mercoledì 26 settembre 2012

SULLA QUESTIONE DEI RIFIUTI LA MAGGIORANZA DI LO BIUNDO DEVE USCIRE DALL'AMBIGUITA'




DOMANI,GIOVEDI' 27 SETTEMBRE,  IL CONSIGLIO COMUNALE DI PARTINICO E' CHIAMATO A DECIDERE SE ADERIRE OPPURE NO ALLE NUOVE SOCIETA' ,LE SRR (società per la raccolta dei rifiuti) , PREVISTE DALLA LEGGE REGIONALE DELL'8 APRILE 2010 N. 9 ED APPROVATA ANCHE CON I VOTI DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CRACOLICI E LUPO . INTANTO IL CONSIGLIO COMUNALE ,SU IMPOSIZIONE DEL SINDACO LO BIUNDO HA RICHIESTO DI ADERIRE ALL'ATO "Terra dei Fenici" CIOE' UN AMBITO TERRITORIALE CHE COMPRENDE ANCHE IL COMUNE DI ALCAMO IL CUI CONSIGLIO HA GIA' DECISO DI ADERIRE ALLE SRR. SARA' INTERESSANTE CAPIRE QUEL CHE ACCADRA' NEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARTINICO. INTANTO IL NOSTRO PARTITO HA INVIATO UNA NOTA AI PRESIDENTI DI DUE GRUPPI CONSILIARI, PINO GIOVIA E SANTINO AIELLO, PERCHE' SI FACCIANO PROMOTORI DELL'APPROVAZIONE DI UN ORDINE DEL GIORNO CHE VUOLE NON SOLO  IL RIFIUTO DELL'ADESIONE ALLE SRR MA SOPRATUTTO IMPEDIRE CHE NEL NOSTRO TERRITORIO POSSANO REALIZZARSI TERMOVALORIZZATORI.
INFATTI TEMIAMO CHE A SANT'ANNA E BOSCO ,DOMANI, NE POTREBBE SORGERE QUALCUNO . 


AL PRESIDENTE DEL GRUPPO CONSILIARE DELL’MPA DI PARTINICO
                                                                                                DOTT. PINO GIOVIA
AL PRESIDENTE DEL GRUPPO CONSILIARE  INDIPENDENTE  DI PARTINICO
                                                                                          ARCH. SANTINO AIELLO

 Il Circolo “Peppino Impastato” del Partito della Rifondazione Comunista di Partinico si rivolge alle SS.LL. per chiedere ,tramite  il Vostro ruolo e nella seduta del Consiglio comunale di Partinico di Giovedi’ 27 c.m. ,l’approvazione del seguente O.D.G:

-Premesso che l’esperienza della Società Servizi Comunali Integrati RSU spa che ha gestito e continua a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell’ambito dell’ATO PA1 si è rivelata fallimentare oltre che dannosa per le risorse dei Comuni costituenti ;
- che il nostro Comune intende recuperare la sua libertà ed autonomia di iniziativa nell’ambito della riorganizzazione di un cosi’ importante servizio che ha incidenza e sulla salute dei cittadini e sulla salvaguardia dell’ambiente;
-che il Consiglio comunale di Partinico è chiamato a decidere di aderire , cosi’ come ai sensi dell’art. 6 della L.R. 8 aprile  2010  n. 9, alla costituzione delle SRR;
-che tali Società per azioni , ulteriore riproposizione di società per azioni di cui abbiamo già sperimentato i devastanti ,negativi effetti ,non corrispondono agli interessi della popolazione del Comune di Partinico;
- che la nuova Assemblea regionale siciliana che si insedierà dopo il  28 ottobre c.a. potrà recepire le istanze che arrivano dai nostri Comuni siciliani ;
-che tra il 2002  e il 2008 è stata combattuta in Sicilia una forte battaglia politica e sociale contro la realizzazione dei termovalorizzatori o inceneritori ;
                 TUTTO CIO’ PREMESSO
Il Consiglio comunale di Partinico nella odierna seduta :

1) respinge la proposta di adesione alle SRR come previsto dall’art.6 della L.R.n.9/2010;
2) si opporrà ,utilizzando tutti gli strumenti giuridici ,all’insediamento di eventuali Commissari straordinari nominati dall’attuale Governo regionale in sostituzione della volontà del Consiglio comunale  ;
3) s’impegna a chiedere alla nuova Assemblea regionale siciliana e al nuovo Governo che si insedieranno dopo il 28 ottobre 2012  la modifica della citata legge con la soppressione dell’art. 6 che prevede la costituzione delle SRR  e nello stesso tempo riaprire i termini previsti dall’art.5 della legge   per consentire agli enti locali di consorziarsi liberamente sulla base di criteri di differenziazione territoriale ,contesto socio-economico nonché in funzione delle caratteristiche del servizio ;
- assume impegno di non consentire che sul nostro territorio comunale possano sorgere termovalorizzatori o inceneritori per brucare i rifiuti .

