mercoledì 4 gennaio 2012

CARO LO BIUNDO, NON BASTA INTITOLARE VIE...

Quella di Salvo Lo Biundo è stata, in senso assoluto, la peggiore Giunta che abbia mai avuto la nostra città. Non è possibile alcuna comparazione col passato, anche quello peggiore, che come comunisti abbiamo combattuto con forza e determinazione.
Per comprendere quel che dico basta leggere le pagine della pubblicazione di Giuseppe Di Trapani “Il granaio della memoria” per rendersi conto di cosa sia stata “la politica” nella città di Partinico, del ruolo che questa ha avuto nell’ambito del panorama non solo regionale ma nazionale, gli  uomini che l’hanno sostanziata e rappresentata, le idee e gli ideali che  muovevano quei protagonisti. Anche quelli che alla città provocarono violenze e devastazioni. Avremo modo, e sono certo che capiterà, di parlarne più ampiamente.
Quel che vediamo oggi è, però, soltanto la quotidiana rappresentazione della politica ridotta a soggetto recitato su di uno sgangherato palcoscenico con protagonisti alcuni guitti di periferia, tanto tronfi quanto invadenti e che recitano quotidianamente una parte che se non fosse disastrosa sarebbe oggetto di dileggio oltre che di sollazzo, sbeffeggiamenti e sicure quanto sonore pernacchie. Lo diciamo con profondo dispiacere e soprattutto rabbia nel vedere giovani che dovrebbero essere, ma non lo sono, carichi di idee, entusiasmo, orgoglio, passione, generosità, altruismo, dedizione, capacità di sacrificio oltre che realizzatrice se non altro per sdebitarsi nei confronti di quanti avevano riposto fiducia in loro. E invece viviamo quotidianamente il dramma di una città che perisce, diventa sempre più anonima, dentro il cui corpo ogni giorno si consumano tragiche devastazioni.
Per cui vedi i rifiuti – oggetto di miserabile baratto - sparsi per ogni dove, discariche a cielo aperto in ogni  angolo delle nostre periferie e che offendono non solo i nostri occhi e le narici ma la nostra sensibilità e soprattutto offendono l’ambiente nel quale siamo costretti a vivere e per il quale abbiamo combattuto e non abbiamo mai smesso di combattere  – ricordi caro Nino Amato! - poteri forti, prepotenze, mafiosetti che s’annacavanu, ipocriti e mezze tacche, pusillanimi e corrotti.
E vedi ogni giorno di più come le nostre risorse idriche, che la terra ha da sempre gelosamente custodito per secula seculorum con lo scopo di dissetare burgisi e mitateri,“signurini” e braccianti poveri senza terra, passare nelle mani di privati speculatori perché oggetto di sporco scambio d’interessi inconfessabili  mentre di converso ti accorgi che piuttosto che migliorare il servizio della distribuzione dell’acqua, la quale arriva sempre a giorni alterni e per brevi periodi, cresce un acquedotto parallelo fatto di autobottari privati che, anch’essi,  vivono e lucrano sulle necessità di una popolazione sempre più spremuta da tasse e balzelli per servizi mai resi. E se non paghi finisci nella morsa degli strozzini legalizzati che usano le loro agenzie e a cui questi giovani governanti locali hanno delegato, per meschini compensi, di lacerare le carni della nostra popolazione contribuente che ogni giorno vede recapitarsi“littri di scroccu” dalle quali non sai più come difenderti  perché di te vogliono pure la pelle. E attraversi sconvolto le vie della città  il cui manto scolorisce ogni giorno di più lacerato da profonde ferite che nessuno di costoro intende risanare ma  i cui spazi, però, vengono affidati a magnaccia di professione che lucrano pure sulla tua sosta e vivono alle spalle dei cittadini . E vedi con rabbia perire le centenarie palme dell’ex arena, simbolo della dignità di una città che sapeva adornarsi, abbellirsi mutuando anche dal suo esaltante passato arabo. Palme che avevano visto, sicuramente, dall’alto della loro maestà  da li’ passare la Storia , quella buona e quella tragica, del nostro popolo. E muoiono,le storiche palme quasi nel silenzio e nell’indifferenza. Senza cure, senza protezione, forse senza rimorsi o rimpianti. D'altronde non si dice: "mortu un papa sinni fa nautru?" Lì, forse, ripianteremo qualcos'altro come ebbe a fare il sindaco di Montelepre per la stessa ragione. Ma muore anche quello stadio comunale