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lunedì 31 gennaio 2011

CRACOLI-CETTO LA QUALUNQUE IN SALSA SICILIANA

 A quanti tra i rappresentanti dei circoli del PD che l'altra settimana si riunirono a Catania per discutere del sostegno al governo Lombardo ma che dissentivano non condividendo "la strategia della permanenza", l'on. Cracolici dalle parti di Palermo con notevole dispregio, sarcasmo ed arroganza classica du' pirocchiu arrinisciutu  rispondeva: "Se avete qualcosa da ridire rivolgetevi al TAR!". Come a dire che voi non contate un cazzo  e la vostra protesta trova il tempo che trova. In altra epoca e cioé all'interno del "vecchio" PCI ad una siffatta dichiarazione rivolta ai "compagni" costoro avrebbero risposto con una serie di calci in culo arruzzuliannulu dalla scale dal Palazzo di Corso Calatafimi sede del PCI ed acquistato con i sacrifici di migliaia di compagni che si tassavano perché il Partito fosse autonomo ed avesse sedi decorose così come si conveniva ad  un soggetto autorevole e  carico di storia e di gloria come lo fu  quello siciliano di Pio La Torre e Mommo Li Causi.
Ma in quella sede, dopo la caduta del muro di Berlino e la deriva sopravvenuta con lo scioglimento del Partito i vari  Cracolici, i Garraffa o i Zanna incominciarono ad esercitarsi nella nobile arte della quotidiana "tragedia" politica con lo scopo non solo di demolire una schiera di dirigenti formatisi nelle lotte e nella costruzione oltre che del Partito  anche delle strutture "collaterali" come il sindacato e le organizzazioni di categoria ma soprattutto per impossessarsi dello strumento che deteneva il potere decisionale che era, appunto, il Partito. Questo decideva le linee politiche così come gli organigrammi che guidavano le organizzazioni citate che erano grandi contenitori capaci di costruire il consenso e consentire al Partito di eleggere deputati e senatori ma  soprattutto deputati all'Assemblea regionale siciliana. L'obiettivo primario di giovani allevati e cresciuti prima nella Federazione giovanile e poi nel Partito era proprio l'approdo all'ARS. E Cracolici ha incominciato proprio da lì e lì intende restare ancora perché in Sicilia il trasformismo, cioé il continuo esercitarsi nella strategia della compromissione permanente col potere democristiano prima, con quello cuffariano poi ed ora con don Raffaele significa potere, soldi, favori, decisioni. Di cosa  pensate che discutano Cracolici e Lombardo? Dei giovani disoccupati della Sicilia? Di quelli costretti a lasciare l'isola in cerca di fortuna? Di uomini e donne che perdono il lavoro alla  Fiat di Termini Imerese o alla Keller di Carini mentre l'agricoltura va in malora, i produttori sono alla disperata ricerca di aiuti, di mercati, di sbocco per i prodotti? No, discutono insieme ai Lumia - che appena gli scade il mandato di senatore, statene certi, che lo ritroveremo nelle liste del PD in Sicilia ed occupare un seggio all'ARS - se Centorrino deve andare all'Assessorato che una volta fu di Papania (corsi professionali a tinchité, progetti e progettini,  fiumi di milioni di euro sparpagliati in tutti gli angoli della Sicilia) o se Venturi debba collocarsi alle Attività produttive così potrà decidere se a Partinico la Policentro si dovrà costruire oppure no, sempre che gli artigiani di Mimmo Provenzano facciano come le maitresse il cui orgoglio femminile viene sacrificato sull'altare con la classica calata delle mutande. E il giovane baby pensionato Russo andrà ad occuparsi di rifiuti o, se no, di che cosa? E  il dott. Giuseppe Arnone, amico di Cracolici, sarà o non sarà dirigente della Regione perché possa controllare un bel pezzo della "macchina"  alla faccia del trio Bianco, Cardinale e Papania, che ORA SONO CONTRO l'alleanza con Lombardo. Il trio, ovviamente, pensava di far nominare quale dirigente tal dott. Emanuele a questo molto vicino politicamente ma  fino ad ora ha perso la partita per il veto posto dal Partito di Lombardo .Un braccio di ferro vinto, almeno in questo primo round, da Cracolici e compagnia. Perché appare del tutto evidente che don Raffaele predilige gli ex comunisti sempre alla caccia dell'osso ma sicuramente fedeli e non certo i suoi ex compagni di Partito che lui conosce bene e della cui pericolosità ha tutto da temere. E' sempre meglio un osso ad una cane che abbaia ma non morde piuttosto ad uno che sta zitto ma muzzica. La verità é che il PD,oggi, é un contenitore dentro il quale si agitano e si contrastano forze come quelle degli ex diccì che il potere l'hanno sempre avuto ed ancora lo vogliono e quelli come i Cracolici che il potere l'avevano sempre desiderato ma che dovevano,  però,  accontentarsi delle frattaglie.
Ieri sera sono andato al cinema per ridere insieme a tantissimi giovani e riflettere con il film di Antonio Albanese. Se non ci siete stati, andate a vederlo perché capirete le ragioni per cui bisogna continuare a lottare. La nostra terra é invasa e straripa di una miriade infinita di Cetto sul cui volto si possono sicuramente adattare tutte le le maschere che si vogliono avendo la possibilità di scegliere  perché i protagonisti adattabili non sono pochi sia alla Regione siciliana che nei Parlamenti nazionali .Tanto per citare i più somiglianti e senza dimenticarsi,però,dei Giordano, degli Enzo Briganò e  dei Salvo Lo Biundo. Con tutto rispetto.

Toti Costanzo

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