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sabato 24 marzo 2012

GIOVANNI FELICE ,LA CONFESERCENTI ,LA CNA,IL CONAD, LA LEGA DELLE COOPERATIVE E QUANT’ALTRO INSIEME PER TRADIRE LA NOSTRA STORIA


 

La notizia è del 20 corrente mese.L’ho trovata per caso su di un giornale on line,anche perché  per quel che mi risulta ,le televisioni sia locali che regionali  non ne hanno parlato. Giovanni Felice ,che è stato vice segretario nazionale della Confesercenti, segretario regionale siciliano ed anche della provincia di Palermo di questa organizzazione di commercianti e che aveva collegamenti anche con quella di Partinico ,è stato sostanzialmente cacciato  perché  “il commissario inviato dai vertici nazionali( della Confesercenti n.d.r.) ha riscontrato una situazione debitoria superiore agli 800 mila euro”. In parole povere , Giovanni Felice ,sarebbe il responsabile del notevole ammanco del quale dovrebbe dare giustificazione . Perché ne parlo, e ne parlo anche con rabbia ? Perché Giovanni Felice e la organizzazione che da anni guidava, la Confesercenti, ha anche rappresentato non solo un pezzo della mia storia e di altri compagni di Partinico  ma ,soprattutto , un pezzo della storia più pulita del PCI  diventata però ,nelle mani di alcuni lestofanti ,il fallimento di un progetto di cui quel Partito fu indiscusso protagonista oltre che rappresentare il tradimento nei confronti di quanti quella organizzazione ( cosi’ come altre analoghe) con grandi sacrifici , nel 1971, vollero costruire con lo scopo di trasformare il PCI da Partito degli operai , dei contadini e degli intellettuali anche in quello dei ceti medi produttivi . E i ceti medi erano anche le piccole e medie imprese artigianali e commerciali , i cosidetti “padroncini” ( fu in quello stesso periodo con Vito Tonnino che era un compagno “camionista” tentammo di organizzare sindacalmente a Partinico gli autotrasportatori autonomi ) come allora solevamo definire chi lavorava per conto proprio ed aveva alle sue dipendenze anche qualche lavoratore subordinato .E fu negli anni successivi che si aggregavano anche i piccoli imprenditori dell’edilizia dando vita alla organizzazione che oggi viene conosciuta come Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) .Fu quella degli anni ’70 una stagione esaltante che vedrà ,nel 1976, il PCI vincere nazionalmente le elezioni amministrative conquistando tutte le grandi città italiane e creando il panico all’interno della borghesia economica e politica  italiana oltre che ,ovviamente ,nella DC ed i Partiti satelliti.E fu nel 1972, in una sera di dicembre, che bandizzai insieme al maestro Nino Cinquemani un’assemblea di piccoli commercianti per costituire a Partinico una sezione di quella che ancora oggi mantiene lo stesso nome ma non é più la stessa cosa di allora . L’incontro ebbe luogo nei locali dell’UNLA ,allora in Corso dei Mille nel palazzo Bonura a piano terra, che fu uno straordinario centro di iniziative culturali, di cultura ed informazione alternativa,  e soprattutto di partecipazione di cui responsabile era ,appunto, Nino Cinquemani..Presente all’incontro il compagno deputato regionale Giovanni Orlando che aveva avuto l’incarico dal Partito di costruire la Confeserecnti in Sicilia .Io e Nino girammo a tarda sera ( i commercianti solevano chiudere le saracinesche non prima delle 20 ) in lungo e in largo la città sotto un vero e proprio diluvio per invitare i piccoli esercenti a partecipare all’incontro .E quella sera se ne presentarono una decina . Un successo insperato perché quella categoria era sempre stata saldamente nelle mani degli Assessori all’Annona di turno cioè quelli che rilasciavano le licenze per il commercio a loro discrezione . All’epoca , se non ricordo male l’ assessorato era nelle mani di Salvatore Cintola, Assessore in una Giunta  con la DC ed ,ovviamente,con i socialisti. Il PCI sul piano nazionale aveva colto l’occasione dell’introduzione dell’IVA , una imposta assai temuta dai piccoli commercianti ,per cui in Italia ed anche nella nostra città non fu difficile dare vita ad una nuova organizzazione sindacale a difesa degli interessi della categoria. .A Partinico l’affidammo a Pino Lo Medico per una duplice ragione : aveva manifestato disponibilità e soprattutto perché genero di Cola Geraci .
