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sabato 14 aprile 2012

MA COME ?E ALLORA LUMIA E ANTINORO NON CI SARANNO IN CONTRADA MARGI ?



Non so quanti siano i telespettatori che hanno la voglia di seguire, attraverso Tele Jato ,i lavori del Consiglio comunale di Partinico . Spero che siano in tanti se non altro per avere la possibilità  di rendersi conto di ciò che rappresenta ,politicamente , la  maggioranza che attualmente sostiene il sindaco della nostra città. Non mi permetto, ovviamente, di esprimere giudizi sulle persone, sulla loro storia personale e professionale, il ruolo che hanno nella società trattandosi , in linea generale,di persone assolutamente stimabili  ed apprezzabili . Mi riferisco al ruolo cosiddetto politico o istituzionale cioè quando in Consiglio costoro che hanno sostenuto e sostengono il Sindaco (anche se questo notevole nucleo originario si assottiglia ogni giorno di più e squagghia comu l'acquazzina ) si occupano dei problemi collettivi, esprimono pareri, propongono e deliberano.L’ultima seduta del Consiglio è stata assai illuminante per capire chi guida, come e perché la vita della nostra città .In una parola “a quali mani” abbiamo affidato la sorte di una comunità che in questo ultimo decennio ha avuto un fortissimo recesso sul piano economico, sociale e culturale raggiungendo il culmine proprio in questa ultima consiliatura . C’è qualcuno, ad esempio, che si ricorda che esistono come amministratori e il professore Giacomo Russo e la signora Caterina Panzavecchia e quale ruolo costoro esplicano quotidianamente per fare crescere la nostra collettività ?C’è qualcuno che ci spiega di cosa realmente e quotidianamente si occupano Giovanni Pantaleo o Bartolo Parrino? Di Governanti e Motisi aspettiamo che il tempo residuo ci dica “cosa faranno da grandi” considerato che hanno assunto soltanto da poco questo ruolo e quindi tanto di giustificazione . Ovviamente l’unico che ha le idee abbastanza chiare sul ruolo che deve continuare a svolgere è il “caporale ” Vito D’amico che ha il compito di presidiare tutta l’area di contrada Margi e dintorni. E a proposito del Centro commerciale, (no, non quello naturale che di naturale ha soltanto la quotidiana chiusura delle saracinesche )  ma il Centro che dovrà costruire la Policentro.Ma come? Si metterà la prima pietra a breve e lo si farà in silenzio? Non ci saranno sfilate e passerelle,suono di trombe, rullo di tamburi ,fasce e tric-trac? Non ci saranno il senatore Lumia e l’onorevole Antinoro? E quell’Assessore regionale alle attività produttive che prima disse NO al progetto,poi NI e infine  ilLUMInAto  ebbe a dire SI , che fa? non verrà neppure lui ? Cosa succede ?che l’austerità ha costretto alla mortificazione  gli usi ed i costumi che nei secoli hanno caratterizzato tali “cerimoniate”? Ma come? Con GiuGio , una volta sotterrata l’ascia di guerra, si brindò, si plaudi'  e ci furono oltre che gli abbracci e i baci perfino i te tù e i  te eu?  