sabato 1 novembre 2014

E, ALLA FINE, ANCHE GIANLUCA SI ARRABBIO' CON L'ABUSIVO CHE DA CUSTODE DI VILLA FALCONE DIVENNE SINDACO



Non avevo mai visto Gianluca arrabbiato.Lui sempre cosi’ misurato,calmo,razionale.Mai visto turbato,affranto .Cosa gli era capitato,dunque?Perché ,ora,cosi’ taciturno e cupo ?
Si erano appena conclusi i lavori del Consiglio comunale.Avevamo convenuto di vederci con altri compagni e tirare il bilancio delle iniziative della Sinistra in Festa del 19 ottobre che aveva visto ancora una volta un Partito vivo,vivace,determinato,organizzato,propositivo,generoso.Una speranza,certamente,ed una certezza per la vita democratica della nostra città.Il suo inusuale pallore mi preoccupo’ abbastanza.Cosa ti è capitato?Gianluca,per chi lo conosce,è un giovane dotato di grande sensibilità e difficilmente perde la notoria calma.E’ stato un eccellente studente e durante il suo percorso scolastico non si è concesso alcuna sosta.Non si è adagiato,non ha voluto vivere alle spalle della famiglia per cui spesso lo vedevamo girare  col suo motorino,anche in pieno inverno,e consegnare delle buste per conto di una ditta privata  che gli aveva assegnato questo incarico,oppure espletare qualche lavoro nella Facoltà che ha frequentato con eccellenti risultati.Un giovane  diverso da tanti che vediamo girare a vuoto,qualcuno bighellonare senza speranza e senza alcuna prospettiva gravando  sulle spalle dei genitori o che si umiliano appresso al potentucolo di turno.Altri come Gianluca che per fortuna ci sono anche se fanno sacrifici,alla disperata ricerca di un lavoro che non c’è.Gianluca è stato ed è studio,politica,impegno civile.Anche lavoro saltuario,se il caso.E se capita,si sa anche divertire come i ragazzi della sua età.
Lo scontro con il Sindaco di Partinico,quella sera in Consiglio,era stato duro,aspro.Lo Biundo noto mistificatore e da una vita sempre appresso a qualcuno che a suo parere conta qualcosa e gli puo' essere utile (l’elenco è ampio e noto),aveva avuto l’ardire di rinfacciare a Gianluca ,che proponeva la gestione diretta da parte del Comune della riscossione dei tributi al fine di agevolare i cittadini e sottrarli alle grinfie rapaci della ex SERIT oggi Riscossione Sicilia,che a suo dire viveva una contraddizione.Accusava Gianluca di essere stato,a suo dire,alle dipendenze di questa Società.Un falso,una ricercata cattiveria frutto di manifesta e incontrollata biliosità che lo porta assai spesso e nei confronti di chi pensa sia un suo nemico,ad essere pesantemente e ingiustificatamente cattivo.Gianluca,ovviamente,non ha mai lavorato per conto della SERIT mentre lui,non appena insediatosi come Sindaco,ha smantellato una struttura costruita con alcuni valenti giovani dipendenti comunali che si occupavano proprio di riscossione dei tributi affidandola,invece, a quella Società notoriamente una specie di sanguisuga legale che rappresenta lo strozzinaggio fatto regola.Esattamente quel che fece,appena insediatosi al Comune,con il Servizio idrico dato all’APS e con la Società Servizi Comunali Integrati RSU-ATP PA 1 un vero carrozzone clientilare presso cui,mentre era Sindaco,aveva intenzione di farsi assumere dopo aver ottenuto il nulla-osta da un suo ex collega di Borgetto,Comune cui si era fatto trasferire da Partinico essendo un LSU.L’operazione falli’ per la determinazione dell’avvocato Giacomo Palazzolo all’epoca Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società il quale, giustamente, non si volle prestare a rendersi complice di una palese illegalità pagandone,poi,tutte le conseguenze.Palazzolo fu destituito e al suo posto si è insediato un altro amministratore ovviamente più gradito.Dunque,una menzogna quella nei confronti di Gianluca solo perché questo giovane oltre ad essere un comunista è una persona seria e perbene che rappresenta con dignità coloro che lo hanno fatto eleggere Consigliere comunale.Menzogna e cattiveria che sono il mix di cui si nutrono ignoranza e biliosità,che concentrandosi,diventano humus in cui crescono quotidianamente gli arrampicatori.Il primo cittadino di una Comunità dovrebbe plaudire ed essere orgoglioso di quei  giovani concittadini che studiano,lavorano e si sottopongono ad immensi sacrifici pur di non sottomettersi all’arroganza,alla prepotenza,ai ricchi crapuloni ignoranti e presuntuosi che spesso rappresentano la corte di cui si circondano quanti vanno avanti prostituendosi ogni giorno senza provare alcuna vergogna pur d’avere un posto di lavoro o di potere.
Nel 1999 assessore al verde del nostro Comune era un comunista.A lui si rivolse un giovane LSU,allora studente universitario,per essere trasferito dal posto che occupava ad altro a suo parere piu’ adeguato alla sua condizione sociale.L’assessore comprese il disagio di quel giovane che era stato assegnato quale custode della Villa Falcone,perfino lo ammirò convinto che quel giovane pur di lavorare aveva accettato di occupare un posto di modesto rilievo e funzione.Con suo grande dispiacere e a malincuore tuttavia non volle trasferirlo in ragione del principio ratificato da quell'amministrazione comunale che ciascun dipendente doveva occupare il posto che gli era stato assegnato.Ovviamente di quell’episodio l’assessore non ha mai parlato anche se di fatto e per di più,come si suole dire da allora " si é fatto un nemico".Lo fa oggi per ricordare a quell’ex giovane LSU,che intanto e per una serie di situazioni ha cambiato radicalmente condizione sociale,economica ed ovviamente anche politica ricordandogli, se ce ne fosse bisogno ,che ogni lavoro anche il piu’ umile ha la sua altissima dignità.Sia il lavoro di custode di ville e giardini comunali dal quale iniziare la scalata per diventare perfino primo cittadino,che quelli svolti da Gianluca per mantenersi agli studi e che rappresentano l’orgoglio di una famiglia e di un Partito.Di quell’altro,lo scalatore ex custode,si puo’ dire la stessa cosa?
Toti Costanzo

