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martedì 17 novembre 2009

GARDLAND, GUTTALAX ,L'OTTO VOLANTE E L'ALLEGRA BRIGATA


Dopo tre giorni di silenzio, gli indugi furono rotti. Si chiamarono ,per un intervento discreto, i vigili del fuoco con a capo il comandante accompagnato da quelli della protezione civile locale che non mancano mai all’appello anche quando non chiamati . Gli amici, quelli di sempre, avevano telefonato in continuazione ed i telefonini (tre o quattro) davano sempre “Non raggiungibile”.Forzata la porta, la scena che si presentò ai loro occhi appariva tragicamente tragica. Lui giaceva disteso sul virgineo, avvolto da una tunica color oro attraversata dall’alto in basso da lunghe strisce variopinte che alla vita ,convergevano,disegnando un cerchio come fanno le Frecce tricolori durante le loro spregiudicate incursioni sui cieli di mezzo mondo . Quella tunica, pare sia stata l’ultimo acquisto a Gardaland presso una bancarella di marocchini trapiantati al nord ormai da diversi anni che, però, non poterono rilasciare alcuna fattura per il rimborso in quanto, è risaputo, che i vu cumprà sono notoriamente degli abusivi . Ai piedi due babucce all’Ali’-babà e i quaranta ladroni con le punte rivolte in direzione della Mecca .In una cicchiera i resti di mozziconi di Fumarelli da 4 euro (regolarmente fatturati) che ,appena accesi, diffondono un odore molto somigliante a quello acre prodotto dalla distillazione che ti inebria fino a farti girare la testa. “Ma che bisogno c’è -aveva detto a Sal durante quella gita ad Avio e tra un lungo sospiro ed un altro -degli spinelli col rischio d’essere beccati dalla Guardia di Finanza ? Tu ti fumi uno di questi e sei messo “. Sal , in quell’occasione, aveva annuito tant’è che anche lui volle provare per potere dire, una volta di ritorno e per contrastare quel rompicoglioni di Pinuzzu tiggei, che in fondo in fondo non di puzza si tratta ma di forti e penetranti odori.E se gli odori al nord vengono catturati, inglobati nei Fumarelli e venduti con i piccioli perché al sud non proporre alla signora di fare alla stessa maniera. ?E già Sal assaporava,gustava, centellinava l’idea che con la distilleria si poteva fare come fece con la Poli risultando carta vincente : promesse, potere, sostegno .

Nella mano destra Bart – era lui si’ si’- teneva una immagine dei tempi felici .Una immagine che assemblava un gioioso gruppo con lui al centro ,ed insieme a lui, alcuni novelli pigliaboffe .Ad onore di cronaca va detto che a Partinico, a proposito di pigliaboffe e dopo l’esperienza esaltante di Giugio e Filippino Faremo che fecero scuola , si era formata una specie di catena di Sant’Antonio: Bart pigliaboffe di Sal, Degae pigliaboffe di lui, Sal pilgliaboffe di Antonello, Ntrea pigliaboffe di Jhonny ,Jhonny secondo e Antony pigliaboffe di Sal e cosi’ via come nel gioco dell'oca. Nella mano sinistra teneva un mascalzonesco libello recentemente distribuito dai suoi più tenaci nemici che non gli perdonano come sia stato capace di prendere il volo da solo, svincolarsi da pizzi e pizzetti che lo tenevano ancorato,chiuso in un bozzolo, lui che da sempre aspirava a diventare una farfalla, ma che dico una farfalla, voleva diventare addirittura una specie di farfallone ,riuscendoci . Quei suoi acerrimi ,incontenibili nemici , come durante la conquista del West che vide contrapposti gli yankee ed i pellerossa, di lui volevano lo scalpo .E non gliene facevano passare una al punto che il suo nume tutelare di Palermo che lo aveva guidato, pasciuto, portato per mano insegnandogli “l’arte” una volta glielo aveva detto: “Attento Bart, te la vogliono fare pagare perché demolendo te entrano in gioco loro”. E lui ripetutamente annui’ pensando a quell’intervista di Sal a Migi : “ A Dicembre lei farà un rimpasto-disse Migi a Sal- Farebbe una Giunta anche col PD?” E Sal rispose : “ Perché no?”. D’altronde alla Regione siciliana non cercano l’accordo con Totò vasa vasa ? . E alle regionali di marzo non faranno accordi in tante Regioni con Casini e compagnia? Bart dovette ammettere che il nume aveva ragione e davanti a lui , come in una sequenza di cinema scope, si ripresentarono le immagini del 1997 quando ,dopo anni di digiuno e di finta opposizione a Gigia, quelli dei pizzi e pizzetti dopo essersi presentati alle elezioni con un loro candidato , capirono che al ballottaggio avrebbe vinto ancora Gigia contro don Pinuzzu inteso “cappidduzzu” che ,addirittura, si giocò la carta ovviamente perdendo di far venire a suo sostegno non solo Fini ma perfino il Cavaliere Silvio. E con Gigia che ovviamente rivinse ,tà.ttà, pizzi e pizzetti si accordarono ed agguantarono di corsa la vicesindactura.E tanto altro ancora .

Pensando a questo, Bart che insieme agli altri da Avio era passato a Gardland su pulmino 12 posti dopo essersi sgrasciato insieme agli altri in un bagno pubblico (tutto fatturato) gioito sull'otto volante e comprando ,insieme a Sal, non solo i Fumarelli, ma stecchini samurai, crachers, un pacco di fazzolettini di carta tutto a spese della comunità partinicese , ingoiò una litrata di liquido biancastro tipo guttalax che si usa in questi frangenti a detta di quanti soffrono di solitudine e la vogliono fare finita .Tutti in questi giorno lo avevano scansato, evitato come se fosse portatore di iella o ,peggio, di influenza suina . Perfino Kate incavolata nera per il casino organizzato da vigili e vigilesse che le fecero fare la figura della piunca ; perfino Nardo il quale alla richiesta di solidarietà ebbe a dirgli . “ E pi 'mmia cu ci pensa?” .Anche Sal lo guardava in cagnesco come se anche lui non fosse stato complice fino “all’unghia du peri”, come se anche lui non avesse comprato intrugli a costo zero (per lui ma non per i contribuenti) per sommaria settimanale pitturazione . Tutti a voltargli le spalle . E allora bisognava farla definitivamente finita. Rilesse per l’ennesima volta “Cent’anni di solitudine “ di Gabriel Garcia Marques, le poesie di Pier Paolo, Giovanni Pascoli e soprattutto quella struggente di Giacomo Lepoardi “Il passero solitario" ( senza riferimento a persone o cose) e si distese sul virgineo in attesa che il liquido facesse il suo corso e lo liberasse definitivamente da quelle immense pene.

L’amico medico di sempre, corso al capezzale gli sollevò la palpebra destra , gli tastò il polso,gli diede alcuni buffetti sulle guance ,gli palpò lo stomaco che si mise a rumoreggiare .Ebbe un primo scuotimento leggero, poi gli scuotimenti aumentarono in progres e velocità fino a quando aprendo gli occhi e girando attorno lo sguardo disse :”Chi siete, chi sono, dove mi trovo ?“. L’amico medico di sempre non ebbe il tempo di una risposta . Si senti’ come un ripetuto e prolungato suono come quando il vulcano erutta lava a tutta forza scuotendo la terra . L’amico e gli astanti lo videro schizzare fuori a velocità supersonica al grido:” Il gabinetto, il gabinetto…”. Su quella scena pietosa calò, triste ,il sipario
Sala Rossa

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