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lunedì 6 agosto 2012

E' UN LUNGO POST MA LA SCELTA POLITICA DI GIANLIVIO MERITA QUESTO ED ANCHE ALTRO

 
  
Sostengono i medici che un dispiacere si può tollerare ma due, ‘a ncarca e pizzu , sono troppi. Si rischia la depressione che ti infila in un tunnel dal quale rischi di non uscire più in quanto quel che vedi è tutto nero e  il mondo sembra che ti crolli addosso. Dopo la prima delusione causatami dal mio giovane amico giornalista ,oggi addetto stampa, che ad una possibile ,brillante carriera politica ha scelto quella di fare il subordinato e di cui scrissi nel precedente post, ora si aggiunge quella di un altro  giovane amico ,Gianlivio . Ma non perché sia divenuto Assessore di Lo Biundo ma per la ragione che ancora mi rintronano nella testa i suoi pesantissimi giudizi che ebbe ad esplicitare nei confronti di Salvo Lo Biundo nell’occasione della chiusura della campagna elettorale del suo Partito, il PD, nella cui lista a sostegno del candidato Sindaco Michele Chimenti, Gianlivio si candidò non risultando, però, eletto.Disse di Lo Biundo, in quel comizio,  che  per capacità amministrativa era sotto lo zero. Palese allusione. Ora sono passati oltre quattro anni. Il disastro che Lo Biundo e i suoi accoliti hanno combinato non è necessario che venga riesplicitato  perché lo conoscono tutti  per cui se già , all’epoca, Lo Biundo era sotto lo zero in termini di capacità se si volesse ,oggi, azzardare un giudizio a quale formula matematica, caro Gianlivio,  si dovrebbe ricorrere? Dunque Gianlivio, a mio modestissimo parere, non diventa Assessore di Lo Biundo  perché si è ricreduto nel giudizio ma per altre più specifiche ragioni- che onestamente posso anche comprendere e giustificare- e di cui dirò.
Gianlivio nel 2008,dicevo, si candida a consigliere comunale. Una legittima aspirazione perché ama la politica, è persona giovane,colta  e perspicace e, soprattutto, perché avrebbe dovuto  raccogliere l’eredità politica lasciata del suo genitore che fu consigliere provinciale dal 1994 ,e per diverse consiliature,  risultando sempre eletto prima nei “Progressisti” ( una mattina  ci recammo in Ospedale con Tanino La Corte,all’epoca socialista ,per offrirgli la candidatura alla Provincia . Candidatura,ovviamente,  accolta) e poi nelle diverse formazioni del PDS e dei DS. Gianlivio nel 2008 non viene eletto  . Ad esserlo  ,invece , Renzo Di Trapani che è notoriamente parte integrante di quel pezzo di dicci’che è transitato nell’attuale Partito Democratico e che fa riferimento all’area politica dell’ex senatore Elio Chimenti e che di fatto ,e per diverse ragioni,egemonizza a Partinico la vita di questo  Partito .Ciascuno è padrone in casa sua .Ed è proprio  quest’area , VA SEMPRE RIBADITO, che è stata responsabile del disastro  politico che ha portato alla fine traumatica e prematura della sindacatura Motisi con il disastroso avvento dell’era Lo Biundo infarcita di presunzione, arroganza, incapacità a gestire i problemi della città, clientelare, qualunquistica,apolitica  .
Gianlivio, dopo quella negativa esperienza, pensa giustamente alla sua vita personale e alla professione ma non abbandona la politica che riprende non più all’interno del PD egemonizzato dall’area politico-culturale citata ma in sintonia con l’onorevole Cracolici  che intanto, dà vita a DEMOS  (democratici siciliani ) cioè ad una Associazione politico-culturale che altro non è se non una vera corrente all’interno del PD che è in tal modo oggi organizzato .Le “correnti” , dunque, quali veri e propri Partiti all’interno del Partito.Una specie di involucro vuoto,il PD, dentro cui all’interno -ma soltanto apparentemente- riempito di soggetti  