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mercoledì 4 novembre 2009

TRATTO DA "LA REPUBBLICA" EDIZIONE DI PALERMO




Esattore del pizzo e factotum del senatore

Filippo Di Maria arrestato perché ritenuto uno dei fidati del boss di Alcamo Nicola Melodia. Curava la casa di Scopello del senatore Antonino Papania. Le intercettazioni della squadra mobile l'hanno sorpreso mentre fa campagna elettorale per il senatore Pd e organizza incontri con la sua segreteria politica per l'assunzione di persone di alcune cooperative sociali di Alcamo
di Salvo Palazzolo
Filippo Di Maria, uno degli arrestati del blitz antimafia di questa notte, si divideva fra gli affari del clan e il giardino del senatore del Pd Antonino Papania, eletto nel 2006 con la lista della Margherita. Le indagini della squadra mobile di Trapani hanno appurato che Di Maria era uno dei factotum dell'uomo politico: fra un'estorsione e una riunione di mafia, il boss correva a Scopello, per sistemare la villa o l'auto di Papania.

Il senatore non risulta indagato, anche perché fino a ieri Di Maria era un pefetto incensurato. E pure lui si dedicava alla politica: le intercettazioni disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo l'hanno sorpreso mentre fa campagna elettorale per Papania e procura a un collaboratore del senatore (l'assessore comunale di Alcamo Giuseppe Scibilia) elenchi di nomi da inserire come votanti alle primarie in cui il Pd sceglieva nel 2005 il candidato alla presidenza della Regione. Tutti voti che finirono sul candidato Ferdinando Latteri.

Ma poi, a spuntarla fu Rita Borsellino. Restò il successo personale di Papania, che in provincia di Trapani fece ottenere a Latteri il record regionale del 45,3 per cento delle preferenze.

Di Maria era un gran procacciatore di voti, ma anche di posti di lavoro. Ancora le intercettazioni della squadra mobile di Trapani l'hanno sorpreso mentre organizza con la segreteria politica di Papania incontri finalizzati ad alcune assunzioni nelle cooperative sociali di Alcamo.

L'ultima indagine dei pm Paolo Guido e Carlo Marzella offre uno spaccato inquietante delle infiltrazioni di Cosa nostra all'interno della politica. I boss di Alcamo, quelli più vicini al superlatitante Matteo Messina Denaro, sarebbero stati mobilitati anche per il referendum elettorale che nel 2005 vide impegnati diversi esponenti del centrosinistra e del centrodestra contro il quorum del 5 per cento. Di Maria e il suo serbatoio di voti si muoveva dove c'era bisogno, dove veniva chiesto: "Lui mi ha detto, muovetevi, perché siamo in mezzo a una strada", così il boss redarguiva per telefono i suoi. "Lui", secondo la Procura, era Antonino Papania.

Adesso, dopo gli arresti, i magistrati vogliono approfondire le relazioni pericolose della politica trapanese, presto potrebbe partire una sfilata di audizioni.
(03 novembre 2009)

6 commenti:

Leone M. ha detto...

ARRESTATO VITO NICASTRI DI ALCAMO : IL SIGNORE DELL'EOLICO
SEQUESTRATI DUE IMPIANTI EOLICI NEL PALERMITANO : un parco eolico composto da 24 turbine eoliche site nel Comune di Camporeale, Palermo, per un valore di euro 19.109.938,18; infine il parco eolico sito in parte nel Comune di Partinico, Palermo, composto da 10 turbine eoliche e in parte nel Comune di Monreale, composto da 9 turbine, il tutto per un complessivo valore di euro 18.627.000.
Accusato di indebita percezione di contributi pubblici è finito in manette all’alba di ogi nell’ambito di un’operazione effettuata dai militari della Guardia di Finanza di Alcamo e del Nucleo di polizia tributaria di Avellino l’imprenditore alcamese dell’eolico Vito Nicastri.

Il blitz è scattato al termine di una complessa indagine che ha portato alla luce un articolato sistema di truffa ai danni dello Stato finalizzato all’indebita percezione di contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici.

Oreste il guastafeste ha detto...

CENTO MILIONI DI EURO A NICASTRI

Certo l'eolico italiano sta crescendo grazie a un gran numero di aziende serie. Ma il peso della politica e dei troppi speculatori rischia di farlo somigliare a un castello di carte: ci sono tantissime autorizzazioni concesse, un buon numero di turbine montate e pochi megawatt davvero funzionanti. ha partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino ai centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l'energia pulita. Prendiamo la Sicilia: la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali ma, invece di costruire gli elettrodotti, Stato e Regione continuano a regalare centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema. In questo Far west, le turbine spesso non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un sindaco che si fa 'convincere' con l'assunzione dei figli, c'è l'interesse di un politico che conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no.

