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lunedì 7 settembre 2009

E PIERO E DIEGO DISSERO: MI OPPONGO!

A Piero Di Trapani mi lega un’amicizia che affonda nel tempo.Con Giuseppino suo fratello , prematuramente scomparso, divenuto medico avevamo fatto il percorso del Liceo insieme e poi la comune militanza nel PCI. Mentre io venivo eletto nel Consiglio comunale di Partinico, lui diventava Consigliere provinciale ad Udine . Piero non fu dello stesso avviso. Scelse la Dc di cui divenne consigliere ed anche Assessore . Dico questo perché seppur tra le nostre vite ,soprattutto quella “politica” ,ci sia stato una sorta di parallelismo tuttavia siamo sempre stati opposti dal punto di vista dell’appartenenza, delle scelte politiche, dell’impegno. E tuttavia Piero ,insieme a Tanino La Corte e Gioacchino Catalano, che di quel Partito è stato anche Sindaco della città, sono rimasti l’unica espressione rappresentativa di un mondo politico che non esiste quasi più .Da Piero mi divide la visione di fondo della società,i rimedi per i mali di questa ,gli strumenti per guidare i processi che lui ha trovato nel moderatismo del centro e della destra mentre io ho scelto altre strade seppur più difficili,fatte di grandi sacrifici, amarezze e rinunce .Potrei dire le strade del “perdente” se vincere in politica significa avere facili riconoscimenti, percorsi di vita e di lavoro altrettanto facili , “potere” da disporre, uso dello stesso in direzioni che però ho quasi sempre contestato . Tuttavia,oggi, devo dire che abbiamo finalmente qualche cosa in comune. Non certo la fede politica o la visione dei problemi o le soluzioni da dare. Quelli restano irrimediabilmente alternativi in quanto su quel terreno le distanze non sono colmabili .Ci accomuna , però, la identica qualifica di “perdente” e ciò , per lui, è cosa assolutamente paradossale in quanto si può essere perdenti in un piccolo Partito come il mio e per di più ancora “comunista”ma, mi chiedo, come è possibile che uno lo sia uno in un grande Partito, cioè un Partito che ad ogni elezioni raccoglie migliaia di voti risultando sempre primo nella nostra città come in tante altre? E’ possibile . E’ possibile quando un Partito non è più tale ma un insieme frastagliato di interessi, dove ciascuno dei suoi componenti si muove in conflitto permanente con altri della loro stessa parte . E quando dico “loro” mi riferisco specificatamente ai capi-corrente , ai vari deputati ( regionali o nazionali) e senatori ciascuno dei quali si muove all’insegna degli stessi colori ma solo ed esclusivamente per interessi di gruppi ristrettissimi. Per cui Cammarata fa cordata con Schifani, altri sono con Micciché, altri ancora con Dell’Utri, e cosi’ via. E, dunque, in questa articolazione sul piano provinciale o regionale , a scendere ne deriva che a Partinico Piero Di Trapani avrà fatto la campagna elettorale per uno, Giordano per un altro, Campione per un altro ancora e cosi’ via . Risultato: primi alle elezioni ma incapaci, per mancanza di unità, di conquistare il governo della città per cui ,oggi, alcuni si trovano all’opposizione di Lo Biundo, altri che gli fanno l’occhiolino ed altri ancora che si sono trasferiti “armi e bagagli” col vincitore . Una babele di posizioni .

Facevo queste semplici considerazioni ascoltando quanto recentemente dichiaravano Piero Di Trapani e Diego Campione in una conferenza stampa. In buona sostanza dicevano di stare ancora nel PdL ma ,a Partinico, si definivano “autonomi”da questo . E dalle loro parole veniva fuori la “tragedia” di consiglieri comunali a cui si riconosce soltanto il ruolo di “portatori d’acqua”. Cioé ,in una parola, portatori di voti perché quando si è trattato di affidare “potere” questo beneficia , a loro dire,sempre gli amici e i parenti stretti di questi politici palermitani. E con amici e parenti anche “i figliocci”. Non ci vuole molto per capire a chi si riferivano i due consiglieri !Ma quel che mi ha colpito di più é stato il ragionamento-sfogo di Piero Di Trapani. In sostanza lui diceva questo: Partinico è rimasta ai margini del potere politico ad alti livelli . Niente più deputati nazionali, niente senatori, niente deputati o assessori regionali. E auspicava “un ritorno al passato” , ovviamente alquanto illusorio , di quando la città riusciva ad eleggere gli Avellone,i Chimenti,i Bacchi, i Giuliana e cosi’ via. Capisco Piero dal punto di vista umano ma mi permetto di invitarlo alla riflessione . Per prima cosa: Partinico non potrà MAI PIU’ eleggere un senatore in quanto il collegio elettorale che consenti’ ad Avellone o Chimenti d’essere eletti é stato sostanzialmente modificato immettendo ,nello stesso, Comuni di grande peso elettorale come Marsala, Castelvetrano ed Alcamo. Il risultato è che ad essere eletti ,ovviamente,sono sempre i candidati della provincia di Trapani. Per quel che riguarda la eventuale elezione del deputato nazionale,ma davvero si crede che qualche partinicese possa aspirare ad essere inserito ,dai vertici del PdL,nella graduatoria”utile” per una elezione tenuto conto che non si vota più con la preferenza?.E questo partinicese chi sarebbe? Cioè: chi dovrebbe sostituire un Micciché,un Cammarata,un Terranova o un Fallica, cioè personaggi che dispongono di un ruolo costruito con una rigidissima nomenclatura al di fuori dalla quale non c’é “trippa per gatti”, come suole dire il Sindaco di Terrasini? E alla Regione? Forse alla Regione potrebbe anche succedere. Ma se poi Di Trapani, Campione, Giordano, Rizzo Puleo, Paradiso, Aiello ,Lombardo e compagnia non sono nella condizione di scegliere un candidato unico per il governo della città ,ma come si pensa di potere eleggere un deputato regionale?

Per ultimo devo dire che la conferenza stampa di Di Trapani e Campione ha deluso anche me seppur questa delusione potrebbe lasciare indifferenti i due consiglieri. E lo posso capire. Ma penso che abbia deluso tanti i quali pensavano, forse, che volessero con la loro “uscita” costituire un gruppo autonomo per rilanciare una forte politica d’opposizione all’attuale amministrazione comunale di cui la città ha bisogno. Invece ho capito che vogliono fare l’opposizione …..al loro stesso Partito. Confesso che mi sforzerò di capire .Tuttavia ammetto che avrò parecchie difficoltà e, per questo ,chiedo venia ai due amici consiglieri .

Toti Costanzo

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