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martedì 20 maggio 2014

SUA ALTEZZA LA SIGNORINA BENINA DEI PRINCIPI DI BORBONE




Non era neppure sceso dall’aereo a Punta Rais,che gli si presentarono in delegazione e tra gridolini di gioia ed olé gli fu comunicata all’orecchio da Jhonny una nuova strepitosa e straordinaria notizia.Totò-,inteso ora Le Mokò non solo in onore del grande attore che rese famoso il personaggio in quell’indimenticabile film del 1949 ma per il suo recente semiesotico viaggio tunisino - era ancora frastornato.Sia per il tour che gli aveva riempito gli occhi ed il cuore portandolo fino alla città di Douz ,mitico luogo chiamato “porta del deserto,ma soprattutto ancora indolenzito e col lato B tutto tappi-tappi per aver dovuto cavalcare fin li’ a dorso di cammello.E i cammelli,come è noto ,non sono mica le comode nostre cinque porte.
Lo seguirono in carovana nel senso che dall’aeroporto l’accompagnarono fin su al suo nuovo rifugio.’Ntrea ,incontenibile per la felicità,aveva addirittura pensato di mimetizzare le macchine  con scritte laterali in aramaico e bandiera con la mezza luna,di seguirlo calcando ad intermittenza il clacson cosi’ come è in uso quando gli sposi ,dopo la cerimonia nuziale ,salgono in macchina e si allontanano pieni di felicità.Jhonny 1°,ca’ pari nicu ma avi ru cosi accussi’,ridiventato dopo diverse burrascose vicende di nuovo nuovamente assessore di 'Ntrea,lo sconsigliò.Meglio evitare scrusciu perché bisognava già pensare a questo nuovo evento ma di cui manteneva il segreto e che cosi’ sorprendentemente capitava alla rifortunata sindacatura del ricandidato,resuscitato,rieletto.Quel che bolliva in pentola aveva del miracoloso e,dunque,mutu e pipa.
Ci fu un summit.’Ntrea e don Pinuzzu ritenuti troppo loquaci (veniva loro rimproverato di avere, addirittura,rivolto in Consiglio  la parola ai due comunistelli dal dente avvelenato) non furono invitati.Qualcuno disse:“Lassamuli fora  picchi’ chiddi parranu  cu i comunisti!
.Certo ,parole irriguardose oltre che ingenerose per chi si era sempre speso per la “causa” di Totò ma il "cerchio" di Le Mokò funziona cosi’:con lui per la vita e per la morte senza tentennamenti perché appena tu parli con quelli che loro reputano nemici,non c’è verso.Su di loro  cruci e nuci .
Androno tutti al rifugio.Li’ sul punto più alto come nel film “Salvatore Giuliano” quando il bandito Passatempo segnala la presenza degli sbirri che risalivano lo stradale verso il covo, si era appollaiato come la vedetta lombarda Gianli con accanto accovacciato uno di quei cagnolini che proprio in quei giorni aveva ricevuto in regalo dall’associazione che si occupa dell’adozione di trovatelli in ragione della sua disinteressata protezione.Un po’ più in basso,don Peppino Barby con l’ausilio divenuto indispensabile di Jhonny 2°,alimentava una quararata di focu per arrostire il crasto e a latere,come si dice in Tribunale,stanziava Filippino Faremo sempre più interessato alla successione di Le Mokò tant’è che non lo lascia ‘pi curtu:Infatti non c’è processione o cerimonia che non lo tallona copresenziando e suscitando irritate e puntute frecciate dei tanti del giro che già pensano di candidarsi alle prossime.
Dentro il rifugio fu accolto dal coro di una delle locali scuole dell’obbligo (una in mani fedeli ,aveva il compito di preparare a spese dello Stato e ,dunque,dei contribuenti un ennesimo buffet aggratis e alla faccia nostra ) che intonò “Dio salvi il Re delle Due Sicilie” un canto riscoperto di recente e arrangiato ,all’occasione,da un musicista locale mentre il Capo della Real Casa e Gran Maestro del Sacro militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che lo attendeva trepidante,si precipitò abbracciandolo con espansione eccessiva ed apostrofandolo con un ”Benvenuto Eccellenza”.A frenare le smodate effusioni dovette intervenire con voce autorevole e tuonante anche Roby che,in genere, si tiene alla larga .
