Per comprendere dove va il PD siciliano basta leggere una illuminante intervista rilasciata al Giornale di Sicilia della scorsa domenica, dal segretario regionale del PD Lupo che la signora Borsellino, illudendosi, pensava potesse rappresentare “il nuovo” in quel Partito tant’è che lo sostenne in maniera sperticata contribuendo alla sua elezione. Non abbiamo dimenticato come l'eurodeputata fosse raggiante al punto da farsi immortalare dal fotografo insieme al giovane vincitore ex diccì allevato dentro la CISL di Bonanni che è quanto dire. E Bonanni per quanti non ne fossero a conoscenza, alla fine di quel lontano 1985 quando ci si scontrava con lo strapotere ed il ruolo della distilleria Bertolino, da segretario provinciale della Cisl palermitana fu quel dirigente che impose a Nino Amato, pena la sua emarginazione, di abbandonare il fronte della lotta alla distilleria che portavamo avanti insieme anche ad altri nel Comitato popolare contro l‘inquinamento che avevamo costituito nell'estate del 1984.
E Nino, suo malgrado e con la morte del cuore (me lo comunicò mentre aspettavamo a Palazzo Comitini di incontrare l’allora Presidente della Provincia Mimmo Di Benedetto proprio per discutere delle questioni relative all’inquinamento del nostro territorio e alla costituzione, poi, del Consorzio del quale ho recentemente scritto), dovette allora obbedire. Ma Nino, successivamente e come é risaputo fino alla sua scomparsa prematura, non fece mancare mai il suo impegno strenuo contro l’inquinamento e la devastazione del nostro territorio. E come nel 1985 fu chiara la scelta di Bonanni a sostegno dell’industriale, del potente, oggi continua a mantenere con una impressionante coerenza quella linea scegliendo Marchionne e non certo gli interessi dei lavoratori della Fiat. Dunque un sindacato coerente nella difesa dei potenti e che è anche una “scuola” di pensiero e di azione politica costruita dalla vecchia diccì e di cui ha ereditato il senso del potere, la spregiudicatezza, la capacità di dire oggi una cosa per farne una diversa appena domani. Come suole ripetere Pino Maniaci, la politica dei due forni. E questo è in sintesi stringata il terreno dove è stato allevato il giovane segretario del PD. Una scuola tutta democristiana nel senso del dire e del fare oggi per dire e fare il contrario il giorno dopo come è stato nella vicenda del Governo Lombardo e cioè fare finta d'essere inizialmente contro (nella trappola, abbiamo visto, cadde la candida Borsellino) per diventarne, poi, uno strenuo quanto convinto difensore. E nell’intervista al GdS di domenica Lupo, a chi denuncia come deleteria la permanenza nel Governo Lombardo, risponde che questo governo avrebbe “ottenuto alcuni risultati come il credito d’imposta per gli investimenti, per l’occupazione, per l’esenzione dei ticket sulla diagnostica" e udite, udite “l’orario continuato nelle scuole a rischio”( sic!). Aggiungendo, bontà sua “che è ancora troppo poco“ e dunque "credo che la formula del governo tecnico stia complessivamente mostrando pesanti inadeguatezze”. Capite cosa significa che il governo attuale manifesti “pesanti inadeguatezze?” Significa che ora bisogna passare alla fase due così come chiedono a gran voce i finci “dissidenti” Papania, Cardinale, Fracantonio Genovese ed altri della stessa cordata i quali comprendono, essendo democristiani alla stregua di Lombardo, come costui piazzi ogni giorno i suoi uomini dentro tutti i gangli decisionali compresi quelli che fanno riferimento agli assessori “tecnici” di area PD che contano quanto peppi nnappa. Per tali motivazioni, allora, niente più tecnici ma politici, cioé loro per evitare il venir meno delle ragioni di una permanenza all’interno del governo regionale. E per un democristiano, anche se ex, permanere dentro il governo significa “gestire” e gestire significa “decidere“ direttamente delle nomine, dei contributi, delle scelte dei funzionari, dei dirigenti, dei tecnici, dei manager, degli