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martedì 28 agosto 2012

STATALE 186: SINTEMU ARRE' PUZZA D'ACCARPU



La chiusura della S.S 186 negli anni ’80 ,e che si protrasse anche fino alla metà degli  anni ’90, fu un classico esempio DI SPECULAZIONE AFFARISTICA che partendo da situazioni oggettive di insicurezza della strada, macinarono miliardi delle vecchie lire a tinchitè. Gli effetti sui viaggiatori costretti a recarsi quotidianamente a  Palemo, durante quella lunga chiusura, furono devastanti. Neppure io mi potei sottrarre. Ero stato incaricato come docente sia al Liceo classico “G. Garibaldi” di Partinico che a quello di Monreale e ,dunque, almeno tre volte la settimana  fui costretto , e per diversi anni, ad arrivare al cimitero di Montelepre , deviare per Sagana e poi una volta riconfluito sulla S.S 186 ,continuare fino a Monreale. Un vero e proprio pesante calvario. La strada, comunque ,all’inizio degli anni ’90  era stata sostanzialmente messa in sicurezza  e sembrava pronta per la riapertura. Si pensava finisse,cosi', una delle tante storie di malapolitica e malaffare in cui la mafia certamente aveva avuto il suo ruolo. Non c’era, soprattutto a quell’epoca, lavoro pubblico che non finisse nelle mani delle cosche. Imperava il “tavolino” gestito dal cosiddetto ministro dei lavori pubblici della mafia, Angelo Siino oggi pentito, che divideva la torta alle imprese collegate le quali versavano,ovviamente ,le tangenti . Un sistema che con l’attuale crisi  si è in parte  attenuato per la difficoltà a reperire risorse economiche pubbliche ma che “come sistema” ancora regge ,seppur in tono minore. Dunque la S.S.186 agli inizi degli anni ’90 era pronta per la riapertura . Ma i funzionari dei vari Enti interessati frappongono ulteriori ostacoli  .Si disse ,all’epoca, anche di un interesse particolare di un senatore che si era attivato alla ricerca di altri 50 miliardi perché l’opera fosse dichiarata definitiva. Le risorse sembravano, però, non immediatamente disponibili. Passava il tempo e la strada restava chiusa fino a quando nel 1995 si verifica un fatto politico eclatante ,inusuale e straordinario perché  mai accaduto prima e cioé durante le gestioni democristiane della provincia.L’Assessore provinciale ai lavori pubblici ,Salvatore Alamia della Giunta Puccio eletta dopo l'arresto di Musotto che nel 1994 aveva vinto le elezioni (Assessore alla P.I. il compagno Antonio Marotta) rompe gli indugi e ritenendo inconcepibile che quella arteria dovesse ancora restare chiusa pur essendo dotata delle strutture protettive necessarie alla sua riapertura ,trova la collaborazione del Prefetto dell'epoca che sbaracca alcuni funzionari di quegli Enti cui si faceva riferimento i quali convinti d’avere protezioni politiche forti avevano continuato a tergiversare. Vengono , dunque, sbaraccati e sostituiti e con altri piccoli lavori complementari LA STRADA VIENE RIAPERTA tra i flash dei fotografi e le dichiarazioni spumeggianti alle emittenti televisive, di Puccio ed Alamia . Fu una delle pochissime cose positive ,insieme alla riapertura della Palermo-Sciacca, di cui si poté vantare quella Giunta provinciale la quale si distinse, in contemporanea, per l’affossamento gravissimo ed ingiustificato non solo della costruzione della Partinico-Corleone (in 15 minuti si sarebbe messo in comunicazione l'entroterra  con la costa) ma soprattutto di quello del Consorzio per il disinquinamento dell’area del Partinicese .Un Consorzio tra 11 Comuni che, per la prima volta nella storia del nostro territorio si era assunto l’incarico, riuscendoci, di tentare di costruire una politica a difesa dell’ambiente e sopratutto del mare  . Uno strumento politico-amministrativo,il