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mercoledì 13 luglio 2011

IL COSAR COME UN CAVALLO DI TROIA.....

Quando si ricevono minacce di morte ,che sono sempre e rigorosamente anonime, non ci sono dubbi : si solidarizza con colui che é oggetto di queste inquietanti quanto miserabili attenzioni . Lo facciamo ancora una volta con Mimmo Provenzano verso cui tali attenzioni si sono susseguite nel tempo ed ovviamente la ragione va ricercata , assai probabilmente,nel ruolo che ricopre ormai da almeno vent'anni quale Presidente del COSAR ,quel famoso Consorzio di artigiani che é stato protagonista non sempre positivo delle vicende politiche legate all'utilizzo della zona D2 di contrada Margi .
Quell'area destinata dal PRG allo sviluppo delle imprese artigiane ,di fatto, con un'azione di efficace ed efficiente illegalità si è trasformata in un colossale affare edilizio che ne ha snaturato le finalità . E ciò é avvenuto nel momento in cui con il contributo determinate dell'ex Sindaco Giordano la cui amicizia e fedeltà al senatore Marcello Dell'Utri é cosa assai nota, il berlusconiano ing. Lino Iemi ( notate le coincidenze “politiche”) ne é venuta in possesso attraverso un itinerario che abbiamo già ampiamente descritto in altre occasioni e sul quale non intendiamo ritornare. Tuttavia non possiamo tacere come Iemi si sia avvalso della capitolazione del COSAR che da combattente a difesa degli interessi delle categorie produttive si trasformò ,nel giro di un mattino,  in una specie di novello cavallo di Troia al punto che alcuni come Provenzano , ad esempio, della società Policentro o similari ,oggi, da contrastanti ne sono diventati addirittura soci. Abbiamo sempre sostenuto che gli imprenditori hanno il diritto all'esercizio della non coerenza in quanto seguono, e non certo per istinto, i loro interessi che non intendiamo mettere in discussione neppure in questa occasione .Ma dovrebbero restare “imprenditori” e non certo trasformarsi in “politici” .Perché affari e politica sono elementi inconciliabili tra di loro . Né apparteniamo alla categoria di quanti fanno dietrologia quando capitano tali atti di intimidazione. I compiti dell'indagine vanno affidati agli inquirenti e noi non intendiamo sostituirci ad essi . Tuttavia questa ultima vicenda lascia lo spazio per ritornare su alcune questioni . Noi abbiamo sempre sostenuto che la Policentro col suo progetto fondato sull'appropriazione indebita di aree destinate dal piano regolatore SOLTANTO PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE ARTIGIANALI ED INDUSTRIALI ,nel momento in cui intende insediare un colossale centro commerciale di cui prolifera ormai sopratutto la nostra Sicilia, costituisce un ulteriore elemento di ristagno se non addirittura di arretramento della nostra economia locale .Altro che sviluppo !E per farci comprendere anche da Pino Maniaci proprio sul concetto di “sviluppo” , spostiamo la nostra attenzione verso la vicina Alcamo  che Pino chiama spesso in causa quale elemento cui compararsi .Ci chiediamo: come é possibile che gli amministratori di questa città ,tutti rigorosamente di scuola e cultura ex dicci' cioé un Partito che il potere lo ha saputo gestire proficuamente cosi' come sapeva ben fiutare l'odore “dell'affaire” e che amministrano la città fin dal 1994 ( Ferrara e  Scala con la supervisione del senatore Papania ) si siano opposti alla realizzazione nella loro città di centri commerciali mentre hanno individuato,urbanizzato, assegnato le aree per lo sviluppo delle loro imprese artigianali e piccolo industriali ? Davvero qualche sciocchino di sindaco per caso pensa intimamente che quegli amministratori non avrebbero ben compreso quali interessi concreti e corposi ruotano attorno ai centri commerciali in termini di investimenti ,e cioé grana e potere, per cui hanno rifiutato la eventuale opportunità ? Il fatto é che gli amministratori di Alcamo seppur ex dicci' ora opportunisticamente piddi', hanno introiettato concretamente un'idea straordinaria di “appartenenza” alla loro terra, alla loro gente, all'uso razionale del