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giovedì 20 settembre 2012

BAROMETRO ELETTORALE:MUSUMECI E MICCICHE' ,POI CROCETTA E FAVA

PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL GIORNALE ON-LINE "LINK SICILIA" CHE CONDIVIDIAMO

Si torna a parlare dei sondaggi. Il riferimento, neanche a dirlo, è alle prossime elezioni regionali. Ieri li abbiamo letti sui quotidiani on line. Oggi li leggeremo sui giornali cartacei. Lo scenario, nella corsa per la presidenza della Regione, è il solito: lotta testa a testa tra Nello Musumeci e Rosario Crocetta, che sarebbero al 27-28 per cento; poi Gianfranco Miccichè al 22 per cento (due punti in più rispetto all’ultima volta); Claudio Fava al 14 per cento (l’ultima volta, con grande ‘lungimiranza’, lo davano all’8 per cento, guarda caso dopo che Italia dei Valori e Un’Altra storia di Rita Borsellino avevano ufficializzato il voto in suo favore…) e Giancarlo Cancellieri all8 per cento.
Non c’è bisogno di dire che per il Barometro elettorale questi dati sono poco convincenti. A noi, detto con franchezza, questi numeri sembrano più espressione del desiderio di voto (da parte di alcuni) che un possibile orientamento di voto. Vediamo di illustrare il perché. 
Partiamo da Nello Musumeci, appoggiato dal Pdl, dal Cantiere popolare e da La Destra. Con grande rispetto per gli autori di questo ennesimo sondaggio, ci permettiamo di ricordare che, nella cosa alla presidenza della Regione, un ruolo fondamentale verrà svolto dalle liste, con il cosiddetto “effetto di trascinamento”, e dal ‘voto disgiunto’: ovvero da quegli elettori che voteranno – per esempio – per uno schieramento di centrosinistra per le elezioni del rinnovo dell’Ars e per un candidato di centrodestra o autonomista (o di qualunque altra posizione politica) per la presidenza della Regione 8e viceversa).
Cominciamo con il Pdl. Ricordiamo che Forza Italia, nei sondaggi per le regionali, veniva sempre data al 28-29 per cento. Poi, però, prendeva il 19-20 per cento (il massimo risultato raggiunto da questo Partito alle regionali siciliane, se non ricordiamo male, è stato il 23 per cento).
Il 28 ottobre questo partito farà a meno di Gianfranco Miccichè, che ‘correrà’ con un proprio simbolo, Grande Sud. Questo ci dice che il Pdl siciliano, al di là dei sondaggi, si fermerà al 14-15 per cento: e il Barometro elettorale ci mette la firma.
A noi risulta che il Cantiere popolare sconti qualche difficoltà nel completare le liste in tutt’e nove le province. Questo significa che tale Partito, a livello regionale, molto difficilmente confermerà il voto delle comunali di Palermo (12-13 per cento). Verosimilmente scenderà al 7-8 per cento (non escludendo sorprese, visto il grande affollamento di liste al ‘centro’ dello schieramento politico).
La Destra di Nello Musumeci proverà a superare lo sbarramento del 5 per cento.
Nel complesso, le liste di Musumeci dovrebbero attestarsi al 25-26 per cento. Considerato che tale candidato usufruirà di un voto disgiunto favorevole (soprattutto a Catania e provincia), il 28-30 per cento è alla sua portata.
Passiamo a Rosario Crocetta, sostenuto da Pd e Udc. Il Pd siciliano se raggiungerà il 14 per cento sarà un miracolo, dopo quattro anni di ‘inciuci’ con i Governi di Raffaele Lombardo. L’Udc siciliana, grazie alla ‘campagna acquisti’, dovrebbe attestarsi sul 10 per cento. Per raggiungere il 28-30 per cento, il candidato Rosario Crocetta dovrebbe prendere 5 o 6 punti di voto disgiunto. Al Barometro elettorale tale ipotesi sembra inverosimile.
Crocetta non toglierà un silo voto all’area di Musumeci. E nemmeno a quella di Miccichè. Il candidato di Pd e Udc vincerà solo in presenza di un crollo verticale del voto a Claudio Fava: cosa che al Barometro elettorale sembra molto improbabile.  
Andiamo a Gianfranco Miccichè, sostenuto da Grande Sud, il Partito dei Siciliani di Raffaele Lombardo, Futuro e libertà e l’Mps di Riccardo Savona.
La lista di Grande Sud, secondo il Barometro elettorale, ‘viaggia’ tra il 7 e il 10 per cento. Il Partito dei Siciliani viene dato tra il 13 e il 15 per cento. Noi non ci crediamo e lo diamo, bene che vada, tra l’8 e il 10 per cento. Fli e Mps si presentanoinsieme e oscillano tra il 5 e il 7 per cento. Nel complesso, le liste che sostengono Miccichè sono sul 25-26 per cento. E se Musumeci, molto forte a Catania, guadagnerà sul voto disgiunto etneo, Miccichè potrebbe intercettare il voto disgiunto di Palermo (e non solo).Morale: il Barometro dà Miccichè molto vicino a Musumeci.
Claudio Fava. Il candidato della Sinistra è sostenuto da due liste: Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Un’Altra storia di Rita Borsellino e vari ‘Cartelli’ della Sinistra tutti uniti in un unica lista; e Italia dei Valori. Secondo il Barometro elettorale, entrambe le liste che sostengono Fava supereranno lo sbarramento del 5 per cento. Nel complesso, si dovrebbero attestare tra l’11 e il 13 per cento.
Questo perché in Sicilia c’è ancora uno ‘zoccolo’ di Sinistra del 20 per cento che il Pd rappresenta ormai solo in minima parte. 
Contrariamente ai sondaggi, Fava non è un candidato debole. Contrariamente a quello che lasciano intendere i sondaggi, è Fava che può guadagnare sul voto disgiunto ai danni di Crocetta e non viceversa. Difficile, in questo caso, fare previsioni. Ma il 18-20 per cento ci sembra alla sua portata.
Si dirà: gli elettori di Fava, a questo punto, potrebbero convergere su Crocetta per un fatto strategico. Errore: con Fava candidato e probabile capolista in vari collegi, la Sinistra siciliana ha finalmente la possibilità di iniziare a costruire una reale alternativa di Sinistra per la Sicilia.
Se Fava arriverà al 18-20 per cento e le liste che sostengono al 13-15 per cento – magari superando insieme il Pd – comincerà a prendere piede una ‘rivoluzione’ a partire dai territori, con effetti positivi visibili già dalle prossime elezioni politiche nazionali.  
Poi ci sono gli altri candidati alla guida della Sicilia. Tra questi, a nostro avviso, spicca Giancarlo Cancellieri, del Movimento 5 Stelle. Il sondaggio lo dà all’8 per cento. Secondo il Barometro questo Partito ‘viaggia’ tra l’8 e il 10 sia alle elezioni per la presidenza della Regione, sia nella ‘corsa’ per il rinnovo dell’Ars.
Gli altri candidati, con rispetto parlando, cii sembrano un po’ fuori gioco.

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