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giovedì 13 agosto 2009

L'ANFITEATRO DI MIRTO E LE SCIOCCHEZZE "PARTINICOTE"


Soltanto la giovane età può giustificare “l’ignoranza di fatti” che sono ormai parte della nostra microstoria. Tuttavia penso che quando si è amministratori ,cioè soggetti con responsabilità pubbliche ,si debba avere il buon senso di documentarsi prima di esprimere giudizi e riferire soltanto ciò di cui si è a conoscenza . Ora se questo è relativamente giustificato quando “le sciocchezze” le esprimono i giovani amministratori la stessa cosa non si può dire di coloro i quali “dovrebbero”, soprattutto in ragione dell’età e per avere vissuto anche esperienze politico-amministrative, essere precisi nelle affermazioni e, come si suo, dire, ” dare a Cesare quel che è di Cesare”.Per cui capita spesso di sentire dichiarare da Lo Biundo e altri suoi collaboratori ( compresi gli occasionali) :” Da decenni questo bene è abbandonato ed ora noi..” “ le Amministrazioni precedenti non hanno fatto niente ed ora noi…” e cosi’ discorrendo. Si tratta cioè della classica mediocrità che tenta sempre di addebitare agli altri responsabilità che altri sicuramente pur avranno tentando, però, colpevolizzando gli altri, di autoassolversi .E’ un po’ il ragionamento classico che possiamo definire ,certi di non errare, “’a partinicota” e cioè di fare leva sulla ignoranza degli altri per auto esaltarsi e convincersi e convincere ” che prima di me il diluvio”.

Dunque succede che la Legambiente di Partinico promuove -cosa assai utile- due campi di lavoro per giovani studenti che provengono anche da paesi europei ed extra con lo scopo di ripulire dalle erbacce un bene importante come l’anfiteatro della scuola di Mirto che era stato abbandonato, cosi’ come è incolpevolmente abbandonato il resto del verde della città, ANCHE DA QUESTA AMMINISTRAZIONE che, sono certo, questo bene SCONOSCEVA . Perché i casi sono due: o conosci il bene, ne apprezzi il ruolo e dunque hai l’obbligo di curalo tu e non attendere che lo facciano gli altri .Oppure il bene non lo conosci , non te ne occupi come hanno fatto gli altri e dunque nulla hai da recriminare nei confronti di chi ha precedentemente amministrato , anche colpevolmente disinteressandosene .La verità che nell’uno e nell’altro caso questa Amministrazione, del verde pubblico ( ma non solo) ,cioè un enorme patrimonio che gli abbiamo affidato seppur TEMPORANEAMENTE, non se ne cura lasciandolo allo stato di vergognoso abbandono. E sull’argomento non vi è dubbio che ci sono responsabilità del professore D’Orio ma, sicuramente prima di lui, ci sono quelle del Sindaco in ragione del ruolo di coordinatore di tutte le attività che lui dovrebbe avere. Per cui se si apre la polemica col professore Casarrubea per la questione del suo Archivio (e a proposito ,dell’ARCHIVIO STORICO della città che E’ DI NOSTRA PROPRIETA’ riorganizzato dalla Cannizzo e frutto della vita della nostra comunità cittadina e abbandonato alla vergogna di un sottoscala,che ne facciamo ? Gliela diamo, Assessore Parrino, una dignitosa collocazione in qualche altra stanza del Palazzo Ram e non Ramo come ha dichiarato il Sindaco ?)si scopre che la responsabilità del mancato dialogo con Giuseppe Casarrubea ,il Sindaco la intenderebbe accollare all’Assessore Parrino che non avrebbe adeguatamente considerato, e fin da subito, le giuste ragioni del professore. Troppo facile ed anche troppo comodo .E tu, Sindaco ,di che ti occupi? Perché non potevi NON SAPERE e poi perché , lo sanno tutti, Parrino non fa niente che tu non sappia .

Detto questo andiamo al dunque. Per prima cosa :l’anfiteatro di Mirto non fu realizzato da Danilo per offrirlo per il “divertimento della città” (Giovanni Pantaleo) quanto parte integrante del progetto educativo che vedeva l’anfiteatro quale cordone ombelicale con la struttura scolastica e dove il bambino poteva costruire e solidificare la formazione della sua personalità arricchita dalla musica, la recitazione, dalla danza, Ma l’anfiteatro era anche il luogo della “democrazia” cioè dove si assumevano ,collegialmente ,le decisioni importanti per la vita della Scuola. La seconda: sono a conoscenza, il Sindaco di Partinico e i suoi collaboratori(compresi gli occasionali) che esiste un PROGETTO PARTICOLAREGGIATO ,opera del professore Casarrubea e fatto proprio dall’Osservatorio per lo Sviluppo e la Legalità ”Giuseppe La Franca”,che intende realizzare nell'area di Mirto UN GIARDINO MEDITERRANEO ( può trovare ampia informativa solo che ne faccia richiesta) che possa ,finalmente togliere dal degrado e dall’abbandono alcuni ettari di proprietà comunale ,cui lo ha relegato ANCHE questa Amministrazione comunale ? Lo sa che siamo proprietari anche di quest’ampia area ? Se ne vuole occupare? Il suo tutore europeo ,Antonello ,gliele darà le risorse? Oppure finita la festa (quella di stasera 13 agosto) “gabbato lo santo?”.

Ultima annotazione per il professore Scasso il quale dichiarava che quel bene “è abbandonato dal 1973” .Scasso non dovrebbero commettere di questi errori se non altro per non fare un torto a se stesso che è stato Assessore con Gigia: ha dimenticato, forse,che durante quell’Amministrazione un’Associazione il cui animatore era il professore Giuseppe Messina ,giovane intellettuale partinicese docente di Storia e Filosofia, quel bene fu valorizzato con rappresentazioni teatrali e musicali per tutta un’estate ? E nell’estate del 1992 con la Giunta Geraci ,è a conoscenza che in quel luogo si realizzò un “campo” che durò tutta l'estate organizzato da una Chiesa evangelica di cui guida era il dott. Carmelo Graziano che utilizzò scuola ed anche l’anfiteatro per le sue innumerevoli iniziative ricreative-religiose?E le colonie estive per i bambini della scuola elementare organizzate dalle Amministrazioni Cannizzo in collaborazione con l'Associazione dei genitori di Mirto di cui fu Presidente Paolo Speciale? Probabilmente, se fa una ricerca ,troverà ancora li’ un impianto di illuminazione che serviva per le attività. La verità è che dopo Gigia ci "fu il diluvio" e, forse, a Partinico sono sempre di più coloro ( e indipendentemente dalla loro storia personale) che hanno fatto proprio quel medievale cerimoniale che vedeva le nostre antenate ,prima d'andare a letto, indossare una casacca con la significativa scritta :”Non lo faccio per amor mio ma per far piacere a dio” E il dio,non quello divino, nei secula seculorum è sempre lo stesso e cioè il piccolo, piccolissimo ,quasi microscopico “padroncino” di turno.

Toti Costanzo

4 commenti:

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Anonimo ha detto...

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