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venerdì 25 ottobre 2013

LETTERA APERTA AL CARO COMPAGNO SAL -SOTTOTITOLO: LA PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO 'A' PARTINICOTA









La raccolta delle olive è una tradizione che si rinnova nei secoli  e ti riconcilia con il sole, la natura,la madre terra. Ti dice del lavoro dei contadini,lavoro duro e spesso ingrato perché quando le avversità si abbattono sul prodotto,come è accaduto quest’anno, è una tragedia per una famiglia che di quello vive. Ma durante la raccolta i dilettanti possono correre il rischio di finire  al pronto soccorso per una impertinente foglia che ti è andata dentro l’occhio. Una settimana di prognosi, gocce e goccine e si ringrazia il creatore se la cosa finisce li’. Dunque ti si proibisce l’uso del computer e  ti si costringe ad una obbligatoria inattività con la gioia dei nostri innumerevoli (tanti nemici ,tanto onore!) detrattori che assai probabilmente dicono : “Minchia, finalmente a chiddu  ca stà rarré a scrivania ci finiu a schifiu.”.Fai gli scongiuri, ti tocchi abbondantemente e ripetutamente e ,alla faccia di trombe , trombette e trombettieri vari a pagamento o a titolo gratuito, riprendi con più voglia di prima.Ma sei , comunque, costretto ad una settimana di  inattività mentre tu ti trovi davanti ad una sconvolgente notizia . Una notizia che attendevi da troppo tempo nel senso che eri sicuri che si sarebbe presentata . Mi scrive un caro amico appena ne è venuto a conoscenza: “Ti ricordi? E’ stato come quando entrò nell’UDC perché lui entra ed esce con assoluta disinvoltura.Tanto che gli costa?Ed io nell’UDC , allora, c’ero ,dunque, parlo on convinzione di causa! ” . Non comprendo immediatamente il senso del messaggio ma poi certamente si . Ma ,appresa la notizia, vorresti subito scrivere la lettera aperta al “Caro compagno Sal”. Aspetto qualche giorno ed oggi la posso finalmente  “varari”.
“Caro compagno Sal, mentre le lacrime sgorgavano copiose per una impertinente foglia, sicuramente teleguidata e al servizio dei tuoi tanti lecchin-zuini-sciaquin  che girano nella nostra città anche con permesso di soggiorno e che aveva stimolato una forte lacrimazione, “la notizia” mi  provocò una forte,ulteriore emissione come quando secondo la ben nota teoria di Ivan Petrovic Pavlov scopritore del riflesso condizionato, al cane gli si mette davanti il cibo per cui aumenta notevolmente la sua salivazione . E furono talmente tante le lacrime versate ,al punto che i miei furono costretti a collocarmi sotto il mento un’apposita bacinella che si riempiva come quando le acque degli otto cannola fuoriescono copiose dall’antica sorgente “d’u lagu” anche se oggi ridotta  ai minimi termini dai saccheggiatori e saccunara vari ,una vera e propria orda barbarica che si è  susseguita quasi senza alcuna soluzione di continuità dal dopoguerra ai nostri giorni e di cui tu ,è noto , sei  rimasto il più felice esemplare oltre che  attivo ed efficace erede .L’orda, inalberando uno scudo con croce al grido di “Dio è con noi”, fece terra bruciata di dignità,democrazia, diritti,monti,fiumi,laghi, colline,giardini. Dunque ,caro compagno , credimi perché le mie sono state lacrime di dolore ma anche di gioia  che hanno messo in moto un complesso fenomeno secretomotore .Quelle lacrime ,se richiesto, le avrei anche bevute in tuo onore che da buon figlio prodigo,o del figlio perso e ritrovato,  finalmente  ritornavi alla “casa”, alla nostra comune casa cioè quella dei galantuomini Pertini ,Matteotti,Riccardo Lombardi, Matteo Provenzano, Nanà Lo Bianco,Turiddu Termine,Cola Geraci con la storia dei quali tu, con tutto rispetto c'entri come i cavoli a merenda .Ma tutto questo ormai non c'entra più perché ora tu sei con noi .Hai vagato, hai sofferto, cercavi la luce e luce fu Ma come nella Parabola ,in questo tuo girovagare ,fosti ridotto alla fame e per sopravvivere  costretto a fare il mandriano di porci  fino a quando non hai deciso di ritornare al padre. E la tua strada fu irta di non poche difficoltà. Incontrasti Ciccio Nico (finito all’Ucciardone ) ma lo lasciasti quasi subito.Il tuo senso smisurato di coltivatore diretto del culto della legalità ti faceva da guida e dunque non