giovedì 23 ottobre 2014

IL GURU ROSSO E I DUE SGHERRI CHE TOLGONO IL SONNO AL SINDACO ABUSIVO




Il Guru Rosso,avuta l’informativa quotidiana,fu determinato nell’inviare un comunicato di convocazione urgente del C.C.R (non il Centro Comunale Rifiuti perché a quello ci dovrà pensare Don Diego de la Vega El Zorro)ma il Comitato Centrale Rivoluzionario .Lo lancio’ da una dimora segreta collocata in zona mare e per evitare intercettazioni degli zuini del Rifugiato,lo fece attraverso un sistema sperimentato in epoche lontane ma sicuramente efficace:un lunghissimo filo di seta che arrivava fin dentro la casa dei suoi “sgherri” e che ,nella parte terminale,veniva collegato ad un bicchiere di plastica il quale,alternativamente, faceva da trasmettitore se lo portavi davanti la bocca o da ricevitore se lo piazzavi vicino ad un orecchio.Ovviamente un identico bicchiere,e collegato ai singoli fili ,partiva dalla dimora del guru .Questa dimora ,a quei pochi che avevano avuto la sfortuna di visitarla incuteva un terrorizzante timore reverenziale.L’ingresso cosparso di foto appese sulle pareti e disposte in sequenza come in una pinacoteca. Ovviamente le immagini di Marx,Lenin,Stalin,Mao,Ho Chi Minh,Pol Pott e quella famosissima del Che col sigaro che ha fatto il giro del mondo terrorizzando tutta la cosiddetta feccia umana che circola impunemente anche nei nostri siti e della quale innocente umanità ,questa feccia,sempre più spesso cerca di disporre a suo piacimento.Lo studio (una specie di bunker allapazzatu )sempre avvolto nella penombra,ha le imposte chiuse e con spessi tendaggi alle finestre che danno su di un atrio esterno attiguo che simboleggia un campo di concentramento (o meglio un vero e proprio gulag) con recinto in filo spinato collegato alla rete elettrica,alte mura cosparse da scaglie appuntite di bottiglie di birra e passata verace Cirio, paletti in legno su cui campeggiano appesi singoli cartelli con foto segnaletica e con su scritto in latino per evitare che l'Abusivo o i suoi galoppini,essendo profondamente ignoranti,possano comprenderne il significato:”Hic trascurrit ceterum vitae Sal Le Blond .E poi tutti gli altri in fila con i nomi di Pan,Pru,Prov,Win,Des,Sol,etc. etc.In un angolo,la miniatura di una forca identica a quella piazzata nello spazio poi trasformato in Villa comunale Margherita,su cui i ricchi sfruttatori partinicesi solevano impiccare i poveracci sfardati senza arte né parte che si erano permessi di rubare,per fame,qualche chilata di fichi.E,infine,una vera robesperiana ghigliottina con alla base un'ampia cesta di vimini che conteneva delle teste costruite col legno e che rappresentavano,tutte,la stessa effige e cioè quella dell'Abusivo.Le teste di legno erano coperte da parrucche di diversa gradazione colorica:dal biondo,al castano,al mesciato.Una rappresentazione raccapricciante del grado di crudeltà che sapeva esprimere il Guru Rosso al punto da incutere terrore referenziale perfino ai suoi due noti “scherani” .  
I due,ora definiti anch’essi“ dell’Apocalisse”,si precipitarono senza profferir parola e,presentatisi,in coro dissero:“Comanda Padrone e Signore.Cosa dobbiamo dire oggi?Cosa dobbiamo fare?Dove dobbiamo andare? Ci consenti,di grazia,in un ritaglio di tempo di potere fare pipi’.E, dicci, dobbiamo tallonare Filippino perché ogni tanto tolga all'Abusivo la parola abusivamente datasi quando vuole ma alla faccia del Regolamento e della dignità del Presidente,ricordare a Leuccio tremila al mese alla nostra faccia che c’è anche un limite alla cortigianeria,redarguire il Segretario mio segretario per le eccelse minchiate amministrative di cui è capace,sollevare eccezioni,presentare interpellanze,interrogazioni,mozioni,ordini del giorno, provocatorie proposte come la riduzione delle tasse e dei balzelli per i cittadini,gestire direttamente la raccolta dei rifiuti per fare risparmiare,ricordare,giornalmente,all’Abusivo il settimo comandamento,pensare ai bisogni collettivi e non ai loro e a quelli degli amici e dei parenti,custodire con amore tutto quel che hanno ereditato dagli altri visto che non lasciano dietro di sé,se  non macerie,cercare di fare al meglio il capo di una comunità e non lo chef o il maitre di sala(professioni per altri assolutamente dignitose),o ancor peggio  il misuratore di corrente,andare a letto presto perché le persone serie la mattina si alzano per andare a lavorare e non per  bighellonare ”, 
Gli occhi del Guru sprizzarono fuoco e fiamme per la gioia d’avere davanti a sé tal notevoli talenti.Imparti’gli ordini giornalieri segnando ora per ora,minuto per minuto, secondo dopo secondo il da farsi.I due col capo chino uscirono.Fuori,respirarono a pieni polmoni perché oppressi da quel luogo.Respirarono ma dovettero correre a razzo al Pronto soccorso.Avevano respirato la solita,quotidiana ,mefitica aria puzzolente che dal 1984 non ha mai perso una sola occasione per farci maledire il profitto alla faccia della salute.Il loro pensiero ando’ irriverente al Venduto e gli mandarono un sonoro vaffa per il livello di servilismo che gli aveva fatto battere ogni record.Neppure Fantozzi era arrivato a tanto. 
Sala Rossa  