che,però,  rispondono sostanzialmente a se stessi , alla loro cerchia di aderenti e ai loro elettori   e non certo ai naturali organismi gerarchici che purtuttavia ,almeno sulla carta ,esistono  . Tutto rigorosamente mutuato da quella che fu l’organizzazione della  vecchia DC che il capogruppo all’ARS del PD conosce assai bene avendone, da  oppositore, apprezzato  l’ efficacia e che era l’esatto opposto del cappio e condizionamento del centralismo democratico che caratterizzava la struttura organizzativa del PCI e che poneva condizioni e forti limiti per le personali carriere, a giovani recalcitranti come l’Antonello .Anche se il PCI consentiva la possibilità di costruire aree culturali, era tuttavia assai intransigente sul frazionismo e dunque contro la formazione di gruppi di potere autonomamente organizzati nei territorio per assicurasi la rielezione e la perpetuazione di un personale politico sempre lo stesso, sempre uguale  se stesso . Cracolici liberatosi ,come tantissimi altri provenienti da quel Partito , dal condizionamento e dal rispetto delle gerarchie  mette a frutto la sua scaltrezza palermitana , il legittimo ed umanamente comprensibile desiderio di “volare” .Ha tutte le qualità del “democristiano” e cosi’ prima diventa deputato all’ARS e poi  capogruppo non tralasciando di inciuciare con Cuffaro e Lombardo soprattutto per costruire leggi elettorali che hanno posto la soglia di  sbarramento all’ingresso nel Parlamento siciliano .Lo scopo? Abbastanza palese: non solo di impedire alla Sinistra alternativa d’essere rappresentata in Sicilia ma soprattutto  fare il pieno dei deputati  . Gli riesce nel 2006 e poi nel 2008 .E ,infatti, nel 2008 il PD conquista 30 deputati .Ma non tutte le ciambelle riescono col buco e prima o poi ,come noi soliamo dire, “si truppica”.Ed Antonello truppica non solo nel sostenere ad oltranza il Governo di Lombardo ma soprattutto nella vicenda della sconfitta a Palermo con il sostegno a Ferrandelli. E’ l’inizio della fine? Forse, per cui bisogna sbrigarsi in quanto le elezioni regionali sono ad ottobre e dunque è necessario costruire o rafforzare la rete elettorale in ogni Comune . E Partinico è uno di questi potendo contare già su Demos di cui Gianlivio è responsabile .Ma non basta .Quasi sicuramente  Cracolici non sarà candidato alle regionali  ma alle nazionali del 2013 . Ma c’è il problema di Lumia ,altro noto riferimento politico della famiglia Provenzano. E Lumia non sarà più ricandidato al Parlamento nazionale ma a quello regionale lo potrebbe  . E allora servono i voti di Partinico E non solo quelli dei Provenzano. Servono quelli degli artigiani di D’Amico e della sua cerchia anche di ex socialisti e comunisti .E D’Amico e la cerchia sono già tesserati a Palermo nel PD e sono saldamente dentro la Giunta di Lo Biundo.Per questo il senatore si era già  convertito  alla Policentro con lo scopo abbastanza palese di saldare il rapporto col Movimento Democratico di D’Amico che, in forme diverse, é stato da  sempre rappresentato fin dl 1994  in tutte le Giunte comunali . Quelle di centro sinistra, di centro  e di sinistra come fu nel 1999 ed ora in questa palesemente di centro destra. Altro che riformisti, caro addetto stampa ! .L’ingresso nella Giunta Lo Biundo di Gianlivio Provenzano non può avere altra spiegazione “politica”. Tuttavia ,va detto, che chi conosce il linguaggio cifrato di questa arte  ha potuto cogliere PRIMA  i sintomi di una tale  “operazione ” E i sintomi si sono manifestati in una apparentemente inspiegabile intervista a Tele Jato rilasciata dall’ex consigliere provinciale che si era sempre caratterizzato per il suo riserbo e soprattutto per la moderazione nel linguaggio e nei toni .L’ex consigliere  