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martedì 15 gennaio 2013

OGGI CI HA LASCIATO MIMI' BACCHI




Quando ho conosciuto Mimi’ Bacchi? Sicuramente da ragazzo quando insieme ad altri  della mia stessa età condividevamo di già la passione dell'ascoltare i comizi elettorali con gli oratori sul palchetto di Piazza Garibaldi e poi  seguire i lavori del consiglio comunale che si celebrava dentro il Salone degli Specchi,  l’attuale ufficio di rappresentanza dei Sindaci della nostra città. Lo ascoltai per la prima volta in uno di questi comizi quando, con una straordinaria capacità oratoria, notevolissima ed avvincente, denunciava le malefatte amministrative degli uomini della DC. In quel comizio parlò con veemenza degli sprechi che si consumavano all’interno del vecchio ospedale di Largo Casa Santa da parte del Consiglio di amministrazione ,ovviamente nelle mani democristiane. Sprechi ma anche assunzioni parentali, fu l’argomento di quella sera in quella piazza gremita . Le nostre strade s’incrociarono dopo alcuni anni quando un pomeriggio nei pressi di piazza Monumento ai Caduti (ero già vice presidente del circolo della FUCI di Partinico ,la Federazione degli universitari cattolici ) e passeggiando con altri amici universitari, ci incrocio’. Si accompagnava , quel tardi pomeriggio di fine primavera ad Alberto Lo Iacono e Ignazio Speciale .Ci apostrofò  con voce alterata  definendoci  ”untorelli di sacrestia”. In verità non compresi  subito il significato di quell’appellativo.Compresi, però che si trattava di una espressione certamente offensiva. Anni dopo ebbe a spiegarmelo giustificandosi perché mal aveva sopportato che il figlio di un suo amico (mio padre era anche molto amico di Ignazio Speciale che aveva conosciuto a Terrasini  ) fosse organico a quel circolo di giovani democristiani. D’altronde era a tutti noto come i giovani “fucini”  venissero tesserati, a volte anche senza un esplicito consenso al Partito della dicci . Ma non era  stato sicuramente il mio caso .Ma forse era scritto che ci saremmo incontrati.
Avvenne nel 1970. Col maestro Nino Cinquemani ed altri amici avevamo già dato vita prima al Circolo culturale “Impegno” e poi all’UNLA. Le nostre battaglie coincidevano con quelle dei comunisti. Ci incontrammo perché avevo accettato ,insieme agli amici e compagni dell’Unla,la candidatura a me offerta da Vincenzo Fedele e Marco La Fata ed entrare nella lista del PCI ,seppur  da indipendente.
Entrai in Consiglio comunale nel gruppo comunista costituito oltre che da Mimi’ anche da Vincenzo Fedele, Cola Geraci e Gioacchino Lo Medico anch’egli indipendente.  Mimi’ ,ormai era nella fase conclusiva della sua carriera da consigliere comunale . Infatti qualche mese dopo si dimetteva e in sua sostituzione nominato  Marco La Fata, mentre Mimi’ veniva utilizzato dal Partito per altri più importanti incarichi sopratutto nel sindacato dei bancari divenendo ,negli anni successivi, anche consigliere di amministrazione del Cassa Centrale di Risparmio per le province siciliane  .Eletto deputato al Parlamento nazionale nel 1975 e poi nella VII legislatura ,vi ritornava nel 1982  subito dopo l’assassinio di Pio La Torre legato a Bacchi da antica e solida amicizia. La presenza di La Torre dentro la sezione di Partinico intitolata ad Antonio Gramsci (dopo il suo assassinio la sezione viene dedicata a  Pio) era ricorrente e gli incontri pieni di apprendimento. La Torre conosceva a perfezioni i problemi legati alla nostra agricoltura cosi' come tutta le vicende collegate all'utilizzo dell'acqua non solo per dissetare la città di Palermo ma per lo sviluppo delle campagne. Pio era stato un  determinato sostenitore , insieme a tutto il PCI, delle battaglie di Danilo per la costruzione della diga sullo Jato. 
Mimi’ Bacchi aveva una personalità prorompente . Le sue narrazioni  coinvolgevano,affascinavano soprattutto quando raccontava del periodo storico che lo coinvolse da ragazzo quale attivo nel Movimento indipendentista ,un periodo  però politicamente  ambiguo  e che ebbe nell’avvocato partinicese Nené Varvaro ,di cui Bacchi fu discepolo ,un punto forte di riferimento. L’avvocato Varvaro aderiva, poi, al PCI e ne diventava deputato all’ARS.Con la confluenza di Varvaro aderivano anche i suoi più fedeli collaboratori tra cui , appunto, Mimi’ Bacchi e Ignazio Speciale .
Bacchi fu un comunista “atipico” lontano da coinvolgimenti ideologici anche se rigorosamente fedele a quel Partito e fortemente collegato con la cosiddetta ala “migliorista” che ha avuto i suoi più autorevoli rappresentanti in Napolitano, Emanuele Macaluso , Gerardo Chiaromente , Paolo Bufalini.  Una personalità effervescente , quella di Mimi’, capace di creare attrazione ma spesso anche contrasto perché non si nascondeva dietro le parole manifestando chiaramente dedizione o avversione per i suoi interlocutori .Dunque personalità attraente,coinvolgente che sapeva entusiasmare gli ascoltatori,amato soprattutto dal “popolino” ma anche dalla media borghesia locale che lo votava senza turarsi il naso non perché sosteneva “il comunista” ma un suo figlio che si faceva interprete dei suoi bisogni, dei sogni, delle necessità .Il suo alfiere dissacratore del potere  anche se Mimi’ il potere non lo disegnò mai ma lo uso' ,sopratutto, per l'avanzamento del suo Partito .Una parte di Partinico votava il suo "ribelle" , colui che interpretava il forte e storico desiderio di rivincita nei confronti  di coloro che detenevano il potere e lo usavano in maniera smodata e sfacciata . E la conclusione delle campagne elettorali lo vedeva sempre nella nostra città ,protagonista indiscusso della piazza che si esaltava e lo osannava. Oggi se ne è andato un protagonista della storia politica della nostra città .Ciao Mimi’
Toti Costanzo

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