PARTITO DELLA RIFONDAZONE COMUNISTA 
CIRCOLO "Peppino Impastato" di Partinico

lunedì 24 settembre 2012

PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" IL CUI CONTENUTO CONDIVIDIAMO

Barometro elettorale/ I moderati siciliani? Sempre forti. Ma Fava…


di Redazione (22/9/2012)


1 commento

M

I dirigenti del Pd siciliano – spalleggiati dai vertici romani –
dicono di aver accettato di collaborare con il Governo di Raffaele
Lombardo per un motivo: perché avrebbero spaccato in varie parti
il blocco sociale del centrodestra siciliano.
Oggi il barometro elettorale proverà a dimostrare – con 
i numeri e non con le parole – che la tesi dei vertici regionali 
e nazionali del Partito democratico completamente destituita 
di fondamento.
Il Pd, che nel 2008 ha perduto le elezioni regionali, ha governato la
Sicilia per quattro anni. Ora siamo arrivati al
dunque. Il 28 ottobre i siciliani saranno chiamati alle urne. Spetterà agli elettori stabilire se in Sicilia non c’è più o c’è ancora una maggioranza moderata.
Una prima lettura dei sondaggi – che comunque, soprattutto in Sicilia, lasciano il tempo che trovano – sembrerebbe dare ragione al Pd.
Uno dei due candidati alla presidenza della Regione – Rosario Crocetta,
 appoggiato dal Pd e dall’Udc – viene dato come favorito insieme
con il candidato di Pdl, Cantiere popolare e La Destra, Nello 
Musumeci. Questi due candidati sarebbero al 28-30 per cento
dei consensi.
Già salta agli occhi la prima contraddizione. I dirigenti del Pd hanno
sempre detto che la loro alleanza con il Governo Lombardo serviva
per distruggere il sistema di potere di Totò Cuffaro.Solo che 
oggi – ‘piccolo particolare’ – si ritrovano a sostenere un candidato 
alla guida della Sicilia con il Partito – l’Udc – dove, piaccia o no,
militano i tanti eredi di Totò Cuffaro…
Non solo. Il 28-30 per cento di voti
 che i sondaggi ascrivono a Crocetta –
percentuale che il Barometro elettorale
 considera puramente teorica – non
costituisce la maggioranza degli elettori
siciliani ma, per l’appunto, solo il 30 per cento.
Se tale 30 per cento basterebbe ad eleggere 
il nuovo presidente della Regione, 
ebbene, ciò è dovuto alla legge elettorale siciliana che, in presenza 
di tre candidati forti, trasforma, di fatto, la forma di Governo da 
presidenziale in parlamentare.
Ma, ironia della sorte a parte, quattro anni di Governo regionale del Pd,
appoggiando, peraltro, un presidente della Regione – Raffaele Lombardo –
nquisito per mafia (altra contraddizione per un Partito che, a quanto pare,
solo a parole
ha sempre cavalcato l’antimafia), sono sempre stati giustificati con la
paccatura dell’area moderata siciliana. Di tale spaccatura i dirigenti
del Pd si sono sempre autodefiniti protagonisti.
Se leggiamo con attenzione lo scenario delle forze politiche 
siciliane a meno di quaranta giorni dal voto ci accorgiamo che 
le cose sono molto diverse.
Intanto, se i Partiti che sostengono Musumeci (Pdl, Cantiere popolare,
La Destra) si fossero presentati insieme – come stava per avvenire –
con Gianfranco Miccichè (il candidato sostenuto da Grande Sud, partito
dei Siciliani già Mpa, Fli e Mps), questo schieramento avrebbe già
avuto la vittoria in tasca con oltre il 50 per cento dei voti di lista.
La dimostrazione che il blocco moderato siciliano 
non è stato minimamente scalfito dai quattro anni di Governo
 Lombardo-Pd e che, anzi, è più forte di prima.
Infatti, rispetto a quattro anni fa, l’Udc è passato con il centrosinistra, ma la forza elettorale del centrodestra non è stata indebolita, risultando ancora maggioritaria.
Se oggi i moderati siciliani si presentano divisi è perché Gianfranco
Miccichè – e non il Pd siciliano – ha spaccato questo fronte (cosa
che ha già fatto nel 2008, subito dopo le elezioni). Questa spaccatura,
oggi, è avvenuta proprio perché le condizioni politiche ed elettorali lo
consentono.Detto in parole più semplici, se Miccichè non 
avesse la certezza di poter competere per vincere le elezioni 
mai e poi mai avrebbe accettato di ‘correre’ contro Nello Musumeci, 
che rimane un candidato forte.
Di fatto, si è verificato l’esatto contrario di quello che i dirigenti
del Pd hanno sempre sostenuto: lungi dall’essersi indebolito, il fronte
dei moderati siciliani si è rafforzato: ed è diventato così forte da consentirsi 
il lusso di presentarsi diviso. 
E questo – lo ripetiamo – 
nonostante il passaggio a 
sinistra di un Partito (l’Udc) 
che oggi in Sicilia vale il 10 
per cento circa.
I quattro anni di Governo Lombardo-Pd non hanno prodotto altri
effetti. In primo luogo, hanno contribuito a riunificate una grande
area politica alla sinistra del Pd. Oggi Sel, Rifondazione comunista,
i Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino si presentano sotto
un’unica sigla. Sempre a sinistra, ma in un’altra lista, c’è Italia dei Valori.
Se il Governo Lombardo-Pd ha un merito – e questo gli va 
riconosciuto senz’altro – è quello di aver fatto nascere in 
Sicilia una grande area politica di Sinistra oggi molto
 compatta, soprattutto rispetto alle elezioni per il rinnovo dell’Ars.
Come il Barometro elettorale ha più volte ribadito, il candidato di quest’area, Claudio Fava, non è al 14 per cento, ma al 18 per cento, proprio perché usufruisce i un voto ‘naturale’ che gli arriva dallo ‘zoccolo’ della Sinistra siciliana che oggi può ancora contare su un buon 25 per cento.
Mentre i candidati che, sempre secondo il Barometro, restano i
favoriti – Musumeci e Miccichè – ‘viaggiano tra il 25 e il 28 per cento.
Numeri alla mano, se Fava
riuscirà a ‘bucare’ il Pd,
intercettando una quota
onsistente di voto disgiunto
di questo Partito (ovvero
 elettori che potrebbero 
votare il Pd nelle elezioni 
per il rinnovo dell’Ars e lo
stesso Fava alle elezioni per il presidente della Regione)
potrebbe benissimo competere con Musumeci e Miccichè. La
partita è difficile. Ma bisogna crederci, però.



