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mercoledì 5 ottobre 2011

TAL'E', AVEMU 'U FOTOVOLTAICU! E NUATRI NNI CI TUFFAMU




Tra una visita a quattro gabinetti scolastici costati oltre cento mila euro alle casse della Regione per dare un poco di lavoro ad alcuni disoccupati e consentire ai ragazzini di fare pipi’ e potersi lavare le mani ,una fascia che non si nega ad alcuna processione o funzione religiosa  e neppure alla inaugurazione di fontanelle-cimitero e centri fasulli della legalità su beni confiscati alla mafia , la visita obbligatoria, quasi giornaliera,  è al capannone di periferia che custodisce il futuro di famiglia. E il futuro si chiama energia alternativa per cui tu piazzi sul tetto quattro pannelli ed olé si accende la luce parte della quale puoi usare e parte da rivendere all’Enel. Facile, facile . Si fa una società ,vi si piazza qualche fedelissimo dimesso da altro ruolo ed il gioco è quasi fatto . Appare del tutto evidente che questo è sempre meglio che  sbarcare il lunario accontentandosi per tutta la vita ,passata la sbornia pseudo-politica-amministrativa , dello stipendio di passacarte o tentare col gratta e vinci. Perché poi dovrebbero goderne gli  altri quando avranno a breve ,e a portata di mano, tetti e spazi a tinchité ,imprese, lavori, cemento, e ciò quando sorgeranno i capannoni e si metterà mano alla grande mela di contrada Margi? E pensate che costoro che si sono giocati tutto  ( cioè dignità,legalità, serietà, moralità etc. etc. ) per fare approvare un progetto illegale possano non approfittare di questo treno che nella vita può passare soltanto una volta? Uno ,per la verità ci tentò prima di loro, o forse in contemporanea, perché aveva davanti un quadro ben chiaro di riferimento di quel  possa significare impresa, costruzioni, appalti,affari che girano attorno ad un centro commerciale che quando finisce male ti  ricicla gli immobili costruiti e fa sempre business. Alla faccia di quei quattro sprovveduti di ex proprietari che il loro terreno lo hanno ceduto per  quattro lire! Ma a “quello andò male perché, si dice, il diavolo fa le pentole ma dimentica il coperchio .E il coperchio era l'ingordigia sfrenata . Dunque costoro che la Policentro l’hanno sostenuta fino in fondo ne vogliono  i vantaggi .Perché i vantaggi sono solo nostri e  , come si dice dalle nostre parti, “vantaggiu un' sinni runa mancu ai zoppi”. Dunque a “tutto dentro” (piccoli politicanti da strapazzo, imprenditori ,professionisti ed altro ancora) come quelle pietanze che comprendono diversi  alimenti che poi si amalgamo risultando ,alla fine assai, gustose ! Però che imbecilli questi comunisti e questi ambientalisti ! Loro si battono da anni per le energie alternative(fotovoltaico,eolico ,solare, addirittura pensano pure alle maree ) fanno manifestazioni, qualcuno finisce all’ospedale o in galera per resistenza alla forza pubblica la quale (ovviamente con i dovuti distinguo tra le forze dell’ordine) per sfogare la rabbia per gli stipendi di fame che il puttaniere Patonza e i suoi ministrucoli elargiscono agli agenti , si accontenta di manganellare qualche operaio , qualche insegnante precario , qualche studente o qualche poveraccio disoccupato cronico ,e loro i nostri cazzetti locali ,alla faccia nostra, si pappano la “ciccia”.E allora, diteci ,perché mai avrebbero brigato per ricoprire il ruolo di sindaco,assessore o  consigliere portaborsa-pigliaboffe  in un Comune come quello di Partinico?Davvero qualcuno pensava che costoro pensassero al cosiddetto “bene del paese” come suole dire “cu’ 'a scuncica” Pinuzzu tiggej ?   Ma la città va in malora, i suoi problemi si aggravano ogni giorno di più, la distilleria più grande d’Europa ammorba e li rende ridicoli davanti all’opinione pubblica, il verde è un grande immenso campo di degrado, tasse e balzelli e multe che non se ne può più, macchina comunale inefficace,inefficiente, antieconomica ,il semaforo di via Benevento ( é vero Comandante!) che dopo lunga e penosa malattia aveva iniziato a lampeggiare ora rimane di nuovo muto alla nostra faccia. Che importa se in quel pericoloso posto qualche giovane vi lascia la vita come in quella strada è capitato? A loro non gliene  fotte niente perché hanno altro cui pensare. Per esempio  e fresca, fresca : dare un incarico di progettazione per un Palazzetto dello sport ,il terzo (il trucco è ereditato dai volponi,loro maestri,  della prima repubblica : si fa finta di affidare la progettazione ad un dipendente comunale perché non si possono pagare i progettisti se prima non si ha un finanziamento , ma il progetto lo elabora un tecnico amico esterno all’amministrazione e poi se finanziato ….aumma,aumma!) mentre gli impianti sportivi come lo stadio comunale , il pallone tensostatico e le palestre scolastiche vanno in malora . Dicono: “ E allora? Vanno in malora, li abbiamo abbandonati e noi ‘mpupiamu “ un terzo bel progetto di Palazzetto alla vostra faccia". E il progetto di Palazzetto dello sport ,progetto esecutivo dell'arch. Lucia , nei cassetti dell'ufficio tecnico  e l'altro pregetto di Palazzetto da Giordano affidato all'architetto De Caro Carella ?Semplice : gli  facciamo fare la stessa fine che Giugio fece fare al progetto profumatamente pagato per trasformare in  uffici il resto del  megaparcheggio annesso allo stadio comunale. Ma lo sapete che per quel progetto ,mai realizzato ,pure il nostro tecnico-assessore al verde capitò na’ ngagghidda di picciuli (oltre 16.000 euro)  in ragione sopratutto della sua appartenenza politica di allora ? Dice sempre il Maniaci: “A Partinicu funziona cosi’!”No, caro Pino, questa volta non siamo d'accordo perché  non funziona cosi’ e presto questi argiuti giovanotti cu' 'a cura longa quanti chidda di surci ri cunnuttu (a proposito: in quale  Istituto alcuni di costoro si sono "formati" conseguendo anche la maturità?) ne avranno concreta dimostrazione. Prima che sia troppo tardi per la nostra città,la sua storia ,la sua civiltà
Toti Costanzo

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