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giovedì 12 luglio 2012

APPROFITTO PER RINGRAZIARE IL CONSIGLIERE GIULIANO


 

Col consigliere comunale Vito Giuliano non  é stata tanta, ieri mattina,la necessità di parole perché si potesse chiarire l’equivoco nato da una intervista dello stesso da cui è scaturita  una  polemica abbastanza dura nei confronti del mio Partito ma anche  e soprattutto  verso la mia  persona.
Un equivoco nato da una straordinaria serie di coincidenze che succedono raramente tra chi scrive e tra chi legge e di cui dirò
Ero reduce d’avere ascoltato una intervista dell’Assessore D’Amico.L’argomento dell’ intervista era, ovviamente ,quello che noi definiamo la NUOVA QUESTIONE BERTOLINO e che scaturisce da un accordo tra l’Amministrazione Lo Biundo e l’industriale della distilleria .D’Amico, durante l’intervista ,rivolge durei critiche a quanti appartengono al Consiglio intercomunale per i problemi dell’Ambiente . Saremmo, a suo dire,  i soliti retrogradi e  conservatori ,falsi  progressisti che si oppongono allo sviluppo e ,quindi, CONTRO LA DELOCALIZZAZIONE DELLA DISTILLERIA .Cose turche. Scrivo, quale risposta all’intervista, un post su Sala Rossa e ,non l’avessi mai fatto, ricorro  ad un espediente diciamo cosi’ “letterario”:  Racconto una cosa davvero accaduta quando ero un ragazzino e frequentavo la scuola media a Partinico  ospitato dai miei nonni materni che abitavano in via Fornace . Vicini di casa le famiglie  Chiodo, Lo Biundo , Impastato,  Borgia, , Palazzolo ,Tola,  Cagnina ,D’Asaro, Noto , Guida.Bellissime famiglie Erano i tempi delle vie in stato naturale, dei giochi ‘nto  chianu ra Casa Santa o in quello più a sud verso le falde della Collina Cesarò dove in estate si piazzavano le trebbie per ripulire le spighe. Erano i tempi delle abitazioni azzolate ,coperte da canali ,dei pomodori da seccare davanti la porta e al sole caldo  dell'estate ,delle quarare per fare 'a sarsa necessaria nel lungo inverno e come era in uso nelle famiglie contadine .Era l'epoca in cui le famiglie si sedevano davanti le  abitazioni e specialmente ,in estate, ci si riuniva tutti fuori a conversare e qualche volta si  suonava e si ballava . Un pezzo di mondo scomparso e non sostituito da uno  migliore .All’angolo con via Principe Umberto abitava ed abita ancora la famiglia di don Gaspano Di Trapani ,zio della buonanima di Giuseppino che fu mio ompagno di  Liceo, e poi medico ad Udine e consigliere provinciale del PCI  e, dunque, fratello  di Piero attuale consigliere comunale. Mia nonna  materna (questo raccontavo in quel post ) in quella via ed accanto ai Di Trapani tenne, durante la guerra , una piccolo negozio di generi alimentari.ed io assistevo spesso ai dialoghi che aveva con mio nonno :”Turi' chiddu fa u fissa pi nun paari u daziu” .Niente di più anche perché il riferimento era rivolto a Vito D'Amico  Lungi da me offendere (e poi non si capisce per quale motivo) chi possedeva una “putiedda”.Come dire offendere nonna Agostina .Al contrario era  fortunato chi la possedeva! Nasce così dalla mia citazione dell’esistenza di questo negozietto della nonna l’equivoco col consigliere  Giuliano perché –l’ho appreso incredulo  ieri durante la nostra conversazione chiarificatrice – anche la sua famiglia che abitava a due passi da via Fornace aveva  una” putia” LUNGO U’ STRATUNI RI BADDI E A DUE PASSI DALLA CASA DI PINA SURIANO  cosi’ come io avevo scritto . Ovviamente in un’epoca diversa .  Il mio riferimento, dunque,  non aveva nulla a che vedere con la storia familiare del consigliere anche perché , chi mi conosce sà che mai nella mia vita mi sono permesso di offendere i familiari dei rappresentanti politici  con i quali si può  entrare in contrasto.Ma  MAI PER FATTI PERSONALI. Ma le incredibili coincidenze non finiscono qui’. Anche il nome riportato  nel post  è stato oggetto di equivoco. Infatti sia il consigliere Giuliano che l’Assessore D’Amico portano lo stesso nome   ma io in quel post come detto prima mi ero chiaramente rivolto all’Assessore Vito D’Amico. Dunque chiarito l’equivoco ,il consigliere Giuliano ha telefonato, ieri,  all’emittente Tele Jato alla quale il giorno prima aveva rilasciato l’infuocata intervista dichiarando  appunto che si era trattato di equivoco , che tutto era stato chiarito e che finisce li’ . Anche per me