martedì 14 ottobre 2014

VIRI CHI VITA FA 'U ZAPPATURI!( QUANDO LE BRACCIA DI UN SINDACO SAREBBERO SICURAMENTE PIU' UTILI ALL'AGRICOLTURA)!














L’incontro ,nottetempo, ebbe luogo nella cantina che era stata realizzata molto opportunamente sotto il locale,lassù tra le montagne lontano da occhi ed orecchie indiscrete.Preso possesso dell’immobile il Rifugi(at)o fece bonificare l’interno convinto che quei quattro comunistacci residuali  che lo perseguitano avrebbero sicuramente piazzato delle ”cimici” in ogni dove per carpire i suoi segreti, i suoi primi tormenti,le sue prime felicità .Dunque, ripulito il tutto,si poteva all’interno organizzare quell’importante summit propedeutico alla giornata successiva.Furono ammessi,dopo una strettissima selezione,alcuni noti e fidati collaboratori.Tra questi l’immancabile,l’inossidabile,l’effervescente, il semprepresente’Ntrea il quale,essendo un eclettico,oltre che di friiri e d’arruistiri s’intende pure di campagna con annessi e connessi.Si,certo lui il Rifugi-ato rifiuti una esperienza l’aveva avuto da ragazzo.Chi,dalle nostre parti non possiede un pezzo di terra,acquisito o ereditato,e non ha avuto l’occasione per esercitarsi nella piantumazione di zucchine,melanzane,cetrioli e peperoni?Certo,piantumare un albero è altra cosa,ma avendo buoni fondamentali a noi trasmessi con i cromosomi da generazione in generazione (sfido a non trovare nel nostro albero genealogico un villico!)piazzare un alberello potrebbe sembrare cosa da ragazzini.Ma cosi’,invece,non é.Tuttavia lo scenario che si ipotizzava il giorno dopo avrebbe visto autorevoli presenze ragion per cui tutta la fase che lo vedeva un piantumante andava ben studiata.Dunque,bisognava esercitarsi e fari fiura intanto davanti ad peso di notevole portata come Antony Ballarò che,la mattina di domenica scorsa già prima di imboccare l’autostrada per arrivare da noi,aveva fatto sosta da “Totuccio bboni cosi ri manciari ", fece un pieno di pane e panelle.Poi con la giuliva deputata Magda( non citiamo il cognome perché dalle nostre parti dove forte fu la dominazione francese quel cognome richiama un intimo assai intimo di donna in uso a quell’epoca )e il deputato per caso,tale Frank Ribò,che quando alcuni coetanei gli dicono :” Ma tu non sei stato dirigente della FGCI cioè la Federazione Giovanile  Comunisti Italiani”,si vergogna e risponde:”No,sono cresciuto nella FIGC la Federazione Italiana Gioco Calcio ”.E il Ribò sconosciuto ai più é molto apprezzato da Antony il cui motto è “Unni cc’è mannara cc’è ricotta!” e soprattutto dalla SIAE (quella che se attivi il grammofono in casa tua per quattro salti in famiglia si precipita e pretende l'obolo),è lo stesso che firmo’un emendamento alla finanziaria del 2013 perché la società potesse lucrare qualcosa come 100 milioni sulla pelle dei consumatori di DVD e altre simili diavolerie giovanili  . 
Dunque bisognava esercitarsi per essere pronto davanti le telecamere (soprattutto del porgitore di corte) per la cerimonia del giorno dopo e per fare ‘u ddiu ra fiura.“I presenti –disse l’Avvocato tu me dai na cosa a mme’ io te dò na cosa a tté, di recente rientro – insieme a  quanti vedranno domani le immagini fisse e quelle in movimento, esclameranno entusiasti:Picciò,se fosse calvo in quella posa e ‘cu  ‘u setti chila ’nte manu,non sarebbe la fotocopia du’ zzù Benitu"?Al pronunciare il nome della buonanima,Ninick inteso Il Federal(e)reserve nel senso della sua new entree alla corte di Loby come strapuntino e che era stato invitato in ragione della sua notevole esperienza campagnola,fece un passo avanti,scatto’sull’attenti intonando "Giovinezza" e gridando :”Camerati ,a noi!”mentre il braccio destro si proiettava paurosamente nell’aria,in avanti a dita spiegate e a palma in giu’.Mimi’ che di cose di campagna,anche lui s’intende per fattore smercio,avendo di recente sponsorizzato una squadretta,bbonu ci parsi di convocare un tecnico specialista in posizioni che convinse Loby ad assumere quella plastica che poi sarebbe un misto tra il giocatore di basket e quello di hockey su prato:gambe leggermente divaricate e piegate sulle ginocchia ,busto proteso avanti e al posto del bastone ricurvo gli mise in mano ‘u zzappuni mentre ‘Ntrea,che possiede tutta la collezione di dischi di Mario Merola faceva diffondere le note commoventi e tragiche della canzone “’O zappatore”.Copiose lacrime sgorgarono dagli occhi degli astanti ,lacrime che invasero lo scantinato.Fu fatto salire il solito Aspanu che dopo avere sostituito tutte le lampade di accesso al luogo si occupo’ anche della evacuazione.Il giorno dopo fu un successo strepitoso al punto che il porgitore neppure disdegno’ di porgere ad Antony mentre Leuccio tremila al mese alla faccia nostra,una volta perseguitato,sorrideva sornione.Perché anche questa era stata fatta.
Sala Rossa

