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mercoledì 26 ottobre 2011

DAI GIUGIO, CHE SEI TUTTI NOI!


Carissimo GiuGio. Hai visto come ti finì? Ti finì come Turi cha-cha di cui si diceva che avendo nella sua vita fatto sempre  “il bene” si è ritrovato con quella cosa nel di dietro. Tu li hai coltivati, alimentati, sostenuti, aiutati, sollevati, cresciuti, pasciuti, blanditi e perfino idealmente cullati. Quante volte li invitasti alle tue discrete ed eleganti notturne cene (ovviamente nulla a che vedere con quelle volgari del Cavaliere) presso locali raffinati in compagnia della tua notevole ed osannante corte dei miracoli fatta da capi settori, capi area, capetti, caporali di giornata, questuanti, accattoni, lecchini, zuini, sciacquini (ora costoro si sono trasferiti armi e bagagli tutti con Sal), a cui tu allora avevi sempre qualcosa da dare o da promettere.
Tra questi svettava per presenza anche  lui, Sal, il Pinocchio come tu l’altro ieri lo hai definito in un crescendo di giuste, sacrosante contumelie che mandavano in sollucchero don Pinuzzu tiggej e, in verità, anche le nostre modestissime, umilissime persone che tifammo sicuramente per te. Bene, dicevamo. Bravo GiuGio. Ben gli sta al Pinocchio, paradossalmente col naso lungo (in senso metaforico), ma in verità come diciamo dalle nostre parti “senza nasu" cioè mancante di quella  giusta riconoscenza che ti doveva avendogli  tu sempre aperto la tua porta. Ma che dico la porta. Tu gli hai aperto ‘a porta a carrittaria. “Cicatrici di pietra su falsi spergiuri…” scrive il poeta Antonio Lo Nardo. La frase pari pittata supra r’iddu! Te lo ricordi a tutte le ore dietro la tua porta con la mano sempre stesa ai limite dell’anchilosamento? E te lo ricordi  sempre dietro la porta di Filippino Faremo? Non aveva il tempo di ricevere da te che si precipitava nella stanza di Fili. E Fili sempre generoso, sempre pronto ad assecondare fino a quando anche lui fini’ come Turi. Presentatosi candidato al Consiglio comunale nel 2005, Fili che di quel gruppo rappresentava il Capo, arrivava quarto dietro  Sal, Jhonny e Gianfry che entravano in Consiglio “comu Nofrio ‘ncarrozza”. Mai umiliazione fu tanto umiliante! Oggi Fili che, sembrava e si diceva, sarebbe rientrato in Consiglio di riversu quagghiu dopo una lunghissima quarantena, resta fuori ‘u quararuni con la testa china come un cane bastonato essendo arrivato al terzo posto nella lista dopo Totò il Giovane e Leo. E Leuccio che fu anche tuo indiscutibile attivo collaboratore nel settore culturale, ha già giurato e si inserisce nel gruppo di Totò II che ti accompagnò nell’azione amministrativa per tanti anni fino a quando non squagghiasti comu ddà cosa da zzà Bittidda.  Si, carissimo Giugio, oggi quelli che tu hai esaltato si lassanu iri pi ttia in maniera sconveniente ed anche irriverente. Hai sentito ieri Sal ai microfoni di don Pino? Disse l’ingeneroso:” Siamo preoccupati per la salute di GiuGio al punto che stiamo provvedo per un TSO, (o qualcosa del genere), che tradotto in soldini (no, volevamo dire “in soldoni" perché i soldini interessano sempre di più agli ex artigiani che ne sono licchi e hanno scelto come motto del loro Movimento: "ININTERROTTAMENTE DAL 1994"significa che tu altro non sei se non un pazzo da ricovero” . GiuGio, capisci? Capisci come ti considera? Tu che ti avventurasti insieme al tuo vice Vincenzino Liolà (l'hai visto a fini che Sal ha fatto fare a quel galantuomo del brother Mimmo cutra? Sal é proprio cani senza patruni!) sfidando siccità e locuste, sulle sponde del Mar Rosso dentro le cui acque limpide e fresche ti immergesti  per ricevere nuova vigoria in vista dei tuoi impegni sempre più onerosi (nel senso dello spreco “dà sardella” ), accolto dalla tribù dell’ex Re Hailé Sellassié con tutti gli onori che si riservano ad un capo di Stato, che ballasti al chiarore della luna del deserto eritreo coperto da un lunga, bianca tunica e godesti del giusto riposo che meritano gli uomini come te avendo cura di coprire il capo con una berretto tipo cacciatori di teste della jungla e pantaloncini alla Gregory Peck nel film "Il ritorno di Tarzan", ora vieni insultato in maniera così beffarda dal primo piunco che si è intrufolato dentro il Salone degli Specchi approfittando delle tue umane e comprensibili debolezze. In quel Salone che ti vide giganteggiare, tu congegnasti le più difficili quanto tortuose alchimie, studiasti le mappe del potere in tutte le sue articolazioni, seguisti i percorsi più difficili per sconfiggere i tuoi nemici ed anche i tuoi amici avendo scelto il celebre motto di don Gabriele: ”Memento audere sempre”. E tu ostasti.. Sempre.   Caro GiuGio non ti curar di lui ma guarda e digli:”Passeddà” così come dicono a Cinisi per esaltare, appunto,  la loro vacca autoctona che dà tanto latte, ma è in via di estinzione. E Sal, te lo assicuriamo noi, appena quel poco di latte figurato che gli resta ancora da distribuire si sarà definitivamente consumato, si estinguerà ben presto (ovviamente in senso politico) e tu potrai nuovamente rientrare con gli  hippi, hippi, hurrà e accompagnato da’ fanfarra  al canto di  “A’ suppa che cotta, a’ suppa che cotta, ritorniamo  a mangiar!”.

Sala Rossa 

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