che intitolammo all'avvocato Giuseppe La Franca assassinato dalla mafia partinicese in maniera crudele e spietata come sanno fare soltanto "'i vaccara". E muore lo stadio orgoglio di tante generazioni di partinicesi che prima lo anelarono e poi lo vollero costruire e che vedeva ogni domenica riempirsi di gioia e di allegria, di giovani, di anziani, di felicità. E muore piazza Duomo il luogo della crescita civile di uomini e donne che li’ si davano appuntamento per guardarsi, amarsi seppur platonicamente, ma anche per discutere o per scontrasi. Luogo di passione civile, della politica che ti entusiasmava e ti faceva sentire vivo e utile, il luogo che ti ospitava fino a notte fonda che ti proteggeva con i suoi palazzi che avevano sfidato il tempo ma che mai e poi mai avrebbero potuto pensare di perire sotto i colpi mortali dell’ingordigia dei nuovi ricchi devastatori supportati dal donnabondismo di amministratori pusillanimi e sconci. E muoiono pezzi di acciottolato, di abbalatato, prospetti, torri, bagli, ville e giardini. Muoiono alberi secolari rifugio di nidiate di passeri che animavano i luoghi con la loro rumorosa quanto festosa presenza, il Palchetto della musica che ospitò il fior fiore dei musicisti partinicesi che si davano ogni domenica al popolo che li ripagava con devozione e presenza. Muore la villa Margherita simbolo della civiltà dell’800, il suo bel palco che ospitò musica, poesia e teatro, i suoi viali attraversati dai passi sognatori delle giovani coppie, i suoi alberi che videro in quel luogo come la giustizia terrena fosse pesante con i poveracci morti di fame che, costretti a delinquere, venivano appesi alla forca proprio li' come cani randagi. Muore l'invaso la cui risorsa viene quotidianamente depredata dall'AMAP che la vende a peso d'oro mentre i coltivatori ne sono privati da una politica indecente della Regione siciliana e dei suoi nuovi padroni che non sono quelli di prima ma saccheggiano alla stessa stregua e con la stessa caparbia logica di quelli.
Caro giovane Lo Biundo, da quasi quattro anni ormai governi la nostra città senza onore né gloria. E la governi nel modo peggiore, cioé con indifferenza perché ti sei circondato dei nuovi predatori cui dai spazio, illusione, prebende e sopratutto la speranza che depredare ancora si può perché si può sempre scavare. No, non basta intitolare strade a Peppino Impastato come si farà domani, o a Danilo Dolci o a Turiddu Termine tanto per citare uomini generosi al punto di dare anche la vita per la crescita della nostra terra e che furono nostri maestri ed ispiratori, né impegnarsi a parole quando per te le parole non sono pietre. Tu sei convinto, per eccesso di ingiustificata presunzione, che mai sindaco fu più sindaco di te. Syndicus significa "patrocinatore" nel senso di patrocinare, fare propria la giusta causa di tutti. Ma tu sei stato, fino ad oggi, soltanto il patrocinatore degli interessi di pochi che ti blandiscono e circuiscono, diffondendo sdegno, alimentando politici risentimenti, diseducando, inquinando anche le coscienze. A PARTINICO CON TE  OGNI GIORNO DI PIU' CONTINUA A MORIRE TUTTO. Ed io penso che i suoi carnefici non debbano, NON POSSANO farla franca.

Toti Costanzo 

4 commenti:

giovanna nobile ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
giovanna nobile ha detto...

ha detto...
... condivido. E' una Partinico a perdere... Ogni volta che mi capita di tornarci, alla sofferenza di perdite personali, di assenze senza ritorno, si aggiungono la perdita di una Storia sociale...la vista di un paese in agonia... Basterebbe andare oltre di diciotto chilometri per imparare come si può gestire un paese... Parlo di Alcamo ovviamente..

Anonimo ha detto...

E attraversi sconvolto le vie della città il cui manto scolorisce ogni giorno di più lacerato da profonde ferite che nessuno di costoro intende risanare ma i cui spazi, però, vengono affidati a magnaccia di professione che lucrano pure sulla tua sosta e vivono alle spalle dei cittadini
u putiaru chiuddu chi avi abbannia..........(magnacciu)

Antonino Partinico ha detto...

condivido al 100x100 quello che dice l'amico anonimo del "msgnaccio" della sosta e si potrebbe pure rincarare la dose.