domenica 23 settembre 2012



     MERCOLEDI' 26 SETTEMBRE 2012 
    ORE 18,00 
PALAZZO DEI CARMELITANI 
        PARTINICO 
INCONTRO CON CLAUDIO FAVA 
CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE   
     SICILIANA

sabato 22 settembre 2012

VERGOGNA! TENTANO ANCORA ,COME NEL 2008 ,COL COSIDETTO "VOTO UTILE" DI VELTRONIANA MEMORIA



Oggi , nel pomeriggio, il Comitato a sostegno della candidatura a Presidente della nostra Regione , Claudio Fava,é sceso  in piazza Duomo per distribuire  un depliant con alcuni punti programmatici del suo , ma anche nostro, programma elettorale. Lo facciamo con l’orgoglio di sostenere una persona pulita, perbene,un uomo coerente con i principi della cultura della sinistra siciliana ed italiana.  Quella sinistra la cui storia esaltante, da noi,  inizia con la nascita e le lotte dei fasci siciliani , la lotta per la terra, contro la mafia  per continuare dalle nostre parti con lo sciopero alla rovescia del 1956 ,contro l’affarismo, le clientele e la malapolitica. La malapolitica. Non volevo credere a quel che mi raccontavano :alle elezioni comunali del 2008 quando a conquistare il governo della nostra città è stato uno dei peggiori assemblaggi qualunquistici che aveva avuto vita nella storia politica della nostra città giravano per le case le madri di alcuni candidati. Chiedevano voti ai parenti , agli amici, ai vicini.”Per favore, date  il voto a mio figlio cosi’ per cinque anni sarà “ a posto” . Sarà eletto ed avrà uno stipendio da consigliere comunale”. Cosa sono costretti fare i genitori per i loro figli!Durante la cosiddetta Prima Repubblica dovevano prostrarsi davanti a uomini di quei Partiti che governavano anche la Sicilia e che una promessa di “ posto” non si negava a nessuno ma che nella stragrande maggioranza dei casi quel posto non sarebbe arrivato mai per i poveracci mentre a “ sistemarsi” erano sempre amici e parenti di uomini politici appartenenti a quei Partiti. Oggi che il “posto” è diventato una chimera tu pensi che l’illusione sia ,finalmente, finita. Ma quando mai! Quella rete funziona ancor di più .” Se mi dai il voto ti piazzo in un’associazione di volontariato perché quel mio amico deputato si è impegnato a far finanziare “il progetto”. Oppure :” Cerca i voti e ti inserisco in una cooperativa di disoccupati che il mio amico candidato stà costituendo proprio in questi giorni “. E i genitori riiniziano il giro dei parenti, degli amici, dei vicini di casa “perché se gli daremo i voti e sarà eletto alla Regione quella cooperativa otterrà  i finanziamenti e me figghiu intanto s’infila e poi viremu ”.  Funziona ancora cosi’ ,anzi oggi ancor meglio, dato che il bacino del bisogno si è allargato fino all’inverosimile. Un bacino di voti utili perché il giovane rampollo tenti la scalata, il vecchio trombone tentare il salto di qualità, il cinico politicante mantenere i 20 mila euro al mese insieme a tutti gli altri vantaggi che comporta il  “sedersi” all’ARS almeno per 5 anni .
Ma non possiamo trattenere la rabbia perché anche in Sicilia si stà tentando  il già collaudo espediente del 2008 messo in piedi da Veltroni  ,cioè dalla parte politicamente più squallida del nuovo  Partito Democristiano .Vi ricordate? Dicevano “Se date i voti a Rifondazione ,ai Comunisti Italiani uniti ,insieme a Verdi, nell’ARCOBALENO farete il gioco di Berlusconi che vincerà le elezioni. E noi riformisti saremo costretti all’opposizione “.  Il gioco del neo Partito Democristiano  funzionò:  vinse Berlusconi ma milioni di elettori di Sinistra diedero i voti  a Veltroni che portò in Parlamento oltre 300 tra deputati e senatori mentre LA SINISTRA ALTERNATIVA NE  RESTAVA FUORI CON GRAVISSIMO DANNO PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA . Cosi’ fu anche in Sicilia , sempre nel 2008, con l’accordo Cracolici-Cuffaro che pose  lo sbarramento al 5%. Lo scopo dichiarato era di impedire alla Lista Arcobaleno di entrare nell’ARS . Circa 120 mila siciliani , il 4,9% ,che votò a sinistra non ebbe, cosi’,  alcuna rappresentanza.Il risultato é sotto gli occhi di tutti: a Roma sostengono il Governo affossatore della vita dei lavoratori di Monti , in Scilia hanno sostenuto  fino all'ultimo l'impresentabile Lombardo.
OGGI TENTANO ANCORA QUEL GIOCO  CONTRO CLAUDIO FAVA E LE LISTE A SUO SOSTEGNO . Dicono: “non votate per il candidato della Sinistra perché sono voti sprecati. Fava non ha alcuna possibilità di vittoria Se votate per lui  si disperdono i voti e vince Musumeci ,uomo di destra, o Micciché sempre amico di Dell’Utri e di Berlusconi. Dunque VOTATE UTILE, VOTATE CROCETTA .Cioè votate PD”
E invece- noi diciamo- che  il galantuomo Fava è la NUOVA SPERANZA  perché la Sicilia si affranchi , finalmente, dal malgoverno, dagli intrecci tra mafia e politica, dai saltimbanchi politicamente ambigui  alla Crocetta, dalla destra berlusconiana che si presenta con le facce di Musumeci e Micciché .
Cosi’ come ci si può  affrancare  dal Cuffarismo e dal Lombardismo che hanno prosciugato le risorse economiche della Sicilia e  i cui semi crescono dentro la nuova UDC e il nuovo Movimento di Lombardo ,gli uni e gli altri  apparentemente fuori da accordi di potere con Crocetta ma pronti ad accordarsi  con questo nuovo  Partito Democristiano tanto simile a queste formazioni e  saldamente nelle mani di uomini SPREGIUDICATI E CINICI  come  Cracolici, Lumia,  Lupo  Papania, Genovese, Crisafulli.
SI ,IL VOTO UTILE PER LA SICILIA E’ QUELLO PER CLAUDIO E PER LE LISTE CHE LO SOSTENGONO .FAVA, UOMO DI SINISTRA,  FIGLIO DI GIUSEPPE UCCISO DALLA MAFIA E SPERANZA PER MILIONI DI  SICILIANI ONESTI  
Toti Costanzo 