Oggi si vuole una cerimonia per soli intimi ? Forse perché si darà il via soltanto ad alcune essenziali opere di urbanizzazione e poi si vedrà ,mentre ci  organizziamo visto che si avvicinano velocemente le nuove elezioni e Lo Biundo ha dato la sua disponibilità a ricandidarsi e , costi quel che costi ( mai detto fu più appropriato) , DEVE RIDIVENTARE SINDACO?.E se al posto del Centro commerciale ALTRI  realizzassero  ALTRO ( no, non le sciocchezze degli impianti sportivi, delle multisale cinematografiche ,degli alberghi e del centro congresso)  visto che intanto e comunque  le opere di urbanizzazione ci saranno? Fantasie dei soliti comunisti? Lo vedremo presto. D’altronde un investimento che ha portato all’acquisto di oltre 27 ettari ,anche se a prezzi stracciati, deve pur approdare a “qualcosa”  come vuole qualunque manuale del buon speculatore  non nel senso dispregiativo ma di soggetto capace di fare affari ,vedere cioé in economia dove gli altri non vedono. Capisci , caro Meruccio Polizzi tu che da Presidente del Consorzio degli espropriandi di contrada Margi lottavi per le 30 mila lire a metro quadro ritenendo d’avere fatto fare un affare agli ex proprietari quando invece la presero, come si suole volgarmente dire,  là dove tu e noi sappiamo.Ma non pensiamoci più ? Pinsamu  ‘a saluti !
Ma ritorniamo al Consiglio e alla maggioranza ridotta all’osso ( anche se di ossa ne sono rimasti assai pochi) che sostiene ancora questo Sindaco. Si discuteva della revisione del piano regolatore e delle linee generali da approvare . La minoranza del Consiglio aveva presentato delle proposte . Alcune di queste coincidevano con quelle della maggioranza. Dunque si poteva  procedere con la unificazione ed amalgama “per votare  un documento comune e dunque unitario”  . Il consigliere di opposizione ,Santino Aiello, intervenne per sostenere questa ragionevole tesi . Lo stesso aveva sostanzialmente proposto Italiano che fa parte della maggioranza  .E invece no. Non sia mai  perché a nome di tutti i tredici apostoli rimasti a presidiare il sacro Graal ,il consigliere Speciale spiegò che ,considerato che i consiglieri di opposizione avevano presentato le loro proposte in una pubblica conferenza stampa e PRIMA CHE AVESSE LUOGO LA SEDUTA DEL CONSIGLIO,allora il processo di unificazione non doveva , non poteva avere luogo.Anche perché, sosteneva Speciale, questi erano gli accordi assunti tra le parti .Non so per quale motivo ascoltavo Speciale e contemporaneamente pensavo a  quando, ragazzini, per condizionare gli altri ad assumere un impegno dicevamo con solennità  “sputamu n’terra e curnutu ca’ sinni penti ” . Per cui una volta preso l’impegno – questo era il senso- non ci si poteva tirare più indietro . Solo che in questa occasione la maggioranza dimenticò di fare sputare a terra la minoranza che cosi’ ruppe i patti e tutto se ne andò a farsi fottere. Compreso gli interessi della città.
P:S: Non abbiamo capito perché né la maggioranza né l’opposizione abbiano pensato di discutere di una proposta da noi comunisti avanzata, fra le tante che abbiamo presentato con un pubblico e diffuso documento che sintetizziamo cosi' : CI DITE, PER FAVORE SE ,A PARERE VOSTRO, LA CITTA’ FUTURA DI PARTINICO DEBBA URBANISTICAMENTE SVILUPPARSI  VERSO MARE O SEGUIRE I TRADIZIONALI ASSI DI SVILUPPO  e CIOE' A SUD , AD EST E AD OVEST  E RENDERLA COSI' SEMPRE PIU' ISOLATA ?Perché non ve ne siete occupati? Perché non  abbiamo diritto ad una risposta in quanto non abbiamo alcun rappresentante in Consiglio? C'é qualche consigliere comunale di buon cuoreo persona ancora di buon senso che reputa giusto spiegare a questi sciagurati come la DEMOCRAZIA E LA PARTECIPAZIONE siano due valori universali e dunque non sono soltanto esclusiva di alcuni  "eletti" ma della intera collettività? Almeno quella ancora pensante ?E i comunisti che fa, non pensano?
Toti Costanzo  

