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giovedì 11 settembre 2008

E VINCENZONE E VITUZZU ALLA PROVINCIA SPOPOLARONO

SPIGOLANDO
Ci sono cose che si raccontano anche se tu li ritieni inverosimili.
Tuttavia quel che racconteremo é stato a noi raccontato. Dunque, acquisitelo, come abbiamo fatto noi, con tutte le riserve del caso e con tanto di beneficio dell'inventario.
Ora, dovete sapere, che di recente l'Assemblea dei Consiglieri provinciali di Palermo si riunì per eleggere i "Questori" cioé una Commissione composta da tre Consiglieri, appunto Consiglieri-Questori, di cui uno, obbligatoriamente, in rappresentanza delle minoranze.
Questi Questori pare che abbiano anche dei discreti vantaggi nel senso che gestiscono anche loro un poco di "potere". Ad esempio, pare, che possano anche finanziare feste, festicciuole, mangiate a sbafo, musica e canzoni, ballitti ed altro ancora. Ora, noi questo lo dobbiamo dire a voce bassissima perché se arriva alle orecchie dei "nostri", apriti cielo! I viaggi alla Provincia 'di cca' natrannu pi l'autra notti si sprecheranno nel senso che, un giorno si e uno no si metteranno dietro l'uscio di Pazzo Comitini "comu 'i zicchi" che, per levarseli di dosso devono ricorrere alla cure del medico.
Dunque dicevamo dei Questori. Orbene, ad essere eletto quale rappresentante della maggioranza, e poi nominato anche Presidente, é stato il nostro Vincenzone.
Un riconoscimento dei Consiglieri al concittadino ed un sincero augurio da parte nostra.
Ora, ritorniamo a quel che abbiamo avuto raccontato e a cui noi, in verità, non abbiamo voluto credere.
Pare che Vincenzo, non appena eletto Presidente dei Questori (una carica che, per intenderci ma con tutte le differenze del caso, puo equipararsi ad un capo della Polizia) avendo intercettato coloro i quali non l'avevano, per ovvie ragioni, votato rivolgendosi ai Commessi d'aula, che come é risaputo vestono "una divisa", con piglio autorevole e determinato gridò al loro indirizzo: "Sono il Presidente dei Questori. Camerati Commessi, a noi, arrestateli tutti!".
Come potete ben pensare successe un vivamaria e accadde a Vincenzo quel che capitò all'onorevole Vittorio Emanuele Orlando quando doveva essere eletto Presidente del Consiglio. Si racconta che si portò appresso, a Roma, il capomafia della zona il quale incazzato per le aspre critiche che i Parlamentari dell'opposizione rivolgevano al neo Presidente-compare ebbe a dire, seppur a bassa voce, all'onorevole :"Eccellenza, chi ffà i fazzu ammazzari tutti?"
E l'on. Orlando, sempre a bassavoce gli rispose : "A Scì ( Francesco n.d.r.) ma chi ti pari 'ca semu a Partinicu?"
E così Totino (auguri per il matrimonio), che aveva accompagnato Vincenzo in Provincia con comprensibile trepidazione, gli tirò la giacca e gli sussurrò: "Vicé, viri ca si nun ti zitti, nnarestanu a tutti rui!"
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C'é una bellissima espressione che viene utilizzata quando nostri amici, a lungo fidanzati , arrivano all'altare. Tutti gridiamo: "Finalmente sposi!".
A questo abbiamo pensato alla notizia che il nostro Vituzzu era stato nominato Assessore alla Provincia di Palermo.
Finalmente Assessore, abbiamo detto. E così il suo nome si aggiungeva a quello di don Pino, 'u zzu' Totò ( puntini, puntini) e, dulcis in fundo, Cintulicchia.
Finalmente! Era ora! Ma che cosa spettavano ancora! abbiamo detto anche noi. E la nostra gioia si aggiunge a quella di tutti quegli amici che il Sabato mattina l'aspettano nei pressi del Bar di Piazza Duomo suscitando l'invidia di tanti. "Vitu' ma chi cci fai..."
Anche le deleghe sono di grande prestigio e responsabilità. Ad esempio: dare disposizioni agli uffici di analizzare "un fumo" e stabilire se si tratta di "puzza" o di "zagara-zuma"; oppure se nelle riserve, di riversu quagghiu, s'intrufolano i loschi cacciatori alla don Petru, per fare strage di poveri conigli, lepri, volpi argentate, folaghe e qualunque tipo d'animale che sbatte un'ala e che ha la sventura di "capitari a tiru"; o, ancora, se a Capo Rama o in altre riserve orientate il biotipo sia "ripariale", "umido", o "del mare". Si potrebbe continuare.
Ma no, abbiamo scherzato, e Vito Di Marco non ce ne voglia. Il fatto é, al contrario, che lui ha avuto un giusto riconoscimento e gli sono state assegnate deleghe importanti, di prestigio, cariche di responsabilità.
Un Assessore può fare poco ma può fare tanto. Da Vito Di Marco la comunità territoriale si aspetta tanto.

Sala Rossa

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