giovedì 20 settembre 2012

BAROMETRO ELETTORALE:MUSUMECI E MICCICHE' ,POI CROCETTA E FAVA

PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" CHE CONDIVIDIAMO

Si torna a parlare dei sondaggi. Il riferimento, neanche a dirlo, è alle prossime elezioni regionali. Ieri li abbiamo letti sui quotidiani on line. Oggi li leggeremo sui giornali cartacei. Lo scenario, nella corsa per la presidenza della Regione, è il solito: lotta testa a testa tra Nello Musumeci e Rosario Crocetta, che sarebbero al 27-28 per cento; poi Gianfranco Miccichè al 22 per cento (due punti in più rispetto all’ultima volta); Claudio Fava al 14 per cento (l’ultima volta, con grande ‘lungimiranza’, lo davano all’8 per cento, guarda caso dopo che Italia dei Valori e Un’Altra storia di Rita Borsellino avevano ufficializzato il voto in suo favore…) e Giancarlo Cancellieri all8 per cento.
Non c’è bisogno di dire che per il Barometro elettorale questi dati sono poco convincenti. A noi, detto con franchezza, questi numeri sembrano più espressione del desiderio di voto (da parte di alcuni) che un possibile orientamento di voto. Vediamo di illustrare il perché. 
Partiamo da Nello Musumeci, appoggiato dal Pdl, dal Cantiere popolare e da La Destra. Con grande rispetto per gli autori di questo ennesimo sondaggio, ci permettiamo di ricordare che, nella cosa alla presidenza della Regione, un ruolo fondamentale verrà svolto dalle liste, con il cosiddetto “effetto di trascinamento”, e dal ‘voto disgiunto’: ovvero da quegli elettori che voteranno – per esempio – per uno schieramento di centrosinistra per le elezioni del rinnovo dell’Ars e per un candidato di centrodestra o autonomista (o di qualunque altra posizione politica) per la presidenza della Regione 8e viceversa).
Cominciamo con il Pdl. Ricordiamo che Forza Italia, nei sondaggi per le regionali, veniva sempre data al 28-29 per cento. Poi, però, prendeva il 19-20 per cento (il massimo risultato raggiunto da questo Partito alle regionali siciliane, se non ricordiamo male, è stato il 23 per cento).
Il 28 ottobre questo partito farà a meno di Gianfranco Miccichè, che ‘correrà’ con un proprio simbolo, Grande Sud. Questo ci dice che il Pdl siciliano, al di là dei sondaggi, si fermerà al 14-15 per cento: e il Barometro elettorale ci mette la firma.
A noi risulta che il Cantiere popolare sconti qualche difficoltà nel completare le liste in tutt’e nove le province. Questo significa che tale Partito, a livello regionale, molto difficilmente confermerà il voto delle comunali di Palermo (12-13 per cento). Verosimilmente scenderà al 7-8 per cento (non escludendo sorprese, visto il grande affollamento di liste al ‘centro’ dello schieramento politico).
La Destra di Nello Musumeci proverà a superare lo sbarramento del 5 per cento.
Nel complesso, le liste di Musumeci dovrebbero attestarsi al 25-26 per cento. Considerato che tale candidato usufruirà di un voto disgiunto favorevole (soprattutto a Catania e provincia), il 28-30 per cento è alla sua portata.
Passiamo a Rosario Crocetta, sostenuto da Pd e Udc. Il Pd siciliano se raggiungerà il 14 per cento sarà un miracolo, dopo quattro anni di ‘inciuci’ con i Governi di Raffaele Lombardo. L’Udc siciliana, grazie alla ‘campagna acquisti’, dovrebbe attestarsi sul 10 per cento. Per raggiungere il 28-30 per cento, il candidato Rosario Crocetta dovrebbe prendere 5 o 6 punti di voto disgiunto. Al Barometro elettorale tale ipotesi sembra inverosimile.
Crocetta non toglierà un silo voto all’area di Musumeci. E nemmeno a quella di Miccichè. Il candidato di Pd e Udc vincerà solo in presenza di un crollo verticale del voto a Claudio Fava: cosa che al Barometro elettorale sembra molto improbabile.  
Andiamo a Gianfranco Miccichè, sostenuto da Grande Sud, il Partito dei Siciliani di Raffaele Lombardo, Futuro e libertà e l’Mps di Riccardo Savona.
La lista di Grande Sud, secondo il Barometro elettorale, ‘viaggia’ tra il 7 e il 10 per cento. Il Partito dei Siciliani viene dato tra il 13 e il 15 per cento. Noi non ci crediamo e lo diamo, bene che vada, tra l’8 e il 10 per cento. Fli e Mps si presentanoinsieme e oscillano tra il 5 e il 7 per cento. Nel complesso, le liste che sostengono Miccichè sono sul 25-26 per cento. E se Musumeci, molto forte a Catania, guadagnerà sul voto disgiunto etneo, Miccichè potrebbe intercettare il voto disgiunto di Palermo (e non solo).Morale: il Barometro dà Miccichè molto vicino a Musumeci.
Claudio Fava. Il candidato della Sinistra è sostenuto da due liste: Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino e vari ‘Cartelli’ della Sinistra tutti uniti in un unica lista; e Italia dei Valori. Secondo il Barometro elettorale, entrambe le liste che sostengono Fava supereranno lo sbarramento del 5 per cento. Nel complesso, si dovrebbero attestare tra l’11 e il 13 per cento.
Questo perché in Sicilia c’è ancora uno ‘zoccolo’ di Sinistra del 20 per cento che il Pd rappresenta ormai solo in minima parte. 
Contrariamente ai sondaggi, Fava non è un candidato debole. Contrariamente a quello che lasciano intendere i sondaggi, è Fava che può guadagnare sul voto disgiunto ai danni di Crocetta e non viceversa. Difficile, in questo caso, fare previsioni. Ma il 18-20 per cento ci sembra alla sua portata.
Si dirà: gli elettori di Fava, a questo punto, potrebbero convergere su Crocetta per un fatto strategico. Errore: con Fava candidato e probabile capolista in vari collegi, la Sinistra siciliana ha finalmente la possibilità di iniziare a costruire una reale alternativa di Sinistra per la Sicilia.
Se Fava arriverà al 18-20 per cento e le liste che sostengono al 13-15 per cento – magari superando insieme il Pd – comincerà a prendere piede una ‘rivoluzione’ a partire dai territori, con effetti positivi visibili già dalle prossime elezioni politiche nazionali.  
Poi ci sono gli altri candidati alla guida della Sicilia. Tra questi, a nostro avviso, spicca Giancarlo Cancellieri, del Movimento 5 Stelle. Il sondaggio lo dà all’8 per cento. Secondo il Barometro questo Partito ‘viaggia’ tra l’8 e il 10 sia alle elezioni per la presidenza della Regione, sia nella ‘corsa’ per il rinnovo dell’Ars.
Gli altri candidati, con rispetto parlando, cii sembrano un po’ fuori gioco.

