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venerdì 16 gennaio 2015

NOI,UNA ,DIECI,CENTO,MILLE VOLTE PROVOCATORI DI PROFESSIONE !






Non ho un profilo su face book e non l’ho mai voluto avere per ragioni diverse per cui mi è stato impossibile rispondere a quanti avendo letto il post che ho pubblicato su Sala Rossa dal titolo "Noi,provocatori di professione" che ho trovato riproposto su Partinico E-news,hanno voluto commentarlo.Tralascio,non certo per mancanza di rispetto alla persona,la nota di un ex consigliere democristiano della prima repubblica mentre ad un ex senatore approfitto dell'occasione per manifestargli,ancora una volta,tutta la mia incommensurabile,umana solidarietà comprendendo gli effetti devastanti che produce la ormai ineluttabile e definitiva “astinenza da potere” che spinge,per sopravvivere,ad un necessario ricorso alle contumelie e sopratutto a mistificare LA VERITA'.A lui,con tutto il cuore,l'augurio di lunga vita e buona salute.
Trovo,invece,assai serie le argomentazioni e gli interrogativi della professoressa Nina Misuraca che tra l'altro scrive: 
"Riconoscere gli errori, constatare che le tresche, gli inciuci, gli accordi sottobanco....hanno prodotto questi effetti le cui conseguenze nefaste stanno ricadendo sui nostri figli, una generazione le cui possibilità sono inferiori rispetto a quelle dei genitori....faranno cambiare questi vecchi metodi di fare politica? 
Ed aggiunge :" Alla luce di quanto poi è accaduto, Toti Costanzo, lo rifaresti?(cioé contribuire alla elezione di un personaggio quale Lo Biundo a Presidente del Consiglio comunale -n.d.r) Perché nella vita è lecito sbagliare, ed è anche utile a volte! Purché impariamo dai nostri errori".

 Alla professoressa,anche sulla distinzione tra politica con "P" maiuscola e quella con "p" minuscola,ho scritto una lunga nota personale in risposta a quanto da lei scritto e che riporto per una eventuale pubblica discussione.

