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sabato 20 dicembre 2008

CI SONO VOLUTI QUASI QUARANT'ANNI

Ieri, all'inaugurazione di quello splendido monumento che é la Cantina Borbonica, non mancava proprio nessuno. Abbiamo visto aggirarsi perfino quelli che avrebbero dovuto provare vergogna a trovarsi lì perché, quando potevano essendo Sindaci, Assessori o Consiglieri comunali, non solo erano rimasti in silenzio ma alcuni, tra questi, contrastarono con forza dentro e fuori il Consiglio un processo di difesa e di recupero di beni importanti quali, appunto, la Cantina, Palazzo Ram o quello dei Carmelitani.
E vi eravamo legittimamente quelli (i Comunisti per primi ed alcuni socialisti) che da circa quanrant'anni, dentro e fuori il Consiglio, scelsero di stare accanto al Gruppo studi e Ricerche che iniziò quel processo di forte sensibilizzazione nei confronti non solo di questi "pezzi rari" ma dei tanti "palazzi nobili" diffusi all'interno della nostra città chiedendo ed imponendo vincoli protettivi.
Quei vincoli anche se non impedirono alcune distruzioni come il settecentesco Palazzo "Scalia" di Piazza Duomo - ferita ancora aperta nel corpo vivo della nostra comunità - né la immediata eliminazione di montagne di sterco che sommergevano e la Cantina e il Palazzo Ram simbolo concreto del disprezzo e del plebeismo di cui era infarcita anche un pezzo non indifferente dell'allora classe politica di governo, tuttavia consentirono, poi, di dare inizio e conclusione ad un processo di recupero dei beni che oggi rappresentano egregiamente un pezzo di storia conservata della nostra Partinico.
Resta il rammarico, ancora ad oggi, di non aver potuto difendere dal degrado e dalla distruzione Torri importanti come "Cicala", "Sulitano", "Milioto" o acquisire "la Giurgintano" in stato di grave abbandono da parte dei proprietari o "Albachiara" ferita da una ignobile costruzione ad essa affiancata a simboleggiare l'incultura, l'insensibilità, la mancanza di rispetto di tante "cose belle" che abbiamo ereditato, da parte dei nuovi ricchi che hanno fatto fortuna con la sofisticazione prima e la speculazione edilizia poi. Nella loro testa, e forse anche in quella della loro più recente discendenza, non ci sono stati altro che vacche, vitelli, pecore e sterco, tanto sterco e cemento a mai finire.
Né possiamo tacere dell'abbandono del "primo mulino", dei resti dell'antico acquedotto che faceva funzionare anche gli altri due, né un pezzo della piazzetta dei "Parrini", del piccolo borgo dei "Parrinelli" o delle "case Ragona", edificio a due passi dal nostro "Pino".
Quel gruppo di consiglieri ed esponenti della cultura "di sinistra" di Partinico tuttavia riuscirono a "contaminare" altri consiglieri, altre personalità e convincerli che la strada, quella giusta, era quella della conservazione e non dell'abbandono, del recupero e non del disfacimento, della valorizzazione e non della speculazione.
Con il Convegno del 1982 organizzato dal Gruppo studi e Ricerche divenuto, intanto, un vero e proprio strumento di lotta politica, si arrivò alla svolta.
Si convenne della necessità di valutare, attraverso l'Ufficio Tecnico Erariale, la Cantina, di convincere la proprietà a vendere per una somma di poco più di 500 milioni delle vecchie lire. Sembrava fatta ma tutto si fermò perché ostacolato, come abbiamo scritto in un post di alcuni giorni fà, dalla ingordigia di politicanti che volevano il baratto: vi diamo la Cantina ma tutta l'area circostante deve diventare edificabile. Ovviamente il ricatto fu respinto e si continuò ad operare, intanto, per recuperare i beni comunali quale il Palazzo Ram e il Palazzo dei Carmelitani chiuso dal 1968 a causa del terremoto.
I primi finanziamenti per Palazzo Ram arrivarono dalla Regione siciliana nella cui Giunta di governo aveva un ruolo di Assessore l'onorevole Filippo Fiorino mentre la Giunta del Sindaco Geraci stanziò i primi finaziamenti per il recupero del Palazzo dei Carmelitani su di un progetto dell'architetto Mirella Nuara incaricata dall'Amministrazione del Sindaco Di Trapani. Con il Sindaco Cannizzo si arrivò, finalmente, all'acquisto della Cantina e di alcuni interventi protettivi con fondi comunali mentre si concludevano i lavori del Palazzo dei Carmelitani e si intensificava l'azione di recupero di Palazzo Ram. Con la sindacatura Giordano, infine, i finanziamenti per il restauro della Cantina Borbonica. Il resto é cronaca di questi giorni.


Toti Costanzo

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