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giovedì 13 gennaio 2011

GLIELO AVEVO DETTO: "CARO MIMMO FARAI LA FINE DI PEPPE MOTISI"

Dunque il dott. Mimmo Consiglio eletto Sindaco di Terrasini nell’anno 2007, lunedì 10 gennaio 2011 viene sfiduciato da 18 consiglieri presenti e votanti su 20 (due si erano appositamente assentati) concludendo, così, la sua travagliata esperienza di Sindaco di una città importante e una volta punto di riferimento del turismo siciliano alla stregua di Cefalù o anche di Taormina in ragione di un patrimonio di eccellenti strutture ricettive. Strutture ormai, però, quasi al declino considerate le difficoltà economiche di Città del mare e soprattutto la chiusura dell’hotel Perla del Golfo. Glielo avevo detto, subito dopo la sua elezione, in una ancora calda domenica di settembre quando  aveva già nominato con criteri assai discutibili sul piano politico la sua prima Giunta. E di Giunte ne seguiranno tante altre in un vorticoso succedersi di uscite ed entrate che hanno triturato uomini e donne che si erano resi disponibili alla collaborazione.
Quella domenica di settembre del 2007 gli dissi in Piazza Duomo: ”Attento, caro Mimmo, che così continuando rischi di fare la fine di Motisi” nel senso che Motisi, proprio il 5 di settembre, era stato sfiduciato dal Consiglio comunale di Partinico (28 consiglieri su 30) col contributo determinante del nostro Partito e per la ragione che sbeffeggiava i Partiti che avevano consentito la sua elezione, operando scelte in assoluta sola sintonia con i suoi, ritenendo una volta conquistata la poltrona, di potere politicamente fare e disfare a suo piacimento. E glielo dissi soprattutto perché nel nominare i suoi primi Assessori non aveva scelto il giusto metodo della consultazione con tutte le forze che lo avevano lealmente sostenuto, come Rifondazione Comunista ed i Verdi i quali avevano presentato, insieme al PD, una lista che eleggeva un consigliere comunale. Preferì, in piena solitudine, decidere di nominare Assessore il dott. Ambrogio Orlando del PD, il consigliere eletto, che assai  scorrettamente come sempre più politicamente scorretti si presentano gli uomini di questo Partito e ad ogni livello (cioè senza consultare neppure lui i candidati della Lista che lo aveva fatto eleggere) accolse l’offerta del Sindaco. Orlando, dunque, si dimetteva da consigliere e lo sostituiva Angela Viviano assai vicina all'ex Sindaco Manlio Mele. Nella nomina dell’ultima Giunta, nel 2009, anche la Viviano veniva chiamata nella Giunta Consiglio consentendo, così, l’ingresso a Salvo Pizzo rappresentante della Sinistra Terrasinese  composta da Rifondazione, Verdi e Sinistra Ecologia e Libertà. Quel che appare assai grave nella vicenda politica di Consiglio, almeno dal nostro punto di vista, non è soltanto la modesta capacità amministrativa, la spregiudicatezza e disinvoltura nel licenziare i suoi Assessori e poi con la stessa sceglierne altri, il decidere in solitudine abbandonando il metodo della democratica collegialità, o esercitare un’azione di nomina utilizzando criteri “amicali”, ma perché era l’unico Sindaco del nostro territorio (a parte quello di Alcamo di estrazione, però, democristiana sebbene oggi nel PD) con una storia politica di sinistra.
Mimmo Consiglio, infatti, negli anni ’80 fu assessore comunista in una Giunta con la DC ma ha operato in questi oltre 3 anni di sindacatura con un sistema capace di dare punti ai peggiori esponenti non solo del centrismo ma del qualunquismo più becero. Poteva e doveva, in ragione della sua storia politica personale, diventare un punto di riferimento per le forze democratiche e di progresso del nostro territorio, costruire un’esperienza amministrativa capace di distinguersi dal pallidume culturale espresso dai vari Sindaci dei Comuni viciniori ed invece operò alla stregua di un Lo Biundo, trasferendo gli impianti idrici comunali all’APS, aderendo all’ATO rifiuti senza portare, una volta all’interno di quella fallimentare esperienza, neppure una sola idea di novità. Non scelse, infatti, di battersi per fare sciogliere in tempo la Società Servizi comunali integrati divenuta un mostro mangiasoldi che prosciugava le risorse dei Comuni aderenti all’ATO e costruire un Consorzio  per la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. E quando una vera e propria congiura liquidò l’avvocato Giacomo Palazzolo che era stato nominato Presidente del Consiglio di amministrazione della Società, assecondò le mire clientilari del sindaco di Partinico che sponsorizzava la nomina di un altro avvocato partinicese, l’avvocato Geraci, che, ovviamente come era assolutamente prevedibile, non poteva fare meglio del precedente. A Pietro Puccio, già Presidente per caso della Provincia di Palermo (quello che affossò il Consorzio per il disinquinamento e riequilibrio dell’area del Partinicese per cui ancora ad oggi ci teniamo l’inquinamento del nostro mare) ed ora Assessore nel Comune di Capaci, consentì l’assunzione della Presidenza del GAL (gruppo azione locale) del Golfo di Castellammare rinunciando proprio nel settore del turismo a svolgere un ruolo di guida dei processi di sviluppo del mare e delle sue connesse risorse. Ma il clou delle strategie ciniche ed opportunistiche, Mimmo Consiglio lo raggiunse con la vicenda dell’ex consigliere comunale Giafranco Puccio. Puccio era uno dei più temibili e duri avversari nel Consiglio comunale. Non c’era giorno in cui non partiva una forte denuncia nel confronti dell’inefficienza amministrativa della Giunta. Inspiegabilmente (ma poi le ragioni diventarono subito evidenti ) nel dicembre del 2009 non votava la sfiducia al Sindaco coprendosi, così, di ridicolo nei confronti di quanti lo avevano eletto. L’ex consigliere, infatti, veniva nominato a tamburo battente collaboratore di Consiglio per le questioni attinenti l’ATO rifiuti e partecipava agli incontri tra i Sindaci ed il CdA della Società di gestione dei rifiuti fino a quando non avvenne la rottura. Puccio, poi, veniva inserito dalla Provincia di Palermo nell'attuale nuovo Consiglio di amministrazione dell’ATO PA1 e svolge tutt’ora quel ruolo sebbene alla fine di un percorso tortuoso, disastroso, pesante soprattutto per le risorse dei cittadini costretti a pagare esose fatture per un servizio assai scadente.
La notevole dose di cinismo con cui Consiglio ha governato la sua città ha molto meravigliato chi, come me, aveva del dott. Mimmo Consiglio un’opinione politica assai diversa. La sindacatura ha trasformato in negativo una persona che noi conoscevamo e che pensavamo dotata di grande senso di equilibrio oppure con la sindacatura è venuta fuori la vera natura dell’uomo? Questo interrogativo, ovviamente, presumo resterà senza alcuna risposta. Dunque Consiglio, uomo con una storia e una cultura di sinistra in questi oltre tre anni di gestione amministrativa e politica della città di Terrasini si è manifestato e di converso ha operato come un qualsiasi militante di un raggruppamento di centro o, addirittura, di destra affossando fin dal nascere quella che poteva diventare un’esperienza politico-mministrativa pilota, facendolo assurgere a leader politico in un territorio pervaso di forte sconforto, delusione, qualunquismo. Mimmo Consiglio NON HA SAPUTO O VOLUTO almeno una sola volta convocare tutti gli uomini di quel mondo diffuso, seppur minoritario, della sinistra dei Comuni della nostra area territoriale, non ha mai promosso un incontro, un Convegno da cui partire per la costruzione di un PROGETTO che facesse diventare Terrasini, e per certi versi insieme ad Alcamo, la roccaforte di un rinnovato riformismo chiamando alla collaborazione quanti hanno avuto ed ancora hanno voglia di battersi non solo per il proprio Comune ma per un intero TERRITORIO. Al contrario non solo non ha unito ma ha anche diviso quel poco di sinistra che ancora a Terrasini esiste emarginando gli uomini, le loro storie, i loro intendimenti, la disponibilità all’impegno. Aveva ragione il consigliere della Sinistra terrasinese Salvo Pizzo quando dichiarava a Tele Jato, dopo la sfiducia andata in porto al quarto tentativo, che Consiglio non solo non è stato capace di accrescere le sue alleanze aggregando altri consiglieri comunali della sua città ma, al contrario, ha rotto i ponti con tutti compreso con coloro che lo avevano votato. Appunto esattamente come a Partinico fu per Peppe Motisi e come Motisi  anche Consiglio ha concluso  in maniera ingloriosa la sua breve esperienza.