martedì 18 settembre 2012

BAROMETRO POLITICO- LE BUGIE DEI SONDAGGI SU CLAUDIO FAVA


PUBBLICHIAMO DAL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" UN ARTICOLO CHE CONDIVIDIAMO
Ormai da giorni i giornali – adesso anche quelli nazionale – sono invasi da sondaggi sulle elezioni siciliane del prossimo 28 ottobre che non è esagerato definire “teleologici”. Questi sondaggi danno in testa Nello Musumeci (30-31 per cento), al secondo posto Rosario Crocetta (26-27 per cento). Al terzo posto Gianfranco Miccichè (20 per cento 
circa). Al quarto posto, forse a pari merito, con il 10-11 per cento a testa, ci sarebbero il candidato della Sinistra, Claudio Fava, e l’esponente del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancellieri.
In certo giornali, addirittura, Fava verrebbe dato all’8 per cento. Si tratta di sondaggi – lo abbiamo già scritto – poco credibili e, per certi versi, ‘teleologici’, ovvero con dei fini. Uno dei fini potrebbe essere quello di sminuire il candidato della Sinistra – Claudio Fava – magari per convincere gli elettori siciliani che il voto alla Sinistra è inutile. 
In questo articolo cercheremo di dimostrare – con dati di aritmetica elettorale – che i sondaggi sulla candidatura di Fava non stanno né in cielo, né in terra. In realtà, come ora vedremo, facendo parlare i ‘numeri’, le cose stanno esattamente all’opposto. 
La candidatura di Claudio Fava viene appoggiata da forze politiche che, in Sicilia, sono in crescita. Le liste che lo sostengono sono due. La prima è composta da Italia dei Valori, che nell’Isola può contare sulla leadership del Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Alla preparazione di tale lista lavorano da circa due mesi, con grande impegno, i vertici regionali di questo Partito, con in testa il Senatore Fabio Giambrone.
Italia dei Valori, in Sicilia, è già in campagna elettorale. Questo Partito, in condizioni ordinarie, potrebbe raggiungere senza problemi il 9-10 per cento. Ma le elezioni regionali del prossimo 28 ottobre non saranno ordinarie per la presenza di tante liste e per un’oggettiva difficoltà di capire quello che potrebbe succedere (facciamo un esempio: se è abbastanza facile prevedere un buon risultato delle liste del Movimento 5 Stelle di Grillo, è quasi impossibile prevedere il risultato del Movimento dei Forconi, che i sondaggi danno all’1 per cento, ma che potrebbe – a nostro avviso – dare luogo a qualche sorpresa).
Alla luce di queste difficoltà noi diamo a Italia dei Valori una stima che va dal 7 all’8 per cento.
Nella seconda lista che sostiene Fava ritroviamoSel, la Federazione della Sinistra, i Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino e i vari ‘cartelli’ della Sinistra. I sondaggi danno questo schieramento sotto il 5 per cento, che è la soglia di sbarramento raggiunta la quale si ha accesso all’Ars con un certo numero di deputati. Noi, al contrario, diamo questa lista sopra il 5 per cento.  E motiviamo anche il perché, a nostro avviso, questa lista potrebbe prendere dal 6 all’8 per cento dei consensi.
Alle ultime elezioni comunali di Palermo la Sinistra non era unita. Sel si è presentata con il candidato del Pd, mentre Verdi e Federazione della Sinistra sono andati da soli. Ebbene, questi ultimi due Partiti, da soli, hanno sfiorato il quorum, fermandosi al 4,8 per cento. Se si fossero presentato insieme con Sel avrebbero superato il 7 per cento.
Alle prossime elezioni regionali questi partiti si presenteranno insieme in tutta la Sicilia. Uniti e rafforzati dalla presenza di tutti i ‘cartelli’, cioè dei movimenti di Sinistra presenti in Sicilia.
La presenza di una Sinistra unita si inserisce in una competizione elettorale alla quale il Pd siciliano partecipa con un’immagine molto appannata. Per quattro anni il Pd siciliano ha appoggiato un presidente della Regione -Raffaele Lombardo – inquisito per mafia. Un presidente che si è dimesso non per motivi politici, per perché deve essere processato.
Queste cose, nell’elettorato di Sinistra, contano moltissimo. Tra l’altro, il Governo Lombardo ha mal governato la Sicilia: tant’è vero che lo stesso Pd e il candidato alla presidenza della Regione dello stesso Pd e dell’Udc, Rosario Crocetta, non vogliono inserire nelle liste assessori uscenti della giunta Lombardo perché temono di perdere voti: questo perché nell’immaginario politico dell’elettorato siciliano gli assessori uscenti della giunta Lombardo sono sinonimo di mal governo.
