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lunedì 16 agosto 2010

LA TESTA DEL CAPRETTO, IL CONSIGLIERE BARBARO, IL PD E NOI


Mozzare la testa ad un animale e farla trovare dietro la porta rappresenta, simbolicamente, l’avvertimento che la persona presa di mira  si sarebbe macchiata  di un “delitto” molto grave che nel vocabolario della subcultura mafiosa che affonda le sue tristi  radici nelle pieghe più nascoste di una società arcaica  e violenta    significa che avrebbe commesso uno “sgarro” che si potrebbe pagare anche con la vita.Certo non tutti i messaggi di tale natura sono attendibili e non tutti provenienti da ambienti organizzati della malavita.Più spesso dalla malapolitica . E non  sempre – potrei dire raramente- al messaggio segue per fortuna  una conclusione cruenta.
Il più delle volte si tratta di azioni di tipo “terroristico” nel senso di volere incutere terrore ma che ,tuttavia, mette il soggetto preso di mira in uno stato di profonda preoccupazione che ovviamente  coinvolge anche la famiglia di appartenenza ,quando questa c’é . In una zona come la nostra, storicamente  impregnata della peggore   cultura contadina ( l’attacco morboso ed irrazionale  alla "roba") con l’appendice  dell’utilizzo degli animali da allevamento che porta ad una  forma di vita assai primitiva e spesso fuori da ogni regola civile( la ricerca dei pascoli con l’invasione forzata delle proprietà altrui , la protezione delle mandrie, l’abigeato cosi’ come la macellazione clandestina ) sono tutti elementi ancora visibili e presenti nella nostra società locale. Non è un caso, ad esempio,  che la famiglia dei Vitale di Partinico sia espressione di questo mondo.A quanti non l’abbiano letto,per cercare di comprendere meglio,  consiglio  “Ero cosa loro” di Giusy Vitale e Camilla Costanzo . L’uso di questo macabro  rituale ,anche nella “politica” ,è ancora una consuetudine delle nostre zone . Quante teste di capretto, cavallo, cane o bue sono state fatte trovare dietro le porte di uomini politici locali e non solo? L’ultima ,in ordine di tempo, al consigliere Giuseppe Barbaro di Borgetto aderente al PD . Perché succede questo,e perché a uomini politici specie quando sono “isolati” e dunque più deboli e da potere con facilità terrorizzare ?Rispondo con un mio convincimento.  Ho sempre sostenuto, ad esempio, che se Peppino Impastato piuttosto che militante di un Partito, Democrazia Democratica assai fragile politicamente e non fortemente radicato nella  realtà di Cinisi ,fosse stato,un militante del PCI cioè un Partito con forti propaggini nella locale società ,rappresentato nelle istituzioni ad ogni livello , con una struttura anche di potere , seppur di potere di opposizione e dunque assai protettiva , difficilmente la mafia avrebbe potuto  colpirlo a morte nel modo in cui sappiamo. Cosi’ ad esempio non è capitato a Partinico( quanti non ricordano le “filippiche” di Cola Geraci contro mafia e potere’?)   anche se è storicamente accertato che le denunce di tanti altri comunisti nei confronti non solo del potere politico locale ma anche mafioso ,non sono state certamente poche e di poco conto . Nessun militante del PCI  del nostro territorio ,almeno a mia memoria e dalla fine degli anni ’50 ,è stato oggetto di pesanti ritorioni o ha corso un pericolo per la sua vita  .Il fatto é che un Partito rappresentativo e radicato ha anche le sue profonde propaggini nella società locale ,oltre che la sua riconosciuta autorevolezza, e dunque fa da schermo a quanti ,per questo, si battono con lealtà , linearità, coraggio e soprattutto  con coerenza.  