domenica 28 settembre 2014

TOTO' IL RIFUGIATO DA PARTINICO ALLA "PROVA DEL CUOCO".



Era sempre stato il suo sogno di bambino:piazzarsi davanti ai fornelli e cucuniari come soleva fare la mamma che della cucina siciliana era una vera esperta.Lui ,cresciuto in una abitazione con cucina alla francese come si soleva in tutte le famiglie burgisi di Partinico almeno fino agli anni ‘70,andava in trance davanti ad un pariddata di patate fritte oppure in piena estate davanti ‘o quararuni piazzato davanti la porta come si soleva ancora fino a pochi anni or sono, dando cosi’ vita ad un secolare rito che fu la bollitura del pomodoro al fine di preparare bottigliate di sarsa da usare nel lungo inverno.Il gorgoglio di un qualsiasi bollito lo mandava in sollucchero anche se zio Crispi si preoccupava per quel nipotino che restava ipnotizzato ed estasiato davanti quel rituale antico quanto il mondo.Lui ,conclusa la fase degli studi medi inferiori avrebbe voluto tanto frequentare una scuola specialistica.Ma bisognava viaggiare trasferirsi giornalmente a Palermo e scegliere tra la prestigiosa scuola di via Lincoln nelle vicinanze della sede del Giornale di Sicilia o,quella piu’ recente,sorta a due passi dalla stazione di S.Lorenzo.Ma era figlio unico,ancora piccolino e dunque prevalse l’eccesso di affetto e di preoccupazione che i genitori mettono davanti ai figli e, ancor più ,quando sono appunto unici.Si optò per il locale Geometra non perché manifestasse particolare propensione per gli studi tecnici(in verità nemmeno per altri ) ma in quanto un diploma rappresenta sempre quel pezzu di carta che può,all’occasione,aprire qualche porta.E qualche porta l’apri’tramite le solite cooperative che proliferarono negli anni ‘80 e ’90 a ccu' ne voli 'nnavi.Poi la storia e tutta una serie di situazioni (tra queste la grande min…ata dei comunisti che lo vollero addirittura Presidente del Consiglio comunale)lo trasformarono  e cosi’la sua vita cambio’.Ma la passione restava sempre latente come il fuoco che si nasconde sotto la cenere.Lui , specie di sera, non poteva che essere in tutti quei notturni luoghi dove forte,antico e penetrante era l’odore delle patate cu' l'ova a cucurummau ,dei pomodori secchi ripieni,della pasta cu’ ‘i sardi,’i cacocciuli ammuddicati,i vrocculi ‘a pastetta ,i cavuliceddi cu’‘a sasizza. Era più forte di lui.Non poteva farci niente.Si,c’erano le delibere da preparare,i bilanci da far approvare,i petulanti famelici zuini da accontentare.C’era,cioè,l’impegno per la  politica che, certo,gli apriva le porte ed anche i forzieri mettendolo a contatto diretto con i diversi toto’,antonelli,romano,cicci,saro,peppi per cui bisognava tenersi gli uni e gli altri.Ma se avesse dovuto scegliere non avrebbe avuto dubbi.In questo suo lento ma deciso itinerario lo sosteneva una schiera ampia ed articolata di affettuosi quanto (dis)interessati sostenitori.Tanti,ma alcuni erano più fidati degli altri nel senso che se gli dici di iccarisi da’ muntagnu dù re pi’ iddu,‘u fannu!I loro nomi?Ti dico soltanto le iniziali di qualche cognome:Pru,Pan,Tran,DeS,DeL,Sol,Am,Prov e cosi via.Certo,qualcosa gli costa:qualche licenza,qualche posto,qualche incarico,qualche percaccia.
Ma arrivo’ il momento,la seconda occasione della sua vita,unica  e irripetibile.Lassu’ sulle montagne si liberava un posto,un posto in un rifugio sicuro,lontano dagli occhi indiscreti,ovattato.Un posto che lui ben conosceva essendo di quel luogo un abitué…..o forse qualcosa di piu’.Dunque,non si poteva perder tempo e l’occasione,dopo ampia e lunga consultazione con Pru,Pan,Tran,DeS,Del,Sol,Am,Prov ed altri fu presa al volo.Finalmente poteva ritornare bambino,davanti ai fornelli,alle padellate di patate fritte,ai pentoloni bollenti dove calari fettuccine,spaghetti n.3,4e 5,maccarruna e  caserecce.Ma bisognava affinare l’arte.E chi poteva chiamare a suo sostegno per dargli una mano?Chiamo’‘Ntrea che aveva anche avuto una esperienza,en passant,in questo settore sebbene in tempi ormai lontani,che gli fu di grande utilità.Ntrea disse categorico:”Per avere in cucina lo stesso successo che hai manifestato“in politica” devi formarti.E non potendo frequentare una scuola devi farti invitare in una delle trasmissioni televisive più prestigiose che si occupano di cucina.L’invito non dovrebbe essere un problema.Per“La prova del cuoco”ti potresti rivolgere direttamente ad Antony Ballarò specialista in pane,panelle,cazzilli,purpu e stigghiola che ha buone conoscenza nel Consiglio di amministrazione della RAI.Poi c’è la trasmissione a La7 con Benedetta Parodi.Potresti telefonare direttamente al cognato Giorgio Gori da poco diventato sindaco di Bergamo e dirgli che anche tu,come lui, prima fosti pure berlusconiano ed ora renziano di ferro.Sono certo che le porte si apriranno a mezza parola.Si può provare anche da Masterchef o da Nigella Ktchen oppure  a Chef per un giorno o In cucina con Ale.Le possibilità sono tante. Scegli tu”.Sal lo guardò diritto negli occhi.Commosso ed entusiasta si lancio’ per un affettuoso abbraccio di gratitudine.Disse:”Come farei senza di te,grande‘Ntriuzzu.E senza di voi Jhonny, Sciaboletta,Roby,Toto’chiama Saro31-31,Gero,Wind e tutti gli altri?”
Si convenne che,intanto,in loco e di riversu quagghiu si potevano frequentare le cucine di donna Ciccina Randy direttrice di un istituto apposito sebbene scalamastratu e con le cosiddette pezze nel culo.Ma meglio di niente.Craco fu di parola:dopo tre giorni Toto’ il Rifugiato parti per Roma per incontrare Antonella Clerici .Alla “Prova del cuoco” fu strepitoso .Non si era mai visto un gallo cedrone manifestarsi quale cosi' formidabile manipolatore e trasformista.... di pietanze.