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Carissima Nina, non dispongo di un profilo su face book per cui mi limito a rispondere volentieri a quanto da te scritto su Partinico News- e in relazione a quanto da me scritto su Sala Rossa e da quella Redazione pubblicato-in forma privata anche perché la “lunghezza” non si addice a questa forma di pubblica comunicazione.Ovviamente la nostra discussione puo’ servire per costruire un confronto di opinioni o idee su cose assai serie che in questa città è diventato sempre piu’ difficile.Se lo potessimo fare anche de visu cioè in iniziative pubbliche e alla presenza di tanti come noi che certamente non sono spinti da desiderio di potenza o onnipotenza,sarebbe cosa assai utile non solo per noi singoli ma per la nostra Comunità.Ovviamente è una speranza che,spero, possa diventare certezza.Nella nostra città c’è bisogno di dialogo diretto,aperto, limpido, pubblico e non certo “a distanza” tra persone che,senza alcuna presunzione,possono orgogliosamente definirsi “perbene”.
Nel post scritto su Sala Rossa racconto un avvenimento del passato-ovviamente secondo il mio punto di vista che non pretendo coincida con quello degli altri come è il caso di Elio Chimenti che è intervenuto sull’argomento- non solo per risottolineare,se ce ne fosse necessità,la negatività in tutte le sue articolazioni che incarna l’attuale Sindaco di Partinico e quanti,per ragioni diverse,continuano a sostenerlo anche violentando l’evidenza( è il caso della nuova segretaria del PD e del Presidente di quel Partito sulla vicenda dell’inquinamento dell’acqua che su costui “fanno quadrato”)quanto per sottolineare come UN PROGETTO DI GOVERNO DELLA CITTA’(era questo il senso del post su Sala Rossa)avrebbe dovuto cambiare,trasformare,rivoluzionare la vita della comunità ripristinando un percorso di civiltà già inquinato dai cinque anni della sindacatura Giordano.Un progetto che per essere efficace avrebbe dovuto fondarsi su principi ben saldi.Bisogna tenere conto che il governo Motisi nasceva dalla  collaborazione tra forze politiche profondamente diverse per storia e cultura e,dunque,la sua forza doveva necessariamente risiedere SUL PRINCIPIO E SUL VALORE DELLA LEALTA’ che si sarebbe dovuta manifestare fin dai primi giorni di quel governo.In caso contrario il progetto sarebbe stato destinato al totale fallimento,naufragando,cosi’ come poi ineluttabilmente naufrago’.
Dunque,la lealtà,è il principio che DEVE  sostanziare  SEMPRE la politica con la “P” maiuscola( in caso contrario emerge SOLTANTO  quella con la “p” minuscola che la quotidianità dell’azione  amministrativa,sia chiaro a scanso di ogni equivoco ,oggettivamente NON PUO’ ELIMINARE ma che,tuttavia,non PUO’ né DEVE far prevalere )cosi’ come  politica con la “P” maiuscola, come scienza e manifestazione operativa dell’azione degli uomini,altro non è se non la capacita’ REALIZZATRICE che costruisce o ricostruisce una città secondo un modello confacente alla storia,ai bisogni,alle aspettative e prospettive di una intera popolazione.Un esempio:l’ultima Giunta di Gigia Cannizzo,una coalizione di forze e personalità politiche diverse tra loro MA CHE FURONO SICURAMENTE LEALI(affossata,purtroppo,proprio dal Partito Popolare divenuto poi Margherita ed infine PD e per ragioni MAI PUBBLICAMENTE confessate o giustificate)con la presenza determinante di Rifondazione Comunista realizzava,tanto per fare qualche significativo esempio,nel suo breve arco temporale (dal dicembre 1998 al novembre 1999)il recupero e la funzionalità del Parco del Castellaccio,l’affidamento del primo bene confiscato alla mafia della famiglia Madonia in contrada Parrini alla cooperativa NOE,la riorganizzazione della macchina burocratica ( ciascun dipendente EBBE A SVOLGERE LA MANSIONE PER LA QUALE ERA STATO ASSUNTO  e non certo utilizzato con finalità meschine e clientelari come accadeva e come ancor di piu’ accade)la  risistemazione dello stadio comunale se non altro per rispetto nei confronti dell’avvocato Giuseppe La Franca al quale lo avevamo intitolato ma anche per le sue ovvie finalità sociali,la costruzione di nuove vasche nella discarica di contrada Baronia  per dare a Partinico la possibilità di un serio ed efficace servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti,la valorizzazione (vela,sci nautico,canottaggio) di un bene prezioso anche per la nostra economia agricola dell’invaso Poma.Quella Giunta nella sua breve vita non fu mai subordinata alla politica con la “p” minuscola (anche se nella sua quotidianità non ne fu certamente immune in alcune sue azioni ma di poco rilievo ed efficacia non determinanti per la vita della città) per cui possiamo affermare che esistono due “politiche” diverse.Si tratta di sapere quale delle due si vuole far prevalere sapendo a priori che,però,esistono entrambe.
