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mercoledì 20 ottobre 2010

SAVERIO IL SANCULOTTO,LA RIAPERTURA DEL CENTRO ED IL SINDACO FELLONE

Quando, trafelato, arrivai a Piazza Municipio i lavori del Consiglio comunale erano già iniziati da almeno un’ora. Quella sera ,come sempre, mi sembrava doveroso nella qualità di Segretario della Sezione presenziare ai lavori del Consiglio, come d’altronde solevo fare, anche per solidarizzare col compagno Ottavio impegnato a scontarsi ,sostanzialmente da solo, con la maggioranza che allora sosteneva il Sindaco Giordano che si avvaleva dell'ausilio anche dell’attuale Sindaco Lo Biundo,degli assessori Pantaleo e Mimmo Briganò ,passando per Albiolo, Franco Di Marco, Rizzo Puleo, ed altri. Giordano guidava, allora, una corazzata che sembrava invincibile ma che da li’ a poco si sarebbe liquefatta come neve al sole e alla elezioni successive ,come coalizione di centro destra ,perdere il Comune di Partinico a favore del candidato Motisi.

Dunque salivo rapidamente le scale ,mi immettevo nel corridoio ,lato mare, che porta all’interno della sala consiliare e prima d’arrivare a varcarne la soglia, intercetto Saverio Settimo. Saverio,sostenitore ad oltranza ancora ad oggi di Giordano e al quale mi lega una lunga ,affettuosa conoscenza che risale agli anni della mia permanenza nel quartiere della Casa Santa quando residente a Terrasini frequentavo, però, la scuola media al Palazzo del Carmine era paonazzo e fuori dalle grazie di dio . Mi bloccò e mi disse porgendomi un pizzino :” ‘U viri chi mi rissi l’amicu tou!. Mi rissi ca sugnu sanculottu. Io sto andando a casa per farmi dire da mia figlia che cosa significa e poi sugnu arré ccà picchi’ stasira succeri l’opra!.Cercai di rabbonirlo, rassicurarlo che “sanculotto” non aveva il significato che lui istintivamente gli aveva assegnato data l’assonanza con altra parola che dalle nostre parti si presta ad interpretazioni maliziose e sul cui equivoco avevano volutamente ,divertendosi, soffiato i consiglieri comunali . Gli dissi che con quella espressione in Francia , durante la Convenzione ,gli aristocratici definivano con un certo disprezzo i popolani rivoluzionari. Costoro, allora, per distinguersi dai ricchi che durante l’Ancien régime portavano le “coulotte” cioè i calzoni corti , vestivano con lunghi calzoni a righe da cui il nome di “sans coulotte" .Aggiunsi che , a parer mio, Ottavio gli voleva fare un complimento “politico” in ragione dell’animosità e dalla veemenza riconosciuta con la quale Saverio,da vero popolano rivoluzionario, interveniva nei dibattiti . Saverio non fu molto convinto della mia spiegazione e scelse di andare a consulto familiare. Presumo che anche la figlia ebbe a dire le stesse cose. Io non seppi mai ,però, se quella sera Ottavio ,sviluppando uno dei suoi lunghi, articolati e dotti interventi “giocò” con Saverio conoscendone la suscettibilità e in un certo senso anche la modesta formazione culturale.
Perché ricordo questo divertente episodio ? Perché in occasione della sciagurata ,ciclica ripetizione di riapertura del centro storico al traffico veicolare per accontentare alcuni commercianti sostenuti da qualche interessato consigliere della maggioranza (col tacito,ipocrita consenso del Sindaco e il donnabondismo di qualche Assessore) si assiste ad una sceneggiata che è la stessa che imbastisce la Lega Nord in quei territori .I leghisti riescono a far passare l’idea, ad esempio, che la sicurezza delle città sia in pericolo non per la mancanza di una seria politica del Governo di cui il ministro Maroni ha la delega dell’Interno o delle locali Amministrazioni , quanto a causa della notevole presenza di stranieri,immigrati specie se di colore , extracomunitari o i poveracci i a diverso livello. Strategia efficace e dunque vincente: tu sposti l’attenzione su questa varia umanità, la criminalizzi, i cittadini si convincono e cosi’ Governo e Lega e le sue amministrazioni sono messe al riparo mentre i poveri morti di fame subiscono repressioni, pestaggi, soverchierie ,isolamento. La stessa cosa accade da noi : alcuni commercianti sponsorizzati sempre da qualche consigliere comunale interessato , piuttosto che comprendere come le ragioni della crisi del commercio risiedono soprattutto nella politica del governo fatta di aumento della disoccupazione, tassazione esasperata,falcidiazione di stipendi e pensioni, decremento del potere d’acquisto, lavoro nero e precario ed anche altro ancora, che fanno? Fanno credere che la crisi non nasce dalla insufficienza di una politica economica e neppure dalla mancanza di una strategia dell’Amministrazione comunale sul centro storico ma per la chiusura di quelle due misere ,quotidiane ore del centro al traffico veicolare che cosi’ vengono criminalizzate ed eliminate . Dunque una minoranza di consiglieri, insieme a un sindaco FELLONE che rinuncia ai suoi poteri decisionali sulla materia , votano una mozione per la riapertura del traffico veicolare annullando ,in tal maniera, l’ultimo atto di civiltà che era sopravvissuto al disastro amministrativo e politico sopratutto di questi ultimi due anni e mezzo . Ora, per evitare equivoci e perché il Sindaco non ricorra a esterne consulenze sul significato delle parole  , come ebbe a fare Saverio Settimo ,riteniamo opportuno trascrivere quanto si legge sulla Rizzoli-Larousse. FELLONE = TRADITORE nel senso , cioè, che Lo Biundo ha tradito la fiducia di tutte quelle migliaia di cittadini che lo votarono convinti che affidare nelle mani dei cosidetti “giovani” (solo di età) avrebbe impedito il diffondersi della insopportabile puzza della distilleria, ripulito la città e le sue periferie, migliorato il servizio idrico col pagamento in ragione del consumo effettivo e non certo forfettario (si aspetta ancora la collocazione dei contatori),la cura del verde ,della viabilità , la fine del nepotismo, dell’avvilente e indecorosa clientela, l’uso razionale e serio delle centinaia di dipendenti ,la trasformazione del centro storico, l’amore e la cura per i monumenti, i beni architettonici , naturali e quelli culturali . E ci fermiamo qui’ per evitare di continuare con il rischio di riscrivere un lungo cahier de doleances che ormai conoscono anche i bambini delle nostre scuole materne.

Toti Costanzo

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