Sala Rossa

sabato 20 settembre 2014

PENSA 'A SALUTI E FUTTITINNI!

   
 

Riprendiamo? Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati e cioè da FilippinoTuttoFare il cui recente“movimentismo e presenzialismo” (lui è ovunque: in cielo,in terra,in ogni luogo) ha insospettito e indispettito gli zuini del Riconfermato che con la sua naturale dipartita aspirano a prenderne il posto.Filippino,però,ha le qualità anche quelle umane per svettare:lui è affabile,tollerante,disponibile,amabile.In una parola lui è un vero "pigliaboffe"nel senso più nobile del termine perché si presta,umilmente porge l’altra guancia,non dice mai di no,fa da cuscinetto,da ammortizzatore,da paciere.Se necessita fa anche  da ‘ncucchiaviddichi.Filippino giustamente “aspira” e in ragione di un suo imminente trasloco nel nuovo Partito Democristiano (ci stanno andando tutti,cani e gatti,e perché non dovrebbe starci anche lui che democristiano mommiano lo fu per davvero?) si prepara per questo nuovo esame che lo vide già  protagonista nella fulgida stagione del berlusconismo locale che,pero’,nel 2008 i don pinuzzu,gli enzi paradisi,i toto’ pulei gli preferirono ancora una volta Giugio le cui quotazioni politiche,dopo i primi disastrosi cinque anni di sindacatura,erano arrivate come si suole dire al totale sbracamento ovverossia al punto zero.D’altronde,pensarono gli elettori di casa santa,via maronna e case popolari ,pi zeru e zeru preferiamo l’originale.E cosi’ fu.E Zero divenne sindaco‘a beddu cori e soprattutto alla faccia di quei quattro sgangherati comunisti locali che come il soldato giapponese,il quale dopo vent’anni dalla fine della guerra fu scoperto vivere nella giungla convinto che la guerra non avesse avuto fine,continuano a pensare che “ha ‘dda veni’ peppone senza rendersi conto che peppone venne anche per colpa loro.E fu un catastrofico flop!
Dunque Fili lo vedemmo proprio ieri alla presentazione della nuova Assessora.Lui era piazzato in sala e se qualcuno non lo avesse affettuosamente e cortesemente messo di lato,si sarebbe anche piazzato per la foto ufficiale che vedeva schierata la Giunta comunale con i soliti Gianli,Jak,don Diego,Roby,JhonnyUno,Loby ed,ovviamente,la new entry Giusy.Si aggirò,Fili,dentro la Sala degli Specchi  annusando l’aria del cambiamento in arrivo.D’altronde il cambiamento è nei fatti.Cacciato fuori dalla Giunta il folkloristico quanto inutile Vincenzino ( ma lo sapevate che a Partinico esiste ancora un Partito che si chiama UDC?),entrano in pista per i primi 25 mesi a partire da ieri,Totò 1400 e nei secondi 25 il federale in tandem con francuzzu. Non c’è che dire il Rapido Riconvertito dal “civismo” al “partitismo”(vi ricordate qualche giorno prima della sua ricandidatura,quando pensava già di comprarsi con 7 mila euro un Partito,come dal microfono del porgitore di corte ci allieto’ con una esemplare lectio magistralis sul ruolo dei Partiti in Italia e a Partinico?)riscopre il ruolo del civismo e manda il partitismo a farsi fottere. Ma quando mai la nostra città avrà la fortuna di partorire un altro affaristico saltabanco di cosi’ notevole e squisito livello?
Dunque si,è  già l'ora che volge al disio ai naviganti e 'ntenerisce il core....
No, non siamo nell’VIII libro del Purgatorio ma nell’Inferno della nostra città.Prepariamoci alle novità,ai nuovi cambiamenti,agli stravolgimenti,al NUOVO che avanza.E non importa se Loby e il Giro si fanno gli affari loro,se le tasse ci stanno coprendo come le montagne di rifiuti in ogni dove diffuse,se i commercianti per la prima volta preferiscono farsi minacciare ma non chinare il capo per la dignità umiliata,se sono tanti i giovani che di costoro,della loro supponenza,arroganza,volgarità non ne possono più,se lo sanno pure gli ingenui che a Partinico da quando ci sono costoro si baratta,si vende,si acquista,si cambia,si scambia,si tratta,si contratta,si rilascia,si costruisce,si demolisce.Non c'é pobblema perché chi dovrebbe vigilare e tutelare non vede,non sente,non parla.Mentre loro continuano a dire spensieratamente:“Pensa ‘a saluti ,e futtitinni!” 
Toti Costanzo      



