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mercoledì 6 maggio 2015

FLASH MOB IN PIAZZA DUOMO TRA PIDDIINI LOCALI E DOPPIEZZA TOGLIATTIANA


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Mi diceva un amico che aveva assistito al flash mob organizzato giorno 4 pomeriggio in piazza Duomo da diversi insegnanti,soprattutto del Liceo “Savarino” (presente anche Laura Giammona dirigente scolastico dell’ITC “Dalla Chiesa” oltre che alunni e genitori di diverse scuole di Partinico)che di fronte alla presenza di alcuni militanti del PD locale a quella manifestazione “sintia puzza d’accarpu”.Gli chiesi cosa intendesse dire con questa colorita quanto poco compensibile affermazione e mi spiegava  il suo punto di vista su quel che a suo giudizio non lo aveva convinto.”Vedi – mi diceva- l’iniziativa  non solo l’ho trovata pregevole dal punto di vista culturale per la qualità degli interventi,la serietà dei tanti presenti e soprattutto la profondità delle argomentazioni che alcuni insegnanti svilupparono in quella occasione,ma sono rimasto abbastanza colpito dalla presenza non solo di alcuni dirigenti e palesi sostenitori del PD locale ma soprattutto da quella della segretaria di quel Partito,la professoressa Franca Sicula,nota insieme a tanti altri per avere manifestato in tante pubbliche occasioni una indiscutibile,sperticata fiducia nel Presidente del Consiglio Renzi.”.
Abbastanza imbarazzato tentavo di spiegargli che sia la professoressa-segretaria sia altri militanti di quel Partito presenti in quella piazza e in quel momento,si sarebbero svestiti della loro appartenenza partitica per scegliere di essere,principalmente,dei lavoratori della scuola che manifestavano profondo dissenso nei confronti della politica scolastica del Governo.Dunque,piuttosto che far prevalere le ragioni della militanza nel Partito del Presidente del Consiglio e dunque capo del Governo che costruiva una politica scolastica  criticata dalla stragrande maggioranza dei docenti e di altro personale scolastico,si associavano alle centinaia di migliaia di colleghi che respingevano "La buona scuola” che di buono,a parere di tanti,avrebbe ben poco.Pensavo con queste poche battute d’averlo convinto chiudendo,cosi’,la discussione.Non fu esattamente cosi’ perché tirando fuori le sue da me ben conosciute capacità di analista (ma a volte anche di polemista) mi dice:”Certo,se Renzi fosse soltanto il capo del Governo,avresti ragione tu.Ma il “caudillo maleducato”come lo ha definito l’ex Direttore del Corsera,De Bortoli,è anche segretario nazionale del PD e,dunque,se i militanti del PD presenti alla manifestazione dissentivano dal capo del Governo la cosa era abbastanza legittima.Ma se nel contempo mettevano in profonda discussione la “politica scolastica” del loro Partito di cui Renzi è la piu’ alta espressione essendone il segretario nazionale,allora i casi sono due:o scelgono di difendere la loro dignità di lavoratori della scuola e dunque nel momento che dissentono dal loro segretario devono essere conseguenti abbandonando quel Partito che va contro la loro dignità ed interessi,oppure…..”. E qui’ si fermo guardandomi sornione .”Oppure?- dissi –“ “Oppure costoro hanno scelto di stare,come si suol dire,con due piedi in una scarpa scegliendo,in contemporanea,di essere con altri lavoratori in lotta perché non si dica di loro che non sono solidali e privi di coscienza politica e sindacale,ma senza lasciare il privilegio d’appartenere ad un Partito di governo che ad ogni livello esercita un potere che si manifesta in tanti modi e che si esplica soprattutto nel tempo.Se fossimo nel dopoguerra si direbbe di loro quel che dissero di Palmiro Togliatti,il segretario del piu’ potente Partito Comunista dell’Europa occidentale,e cioè d’essere contemporaneamente insurrezionalista e democratico.Due posizioni politiche all’epoca assolutamente inconciliabili al punto di definire questa posizione politica quale“doppiezza togliattiana”.E fu successivamente che si ipotizzo' la famosa strategia del PCI,Partito di lotta e di governo.Una nobilissima strategia che fu dei comunisti italiani ma che oggi viene resa volgarizzata da ben piu' modesti ed utilitaristici intendimenti sia da quanti provengono dalla cultura comunista che da quelli di provenienza democristiana.
Colpito da questo crudo argomentare tentai di farfugliare ancora una giustificazione che risultò abbastanza debole anche perché lui continuo’tirando fuori tutto il suo sarcasmo:”Quella di ieri pomeriggio in piazza Duomo per alcuni militanti locali del PD  la possiamo definire come una specie di soluzione ‘a partinicota nel senso,ad esempio,di criticare il modo di gestire la nostra città da parte del “loro” governo locale ma nello stesso tempo di sostenerne le piu’ palesi vergogne.Con Renzi ma anche contro,con Lo Biundo ma anche contro,con Crocetta ma anche contro.Si -continuo’- quel pomeriggio in piazza Duomo sentii proprio  ciavuru d’accarpu!
Non m’era mai capitato d’essere messo alle corde in cosi’ poche battute. Pensai,rivolgendo un mesto pensiero a me stesso:” Mio caro,stai diventando davvero vecchio…!”

Toti Costanzo


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