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sabato 6 giugno 2009

SINNACHICCHI E ASSESSORICCHI CIUCCIACAPRE



Ciucciacapra. La parola mi frullava nella testa ma non riuscivo a collocarla nel tempo e neppure ricordare chi l’avesse pronunciata. Preoccupato- pare che con l’età che avanza irrimediabilmente si dimenticano sempre più le cose del passato- feci violenza su me stesso. "Ciucciacapra-esclamai! Ora ci sono". Era il termine che il compagno Cola utilizzava quando soleva bollare tanti di quei pseudo comunisti che si avvalevano del lavoro politico ,e dunque dei sacrifici, degli altri compagni per averne qualche ,anche modesto,vantaggio personale. Di costoro ne aveva disprezzo e mi spiegava che il ciucciacapra ( in italiano succiacapre o caprimulgo ) altro non é se non un uccello che ha l’abitudine di posarsi sulle capre e con il becco raccattare i residui degli alimenti che si depositano tra i loro denti. In tal modo, quell’animale, si assicura la sopravvivenza. Ovviamente i pecorai sono convinti che succhia il latte delle pecore e cosi’ lo allontanano in malo modo. Dunque il “succiacapre” era un’essere esistente e non certo una invenzione dell’eclettico Cola ,fonte inesauribile di fatti, avvenimenti, storie anche personali,realmente accadute , che ti coinvolgeva,affascinava col suo dire ed anche col suo fare .Ma perché mi ritornava in mente con tanta insistenza quel termine? Perché in questi ultimi giorni le scuole di ogni ordine e grado, come sempre, diventano una fucina di iniziative culturali: rappresentazioni, recite, proiezioni, concerti dei ragazzi,celebrazioni, cori. Dunque iniziativ di largo respiro culturale,cose belle, importanti per cui ti dici: meno male che la scuola, questa scuola, è ancora li, che esiste ancora, che regge ai colpi inferti dal berlusconismo e dai suoi brunettucoli di turno che sono fonte di incultura, di disprezzo del lavoro dei docenti i peggio pagati tra tutti i paesi europei. E ti commuovi nel vedere e sentire recitare i bambini o i ragazzi raccontare, cantare ,rappresentare e vuoi che questa scuola rimanga elemento creativo per forti processi educativi , vuoi che resista ai colpi, all’incuria, all’inettitudine anche degli amministratori locali, seppur temporanei, ma sicuramente e molto spesso inconsapevoli protagonisti di decadimento, disfacimento, abbandono . Ed allora mentre i maestri, i professori raccolgono il frutto di un lungo anno di lavoro educativo ,tu ti trovi ad assistere ad un tourbillon di "presenzialisti" che nulla hanno a che spartire con la scuola, con il lavoro degli insegnanti o dei ragazzi, con i bisogni più profondi di quelle istituzioni culturali .Al contrario molto speso lesinano “la lira”, piangono miseria ma assumono senza necessità ,procedono con avanzamenti di carriera ,sprecano importanti risorse , immobilizzano l’esercito di dipendenti che diventano loro malgrado sempre più improduttivi ,per cui le scuole non ricevono sostegni concreti e devono operare con le loro modestissime risorse economiche dimostrando, però, che con poche risorse ma con molta passione si riesce a fare tanto ma tanto di positivo e di creativo. Eppure i presenzialisti sono sempre li’, non demordono ,sempre presenti, sempre al tavolo della “presidenza”, sempre a mettersi in mostra come le belle delle vetrine di Amsterdam ,a farsi intervistare . E si tratta di "sinnachicchi" o “assessoricchi”, quelli con qualche merito e quelli senza che strombazzano realizzazioni inesistenti, annunciano con enfasi “quel che sarà ,quel che faremo” , usano parole ampollose e piene di fumo e ,se Assessori, non dimenticano mai di citare il Sindaco ( come il servo cita ,obbligatoriamente ,sempre il padrone) che “l’aveva detto, l’aveva scritto, era nel suo Programma” mentre tu sai che non é assolutamente vero ,raccattando una visibilità che non avrebbero se non fosse per la misericordia loro accordata dalle emittenti locali ed anche da qualche giornalista della carta stampata. Dunque siamo davanti ad una nuova schiera di cucciacapre che si nutrono dell’altrui ? Io non lo so ma so con certezza che se Cola fosse ancora tra noi mi direbbe ,come soleva dirmi chiamandomi sempre col cognome:”Caro Costanzo, ricordati che finché c’è mondo ci saranno sempre i ciucciacapre!”
Toti Costanzo

1 commento:

Anonimo ha detto...

perdistivu u sceccu e circati i crapisti