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mercoledì 7 marzo 2012

QUANDO L'ALCAMESE ONOREVOLE FRANCESCA MESSANA ERA COMUNISTA

Chiunque abbia vissuto per scelta ideale e non per altre più banali ragioni, o peggio per opportunità, di stare nel Partito Comunista Italiano con convinzione, dedizione ed impegno, avrebbe pensato esattamente quel che ho pensato alla conclusione di un servizio giornalistico delle tivvù locali, comprese ovviamente quelle di Alcamo, che avevano presentato una iniziativa che in quel Comune ebbe a svolgersi l’altro ieri.
 Si è trattato di un incontro pubblico per la presentazione di un libro della scrittrice Giovanna Fiume  dal significativo titolo “Eravamo comuniste”. Quel libro, cosi’ come dichiarava alla stampa la scrittrice, si è occupato della storia politica di tre donne che negli anni ’70 furono deputate del PCI all’ARS  e tra queste - ecco perché l’incontro ad Alcamo - dell’alcamese Francesca Messana. Insieme alla professoressa Messana che fu deputata all’Assemblea regionale siciliana essendo stata eletta ad appena 22 anni (cosa eccezionale in quel Partito) per poi abbandonare la militanza, la storia del medico Marina Marconi e della professoressa Teresa Gentile nipote del grande filosofo siciliano che fu Ministro della P.I. in un governo di  Mussolini ed autore della riforma della scuola che porta ancora il suo nome. Delle tre soltanto la Messana proveniva da una famiglia con una storia comunista anche se oggi nessuna delle tre ex deputate, comunista non  lo è più.
Se così non fosse sarebbero ancora partecipi, quantomeno, della vita di un Partito quale Rifondazione Comunista che ,per certi versi, del PCI è anche uno degli eredi politici o di altre formazioni che ancora si richiamano al “Comunismo”. E se cosi’ non fosse  la Fiume  non avrebbe intitolato la sua pubblicazione “Eravamo comuniste” usando il verbo al passato come a dire della  conclusione di una storia, di un legame, l’abbandono, PER ME, di “una fede”. E le ragioni presumo, non avendo letto il libro (cosa ovviamente che mi prometto di fare)  risiederanno proprio nella loro esperienza di vita dentro le Istituzioni e all’interno di quel Partito. Anch’io sono stato dentro le Istituzioni, seppur a più modesto  livello,  e dentro quel Partito . Ma non per questo ho abbandonato “il Comunismo”. E allora, mi sono chiesto e mi chiedo: Perché loro, insieme a tanti altri, dopo il crollo del muro di Berlino, dopo le lacrime di Occhetto alla Bolognina allora Segretario nazionale del PCI (capite? Segretario nazionale del più grande e glorioso Partito Comunista del mondo occidentale e soprattutto di quel Partito che ebbe quale fondatore Antonio Gramsci e guida politica Enrico Berlinguer) quel Partito hanno ritenuto di abbandonare? In che cosa aveva sbagliato il PCI che fu baluardo della democrazia, scuola di vita e di cultura, educazione alla giustizia e alla legalità , soggetto carico di storia, di lotte, di sacrifici di morti? Dunque cosa è accaduto alla Marconi ,alla Gentile  e soprattutto  alla Messana le quali hanno lasciato quel Partito e cioé quell’”idea” della società e del mondo diventando delle anonime “eravamo”? Per quale motivata e giustificata ragione? Davvero c’è qualcuno che possa farmi credere che il PCI doveva essere sostituito da un Partito, il PD, dentro cui hanno trovato rifugio ex comunisti famelici e spregiudicati ed ex dicci’ maestri nell’arte della tragedia che hanno costruito un mostro di corruzione senza idealità e senza speranza per i lavoratori e i democratici italiani ? Un Partito  dentro cui ha trovato ospitalità anche la professoressa Messana al punto da diventare Assessore della Giunta