Consorzio, che nasceva dopo le memorabili lotte dell’estate del 1984 che ostrinsero la distilleria alla chiusur a per l’azione di pochissimi comunisti e due/tre democristiani tra cui Nino Amato.Dunque Alamia fa riaprire la S.S186 , i 50 miliardi ricercati come soliamo dire dalle nostre parti s’affumari perché si rivelarono non necessari e da allora ad oggi è rimasta aperta ,funzionante ed efficace come via importante di comunicazione con la città di Palermo .Ora ci risiamo? Si vorrebbe cogliere questa opportunità data dall’incendio provocato da questo caldissimo mese di agosto per tentare di riproporre vecchi schemi già efficacemente sperimentati ? E cioé : :pericolo, interventi, miliardi, affari ed ovviamente mafia?Non sappiamo .Sappiamo ,però ,per certo come dopo che l’incendio fu domato succede che l’ANAS che ha la competenza sulle statali ordina in data 7 agosto la chiusura della via con questa  motivazione: “che nei giorni scorsi il versante a monte della S.S 186 di Monreale tra i km.18+000 e km.26+000 è stato oggetto di un vasto incendio  che ha reso instabile la parete rocciosa presente” per cui  veniva interdetto “ il transito lungo la S.S 186 dal km. 19+100 e al km.22+500” Ovviamente la chiusura anche di questo  breve tratto impedisce di proseguire per Palermo costringendo gli interessati a trovare altre farraginose vie d’acceso alla città E TUTTO QUESTO- almeno per quel che é dato sapere-  SENZA CHE LA DECISIONE VENISSE ACCOMPAGNATA DA UNA PERIZIA TECNICO-GEOLOGICA CHE NE TESTIMONIASSE LA INDISCUTIBILE VERIDICITA’ .Infatti il sindaco di Borgetto,per quel che ci risulta, non ne mai avuto copia   
Tralasciamo di citare una nota  del 21 agosto a firma del Dirigente provinciale  del Dipartimento regionale azienda regionale foreste demaniali altro capolavoro di arrampicamento sugli specchi per supportare la decisione dell’ANAS.
Ora è capitato di ascoltare, ieri ,la conferenza stampa dell’onorevole Tonino Russo del PD che fu mio alunno al ginnasio di Monreale proprio in quegli anni cui facevo quell'ampio giro per arrivare in quel Liceo il quale, giustamente in qualità di deputato monrealese ,s’interessa della vicenda e pare che abbia già attivato la Protezione civile regionale quantificando in 2/300 mila euro gli eventuali interventi .per eliminare l'ipotetico  pericolo. Somme non stratosferiche .Tuttavia abbiamo il dovere di informare  l'onorevole Russo che quanti conoscono bene quel  territorio e il sistema di protezione realizzato sostengono come questo risulti abbastanza sicuro e avrebbe retto anche ai recenti incendi per cui questo paventato pericolo non ci sarebbe.Ad ogni buon conto noi riteniamo che al tavolo tecnico i sindaci del nostro territorio -e in primis quello di Borgetto, il più attivo , sensibile ed attento ai probemi della statale - s’impegnino a nominare con urgenza un perito di parte per constatare lo stato della parete cui fa riferimento l’ANAS. In tale modo abbiamo, questa volta, la possibilità di verificare DIRETTAMENTE E A PRIORI  gli interventi REALI  che dovranno essere eventualmente  realizzati ed i costi necessari. Perché se cosi’ non sarà, se lasciamo fare all’ANAS o a pezzi della sgangherata ,fallimentare Regione dove convivono fameliche schiere di funzionari alla ricerca di schecchi morti pi' livarici ‘u crapistu  ci potrebbe essere il rischio che si riproponga il già visto negli anni ’80 e’90. E allora abbiamo diritto di preocciparci picchi’ nuavutri comunisti, carissimo addetto stampa del Sindaco di Partinico ,dove ci sono  lavori da fare e dunque cemento ed affari (leggasi anche  Poli e Berto)  sintemu  arré puzza d’accarpu . Come fu in quei citati anni .
Toti Costanzo

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