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Toti, non è proprio così.
L'opposizione ha parlato di eventuale sviluppo del territorio verso valle; anzi, a proposito dell'area attualmente occupata dalla Distilleria Bertolino, il sottoscritto ha ribadito che quell’area potrebbe essere destinata, così come in tutte le moderne città, per la realizzazione di un centro direzionale e comunque, una volta avuta la possibilità di intervenire sull'area, si potrebbe predisporre un concorso internazionale di idee per la riqualificazione e riconversione della stessa.
Ma il problema vero é che questa maggioranza priva di uomini e contenuti, ancora una volta, con grande arroganza ha portato in aula un documento del tutto puerile e tecnicamente inattuabile; basti pensare che vengono riportati come punti essenziali:

1) La ridefinizione in senso meno restrittivo delle fasce di rispetto fluviali.
Cose da pazzi! Come se questo sindaco potesse legiferare e/o cambiare le leggi dello Stato. Anche i bambini sanno che ciò non può assolutamente essere fatto; ma il Sindaco e la sua maggioranza sono a dir poco ancora più puerili ed incapaci dei lattanti.

2) La ridefinizione della perimetrazione delle zone a valle della villa Margherita, via P.ssa Elena e via Libertà.
Altra dimostrazione che questi indefinibili amministratori sconoscono pure le cose più elementari, in quanto ciò che è stato proposto non può avere seguito. Infatti, su quell’area, su incarico di Amministrazioni precedenti, è stato effettuato un accurato studio geologico, riportato anche sul PAI (Piano di Assetto Idrogeologico – ma a iddi ci pari ca “Pai” sono le famose patatine) che vieta ogni possibilità di interventi che gravino su quella zona troppo fragile: è assolutamente da escludere qualsiasi ulteriore intervento edilizio per la presenza di cavità sotterranee.
Meglio specificare di cosa si parla onde evitare spiacevoli interpretazioni.

3) L'ampliamento del cimitero.
Ulteriore dimostrazione di incapacità amministrativa.
Forse i nostri amministratori non sono mai andati al cimitero? O forse non sanno che negli anni si è permessa l'edificazione all'interno delle fasce di rispetto cimiteriale e, quindi, l'ampliamento risulta pressoché impossibile, a meno che non sia Loro intenzione procedere prima alla demolizione dei manufatti realizzati!

4) La previsione di aree con destinazione d'uso C.
Con un tale intervento si devasterebbe ulteriormente il territorio: significherebbe cementificazione e potenziali “affari” con i proprietari terrieri eventualmente compiacenti.
*

Questi sono solo alcuni dei punti contenuti nel documento presentato e votato dalla maggioranza che evidenziano tutta la Sua incapacità ad amministrare la Città ed allo stesso tempo addossando all’opposizione la grave “colpa” di RICERCARE UN CONFRONTO CON I CITTADINI DI PARTINICO.
Santino Aiello

Toti ha detto...

Appare evidente da quel che tu dici ,caro Santino, che costoro pensano soltanto a procedere ,attraverso la revisione del Piano, ad aggiungere chiari elementi di speculazione sule aree cosi' come noi abbiamo sempre sostenuto. L'esempio che tu hai fatto e che riguarda quelle a valle della Villa comunale é assai significativo ed illuminante . La delocalizzazione della distilleria (come?quando?dove?perché?) eliminerà quel che noi abbiamo sostenuto essere il "tappo" che ha impedito uno sviluppo della città verso il mare. Ed é al mare che noi ( o almeno le nuove generazioni) dobbiamo-devono guardare nel futuro .In definitiva bisogna avere chiaro COME procedere in relazione allo sviluppo urbanistico e con quali strumenti operativi.In definitiva anche la revisione del Piano potrebbe essere l'occasione per confrontarsi in previsione del rinnovo del Consiglio comunale.Aggiungo, per ultimo, il mio personale rammarico per non avere ,da parte dell'opposizione, portato in Consiglio anche il lavoro che il mio Partito aveva elaborato e diffuso quale esempio della presenza a Partinico di un Partito parte integrante ed ineludibile del sistema democratico. Sia chiaro che la vita politica della nostra città non può nascere né morire dentro il Consiglio comunale seppur é in questo organismo che si concretano le più importanti decisioni per la vita della nostra città. Toti

Nicola ha detto...

bene