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venerdì 18 maggio 2012

VUOI VEDERE CHE LUNEDI' AD ALCAMO, FORSE, MORIRA' L'ULTIMA D.C.?




C’è nel nostro territorio e con noi confinante un’importante storica città sulla quale dal 1994, e ininterrottamente ,è stata esercitata ,politicamente ,una “dittatura dolce”. Cioè un governo locale fortemente impregnato di autoritarismo ma anche di capacità di ascolto, di decisionismo ma anche di attenzione ai ceti produttivi  ,quelli che una volta noi comunisti chiamavamo “classe” . E sono gli artigiani in primis e ,insieme a questi, i coltivatori. Un mondo, cioè, attorno a cui  “gira” l’economia di quelle zone. Ovviamente senza tralasciare il settore dei servizi e del pubblico impiego insieme alla sanità ,fonte anche notevole di clientela politica , che si  sviluppava attorno all’Ospedale della città ora in fase palesemente decadente . Ad Alcamo chi  governa da circa un ventennio ha avuto cura, attenzione e lungimiranza a promuovere lo sviluppo in maniera determinata e decisa valorizzando tutte le aree destinate alle imprese artigiane, sostenendo il  commercio locale proteggendolo da eventuali tentazioni speculative del tipo dei grandi centri commerciali , oltre che favorire lo sviluppo della vitivinicultura puntando sulla valorizzazione dell’Alcamo DOC sapendo, in aggiunta , sapientemente gestire le risorse che venivano trasferite dalla Regione, dallo Stato, dalla Comunità europea in ragione della presenza di un ceto politico di livello regionale e nazionale (deputati e senatori di Partiti diversi) che hanno fatto di Alcamo una città politicamente autorevolissima  .L’esatto contrario di quel che è stato propinato ,nell’ultimo decennio ,alla nostra collettività e del ruolo decadente oltre che scadente dei Sindaci che si sono succeduti a Gigia Cannizzo .Per non  tacere dell’attuale col suo contorno di nani e ballerine all’interno di un contesto pseudo-imprenditoriale tutto proteso ai processi speculativi e niente più . Un governo locale , quello di Alcamo, intelligente, furbo, attivo ,pervicace,  come lo fu per decenni in alcune nostre contrade la mai estinta Democrazia Cristiana di cui soprattutto Giacomo  Scala e Papania ,l’uno Sindaco per dieci anni e l’altro deputato e senatore da tempo immemorabile ,  sono gli eredi naturali di quella “storia” a dimostrazione che la  dicci’ dalle nostre parti non è mai morta e lotta ancora insieme a loro  .Sicuramente non è morta nella città di Ciullo semmai,ha avuto la capacità di inabissarsi, riemergere e riciclare la sua classe dirigente adattandosi, questa, alla mutazione dei tempi. La vecchia balena , dunque, che si inabissò ,riemerse per riprende la sua strada nel mare immenso della politica siciliana e della provincia di Tapani che, tanto per cambiare, è governata da un ex democristiano ,ovviamente alcamese. Un grande corpo , dunque, capace di vivere e sopravvivere   . Tutto ha inizio con la “rivoluzione” di mani pulite del 1992 . Altrove ogni cosa, ogni equilibrio, ogni vecchio potere viene tutto sconvolto, spazzato via. A Partinico, ad esempio,  finisce miseramente la storica dominanza della DC di Avellone e Chimenti sostituita dalla storia presentabile, quella  di Gigia Cannizzo ,che democristiana lo fu ai tempi della sua giovinezza in quanto militante nella Federazione degli Universitari Cattolici . Ma fu ,quella nella dicci’, una militanza temporanea perché Gigia come tanti altri di noi scelse di rompere con l’anticomunismo ,dialogare con la sinistra storica ,portando dentro quella tensione morale e di valori che è proprio dei cristiani impegnati in politica . Cosi’ fu , nel 1994, a Partinico, cosi’ ad Alcamo, cosi’ a Palermo e in quasi tutte le città