giovedì 31 luglio 2014

FILIPPINO RITORNA A PIGLIAR BOFFE.I CORSI ED I RICORSI DELLA CRONACA LOCALE




E’ opinione diffusa che il camaleontico Filippino,sia un uomo assai generoso.Vi ricordate?Fu talmente generoso che nominato assessore  da Giugio ebbe a tollerare per mesi interi la presenza costante dietro la porta dell’assessorato ai LL.PP,che lui gestiva,i Dioscuri (Sal e Jhonny) che in quell’occasione batterono il record mondiale della mano distesa .Cioé batterono il record di quanti ebbero a cimentarsi nello sport dello stendere,e senza soluzione di continuità,il braccio destro con mano ’a cuppiteddu che si chiudeva soltanto quando dentro veniva deposta aumma aumma e a mo’ di percacce,qualche dose di sostanziosa sardella.Il record precedente appartenne,per quel che ne sappiamo,proprio a Giugio che restò per alcune settimane accovacciato dietro la porta del senatore Ave Pino il quale,commosso per l’alta fedeltà manifestatagli,lo nominò capo della sua segreteria particolare.La storia,poi,ci dirà“ ri’ boffi e cavuci ‘nculu ” che il senatore ebbe a mollargli dopo avere scoperto la disinvolta capacità del suo segretario al tradimento (una qualità,insieme all’uso spregiudicato della menzogna,ereditata dal Sal) che fece il giro d’Italia con ampia e doverosa soddisfazione a quanti quel segretario stava sulle cosiddette "palle”.Dunque il generoso Fili che per la incommensurabile fedeltà mostrata a Giugio ebbe ad essere definito dalla efficace ,incisiva e sempre rimpianta matita di Guerra quale “pigliaboffe”,da assessore ebbe a tollerare la ingombrante presenza dei due fino a quando,ripetutamente pregati ad abbandonare il presidio,non ne vollero sapere per cui alcuni dipendenti che per farsi quotidianamente ricevere da Filifaremo si erano dovuti adeguatamente allenare allo “scavalco”,un bel giorno furono costretti a chiamare i pompieri per operare uno sgombero forzato con una serie di complesse azioni.Pare che i due avessero,però, utilizzato una dose da cavallo di Attak cosi’ come poi hanno fatto con i loro due incarichi e di sindaco e di assessore ai LL.PP.per cui l’operazione non risultò certamente facile .Poi la ruota della fortuna - la stessa che aveva gratificato da Mike Bongiorno il neo piduista Matteo e di cui ora il Latitante nella querelle con la nemica di turno e ai microfoni del porgitore di corte si è dichiarato SEGUACE DA ANNI(minchia,come si fa ad essere cosi’ farfanti!) - girò a favore dei Dioscuri per cui Fili da patruni divintau arzuni ed ora ha ripreso il suo vecchio e collaudato ruolo di pigliaboffe aggiornato e corretto alla luce delle nuove situazioni.
Infatti l’abbiamo visto presente in tante manifestazioni sostituire il Latitante (matrimoni,battesimi,cresime,viaggi della speranza,processioni,inaugurazioni di lavanderie,panifici,panellerie,pompe di benzina,gas,vini ed affini e tanto altro ) fino a presiedere,addirittura,il Comitato per “l’Estate Partinicese”.Estate Partinicese si fà per dire mentre sarebbe piu’ corretto scrivere “Scorci di Estate” nel senso di pezzi di estate ormai alla fine e non certo scorci nel senso della produzione di munnizza a tinchité e unni è gghé e che il prode Diego,alias Zorro,tenta quotidianamente ed inutilmente di nascondere sotto il tappeto come soleva fare la buonanima di me  zzà Nina quando doveva ricevere la visita del fidanzato della cugina Ciccina.Questi scorci hanno,di fatto,annullato i sacrifici dell’inventore di PARTINIC’ART un nostro carissimo amico ex assessore ,una specie di titano rispetto al Latitante e alla Pobblematica Pulzella che attualmente ne detiene la delega e che costrui’anche indimenticabili notti bianche ma che,a detta di Fili,non è certo che quest’anno a settembre è cosa che si potrà rivedere.Ad ogni buon conto per le iniziative agostane i partinicesi debbono restare grati all’impegno di tutta una serie di protagonisti che a titolo personale o in rappresentanza di associazioni si sono mossi a pietà nei confronti di tutti quelli che non possiedono una seconda casa a mare o in campagna e non vanno a villeggiare  nei siti vicini e sono costretti a vivere dentro un contenitore,Partinico,con la compagnia ormai sempre più tollerata(in qualche casa è divenuta addirittura indispensabile presenza ) di surci di cunnuttu comu cunigghia,inzetti vecchi e nuovi che farebbero la gioia di studiosi i quali piuttosto che esplorare nuove lande nei territori più lontani basta farsi un giro tra la via dei Mulini,risalendo quella che porta al Mercato ortofrutticolo,costeggiare la stradella ESA e aggrizzannu per via Madonna del Ponte nei pressi della Conad e cosi' avere la risposta a tutta una serie di laceranti interrogativi tra cui : l’uomo potrebbe discendere dalla evoluzione di un insetto?E in particolare: da quale insetto potrebbero discendere il Latitante e la sua numerosa  e famelica corte?  
P.S. tra i probabili organizzatore di “Scorci d’Estate” si vide aggirare nella Sala degli Specchi un personaggio noto ai più per avere costituito nel tempo associazioni, cooperative e affini per uso personale e di famiglia. Pare che alla notizia data da Fili che per l’estate “bambole non c’è una lira”,retti’a cursa e a ccu’ voli pagghia sa scinni.
SALA ROSSA

