pensato per un solo momento alla gravità che provocava la loro smodata sete di illusorio potere .
Mi creda, caro amico, per quel che mi riguarda e per mia formazione non ho mai coltivato CONTRAPPOSIZIONI PERSONALISTICHE con alcuno .Semmai ho avuto il dovere di valutare non gli uomini quanto I LORO ATTI, LE LORO DISTRUTTIVE AZIONI.
Il Pd di Partinico é contrario al sostegno a Lombardo? Ne prendo atto ed esprimo il mio compiacimento . Tuttavia non sarebbe male una PALESE,ED ESTERNA ESPLICITAZIONE non certo per appagare noi comunisti quanto per i i suoi elettori.
Cracolici NON E' STATO MAI COMUNISTA se lo intendiamo nella cultura e nella formazione politica. Mi sono sforzato di rappresentarlo per quel che SEMPRE E' STATO : un cinico arrampicatore che,chissà per quali vie traverse e ragioni ,ebbe ad approdare per la prima volta nel vecchio e glorioso PCI.
"Democristiano" ,Cracolici, ovviamente, non lo é nella cultura cioé in quella che formò i democratici popolari ma per una semplificazione divenuta poi definizione ed opinione corrente che intende etichettare con quella espressione quanto di peggio l'uomo possa rappresentare : scalatori, arrampicatori, arraffatori ,spergiuri,cinici .
No , non mi sono dimenticato di Lumia . Il fatto é che Lumia non é stato mai dentro il Partito Comunista. Per tale ragioni gli si possono fornire tutte le attenuanti del caso. La verità che é inconcepibile per me la nascita di un Partito dentro il quale, come questo PD , si ritrovano ex comunisti, ex democrisiani,ex di tante altre formazioni cosi' come si ritrova Lumia la cui storia e formazione politica sostanzialmente sconosco.
Ricambiando la cordialità
Toti Costanzo

Patrocini ha detto...

Soltanto una cosa:Lei definisce "democristiano"un modo corrente di definire le nefandezze politiche e personali,ma anche in questo penso che cio' sia dovuto allA cultura del passato (contrapposizione PCI e DC).Chi e' stato democristiano sa quanti illustri personaggi lo sono stati e quello che hanno fatto per l'Italia.Ragionando allo stesso modo ( il Suo) uno potrebbe dire che "comunista" e' un modo corrente per definire chi "mangia i bambini",chi non vuole la liberta' etc,quando invece tutti sappiamo il grande ruolo avuto dal PCI,nella vita politica italiana.Quindi ragioniamo sulle persone:Cracolici e' sempre stato cinico arrampicatore e altro non perche' iscritto al PCI ,ma di suo,e allo stesso modo vale per Lombardo.
saluti

Antonino Partinico ha detto...

per non dimenticare il ruolo che ha avuto il PCI durante il ventennio della dittatura e sopratutto il grande contributo in trmine di vite umane con le lotte partigiane per la democrazia e la libertà del popolo italiano.lo

Antonino Partinico ha detto...

Per non dimenticare il ruolo che ha avuto il PCI durante il ventennio fascista e il contributo che ha dato in termine di vite umane nella lotta partigiana per la conquista della democrazia e della libertà che noi tutti ( ora ) godiamo e che lo stesso Cracoli gode

Patrocini ha detto...

Contro il fascismo il contributo l'hanno dato tutti i partiti democratici,e tutte le personalita' di allora.Il problema e' che quelli di oggi non gli assomigliano lontanamente.Sul PCI a dir la verita' non tutto quello che luccica e' oro:nel suo passato c'e' anche l'essere stata filo-sovietica.

Antonino Partinico ha detto...

Dal mio punto di vista essere stato filo sovietico vuol dire molto poco, quello che conta è che il PCI dal 1956 (data dei carri armati in Ungheria) in poi, non ha condiviso la linea politica del Soviet Supremo, sopratutto la sua politica estera, per non dire dello "strappo" maturato in occasione del 47° Congresso nazionale sovietico, cos'altro doveva fare?

patrocini ha detto...

Conta molto.Siccome lo strappo a dire dell'amico Antonino avvenne nel 1956,cio' significa che se fosse passata la linea del PCI ,l'italia sarebbe stata nel blocco sovietico ,invece grazie agli altri movimenti democratici( partito popolare?)pote' nascere la nostra Repubblica nel '46 con principi liberali e in contrasto all'ideologia di allora del PCI.Comunque secondo me il PCI si stacco' completamente dall'unione sovietica dopo la caduta del muro di berlino.E infatti( anche per altre problematiche del tempo)si sfaldo' ,trasformandosi in pds,ds,mentre i dissidenti davano vita ai vari RIF. ,COM.it. etc.So che quanto detto ha molte lacune storiche,ma, come diceva qualcuno,il " succhio del discorso" e' questo.
saluti

Antonino Partinico ha detto...

Mi permetto di fare osservare all'amico Patrocini che la Repubblica Italiana, nell'ormai lontano 46 è stata ideata, pensata e scitta dai "padri costituzionali" e che guarda caso, in naggioanza erano appartenenti al PCI. quindi se avessero voluto, la Costitizone l'avrebbero immagginata in maniera diversa ma come Lei sa questo non è avvenuto. Debbo aggimgre che sono stati altri partiti ad attentare alla Carta Costituzionale, era doveroso: Le porgo i miei più cordiali saluti

patrocini ha detto...

Amichevolmente e per amore di verita':non erano affatto in maggioranza: http://it.wikipedia.org/wiki /Deputati_dell'Assemblea_ Costituente_della_Repubblica_Italiana

Anonimo ha detto...

DC 207 seggi
PCI+PSIUP (blocco popolare) 219 seggi

non mi sembra che la DC aveva la maggioranza

patrocini ha detto...

Mi fido di te.Pero' c'erano tanti altri partiti: se al PCI sommi i socialisti di varie sigle e la DC la consederi da sola ,mentre c'erano altri partiti di centro...allora...E poi pensa :a quei tempi avessero avuto la maggioranza,CON IL Partito comunista sovietico alle spalle..,con le lacerazioni di allora avrebbero lasciato comandare gli altri? Comunque e' passato ,pensiamo ai problemi di oggi,che sono quelli che interessano la gente.E poi io dico quello che penso e vedo ,non difendo alcuna posizione partitica,cerco di essere obbiettivo.E in questo sono piu' avvantaggiato del Prof Costanzo ,che essendo un militante e dirigente, chiaramente fa politica e quindi vede le cose dal suo punto di vista politico e in conseguenza di cio' agisce.Correttamente,onestamente,intelligentemente,..ma di parte(essere di parte non e' un demerito,anzi significa impegno etc..)Saluti