comunale di Alcamo alla cui guida c’è un giovane sindaco  “figlioccio” politico  di quel senatore democristiano mai pentito (molti comunisti come ad esempio Veltroni, si pentirono d’essere stati comunisti dichiarandolo senza provare vergogna alcuna) che fu assessore regionale  e, preso con le mani nel sacco, ebbe a patteggiare la sua pena. Ora aspira a diventare anche sindaco della città di Ciullo d’Alcamo ovviamente col consenso della professoressa Messana. E in questo Partito  non continuano ad esercitare ,insieme a Papania ,anche l’ex chiaccheratissimo ministro Salvatore “Totò” Cardinale, Fracantonio Genovese, uno dei tanti Mattarella  e il giovane Lupo che sostiene la Borsellino a Palermo città, mentre sostiene don Raffaele Lombardo a  Palermo regione?
Ma le tre ex comuniste sono in buona compagnia anche letteraria. Prima della Fiume, infatti, aveva scritto un libro analogo Elio Sanfilippo ormai da decenni dirigente della lega delle cooperative (e sostenitore della Sicil Conad  di Partinico che licenza gli operai scomodi alla stregua di un qualsiasi Marchionne) anche lui ex, anche lui felicemente nel PD ed anche lui pentito,ovviamente,  talmente tanto da  pubblicare un corposo anche se  interessante  volume dal significativo titolo “Quando eravamo comunisti”. Elio Sanfilippo, che fu anche segretario provinciale del PCI, per 15 anni consigliere comunale comunista a Palermo così concludeva il suo lavoro di 469 pagine:”Se è vero, come molti dicono, che la storia non si fa con i “se”, essi però sono utili al fine di capire gli errori del passato,chiarire meglio il presente, progettare le azioni future. Ricordare, insieme ai se, questa lunga e complessa storia (quella del PCI palermitano n.d.r.) è utile anche per evitare,come oggi accade che ci si senta come in quel racconto in cui un giorno ci si sveglia e si scopre che la città è piena di smemorati che vagano sperduti in una nebbia di cose senza nome,incapaci di parlare e di ricordare, incapaci di pensare “.   
Mi chiedo: quali sarebbero “gli errori del passato” che ebbe a commettere il PCI siciliano che diede speranza a masse enormi di lavoratori ,dignità a migliaia di uomini e donne lasciando sul campo tanti compagni morti ammazzati dalla mafia? E quale sarebbe questo “presente da chiarire”? Quello che vede protagonisti del peggiore trasformismo e gattopardismo  politico l’onorevole Cracolici ,il senatore Lumia oltre che  il saltabanchi Crocetta e uno dei tanti tromboni ex comunisti come Bastiano Canzoneri ,Presidente della CNA provinciale molto ammanigliato a Partinico con i "Ferrandelli locali" del tipo dei Lo Biundo i quali a Palermo sponsorizzano un arrivista di appena trent’anni ma che è più vecchio, politicamente parlando, del cucco e che vuole a qualunque costo diventare sindaco di quella città ? E quale sarebbero “le azioni future”? Quelle che potrebbe fare il PD?Per esempio nel sostenere senza pudore alcuno ancora il governo dell’onorevole Raffaele Lombardo inquisito per voto di scambio con mafiosi? Io non so cosa siano politicamente diventate la Marconi e la Gentile. So quel che sono diventati politicamente anche la professoressa Messana ed Elio Sanfilippo, tanto per citarne due di questi ex comunisti che  ci spiegano quando erano comunisti ma non le ragioni per cui non lo sono più .Dunque loro "erano" mentre noi orgogliosamente ancora  "siamo" Perché siamo ancora quelli che possono cantare : "Nelle pene  e nell’insulto ci stringemmo in mutuo patto  , la gran causa del riscatto niun di noi vorrà tradir”
Ma quella causa tanti l'hanno tradita anche per inconfessabili motivi.
Toti Costanzo

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