appalti, delle cooperative, delle circolari. In una parola DECIDERE per costruire una rete ampia di clientele perché le elezioni possono anche esser dietro l’angolo e dunque é bene prepararsi per salvaguardare, intanto, il proprio seggio considerato che alle prossime elezioni regionali se la Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà in Sicilia si mettono insieme allora non potrà più succedere che il PD agguanti -come é successo nel 2008 dato lo sbarramento voluto dal duo Cracolici-Cuffaro - TUTTI I SEGGI RISERVATI ALL'OPPOSIZIONE facendo eleggere perfino Massimo Ferrara e Bernardo Mattarella. A meno che..... A meno che questi tre Partiti commettano l'errore, POSSIBILE, di dividersi (insieme potrebbero raggiungere anche il 10/12%). Dunque, Lupo, per fare fronte e contenere le richieste e il desiderio spasmodico e famelico di potere proveniente da pezzi notevoli del PD (indistintamente da ex comunisti pentiti e da ex democristiani pentiti mai) maschera i suoi discorsi ed interviste con parole come “al governo (Lombardo: ndr) manca una visione politica”, “urge un vero e proprio patto sociale”, ”il governo deve promuovere la concertazione per definire un progetto di sviluppo produttivo dell’Isola”. E tu pensi alle ragioni del ribaltone che ha portato il PD al Governo, alle parole giustificative mascherate da espressioni del tipo “costruzione di un governo autonomista e riformatore”. E tu, se da un lato ammaliato dalle parole caschi nella trappola, dall'altro hai uno scossone e ti riprendi subito perché pensi "al riformismo" degli ex comunisti pentiti alla Crisafulli o alla Cracolici il quale ultimo oltre a qualificarsi come tale aggiunge, con una certa civetteria nel suo blog, d’essere anche "siciliano". E forse l'onorevole coltiva una segreta, legittima, speranza e cioé che la storia possa ricordarsi di lui quandò sarà (ovviamente il più tardi possibile) col seguente epitaffio: “Antonello Cracolici riformista (cioé uomo che riforma, nel senso però del trasforma) e siculo (cioé di origine incerta, senza una precisa identità, come sostengono gli studiosi a proposito del nostro popolo)".
E Nino, suo malgrado e con la morte del cuore (me lo comunicò mentre aspettavamo a Palazzo Comitini di incontrare l’allora Presidente della Provincia Mimmo Di Benedetto proprio per discutere delle questioni relative all’inquinamento del nostro territorio e alla costituzione, poi, del Consorzio del quale ho recentemente scritto), dovette allora obbedire. Ma Nino, successivamente e come é risaputo fino alla sua scomparsa prematura, non fece mancare mai il suo impegno strenuo contro l’inquinamento e la devastazione del nostro territorio. E come nel 1985 fu chiara la scelta di Bonanni a sostegno dell’industriale, del potente, oggi continua a mantenere con una impressionante coerenza quella linea scegliendo Marchionne e non certo gli interessi dei lavoratori della Fiat. Dunque un sindacato coerente nella difesa dei potenti e che è anche una “scuola” di pensiero e di azione politica costruita dalla vecchia diccì e di cui ha ereditato il senso del potere, la spregiudicatezza, la capacità di dire oggi una cosa per farne una diversa appena domani. Come suole ripetere Pino Maniaci, la politica dei due forni. E questo è in sintesi stringata il terreno dove è stato allevato il giovane segretario del PD. Una scuola tutta democristiana nel senso del dire e del fare oggi per dire e fare il contrario il giorno dopo come è stato nella vicenda del Governo Lombardo e cioè fare finta d'essere inizialmente contro (nella trappola, abbiamo visto, cadde la candida Borsellino) per diventarne, poi, uno strenuo quanto convinto difensore. E nell’intervista al GdS di domenica Lupo, a chi denuncia come deleteria la permanenza nel Governo Lombardo, risponde che questo governo avrebbe “ottenuto alcuni risultati come il credito d’imposta per gli investimenti, per l’occupazione, per l’esenzione dei ticket sulla diagnostica" e udite, udite “l’orario