Ovviamente quella che cito nel post facendo riferimento alla elezione a Presidente del Consiglio comunale dell’allora giovanissimo Lo Biundo fu sicuramente una operazione con la “p” minuscola nel senso che la sua nomina,però, non poteva incidere piu’ di tanto nella vita della città in ragione del ruolo politico piu’ di rappresentanza che di capacita’ risolutiva di quell’incarico.Il Presidente del Consiglio,infatti,è soprattutto una figura istituzionale con pochi poteri e,addirittura,super partes.Dunque,SE I NOSTRI INTERLOCUTORI (i soggetti che avevano contribuito alla elezione di Motisi) nel prosieguo,AVESSERO RISPETTATO IL PRINCIPIO DELLA LEALTA’ la storia della nostra città sarebbe stata diversa . Ovvio che la storia non si fa con i "se" o con i "ma" MA CON I FATTI.E i fatti dissero,purtroppo e da subito in maniera palese e tragica che quel principio non era il collante, ASSOLUTAMENTE NECESSARIO ED INDISPENSABILE,che noi pensavamo di possedere per operare la costruzione del nostro progetto di governo della città affidato a Motisi.Dunque,carissima Nina,quando eleggemmo con una operazione di politica con la “p” minuscola Lo Biundo,questa elezione non solo non ebbe ad incidere piu’ di tanto sulla vita della nostra città ma,se ne avessi avuto contezza ma per ovvi motivi non potevi,non avresti scritto che “ i guasti della nostra società attuale sono da attribuire a questo modo di gestire la "cosa pubblica" da parte di quanti l' hanno indegnamente occupata “.Cosa che,in linea generale, ha sempre un fondo seppur molto blando di verità perché non possiamo disconoscere come “storicamente” i “guasti” non nascono con la elezione di Lo Biundo a Presidente del Consiglio comunale MA quando DIVENTA LO STRUMENTO nelle mani di gruppi di potere economico locale (in primis COSAR,Iemi e Policentro e successivamente Bertolino ) col sostegno di T.J che aveva condiviso la candidatura di Lo Biundo quale Sindaco della città.E con la sindacatura del “giovane” Lo Biundo  viene costruito un negativo processo di modificazione della vita della città in tutte le sue articolazioni e mai visto fino ad allora che dà la chiara idea di cosa sia il sistema di alleanze tra “politica” ed “affari”. Non ti dice niente che nel giro di pochi anni come il contrattista del Comune di Partinico, Lo Biundo,che svolgeva la modestissima anche se dignitosissima mansione oltre che di portiere alla Casa di Riposo “Can.Cataldo” anche custode di Villa Falcone,oggi si sia trasformato in imprenditore del fotovoltaico,della ristorazione e non sappiamo di che altro?
La “vicenda Lo Biundo” ,tuttavia,ci pone un altro interrogativo.E lo pone soprattutto a noi che come educatori ne abbiamo le maggiori responsabilità:è proprio vero che il cambiamento,le modificazioni, l’evoluzione di una città diventa concreta quando si affida la sua vita e guida ai suoi giovani?L’esperienza che viviamo quotidianamente ci dice che cosi’ non è o,comunque,non è una regola.E,infatti,che giudizio possiamo dare dell’azione amministrativa del giovane Lo Biundo,del giovane Pantaleo,del giovane Provenzano,della giovanissima Di Trapani ?
Per ultimo:mi interroghi per sapere  se lo rifarei  e aggiungi che “ nella vita è lecito sbagliare  ed è anche utile a volte.Purché impariamo dai nostri errori”.Detta cosi’ la cosa presupporrebbe una ovvia quanto immediata risposta :”Chiedo scusa e non lo faccio piu’”.Invece rispondo volentieri e pacatamente dicendoti che nella mia vita avro’ fatto tantissimi errori anche politici,e lo riconosco,ma quell’episodio di politica con la “p” minuscola di cui sono stato anch’io protagonista,non ha dato origine al disastro che stiamo vivendo perché insisto nel dire e aggiungo ancora che se alla origine tra quelle forze politiche che elessero Motisi ci fosse stata oltre che la lealtà anche solidarietà,convincimento che i diversi si possono unire in un lungo e non opportunistico ed immediato interesse,la nostra città avrebbe vissuto una ben altra storia.I Lo Biundo avrebbero avuto vita difficile perché i processi di vera trasformazione della vita della collettività si concretizzano solo quando a ciascuno si riconosce il diritto,nell’unità,di essere si’ diverso ma protagonista come gli altri.Ma,e non certo per nostra responsabilità,non fu cosi’.Noi comunisti,te lo dico in maniera assolutamente franca,il riconoscimento d’essere una forza politica con la sua dignità non l’abbiamo certamente avuto in quell’occasione.Probabilmente qualcuno pensava,sbagliando,che avremmo dovuto svolgere soltanto il ruolo degli  utili idioti.Ovviamente non lo siamo anche se ancora ad oggi il processo di discriminazione continua con la gioia di chi il cambiamento,ovviamente,lo aborrisce ma non disdegna di usare la politica per affari,inciuci,tresche che con noi non si potranno mai fare .
Con stima ,Toti Costanzo.


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