siciliane. Ad Alcamo,però, i democristiani trovarono in maniera assai intelligente come traghettare il vecchio sistema ammantandolo del “nuovo” .E il nuovo sarebbe stato il medico chirurgo bravo, trasferitosi al nord ma sempre  con salde radici nella sua città , che parlava efficacemente  il linguaggio dell’antipolitica usando il nostro colorito quanto efficace dialetto siciliano come strumento di affabulazione dei suoi concittadini. .Come a dire: sono sempre uno di voi e di me potete fidarvi. E di lui , del dottore Massimo Ferrara, gli alcamesi si fidarono. Ferrara aveva una storia da bravo professionista , un non politico,ed ebbe gioco facile nel vincere la prima ed anche la seconda volta. Ma mentre Gigia rifiutava, nel 1994,  qualunque accordo con  la “nuova dicci’ “ divenuta a Partinico e prima che in Italia ,Partito Popolare, ad Alcamo Ferrara sceglieva  Papania e poi il suo alunno , Scala, che che intanto entrava in Consiglio comunale divenendo ,poi, anche assessore. Una carriera, quella del giovane Scala, che  lo portava a conquistare la sindacatura come si suole dire “sul velluto” mentre Ferrara,conclusi i suoi due mandati ,dopo parecchie vicissitudini ( come Napoleone che cadde nella polvere ma si rialzò) con gli alti e bassi di chi non è politicamente “corazzato” sceglieva prima i DS per poi approdare nella Margherita di Papania  diventando ,da piddino e per fortuita casualità ,anche deputato regionale mentre Papania consolidava il suo “feudo” saldamente nelle mani anche del fido Scala( vi siete accorti che non ci fu in questi anni cerimonia nella quale Scala e Papania non comparivano insieme? Una specie di “lazzu e strummula”)  ,passando dall’ARS al Senato della repubblica pronto a candidarsi a Sindaco della città prima che “qualcosa” lo facesse desistere.
Tuttavia Domenica e Lunedi’ anche gli alcamesi vanno al voto per scegliere il nuovo sindaco  e questa volta nulla è scontato per il vecchio ceppo democristiano che ha avuto in scioltezza e per circa vent’anni la città nelle sue mani. Perché in questa tornata elettorale è capitato qualcosa di nuovo, di inaspettato per Alcamo . Un po’ quel che è capitato in tante altre  italiane e siciliane. Arriva un’avvocato alcamese dal nome assai originale. Si chiama Nicolò ma tutti lo chiamano Niclo e di cognome fa Solina . L’avvocato raduna un po’ di giovani e meno giovani . Ciascuno si dota di una fascia tricolore come quella che indossano i sindaci per le loro rappresentanze. Dunque ad Alcamo non più caste, gruppi di potere, camarille ma TUTTI SINDACI. Per la Lista scelgono con semplicità ma efficacia: ALCAMO BENE COMUNE . Una sigla usata in tante altre città soprattutto dalla Sinistra .La città è di tutti , è un bene che appartiene alla intera collettività . Niente favoritismi, niente combriccole e cricche .Tutti a governare. Davvero suggestivo. E succede quel che nessuno s’aspettava. Niclo va al ballottaggio sbaragliando la corazzata del centro destra cosi’ come il Partito di Micciché ma soprattutto il Presidente della Provincia di Trapani , Turano, che si era presentato in competizione e capeggiava la Lista dell’UDC.   Incredibile.ma vero . Vuoi vedere che Lunedi’ pomeriggio ad Alcamo ,forse, la vecchia e sempre imbellettata dicci’ concluderà il suo ciclo vitale? Vuoi vedere che ad Alcamo al PD e ai suoi alleati potrebbe finire come a Napoli o a Palermo? E a Giacomino Scala chi glielo assicurerà il seggio all’Assemblea regionale siciliana? E al senatore Papania chi glielo comunicherà sempre che il suo telefonino resterà attivo ?
Toti Costanzo   

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E a Palermo come finirà?

Toti ha detto...

Io spero che possa vincere ,ovviamente, Orlando .Toti