Toti Costanzo

3 commenti:

Ilario ha detto...

Con Mimmo Consiglio Toti c'azzeccato, anticipandogli le modalità della sua fine politica circa 1000 giorni prima dell'evento.

A questo punto - come direbbe il vecchio Michele Lubrano di Rai3 - sorge spontanea una domanda.

"Perchè non tentare di predire la fine ingloriosa di Sal Le Blonde?"

Basterà forse a ciascuno leggere dentro una palla di vetro. O no?

Toti Costanzo ha detto...

Devo ammettere che con Mimmo Consiglio sono stato subito buon profeta. Analizzavo gli atti del Sindaco e le forze in campo a Terrasini di cui avevo chiara conoscenza .Con Lo Biundo non srà facile se non, addirittura, impossibile .E le ragioni sono legate alle condizioni ,ovviamente politiche, di questo consigio comunale . Mancano i Partiti organizzati cioé gli aggregati omogenei che ragionano attorno al ruolo e alle azioni dell'Amministrazione comunale, valutando ed operando di conseguenza . Non credo di sbagliare se dico che per Lo Biundo "in salita" non c'é ,ad oggi ,sostanzialmente niente.
Toti Costanzo

Antonio ha detto...

.......sempre in arrivo e mai in partenza!
..........sempre in discesa e mai in salita !
In arrivo sempre a un punto più basso e mai in partenza per una risalita.
Questo - se non erro - è quanto il compagno Toti vede nel futuro di Sal Le Blonde!