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mercoledì 23 settembre 2009

I FURBETTI DEL QUARTIERINO

Quando Gioacchino Albiolo fu eletto Presidente del Consiglio comunale di Partinico volle incontrare anche il mio Partito ritenendo che, seppur Rifondazione Comunista non avesse alcun rappresentante in Consiglio, tuttavia considerava utile che le istituzioni “sentissero” anche i Partiti organizzati della nostra città in un confronto con al centro i problemi della comunità. Ci lasciammo con l’impegno che a quell’incontro ne sarebbero seguiti altri. Abbiamo, allora, ritenuto opportuno darne comunicazione alla stampa auspicando che anche l’Amministrazione comunale potesse seguire l’esempio del Presidente Albiolo. Ovviamente, e come non avevamo previsto, non fu così nel senso che quell’incontro restò UNICO mentre si esplicitava ogni giorno e sempre più come l’anticomunismo di Lo Biundo (ma anche di alcuni suoi accoliti) fosse talmente e profondamente viscerale da preoccupare, ad esempio, anche uno come me che l’anticomunismo aveva subito per decenni sulla sua pelle. D’altronde solo l’anticomunismo, quale prodotto di una avversa ideologia o della mediocrità culturale ,porta il rappresentante di TUTTI a ritenersi quello di UNA SOLA PARTE. Devo ammettere che per un pò me ne sono personalmente doluto ma poi, come soliamo dire noi Comunisti “scarpe rotte eppur bisogna andare..”. Eppure il giovane Lo Biundo, che nel 2005 diventò Presidente del Consiglio SOLO PERCHE’ LO VOLLE il mio Partito (è una “storia” che racconterò a breve) non disdegnò, PER LA SUA ELEZIONE, anche il voto del compagno Ottavio Puleo CHE NON ERA IL VOTO DI UNA PERSONA MA DEL RAPPRESENTANTE DEL PARTITO. Dunque i Comunisti, avrà pensato Lo Biundo oggi che è Sindaco, sono stati degli utili idioti mentre io che sono “un furbetto del quartierino” della casa Santa ho preso i voti e poi sono scappato. E’ chiaro che Salvo Lo Biundo non ha fatto i conti con la storia dei Comunisti di Partinico (almeno quei pochissimi della passata generazione che hanno resistito a tutte le tentazioni piccolo-borghesi del cosidetto “potere”) e al quale qualche suo sostenitore “di sinistra” convertitosi al moderatismo e soprattutto all’opportunismo non gli avrà raccontato. E per evitare ogni equivoco dico che non si tratta di Bartolo Parrino. Ho fatto questa lunga premessa perché succede che nel giro di qualche mese avvengono altri due fatti quasi analoghi e che, comunque, si legano a quanto riportato nella premessa. Questi fatti hanno bisogno non solo di esplicitazione ma devono preoccupare tutti coloro i quali, ancora ad oggi, hanno capacità di analisi, passione democratica, interesse per i problemi collettivi. Il primo ha avuto luogo qualche mese prima che avessero svolgimento le elezioni europee. Il Consigliere provinciale del PdL,Vincenzo Di Trapani, si fece promotore di una iniziativa che sembrò, allora, molto utile. Nell’aula magna dell’Istituto “C.A. Dalla Chiesa”, per ragioni che si legavano all’acqua dell’invaso Poma e alla inefficienza manifesta del Consorzio di Bonifica Palermo 2 che l’acqua gestisce, fu convocata una partecipa assemblea con rappresentanti istituzionali, coltivatori, lavoratori ed Amministratori della Cooperativa “Consorzio irriguo Jato” oltre che rappresentanti dell’Assessorato regionale all’Agricoltura ed il Commissario straordinario del Consorzio Palermo2. Una iniziativa corale che avrebbe dovuto UNIRE le forze presenti. Invece quelle forze, quella sera, si vollero, per miopia politica proprio del consigliere Di Trapani, DIVIDERE. Si consentirono, cioè, le cosidette “passarelle istituzionali” mentre si volle, deliberatamente, impedire al Presidente della Cooperativa Consorzio irriguo Jato, Pino Lombardo, di intervenire e portare il contributo di un organismo che ancora ad oggi resiste e che porta vanti l’idea che fu di Danilo Dolci e cioè che l’acqua è un bene di tutti e va gestita DEMOCRATICAMENTE. Un errore politico molto grave tant’è che poi ebbe la stessa sera quale effetto, la conclusione “’a cura di surci” cioè lo scioglimento come neve al sole di un possibile Movimento che si poteva costruire. Gli effetti sono ancora visibili: disorganizzazione del Consorzio Palermo 2, mancata distribuzione dell’acqua durante l’estate, danni incalcolabili alle colture ed anche all’ambiente, dannazione dei coltivatori.

Dunque le divisioni portano al disastro. Quella lezione, tuttavia, non servì e si è puntualmente ripetuta Lunedì 21 presso la Cantina Borbonica. Due Consiglieri comunali, Piero Di Trapani e Diego Campione, si fanno promotori di un incontro prima con i Presidenti dei Consigli comunali del Partinicese e del Corleonese e poi, appunto il 21, si va ad un Consiglio comunale APERTO con tutti i Consiglieri di questi territori. Presenti, ovviamente rappresentanti di forze politiche, sindacali, coltivatori e produttori. Ma ancora una volta, per miopia, si volle impedire che a intervenire fossero anche coltivatori, produttori, operatori economi legati al mondo dell’agricoltura. Due nomi per tutti: Mimmo Provenzano ed Antonio Lo Baido che oltre ad essere un importante produttore vitivinicolo è anche vice presidente della Cooperativa Consorzio irriguo Jato e membro del Comitato a difesa dell’acqua dell’invaso costituitosi in un’Assemblea presso la sala consiliare del Comune di Trappeto giorno 31 agosto.

La storia, dunque, si ripete. Albiolo non convoca più le forze politiche che sono dentro e fuori il Consiglio comunale, lo stesso fa Lo Biundo che si reputa “autosufficiente” al punto da acuire fortemente lo scontro politico , Vincenzo Di Trapani fa morire un Movimento prima che questo possa dire “bau”, mentre Albiolo nella veste di “padrone di casa” E IN UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO, non dà la parola a quanti LOCALI ne fecero richiesta.

Concludiamo: la cosidetta Prima Repubblica ebbe tanti difetti e noi Comunisti non la rimpiangiamo. Ma vorremmo che almeno di quella stagione si fosse mutuata quantomeno una sola cosa: che quando si trattava di difendere l’acqua o il lavoro degli agricoltori non c’erano barriere ideologiche o steccati perché forte e prevalente era il senso dell’UNITA’. Una parola di cui costoro, purtroppo, sconoscono il significato.

Toti Costanzo

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