L'avvocato del Bene-vento
Oreste Vigorito, il padre dell'energia eolica italiana, oltre a essere presidente dell'Anev, l'associazione industriale di categoria, è uno degli uomini più ricchi e potenti della Campania. Presidente del Benevento Calcio e finanziatore di Clemente Mastella con un contributo della Ivpc Sardegna da 25 mila euro, con il suo accento campano e la sua travolgente cordialità è un buon esempio di imprenditore che pensa globale e agisce locale. I capitali per iniziare li ha avuti da americani e giapponesi, ma alcune controllate della sua Ivpc si sono viste assegnare finanziamenti pubblici per un centinaio di milioni di euro. Al riguardo 'L'espresso' è in grado di rivelare che il pm Maria Luisa Buono di Avellino ha iscritto da mesi Vigorito nel registro degli indagati per truffa aggravata finalizzata alla percezione dei fondi pubblici della legge 488. L'inchiesta del nucleo di polizia tributaria di Avellino, guidato dal colonnello Maurizio Guarino, ricostruisce i sistemi disinvolti adottati dalle controllate di Ivpc (e dai suoi partner siciliani) per acquisire contributi per una trentina di milioni. I finanzieri hanno già perquisito il ministero dello Sviluppo economico, la sede dell'Ivpc e quella di Centrobanca. L'estate scorsa, nel più completo riserbo, hanno sequestrato l'ultima tranche dei finanziamenti: 9 milioni che sarebbero andati a tre società, ora cedute al gruppo International Power. Secondo l'ipotesi dell'accusa, Vigorito e il suo rappresentante in Sicilia, Vito Nicastri, avrebbero prodotto nella domanda per i contributi pubblici "falsi contratti di locazione dei terreni su cui si sarebbero dovute installare le turbine eoliche" in modo da ingannare i funzionari del ministero. "Il Parco è stato realizzato ed è in funzione", ribatte Vigorito, "e comunque le domande dei contributi in questione sono state presentate da Nicastri, che non ha più rapporti con il gruppo". Vito Nicastri è il personaggio chiave dell'indagine. Questo imprenditore di Alcamo è il classico esemplare di 'sviluppatore', una figura tutta italiana che ottiene le autorizzazioni e poi le cede a un prezzo profumato. Nei primi anni Novanta è stato coinvolto in una storia di corruzione e ne è uscito indenne raccontando le mazzette pagate ai politici per costruire impianti di energia solare. Un patteggiamento e la prescrizione hanno cancellato quelle vicende penali e così, all'inizio del nuovo Millennio Nicastri si è lanciato sull'eolico. Secondo la Procura di Avellino avrebbe taroccato i dati sul vento e i contratti di affitto, dichiarando anche la disponibilità di capitali che non aveva. Eppure al ministero dello Sviluppo non si erano mai accorti di nulla. Complessivamente si è interessato di una dozzina di pratiche e ha ottenuto un centinaio di milioni di agevolazioni, rivendendo poi i progetti approvati a colossi come Ivpc ed Endesa.

Nato Pensy ha detto...

