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sabato 4 giugno 2011

IL MINISTRO ROMANO, IL SINDACO SPASIMANTE, AFFARI E GRANDI MELE

ll giornale “il Fatto Quotidiano “di ieri si occupava diffusamente del ministro Saverio Romano sottoinchiesta per mafia. Questo personaggio della politica siciliana allevato alla scuola di Cuffaro e dell'ex ministro Mannino e che a Partinico ha diversi spasimanti tra i quali primeggia il Sindaco  Salvo Lo Biundo, pare che non sia interessato soltanto alla politica ma anche agli affari immobiliari. Infatti il ministro che dispone di una società intestata a lui ,alla moglie e al cognato - la Roma Uno Immobiliare- ha realizzato una serie notevole di acquisti di immobili a Milano tra cui anche un hotel a 4 stelle.
Il Sindaco di Partinico,come ricordavo in altro posto a proposito del dibattito in Consiglio comunale sul Consorzio di Bonifica Palermo 2, ebbe a dichiarare che proprio in quei giorni era stato a Roma al Ministero dell'Agricoltura “perché l'amico Romano che sono andato a trovare mi ha promesso qualche milione di euro per la progettazione del rifacimento della rete di canalizzazione dell'acqua dell'invaso Poma” .Ora lungi da me l'idea,per ora, di assimilare Lo Biundo (al quale almeno fino ad oggi non gli riconosco questa capacità ) a Romano nel senso che il nostro Sindaco sia, oggi ,nella stessa condizione del ministro che seppur tanto giovane é tanto “vecchio” nella politica avendo avuto anche il tempo e la capacità non solo di svolgere importanti ruoli istituzionali ma anche di coltivare palesi affari come quelli riportati dal Fatto . Tuttavia non dobbiamo mai sottovalutare le ragioni VERE che oggi spingono una serie di giovani che sul piano del lavoro appartengono alla lunga schiera del precariato se non addirittura della disoccupazione ,ad immergersi nella “politica”. Le tentazioni sono tante, sono forti,sono concrete. Ancora ad oggi ,seppur in maniera assai ridotta, girano nella pubblica amministrazione (ma anche negli affari privati) milioni di euro per opere che si dovranno realizzare e che suscitano insani appetiti non solo nella “politica” ma sopratutto nei sempre vigili ambienti mafiosi. E a Partinico , nel passato, ci sono stati esemplari vicende che hanno interessato  personaggi di Partiti del governo locale ed ,ovviamente e sopratutto ,della DC  che ,poi, altro non era se non lo stesso Partito di provenienza di Saverio Romano, Totò Cuffaro e Giuseppe Drago .Tanto per citarne alcuni .Cioé il Partito di provenienza e formazione di un ministro indagato per mafia, un ex Presidente della Regione in carcere per mafia ed un altro ,anch'egli ex Presidente della nostra Sicilia ,condannato e nel dicembre 2010 destituito dal suo incarico di parlamentare nazionale .Costoro rappresentano,ovviamente, un evidente quanto esemplare  intreccio di mafia,politica ed affari. Cose che dovrebbero essere assolutamente inconciliabili  come era uso dire ai suoi più vicini e fidati amici  al fine di scoraggiarli , l'on. Pino Avellone che di potere se ne intendeva e lo esercitò durante la sua lunga carriera di uomo politico della prima repubblica. E all'epoca gli interessi erano notevoli se si pensa, ad esempio, alla quantità enorme di lavori pubblici che ebbero concreta realizzazione ( senza contare le nostre cosidette “opere incompiute” ) che macinarono i miliardi della collettività e in cui affondarono a piene mani gli affaristi,la mafia e sopratutto gli affaristi politicanti corrotti che non si limitavano a riscuotere le tangenti sui lavori ma che “entrarono in società” con la mafia attraverso la nascita di una miriade di imprese ciascuna delle quali aveva il suo referente politico.Io non so quanti si siano chiesti le ragioni per cui durante la sofisticazione del vino che arrunzau a Partinico e dintorni miliardi a mai finire, nell'era delle grandi opere pubbliche (scuole, parcheggi ,Pretura, alloggi popolari in cooperativa o dell'IACP ,vie cittadine e circonvallazioni, illuminazione pubblica, metanizzazione) difficilmente scoppiava una guerra di mafia dalle nostre parti. Penso di non sbagliare se dico che era tutto sotto controllo e tutto rigorosamente diviso in parti appunto tra mafia e politica . La pax mafiosa imperava ,decideva, legittimava .E buona  parte della “politica dei Partiti dei governi locali  ” o assisteva o partecipava. Ora, é a tutti nota la ciclicità degli avvenimenti cioé i corsi ed i ricorsi della storia. Stiamo entrando in una epoca già vista nel passato? Si profilano all'orizzonte della nostra economia, e dunque della politica locale,altri business seppur con nuove sembianze? Questo si incomincia , forse, a notare .E non mi riferisco alla nascita del grande centro commerciale, una delle “grandi mele” della Policentro che certamente farà, come ha già fatto,  gola a non pochi. No,pare che ci sarebbero altri business  all'orizzonte .E se dobbiamo dare corpo alle illazioni a noi riferite già la “politica”, quella nuova, quelle di recente formazione ,dentro e fuori la Istituzione Comune ,pare che ne sia di già interessata e addirittura partecipe .Staremo sicuramente a vedere.
Toti Costanzo

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