martedì 22 luglio 2014

GIACOMO, GIANLUCA E TUTTI GLI ALTRI

Non capita a tutti, ed ovviamente non capita sempre, che nel giro delle canoniche 48 ore si possano provare grandi gioie diverse per origine o intensità ma tutte convergenti per confermare che davvero la vita che tu hai scelto di assecondare (ovviamente anche per tantissime altre importanti cose) vale la pena di viverla.Per cui può capitare,ad esempio, che per una serie di favorevoli convergenze che si sono incrociate prima il 19 e poi il 21 di questo caldissimo mese di luglio,di condividere la gioia del tuo giovane compagno Giacomo che convola a nozze con la sua ragazza di sempre,Silvana, celebrando il rito (quando si dice il caso) nella stessa chiesa Madre (a Partinico di chiese ce ne sono almeno dieci) nella quale alcuni decenni prima ti aveva visto impegnato nello stesso mese e per sempre con la ragazza di sempre.Sarà un caso che Giacomo abbia sul piano ideologico la tua stessa “corazza”, le stesse certezze e determinazioni, la stessa caparbietà, entusiasmo e convincimento, la stessa capacità organizzativa.Eppure,data la sua età,egli appartiene a tutt’altra generazione essendo vissuti e cresciuti in epoche diverse (quando lui nasceva ero già un uomo) e in un contesto sociale e politico di notevoli differenze,i nostri percorsi umani e culturali sviluppati seguendo vie che avrebbero potuto non incrociarsi mai così come diverse sono stati gli itinerari per arrivare  insieme nello stesso Partito,vivere le stesse esperienze politiche, condividere i principi su cui fondiamo le nostre certezze e cioè come sia possibile su questa terra costruire una società di eguali.
E non sono passate che 24 ore dal quel gioioso evento che aveva interamente ed emotivamente coinvolti (in Madrice trasformata in un luogo di partecipazione non solo religiosa ma culturale da un Arciprete esponente di una Chiesa dinamica, evoluta, moderna, attenta alle diversità ed ai cambiamenti, solidale; ci accompagnò un eccezionale coro, il ”Pontis Mariae”, eseguendo musiche di Wagner, Schubert,Visconti ,Elgar) non solo gli amici ed i parenti, ma una piccola, limpida e combattiva comunità politica radicata nella città e punto di riferimento di nobilissime battaglie, che arrivi al giorno 21.
Il giorno in cui rinnovi il ricordo di quel momento nel quale vide la luce Fabrizio tra innumerevoli sofferenze della madre ma, poi, passata la paura ed il dolore con la gioia grande di noi genitori per la crescita della famiglia e la presenza di un nuovo essere, dopo Gaetano e Rosanna, cui hai dato la vita e che la vita insieme agli altri riempie ancora la tua. E quando pensavi che tutto ciò fosse di già bastevole,vieni coinvolto, nel pomeriggio, in un altro gioioso momento, protagonista un altro “figlio“ (politicamente parlando) di cui possono essere fieri i tanti padri putativi che lo hanno culturalmente e politicamente adottato e formato: Gramsci, Danilo Dolci, Marx, Che Guevara. La laurea di Gianluca col suo 110 e lode e tanto altro ne fa (ma, ovviamente, non solo per questo) uno straordinario giovanissimo intellettuale e politico di notevolissimo livello,è la laurea che ogni studente ha sognato nella sua vita.La laurea che corona anni di duri sacrifici e di rigorosi studi ma che hanno visto intersecare la sua vita con quella di Giacomo,Emiliano,Valentina,Diego,Giuseppe,Federica, Jimmy,Rose,Salvo, Peppe e tanti e tanti altri giovani coetanei, ma anche non giovani come me ed altri "antichi" compagni che,seppur cresciuti in una Partinico oggi nelle mani di chi avrebbe voluto avere anche una laurea fasulla e in quelle di fasulli laureati tronfi di prepotenza ed ignoranza,vuoti come quelle zucche che un giovanissimo Filippo Grillo raccolse per trasformarle in oggetti d’arte (ovviamente non riuscendovi, perché come si suole dire consala comu voi ma semprei cocuzza è),non si sono fatti inquinare,contaminare dal fradiciume versato a piene mani sulla città migliore dallo squallore vestito di umane sembianze.Al contrario,a questo si sono opposti e continuano a farlo perché ignoranza, arroganza, prepotenza e insensibilità non possano e debbano prevalere.
Giorni di grande gioia, dunque,ma anche di speranza sopratutto per loro che vogliono, pretendono, un  nuovo mondo, il migliore possibile. Auguri, compagni e carissimi "figli".