Il consigliere Giuseppe Barbaro, a mio modesto parere, paga il prezzo del suo isolamento, la frammentazione  e contraddizione del suo Partito.Cioé é' la stessa NATURA  POLITICO-ORGANIZZATIVA del PD che non è nella condizione di difendere i suoi militanti più esposti in quanto questo  Partito ,IN LINEA GENERALE ,altro no è se non un aggregato di individui di cultura diversa, provenienza diversa ma con interessi comuni che sono la semplice gestione del potere ad ogni costo, ciascuno dei quali si è ritagliato uno spazio di potere e lo diffonde nella periferia con lo scopo di creare cordate utili  nelle occasioni di elezioni a diverso livello. Una logica che era la regola della  prima repubblica e per i Partiti cosidetti governativi  che, paradossalmente, esaltava “la diversità” del PCI che non era soltanto morale, culturale e storica ma anche ORGANIZZATIVA . Dunque il PCI era nella condizione come “corpo politico non frammentato ma unitario”  un INSIEME  che costituiva una forte difesa  non solo delle idee ma anche dei suoi più periferici militanti . E QUESTO,PERCHE' Il PCI ERA UN PARTITO DI SINISTRA .E Partito di sinistra significa ,appunto, unitario, solidale ,dentro cui devono circuitare i problemi di tutto il territorio e non certo soltanto di una sua parte come avviene oggi .Possiamo dire la stessa cosa del PD? Io dico che la risposta non può che essere no, tant’è che se chiedete nei vari Comuni  del nostro territorio dove operano consiglieri del PD ( e non sono certamente pochi) e chiedete  loro se sono collegati, se si incontrano, se si sentono, se si confrontano , se costruiscono insieme una politica  unitaria del  territorio frutto di discussione e di  approfondimento,LA RISPOSTA E’ CHE NEPPUR SI CONOSCONO TRA DI LORO !Pensate voi , ad esempio, che il Sindaco lo Biundo ,se il PD fosse stato un Partito UNITARIO SUL PIANO TERRITORIALE , avrebbe potuto concretizzare per la Presidenza dell’ATO Rifiuti  ,“il levaticci tu ma mi cci mettu eu”?Ora la domanda é questa: é possibile ricostruire in un territorio un Partito di sinistra nel senso della sua omogeneità culturale e storica,solidarietà,coerenza e con una visione globale e non parcellizzata dei problemi ? Un Partito che s'incontra,dibatte ,si interroga  e che risponde alla sua struttura organizzata, autorevole, riconosciuta e rispettata e non certo ai Cracolici, ai Lupo , ai Mattarella, ai Vitrano,ai Lumia ?Questo "miracolo politico" lo potrebbe soltanto fare il Partito della Rifondazione Comunista per la sua natura e storia, ma la sua debolezza esistenziale sul nostro territorio ,e non solo, impedisce che questo possa avvenire e, dunque,  penso che questo NON SIA PIU' POSSIBILE ALMENO FINO AD OGGI . Semmai é possibile ,oltre che necessario ,iniziare a costruire nel territorio ed anche con pezzi del PD quello coerente, quello ancora presentabile oltre che espressioni più o meno organizzate di "sinistra" (Sinistra e Libertà, Verdi, Socialisti,Italia dei Valori ,cittadini democratici e progresisti ),UN'AREA CON UNA POLITICA DI  SINISTRA ,area di opposizione allo strapotere dei Sindaci sostanzialmente tutti di centro destra con l'eccezione più formale che sostanziale di Mimmo Consiglio a Terrasini che,seppur persona stimabilissima, tuttavia non ha la stoffa né l'autorevolezza del leader di una zona e di un'area che della politica "di sinistra" ha bisogno per il suo sviluppo. Dunque il PD in questo modo, con questa politica, con la sua territoriale parcellizzazione e subordinazione ai "capetti" palermitani   non andrà  lontano né andranno lontano i nostri Comuni, la Provincia di Palermo , la Sicilia mentre i Barbaro di Borgetto che non intendono rinunciare al loro dignitoso ruolo di oppositori ,restano sempre più isolati e sempre più amareggiati e  delusi e per questo sempre più facilmente battibili .E allora? Allora l'UNITA' , almeno quella operativa tra tutti coloro che della politica hanno ancora una concezione decorosa e cioé  d' essere al servizio della collettività  e non certo dei singoli .

Toti Costanzo

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