Che significa tutto questo? Che, verosimilmente, molti elettori del Pd siciliano voteranno per Fava alla presidenza della Regione e – soprattutto – voteranno per i candidati della vera Sinistra alle elezioni per il rinnovo dell’Ars.
Queste brevi constatazioni, quasi ovvie, demoliscono il sondaggio che danno Fava candidato alla presidenza della Regione sotto il 10 per cento. Sommando aritmeticamente il 7-8 per cento di Italia dei Valori e il 6-7 per cento della lista della Sinistra unita Fava arriva già, tenendosi ai minimi, al 13 per cento.
Ma a questo dato – lo ripetiamo – bisognerà aggiungere il voto in ‘uscita’ dal Pd siciliano, Partito ormai screditato sotto tutti i punti di vista. Ricordiamo che la base del Pd è infuriata con i vertici di questo Partito che, per tre anni, hanno impedito la celebrazione del referendum per consentire a iscritti,  militanti e simpatizzanti di pronunciarsi sulla partecipazone al Governo Lombardo del loro Partito.
Ora tutti questi iscritti, militanti e simpatizzanti hanno la possibilità di rivalersi su un Partito – il Pd siciliano – gestito da prepotenti e da furbi che, per tre anni di fila, alle ragioni politiche e culturali della Sinistra, hanno preferito gli affari (in certi casi personali) del Governo Lombardo.
Non è facile quantificare quanti iscritti, militanti e simpatizzanti del Pd siciliano, stanchi delle prepotenze del loro Partito (che, peraltro, ha imposto Crocetta candidato senza il ricorso alle primarie: altro atto di prepotenza nei riguardi della base) voteranno per Fava. A nostro avviso, potrebbero essere tanti.
Ci saranno elettori del Pd che cambieranno radicalmente Partito, votando Fava alla presidenza della Regione e le liste della Sinistra alle elezioni per il rinnovo dell’Ars. E ci saranno anche elettori del Pd – e non saranno pochi – che per dare un ‘segnale’ al proprio Partito, effettueranno il cosiddetto ‘voto disgiunto’: voteranno il Pd alle elezioni per il rinnovo dell’Ars per non tradire il prorpio Partito, ma voteranno Fava alla presidenza della Regione.
Ala luce di queste considerazioni logiche, Fava, partendo dal 13-14 per cento, potrebbe arrivare anche al 17-18-20 per cento. Se poi aggiungiamo il suo valore aggiunto – cioè i voti che prenderà per simpatia – ecco che potrebbe competere anche per la vittoria, cosa che noi abbiamo scritto circa 20 giorni addietro.
Alla luce di questi dati di ‘aritmetica’ elettorale e politica, frutto di un’analisi realistica, di veramente irrealistico, in questi sondaggi, c’è il 26-27 per cento di Crocetta. Per quale motivo il candidato di un Partito – il Pd siciliano – destinato a perdere voti – dovrebbe  prendere un numero voti di voti tre volte superiore a quello che, verosimilmente, prenderà il suo Partito?
Dal 1990 ad oggi – statistiche alla mano – un solo uomo politico, in Sicilia, ha perso il doppio e, qualche volta, il triplo dei voti in più rispetto alla sua lista: si tratta di Leoluca Orlando. Che è stato protagonista di queste ‘prestazioni elettorali’ eclatanti solo a Palermo.
Crocetta – secondo questi sondaggi – dovrebbe emulare Orlando in tutta la Regione. Per giunta on un Partito – il Pd – in picchiata verso il basso. Tutto questo è politicamente e numericamente improbabile. Anche perché, con rispetto parlando, non riconosciamo al signor Crocetta questo carisma.
Il vero dato politico che questi sondaggi ‘teleologici’ cercano di nascondere riguarda, invece, il dramma politico – ed elettorale – del Pd. Questo Partito, nel 2008, ha preso il 18 per cento dei voti. Questo grazie al fatto che ben tre liste non raggiunsero il 5 per cento (fermandosi tutte tra il 4,5 e l 4,9 per cento). Al Pd vennero riconosciuti 36 parlamentari (la maggioranza di centrodestra che aveva stravinto le elezioni aveva già tutt’e 54 i seggi disponibili).
Il 28 ottobre ci saranno sei, sette, forse otto Partiti che raggiungeranno il 5 per cento. Questo significa che il Pd siciliano, se dovesse mantenere il proprio 18 per cento, prenderebbe la metà esatta dei seggi rispetto a quattro anni fa: cioè 18 seggi. Ma poiché scenderà sotto il 18 per cento, si ridurranno anche i seggi.
Sono questi i veri numeri del Pd siciliano, non Crocetta al 27 per cento! 