Provenzano senza mezzi termini viene pesantemente allo scoperto e sostiene le ragioni dell'Amministrazione e della Bertolino usando un linguaggio  pesante se non ,addirittura provocatorio quando ha definito chi ,anche come noi, sulla vicenda della cosiddetta delocalizzazione della distilleria- che altro non è se non una necessità dell’industriale ,seppur legittima- ponevano a D’Amico ( Lo Biundo in questa vicenda come per la Policentro è soltanto una cosiddetta tromba di accompagnamento) giuste condizioni per conoscere quel che realmente s’intenderebbe ,nel settore industriale ,realizzare a Partinico per i decenni futuri . Fummo, addirittura, definiti “Cassandre” perché chiedevamo quel che qualunque persona di buon senso ha il diritto di chiedere .Era il preludio dell'operazione .Comprendemmo subito il “perché” e per questo la decisione di Gianlivio non  ha colto, almeno noi, impreparati. Tuttavia a titolo personale riesco anche a giustificare una tale decisione ,e per due ragioni .La prima:  Gianlivio sà che dentro quel Partito ,alle prossime comunali, difficilmente sarebbe stato eletto consigliere .Troppi concorrenti e non solo perché l’area di sempre è sempre più forte politicamente ma anche per il ritorno nel PD del gruppo che fa riferimento a Totò Bono e, dunque, alla “macchina” della Camera del lavoro e la presenza di nuovi inquilini come il consigliere Lo Iacono . In una qualsiasi lista a sostegno di Lo Biundo (e con quello dei cosiddetti artigiani) la sua elezione nel 2013 avrebbe altre possibilità .E, dunque, se non ora quando?La seconda ,che interessa molto anche la mia parte politica. Noi pensiamo che anche  Gianlivio abbia chiesto ,di recente quando era stato nominato addirittura coordinatore del gruppo consiliare del PD , le ragioni per cui  nel 2005 si sia voluto costruire scientificamente lo smantellamento dell’area di centro sinistra a Partinico che con Motisi aveva conquistato il governo della città .L'ha chiesto? Ha ricevuto qualche spiegazione? Sicuramente nessuna spiegazione come non ne abbiamo ricevuto noi per cui Gianlivio, giustamente, avrà sicuramente detto: ma perché annegare insieme a costoro che quando hanno il "potere" l'ho intendono utilizzare in maniera egemonica mentre é possibile raccogliere l'occasione offerta dalle nuove situazioni locali che si possono sempre mascherare con la logica politica del "civismo" e ,più nobilmente del "mettersi a disposizione della città"?. Ovviamente con il beneplacito di Antonello e Lumia .Quell’analisi, noi pensiamo, se non interessa più Gianlivio, interessa sicuramente ancora noi  e la città che continua a resistere e a pensare e vuole costruire un futuro non più sull'equivoco e sulla presunzione del come sia possibile tentare di esercitare sempre un'egemonia distruttiva,  velleitaria  e sopratutto antistorica .
Toti Costanzo 

4 commenti:

Gianluca Ricupati ha detto...

Caro Toti, se vuoi ridere (per non piangere) un po' ti consiglio di leggere il mio ultimo post (risposta al Sindaco Le Blond)!
http://gianlucaricupati.wordpress.com/

costanziano ha detto...

TROTA è ....professù

costanziano ha detto...

e si unnè Trota o è Pisciteddu o Muccuneddi
comunque...un pesce locale con l'occhio non tanto vivo....forse perchè congelato da parecchio tempo.

Toti ha detto...

Carissimo “costanziano” adesso tutto è più chiaro. Al nord c’è il Trota ,ma al sud oltre alla “Sarda” (Toti Lombardo figlio del più conosciuto Raffaele) c’è ora anche da noi un “Pisciteddu” . In tutti e tre i casi, appare evidente come i prodotti ittici abbiano preso il sopravvento su quelli agricoli. D’altronde , e tu converrai con me, una minestra di vrocculi vale quanto una bella frittura di misto? Nun c’è parauni!. Toti