territorio ,alle sue potenzialità economiche e vocazionali mentre Partinico, dopo l'esperienza di Gigia Cannizzo e dell'ultima sua Giunta con la presenza dei comunisti che aveva assegnato TUTTA l'area di contrada Margi al CONSORZIO COSAR di Mimmo Provenzano perché finalmente potessero decollare le imprese locali , ha avuto la ventura negli ultimi dieci anni di avere quali amministratori l'ingordigia dei Giordano , i Motisi e la sua corte ,i Lo Biundo e i suoi scendiletto che, ciascuno per la sua parte , questo territorio lo ha svenduto,fatto diventare terra di nessuno, terra di conquista ,terra a disposizione dei saccheggiatori di turno nei confronti dei quali si sono genuflessi, prostrati,pronti a barattare . Il discorso é tutto qua ed é inutile girare attorno, tergiversare, tentare di ammantare di “sviluppo” quello che altro non é se non un AFFARE per pochi e niente più .
Di recente ho telefonato all'ufficio delle ATTIVITÀ PRODUTTIVE del Comune di Alcamo ed ho chiesto di avere un quadro relativo alle aree artigianali di contrada SASI .La risposta del funzionario é stata chiara ,lapidaria, precisa: ad Alcamo TUTTE LE AREE DISPONIBILI (un'area  poco più della mettà rispetto a  contrada Margi) sono state assegnate a imprese artigianali e piccolo industriali sostanzialmente locali : 12 imprese si sono già insediate,12 hanno avuto assegnato il lotto e le altre 13 sono in fase di assegnazione per un totale di 37 imprese .E l'amministrazione sta provvedendo ad ampliare le aree in ragione di altre richieste . Da noi ,a Partinico, quante imprese si potevano insediare in un'area di circa 300 mila metri quadrati che era nata con quella specificazione  ? La risposta la lascio a chi in perfetta buona fede pensa che Policentro sia "sviluppo" mentre Artigianato sviluppo non sia . Ora gli incantatori di serpenti ,i guru della Policentro et similia vengono a dire che dopo la costruzione del centro commerciale che porterà lavoro, ricchezza e felicità ,chiederanno al Comune l'allargamento delle aree per realizzare.... gli alberghi. Avete capito, allora ,dove sta la differenza tra Partinico ed Alcamo? A Partinico ci sono gli allocchi (o furbastri interessati?) come il consigliere provinciale Briganò il quale ha creduto al “sogno della Policentro” immaginando alberghi,impianti sportivi e per il tempo libero, cinema,teatri e sale da gioco .E mentre lui sogna e gli altri tessono affari, ad Alcamo si insediano uomini in carne ed ossa con la loro professionalità, capitali, strumentazione e che non SPECULANO ma producono, danno lavoro, costruiscono futuro, pagando al Comune perfino l'ICI arricchendolo ed esaltando una classe dirigente politico-amministrativa che ha le idee assai chiare su quel che significa SVILUPPO DI UN TERRITORIO e su questo ha messo radici da quasi vent'anni ininterrottamente . Un'ultima cosa .Lo Biundo in una intervista oggi a Tele Jato parla pomposamente di legalità, codice etico, firma di protocolli di centinaia di pagine che dovrebbero ostacolare l'ingresso della mafia dentro l'affare. Lasciamoglielo credere  .Ma la verità é che quando la sua amministrazione emette ,nella stessa giornata ,  un comunicato di solidarietà a Mimmo Provenzano, non parla più di MAFIA ma di BALORDI che avrebbero colpito l'imprenditore .Ora balordo significa sciocco, debole di mente e altre amenità .E la mafia locale, é tutt'altro che sciocca mentre i nostri attuali amministratori balordi lo sono davvero.E stiano certi che non lo pensiamo soltanto noi.
Toti Costanzo

1 commento:

Anonimo ha detto...

sembrerà fuori luogo, ma, se ci riflettiamo bene, non lo è.


(DIRE) Roma, 6 lug. – ‘Addio compagni’. Nichi Vendola sdogana la parola ‘amico’. Partecipando alla presentazione del nuovo libro di Goffredo Bettini ‘Oltre i partiti’, il leader di Sel rivela: “Nel Pci mi dicevano che non si doveva dire ‘amico’, che bisognava dire ‘compagno’. Ho passato tutta la vita a ripetermi questa frase. Ma ora ho capito che era una stronzata, perche’ e’ stato un alibi per molti crimini. Io preferisco stare con molti amici, che mi aiutano a crescere”.