Tuttavia approfitto  per ringraziare il consigliere Giuliano di avermi dato  in questa occasione l’opportunità di  intervenire su altre due questioni che sono da tempo oggetto sotterraneo di denigrazione da parte di alcuni pensando ,in tal modo, di demolire la mia immagine di persona e comunista . Costoro hanno da tempo ormai fatto circolare la voce ( vi ricordate?  “La calunnia è un venticello…..” ) su di un mio interesse per la cooperativa irrigua Jato , che risale ormai a tanti anni fa, solo con lo scopo  di ottenere “il trasferimento di un mio  familiare a Partinico “. Ovviamente nessun mio familiare  è stato trasferito da Trapani a Partinico  ,dove risiede, semmai a Palermo e dunque avendone diritto come tutti i lavoratori  e che é , comunque, come dire "zeru e vva zeru..." .Allora impegno nella cooperativa irrigua e scopo ,ovviamente, non possono coincidere    
La seconda questione nasce agli inizi degli anni ‘80 .Dunque un mio zio possiede un’area in contrada Timpanella destinata dal Piano Comprensoriale n. 3  ad impianti sportivi. . Da consigliere comunale  leggo le Leggi e da professore di educazione fisica e Presidente del Centro sportivo”Rinascita” conosco molto bene quella regionale n.8 del maggio 1978. Quella legge consentiva ai Comuni , alle Associazioni sportive ed anche ai privati di ottenere i finanziamenti per la costruzione di impianti . Bastava disporre dell'area destinata urbanisticamente a tale uso. In Sicilia i Comuni che hanno voluto o potuto utilizzare quella legge si possono contare sulle dita di una mano. I privati ancor di meno . Facemmo la richiesta alla Regione ottenendo senza alcuna difficoltà il finanziamento anche se qualcuno ,all’epoca,( i denigratori non finiscono mai d'esistere)  diffuse la voce di una nostra  raccomandazione  “a sinistra”  per ottenere quel finanziamento.Posso ancora affermare senza tema di smentita che non ci fu necessità alcuna  perché erano tante le risorse finanziarie che metteva a disposizione la Legge e talmente  poche le richieste che i progetti vennero finanziati TUTTI . Cito per Partinico 2 stralci finanziati al Comune  per realizzare la piscina in via dei Mulini , un finanziamento alla Parrocchia “S. Salvatore” e ad una Associazione per la realizzazione di un Ippodromo nei pressi dell’invaso Poma. Per dare inizio ai lavori ( la Regione pagava a stati di avanzamento) facemmo diversi tentativi. Uno di questi, poi risolutivo,  fu l’aiuto indispensabile di un amico che anticipò delle somme  per dare iniziare . Mentre lo zio anticipava  quelle  per realizzare la recinzione, il direttore della Cassa di Risparmio di Partinico Giuseppe Di Trapani  concesse al Centro sportivo Rinascita l’apertura di un conto corrente e la ditta di Enzo  Bonafede realizzò l’impianto : tre campi da tennis e relativi servizi utilizzati dall’associazione che ha sempre tenuto una chiara ,leggibile contabilità.  
P.S. IL “CENTRO SPORTIVO RINASCITA”  DISPONE ANCORA DEL PROGETTO,DELLE AUTORIZZAZIONI, I COLLAUDI E SOPRATUTO LA  CONTABILITA’ (fatture,assegni e altro) CHE SONO A DISPOSIZIONE DI CHI VOLESSE PRENDERNE CONOSCENZA .RIVENDICO CON ORGOGLIO DI COMUNISTA LA CAPACITA’ DI AVER SAPUTO  COSTRUIRE NELLA NOSTRA CITTA’ UN IMPIANTO SPORTIVO , SEPPUR PRIVATO, RIUSCENDO LA'   DOVE NON FURONO CAPACI GLI EPIGONO DELLA DC,PSI,PRI(PSDI) CHE AVEVANO ALLORA TUTTA LA CITTA’ NELLE LORO MANI
 Toti Costanzo                             

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