sabato 15 settembre 2012

E DALLA FINESTRA CHE DA' SU VIA CATANZARO SI SENTE UNA VOCE CHE CHIAMA: ASSESSORE SUPER JHONNYYYYY.....




Ormai non li ferma più nessuno . Sfidano quotidianamente il ridicolo di cui  si coprono e ,soprattutto, sfidano le pernacchie dei cittadini buontemponi che li osservano, seppur di nascosto,  in tutte le loro cervellotiche iniziative. Prendi, ad esempio, il neo assessore all’Ambiente, Jhonny Super . Ora si fa stabilmente accompagnare da alcuni dipendenti che costituiscono una specie di  “ronda” ( è proprio vero che i primi amori politici non si scordano mai !) che presi da compassione lo assecondano . Lui arriva  a botto su di uno dei  tanti cumuli enormi di rifiuti che stanno ammassati attorno ad un cassonetto e che ormai assediano stabilmente la città alla stregua degli  indiani di America quando giravano incessantemente attorno Fort Alamo difeso dagli yankee . Uno degli accompagnatori fornito di robusti guanti e con un dispositivo a protezione delle narici preso in prestito da uno dei pochissimi dipendenti rimasti alla signora Berto, porge a Jhonny un sacchetto sollevato a caso che inizia ad annusare come fanno i cani prima di rendersi conto che li’ qualcosa si troverà..E cosa cerca Jhonny Super? Cerca una traccia, un indizio, una pista: risalire , cioè, a chi l’avrebbe buttato fuori dai cassonetti stracolmi per elevare almeno 200 euro di multa . In una parola  punire il titolare dell’inconsapevole sacchetto  Dietro di lui alcuni dipendenti che , come dicevamo sono soltanto mossi dalla compassione, mentre a poca distanza si esplicita la vigile ed amorevole attenzione di ‘Ntrea .Uno della ronda solleva il sacchetto, lo apre a vista e incomincia ad esaminare minuziosamente il contenuto. Tira fuori  di tutto: 3 cetrioli marcescenti, 5 pomodori ‘cu culu paparu (nel senso che una sua parte è ormai diventata di colore nero rendendolo, dunque,  immangiabile),un quarto di  broccolo scaffirutu, una menza chilata di patati spicati e dunque non più commestibili, una foto di una prima comunione risalente sicuramente ai tempi della buonanima del fotografo Cravotta , quattro lettere di scrocco della locale Agenzia delle riscossioni con la scritta a mano “ Unnavemi nenti di livaricci  picchi’ puvureddi ai sensi di legge”” . Jhonny Super è desolato ma insiste. Si passa ad altro sacchetto. Lo stesso rituale. ‘Ntrea é col fiato sospeso. Jhonny Super,per vedere meglio, viene sollevato da due robusti collaboratori  uno dei quali se lo colloca sulle ampie spalle . Questa volta il tentativo va in porto.Un grido di gioia si leva dal suo petto . Il grido contagia ‘Ntrea, che contagia i due collaboratori,che contagiano un cane randagio che passava per caso e che per le grida runa ‘a cursa pensando al peggio .Dopo avere tirato fuori due pannolini di bimbi ,tre mazzi di ramurazzi ammusciati,una bottiglia vuota di plastica di acqua minerale gassata e tri feddi di muluni purceddu, finalmente LA PROVA INOPPUGNABILE .Si tratta di una lettera con tanto di nome e cognome ed indirizzo . Si chiamano i vigili urbani che arrivano insieme a Jhonny 2°, il Capo  .Si catapultano pure due ausiliari del traffico che si aggiravano  nascosti nei paraggi sempre in attesa di una malcapitata preda. Arrivano Jhonny 3°, Filippino, Vituzzu , perfino i consiglieri Renzo e Lucia  della opposizione perché siano testimoni al di sopra di ogni sospetto. La lettera viene consegnata a Jhonny Super che la guarda con circospezione, l’annusa, la pondera ,la soppesa e finalmente rivolgendosi a uno dei Vigili dice: “La tenga lei  perché dobbiamo subito procedere senza pietà per alcuno a spiccare almeno 200 euro di multa ” . Si va in carovana nella sede della P.M. Attorno al tavolo di lavoro che fu di Giacomino inizia la cerimonia. “Legga- dice con decisione ed autorevolezza Jhonny Sper 1° rivolendosi al Vigile consegnatario- e lei, appuntato, scriva a verbale “.Il silenzio si fa profondo. ‘Ntrea trattiene il respiro .Anche Tandem chiamato telefonicamente da ‘Ntrea ha subito  un’accelerazione delle pulsazioni .Jhonny 2°, il Capo ,suda freddo mentre il vigile ad alta voce legge:” Egr. Sig. Lo Biundo Salvatore ,via Rosolino Pilo - 90047 Partinico  Una voce fioca dice: “ Ma Lo Biundo Salvatore chi?” .Si guardano negli occhi. Filippino abbassa il capo , ‘Ntrea ha un mezzo svenimento, Tandem non si era ancora reso conto , Jhonny 2°,il Capo ,crolla sulla sedia come “corpo morto cade”. Uno dei due Vigili chiede scusa perché costretto a precipitarsi al bagno.L’altro chiede venia e s’arruzzulia giù per le scale. A Vituzzu, per un fenomeno di osmosi inversa ,gli si  ricolorano i capelli .I due della ronda sono frastornati e non capiscono. Renzo e Lucia hanno un attimo di perplessità e poi preso il coraggio a due mani gridano in coro :” Ma è lui, proprio lui, si’,si’. E’il Sindaco. E’ Salvo . Dalla finestra che da sulla via Catanzaro si sente un voce che chiama :”Assessore Super Jhonnyyyyyyyy....” e subito dopo un suono, lungo, prolungato, sinuoso, penetrante, atroce, sconvolgente,sibilante. Forse si tratta di sonora pernacchia .
P.S. Il consigliere provinciale BRIGANO’ sui manifesti elettorali compare senza baffi  Spera ,in tal modo,  che gli elettori lo possano scambiare per un altro e scurdamunni ‘u passatu  mannatimi all'ARS paisà….
Toti Costanzo