Il Gran Maestro lo informò che di li’ a poco avrebbe ricevuto la visita della Principessa Beatrice di Borbone pronipote di Ferdinando I il quale,si racconta,che proprio dentro la Cantina fatta da lui costruire fu protagonista di spettacolari sbornie avendola trasformata in una specie di taverna-rifugio ,esattamente quello che ne voleva fare Le Mokò ( quando si dice i corsi ed i ricorsi della Storia!),la quale  Principessa avrebbe donato una medaglia d’oro da appendere al Labaro.
Il “cerchio” si mise in stato confusionale.Le quattro pie donne ( o cinque?) riconoscenti per l'avvenuta,recente elezione lo circondarono di amorose attenzioni ,interrogandolo:”Toto’,sai fare il baciamano?E ad inchino come siamo messi?Conosci almeno qualche parola di spagnolo ?E la storia dei Borboni te la ricordi ancora?E quella del regno delle due Sicilie?E hai provveduto a far ispezionare l’acciotolato e l’abbalatato da quel fine professionista notoriamente esperto in materia per evitare rovinosi inciampi delle signore alto 12 ?”Un mare di interrogativi, un mare di preoccupazioni
Per alcuni giorni fu un vero tormento.D’altronde è il prezzo che si paga alla celebrità.Il Gran  Maestro si fece,però,sentire di li a poco.Costernato e con un nodo alla gola ebbe a comunicare che la Principessa Beatrice non sarebbe più transitata da Partinico.Ossessionati dal leniniano interrogativo del “Che fare?” visto che oramai la notizia era stata diffusa e circolava nei salotti e nei locali ,"il cerchio" si riuni' in conclave e alla fine emerse tutta la capacità,l’inventiva,la feconda creatività,la nota capacità di districarsi,svincolarsi,risolvere,del segretario suo segretario.Si avvicinò all’orecchio di Totò e sussurrò qualcosa.Le Mokò si illuminò d’immenso,si agitò,fremette ed infine esplose con un :”PRECISA E’ ?”
L’aspetto,il portamento,il sorriso,la naturale propensione a gestire il rapporto col pubblico,i modi da signora che l’hanno sempre contraddistinta,la sicurezza nell’affrontare e risolvere le situazioni fecero il resto.La persona suggerita era davvero identica alla principessa!D’altronde non si dice che nel mondo siamo in cinque a somigliarci come due  gocce d’acqua? 
Il giorno della cerimonia la Sala degli Specchi si animò come non mai.Funzionari,autorità civili,militari e religiose,consiglieri ed assessori,signori e signore.Il Gran Maestro non si sottrasse al compito affidato e al momento opportuno disse :”Signori e signore,la Principessa Beatrice di Borbone,pronipote di Ferdinando I è con noi. “Lei entrò a lenti passi,distribuendo sorrisi e leggeri inchini.Il lungo abito di chiffon e merletti ne esaltava l’incedere.Si fermò al centro della Sala.Totò si avvicinò inchinandosi come soleva fare il personaggio del mugnaio arricchito nel film “Totò turco napoletano” si abbassò per un baciamano ma inesperto e goffo com’è in questi frangenti(altro che Barto o Ciacca!),inciampò e quasi cadde.Lei ,”la principessa”,maternamente sorridendo lo sostenne e gli sussurrò:” Attento,sindaco, che ancora non è ora di cadere ma se continui cosi’…” .Tutto procedette secondo cerimoniale con la gioia di tutti.Si, è proprio vero! La nostra splendida ed ineffabile  signorina Benina é davvero la sosia della principessa Beatrice Di Borbone !Pari veru idda!.Anzi ,megghiu!

Sala Rossa 

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