Da quel giorno tanta acqua è passata sotto i ponti. La Confeserecenti ( ma cosi’ è per la CNA, la Lega delle cooperative,le coop.25 Aprile della distribuzione  alimentare, il CONAD e cosi’ via ) sono diventati , con le dovute eccezioni, altra cosa  : strumenti economici nelle mani di gruppi che se ne sono appropriati VITA NATURAL DURANTE (tanti di costoro hanno cosi’ trovato IL LORO POSTO FISSO nel senso che da decenni sono li'  e diventati inamovibili !) , che non costruiscono più “politica”  a sostegno delle lotte e degli interessi dei lavoratori ma gestiscono affari e lucrano e politicamente ,al più, sono divenuti cinghia di trasmissione per clientele collegate a deputati ,senatori  o anche piccoli manutengoli locali soprattutto del PD .Un Partito, questo,  che si è appropriato non solo della guida ma, per certi versi, anche del relativo controllo “politico”di queste organizzazioni. Ma della "storia" sicuramente no perché quella é storia dei Comunisti .  Cosi' si é arrivati al fallimento, appunto, di un grande progetto che soltanto un Partito come il PCI poteva congegnare e gestire con moralità ed anche rigore. Oggi in queste organizzazioni di potere è anche possibile che si rubi, che ci si appropri. Caduto il muro di Berlino sono anche caduti i vincoli MORALI che tenevano fermi i soggetti chiamati a rappresentare quelle organizzazioni i quali ricevevano l'incarico per decisione del Partito che ,nello scegliere, usava grande rigore  . Oggi è possibile che alla Confesercenti di Palermo ci sia un ammanco di 800 mila euro cosi’ come è possibile che a Partinico la CONAD operi con la stessa logica padronale, che le Coop della distribuzione alimentare( la Coop 25 aprile ,ad esempio,  che per farla nascere pagammo una quota di adesione che non abbiamo più rivisto!)  vengano vendute ai privati e i dipendenti abbandonati e senza lavoro, che la CNA sponsorizzi la Policentro e che Giovanni Felice piuttosto che difendere i piccoli commercianti , quelli che ogni giorno sono costretti a calare definitivamente le saracinesche ,possa essere transitato da  Partinico per sponsorizzare più o meno velatamente , pure lui, la costruzione del grande centro commerciale in contrada Margi, alla faccia dei piccoli esercenti da questi organizzati .Non mi vergogno nell’ammettere  che ogni tanto penso con certa nostalgia ma anche con disappunto e rabbia a quella sera di dicembre del 1972 , a me e a Nino che bandizzavamo usando  la nostra autovettura , la nostra benzina ,la nostra voce e la nostra passione politica e per di più coperti dalla pioggia torrenziale. E penso  ai sacrifici di Giovanni Orlando ,comunista mite e galantuomo . E penso  a Enrico Berlinguer morto col desiderio che nel Partito la QUESTIONE MORALE  potesse diventare un altro punto di lotta - cosi’ come la Questione Meridionale- dei Comunisti Italiani ed anche partinicesi.La morte é sempre cosa tragica e triste. Ma, per sua fortuna Enrico non ebbe a vedere cosa sarebbe diventato "il suo" PCI e ciò che quel Partito aveva saputo costruire con incalcolabili sacrifici anche umani , attorno a se.Finito nelle mani dei tanti Felice di turno..  
Toti Costanzo 

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