potevi che prostrarti ai piedi del nostro Totò ,prematuramente scomparso ma sempre con un piede dentro ed uno fuori per ,poi, transitare ricevendo affetto ed anche altro ,verso l’euro-scambio Antonello 1° ;indi con Totò Regina Coeli e Sciaverio de Roma ,poscia con Antonello 2° inteso cinicotivvù ,con Beppe “Legalità and coffee break” e, finalmente, con Saro Trombetta campione olimpionico di saltabanchismo ed espressione della più alta e raffinata concentrazione di trasformistico uso del Potere mai visto fin dai tempi dei romani .Un personaggio che hai subito venerato perché trovavi in lui di tanto bello quel che da sempre avevi cercato : potere,potere in tutte le salse, a tinchité, a go-go, a m…..cutulata. Oggi ritorni al padre .Mi dicono ,ma non ci credo ,che  ritorni da Peppone , Mike 1 e Mike 2,acqua Azzurra acqua Chiara.E ci ritorni con i vari Totoneddi, Mummineddi, Mimmuzzi,Vituzzi, Pippineddi, Vincenzini,Narduzzi .Che colpo magistrale se cosi' é ! No non ci credo, non posso .Prima ti sei rimesso nella mani la città ed ora avrai, tutti dicono sicuramente, il domino del novello Partito Democristiano di Partinico . E quelli di prima, quelli di sempre? Chi li conosce bene dice :"Tranquilli ,si metteranno d’accordo quanto prima,pacificheranno, equilibreranno e spartiranno facendo esattamente come farà Saro Trombetta all’ARS :un bel rimpastino, una bella vicesindacatura ( meglio se al femminile ) , una candidatura a sindaca alla scadenza del secondo mandato e tutto va a posto .Non fu quasi cosi’ con Gigia  nel 1997? E la storia, forse, non si ripete anche se con alcune ovvie varianti ? " Fra poco tutti  insieme appassionatamente  perché , finalmente ,tu ritorni alla casa del padre.
Dunque, non appena appresi la buona novella  ,chiesi ai miei di procurare un vitello,un agnello , qualcosa da sacrificare. Niente. Mi venne insperatamente incontro un mio carissimo amico che mi procurò un povero coniglio selvatico abbattuto giorni prima in una battuta di caccia,  ma già “scorciato” .Meglio di niente. Ci radunammo insieme a ‘Ntrea un giorno quà e uno là, Wind garden, Jhonny uno e Jhonny due, Peppino Barby, Vituzzu ex Poli, Filippinofaremo, Gianvi, Totò 331, Jakalby, donna Ely,donna Peppa (assenti giustificati Gioachin,Gero,don Peppe Casa Santa ,Silvia rimembri ancor, Roby,  Pierre corsia.) in un ampio salone messo a disposizione da un’anima pia dando cosi’ inizio al rito .Ci inginocchiammo  “Padre –dcesti assunte le sembianze del figliol prodigo - ho peccato contro Dio e contro te ,non merito d’essere chiamato figlio .Trattami come uno dei tuoi servi “ Ma il padre lo interrompe e ordina ai suoi servi di preparare una grande festa per l’occasione ,uccidendo allo scopo “il vitello grasso” Il primogenito Mike non capisce perché al fratello dovrebbe essere  riservato un simile trattamento  e ricorda al genitore che lui gli aveva sempre obbedito  ma non aveva ricevuto ,sopratutto negli ultimi tempi, nemmeno un capretto per fare festa con gli amici .Ma il padre rispose .” figlio tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio  è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita ,era perduto ed è stato ritrovato”.
Mi svegliai .Il buio , fuori, ancora era fitto. Mi rigirai ma non presi sonno. Avevo sognato? Era tutto vero? No, non posso crederci .Poi diradato il buio sorge l’alba e la notizia mi arrivò con assoluta certezza. Pensai a quando ,studente del Liceo, si andava insieme a Mommo Giuliana, Nanni, Nardo D’Orio, Santino Calagna, Paolo Finazzo , Salvatore Cintola ed altri studenti-atleti a Palermo allo stadio delle Palme  per gareggiare con i colori del nostro “Giuseppe Garibaldi” di Partinico  .Ad accompagnarci, il professore Mimi’ Cannizzo  e il bidello don Michelino . La manifestazione sportiva si protraeva fino al tardo pomeriggio. Don Michelino ,durante la pausa, aveva il compito d’accompagnarci in una panelleria e li’ consumare un pasto frugale. A mezza pancia ce ne lamentavamo con il professore il quale trasferiva la responsabilità su don Michelino che lui definiva tirchio ed appellava cosi’: “Miché ,ogni vergogna ti onora! “. Si ,è proprio vero, ogni vergogna li onora.

Toti Costanzo

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