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lunedì 1 settembre 2008

>>>COS'E' L'APS? SEMPLICE: IO TI ANTICIPO I SOLDI,TU MI CONSEGNERAI IL SERVIZIO IDRICO, IO FACCIO AFFARI E I CITTADINI PAGANO!

Sarà capitato anche ai nostri lettori meno informati, in questi ultimi giorni durante i quali si é completato il trasferimento dell'acqua del pozzo di Podere Reale (cosa indiscutibilmente utile per la nostra città), di chiedersi: ma cosa é questa APPIESSE cui ha fatto ripetutamente riferimento Lo Biundo nelle sue interviste? E perché tanti apprezzamenti quando ha sostenuto che "non avendo il nostro Comune nemmeno un soldo" si doveva ringraziare, appunto, l'APPIESSE che "ci avrebbe fatto questo grande favore" e cioé di dare le somme necessarie alla realizzazione dell'adduzione?
Io penso che il Sindaco non abbia spiegato il ruolo dell'APPIESSE non certo per particolari ragioni ma perché convinto che di questa Società per azioni, appunto le ACQUE POTABILI SICILIANE(APS) si avesse chiara conoscenza. E, invece, così non é. Per cui invitiamo i nostri lettori ad andare sul sito apposito per saperne di più.
Noi ci limitiamo a dire che basta leggere un articolo del Giornale di Sicilia di ieri per avere la conferma di qunto noi abbiamo affermato in questi ultimi due anni, così come lo ha affermato l'Associazione LIBERACQUA ed alcuni Sindaci della Provincia tra cui Mimmo Giannopolo che guida il Comune di Calatvuturo e che non ha voluto ad oggi, e insieme a lui almeno altri 50 Comuni, trasferire gli impianti di gestione dell'acqua alla Società. E, cioé, che l'acqua é un bene pubblico e deve restare nelle mani di chi democraticamente é stato eletto.
Dice, comunque, il GdS di ieri che nel Comune di Lercara é stata chiesta la convocazione urgente del Consiglio perché la società APS, cui é stato trasferito tutto il servizio idrico, avrebbe chiesto esose somme per la fornitura dell'acqua.
Dunque l'APS é questo: un soggetto privato cui é stato affidata in concessione dall'ATO idrico 1 Palermo e per trent'anni l'acqua, bene pubblico ed indispensabile, per farne una MERCE. Una merce dalla quale i privati investitori ne dovranno trarre necessariamente ampi profitti. Un pò come é stato per il gas e come sarà per altri bene essenziali.
Finisce, o potrebbe finire dunque, un'epoca in cui i Comuni, democraticamente, gestivano e distribuivano l'acqua (anche se non sempre quelle gestioni potevano essere additate a "modello") e si apre IL GRANDE AFFARE delle PRIVATIZZAZIONI, affare sponsorizzato non solo dal centro destra ma da buona parte del Partito Democratico. Contro il Ministro Lanzillotta dell'ultimo Governo Prodi il nostro Partito ha dovuto aprire un forte scontro perché in Italia si fermasse questo processo che avrà, tra le altre cose, costi improponibili soprattutto per le fasce deboli della popolazione.
Dunque l'APS non fa elargizioni, non dà soldi senza il riscontro. E dunque a Partinico i soldi anticipati altro non sono se non "un'anticipazione", "un prestito" che dovrà essere restituito con tutti gli interessi se il Comune di Partinico e questa Giunta decideranno di trasferire tutto il Servizio, e dunque anche le risorse idriche, a questa Società.
Abbiamo forte il timore, se non il convincimento, che Lo Biundo e la sua coalizione dovranno subordinarsi alle decisioni di quanti, politicamente, su di loro hanno giurisdizione. E costoro hanno già messo le mani su di un nuovo strumento di potere (come il già conosciuto ATO Rifiuti) dal quale trarne grandi vantaggi clientilari e dunque elettorali.
Intanto registriamo che ancora ad oggi i contatori nelle nostre abitazioni non sono stati collocati(ovviamente fino ad ora non daremo la responsabilità a questa Amministrazione) né se risulta vero che continuiamo a pagare all'AMAP le somme relative al costo di 10 litri secondo per un'acqua che dal potabilizzatore Cicala va a Balestate, il quale Comune non avrebbe attinto per la stessa quantità ai pozzi EAS che dovevano servire Partinico. Ora, tutti sanno, che i pozzi EAS si sono prosciugati e dunque quei litri-secondo mancano nel conteggio delle disponibilità nostre. Continuiamo a pagare?
Non sarebbe male che qualcuno potesse rispondere al nostro interrogativo.

Toti Costanzo

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