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giovedì 24 febbraio 2011

CE LE HAI LE PALLE?

Attraverso  le vie cittadine  invase dai rifiuti accumulati  ed ammonticchiati ormai  persino davanti le abitazioni. Incrocio  via Taranto con via Benevento dove da circa un anno è stato collocato  uno dei semafori mai entrato in funzione frutto degli sprechi di Giuseppe Giordano. Sosto davanti alla “incompiuta” di via Montelepre, che testimonia le scempio di cui furono capaci alcuni gruppi politici ormai ben individuati classificati e marchiati dalla storia locale e che dominarono la città durante la cosiddetta “prima Repubblica”. Non posso che provare  sconforto misto a rabbia. Dico a me stesso : ”Ma anche la tua generazione non ha sulla sua coscienza colpevoli responsabilità? Perché, potendolo,  non ha  saputo riscattare la nostra terra  dalla sua subordinazione, dalla  qualunquistica accettazione di tutto quello che veniva propinato dal “Potere” ad ogni livello? Con l’aggravante d’avere allevato anche una nuova generazione di  “mostri“ che oggi governa ma che da quella prima repubblica ha mutuato il peggio perché  continua in quel processo di demolizione di tutto quel che ancora resta in piedi di dignità, di sensibilità, di decoro, di civiltà, di beni. E’ ineluttabile il  declino, il degrado, l’impoverimento culturale della nostra terra?”
Dico no, ma mi  assolvo. Assolvo la mia parte politica che in questi decenni “ci ha provato” quando ne ha avuto la possibilità, (in due brevissimi periodi) ma essendo sostanzialmente sempre stata forza all'opposizione. Mi preoccupo d’essere entrato in un intimo ragionamento  moralistico e desisto. Dico a me stesso: ”Piuttosto  che continuare ad  interrogarti, arrovellarti,  macerarti  tronca qualunque intima conversazione con la coscienza  e cerca di andare avanti  immergendoti nei problemi, anche quelli minimi, che oggi sono davanti a te. Come, ad esempio,  quella dei rifiuti che invadono le strade della città,  del semaforo che non funziona, della “incompiuta” che non si recupera rimasta quale simbolo di spreco e di insensibilità”. Dico ancora  che ai  problemi bisogna dare risposte risolutive perché, questo,  è un dovere non solo di chi “governa”. E bisogna proporre. E  se non ti ascoltano? Pazienza. Davanti alla storia  sarai assolto perché senza alcuna colpa. Tuttavia penso che “governare” significhi assumersi le responsabilità di quel che non è stato fatto e di quel che ancora resta da fare. E invece il Sindaco di Partinico, questo nostro giovane di belle quanto vane speranze, davanti a quel che sta accadendo, che fa? Piagnucola davanti le telecamere, si giustifica  assegnando “a quelli di prima di me” le responsabilità dello sfascio e dei debiti. E tu dici: lui, ai tempi di Giordano, ha dimenticato che gli teneva il sacco? E non fu Giordano, e anche la parte politica  di Lo Biundo, che costruirono “il mostro” mangiasoldi della Società comunale servizi integrati?  E Lo Biundo  non è lo stesso che oggi “si sparti”  con quelli dentro e fuori la maggioranza i “posticini” per disoccupati  alimentati dalla risorse pubbliche del progetto Perseo o dei  quattro soldi dei nuovi cantieri di lavoro? E con l’ausilio degli altri 11 nanetti che amministrano da Balestrate ad Isola delle  Femmine, non ha fatto nominare l'avvocato numero due al posto dell'avvocato numero uno  prima quale Presidente del CdA ed ora liquidatore della stessa fallimentare Società servizi  che continua a mal funzionare  anche  non ha più una lira mentre i rifiuti sono arrivati fin sopra i tetti delle case?
Dunque, partiamo dal semaforo di via Benevento. Da un anno collocato ma non  attivo. Perché? PERCHE' NON SONO STATI CAPACI D’IMPORRE ALL’ENEL DI COLLOCARE UN CONTATORE PER L’ALIMENTAZIONE DELL’IMPIANTO. Se tu questo lo racconti ai tuoi parenti di Rho o di Pavia  ti ridono in faccia, increduli, pensando che sei il solito comunista. E ti dicono: “Ma se tu  fossi al posto di Lo Biundo cosa  avresti fatto?” Risposta: “Avrei fatto quel che feci da Sindaco (ero vice ma fungevo da Sindaco in quanto Gino Geraci si era recato in America) nell’estate del 1992 quando i quartieri bassi della città non ricevevano una sola goccia d’acqua, saliva la protesta e, dunque, bisognava fare quel che poi ebbi a fare: utilizzare il terzo serbatoio dell’acqua  già costruito  dalla precedente Amministrazione alle “spalle”  du’ Castiddazzu    MA CHE NON ENTRAVA IN ATTIVITA’, SEPPUR COLMO D’ACQUA, PERCHE’ MANCAVA UN CONTATORE CHE L’ENEL NON COLLOCAVA, SEPPUR DA TEMPO SOLLECITATO. Mi consultai con il dipendente Giacomino Vitale, che dell’acquedotto del Comune  conosceva tutto, il quale sotto la mia responsabilità collegò L’IMPIANTO ELETTRICO  DEL  SERBATOIO  A QUELLA DELLA PUBBLICA RETE, VIOLANDO LA LEGGE, MA DANDO L’ACQUA AI QUARTIERI  ASSETATI". Ovviamente non accadde nulla. Sindaco Salvo Lo Biundo ed Assessore Caterina Panzavecchia, cosa aspettate?
E per l’incompiuta di Via Montelepre? L’Assessore Parrino, o Russo, si rechino a Corleone e si facciano spiegare da Iannazzo come ha operato, in una situazione analoga, e cioè trasformando una incompiuta in asilo per i bambini della città.
E per i rifiuti? La Società Servizi comunali integrati è in liquidazione e dunque non deve  svolgere più alcuna attività. I 12 Sindaci, diventati finalmente “uomini” da nani che sono, si riuniscano e seduta stante,  approvino uno Statuto di un Consorzio volontario (la legislazione lo consente) facendolo approvare anche dai Consigli comunali convocati congiuntamente. Si articoli il Consorzio in sub Aree (ad esempio Capaci-Carini.-Isola-Torretta; Terrasini e Cinisi; Balestrate-Trappeto-Partinico-Borgetto; Montelepre-Giardinello), recuperino uomini e mezzi (gli ex dipendenti dei Comuni transitati alla Società S.C.I. e gli interinali) da distribuire secondo le necessità territoriali delle AREE  e amministrino con le  risorse proprie, cioè con i soldi che paghiamo profumatamente quale tassa per i rifiuti. Non solo risparmieremo ma avremo sicuramente un servizio più efficiente perché più RAVVICINATO alle necessità dei singoli Comuni. I debiti della Società in liquidazione? Se li accolli la Regione come, d'altronde, se li dovrà accollare e alla quale dire CONTESTUALMENTE, anche  NO ALLA RIFORMA  che vuole costruire un SOLO CARROZZONE  PROVINCIALE CHE SARA’ SICURAMENTE NELLE MANI  DELLE IMPRESE MAFIOSE  SE VORRA' FUNZIONARE.
Dice, molto spesso Pino Maniaci al Sindaco di Partinico: “Ce le hai le palle? Allora mettili  sul tavolo, perché SE NON ORA, QUANDO?" 


Toti Costanzo  

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