MARCO TRAVAGLIO SU NINO PAPANIA

Lo stalliere del Pd di Marco Travaglio

Domenica abbiamo domandato in prima pagina al “nuovo” Pd di Bersani se “discuterà della moralità dei candidati”. Il “nuovo” Pd di Bersani ha subito raccolto l’appello. Infatti, nella “nuova” Direzione, fa il suo trionfale ingresso il senatore Nino Papania da Alcamo (Trapani), ex Margherita. Lo stesso a cui hanno appena arrestato l’autista-giardiniere-factotum per mafia. Lo stesso che nel 2002 ha patteggiato a Palermo 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio: era indagato per aver sistemato in posti pubblici diversi disoccupati privi dei titoli di legge, in un giro di assunzioni facili per cui sindacalisti senza scrupoli prendevano tangenti. Nel 2008 Dario Franceschini annunciò: “Non presenteremo candidati con procedimenti in corso né con sentenze passate in giudicato”. Strano: Papania fu ricandidato dopo il patteggiamento e rieletto per la terza volta senatore (diversamente da Nando Dalla Chiesa, colpevolmente incensurato). Scelta lungimirante: il 4 novembre la Dda di Palermo ha arrestato il suo braccio destro Filippo Di Maria, considerato l’autista, il cassiere e l’uomo di fiducia del boss di Alcamo, Nicolò Melodia detto “il macellaio”, catturato nel 2007 assieme al capomafia Salvatore Lo Piccolo. Nei giorni pari Di Maria scarrozzava il boss Melodia, in quelli dispari il senatore Papania. Arrotondava. “Emerge – annota la Mobile di Trapani – da numerose conversazioni che Di Maria svolgeva attività di factotum presso la villa di Scopello del predetto Papania, muovendosi incessantemente per procurare posti di lavoro ad amici e conoscenti grazie anche al diretto interessamento di collaboratori e personale di segreteria del senatore”. Ed era attivissimo “in occasione di alcune competizioni elettorali”: come “le primarie 2005 per il candidato premier” e “per il candidato alla presidenza della Regione Sicilia” (contro Rita Borsellino e per Ferdinando Latteri). “Lo staff del sen. Papania – scrive il gip – e altri politici locali contattavano ripetutamente il Di Maria al fine di indurlo a sostenere le iniziative politiche sopra indicate e invitandolo a fare altrettanto con tutte le persone di sua conoscenza”. Il Giornale gongola: “Anche il Pd ha il suo ‘stalliere’ mafioso”. Ma naturalmente chi fosse Di Maria non lo sapeva nessuno. Infatti la nuova Direzione del Pd non ha trovato un posto per due simboli dell’antimafia come Rosario Crocetta e Beppe Lumia (la Borsellino non è iscritta). Ma a Papania sì, in quota Franceschini. E questa sarebbe l’opposizione. Poi c’è il centrodestra, con i suoi Berlusconi, Dell’Utri e Cosentino. E’ la famosa “alternanza”.

Sempre io ha detto...

Papania Antonino (PD): ha patteggiato davanti il gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso di ufficio. La vicenda risale al ‘98 quando Papania, all’epoca assessore regionale al Lavoro, venne coinvolto in un’inchiesta condotta dalla Procura di Palermo su una compravendita di posti di lavoro. Secondo i magistrati, alcuni esponenti di un sindacato, il Failea, avevano promesso assunzioni a 15 ex detenuti in cerca di lavoro in cambio di somme di denaro che arrivavano fino a 3 milioni di lire. Per queste assunzioni i sindacalisti si sarebbero rivolti a pubblici ufficiali e politici. A Papania che aveva dato lavoro a disoccupati privi dei titoli richiesti dalla legge, i pm avevano contestato il concorso esterno in associazione a delinquere e abuso d’ufficio.

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

Všimol som si v mnohých hoci nie všetci môžu mať zachytil zmysel niektorých správ v podobe poštou alebo nálady, ktoré sa zdajú byť trochu času na Facebooku. To je čisto komerčná prevádzka v detinate viralizzare (používať termín drahý marketing)? Pravdepodobne je to marketingových operácií Family G, ktoré hrajú kľúčovú úlohu z najpopulárnejších sociálnych sietí na svete: zvedavosť.

Skutočnosť, alebo prevádzku on-line marketingu? V prípade posledne, pretože sme presvedčení, po určitú dobu, je logické, že funguje len čiastočne. FamilyG Ťažké narušenia a jasné, že Facebook má v posledných mesiacoch, od sociálnych sietí navrhnutý tak, aby každý mohol mať stránke venovanej svoje kontakty, prezentácie nesporné, že reláciu o Family G ich život bez omeškania, do víru reality hoden klasickej show, iste contribusice tak, že niektoré operácie trvať dlhšie ako iní pešo.

Family G je len to, že je on-line komunikáciu aj mlčania, momenty konfrontácia zaujímavý príspevok čítať, pretože oni môžu skutočne obohatiť a ochudobniť nás. Na dosiahnutie tohto cieľa vznešené, Family G sme mysleli na nejakú dobu blog, teraz blízko k zabudnutia a zabudnutia, ale vydláždil cestu pre obsah ako menej atraktívne.

Ale teraz sa zdá všetko podriadiť sa dominantné myšlienka Family G, čo nie je vždy, ak vôbec sa oženil nejpravdivější princípy on-line FamilyG komunikácie, ktorej cieľom je priniesť otázky týkajúce sa aktuálneho diania, svet je spoločensko-politickej, zábava siete, trendy v sieti. A ďalej uvažovať o možnostiach z marketingu cez Facebook, čo považujeme za veľmi málo, dostanete video s nejakou cennou.