Toti Costanzo 

lunedì 14 luglio 2014

IL 14 LUGLIO DEL 2013 CI LASCIAVA PIERO CIRAVOLO



Ci sono avvenimenti  della nostra vita che restano indelebili nella memoria.E sono avvenimenti che convivono con noi per sempre perché parte della esistenza,che non si cancellano mai e che trovano prepotentemente dentro di noi,e per sempre,uno spazio,una nicchia in cui vengono gelosamente custoditi perché se ne abbia sempre una viva rappresentazione.E’,come quando i nostri antenati solevano scavare una nicchia su di una parete esterna all’abitazione dentro cui venivano custodite una o più immagini sacre che su quella famiglia e su ogni singolo dovevano vegliare ma che la famiglia o il singolo di queste avevano eterno rispetto e venerazione.Cosi’ nella mia nicchia insieme al ricordo della stessa repentina,immatura scomparsa di mio padre e poi quella di mia madre,dei miei fratelli e delle persone a me più care ho collocato l’immagine sempre sorridente di mio cugino Piero,il piccolo,gracile Piero che ci abbracciava insieme agli zii quando negli anni ’50 ritornando da Terrasini facevamo sosta dallo zio Turiddu Ciravolo e da zia Maria  che ci accoglievano nel negozio di Piazza Duomo con l’affetto che si riserva alle persone di famiglia.Era un rito,un rito quasi sacro al quale le nostre famiglie,fino a quando questo fu possibile,non ebbero a sottrarsi mai.Quel sorriso ha sempre accompagnato Piero fino alla sua improvvisa fine.Ed era il sorriso di una persona buona,generosa,carica di affetto.Il sorriso di un galantuomo.
Ma la domenica del 14 luglio del 2013 io non ho perso un cugino,la mia famiglia uno stimato parente e la sua, una persona assai cara,ma la città di Partinico,la Comunità democratica e civile ha perso qualcuno,qualcosa di importante,straordinario nella sua semplicità,generosità,umanità,senso della tolleranza ed altruismo che sapeva essere rigoroso nell’impegno come lo è un uomo di scienza ma disponibile ed umano nel diffondere e trasmettere le sue conoscenze come poteva essere una persona speciale.Piero Ciravolo,quel giorno,è anche mancato ai suoi colleghi,agli amici che gli vollero bene,a quegli amministratori comunali non della nostra città che ne seppero apprezzare le doti di organizzatore geniale ma propositivo e concreto.Ed è mancato a centinaia di ragazzi che ebbero la fortuna di conoscerlo ed averlo Maestro e al quale dispensò con semplicità il suo sapere,la passione e l’amore per lo studio,per la difesa dell’ambiente in cui viviamo,luogo sacro da difendere ad ogni costo e contro qualsiasi potere,economico o politico che sia,ma che antepone le ragioni del profitto dei singoli sull’interesse collettivo .Lui fu un militante di quel diffuso esercito dispensatore di civiltà che accomuna tante persone per bene di Partinico ed ha come ideologia il rispetto dell’aria,dell’acqua,del mare e della terra che sono gli elementi essenziali che consentono la vita e la perpetuano.Fu carne e sangue della nostra città,di una comunità che seppur quotidianamente umiliata ed offesa ha sempre trovato le ragioni del suo riscatto e che non intende, ancora ad oggi, arrendersi all’arroganza del potere,alla prepotenza di pochi,all’ignoranza usata per condizionare,imporre,violentare.Penso che la Partinico migliore per la sua rinascita abbia bisogno ancora di simboli.E Piero Ciravolo,il suo pensiero,oltre che un simbolo resta un importante,indispensabile punto di riferimento per tutti coloro che gli abbiamo voluto veramente bene.
Toti Costanzo