venerdì 14 settembre 2012

PUBBLICHIAMO DAL giornale on line "LINK SICILIA" UN ARTICOLO CHE CONDIVIDIAMO

Non abbiamo la fortuna di passare un’ora con Antonello Cracolici, capogruppo uscente (e secondo noi in uscita) del Pd all’Ars. In compenso abbiamo la possibilità di leggere una bella intervista su Live Sicilia. L’occasione per illustrare ai nostri lettori il Cracolici-pensiero.
Craco-pensiero 1/ (a proposito del’assessore regionale alla Salute uscente (e secondo noi in uscita, Massimo Russo) “Nella sanità siciliana ci sono molte cose da migliorare, ma non possiamo ignorare che è stato azzerato un deficit da un miliardo e che abbiamo dovuto smontare un sistema di affari e clientele. O forse qualcuno rimpiange la sanità di Cuffaro e Aiello? Io penso che Russo sia una risorsa. E il Pd farebbe un errore a non capirlo”.
Forse nella sanità di Massimo Russo e Raffaele Lombardo non ci sono clientele? E dove a mettiamo – tanto per citare un esempio -la gestione dell’Azienda ospedaliera ‘Civico’ di Palermo? Che ne dice, l’onorevole Cracolici, dei concorsi ‘cristallini’ per dirigenti tecnici e amministrativi? Erano così ‘cristallini’ che noi abbiamo letto i nomi dei ‘vincitori’ con due-tre mesi di anticipo… Comunque, se l’onorevole Cracolici vuole notizie più dettagliate sul ‘Civico’ di Palermo, può rivolgersi all’onorevole Totò Lentini dell’Udc, al quale è legato da un’alleanza elettorale…
Craco-pensiero 2/ “Io in questi anni ci ho messo la faccia. Credo di avere fatto quello che serviva per creare le condizioni perché oggi il centrosinistra possa battersi per vincere. Se non avessimo fatto quelle scelte, oggi le nostre quotazioni di vittoria sarebbero senz’altro basse”.
E se invece Rita Borsellino fosse stata eletta Sindaco di Palermo e Leoluca Orlando fosse il candidato del centrosinistra unito alla presidenza della Regione quanto sarebbero le “quotazioni di vittoria”?
Craco-pensiero 3/ (a proposito dell’alleanza Pd-Lombardo) “Intanto, le scelte assunte dal Pd sono state mie, ma anche del segretario Lupo, del segretario nazionale Bersani, sempre col consenso della maggioranza degli organi del partito”.
E perché, visto che il PD è il Partito Democratico, non è stata interpellata la base con il referendum, come richiesto da centinaia di dirigenti e militanti dello stesso Partito di Cracolici?Forse perché la base avrebbe smentito Cracolici, Lupo e Bersani? 
Craco-pensiero 4/ (a proposito del rinvio a giudizio di Lombardo) “Siamo stati i primi a chiedere il voto anticipato. Nel frattempo, però, ci siamo frenati in mezzo al guado, come un’auto in doppia fila con le quattro frecce accese”.
E Ludovico Albert, il dirigente generale targato Pd, tornato sulla plancia di comando del dipartimento regionale della Formazione professionale è anche lui “come un’auto in doppia fila con le quattro frecce accese”?