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venerdì 28 febbraio 2014

LE BOFFE DEL SENATORE PINO AVELLONE A DUE SINDACI E LA TEORIA DEL NON MESCOLARE MAI GLI AFFARI CON LA POLITICA



Chi ha conosciuto intimamente il senatore Pino Avellone ( fu anche Deputato al Parlamento nazionale e all’ARS oltre che sottosegretario e consigliere comunale a Partinico) racconta non solo della sua generosità nei confronti di quanti ai lui si rivolgevano per ottenere un posto di lavoro ma della spietata determinazione contro i suoi avversari interni al Partito democristiano o,ancor più,nei confronti di quanti gli si avvicinavano con lo scopo di gestire in proprio il suo potere per poi “tradirlo”.Le sonore boffe assestate a due ex sindaci "traditori" fecero il giro d’Italia.Allo stesso modo fu fortemente determinato nel rompere uno storico legame politico con Salvatore Cintola e un pezzo del suo Partito quando ,a metà degli anni ’80,costoro tentarono di gestire attraverso una società di comodo“l’affaire metano”,un affare da 20 miliardi delle vecchie lire,che vedeva interessata una società all’uopo costituita con la presenza inquietante di quel famoso professore Lapis amico di Cintola che fu al centro di una bufera giudiziaria col risultato di fermare prima e ritardare poi la metanizzazione nel nostro Comune.Il progetto della metanizzazione fu,poi,concluso  nel 1997/98 dal sindaco Cannizzo avendo quale sua Vice la rappresentante proprio di quel gruppo democristiano ( vedi il caso!) vicino a Cintola e contro Avellone in quella citata vicenda.Dunque,a detta di quanti erano ben informati,pur essendo Avellone un uomo di potere mai teorizzò la commistione tra la politica e gli affari che altri suoi sodali,al contrario,promossero e in alcuni specifici casi,resero fatto concreto.Infatti racconta chi fu assai vicino,anche umanamente,al senatore Avellone che lui soleva raccomandare ai suoi di non mischiare mai gli affari con la “politica” trattandosi di interessi assai diversi e contrastanti tra di loro.Gli affari,soleva dire Avellone,interessano la sfera del vantaggio,dell’arricchimento personale o al più di ristretti gruppi,mentre la politica quelli dell’intera collettività.E con la commistione si rishia di finire in galera come spesso capita nei Comuni .Ovviamente chi come lui non mischiò mai gli affari con la politica ,pur essendo un sofisticato utilizzatore del Potere,resse per decenni nel rappresentare le istituzioni ad altissimo livello mentre chi,al contrario,tentava di amalgamare i due interessi contrapposti è durato poco.Politicamente parlando.Sembrava che quei tempi fossero definitivamente tramontati con la fine della Prima Repubblica fino a quando con il ventennio berlusconiano ed ora col PD l’intreccio tra politica ed affari è diventato talmente palese al punto che non si scandalizza quasi più nessuno.Per cui tu puoi trovare deputato di un PD,Partito che dovrebbe mantenere almeno teoricamente un notevole livello di dignità nel senso del rispettare una tradizione politica e culturale che affonda le radici nel mondo del solidarismo cattolico e nella tradizione socialista del sostegno del lavoro dipendente e delle piccole e medie imprese,il figlio di un grande capitalista italiano con interessi diffusi in Europa e nel mondo,come Colannino,o addirittura ministro della Repubblica,la Federica Guidi figlia di un industriale la cui caratteristica principale è quella di chiudere le sue aziende in Italia per traslocare in altri Paesi della Comunità europea sfruttando al massimo il lavoro degli operai di quei Paesi pagati con salari di fame.
E se questo, dunque, avviene a livello nazionale perché localmente le cose dovrebbero manifestarsi diversamente?Infatti non si manifestano se non alla stessa, identica maniera nel senso che tanti hanno compreso come con la politica,oltre a viverci e far carriera,è possibile anche arricchirsi.E,infatti,la domanda che spesso mi è stata posta è:secondo te a Partinico il rapporto tra politica ed affari si è chiuso con la fine del sistema demo-craxi-cintolismo che ha governato ininterrottamente per almeno un quarantennio la nostra città?La risposta,ovviamente,non è altro che no nel senso non solo della non scomparsa del fenomeno ma del suo rafforzamento trovando nuova linfa,nuovi filoni e nuovi soggetti eguali a quelli che hanno incarnato nel passato tale sintesi.E questo processo si è intensificato in maniera esponenziale con l’avvento nel governo della città di Lo Biundo ed una serie di suoi voraci supporti che hanno ricostruito e amplificato il binomio affari-politica con lo scopo dichiarato di difendere,attraverso un ruolo amministrativo attivo,interessi assolutamente personali a scapito di quelli generali ,costruendo ed alimentando un bacino di adesioni elettorali che gli hanno consentito(ma le ragioni non sono state solo queste) d'essere rieletto.Per cui è cosa nota l’interesse diretto del sindaco nel settore del fotovoltaico,il sostegno palese oltre che ovviamente interessato per quelle sfacciate operazioni speculative che hanno avuto al centro l’affare Policentro,l’affare delocalizzazione distilleria,le strisce blu e,di recente,anche tutto quel che ruota attorno alla dismissione di alcuni beni comunali senza tacere su case di riposo,cooperative sociali,pubblici appalti,impianti per la erogazione di energia(benzina e gas) e su quanto si strarebbe preparando nel settore della gestione dei rifiuti una volta costituito l’ARO cioè il progetto già licenziato dall’amministrazione,seppur tardivamente.Ci si chiede:perché hanno voluto far trascorrere quasi un anno per realizzare l'ARO cioé l'Ambito di Raccolta Ottimale?Perché si é dovuto aspettare tanto? Forse perché non si vuole dare il via alla gestione comunale della raccolta e smaltimento di rifiuti ed invece pensare di affidarlo ai soliti privati?Perché questo ritardo ,e cosa si doveva costruire in parallelo?La risposta la sapremo quanto prima e soprattutto quando si verificherà che il servizio piuttosto che essere gestito DIRETTAMENTE DAL COMUNE,si vorrà affidare a società,ditte,cooperative e ,soprattutto,ad ASSOCIAZIONI TEMPORANEE DI IMPRESA!Ma il senatore Pino Avellone non si limitò a schiaffeggiare i due sindaci.Lui soleva anche  aggiungere :"Attenti che chi mescola affari e politica potrebbe finire direttamente all'Ucciardone ! "

Toti Costanzo 

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