continuato nelle scuole a rischio”( sic!). Aggiungendo, bontà sua “che è ancora troppo poco“ e dunque "credo che la formula del governo tecnico stia complessivamente mostrando pesanti inadeguatezze”. Capite cosa significa che il governo attuale manifesti “pesanti inadeguatezze?” Significa che ora bisogna passare alla fase due così come chiedono a gran voce i finci “dissidenti” Papania, Cardinale, Fracantonio Genovese ed altri della stessa cordata i quali comprendono, essendo democristiani alla stregua di Lombardo, come costui piazzi ogni giorno i suoi uomini dentro tutti i gangli decisionali compresi quelli che fanno riferimento agli assessori “tecnici” di area PD che contano quanto peppi nnappa. Per tali motivazioni, allora, niente più tecnici ma politici, cioé loro per evitare il venir meno delle ragioni di una permanenza all’interno del governo regionale. E per un democristiano, anche se ex, permanere dentro il governo significa “gestire” e gestire significa “decidere“ direttamente delle nomine, dei contributi, delle scelte dei funzionari, dei dirigenti, dei tecnici, dei manager, degli appalti, delle cooperative, delle circolari. In una parola DECIDERE per costruire una rete ampia di clientele perché le elezioni possono anche esser dietro l’angolo e dunque é bene prepararsi per salvaguardare, intanto, il proprio seggio considerato che alle prossime elezioni regionali se la Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà in Sicilia si mettono insieme allora non potrà più succedere che il PD agguanti -come é successo nel 2008 dato lo sbarramento voluto dal duo Cracolici-Cuffaro - TUTTI I SEGGI RISERVATI ALL'OPPOSIZIONE facendo eleggere perfino Massimo Ferrara e Bernardo Mattarella. A meno che..... A meno che questi tre Partiti commettano l'errore, POSSIBILE, di dividersi (insieme potrebbero raggiungere anche il 10/12%). Dunque, Lupo, per fare fronte e contenere le richieste e il desiderio spasmodico e famelico di potere proveniente da pezzi notevoli del PD (indistintamente da ex comunisti pentiti e da ex democristiani pentiti mai) maschera i suoi discorsi ed interviste con parole come “al governo (Lombardo: ndr) manca una visione politica”, “urge un vero e proprio patto sociale”, ”il governo deve promuovere la concertazione per definire un progetto di sviluppo produttivo dell’Isola”. E tu pensi alle ragioni del ribaltone che ha portato il PD al Governo, alle parole giustificative mascherate da espressioni del tipo “costruzione di un governo autonomista e riformatore”. E tu, se da un lato ammaliato dalle parole caschi nella trappola, dall'altro hai uno scossone e ti riprendi subito perché pensi "al riformismo" degli ex comunisti pentiti alla Crisafulli o alla Cracolici il quale ultimo oltre a qualificarsi come tale aggiunge, con una certa civetteria nel suo blog, d’essere anche "siciliano". E forse l'onorevole coltiva una segreta, legittima, speranza e cioé che la storia possa ricordarsi di lui quandò sarà (ovviamente il più tardi possibile) col seguente epitaffio: “Antonello Cracolici riformista (cioé uomo che riforma, nel senso però del trasforma) e siculo (cioé di origine incerta, senza una precisa identità, come sostengono gli studiosi a proposito del nostro popolo)".
Ma, per ultimo e dopo tutte queste preoccupazioni, la domanda sorge spontanea: il PD uscirà dalla maggioranza di don Raffaele? Ma quando mai! Infatti, sempre in quella intervista, alla domanda conclusiva della giornalista Antonella Giovinco che chiedeva a Lupo: ”Altrimenti si va al voto?” così il giovane democristiano, allievo di Papania, Cardinale, Genovese e sopratutto di Bonanni rispondeva: ”No. Credo che le elezioni anticipate sarebbero una sciagura per la Sicilia”. Avete capito onorevole Rita Borsellino, senatore Giambrone e segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Erasmo Palazzotto, di che pasta é fatto questo PD siciliano? Ah, Lupu, Lupu!!
Toti Costanzo
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