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mercoledì 11 novembre 2009

E TANINO DISSE: ARRIVEDERCI E GRAZIE !


Chi conosce bene Tanino La Corte può pensare a tutto tranne che a dimettersi da Vice Sindaco possano essere state ragioni di carattere personale nel senso di impegni di lavoro, come scrive nella lettera di dimissioni già presentata al Sindaco . Tanino La Corte è un uomo di lunga esperienza e capacità amministrativa,uno stakanovista nel senso del sapere coniugare con determinazione lavoro e politica .Per cui si può affermare che quando il suo Partito, l’UDC, decise di sostenere Lo Biundo lo fece per “stato di necessità”,o meglio di opportunità . E lo fece all’ultimo momento quando ormai si era ai “tempi scaduti” ed era tramontata ,per ragioni diverse ,la possibilità di una candidatura La Corte a Sindaco.Una candidatura che negli ambienti politici locali girava da tempo. E l’UDC ufficiale lo fece , secondo il mio modestissimo parere ,“turandosi il naso” nel senso che al Lo Biundo nessuno di quel Partito gli riconosceva qualità amministrative e politiche di primo piano ( non gli vollero dare neppure la tessera di adesione) che tra l’altro non si erano manifestate neppure negli anni in cui fu consigliere comunale quando acriticamente ruotava attorno all’ex Assessore Filippo Aiello ,e dunque a Giordano, della “politica” del quale condivise tutto . Ho spiegato in altro post come divenne Presidente del Consiglio comunale nel 2005 e poi Sindaco della città e cioè non solo per una serie fortuita di fatti ma per le divisioni dell’area di centro sinistra e soprattutto per il sostegno che ebbero i concreti ed appalesati interessi del gruppo che da sempre ruota attorno al consorzio degli artigiani del Cosar e, soprattutto ,dalla Policentro .

L’UDC é un articolato Partito di centro( l’altro ,a mio avviso e per certi versi , è il locale PD ) che ruota ancora ad oggi attorno all’eclettica figura di Salvatore Cintola che con la scomparsa di Pino Avellone ne raccolse i “cocci” elettorali . L’alleanza -che ebbe soltanto una parentesi tempestosa per la “vicenda Bertolino” nel 1985- tuttavia costitui’ sempre un forte sodalizio che durò a lungo durante la cosiddetta prima repubblica, per cui scomparso Avellone dell’UDC divennero elementi costituenti non solo i seguaci di sempre di Cintola ma gli “avelloniani” storici come Vito Di Marco o Enza Maria Romano oltre che quel poco che rimase dell’ex PSI di Filippo Fiorino di cui Tanino La Corte,però, fu per tanti anni uno dei più fedeli ed acuti collaboratori.

Dunque l’UDC a Partinico è un Partito e come tale una collaborazione con il caravanserraglio di Lo Biundo non può che restargli stretta . D’altronde dopo 18 mesi di governo è venuto fuori quel che si poteva ab inizio intuire: una politica di bassissimo profilo, un’insieme di soggetti che costituiscono un’ammucchiata senza alcun collant ideologico se non la spartizione di spoglie e la clientela di quotidiano ,piccolissimo cabotaggio di cui si può trovare flebile traccia anche nel lontano passato quando per strategie machiavelliche i boss democristiani concedevano a personaggi folkloristici di cui , mi si consenta, preferisco non citare per ragioni di carattere umanitario, di potersi fregiare del titolo di “Assessore”.D’altronde , a quel che si dice , solo in un contesto di livello terra terra si può pensare che un Sindaco possa chiedere il suo trasferimento dal Comune di servizio all’ATO rifiuti quando questo organismo si trova in una bufera di notevoli proporzioni la cui conclusione non è ancora intuibile . Né si può tacere della ipocrisia di costituirsi parte civile in processi di mafia quando si manifesta pubblicamente e senza alcun pudore (lo ha fatto il Sindaco ed anche l’Assessore Parrino in maniera più plateale) l’amicizia politica ( quella umana si può anche comprendere e giustificare) con un indagato che ha acquistato voti dalla mafia come è l’onorevole Antinoro . Dunque la politica del quotidiano, un’arroganza fuori misura frutto di recondite,infantili frustrazioni che si manifesta in questi giorni nei confronti del corpo dei Vigili Urbani di Partinico (strumento delicatissimo per l’equilibrio e la sicurezza dei cittadini cui va mantenuta intatta la sua autonomia) ,una città che diventa sempre più priva di identità culturale, le iniziative legate all’uso plebeo che si vorrebbe fare di uno straorinario bene monumentale quale la Cantina Borbonica, le piazze pubbliche parti delle quali vengono con la sua complicità privatizzate improvvisando stomachevoli strutture prefabbricate che finiranno, nel tempo, come fini’ il cosidetto “burdillicchio” di Piazza del Progresso e cioè da struttura precaria in edifico stabile , lo stato di disastro di verde, impianti sportivi, viabilità , qualità della vita, tutela dell’ambiente , sicurezza delle scuole, uso miserevole del personale, spreco di risorse per oleare una macchina burocratica sempre più scadente e sempre più dequalificata per mancanza di guida autorevole. Sia chiaro che i dipendenti di ogni livello e mansione lavorano e producono nella misura in cui hanno guida autorevole, obiettivi da raggiungere, interessi del collettivo e non del "sinnachicchio" o " assessoricchio" di turno .Dunque Tanino La Corte lascia ed apre, o quantomeno spero , una “questione politica” che è quella della seria ed autorevole governabilità della città di Partinico.

Toti Costanzo

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