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martedì 27 dicembre 2016

COME UN ELEFANTE ABBATTUTO





Da qualche tempo si é arenata proprio là , alla foce del Nocella e al confine tra Trappeto e Terrasini. E' una imponente gabbia in metallo che da un paio di anni galleggiava, vagando, davanti la baia di S. Cataldo avendo da tempo rotto gli ormeggi. Rappresentava la speranza per lo sviluppo della piscicoltura che si pensava la strada da seguire per i pescatori-imprenditori della nostra zona. Ovviamente sarà costata allo Stato e alla Regione in ragione di contributi sicuramente erogati. Ora é li' come un elefante abbattuto (usava questa felice espressione Vincenzo Fedele per rappresentare la fine della industria Raspante simbolo della sconfitta dell'agricoltura legata alla trasformazione dei prodotti agricoli della nostra Piana su cui si erano spesi i comunisti di Partinico ) che dice del fallimento di un imprenditoria malata. Mi informava il giovane assessore di Trappeto, Salvo Randazzo, che la gabbia galleggiante era stata sequestrata da tempo e da tempo all'attenzione della capitaneria di Porto che dovrebbe occuparsi dello eventuale smantellamento . Insieme all'altra inutile quanto costosa opera (una specie di voliera di legno che copre i resti della chiesetta di S. Cataldo) rappresenta la plastica immagine del degrado in cui é stata ridotta una splendida area marina ma sopratutto l'emblema dello SPRECO.Senza dimenticare il piccolo capodoglio arenatosi e lasciato ad imputridire sempre davanti quella spiaggia. Mi chiedo :ma la nostra deve essere per forza una terra senza speranza?
Toti Costanzo

2 commenti:

raggi x ha detto...

un governo dentro una gabbia in metallo....un circolo chiuso... una (der)elitè che per tanti anni avendone la possibilità (maggioranza assoluta) non ha saputo governare per i cittadini ma solamente per i propri interessi di qualsivoglia tipo ...economico,politico,psicologico ecc .E per mantenere il potere ha galleggiato tanto in una gabbia dalla quale solo loro potevano uscire e facendo imbarcare nel liquido mare solamente chi li poteva rifornire del necessario per sopravvivere e vivere al largo dalla vera città.
E talìa talìa... vagando vagando...dove si va ad arenare? Davanti la baia di S. Cataldo...accanto la foce del Nocella. Una gabbia senza speranza........

Anonimo ha detto...

Seppur con ritardo commento,sinteticamente ,quanto ha scritto "Raggi X" .Concludevo il mio post con un interrogativo non dando,pero',per scontato il declino definitivo del nostro territorio. Raggi x ,invece,riferendosi alla gabbia quale metafora di un potere che la utilizzerebbe " a circolo chiuso" galleggiando insieme ad essa e lontano dai bisogni della città ,conclude con una affermazione risoluta non lasciando spazio alla speranza. Spero d'avere ragione io non per sicumera o per immodestia ma perché penso che cambiare ancora si puo' anche con i tanti raggi x che sono certo ,seppur scettici,saprebbero battersi per affrancarlo dal degrado e dall'oblio. Sala Rossa